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Una storia millenaria incontra i linguaggi e i consumi delle nuove generazioni, per portare nei loro piatti qualità e consapevolezza. È questo il significato della collaborazione tra il Consorzio del Pecorino Romano DOP e McDonald’s, che porta uno dei formaggi simbolo della tradizione agroalimentare italiana in un contesto di ristorazione contemporanea frequentato ogni giorno da un pubblico ampio e trasversale, con una forte presenza di giovani. Così nasce “Il Romano”: 100% petto di pollo italiano, bacon croccante, salsa al Pecorino Romano DOP e pepe.
Un incontro tra due mondi solo apparentemente distanti che, secondo il Consorzio, rappresenta un’opportunità per valorizzare e far conoscere il Pecorino Romano DOP a nuovi consumatori, mantenendo intatti i principi che ne definiscono l’identità: origine, qualità, autenticità e rispetto del disciplinare di produzione.
“Il Pecorino Romano DOP non è semplicemente un formaggio: prima del prodotto viene il territorio”, sottolinea Gianni Maoddi, presidente del Consorzio del Pecorino Romano DOP. “Dietro ogni c’è un’intera filiera che produce valore economico, occupazione, presidio del territorio e identità. È questo patrimonio che dobbiamo continuare a raccontare e a rendere riconoscibile, soprattutto alle nuove generazioni. Per questo aderiamo con convinzione a questo progetto, che ci auguriamo trasmetta il valore del nostro prodotto a un pubblico sempre più vasto e trasversale. Una grande tradizione – aggiunge Maoddi - deve essere capace di parlare al futuro. Per il Consorzio, portare il Pecorino Romano DOP nella ristorazione informale significa ampliare le occasioni di conoscenza e di consumo, e continueremo a lavorare in questa direzione anche per favorire nuove e importanti ricadute economiche sull’intero comparto”.
La collaborazione con McDonald’s nasce dunque proprio dalla volontà di trovare nuovi canali per avvicinare il pubblico alla DOP. “Le nuove generazioni utilizzano linguaggi e modalità di consumo diversi: pensiamo sia giusto andare verso di loro, per avvicinarli, senza per questo modificare ciò che siamo”, dice il direttore del Consorzio Riccardo Pastore. “Il valore di una DOP non dipende dal luogo in cui viene consumata, ma dalla storia, dall’origine e dall’identità che porta con sé”, spiega il direttore. “Può essere protagonista della cucina di casa, della trattoria, della grande ristorazione o di un format informale. Ciò che non deve cambiare sono le caratteristiche del prodotto, garanzia di qualità”.
L’obiettivo è trasformare anche un’esperienza di consumo quotidiana in un’occasione per scoprire una filiera e un patrimonio produttivo. “Se un ragazzo incontra il Pecorino Romano in un modo nuovo e da quell’assaggio nasce la curiosità di conoscerne l’origine, il territorio e la storia, abbiamo raggiunto un risultato importante”, dice Pastore. “Non stiamo cambiando la nostra storia. Stiamo trovando un nuovo modo per raccontarla”. La collaborazione si inserisce così nella strategia del Consorzio volta a rafforzare la conoscenza della denominazione e il legame tra prodotto, territorio e consumatore. Un percorso che punta a mantenere viva una tradizione antichissima rendendola contemporanea e accessibile a un pubblico sempre più ampio.
Il progetto McChicken Creation® Dolce Vita Edition in collaborazione con GialloZafferano è attivo dal 19 agosto ed è accompagnato da un'importante iniziativa realizzata insieme a Stellantis. Dal 24 agosto al 22 settembre, acquistando un prodotto della gamma McChicken Creation® con una spesa minima di 10 euro, sarà possibile partecipare al concorso instant win e provare a vincere una Fiat 500 Hybrid modello POP al giorno.

Grazie alla collaborazione con Fondazione Qualivita e i Consorzi di Tutela, sono oggi 24 gli ingredienti DOP e IGP presenti nei menu McDonald's: un impegno che dal 2008 valorizza le specialità agroalimentari italiane, sostenendo il lavoro delle filiere e promuovendo la cultura delle produzioni certificate.

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La Giunta regionale ha approvato oggi gli indirizzi operativi per estendere alle filiere lattiero-casearia del Pecorino Romano DOP e ortofrutticola il sostegno attraverso gli strumenti finanziari di cui dispone la Regione Sardegna. Il provvedimento, proposto dall'assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio Giuseppe Meloni, di concerto con l'assessore dell'Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale, Francesco Agus, avvia un percorso finalizzato a costruire interventi calibrati sulle specifiche esigenze delle imprese delle due filiere, con l'obiettivo di sostenerne la liquidità, accompagnarne gli investimenti e rafforzarne la capacità competitiva.

"Le imprese non hanno tutte gli stessi bisogni e, proprio per questo, non possono essere sostenute con gli stessi strumenti. Con questa delibera abbiamo deciso di partire dall'ascolto delle filiere per costruire risposte finanziarie coerenti con le loro caratteristiche e con i loro cicli produttivi. Vogliamo mettere il credito e la finanza complementare al servizio dell'economia reale, sostenendo la liquidità, quando serve, favorendo gli investimenti e creando condizioni che consentano alle imprese agricole interessate di crescere e competere con maggiore solidità", ha dichiarato Giuseppe Meloni, assessore della Programmazione e del Bilancio.

“Questa delibera – commenta l’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus - è frutto di un lavoro corale tra l’Assessorato dell’Agricoltura, il Centro Regionale di Programmazione e la Società Finanziaria della Regione Sardegna (SFIRS), costruito attraverso un costante confronto con le associazioni di categoria, le organizzazioni dei produttori e i trasformatori. Da questo percorso è emersa la necessità di estendere al settore agricolo strumenti finanziari che la SFIRS già utilizza a sostegno di altri settori. I primi comparti interessati sono quello del Pecorino Romano, che deve confrontarsi con l’incertezza dei mercati internazionali e con il rischio di nuovi dazi sul mercato statunitense, e quello ortofrutticolo, tra i più colpiti dagli effetti del cambiamento climatico, dalla scarsità della risorsa idrica e dal conseguente calo delle produzioni – continua Agus. La delibera mette a disposizione strumenti finanziari immediatamente utilizzabili, evitando che crisi di liquidità aziendale circoscritte possano avere ripercussioni sull’intera filiera, attraverso gli strumenti che SFIRS è in grado di attivare, in maniera complementare rispetto al sistema bancario. Stiamo mettendo in campo, per tempo e con anticipo, tutte le azioni possibili per mettere in sicurezza il comparto e rafforzarne la capacità di affrontare le difficoltà”, conclude l’assessore dell’Agricoltura.

In un contesto reso sempre più complesso dall'andamento dei mercati internazionali, dall'aumento dei costi logistici e di trasporto legati anche alla condizione di insularità, dagli effetti delle nuove normative europee che incidono sui costi di produzione e movimentazione delle merci, dai cambiamenti climatici e dalle difficoltà di accesso al credito, si è deciso di costruire soluzioni dedicate alle caratteristiche produttive e alle esigenze delle due filiere.

Gli indirizzi approvati dalla Giunta si sviluppano lungo tre direttrici principali. La prima riguarda il consolidamento della situazione finanziaria delle imprese, attraverso strumenti dedicati al riequilibrio delle esposizioni maturate negli anni più complessi. La seconda punta a garantire la liquidità necessaria per sostenere le campagne produttive, favorire la continuità aziendale e assicurare un'equa remunerazione della materia prima. La terza è orientata agli investimenti per la transizione ecologica e digitale, l'innovazione tecnologica dei processi produttivi, l'efficientamento energetico, l'utilizzo sostenibile della risorsa idrica e lo sviluppo di modelli produttivi più competitivi.

Per dare attuazione a questo percorso, la delibera prevede la realizzazione di un'analisi puntuale dei fabbisogni finanziari delle imprese che sarà sviluppata dalla Direzione generale dell'Agricoltura con il supporto della SFIRS. Lo studio costituirà la base per la progettazione di uno specifico strumento finanziario dedicato alle due filiere, aperto anche al coinvolgimento di capitali privati attraverso forme di co-investimento pubblico-privato.

In attesa della definizione del nuovo strumento finanziario dedicato, la Regione estenderà alle imprese interessate le opportunità offerte dal Fondo Sardinia Fintech. L'obiettivo è mettere a disposizione, fin da subito, soluzioni in grado di facilitare l'accesso a nuove risorse per gli investimenti e accompagnare i programmi di crescita delle imprese. Tra questi figurano minibond, invoice trading, venture capital e altre forme di finanza complementare, calibrate sulle esigenze e sui cicli produttivi delle due filiere.

Con il provvedimento approvato oggi, la Regione punta a rafforzare la capacità di investimento e la competitività di comparti strategici per l'economia della Sardegna.

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Nasce a Las Vegas la Pizza Cacio&Pepe ed è subito boom fra gli americani che, al Fancy Food Winter di Las Vegas, hanno dimostrato tutta la loro passione per due prodotti che da sempre
amano: la pizza e il nostro Pecorino romano. La novità, voluta dal Consorzio di tutela che da Macomer, nel cuore della Sardegna, continua ad aprire la strada a nuove idee e sperimentazioni, è stata infatti l’inserimento, all’interno dello stand, di un angolo per la preparazione di pizze offerte in due semplici ricette, “Pizza Cacio & Pepe” e “Pizza Pomodoro & Pecorino Romano”. L’idea
nasce dal fatto che la pizza è e rimane uno dei prodotti più consumati negli Stati Uniti, con un decisivo richiamo alla tradizione della cucina italiana. Idea che trova riferimento anche nello slogan del progetto “Enjoy it’s from Europe” – “Pecorino Romano ON TOP to finish the dish”. Negli Stati Uniti viene esportato circa il 40% del Pecorino Romano
prodotto (33mila tonnellate nell’ultima campagna). La Sardegna è la zona prevalente di produzione del Pecorino Romano, con un fatturato annuo di 600 milioni (le altre zone di produzione sono Lazio e provincia  di Grossetto).

Il presidente del Consorzio, Gianni Maoddi - Gli americani amano la pizza: il 98% la consuma ogni settimana e il 74% afferma che la mangerebbe tutti i giorni. Questa passione si riflette nei dati di vendita, che confermano un aumento del 10.7% rispetto all’anno scorso. E gli americani amano moltissimo anche il Pecorino Romano: il connubio non poteva che essere
vincente. “Questa iniziativa ha trovato molto riscontro da parte dei visitatori che hanno potuto apprezzare il valore del nostro formaggio, amatissimo dagli americani, nella semplicità delle ricette proposte. Per noi si è trattato certamente di un test, mai prima d’ora era stata proposta la pizza come offerta di assaggio: un test che è andato benissimo e che sicuramente riproporremo alle prossime manifestazioni in programma a New York”, dice il presidente del Consorzio Pecorino Romano, Gianni Maoddi.
Il maxistand del Consorzio di tutela - Lo stand del Consorzio, inserito all’interno del tradizionale "Italian Pavilion"- 74 aziende e 87 stand concentrati in un'area arredata con immagini del BelPaese e un richiamo alla produzione alimentare tradizionale – è stato uno dei più visitati, e l’angolo pizza con la proposta del Pecorino Romano. In una veste completamente
nuova ha attirato tantissimi curiosi. Un’area organizzata dall'Istituto del Commercio estero ha proposto "l'aperitivo italiano"; dedicato ai visitatori con degustazioni di salumi, formaggi, caffè, vini e liquori. In questo contesto, proprio a lato di questa area dell’ICE, è stato posizionato lo stand del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano DOP, posizione ottimale per il
flusso dei visitatori. Quest’anno è stato deciso di proporre un format diverso rispetto ai precedenti, utilizzando tre moduli invece di due, per una superficie
totale di circa 27 metri quadrati.
Gli scambi commerciali con gli Stati Uniti - L'andamento degli scambi Usa-Italia registra +5,3 per cento. L'Italia è salita al 12° posto tra i partner commerciali degli americani ed è passata dal 5° al 4° posto tra i partner europei. Nel periodo gennaio-settembre 2023 le esportazioni sono aumentate del 7 per cento, più della media europea (+6,8%).  L'Italia, nel frattempo, si è assestata all'11° posto tra i principali Paesi fornitori degli Stati Uniti, con una quota di mercato pari al 2,4%. Il Pecorino Romano viene esportato dalla Sardegna e dalle altre due zone di produzione, Lazio e provincia di Grosseto, per oltre il 50% della sua produzione.
Il direttore del Consorzio, Riccardo Pastore - “Siamo molto soddisfatti dei risultati del Fancy di Las Vegas e di come gli americani che sono venuti a trovarci nel nostro padiglione hanno accolto la proposta pizza. La sfida in cui il Consorzio è quotidianamente impegnato è quella di valorizzare il Pecorino Romano proponendolo con formule innovative ma nel pieno rispetto della tradizione. La novità pizza è piaciuta moltissimo, ha conquistato gli americani e ha aperto una strada che sicuramente vale la pena di continuare a esplorare e percorrere”, dice il direttore del Consorzio, Riccardo Pastore. Un salto nella storia del Consorzio - La manifestazione è stata anche occasione di incontri con un pezzo di storia del Consorzio di Tutela che ha sede a Macomer: ha fatto visita allo stand anche Angelo Ronconi, secondo presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano.

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Continua l’attività di promozione e informazione del Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Romano, che, a distanza di pochi giorni, apre una nuova gara per la selezione di un organismo esecutore di un progetto di informazione e promozione da 1.4 milioni di Euro per il mercato giapponese. Il progetto sarà presentato valere sul Reg. 1144/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio, sulla call 2023 per i programmi semplici per i Paesi Terzi.

Il programma di informazione e promozione avrà durata triennale (2024-2025-2026) e punterà a rafforzare ed ampliare la presenza del prodotto tutelato nel mercato giapponese. Per fare questo il Consorzio punta a rafforzare la competitività, la riconoscibilità e il consumo dei prodotti agroalimentari europei di qualità attraverso il prodotto testimonial Pecorino Romano DOP. Le attività che dovranno essere presenti all’interno delle proposte comprendono: pubbliche relazioni; sito web e social media; advertising; communication tools; eventi e fiere.

L’ente esecutore, che verrà selezionato con una procedura competitiva aperta, dovrà materialmente occuparsi di attuare il programma di informazione secondo gli obiettivi previsti dal citato regolamento UE 1144/2014.

La scadenza per la presentazione delle offerte è il 13 marzo 2023 alle ore 12.00.

Per accedere al Bando, la descrizione dettagliata e i requisiti di partecipazione alla Gara di selezione andare al link: https://www.pecorinoromano.com/bandi

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Oltre 1.100.000 kg di prodotto venduti, distribuito in 3.100 punti vendita, 35% della distribuzione ponderata. Sono i numeri dell’accordo di filiera Biraghi, Coldiretti Sardegna e Filiera Agricola Italiana che ha dato vita al pecorino etico solidale che paga il giusto prezzo ai pastori, che oggi a Torino ha festeggiato i suoi primi sei anni.

Un accordo allora (2017) definito storico, proprio perché in un momento di crisi per la pastorizia sarda, con il latte pagato ai pastori sotto i costi di produzione e il Pecorino romano, la Dop che determina il prezzo del latte ai pastori ai minimi storici, pagato a circa 4 euro al kg, con questo accordo di filiera che vede per la prima volta insieme pastori e trasformatori, si è dato vita ad un grattugiato al 70 per cento composto da pecorino 100 per cento sardo e per il restante 30 per cento con il gran Biraghi, vaccino prodotto con latte 100 per cento italiano, che paga il giusto prezzo ai pastori. Un accordo, infatti, che garantisce una equa remunerazione a chi produce il latte e comunque non va mai sotto i costi di produzione, un accordo che ha anticipato la legge sulle pratiche sleali. Accordo che si è dato vita coinvolgendo la cooperativa pastori Dorgali e la cooperativa l’Armentizia di Guspini.

Un accordo innovativo, come è stato ricordato questa mattina a Torino nella sede della Biraghi, dove si è festeggiato il sesto compleanno, a cui hanno preso parte oltre alla Biraghi rappresentata da Claudio Testa, consigliere d’amministrazione della Biraghi S.p.A, da Coldiretti Sardegna con il presidente Battista Cualbu e il direttore Luca Saba,  il vicepresidente della Cooperativa Pastori Dorgali Francesco Carta, al responsabile dei progetti di Filiera Agricola Italiana Adolfo Giannecchini. Era presente anche il gruppo a tenore su Cuntzertu Abbasantesu con il canto dei pastori riconosciuto patrimonio immateriale dell’umanità Unesco come espressione del Pastorilismo.  “Questo è un esempio concreto di un accordo che fa bene al Sistema Paese, nel quale ogni attore coinvolto ha saputo mettersi a disposizione per creare un prodotto di qualità e competitivo sul mercato”,  ha commentato Adolfo Giannecchini per Filiera agricola italiana.

“Il trend è positivo per tutta la filiera – ha aggiunto il presidente Battista Cualbu –. Dopo sei anni, l’accordo, che non a caso avevamo definito storico, si rivela sempre più vincente e come esempio da seguire non solo in questo settore agricolo. I benefici per i pastori e le cooperative che stanno collaborando al progetto sono evidenti: prezzo minimo garantito, stabilità e programmazione”. “Un accordo che cresce e si rafforza anche grazie ai nuovi progetti che stiamo mettendo in campo con la Biraghi – afferma il direttore Luca Saba –. Questo ci consentirà di allargare l’accordo anche ad altre realtà locali e crescere nei numeri”. “A distanza di sei anni dalla firma del nostro accordo, siamo felici di festeggiare la collaborazione insieme a tutti gli attori coinvolti nel progetto del Pecorino Etico Solidale – ha raccontato Claudio Testa, della Biraghi –. Siamo molto lieti che i consumatori apprezzino il nostro accordo di filiera, che ci permette di sostenere la tradizione casearia italiana insieme a Coldiretti Sardegna e con Filiera Agricola Italiana”. “Per la nostra Cooperativa è stata una svolta che ha rafforzato tutto il lavoro che avevamo fatto precedentemente – afferma il Vicepresidente della Cooperativa Pastori Dorgali, Francesco Carta –. Da inizio annata abbiamo la certezza che una parte del nostro formaggio verrà venduto ad un prezzo già stabilito”.

Nel 2020 la collaborazione tra Biraghi e Coldiretti Sardegna si è consolidata con il lancio di un nuovo prodotto da tavola: dopo il Grattugiato Etico solidale Biraghi, l’azienda cuneese, insieme a Filiera agricola italiana e all’Organizzazione agricola sarda hanno presentato lo Spicchio di Pecorino Etico Solidale, una fetta da 150 grammi senza crosta laterale, prodotta con 100% latte di pecora sardo, a lunga stagionatura, caratterizzata da un gusto dolce e delicato e acquistabile in una pratica confezione con un vassoio per tenerla in tavola, apertura facilitata e zip “apri e chiudi”. L’iniziativa è stata sviluppata con la Cooperativa Pastori Dorgali - che raggruppa 190 aziende - con l’obiettivo di ampliare le occasioni di consumo del Pecorino grazie al taglio in spicchio e al sapore delicato, allargando la gamma di prodotti a latte ovino del marchio Biraghi.

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