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“Cagliari ha un’aria di abbandono, c’è poca cura della città”. Sono le parole di Francesca Ghirra, consigliera comunale dei Progressisti sconfitta alle elezioni amministrative del 2019 contro l’attuale primo cittadino Paolo Truzzu.  “L’attuale Giunta mi sembra un po’ improvvisata, sono poco attenti. Come ho detto molte volte, in questo sono stati molto democratici perché hanno abbandonato un po’ tutte le zone della città, non c’è un quartiere che è stato più curato rispetto ad altri”, dice togliendosi qualche sassolino dalla scarpa descrivendo il lavoro del governo cittadino. “Non riescono a governare la città”. Le criticità? In tutti i campi: dalla sicurezza ai rifiuti, passando per il verde pubblico. 

Come giudica i tre anni di amministrazione Truzzu?

“Sono dispiaciuta per la nostra città. C’erano tante opere programmate, affidate e alcune in dirittura d’arrivo e l’amministrazione comunale attuale non ne ha saputo approfittare.  Sicuramente non sono stati fortunati per via del Covid, però è evidente che non siano stati capaci di portare avanti tutto il lavoro che era già stato programmato”. 

Qualche esempio?

“Il progetto via Roma che è stato presentato di recente, non si concretizzerà entro la fine del mandato. Poi ci sono altri temi come l’Anfiteatro romano che avevano promesso di aprire già nell’estate del 2019, ma sono ancora in corso lavori di restauro. Sono al palo le progettazioni per renderlo fruibile agli spettacoli.  Mi pare che l’ultimo atto per l’Anfiteatro risalga a dicembre dello scorso anno.  Poi ci sono i due grandi temi che hanno caratterizzato la loro campagna elettorale. Da un lato c’è la questione dei rifiuti, dove non è stato apportato nessun correttivo al sistema vigente, per cui la città purtroppo continua a essere molto sporca, ci sono tante discariche in giro.  Sicuramente molte questioni non sono imputabili all’amministrazione comunale ma alla maleducazione di alcuni, però è anche vero che il servizio è molto carente. Con la precedente amministrazione comunale almeno nel periodo estivo lavavamo le piazze, ora invece ci sono quartieri dove è impossibile passare perché sono sporchi”. 

Per quanto riguarda la sicurezza invece?

“E' stato affrontato in modo assurdo in passato quando erano all’opposizione, con le fiaccolate organizzate contro l’amministrazione.  Quando sono arrivati al governo della città hanno addirittura istituito l’assessorato per la Gestione della sicurezza, però poi non si dimostrano in grado di presidiare neanche il centro storico.  Quello che sta succedendo in Marina è sotto gli occhi di tutti, nonostante siano aumentati anche i vigili urbani con le nuove assunzioni.  Poi stanno criminalizzando questi gruppi di giovani che sicuramente hanno un sacco di problemi legati anche al fatto di essere rimasti chiusi in casa due anni - per via del Covid ndr - e anziché individuare delle soluzioni, a supporto delle politiche sociali, Truzzu si è rivolto alla ministra Lamorgese per avere un supporto da parte dello Stato.  In estrema sintesi a me pare che non siano in grano di gestire né le questioni ordinarie, con le manutenzioni cittadine, né di svolgere una programmazione di ampio respiro”.

Quali sono le criticità più grandi di questa amministrazione?

"Possiamo dire che la questione dei rifiuti e della sicurezza rappresenti il fallimento del loro cavallo di battaglia in campagna elettorale. Io ho vissuto a Napoli, Roma e altre grandi città e Cagliari non mi è mai sembrata pericolosa.  Il problema è che stanno trasformando, ancora una volta, dei temi che riguardano la gestione del quotidiano in temi da campagna elettorale.  Questo non va bene, né per garantire una vita serena ai cittadini, né in chiave turistica, perché se vogliamo attrarre delle persone a Cagliari sicuramente non possiamo dipingerla come città pericolosa. Non è una strategia vincente.  Però non credo che siano queste le più grandi criticità. 

Il più grande fallimento?

Non riescono a governare la città.  Non riescono a garantire servizi di qualità , siamo peggiorati in tutto. Dagli asili, al trasporto pubblico locale, passando per la gestione del verde pubblico.  Quindi dalle cose di piccola manutenzione fino alle grandi progettazioni di opere pubbliche. Come per esempio il ponticello della pista ciclabile che doveva collegare via Roma a Sant’Elia, in tre anni non sono riusciti a collaudarlo. Ora è finito, ma chissà quando lo renderanno fruibile.  Credo che le capacità di un’amministrazione comunale si misuri da quesito, ovvero dare risposte e servizi ai cittadini e rendere la città fruibile con una buona qualità di vita. Cagliari - con la precedente amministrazione - era diventata una città secondo me che ambiava ad avere un risalto europeo, abbiamo lanciato tante sfide negli anni dalla capitale della cultura alla capitale dello sport, del verde. Quest’ultimo era un progetto che abbiamo attivato noi e che Truzzu ha portato avanti. Cagliari prima era una città ben amministrata, ora non penso che si possa dire lo stesso”.

Qualcosa è migliorato in questi anni?

“A me non sembra, ma io sono di parte quindi mi rendo conto che il mio non è un giudizio obiettivo. Però io ho tanti amici che vivono all’estero che quando tornano sono sconcertati da come sia peggiorata la città.  Ha un’aria di abbandono.  Non c’è un quartiere che trattano come vetrina, che curano.  Oggi per esempio sono andata a pranzo alla Marina e ci sono delle zone dove è disgustoso camminare, perché ci sono odori nauseabondi, tra rifiuti e utilizzo delle vie della città come orinatoi.  Poi c’è il paradosso che chi ha un cane si debba portare la bottiglietta d’acqua dietro, però quando lo fanno gli umani nessuno provvede a pulire. È allucinante. In tutte le città comunque - ed era previsto nel nostro servizio - almeno una volta alla settimana si lavano le strade. Soprattutto d’estate è necessario.  Il lavaggio e lo spiazzamento delle strade mi sembra sia sparito. Non vedo un netturbino da mesi. Poi hanno sospeso anche la rimozione delle auto in sosta. Significa che non passano più con i mezzi ma nemmeno nella carreggiata”.  

 



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E improvvisamente ecco Cagliari: una città nuda che si alza ripida, ripida, dorata, accatastata nuda verso il cielo dalla pianura all'inizio della profonda baia senza forme”. Riappropriarsi della città, così come ci appare vista dal mare. Questa l'intenzione dichiarata del Sindaco Paolo Truzzu, che questa mattina di mercoledì 19 luglio, presso il Teatro Massimo, ha scelto di aprire i lavori per la presentazione alla cittadinanza del progetto “Una promenade verde per il lungomare di Cagliari” citando lo scrittore D.H.Lawrence e la sua prima impressione alla vista della “città bianca”.

Il progetto di ridefinizione del waterfront, prevede la riqualificazione della passeggiata di via Roma, un intervento sul fronte del porto e la sistemazione di Piazza Matteotti ed è frutto della gara vinta dal raggruppamento temporaneo di: MATE Società Cooperativa, Stefano Boeri Architetti, StudioSilva, S.T.P., MIC-HUB, con l’archeologo Demis Massimiliano Murgia.

"Ho sempre pensato di ricostruire il rapporto intimo tra Cagliari e il suo mare - ha affermato il Sindaco Truzzu -. Del resto, i grandi viaggiatori del passato arrivavano proprio dal mare e l’attenzione si soffermava soprattutto su Via Roma, che brulicava di vita, di scambi e iniziative commerciali. Oggi, con uno sguardo contemporaneo, voglio recuperare gli spazi pubblici lungo la linea parallela allo specchio d’acqua che consentano a cittadini e visitatori la piena fruizione.
Mi piace pensare ad un grande spazio verde, integrato, che parte da piazza Matteotti fino all'estremità del porto, con soluzioni innovative per il traffico. Tutte le principali città del Mediterraneo stanno ripensando gli spazi intorno alle aree portuali. Cagliari, con la sua straordinaria posizione baricentrica, non può stare indietro. Ho l’ambizione di costruire una città che unisca temi identitari e moderni, capace di cogliere tutte le opportunità, sociali, culturali ed economiche caratteristiche di chi vive sulle sponde del Mare Nostrum".

Riallacciare i rapporti con la storia della città e con il mare, quindi, grazie a questo intervento urbano e paesaggistico, che si propone di ripristinare il valore sociale e ambientale del lungomare, attraverso una promenade verde, in grado di riprendere l'originaria funzione ottocentesca di Via Roma, rieditata in chiave contemporanea, con grande attenzione alla sostenibilità e alla forestazione.

Non a caso l'architetto Stefano Boeri, intervenuto per illustrare il progetto nel suo complesso, è partito da un'immagine d'epoca, in cui è ritratta una Via Roma-boulevard, così come fu pensata da Carlo Visca, orgoglio di una città che così esprimeva la sua autorevolezza, il decoro, anche grazie alla monumentalità del suo arredo verde.

E proprio a partire dalla tradizione cagliaritana dei viali alberati, il progetto definisce uno spazio pubblico continuo, pedonale e ombreggiato, con funzioni di polmone verde, luogo della socialità cittadina e elemento funzionale, in quanto connettore in senso trasversale tra la città e il mare e in senso longitudinale tra la Stazione FFSS e Piazza Ingrao.

Al verde il progetto riserva grande peso, nel rispetto della filosofia di forestazione urbana, per tutelare la biodiversità, combattere gli effetti del cambiamento climatico e purificare l'aria. Verranno piantumati più di 200 nuovi alberi - oltre a mantenere tutta la componente arborea presente - e con la realizzazione di 5.700 mq di aree verdi, si garantirà la creazione di un nuovo parco cittadino facilmente accessibile da tutto il fronte di Via Roma. Questo permetterà anche di trattenere polveri sottili e assorbire CO2, oltre che abbattere l’effetto “isola di calore” e mitigare il microclima. Rispettando lo spirito del sito, il progetto - attraverso la selezione accurata di essenze vegetali, materiali minerali e arredi urbani - restituirà una percezione uniforme e identitaria, superando la disomogeneità e disordine dello stato attuale.

Altro asset fondamentale del progetto la mobilità: viene previsto il restringimento a due corsie sulla viabilità principale, proprio per estendere lo spazio pubblico della città fino al mare. In questo modo nuove strategie legate alla mobilità trasformeranno in opportunità le potenzialità fino ad oggi inespresse del nodo della Stazione, di Piazza Matteotti e della Marina. Il nuovo hub di interscambio modale per il trasporto pubblico e la razionalizzazione dei bacini di sosta permetteranno di liberare suolo pubblico a favore di spazi pubblici sostenibili e di qualità.

Il progetto della promenade si colloca nel contesto di un potenziale masterplan di inquadramento generale, in grado di mettere a sistema gli interventi e i progetti previsti dalla programmazione strategica e urbanistica del Comune, così come da altri enti quali l'Autorità di Sistema Portuale.

In particolare, il piano prevede l’implementazione di una mobilità sostenibile basata su principi di prossimità e pedonalità. Una rete di percorsi potrà collegare tutte le aree verdi con il resto del quartiere Marina, in modo che l’intero parco possa diventare un efficiente connettore urbano e sociale tra il tessuto urbano e il mare, recuperando un rapporto fino ad ora negato. 

In questo contesto, gli interventi su Largo Carlo Felice e viale Regina Margherita potranno giocare un ruolo cardine per ricollegare il mare alla città, stabilendo una connessione diretta con il Castello. 

Tra gli altri elementi nodali del masterplan, la “Piazza sul Mare” rappresenterà uno spazio pubblico fruibile per tutti, in continuità con il viale alberato, con campi sportivi (nella nuova “rambla dello sport”), aree ricreative e dehors per la sosta e il relax. 

Il masterplan include come suggerimenti anche una passerella di collegamento da piazza Ingrao con il porto vecchio, rinnovato nelle sue strutture primarie, e un Transit Hub intermodale nei pressi della Stazione ferroviaria. 

A partire dalle strategie sostenibili tra le quali la produzione energetica da fonti rinnovabili - attraverso l’utilizzo di pannelli fotovoltaici che potrebbero garantire l’autosufficienza energetica della comunità - e la mobilità pulita, il masterplan renderebbe il lungomare di Cagliari una nuova centralità pubblica, accessibile per la città e innovativa, rinnovandone il valore identitario. 

“La nostra è una proposta semplice e realizzabile – ha concluso l'architetto Stefano Boeri - per dare alla “città bianca”, una città che amo, una delle più belle del Mediterraneo, una passeggiata verde e ombreggiata che la avvicini al blu profondo del suo mare. Che Cagliari e il suo centro storico ritrovino una relazione diretta e pedonale con il loro porto è una sfida bellissima, a cui siamo felici di contribuire. Vorrei che questo progetto, riveduto e dettagliato con l’aiuto delle istituzioni e dei cittadini, diventi un impegno da realizzare nei prossimi anni. Senza ritardi, senza inutili polemiche, tutti insieme.”

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"La Sardegna ha detto con forza no all'energia nucleare e al deposito di scorie con il referendum del 2011. La questione dovrebbe essere chiusa e la volontà popolare rispettata. Ancora una volta, invece, lo Stato prevarica e disattende la volontà del popolo sardo in modo arrogante e oltraggioso. Come se non bastasse, comunicando la decisione nel bel mezzo di un'emergenza sanitaria ed economica che ha il solo effetto di esasperare ulteriormente la popolazione in un momento già molto difficile": è la posizione del sindaco di Cagliari Paolo Truzzu a seguito della pubblicazione della Cnapi da parte di Sogin: si tratta della mappa con la aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito unico delle scorie nucleari. E la Sardegna è presente con 14 siti potenziali. 

"La Sardegna paga il conto già estremamente salato delle decisioni dello Stato su energia, trasporti e continuità territoriale, e bonifiche dei siti industriali abbandonati e mai riconvertiti", prosegue Truzzu, "Trasformare la nostra isola in un deposito di scorie nucleari non si sposa con il progetto di sviluppo economico che si fonda su ambiente e turismo e passa dunque da tutt'altre prospettive. Non è un fatto ideologico, ma di rispetto. Il rispetto della nostra regione e del popolo sardo". 

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Si apre il percorso verso una nuova vita, fatta di visite e spettacoli, per l'Anfiteatro romano di Cagliari: "Oggi è stata bandita la gara per progettare la messa in sicurezza, la tutela, il restauro e l’apertura agli spettacoli dell’Anfiteatro Romano". L'annuncio è del sindaco del capoluogo sardo Paolo Truzzu, che prosegue: "Lo avevo promesso in campagna elettorale, e dopo lo stanziamento di 200 mila euro dello scorso agosto, ora partirà la gara per la progettazione.
Un altro piccolo passo per restituire alla città uno dei suoi spazi più suggestivi e tornare a rivivere le emozioni di un tempo". 

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Approda a Cagliari la “Cupra FIP Tour 2020”: dalla giornata di oggi, mercoledì 16, a domenica 20 dicembre al Palazzetto dello Sport in via Rockefeller si disputerà la finale che incoronerà i migliori professionisti del padel mondiale, con il patrocinio dal Comune e della Regione. 

A sfidarsi nel campo allestito al PalaPirastu e al Tennis Club di Monte Urpinu, saranno 32 atleti e 32 atlete provenienti da 16 Paesi (Italia, Spagna, Cile, Brasile, Francia, Stati Unti, Germania, Inghilterra, Lituania, Olanda, Paraguay, Portogallo, Messico, Argentina, Svizzera, Uruguay, ) e 5 continenti diversi, tesserati alla IPF (International Padel Federation) per la stagione agonistica 2020.

“Cagliari si dimostra una volta di più capitale dello sport. È una città dotata di impianti e strutture che possono essere messe a disposizione delle più svariate discipline, ha capacità organizzative e risorse naturali che permettono di offrire scenari importanti”, ha detto il sindaco Paolo Truzzu intervenendo alla conferenza stampa di presentazione dell'evento, ricordando le gare di padel dello scorso settembre ospitate nella terrazza del Bastione di Saint Remy.

“Dopo la tappa del ‘World padel tour’ a settembre, torna a Cagliari questa emergente disciplina per confermare l’importanza del progetto legato alla promozione turistica: trasformare la Sardegna nell’isola dei grandi eventi sportivi, grazie ad una rete di appuntamenti di qualità”, ha detto l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa, “Anche in questa occasione si sfideranno i migliori giocatori del mondo, amplificando, soprattutto a livello mediatico, l’importanza della manifestazione – ha aggiunto l’assessore Chessa – Lo sport è un fondamentale strumento di promozione dell’immagine nazionale ed internazionale della Sardegna, anche per il positivo messaggio che lancia in questo difficile periodo di crisi. Nonostante le perduranti difficoltà, anche organizzative, causate dall’emergenza sanitaria, la Sardegna ha saputo cogliere le opportunità fornite da manifestazioni di questo livello. Proseguiremo con questo programma, perché gli eventi sportivi possono contribuire alla destagionalizzazione dei flussi turistici, portando la bellezza e l’unicità della Sardegna nelle case degli appassionati grazie ai media di tutto il mondo”. 

“Io”, ha aggiunto Truzzu, spero che ci possano essere altre occasioni per accogliere a Cagliari questa importante manifestazione, che rappresenta per la città e per tutta la Sardegna una importante occasione di promozione territoriale a livello planetario che permette di generare indotto ed economia. Ma anche di creare un clima di fiducia e di speranza”, ha concluso il primo cittadino riferendosi all'emergenza Covid-19.

 

Alle Finals di Cagliari partecipano i migliori atleti del Padel mondiale. Scenderanno in campo campioni del calibro di Juan Martin Diaz (spagnolo attualmente n.21 del “Ranking Race 2020”) e Sebastian Nerone (ARG), rispettivamente in coppia con Pablo Lijo (SPA, n.29) e Javier Valdes (CHI), oltre a giovani promesse iberiche, ormai ai vertici, come Arturo Coello (vincitore del FIP Star di Cagliari) e Javier Garrido (n. 25). E poi, a livello femminile, la coppia Sofia Arauyo (POR, n.28)-Virginia Riera (ARG, n.25) le quali hanno disputato il Master Final WPT di Minorca (entrando di diritto nelle migliori 8 coppie del World Padel Tour).

Tra gli italiani la coppia meglio classificata è quella composta da Marcelo Capitani (n. 277) e Simone Cremona (n. 224), freschi vincitori del Master Finale del Circuito Slam Padel by Mini 2020 su Lorenzo Di Giovanni (n. 342) e Riccardo Sinicropi (n. 342), anch’essi in tabellone, come i semifinalisti Michele Bruno (n. 202) e Emanuele Fanti (n. 252). Filippo Scala (n. 293, Ita) giocherà in coppia con lo spagnolo Alfonso Viuda Hernandez (n. 140). Nel femminile le quinte favorite sono Chiara Pappacena e Giulia Sussarello, reduci dalla vittoria nel Master Finale del Circuito Slam Padel by Mini 2020 e prima coppia tutta italiana a raggiungere gli ottavi in una tappa del World Padel Tour. Le altre coppie azzurre in gara sono: Carolina Orsi (n. 125)- Erika Zanchetta (n. 168), Valentina Tommasi (n. 121) – Emily Stellato (n. 147), Francesca Ligotti (n. 220) – Claudia Cascella, (n. 194) e Martina Lombardi (n. 171) – Martina Pugliesi (n. 257).

Accanto al sindaco Truzzu e all'assessore regionale Gianni Chessa, il presidente della Federazione internazionale di Padel, Luigi Carraro, e il presidente del Tennis Club Cagliari, braccio operativo dell'organizzazione “Cupra FIP Finals 2020”. Tutti concordi su come la manifestazione rappresenti “un segnale positivo” e di “rispetto delle regole anche durante questo complesso momento storico”. Ma anche “spettacolo di altissima qualità che sa coniugare promozione della destinazione turistica attraverso i grandi eventi anche nei periodi lontani dalla stagione estiva”.

 

 

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Il sindaco Paolo Truzzu è stato nominato dal presidente nazionale Antonio Decaro, vice presidente dell'Anci con delega in materia di Trasporto pubblico locale e traffico urbano. "Sono certo che il tuo prezioso e fattivo contributo in questo ruolo - afferma Decaro nella sua nota di nomina - sarà fondamentale per la vita associativa e per sostenere e tutelare sempre con maggiore determinazione gli interessi dei Comuni e delle Città in un'ottica di affermazione dell'interesse generale del Paese e dei cittadini".

Il sindaco Truzzu ha ringraziato il presidente per il conferimento del prestigioso incarico e per la "pesante quanto strategica delega sui trasporti. Le politiche della mobilità sono fondamentali dentro le realtà urbane che cambiano - ha affermato il sindaco -  la mia idea è che un trasporto pubblico locale efficiente e pulito aiuti i cittadini ad avere una migliore qualità della vita, meno inquinamento, meno traffico e di conseguenza, meno stress. Lavoro quotidianamente perché la vita dei miei concittadini sia la più semplice e organizzata possibile. Oggi Cagliari, la mia città, - prosegue il primo cittadino -ha puntato molto sulle zone 30, fino ad arrivare a complessivi 10 mila metri quadrati: sono percorsi per bus, bici, micro-mobilità elettrica (monopattini etc.) nei quali è garantita la sicurezza. Del resto, le statistiche sulla mortalità derivata da incidenti, sono allarmanti. Un trasporto pubblico locale efficiente e un traffico organizzato servono allo sviluppo complessivo della città, dalle attività economiche ai consumi fino alla mobilità degli studenti".

Ed è proprio su quest’ultimo tema che il sindaco concentra l’attenzione. “Già dalla precedente esperienza in Consiglio regionale- dice Paolo Truzzu- feci approvare una norma che prevedeva sconti cospicui per tutti gli studenti che utilizzavano i mezzi pubblici. Con il Ctm, l’azienda cittadina del trasporto pubblico locale, il rapporto è continuo e proficuo. Stiamo lavorando per ampliare il numero di corse in modo da decongestionare la presenza a bordo dei mezzi, in questo periodo di Covid. Far viaggiare in sicurezza i nostri ragazzi (e i cittadini, ovviamente) - conclude il sindaco Truzzu - è un nostro impegno preciso”. 

 

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“Un anno di profonda delusione”. Francesca Ghirra, candidata per il centrosinistra a raccogliere l'eredità di Massimo Zedda ala guida del Comune di Cagliari, sintetizza così dodici mesi di attività da sindaco di Paolo Truzzu. 

“Mi aspettavo di più”, spiega la  Ghirra, che ha osservato dai banchi dell'opposizione l'azione del  primo cittadino di Fratelli D'Italia e tra la gente e per strada ha potuto raccogliere le impressioni sull'amministrazione di centrodestra. 'Non solo non hanno una capacità di programmazione, ma non sono neanche in grado di mettere in atto le azioni già chiuse dalla precedente giunta e solo da attuare”.

La Ghirra fa anche esempi pratici per giustificare il suo giudizio sull'esecutivo targato Truzzu. “Parliamo di beni culturali? I lavori sulla Torre dell’elefante, il Bastione con il suo cantiere e la rampa davanti al De Candia: sono fermi. E si tratta dei primi esempi da elencare, senza grande sforzo di memoria.  E che dire  del programma di riqualificazione di Sant’Avendrace? Al palo, quando era i dirittura di arrivo".

L’ex assessore all’Urbanistica punta il dito anche contro i Servizi tecnologici guidati da Alessandro Guarracino. “Il sindaco ha vinto la campagna elettorale parlando di rifiuti. Oggi non si vedono risultati: ci sono discariche ovunque”.

La Ghirra però non dà un voto, espresso in cifre,  alla sua controparte: "La politica deve lasciare i giudizi ai cittadini e non dare valutazioni. Se il sindaco si è dato un 6 + vuol dire che non è soddisfatto. Un giudizio così risicato non è segno di umiltà:  denota la consapevolezza del fatto che la Giunta non sta lavorando”.

Giudizi tutt’altro che positivi arrivano anche per gli assessorati alla Pubblica istruzione e Politiche sociali, dettati soprattutto dai ritardi nell'attuazione dei piani. Ma “il più deludente è Giorgio Angius”, accusa la Ghirra, parlando del vicensindaco che ha preso il suo posto all'Urbanistica. “Ancora non è stato approvato il piano particolareggiato del centro storico. Del piano urbanistico comunale non c'è nemmeno un preliminare,  l'attesa variante di Marina Piccola è ferma. E non si sa che fine abbia fatto il progetto guida dello stadio.  Un patrimonio di progetti di sviluppo per Cagliari che non sta andando avanti”.

Ma non c'è spazio solo per le stroncature.  Le scelte su Cagliari città sostenibile trovano il favore anche dell'opposizione: “Si sta proseguendo con il potenziamento delle piste ciclabili. Giusta anche la politica portata avanti  su Cagliari plastic free, È stata accolta anche la nostra richiesta di candidare Cagliari come capitale europea della sostenibilità”. Ma, ovvio, resta la perplessità: "Certo, poi su questi temi bisogna capire cosa si farà realmente”.

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