Le magie e l’ironia del poeta con l’amore per la nostra terra, le rime e le riflessioni su amore, ingiustizie e sociale. Leonardo Metalli firma l’affascinante Speciale del Tg1 in onda domani sulla rete ammiraglia
Mario Frongia
Un piccolo grande capolavoro. Un viaggio inedito, condito dagli umori di una terra che Leonardo Metalli ha intuito da tempo: narrare Fabrizio De André e le sue magie è semplice e arduo al tempo stesso. Metalli, autore di splendidi documentari su Lucio Dalla e Luciano Pavarotti senza scordare centinaia di interviste alle celebrità della cultura, della musica e dello spettacolo nazionale e internazionale, passa lontano dal già detto. Mai banale, scava e fondo per descrivere l’autore di Bocca di Rosa, La guerra di Piero, Geordie, Amore che vai, Don Raffaé e del Pescatore. Lo Speciale del Tg1, naviga tra l'ironia e la suprema poesia del cantautore scomparso l'11 gennaio del 1999. Domani, alle 23.40 su Rai1, Faber, come lo aveva soprannominato l'amico Paolo Villaggio, appare in tutte le sue sottili, argute e colte predilezioni. Nella sua Gallura, con gli amici, la chitarra al collo e le canzoni che hanno segnato un’epoca. Leonardo Metalli ha incontrato Dori Ghezzi, il figlio Cristiano, i tanti conoscenti che da Tempio ad Arzachena gli sono stati vicini. Imprenditori, come Tino Demuro, ma anche operai, carabinieri, contadini, pescatori. Un popolo che tuttora lo rispetta, ne custodisce la quotidianità, lo ha accolto come fosse da sempre del luogo. Nel docufilm emerge un De André goliardico, sarcastico, tra scherzi e provocazioni. Villaggio ne racconta il debutto sul palco. Traspare con forza l'impegno sociale, lo studio e l'amore per la Sardegna. Leonardo Metalli approfondisce con garbo la riflessione sulla terra che diventerà la sua casa.
La Sardegna, un amore intenso. Ci sono le passioni per la natura, l'agricoltura, l'allevamento. Ma anche l'imbarazzo a esibirsi, la volontà di stare lontano dalle scene. Il figlio Cristiano racconta il rapporto con il padre, senza dubbio ingombrante e geniale. Antonio Ricci, autore televisivo e produttore, per la prima volta parla dell'insegnamento di Faber, che ha conosciuto da ragazzo a 18 anni e ne ha condizionato la vita. Da qui, lo stile satirico comune e un’amicizia che avrà per obiettivo smascherare le ipocrisie della società. “Fabrizio punta da sempre a stimolare la riflessione critica. E sta sempre - spiega Leonardo Metalli, inviato e caporedattore Rai, da oltre un anno alle prese con la realizzazione dello Speciale - dalla parte dei più deboli per combattere soprusi e ingiustizie. Con Ricci puntano il dito contro i potenti, i prepotenti e le istituzioni corrotte. Ma lo fanno con modalità differenti”. Approcci, liriche e linguaggi diversi ma efficaci. Che il pubblico di tutte le età coglie e non scorda. Mai. Lo Speciale coglie nel segno. Il fotografo e amico Guido Harari racconta come è riuscito a entrare nella sfera riservata e personale del cantautore genovese. Appaiono le scene di Faber che a Tempio diventa il cerimoniere capo della festa patronale di Santu Bacchisi. Il matrimonio con Dori Ghezzi, la vita e le canzoni scritte nella tenuta dell'Agnata. I pranzi e le cene, le ricorrenze e gli appuntamenti. Un mosaico preciso e puntuale dei grandi temi di Faber. Spazio anche alla morte, “senza retorica e con una lucidità disarmante. Un insieme che promuove solidarietà e libertà individuale” aggiunge Metalli. Storie e valori che diventano manifesti musicali, reazioni sarcastiche alle convenzioni sociali e ai poteri più forti. Valide e concrete, ieri e oggi. Insomma, un documentario da non perdere.

