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Nuove linee guida per i contributi per fibromialgia
“Abbiamo adottato nuove linee d’indirizzo che aggiornano le modalità di riconoscimento, di erogazione e di rendicontazione del sostegno dedicato alle persone affette da fibromialgia e residenti in Sardegna”. Ad affermarlo è l’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, che commenta la delibera approvata durante l’ultima riunione di Giunta.
Finora l’indennità regionale fibromialgia era stata erogata a fondo perduto una tantum, senza rendicontazione. Con la legge 18 del 2024 è stata modificata la natura del beneficio che diventa un contributo di rimborso alle spese sostenute.
“Dopo una fase sperimentale conclusa il 31 dicembre -spiega Bartolazzi - vengono ora confermate le nuove modalità che prevedono l’erogazione di un contributo pari ad un massimo di 800 euro in qualità di rimborso delle spese a carattere sanitario, qualora non coperte dal Servizio Sanitario Regionale, sociosanitario e di cura alla persona, in base alle disponibilità del Bilancio regionale”.
L’assessore illustra nel dettaglio le principali novità della misura 2025: “L’importo del sostegno è commisurato all’Isee del beneficiario, senza decurtazioni fino ai 15 mila euro, a scalare del 5 per cento dai 15 ai 25 mila, del 10 per cento dai 25 ai 35 mila euro, del 25 per cento dai 35 ai 40 mila euro, del 35 per cento fra i 40 e 50 mila euro, fino ad una decurtazione dell’80 per cento per chi possiede un Isee oltre gli 80 mila euro”.
Possono presentare domanda per il contributo i residenti in Sardegna in possesso di certificazione attestante la patologia, con certificato medico specialistico riportante una data non successiva all’anno per cui viene presentata la domanda.
La richiesta dovrà essere sottoscritta dal beneficiario o dal suo legale rappresentante e presentata al Comune di residenza entro e non oltre il 30 aprile per ciascun anno.
La fibromialgia è una patologia reumatica extra-articolare, riconosciuta dall’Oms e caratterizzata da dolore muscolo scheletrico diffuso e da affaticamento, nonché da numerose altre manifestazioni a carico degli organi. In Italia colpisce fra il e il 4 per cento della popolazione, in prevalenza femminile.
“La Regione Sardegna ha riconosciuto la fibromialgia quale malattia progressiva e invalidante sin dal 2019”, spiega ancora l’assessore, “ed ha per questo istituito un’apposita indennità - l’Irf - finalizzata a migliorare la qualità della vita dei cittadini sardi affetti da tale patologia”.
Nell’isola, le domande interamente finanziatesono state circa 6000 nel 2023 per un importo complessivo di 5,1 milioni di euro, e 9000 nel 2024, con una spesa di 7,5 milioni di euro.
Le persone che hanno presentato una certificazione attestante la sindrome fibromialgica sono state prevalentemente donne (il 95% delle richieste), e nella fascia d’età fra i 51 e i 70 anni, ma è presente una quota consistente, pari al 29%, fra i 31 e i 50 anni.
Elisoccorso, Bartolazzi: “Una procedura booster che garantisce celerità e qualità"
Un servizio di elisoccorso più efficiente. È questo l’intento che la Giunta vuole ottenere dal nuovo bando per l’affidamento del servizio pubblico. All’Areus, titolare del servizio, sarà affidato il compito di effettuare preliminarmente un’analisi ed una valutazione critica dei risultati qualitativi e quantitativi dell'attuale servizio, che saranno messi a disposizione della Regione in vista dell’espletamento della nuova gara.
“Una procedura che si è resa necessaria per garantire la certezza della continuità del servizio con un’attenzione specifica ai criteri di qualità, tempestività e sicurezza indispensabili in un contesto insulare ed orograficamente discontinuo come quello della nostra regione”, spiega l’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi.
La convenzione HEMS, Helicopter Emergency Medical Service, attivata nel 2019, che prevedeva l’affidamento per otto anni ad AREUS, l’Azienda di Emergenza Urgenza, è tutt’ora vigente e scadrà il 30 giugno 2026. “Considerati i tempi che sarebbero necessari per espletare la gara, si è scelto di adottare una procedura affidandola alla Centrale Regionale di Committenza, che avrà il compito di adottare i provvedimenti riguardanti la redazione e l’approvazione degli atti di gara, la pubblicazione del bando e l’espletamento di tutti gli adempimenti sino all’aggiudicazione definitiva. Questo consentirà di evitare il rischio di discontinuità del servizio di elisoccorso, con un cronoprogramma cadenzato e certificato”, conclude Bartolazzi.
Assessore Bartolazzi su cybersicurezza sanitaria
Partecipando all’evento “La minaccia cibernetica al settore sanitario” questa mattina all’Aula Atza dell’ospedale Brotzu di Cagliari, l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi ha sottolineato come “per garantire i dati sanitari dei cittadini sardi sia necessario un grosso investimento per un linguaggio informatico e una cultura unica all’interno della Regione”.
“Come medico nella mia esperienza è ormai da dieci anni che sono consapevole dell’importanza dei big data, ancor di più nel sistema sanitario”, ha esordito Bartolazzi. “Pensare alla situazione drammatica che potrebbero subire i pazienti, come i malati oncologici, nel caso in cui i loro referti diagnostici vengano violati da attacchi hacker mette i brividi”, ha evidenziato l’assessore.
“Un piano di prevenzione dei rischi – ha poi sottolineato – deve partire da alcuni punti fondamentali: uniformare i linguaggi informatici, lavorare sui programmi di software che spesso hanno licenze che scadono prima delle grandi apparecchiature come le Tac e ridurre i punti di attacco limitando le consulenze esterne”.
Avvio della campagna di vaccinazione Blue Tongue 2025
In Sardegna il comparto zootecnico rappresenta uno dei principali asset produttivi con maggiori potenzialità di sviluppo economico per l’isola. I dati sul patrimonio ovino in particolare si attestano su 2,6 milioni di capi, con 11.000 stabilimenti (aziende) in cui sono presenti allevamenti ovini. Gli allevamenti ovini sono invece complessivamente circa 13.000.
Fin dal mese di agosto del 2000, anno in cui è stata per la prima volta confermata la presenza del sierotipo 2 (BTV2) sul territorio regionale, la Regione Sardegna è stata palcoscenico di numerose incursioni che hanno implicato diversi sierotipi della BTV causando rilevanti danni di varia natura, sia di tipo diretto sia di tipo indiretto, al comparto zootecnico isolano; nel corso dell’ anno 2024 si è assistito ad una preoccupante recrudescenza della febbre catarrale degli ovini che dal mese di luglio ha interessato il territorio regionale con particolare riguardo ai sierotipi 3 (BTV 3) e 8 (BTV 8) ed in misura molto inferiore al sierotipo 4 (BTV4).
La circolazione del BTV8 ha riguardato specialmente il nord Sardegna e la Provincia di Nuoro mentre quella del BTV3 la Sardegna centrale e meridionale. Dal mese di luglio 2024 sono stati registrati 4060 focolai di Bluetongue
Il picco epidemico dell’epidemia 2024 può essere individuato a metà del mese di settembre, con un decremento dei casi registrati già evidente nelle settimane successive. Andamento poi confermato negli ultimi mesi dell’anno con una situazione praticamente rispecchiante quello delle epidemie degli anni passati.
Strategia vaccinale anno 2025
Per far fronte ad eventuali future recrudescenze dell’infezione sul territorio regionale è quantomai necessario adottare fin da ora un approccio di contesto integrato delle istituzioni interessate, definendo e coordinando gli interventi da avviare in maniera sinergica sul territorio regionale per combattere e prevenire la febbre catarrale degli ovini, secondo un cronoprogramma che prevede l’avvio della campagna entro il mese di marzo 2025.
Considerato il contesto attuale e l’importanza di intervenire in tempi rapidi prima delle schiuse dell’insetto vettore si è ritenuto di basare la strategia vaccinale 2025, da effettuare sui capi ovini del territorio regionale, secondo una priorità di intervento nelle zone a maggior rischio emersione/recrudescenza dei sierotipi circolanti, come di seguito riportato:
-BTV 8 e BTV3: Vaccinazione di tutto l’effettivo (rimonte + adulti) in tutta la Sardegna. La vaccinazione dovrà iniziare a partire dal mese di marzo e concludersi entro e non oltre il mese di luglio. Dovrà essere predisposta anticipatamente nelle zone a rischio con ordine di priorità secondo gradiente di rischio sino ad esaurimento delle dosi disponibili.
-BTV 4 Vaccinazione di tutte le rimonte ovine della Sardegna, con priorità da assegnare agli stabilimenti a maggior rischio.
La classificazione degli stabilimenti con allevamenti ovini in base al rischio è effettuata dall’OEVR. La relativa lista per ASL degli stabilimenti con allevamenti ovini ordinati in base al rischio, al fine di procedere per priorità di intervento, è fornita ai competenti Servizi veterinari di Sanità Animale delle ASL della Sardegna per il tramite del Servizio Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare
Dati numerici sui vaccini:
-3 milioni di dosi vaccinali per BTV8 sono già nella disponibilità della Regione Sardegna,
-1.200.000 dosi in corso d’acquisto da parte dell'IZS
-350 mila dosi già disponibili per il BTV4. Altri stock in corso d’acquisto da parte dell’IZS.
Compiti delle istituzioni interessate
Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale – Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare provvede in particolare a:
a) Sovrintendere la procedura per affidare all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna l'incarico per l'acquisto delle dosi di presidi immunizzanti per il patrimonio ovino contro i sierotipi circolanti in Sardegna, nonché per lo stoccaggio e per la successiva distribuzione del vaccino ai Servizi veterinari delle ASL della Sardegna;
b) Gestire la procedura di assegnazione di risorse finanziarie per il supporto ai servizi veterinari delle ASL della Sardegna nell’esecuzione delle attività di profilassi;
c) Redigere, sulla base del documento tecnico epidemiologico predisposto dall’OEVR, il Programma di profilassi vaccinale contro la febbre catarrale degli ovini per gli stabilimenti con allevamento ovino. Tale programma condiviso con i Servizi veterinari delle ASL della Sardegna è poi inviato al Ministero della Salute e al LNR dell’IZSAM di Teramo per una valutazione preventiva;
d) Coordinare e supervisionare l’andamento delle attività svolte sul territorio regionale segnalando le eventuali criticità ai competenti Servizi Veterinari delle ASL della Sardegna.
Osservatorio epidemiologico veterinario regionale (OEVR) provvede in particolare a:
a) Fornire il supporto tecnico-scientifico al Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare, necessario per l’esercizio dei propri compiti di indirizzo e programmazione degli interventi e al governo – controllo della situazione anche attraverso l’implementazione di specifiche piattaforme informatiche, quale in particolare il Data Warehouse BT;
b) Fornire anche un supporto tecnico-scientifico ai Servizi veterinari di Sanità Animale delle ASL della Sardegna per la programmazione e la gestione delle attività nei territori di competenza;
c) Effettuare l’analisi del rischio e la classificazione degli stabilimenti con ovini in base al rischio e redigere le apposite liste per ASL da fornire, per il tramite del Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare, ai competenti Servizi veterinari di Sanità animale delle stesse ASL, al fine di procedere alle attività di profilassi vaccinale per priorità di intervento;
d) Monitorare la situazione epidemiologica per Bluetongue sul territorio regionale;
e) Produrre, se necessario, relazioni sull’evoluzione della situazione epidemiologica e sull’andamento delle misure di prevenzione e profilassi effettuate sul territorio regionale da inviare al Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare;
f) Monitorare l’andamento delle attività di vaccinazione sul territorio regionale e, se del caso specialmente in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica e sulla base del numero di dosi vaccinali disponibili, proporre eventuali modifiche al programma di profilassi vaccinale.
Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna (IZS Sardegna) provvede in particolare a:
a) Acquisto, stoccaggio e distribuzione dei vaccini per Bluetongue da utilizzare sul territorio regionale per l’effettuazione del programma vaccinale previsto per gli ovini e per l’effettuazione di eventuali interventi di vaccinazione su bovini da movimentare verso territori indenni o verso territori dove non è presente l’infezione, qualora fossero richieste garanzie in tal senso da parte delle Regioni riceventi;
b) Effettuare l’attività diagnostica di laboratorio e rendere disponibili su CORAN i relativi rapporti di prova al termine degli accertamenti ed implementare il SIBT con riferimento ai dati di competenza;
c) Inviare tempestivamente i campioni positivi al LNR per le previste analisi di conferma del caso e a rendere prontamente disponibili anche su CORAN i relativi rapporti di prova (rapporti di prova esterni) ricevuti dal LNR.
d) Effettuare attività di formazione, eventualmente in collaborazione con le ASL della Sardegna;
e) Promuovere attraverso il proprio sito internet la divulgazione di informazioni sulla malattia e sulle misure di prevenzione e profilassi;
f) Collaborare con LAORE allo scopo di approfondire le conoscenze sui vettori e i conseguenti metodi di lotta da applicare nelle aziende zootecniche.
Servizi veterinari di Sanità Animale delle ASL della Sardegna provvedono in particolare a:
a) Attuare nei rispettivi ambiti territoriali di competenza le attività di sorveglianza e controllo e ad adottare i relativi provvedimenti del caso;
b) Informare, tramite avviso possibilmente entro il mese di febbraio 2025, gli operatori riguardo alle attività previste dal programma di vaccinazione e raccogliere le relative adesioni anche al fine di consentire un efficace programmazione e organizzazione delle attività, e a tracciare tutti i rifiuti al programma di vaccinazione da parte degli stessi operatori;
c) Effettuare le attività di profilassi indiretta negli ovini previste nel territorio di competenza dal programma di vaccinazione e monitorare l’andamento delle attività;
d) Coordinare e supervisionare le attività di profilassi vaccinale effettuate dai medici veterinari aziendali e/o libero professionisti autorizzati dalle stesse ASL;
e) Assicurare una puntuale e corretta implementazione dei sistemi informativi veterinari dedicati.
Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro – Pastorale provvede in particolare a:
a) Gestire, per il tramite dell’Agenzia LAORE, le procedure per eventuali aiuti autorizzati a rimborso delle somme pagate dalle aziende agricole per gli esami della reazione a catena della polimerasi (PCR) eseguiti ai fini della movimentazione degli animali o per interventi di profilassi diretta, quali trattamenti con insettorepellenti atti a proteggere gli animali dalle punture degli insetti vettori;
b) Programmare e istituire gli aiuti per gli indennizzi dei danni verificatisi a seguito dell’epizoozia, individuare le direttive di attuazione e trasferire le risorse all’Agenzia Laore, quale organismo attuatore dell’aiuto.
LAORE Sardegna provvede in particolare a:
a) Effettuare attività di sensibilizzazione verso gli allevatori riguardo l’importanza della vaccinazione quale strumento importantissimo in grado di ridurre e contenere i danni diretti negli ovini e nel contempo limitare la circolazione virale sul territorio regionale e la probabilità di diffusione nei diversi territori;
b) Assicurare un efficace attività di formazione e informazione agli allevatori sulle misure di prevenzione da porre in essere nelle aziende zootecniche, con particolare riguardo alle misure di biosicurezza finalizzate alla lotta all’insetto vettore;
c) Raccogliere informazioni relativamente alle misure di lotta all’insetto vettore messe in atto nelle aziende zootecniche;
d) Collaborare con l’IZS Sardegna allo scopo di approfondire le conoscenze sui vettori e i conseguenti metodi di lotta da applicare nelle aziende zootecniche.
1. Assessorato della Difesa dell’Ambiente provvede in particolare a:
a) Promuovere per il tramite degli Enti competenti attività di controllo e prevenzione finalizzate alla lotta all’insetto vettore, in linea con le attività di competenza previste nell’ambito di altri piani e programmi.
Senologia a Nuoro, c'è il via libera della Giunta. Bartolazzi: "Basta viaggi per le donne del centro Sardegna"
La senologia a Nuoro diventa finalmente realtà. “Al San Francesco partirà un centro per il trattamento della neoplasia mammaria, che prevede la presenza di due chirurghi senologici ed un chirurgo plastico”, afferma l’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, che poi sottolinea: “Vogliamo che anche qui, come accade nel resto d’Italia, l’ingresso in sala operatoria possa far coincidere la fase demolitiva e quella ricostruttiva nell’ambito dello stesso intervento, evitando alle pazienti lo stress anche emotivo di un nuovo ingresso in sala”.
Con la delibera di integrazione dell’atto aziendale dell’Asl 3 si pongono infatti le basi per l’operatività all’interno dell’Ospedale San Francesco di una Struttura Semplice Dipartimentale (SSD) propedeutica all’istituzione di una vera e propria Brest Unit, ossia un’unità sanitaria multidisciplinare in cui le donne possono effettuare tutto il percorso dalla prevenzione alla cura per il tumore della mammella. “Un primo passo importante verso la costruzione di quella filosofia di rete che nelle intenzioni dell’esecutivo regionale dovrà animare lo spirito della nuova rifunzionalizzazione sanitaria regionale”, chiosa l’assessore.
Il documento prevede l’attivazione della Struttura Semplice, subordinata alla capienza delle risorse annualmente assegnate alla ASL di Nuoro senza ricorrere a risorse aggiuntive a carico del bilancio regionale. Nel frattempo si lavorerà per l’acquisizione di tutti i requisiti necessari al riconoscimento della Breast Unit.
“Altro tassello fondamentale in questa direzione è la costituzione di un hub di medicina nucleare nel polo nuorese, che unitamente alla radioterapia e all’oncologia andranno a completare il PDTA - percorso diagnostico terapeutico - per il trattamento del carcinoma mammario”, spiega ancora Bartolazzi. “Questo significa che le pazienti del centro Sardegna non dovranno più spostarsi a Cagliari o in altri centri per fare l’operazione, ma tutto il percorso, dalla diagnosi al trattamento al follow up potranno essere fatti a Nuoro”.
Trapianti, ok al protocollo regionale per i donatori a cuore fermo controllato
“Con la definizione del protocollo sulla donazione d’organi a cuore fermo controllato ampliamo la platea dei potenziali donatori in Sardegna e rafforziamo la rete trapianti regionale definendo percorsi organizzativi in linea coi più alti standard nazionali, per offrire nuove opportunità di vita a tanti pazienti in lista d’attesa nella nostra isola”. L’assessore della Sanità Armando Bartolazzi commenta così il via libera ieri in Giunta al "Protocollo regionale di donazione di organi da donatore a cuore fermo controllato (cDCD)".
Il provvedimento mira ad ampliare la possibilità di donazione di organi a quei casi nei casi in cui l’evento di morte a causa di arresto cardiocircolatorio sia prevedibile e atteso per le condizioni irreversibili (terminali) del paziente, da cui deriva la sospensione dei trattamenti sanitari condivisa coi congiunti e rigorosamente indipendente dalla possibile donazione. L’accertamento di morte avviene in questi casi con criteri cardiologici (Donor after Circulatory Death - DCD), diversamente da quanto accade per i donatori in morte encefalica, nei quali l’accertamento di morte viene effettuata con criteri neurologici (Donor after Brain Death - DBD programma già da anni regolarmente svolto nella nostra Regione).
“L'obiettivo principale di questo protocollo è quello di aumentare il numero di donazioni, dato che quelle provenienti da donatori con accertamento di morte neurologico sono ormai stabili e non più in crescita. Questo incremento è considerato fondamentale per garantire una migliore qualità di vita a un numero sempre maggiore di persone con insufficienze d'organo”, afferma l’assessore.
“Il protocollo sulla donazione a cuore fermo controllato”, prosegue l’Assessore Bartolazzi, “arriva al termine di un percorso che ha previsto preliminarmente l’istituzione di un tavolo tecnico regionale che ha lavorato in questi mesi per definire nei minimi dettagli i criteri per l’individuazione dei potenziali donatori cDCD, la valutazione dei parametri di inclusione o esclusione, le fasi della donazione, il coinvolgimento consapevole dei familiari, la gestione del prelievo, il ruolo di coordinamento del Centro Regionale Trapianti e dell’organizzazione clinica che richiede un alto grado di complessità ”.
“Un aspetto particolarmente delicato della donazione a cuore fermo - spiega ancora Bartolazzi - è rappresentato dalla certificazione di morte con criteri cardiologici che in Italia può avvenire solo dopo venti minuti di arresto cardiaco registrati con elettrocardiogramma, per cui, per evitare che gli organi possano subire danni occorre mettere in atto tecniche specifiche e un rigoroso rispetto dei tempi, che presuppone una elevata professionalità ed una perfetta sinergia tra i diversi operatori”.
Programmi "Dopo di noi" e "ritorniamo a casa Plus", l'assessore Bartolazzi: "Mettiamo la persona al centro delle politiche sociali e socio-assistenziali"
“Abbiamo approvato dei provvedimenti importanti, “Dopo di Noi” e “Ritornare a Casa Plus”, due misure assistenziali centrali nel quadro delle politiche socio-assistenziali della Regione Sardegna”, dichiara l’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi.
Il programma “Dopo di Noi” si rivolge a persone con disabilità grave, la cui condizione non deriva dall’invecchiamento o da patologie connesse alla senilità. L’obiettivo è promuoverne l’autonomia e l’indipendenza, favorendo soluzioni abitative al nucleo familiare d’origine anche attraverso l’elaborazione di un piano personalizzato sulla vita autonoma dell’individuo, a seguito della valutazione della Asl di riferimento e in collaborazione con gli ambiti Plus. Obiettivo della delibera approvata mercoledì durante la riunione della Giunta regionale è, inoltre, quello di supportare la realizzazione del programma attraverso il supporto agli ambiti Plus e la promozione di protocolli operativi con le aziende sanitarie.
Il programma “Ritornare a Casa Plus” si rivolge a persone anziane non autosufficienti in condizioni di disabilità grave e alle loro famiglie, garantendo la continuità del sostegno e l’acquisizione di servizi professionali di assistenza domiciliare anche attraverso l’attività di cura del caregiver familiare. Inoltre, interviene nel passaggio da un contesto sanitario ospedaliero per la prosecuzione delle cure a domicilio.
Per Bartolazzi, le due misure rappresentano una risposta concreta ai bisogni dei cittadini. “La Sardegna si pone oggi ai primi posti in Italia nell’ambito dei servizi sociali e socio-assistenziali, perché ha saputo costruire nel tempo un sistema che mette al centro la persona e le sue necessità. Non dobbiamo dimenticare che al di là dei limiti fisici, le persone con disabilità o non autosufficienti hanno diritto a vivere una vita piena”.
Prevenzione in Sardegna, arrivano gli ambulatori itineranti per lo screening oncologico della popolazione
L’innovazione nella prevenzione in Sardegna passa anche attraverso l’ambulatorio oncologico itinerante, per garantire uno screening diffuso, veloce ed ovunque vicino al cittadino. Arrivano nell’isola due nuovissimi motorhome, moderni camper attrezzati per lo screening oncologico nel territorio, veri e propri laboratori su quattro ruote, allestiti con mammografo ed ecografo ed equipaggiati con personale specializzato appositamente formato. I due motorhome, del costo complessivo di 1 milione di euro, saranno operativi entro l’anno con un raggio d’azione esteso su tutto il territorio regionale attraverso convenzioni tra le due capofila Asl 8 ed Asl 1 e le altre Aziende sanitarie dell’isola.
La novità è contenuta all’interno di una delibera adottata nel corso dell’ultima Giunta regionale riguardante le misure finanziate all’interno del PNES 2021-2027, il Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES) approvato lo scorso 4 novembre in Commissione europea e di cui la Sardegna è beneficiaria con oltre 35 milioni di euro, vincolati all’uso nell’ambito del miglioramento dei servizi sanitari e socio-sanitari. L’assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale è stato nominato Organismo Intermedio del PNES per la Regione Sardegna.
"La prevenzione occupa un ruolo fondamentale nel modello di salute regionale perché consente di intervenire tempestivamente o di evitare del tutto l'insorgenza di gravi malattie, garantendo cure migliori ai cittadini e minori costi per il sistema sanitario pubblico", spiega l'assessore alla Sanità Armando Bartolazzi. “La Regione punta sulla prevenzione non come spesa ma come investimento, perché è l’unica leva in grado di mantenere la sostenibilità del sistema a lungo termine”.
Hub del farmaco, l'assessore Bartolazzi a Nuoro: "Ecco un esempio di rifunzionalizzazione della sanità in Sardegna"
Oggi siamo qui per celebrare una giornata importante per tutta l’Amministrazione regionale”. Così l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi durante l’inaugurazione stamane a Nuoro del nuovissimo deposito della Sardegna Centrale che dà l’avvio all’infrastrutturazione dell’Hub del Farmaco nell’isola, un progetto di logistica integrata per la gestione e la distribuzione centralizzata di farmaci e dispositivi medici verso tutte le strutture del Servizio Sanitario Regionale. “L’Hub del farmaco”, prosegue l’assessore, “rappresenta un’infrastruttura di estrema importanza che ottimizzerà la distribuzione dei farmaci in tutta la Sardegna. In particolare per quel che riguarda i farmaci innovativi. È un ottimo esempio di quello che intendiamo per rifunzionalizzazione della sanità sarda”.
A seguire, L'assessore Bartolazzi ha fatto visita al CESP, Centro Etico Sociale Prato Sardo. Il centro, di proprietà del Comune di Nuoro, è gestito dal 2013 dalla Cooperativa sociale Lariso. Nello spazio del CESP sono numerose le attività rivolte ai cittadini nuoresi e del territorio, fra cui il progetto “Dopo di Noi” rivolto a giovani con difficoltà che vengono coinvolti attraverso attività laboratoriali e cognitive finalizzate in particolare allo sviluppo delle competenze trasversali.
Il Cesp è anche sede formativa accreditata dalla Regione Sardegna e sono numerosi i corsi di formazione professionale in atto. Inoltre, da diversi anni il CESP è anche sede del CENTRO ESTIVO SENZA PENSIERI, che accoglie 140 bambini e bambine dai 6 agli 11 anni. “Queste sono le realtà sociali che rappresentano l’eccellenza dei nostri territori, votate all’inclusione e all’accoglienza. Da questi luoghi arrivano segnali preziosi verso le istituzioni che hanno il compito di raccogliere le buone prassi e tradurle in politiche attive”, ha concluso Bartolazzi.
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Liste d'attesa, svolta operativa con l'ok all'ufficio del Ruas, il responsabile unico dell'assistenza sanitaria sarà Luigi Minerba
“Sulla riduzione delle liste d’attesa stiamo lavorando da tempo individuando risorse straordinarie ed introducendo nuovi strumenti di governo, in grado di tradurre il Diritto alla Salute del cittadino in risultati concreti, con risposte rapide ed efficaci a chi quotidianamente si rivolge al Sistema Sanitario Regionale per eseguire un esame o per ricevere una prestazione”. Così la Presidente della Regione Alessandra Todde al termine della riunione di Giunta che ha dato il via libera alla costituzione all’interno dell’Assessorato alla Sanità di un ufficio a supporto delle attività del Responsabile unico regionale dell’Assistenza Sanitaria, la figura incaricata di definire gli interventi e i percorsi più efficaci per la riduzione dei tempi d’attesa. “Dopo la costituzione dell’Unità Centrale di Gestione dell’Assistenza Sanitaria in capo all’Assessorato alla Sanità ed in seguito alla nomina del professor Luigi Minerba quale Responsabile Unico regionale dell’Assistenza Sanitaria, entriamo adesso in una nuova fase operativa con l’istituzione dell’Ufficio che dovrà rafforzare il ruolo del RUAS, dando gambe alle sue funzioni di indirizzo e controllo e alle proposte che di volta in volta verranno sottoposte al decisore politico”.
L’Ufficio avrà compiti di supporto alle attività del RUAS attraverso il monitoraggio dei tempi d’attesa, nelle richieste di interventi di controllo, nella costruzione degli indirizzi e delle indicazioni alle Aziende sanitarie, nella predisposizione dei contenuti e provvedimenti da sottoporre all’Assessore alla Sanità, nella raccolta di dati, report ed atti provenienti dalle Aziende del Servizio Sanitario Regionale, nella costruzione di dossier e relazioni da sottoporre all’Unità Centrale di Gestione (UCG) al cui vertice siede l’Assessore alla Sanità. Non si tratta dell’unica novità: all’interno della stessa UCG i ruoli finora ricoperti dai Direttori Sanitari saranno affidati a professionisti dell’area sanitaria ed amministrativa coinvolti nella funzione e nominati con decreto dell’Assessore alla Sanità.

