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Si è classificato al primo posto della graduatoria nazionale della presidenza del Consiglio dei Ministri il progetto ”Innovare, informare, partecipare - nuove metodologie per la comunicazione delle persone con ipoacusia” , nato dall’accordo di collaborazione tra l’assessorato regionale alla Sanità  (Direzione generale delle politiche sociali) e Sardegna Ricerche,  che ha visto la partecipazione tecnica e scientifica del CRS4.

La graduatoria, pubblicata il 4 dicembre dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, vede la Sardegna al primo posto su 17 regioni partecipanti, con un finanziamento assegnato di 360 mila euro.

L'Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che n tutto il mondo le persone con ipoacusia saranno 630 milioni nel 2030 e 900 milioni nel 2050, ipotizzando per l’Italia un andamento simile a quello previsto per l’Europa, ma a partire da una percentuale di ipoacusici più elevata che ingloba il più significativo tasso di invecchiamento della popolazione italiana, con un numero di persone con ipoacusia pari a poco più di 8 milioni per il 2025 e un numero compreso tra i 10 e gli 11 milioni per il 2050 (fonte OMS –Censis).

Con delibera del 7 agosto 2020, la Giunta regionale,  su proposta degli assessori alla Sanità Mario Nieddu e al Bilancio Giuseppe Fasolino, ha dato mandato al direttore generale delle Politiche sociali, Francesca Piras, e al commissario straordinario di Sardegna ricerche, Maria Assunta Serra, per la predisposizione e sottoscrizione di tutti gli atti necessari per la partecipazione all’avviso dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei ministri, finalizzato alla promozione di iniziative volte a potenziare le competenze e le infrastrutture degli attori pubblici utili a favorire il superamento delle barriere alla comunicazione e l’accessibilità delle persone sorde e con ipoacusia ai servizi pubblici erogati dagli enti territoriali. Il CRS4 – Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna – società partecipata di Sardegna ricerche – è stato individuato come organismo deputato a fornire il supporto di competenza scientifica e tecnologica per la predisposizione di un progetto sperimentale volto alla diffusione di servizi di interpretariato in lingua dei segni italiana (LIS) e video interpretariato a distanza, nonché all’uso di ogni altra tecnologia finalizzata all’abbattimento delle barriere alla comunicazione.

Il progetto è stato dunque presentato, entro i termini di scadenza del 30 settembre, dopo un intenso lavoro di equipe nei mesi estivi tra i funzionari e dirigenti della Sanità- Politiche Sociali, Sardegna Ricerche e CRS4.

Secondo i dati riportati nell’indagine Istat “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell'unione europea - Indagine EHIS 2015” si stima in Sardegna la presenza di n. 81.000 persone, di 15 anni e più, con gravità delle limitazioni nell'udito.

In particolare nel 2015 rispetto ad una popolazione in Sardegna, di 15 anni e più, pari a 1.457.000 persone, circa il 19%, si stima avesse una moderata limitazione dell’udito e circa il 5% una grave limitazione dell’udito. Pertanto nell’ambito delle attività volte a favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità uditiva, che secondo fonti OMS – Censis saranno in Italia circa otto milioni nel 2025 e tra i dieci e gli undici milioni nel 2050.

La Regione si è candidata alla realizzazione di strumenti innovativi che, attraverso l’utilizzo delle più moderne tecnologie, consentano di migliorare la qualità della vita delle persone con ipoacusia. In particolare con la proposta progettuale presentata si intende favorire la comunicazione interpersonale all’interno degli uffici regionali e comunali necessaria per assicurare il coinvolgimento attivo dei beneficiari degli interventi e per consentire alle amministrazioni socio sanitarie la presa in carico, la valutazione multidimensionale, la definizione del budget di progetto e la predisposizione del programma personalizzato.

Il progetto troverà in un primo momento di applicazione nella Direzione generale delle politiche sociali e successivamente sarà esteso ad altri settori dell’amministrazione regionale e di alcune amministrazioni comunali. Potrà poi essere replicato in un secondo momento con il coinvolgimento sull’intero territorio regionale delle amministrazioni comunali interessate e delle strutture e uffici del Servizio sanitario regionale.

 

 

Pubblicato in Cronaca