Martedì, 03 Giugno 2025 13:02

Dal 3 al 9 agosto tra i territori di Jerzu e Ulassai va in scena il XXVI Festival dei Tacchi In evidenza

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Torna in Ogliastra, dal 3 al 9 agosto, il Festival dei Tacchi, l’appuntamento ormai consolidato per gli amanti del teatro e dei paesaggi mozzafiato che, anche per questa XXVI edizione, è pronto a sorprendere e incantare. Sette giornate organizzate dalla compagnia cagliaritana Cada Die Teatro da trascorrere tra i due Comuni di Jerzu e Ulassai in compagnia di più di 30 artisti con oltre 21 spettacoli da realizzare in 9 spazi. Tre laboratori con relativi esiti scenici, due incontri letterari con autori jerzesi e ulassesi e una performance per un solo spettatore, arricchiscono ulteriormente il già nutrito programma che, quest’anno ha come tema e filo conduttore «lo stupore, o più precisamente la perdita di esso - spiega il direttore artistico Giancarlo Biffi -. Si tratta di un sentimento che si manifesta sempre meno nell'individuo, come se fosse schiacciato, sovrastato da altro; come se l'essere umano fosse sempre meno capace di “restare senza parole” o “rimanere a bocca aperta”. Stupirsi, è un’esperienza che appartiene al teatro; fin da piccini, assistendo a uno spettacolo, è sicuramente capitato a ognuno di noi di restare senza parole di fronte a quel che stavamo vedendo. Ecco anche quest’anno gli artisti invitati proveranno a lasciarci a bocca aperta».

In un'epoca in cui lo stupore sembra essersi diradato dunque, il Festival si propone di riaccendere quella scintilla, portando in scena voci capaci di scuotere e far riflettere. Sul palco, Sabina Guzzanti con Liberidì Liberidà sviscera con la satira i temi della libertà. È un invito a riscoprire lo stupore attraverso la lente critica e dissacrante. Roberto Mercadini ci guida in un viaggio inaspettato con Felicità for dummies, esplorando il concetto di gioia ben oltre le formule precostituite, dimostrando come lo stupore possa nascere dalla profondità della riflessione. E ancora, Concita De Gregorio, con Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale, celebra figure femminili rivoluzionarie, tra cui Maria Lai, restituendoci lo stupore delle loro battaglie e del loro coraggio nello sfidare le convenzioni. Il festival continua a capovolgere le prospettive con Jacopo Veneziani e le sue Perfette sconosciute, un'occasione per riscoprire il contributo inestimabile di artiste geniali, troppo spesso ignorate dalla storia dell'arte, restituendo loro il meritato stupore. Ascanio Celestini, con Poveri Cristi, ci invita a posare lo sguardo sulle periferie dell'esistenza, dove si celano storie di vite sradicate e una ricerca di felicità che genera un senso di stupore e commozione. Non mancano momenti per riscoprire le radici del nostro immaginario: Max Paiella in C'era una volta...favole italiane ci riporta alle fiabe della nostra infanzia, rivelando l'atemporalità di queste narrazioni popolari, capaci ancora oggi di generare stupore. L'omaggio vibrante e sentito di Andrea Santonastaso, in Mi chiamo Andrea, faccio fumetti, ripercorre l'anima complessa e irripetibile di Andrea Pazienza in un'esperienza visiva e narrativa unica che celebra l'arte del fumetto. Infine, Massimiliano Loizzi con Il Matto, la Terza Repubblica offre una farsa tragica e una satira tagliente sui confini e le ingiustizie, un monologo di teatro civile che, pur nella sua comicità, non manca di quadri drammatici e toccanti, capaci di suscitare profonda denuncia e un rinnovato senso di stupore per la forza del teatro.

A loro si affiancheranno realtà forse meno note al grande pubblico, ma che promettono grande stupore: è il caso del pluripremiato duo composto da Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri, di Patrizia Camatel, della coppia composta da Andrea Chiapasco ed Emanuele Franco, di Silvia Elena Montagnini e del duo Giorgia Calandrini e Dafne Tinti. A impreziosire il già ricco cartellone, andranno in scena poi le produzioni dei padroni di casa del Cada Die Teatro con Pierpaolo Piludu che presenta in anteprima Istorias con Su Concordu Iscanesu, Giancarlo Biffi con le avventure di Gufo Rosmarino nel bosco delle ciliegie gnam gnam e Mauro Mou con Lara Farci che propongono Emma.

Un evento particolare, per uno spettatore solo, andrà in scena da lunedì 4 a venerdì 8 agosto. Si tratta di Hamlet private (tre repliche al giorno tra Jerzu e Ulassai) di Michele Lino Bruno Losi, che ne cura anche la regia, con Giulietta De Bernardi. Le domande di Amleto sono anche le nostre domande. Il suo esitare è il nostro esitare. Da qui, dalla sua incapacità di agire, nasce Hamlet private, rilettura della storia di Amleto attraverso il sistema divinatorio di ventidue carte originali e il coinvolgimento diretto dello spettatore, che diventa così artefice della riscrittura del dramma shakespeariano e, nello stesso tempo, ha la possibilità di esplorare e indagare la propria vita e i propri dubbi.

IL FESTIVAL SECONDO GLI AMMINISTRATORI DI JERZU E ULASSAI
«
A Jerzu si rinnova un appuntamento imperdibile per chi come noi crede fortemente nella straordinaria forza e nell'immensa bellezza di quel grande strumento di educazione dell’anima qual è il teatro. La nostra comunità continua a supportare la grande bellezza e a godere dell'emozione unica che trasmette uno spettacolo dal vivo. Siamo orgogliosi di fare cultura e di riuscire a farlo creando un’atmosfera unica che gli spettatori respirano nelle notti agostane in cui l’apprezzamento per la nobile arte enologica che da sempre ci contraddistingue, si somma e si fonde con la bellezza e la fama del suo, ormai storico, festival di teatro», Carlo Lai, sindaco di Jerzu.

«Sosteniamo convintamente il Festival, un evento che ogni anno si rinnova e che accompagna la rigenerazione culturale e sociale del nostro paese. Siamo onorati di poter ospitare ancora una volta contenuti di grande spessore culturale che accrescono la nostra capacità di rinnovamento continuo. Ci piace sottolineare alcune iniziative in particolare come le sempre più numerose proposte letterarie ad opera di autori ulassesi e i laboratori dedicati ai ragazzi che rinnoviamo per il terzo anno e che registrano sempre di più l’interesse della nostra comunità. Siamo anche molto soddisfatti delle attività collaterali in collaborazione con la Fondazione Stazione dell’Arte», Floriana Piras, consigliera di maggioranza del comune di Ulassai e vice presidente della Fondazione Stazione dell’Arte.

IL PROGRAMMA

- Domenica 3 agosto - Jerzu e Ulassai

Come da tradizione il primo giorno del Festival è dedicato agli incontri letterari con la presentazione di libri scritti da autori del territorio. Alle 11 nell’aula consiliare di Jerzu sarà la volta del libro La società jerzese dal 1550 ad oggi (Ars artium Edizioni) di Tonino Serra Contu con il sindaco Carlo Lai e Antonio Mou, ex sindaco di Jerzu e appassionato scrittore e poeta. Alle 18, nel cortile Camuc di Ulassai l’appuntamento curato da Giuseppe Cabizzolu con le letture di Pierpaolo Piludu. Saranno presentati i volumi Ulassai in biblioteca di Cabizzosu, Orme - Approccio riflessivo di Romolo Murgia, l’ultimo libro di poesie di Gianpiero Piras e Sazietà di Enrico Cannas. 

- Lunedì 4 agosto - Jerzu

Alle 19.15 nel cortile del Liceo Scientifico “Armando Businco” i padroni di casa del Cada Die Teatro presentano in anteprima Istorias. Accompagnato da Su Concordu Iscanesu Antonio Piras (contra), Pietro Dettori (oghe), Giampiero Motzo (mesuoghe) e Sandro Flore (basso), Pierpaolo Piludu accompagnerà gli spettatori tra racconti d’amore, di banditi, di animas bonas e de su dimoniu che, sino a una sessantina di anni fa, svegliava gli abitanti di Scano Montiferro con le sue urla terrificanti quando i moribondi si rifiutavano di cedergli l’anima in cambio di qualche altro anno di vita. La lingua sarda logudorese, “la lingua della poesia”, si intreccia con quella italiana e con la suggestione delle voci del canto a tenore de Su cuncordu iscanesu.

Alle 21.30 sullo stesso palco andrà in scena la satira. Sul palco la graffiante irriverenza di Sabina Guzzanti con Liberidì Liberidà in cui l’attrice romana si immerge nelle pieghe dell'attualità politica e sociale italiana. Si dedica al dialogo con le figure politiche di spicco come Giorgia Meloni ed Elly Schlein con l'intento di "attenuare il danno" attraverso la sua analisi critica e affronta temi di grande rilevanza come lo sviluppo tecnologico incontrollato “in mano a 4 esaltati irresponsabili”.

- Martedì 5 agosto - Jerzu

Gli appuntamenti della terza giornata inizieranno alle 11 alla biblioteca comunale con Emma (repliche il 6 e 7 alla stessa ora), una coproduzione Cada Die Teatro/Casa degli Alfieri, di Antonio Catalano e Mauro Mou che vede in scena lo stesso Mou insieme a Lara Farci. È un viaggio sensibile nell'infanzia, che esplora il desiderio di autonomia di una bambina. Attraverso parole, silenzi, musica e azioni, lo spettacolo racconta la relazione genitori-figli e il coraggio di scoprire il mondo. Un'emozionante storia di vita, tempo e legami affettivi.

Alle 17.30 nel cortile del Liceo Scientifico, Silvia Elena Montagnini propone Marie, l’affascinante storia di Marie Curie, immensa scienziata, pioniera dell’emancipazione femminile, ma anche avventuriera ed esploratrice. La sua storia è densa di passione, tenacia e volontà, è un’avventura ispiratrice dedicata ai ragazzi e alle ragazze di oggi.

Alle 19.15 intelligenza, ironia e un tocco di filosofia quotidiana saranno protagonisti di Sarém - La riluttante disillusione dell’aspettativa con il duo di giovani attori, autori e registi composto da Andrea Chiapasco ed Emanuele Franco. La commedia esplora le paure e le incertezze legate al futuro, affrontando con leggerezza e ironia le grandi domande che l'umanità si pone da sempre: "Cosa sarém noi?", "Cosa sarém domani?", "Dove sarém? Cosa farém? Con chi sarém?".

A stupire gli spettatori per l’ultimo appuntamento della giornata alle 21.30 sarà l’eclettico Roberto Mercadini, con Felicità for dummies - Felicità per i negati. Con il suo stile inconfondibile da erudito affabulatore, l’artista romagnolo affronta il concetto di felicità in modo originale e profondo, ben lontano dalle banalità dei manuali "for dummies". Attraverso un mix di aneddoti storici, scoperte scientifiche, riflessioni filosofiche e citazioni letterarie, Mercadini decostruisce l'idea comune di felicità come uno stato di costante gioia o assenza di problemi, rendendola comprensibile anche a chi si sente un "negato" in materia.

- Mercoledì 6 agosto - Jerzu

La mattina inizia con la replica dello spettacolo Emma. Alle 17.30 nel cortile del Liceo Scientifico, l’attrice autrice torinese Patrizia Camatel porta in scena Teresa, ovvero la sarta che voleva ricucire il firmamento, un poetico e dolce racconto che unisce l’inconfondibile stile narrativo dell’autore Antonio Catalano con aneddoti autentici intorno al mestiere dei sarti, figure che tramandano un’antica sapienza delle mani in grado di curare il cuore e l’anima degli esseri umani.

Alle 19.15, dal collettivo Il Terzo segreto di satira arriva per la prima volta nella città del vino Massimiliano Loizzi. Il suo spettacolo Il Matto, la Terza Repubblica, è una tragica farsa sui confini, i migranti, dio e mussolini. Un monologo fortemente comico e di satira che parla delle stragi di Lampedusa, scritto da Loizzi anche grazie al preziosissimo aiuto di Fabrizio Gatti. Un monologo di teatro civile, nella forma di un processo dove, seppure la satira si presenti di continuo e in momenti molto comici, vi sono dei quadri drammatici e toccanti che mettono al centro una forte denuncia.

Alle 21.30 salirà sul palco la pluripremiata coppia composta da Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri. Dopo aver entusiasmato il pubblico della scorsa edizione con Apocalisse Tascabile, la coppia torna in Ogliastra con La Sparanoia, atto unico senza feriti gravi purtroppo. Lo spettacolo è un pugno allo stomaco e una risata amara. Questo atto unico sviscera con irriverenza intelligente e un'energia frenetica l'ansia di una generazione trentenne, intrappolata tra aspettative e disillusione. La drammaturgia di Fettarappa, esasperata dalla regia e dall'interpretazione atletica del duo, crea un crescendo incalzante dove la frustrazione si fa quasi fisica. Non ci sono feriti gravi "purtroppo" perché il dolore è interiore, universale. Uno spettacolo graffiante e necessario, che lascia il segno che si è avvalso del contributo intellettuale di Christian Raimo.

- Giovedì 7 agosto - Ulassai

Dopo l’ultima replica di Emma (alle 11 a Jerzu), il festival si sposta a Ulassai dove alle 17.30 alla Stazione dell’Arte gli allievi della Scuola primaria del paese si esibiranno in Bosco, esito scenico nato dal laboratorio diretto da Silvestro Ziccardi con il contributo di Lara Farci e Anna Cortese.

Sempre alla Stazione dell’Arte, alle 19.15 gli spettatori potranno immergersi nella vita del genio e simbolo del fumetto italiano Andrea Pazienza. L’attore, disegnatore e conduttore radiofonico Andrea Santonastaso nel suo Mi chiamo Andrea, faccio fumetti non si limita a raccontare: disegna dal vivo sulla lavagna luminosa, creando un'esperienza visiva e narrativa unica. È un omaggio profondo e sentito a Pazienza, che ripercorre le sue vignette iconiche, le sue follie creative e le sue intime fragilità. Uno spettacolo che unisce arte visiva e narrazione per offrire un ritratto vivido di un'anima complessa e irripetibile. Un viaggio emozionante nel mondo del fumetto e nella vita di un artista fuori dagli schemi.

Alle 21.30 la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio, accompagnata dalla musicista e cantautrice Erica Mou, orchestra un monologo potentissimo, un vero e proprio funerale laico per sette donne straordinarie, spesso dimenticate dalla storia. In Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale, De Gregorio dà voce a invettive appassionate, ricostruendo le vite e le battaglie di figure femminili che hanno osato sfidare convenzioni e poteri: Dora Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Lisetta Carmi e Maria Lai. Non è una semplice commemorazione, ma una chiamata alla riflessione sul ruolo della donna, sulla memoria collettiva e sulle ingiustizie subite. Accompagnata dalla musica, De Gregorio crea un'atmosfera intima ma vibrante, che tocca corde profonde e spinge lo spettatore a riconsiderare il proprio sguardo sul passato e sul presente. Un atto dovuto e un'occasione preziosa per riappropriarsi di storie che meritano di essere raccontate.

- Venerdì 8 agosto - Ulassai

La penultima giornata del Festival si apre alle 17.15 alla Stazione dell’Arte con l’immancabile avventura scritta e interpretata per i più piccoli dal direttore artistico Giancarlo Biffi, Gufo Rosmarino nel bosco delle ciliegie gnam gnam. In un tempo in cui il gioco era più importante del cibo, Gufo Rosmarino e i suoi amici scoprono le irresistibili ciliegie "gnam gnam". Ma attenzione alla Valle delle ombre graf graf! Per allontanarle, la luce non basta. Saranno gli affetti sinceri e il voler bene senza pretese di Baronetto a irradiare una luce più forte del sole, capace di sconfiggere ogni ombra. Una storia che celebra l'amicizia e la forza dei sentimenti nel bosco incantato.

Alle 19.15 l’istrionico Max Paiella sarà protagonista di C’era una volta…favole italiane. Dove sono finite le fiabe della nostra infanzia? Quelle raccontate dalla mamma, dal nonno, o lette nel primo libro, magari le "Fiabe italiane" di Calvino? In realtà, Calvino non le ha scritte, ma solo raccolte e rielaborate. Le fiabe non hanno un autore preciso, nascono dalla voce di chi le racconta e si diffondono attraverso un percorso misterioso. Cappuccetto Rosso, ad esempio, ha diverse versioni, così come le leggende di Cola Pesce. Se prendiamo qualsiasi fiaba, scopriremo che sono antichissime e presenti in tutta Italia, ma anche in Polonia, Francia e Russia. Le fiabe non hanno tempo né autore, perché, cambiate e arricchite, hanno un unico autore: il popolo. Per l’attore, musicista e autore romano, è fondamentale recuperare queste storie meravigliose che raccontano l'Italia in modo profondo e familiare, perché non sono solo per i bambini. Il meccanismo della fiaba (vicende con inizio e fine, elementi verosimili e inverosimili, prove per i protagonisti e una morale) è alla base delle moderne fiction, cartoni animati, manga e videogiochi.

Un tuffo nel mondo della sconosciuta arte al femminile è quello in cui il pubblico sarà accompagnato a partire dalle 21.30 da Jacopo Veneziani, storico dell’arte e divulgatore, presenza fissa nel programma di La7 In altre parole e attuale conduttore del programma in onda da ieri su RaiTre Vita d’artista. Lo studioso sarà in scena con Perfette sconosciute. Troppo spesso la storia dell'arte ha trascurato talenti femminili rivoluzionari. Da Properzia de' Rossi a Marie Bracquemond, da Angelica Kauffman a Hilma af Klint, fino a Dora Maar, Lee Krasner e Marina Abramović: figure che hanno sfidato il loro tempo. Per secoli, la narrazione è stata maschile, sminuendo il contributo femminile. Questo incontro vuole capovolgere la prospettiva, riportando al centro le loro storie, le sfide affrontate e il loro inestimabile contributo. Dalle botteghe rinascimentali alle avanguardie, ripercorreremo un cammino invisibile ma fondamentale: l'arte al femminile è colonna portante della storia.

- Sabato 9 agosto - Ulassai

Nel pomeriggio, alle 17 al Bosco di Sant’Antonio, i Cuori di panna smontata, gli allievi attori della Scuola d’Arti sceniche La Vetreria, restituiranno al pubblico l’esito scenico La vita presa a morsi, frutto del lavoro fatto durante il laboratorio diretto da Giulietta De Bernardi. La ricerca esplora corpo e voce sulla questione generazionale. Come Amleto, a cui il fantasma del padre chiede vendetta, i giovani subiscono pretese. L'esito? Un'esistenza di inadeguatezza e colpa, che porta alla morte. Il percorso si svilupperà all'aperto, in relazione a paesaggio, alberi, suoni e luci.

Alle 19.15 Giorgia Calandrini e Dafne Tinti della compagnia Catalyst daranno vita a Lammerica, spettacolo ispirato ai diari privati di Chiara Calda e Teresa Luongo, due donne del '900 che hanno vissuto il periodo della migrazione italiana. Lo spettacolo, frutto di un lavoro di ricerca e sperimentazione artistica, racconta due viaggi intensi di due donne comuni, uno verso l’America, l’altro verso l’Italia, attraverso un’esclusiva elaborazione scenica e sonora delle pagine dei due testi autografi. I diari scelti provengono dalla selezione di testi eseguita per il progetto “Italiani all’estero” dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

Alle 21.30 torna alla Stazione dell’Arte un amico del Festival dei Tacchi, Ascanio Celestini con Poveri Cristi. Accompagnato dal musicista Gianluca Casadei, il cantastorie romano punta lo sguardo sui destini che nessuno nota, esplorando le periferie come microcosmi vivi dove si celano esseri umani che ci ostiniamo a non voler vedere. Con la sua sensibilità e senza retorica indaga le vite sradicate di chi vaga cercando un po' di felicità in uno spettacolo civile e politico che celebra il rifiuto dell'egoismo. "Cristo non è sceso dal cielo, ma è salito dalla terra," suggerisce.

Alle 23.30 il Festival dei Tacchi si conclude e dà appuntamento alla prossima edizione con Dae Sa Janna ‘e su chelu, omaggio alla notte delle stelle cadenti con le danze col fuoco di Artemyde.


I LABORATORI
4 - 8 agosto
Laboratorio dedicato ai Cuori di panna smontata
e ai giovani di Jerzu e Ulassai
La vita presa a morsi
diretto da Giulietta De Bernardi
La ricerca esplora il corpo e la voce come suo prolungamento, attraverso un nodo drammaturgico che ruota attorno alla questione generazionale. Dal mondo adulto arrivano pretese e aspettative, proprio come accade ad Amleto, a cui il fantasma del padre chiede: “Se mi hai amato abbastanza, vendica il mio assassinio… ”. Questo il peso che porterà Amleto ad incontrare la morte dopo essere andato contro la propria natura e aver trascorso un'esistenza di inadeguatezza e sensi di colpa.

 

4 – 7 agosto
Bosco - laboratorio Maestra Luisa
con gli Allievi della Scuola primaria di Ulassai
diretto da Silvestro Ziccardi
con il contributo di Lara Farci e Anna Cortese
Il bosco è un luogo strano, buio e luminoso, misterioso e svelato, dove puoi perdere il tuo nome ed essere ombra o voce, un uccello, il vento, il giorno… una metafora dell’anima, e del teatro. Il bosco con i suoi abitanti suona e ogni suono crea un’armonia dove ciascuno ha la sua parte. Nel nostro bosco i versi degli uccelli e le loro storie, si intrecciano con gli strumenti musicali, con i corpi e le voci dei ragazzi e delle ragazze della scuola Primaria di Ulassai.

 

1 - 9 agosto
Laboratorio di teatro dedicato alla comunità Jerzese e a quella più estesa dei Tacchi.
La scena sui Tacchi - Teatro e comunità
diretto da Lara Farci, Mauro Mou, Francesca Pani, Marcella Puddu e Pierpaolo Piludu
Fino a dicembre 2025, cittadini di ogni età, con o senza esperienza, saranno protagonisti di un laboratorio del Cada Die Teatro. L'obiettivo è rafforzare i legami sociali con le comunità che ospitano il Festival attraverso il gioco, la collaborazione e l'espressione creativa, riscoprendo un teatro che cura il vivere individuale e collettivo, rivitalizzando la socialità e l'affettività comune.

 

Il Festival dei Tacchi è sostenuto da Comune di Jerzu, Comune di Ulassai, Fondazione di Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna e Ministero della Cultura, la Provincia dell’Ogliastra e la Fondazione Stazione dell'Arte.