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Su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, è stato approvato il programma di utilizzo delle risorse stanziate nel bilancio 2025 per un importo complessivo di oltre 5 milioni di euro, destinati a una pluralità di interventi in campo ambientale: dalla realizzazione e completamento dei centri comunali di raccolta, al recupero di aree degradate, fino alle bonifiche in aree minerarie dismesse.

“Attraverso questa programmazione – dichiara l’assessora Laconi – la Regione dà piena attuazione agli obblighi normativi sull’impiego del tributo speciale per lo smaltimento dei rifiuti e interviene in modo concreto per rafforzare la rete dei servizi pubblici per la raccolta differenziata, riqualificare aree compromesse dall’abbandono dei rifiuti e sostenere la bonifica di siti inquinati, come nel caso di Montevecchio Ponente”.

Nel dettaglio:

  • Ecocentri: sono stati finanziati il completamento dell'ecocentro di Fluminimaggiore (75.016,80 euro) e l'ampliamento di quello di Villaspeciosa (80.000 euro);
  • Recupero ambientale aree degradate: 560.000 euro per gli interventi nei comuni di Fonni, Calasetta, Uta, Segariu, Teulada e per l'Unione dei Comuni del Sulcis;
  • Bonifiche: stanziati 1.243.610 euro per la realizzazione, da parte della Società IGEA S.p.A., delle "prove di pompaggio" nella miniera dismessa di Montevecchio Ponente (Arbus-Guspini), necessarie per la messa in sicurezza della falda;

Una quota ulteriore, stanziata direttamente in sede di approvazione della legge finanziaria 2025, è destinata agli interventi programmati nei comuni di Cagliari, Sanluri e Sassari. Tali risorse non rientrano nel fondo ambientale di 5,1 milioni di euro programmato dall'Assessorato.

  • Comune di Cagliari: 3.000.000 di euro per la gestione dei rifiuti urbani, con priorità agli interventi di rimozione di rifiuti abbandonati;
  • Comune di Sanluri: 100.000 euro per l'ampliamento e l'adeguamento dell'ecocentro e 30.000 euro per interventi urgenti di bonifica ambientale;
  • Comune di Sassari: 100.000 euro per migliorare le condizioni ambientali dell'area industriale di Predda Niedda.

I contributi saranno regolati da apposite convenzioni di finanziamento secondo le norme previste dalla legge regionale n. 8/2018 e dovranno essere attuati nel rispetto delle finalità e dei criteri definiti dalle deliberazioni regionali vigenti.

 

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato la ripartizione delle risorse vincolate derivanti dalla tassa venatoria regionale, destinate agli interventi di ripopolamento della fauna selvatica. Si tratta di 796.786 euro, riscossi nel 2024 e programmati per l'esercizio finanziario 2025, che saranno trasferiti alle Province e alle Città Metropolitane in base a criteri oggettivi legati al territorio.

L'iniziativa si inserisce nel quadro normativo della legge regionale n. 23/1998, che all'articolo 79 prevede il finanziamento dei piani provinciali finalizzati alla conservazione e riproduzione della fauna selvatica. Con la modifica introdotta dalla legge regionale n. 5/2022, l'intero gettito della tassa venatoria è destinato al ripopolamento faunistico.

“Valorizziamo il ruolo degli enti locali nella gestione faunistica – ha dichiarato l’assessora Laconi – attraverso un sostegno concreto alle attività di conservazione, riequilibrio ambientale e rafforzamento della biodiversità. Con questa misura rilanciamo una funzione storica delle Province e consolidiamo il legame tra tutela ambientale e responsabilità territoriale”.

La ripartizione dei fondi è stata definita tenendo conto della superficie agro-silvo-pastorale e della superficie delle Zone Temporanee di Ripopolamento e Cattura (ZTRC), secondo quanto stabilito da una delibera del 2024. Tra i beneficiari principali si segnalano la Città Metropolitana di Cagliari (197.771,73 euro), la Provincia di Oristano (140.022,19 euro) e il Medio Campidano (97.020,47 euro).

Con questa delibera, la Regione Sardegna conferma l’impegno per una gestione sostenibile della fauna e per la piena attuazione delle politiche ambientali, in coerenza con la riforma del sistema delle autonomie locali e con l'assetto territoriale definito dalla legge regionale n. 7/2021 e successive disposizioni attuative.

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A seguito dell’adozione, da parte della Presidente della Regione Alessandra Todde, di un’ordinanza straordinaria che dispone specifiche misure operative per il contenimento e l’eradicazione della Lumpy Skin Disease (LSD), l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, guidato dall’assessora Rosanna Laconi, ha avviato con tempestività le azioni necessarie per dare attuazione alle previsioni del provvedimento. L’ordinanza, trasmessa a tutte le Province, autorizza l’avvio immediato delle operazioni di disinfestazione anche all’interno delle aziende zootecniche ed è corredata da un protocollo operativo per il controllo degli insetti vettori della malattia, redatto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna sulla base di evidenze scientifiche consolidate e in linea con le direttive nazionali ed europee.

Venerdì mattina, l’assessora Laconi ha incontrato in videoconferenza gli amministratori di tutte le Province per definire tempi e modalità di intervento, illustrando i contenuti tecnici del protocollo,  dalla gestione dei focolai larvali all’impiego mirato di insetticidi  e concordando l’avvio immediato delle attività di disinfestazione e prevenzione in aree pubbliche e private, in coordinamento con le operazioni di biosicurezza aziendale. In questa fase, l’azione delle Province nelle aree private è circoscritta esclusivamente alle zone in cui siano accertati focolai attivi, così da concentrare le risorse disponibili e massimizzare l’efficacia delle misure di contenimento.

“La diffusione della malattia – ha dichiarato l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi – ci impone interventi tempestivi, scientificamente fondati e condivisi tra tutte le istituzioni coinvolte. La lotta ai vettori è un intervento fondamentale, insieme alla vaccinazione, per contenere l’epidemia ed eradicare il virus dal nostro territorio”.

L’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, parte integrante della task force regionale per l’emergenza LSD, prevede di destinare 1,5 milioni di euro alle Province per finanziare le attività di disinfestazione e controllo dei vettori, assicurando un costante monitoraggio sull’efficacia degli interventi. Le azioni riguarderanno il trattamento di aree pubbliche e private, l’eliminazione di focolai larvali, l’uso mirato di insetticidi e larvicidi, e l’adozione di misure di biosicurezza in linea con i principi della gestione integrata dei parassiti (Integrated Pest Management – IPM) e del paradigma One Health, che collega salute animale, salute umana e tutela ambientale.

“Questa operazione, ha aggiunto la Laconi, è anche un segnale di vicinanza delle istituzioni regionali, Giunta e Consiglio, ai nostri allevatori, che stanno vivendo un momento di difficoltà e che meritano tutto il supporto possibile per proteggere il proprio lavoro e il futuro delle comunità rurali”.

Il protocollo trasmesso alle Province fornisce istruzioni operative dettagliate su come individuare e trattare gli habitat favorevoli allo sviluppo dei vettori, sulle misure di protezione delle stalle e degli animali, e sull’uso corretto dei disinfettanti, garantendo interventi mirati, rispettosi della biodiversità e delle normative vigenti.

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La Regione Autonoma della Sardegna ha aperto un nuovo concorso pubblico per la selezione di agenti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Si tratta di un passo concreto verso il rafforzamento di una struttura fondamentale per la tutela del territorio, la prevenzione degli incendi e la protezione dell’ambiente: un tema decisamente attuale in questi giorni in cui la Sardegna è ancora una volta colpita da numerosi roghi. Il bando rappresenta un segnale di intervento concreto della Giunta guidata dalla presidente Alessandra Todde, che fin dall’insediamento ha affrontato con decisione le problematiche che da tempo interessano il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, con la consapevolezza che una delle principali criticità è legata al tema delle assunzioni.

Il bando è una risposta concreta alle esigenze dell’intero territorio regionale: la selezione punta a costituire un elenco di idonei, pari a 600 unità, da cui attingere per le assunzioni a tempo pieno e indeterminato nel triennio 2025–2027.

 

Il primo contingente da inserire nel Corpo, previsto nel piano del fabbisogno 2025/27, è pari a 96 unità. La graduatoria sarà utilizzabile per i successivi reclutamenti sulla base del turnover e dei fabbisogni, così da fornire una risposta complessiva alle esigenze del Corpo Forestale.

 

L’assessora degli Affari Generali, Personale e Riforme, Mariaelena Motzo, sottolinea: “Questo concorso è una delle risposte che la Regione ha voluto dare in modo chiaro e tempestivo. Il rafforzamento del CFVA non è un tema solo occupazionale, ma una vera e propria priorità strategica per la sicurezza, l’ambiente e la prevenzione. Abbiamo deciso di intervenire da subito su uno dei punti più critici, quello delle assunzioni, con una procedura trasparente e strutturata”.

 

“Il nostro obiettivo — spiega l’assessora — non si ferma alle prime 96 unità. Questo bando: è solo il primo passo per ricostruire un Corpo stabile, presente, operativo, in grado di affrontare le sfide ambientali dei prossimi anni. Offriamo opportunità ai cittadini, ma stiamo soprattutto costruendo risposte per la Sardegna”.

 

Con questo provvedimento, la Regione intende quindi dare un segnale forte: valorizzare il ruolo centrale del Corpo Forestale, rispondendo alle urgenze operative, pianificando un rafforzamento duraturo, all’altezza della complessità ambientale della Regione.

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Un disastro ambientale e umano ha colpito duramente una delle perle del turismo sardo: Punta Molentis non c’è più. Un incendio devastante ha trasformato in poche ore un angolo di paradiso in un campo di cenere. Le fiamme, spinte da un maestrale impietoso, hanno sorpreso centinaia di bagnanti costretti alla fuga via mare, mentre il cielo del Sarrabus si tingeva di nero e la vegetazione andava in fumo.

«È un atto criminale, poteva essere una strage», ha dichiarato con la voce rotta dal dolore Luca Dessì, sindaco di Villasimius. «Ci hanno portato via il cuore del nostro territorio, ma la macchina dei soccorsi ha funzionato e questo ha evitato il peggio».

 

Poco dopo le 14, una nube di fumo ha invaso il cielo sopra Punta Molentis. In pochi minuti, le fiamme hanno raggiunto le colline alle spalle della spiaggia, circondando il parcheggio, divorando auto, vegetazione e chioschi. La fuga è stata caotica: molti si sono tuffati in mare, altri sono rimasti intrappolati tra le sterpaglie e le lingue di fuoco. Il bar "L’Oleandro" e il ristorante "Due Mari" sono andati distrutti.

La Capitaneria di Porto, con gommoni e motovedette, ha evacuato oltre 140 persone, tra cui 16 bambini e una donna incinta, salvata in extremis. I bagnanti sono stati portati al porto turistico e accolti in un centro emergenza allestito nella palestra di via Mazzini, dove molti hanno ricevuto abiti e assistenza, essendo fuggiti solo con il costume da bagno.

 

«Punta Molentis non esiste più. Ho perso il mio chiosco, i miei ricordi, un pezzo della mia vita», racconta in lacrime Giorgio Tolomei, gestore di uno dei locali sulla spiaggia. Sergio Ghiani, presidente del Consorzio turistico di Villasimius, è sconvolto: «Non è solo un danno ambientale, è un colpo durissimo all'immagine di tutta la Sardegna».

La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha parlato di «una scena orribile e dolorosa», ringraziando i soccorritori e promettendo tolleranza zero: «Chi distrugge la Sardegna è nemico della nostra comunità e come tale sarà trattato».

 

L’origine dell’incendio sembra dolosa. Lo confermano il fronte di fuoco e la velocità con cui si è propagato. «Un atto criminale, una follia», denuncia il sindaco Dessì. L’associazione ecologista GrIG ha invocato 20 anni di carcere per chi distrugge l’ambiente e l’immediata applicazione del daspo ambientale.

Anche i Comuni vicini hanno espresso solidarietà. Da Castiadas a Muravera, i sindaci parlano di “atto ignobile” e chiedono giustizia per quanto accaduto.

 

Mentre si valuta l’entità del disastro – centinaia di ettari di macchia mediterranea distrutti, decine di auto carbonizzate, animali uccisi dalle fiamme – Villasimius si interroga sul futuro. Punta Molentis era regolamentata con ingressi contingentati, un modello di sostenibilità: 600 persone e 200 auto al giorno, accesso solo su prenotazione.

Ora non resta quasi nulla. Eppure la comunità reagisce, si stringe, si rimbocca le maniche. «Dobbiamo dare un valore a ciò che abbiamo perso», dicono i cittadini. Il sindaco ha già chiesto il riconoscimento dello stato di calamità e l’avvio immediato dei lavori di messa in sicurezza e recupero ambientale.

 

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Simone Coco, Visual Effects Supervisor sardo che vanta due nomination agli Oscar, firma gli effetti speciali dei più grandi successi di Hollywood: da Napoleon a Mission: Impossible - Dead Reckoning e da qualche giorno in tutte le sale cinematografiche con Jurassic World: La rinascita

 

 

Un’aula, una classe attenta e un maestro d’eccezione: così prende vita "Infeas - Maestri di effetti speciali (sull’ambiente)”, il nuovo spot realizzato dalla Rete Infeas (Informazione, Formazione e Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità) dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna.

 

A guidare gli studenti in questa lezione fuori dal comune, è Simone Coco, Visual Effects Supervisor sardo che vanta due nomination agli Oscar e firma gli effetti speciali dei più grandi successi di Hollywood: da Napoleon a Mission: Impossible - Dead Reckoning e da qualche giorno in tutte le sale cinematografiche con Jurassic World: La rinascita.

 

In questo progetto, però, gli effetti speciali non servono a trasformare una scena cinematografica, ma a immaginare e costruire un futuro più sostenibile. “Con la Rete Infeas e la realizzazione di questo spot, il nostro Assessorato compie un ulteriore passo nel promuovere una cultura diffusa della sostenibilità ambientale, facendo leva su linguaggi nuovi, immediati e accessibili», dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi. «Non si tratta semplicemente di un’operazione di comunicazione, ma di un investimento culturale e valoriale: un’occasione per rinsaldare il legame tra le comunità e il loro territorio, rafforzando la consapevolezza dell’importanza di tutelare e valorizzare il nostro straordinario patrimonio ambientale e paesaggistico”.

 

La partecipazione di Simone Coco in questo percorso rappresenta un elemento di grande valore. Professionista affermato nel panorama internazionale, ha scelto di mettere il proprio talento e la propria sensibilità al servizio della sua terra d’origine, testimoniando quanto sia possibile coniugare il successo personale con un forte senso di appartenenza e di responsabilità collettiva.

 

“Il suo contributo non è solo artistico - afferma l’assessora - ma profondamente etico e civile: attraverso il suo sguardo, la Sardegna racconta sé stessa con autenticità, mettendo in luce la bellezza e la vulnerabilità dei suoi ecosistemi, e invitando tutti a prendersene cura. È anche grazie alla disponibilità e all’impegno di personalità come la sua, capace di restituire valore alla propria terra attraverso esperienze maturate altrove, che possiamo rafforzare la nostra azione educativa e istituzionale a favore dell’ambiente. E costruire, insieme, una Sardegna più consapevole, resiliente e protagonista del cambiamento”.

 

Nello spot, Coco mostra ai ragazzi come intervenire su immagini del mondo reale, applicando simbolicamente gli “effetti speciali” della cura e della responsabilità: far scomparire una bottiglia da una spiaggia, piantare un albero in un terreno arido. Piccoli gesti che diventano metafora di ciò che ognuno di noi può fare per promuovere la sostenibilità ambientale, e assicurare un futuro sicuro per la Sardegna e il pianeta.

 

A rendere la scena ancora più coinvolgente è la presenza, tra gli studenti, di Lele Pittoni e Renzo Cugis, attori, autori e performer capaci di unire ironia e intelligenza, che interagiscono direttamente con Coco e offrono spunti ironici e intelligenti in un dialogo capace di parlare a tutte le generazioni.

 

“È un onore tornare nella mia terra per partecipare a un’iniziativa così significativa. Nel mio lavoro modifico le immagini per renderle più spettacolari, ma nella vita reale possiamo usare le nostre azioni per rendere la Sardegna più bella e più pulita. Questa è la magia che vale davvero”, afferma Simone Coco, sintetizzando il cuore del messaggio.

 

La campagna rappresenta un nuovo tassello nelle attività di comunicazione e sensibilizzazione promosse dalla Rete Infeas, da anni impegnata a diffondere una cultura della sostenibilità ambientale capillare e partecipata. Le scuole, le comunità locali, i cittadini sono chiamati a essere protagonisti attivi del cambiamento, attraverso l’esempio e l’impegno quotidiano.

 

Lo spot, scritto e diretto dal regista cagliaritano Andrea Garau, è ora disponibile online sui canali istituzionali della Regione Sardegna e della Rete Infeas, e sarà diffuso attraverso i principali canali digitali:

 

- YouTube: :  https://www.youtube.com/watch?v=AEMp60w0wqE

- Instagram: https://www.instagram.com/infeassardegna/

- Facebook: https://www.facebook.com/sardegnainfeas/

- Sito Web: https://www.sardegnainfeas.it/

 

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“I bambini sono i migliori ambasciatori dell’ambiente. Il loro contributo è stato fondamentale per ripulire la città, fronte sul quale l’attuale amministrazione comunale è impegnata fin dal suo insediamento”.

 

Queste le parole del sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, al quale si sono uniti anche il presidente del Consiglio comunale Marco Benucci e le assessore alla ecologia urbana, ambiente e verde pubblico Luisa Giua Marassi e alla Pubblica istruzione, sostegno allo studio e alla conoscenza, Giulia Andreozzi, nell'accogliere nella Sala consiliare del Palazzo Civico di via Roma alcuni studenti e studentesse delle scuole di Cagliari e Assemini che si sono aggiudicati, per il loro impegno nel rispetto del territorio, il premio “Giovani per l'ambiente 2025”.

 

Premiate dal sindaco Zedda, Emilia Giulia Piras e Francesca Camedda Cuccu, entrambe di 8 anni e frequentanti la 3^A dell'Istituto comprensivo “Randaccio-Tuveri-Don Milani-Colombo di Cagliari, che dopo aver trovato, nel mese di febbraio, la piazzetta davanti a via dei Vittorini a Genneruxi invasa da vetri rotti e rifiuti, hanno voluto dare il loro contributo alla lotta contro gli incivile disegnando due cartelli dal significato comune: “Rispettate l'ambiente e il gioco dei bambini”. I due disegni sono stati appesi vicino alla scuola di Genneruxi in modo che tutti potessero vederli.

 

Ma a riempire l'Aula consiliare c'erano anche tanti altri giovani che si sono resi protagonisti di iniziative preziose per il decoro degli spazi e di tutta la comunità. A cominciare dai bambini e dalle bambine della Scuola dell'infanzia “Giuseppina Concas” di Assemini, che hanno partecipato alla quarta tappa del progetto “Pulizie Urbane” che si è tenuta lo scorso 11 aprile al Poetto con la collaborazione del Comune di Cagliari, di Rebelterra e del CTM. Gli scolari si sono dedicati alla pulizia della spiaggia raccogliendo i rifiuti abbandonati nell'arenile.

 

Presenti anche i ragazzi e le ragazze dell'under 12 del Cagliari Calcio che a maggio (il 21) sono stati coinvolti da Legambiente Sardegna per il progetto di pulizia della zona intorno al Canale di San Bartolomeo nella zona della Unipol Domus.

 

Per tutti una pergamena ricordo con i ringraziamenti “per aver contribuito a rendere Cagliari una città più pulita”.

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Tutte le proposte risultate idonee ad accedere all’annualità 2023 del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (Fosmit) saranno finanziate. Lo ha stabilito la Giunta regionale, che ieri, su proposta dell’assessore degli Enti locali Francesco Spanedda, ha approvato la delibera che allarga la platea dei beneficiari anche agli enti che, pur essendo stati ammessi al contributo, non erano stati finanziati per esaurimento del fondo.

 

“Considerato il numero elevato di domande pervenute e risultate ammissibili al finanziamento - spiega l’assessore Spanedda -, abbiamo deciso di utilizzare parte delle risorse dell’annualità 2024 per scorrere le graduatorie e finanziarle tutte”.

 

La misura prevede due linee di intervento, volte a promuovere progetti di azione di tutela, sviluppo sostenibile e salvaguardia dell’ambiente. Beneficiari dei finanziamenti sono le Comunità montane e le Unioni di comuni composte da comuni totalmente o parzialmente montani.

 

Relativamente all’annualità 2023, sono risultate idonee 25 proposte per la linea 1 e 11 per la linea 2. In un primo momento, per la linea 1 sono state ammesse a finanziamento 18 proposte per una spesa complessiva di 15.967.315 euro (con risorse residuali sullo stanziamento iniziale pari a 46.881 euro), mentre 7 proposte sono risultate ammesse al contributo e non finanziabili per esaurimento fondi, per un totale di 6.460.000 euro. Per la linea 2, invece, sono state ammesse a finanziamento 9 proposte per una spesa complessiva di 1.800.000 euro (con risorse residuali di 64.545 euro), mentre 2 proposte sono risultate ammesse e non finanziabili sempre per esaurimento fondi, per un totale di 400.000 euro.

 

Alla Regione sono già state assegnate risorse per l’annualità 2024 pari 12.615.842 euro, distribuite nelle due linee di intervento. Per non escludere a causa dell’esaurimento delle risorse quegli enti che hanno presentato progetti idonei, la Giunta ha quindi previsto di destinare parte dell’annualità 2024 per lo scorrimento dell’intera graduatoria. Nello specifico, 6.413.118 euro per la linea 1 e 335.454 euro per la linea 2.

 

“Si tratta di interventi fondamentali per il futuro delle nostre comunità montane - afferma l’assessore - e utili per la valorizzazione e la tutela del patrimonio ambientale dell’isola. La Regione è impegnata nel promuovere e sostenere ogni iniziativa che punti a far superare il gap infrastrutturale di queste realtà e ogni forma di sviluppo sostenibile”.

 

Con il nuovo bando verranno finanziati prioritariamente i Comuni che non hanno beneficiato del contributo nel bando precedente.

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La Regione accelera i lavori per l’elaborazione della nuova Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici in ambito costiero. Ieri, infatti, la Giunta ha deliberato l’avvio dei lavori per l’istituzione di un Tavolo Tematico per l’elaborazione della Strategia e si pone l’obiettivo di definire gli orientamenti e le raccomandazioni per integrare l’adattamento climatico negli strumenti di pianificazione e programmazione regionale. “La Sardegna è particolarmente esposta agli effetti del cambiamento climatico e la Regione ha il dovere di agire con una strategia mirata e integrata”, afferma l’assessora della Difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi, che ha portato la proposta in giunta.

 

Il Tavolo tematico sarà composto da un gruppo di lavoro che riunisce diversi settori dell’amministrazione regionale per trovare soluzioni concrete ai problemi causati dal cambiamento climatico nelle zone costiere. Parteciperanno esperti e rappresentanti degli assessorati dell’Ambiente, del Turismo, degli Enti Locali e Urbanistica, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle coste sarde, proteggere le aree più a rischio e pianificare interventi che aiutino i territori a fronteggiare eventi climatici estremi, come l’erosione delle spiagge e l’innalzamento del livello del mare. Il coordinamento è affidato alla Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, che guiderà il lavoro e assicurerà che le decisioni prese si trasformino in azioni concrete per la tutela del territorio. L’Area Marina Protetta di Capo Carbonara sarà il sito pilota per la sperimentazione delle misure previste dal piano regionale.

 

L’iniziativa si inserisce nel quadro del programma Interreg EuroMED, che mira a rafforzare la resilienza climatica dei territori mediterranei attraverso l’adozione di soluzioni basate sulla natura. Il progetto “NaTour4CChange”, in particolare, è finalizzato a sviluppare strategie per la sostenibilità del turismo costiero e la gestione degli ecosistemi di transizione.

 

“Questo Tavolo Tematico - ha dichiarato l’assessora Laconi - rappresenta un passo fondamentale per garantire che l’adattamento climatico diventi un pilastro della pianificazione regionale. Grazie alla collaborazione tra assessorati e al supporto di progetti europei come NaTour4CChange, possiamo sviluppare soluzioni innovative per proteggere le nostre coste e promuovere un turismo sostenibile, coniugando sviluppo economico e tutela ambientale.”

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Sono 122 i Comuni Plastic Free 2025 che si sono distinti per la lotta contro gli abbandoni illeciti, la promozione di comportamenti responsabili, le opere di sensibilizzazione sul territorio nonché per l’impegno in una gestione virtuosa dei rifiuti urbani. L’elenco di borghi, paesi e città italiane che hanno superato la valutazione di Plastic Free Onlus, basata su ben 23 punti, è stato svelato a Montecitorio, in una conferenza stampa alla presenza dell’On. Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei deputati, e dei vertici dell’associazione ambientalista. Cinque i Comuni Plastic Free della Sardegna: Oristano; Aglientu, Badesi e Castelsardo nella provincia di Sassari; Teulada nel Sud Sardegna.

“Sono molto orgoglioso che la nostra iniziativa, giunta alla quarta edizione, raccolga ogni anno sempre più adesioni passando da 111 a 122 Comuni Plastic Free. – ha dichiarato Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus, l’associazione nata nel 2019 per contrastare l’abuso e l’inquinamento da plastica, oggi presente in oltre 30 Paesi nel mondo – I tantissimi Comuni che hanno deciso di sottoporre il proprio operato amministrativo in tema ambientale alla nostra valutazione sono il frutto dell’impegno quotidiano e concreto dei nostri referenti e volontari sul territorio. Attraverso una sensibilizzazione continua dei cittadini ma soprattutto dei giovani nelle scuole, riusciamo anno dopo anno a tenere alta l’attenzione delle pratiche virtuose necessarie per un futuro libero dall’eccesso di plastica. L’auspicio è che – ha concluso De Gaetano (Plastic Free) – sempre più Amministrazioni colgano l’incitamento e il supporto dei nostri 1.100 referenti italiani, donando così alle proprie comunità luoghi più piacevoli, puliti e sani da vivere”.

A ogni Comune Plastic Free verrà assegnato un livello di valutazione espresso in tartarughe: 1, 2 o 3, fino a un massimo di “3 tartarughe gold”. La consegna dei riconoscimenti e delle targhe con il relativo attestato di virtuosità si terrà il prossimo 8 marzo a Napoli presso il Teatro Mediterraneo, in un evento che celebrerà l’impegno per l’ambiente delle Amministrazioni locali.

“Per la nostra regione si tratta di quattro piacevoli riconferme e di una new entry di spessore come il capoluogo Oristano – dichiara Maria Francesca Carone, referente regionale Plastic Free Sardegna – Gli amministratori si dimostrano sempre più sensibili alle tematiche ambientali e ciò è testimoniato anche dall’aumento dei protocolli d’intesa siglati per sostenere e incentivare le azioni di pulizia e sensibilizzazione dei nostri referenti e volontari sui territori. Una attenzione che percepiamo anche negli stessi eventi da noi organizzati e sempre più partecipati”.

Ad illustrare l’impegno dell’associazione sui territori e l’impatto dell’azione di sensibilizzazione sulle amministrazioni sono stati Margherita Maiani e Lorenzo Zitignani, rispettivamente Segretario e Direttore generale di Plastic Free Onlus. La regione con più Comuni Plastic Free è stata l’Abruzzo, ben 16, seguita da Sicilia (14), Puglia e Veneto (12), Lombardia e Campania (10).

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