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“Siamo a favore di un’intesa tra locali, forze dell’ordine e Comune di Cagliari, lo chiediamo da tempo e la nostra federazione nazionale ci ha già preparati a questo confronto. Abbiamo inviato alla Prefettura di Cagliari un documento con alcune modifiche da valutare, tra queste riteniamo che sia giusto che le attività che chiudono prima di mezzanotte non vengano incluse in questo pacchetto di misure. Sempre a patto che sussistano determinate situazioni, come ad esempio l’assenza di attività di pubblico spettacolo”. 

Così Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio, interviene sulla bozza di protocollo d’intesa approvata dalla giunta comunale guidata da Massimo Zedda, in accordo con la Prefettura, per disciplinare le serate cagliaritane e contrastare episodi di violenza e illegalità.

“Serve equilibrio”, sottolinea Frongia – e non si può mettere sullo stesso piano chi gestisce una discoteca con chi porta avanti un bar di quartiere. L’obiettivo deve essere quello di rafforzare la sicurezza senza penalizzare le imprese che rispettano già regole e orari”.

Tra le misure previste spuntano impianti di videosorveglianza, vigilanza privata, sistemi di rilevamento del tasso alcolemico, un referente della sicurezza da comunicare in Questura e la collaborazione con le forze dell’ordine per la segnalazione tempestiva di situazioni a rischio.

Un intero capitolo riguarda le discoteche: obbligo di almeno due vigilantes, incrementabili in base alla capienza, con cartellino di riconoscimento e formazione di primo soccorso per almeno un addetto. 

 

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Martedì, 23 Settembre 2025 16:08

Nasce il Gruppo Donne Imprenditrici Fipe Sud Sardegna

Si è costituito oggi all’interno della Fipe Confcommercio Sud Sardegna il Gruppo Donne Imprenditrici, un nuovo organismo dedicato a valorizzare il ruolo femminile nel settore dei pubblici esercizi e a promuovere politiche a sostegno dell’imprenditoria femminile.

Alla guida del nuovo gruppo è stata eletta Luisa Carcangiu come presidente e coordinatrice, affiancata dalle consigliere Martina Benoni, Alessandra Gioia Glander, Annalisa Saddi, Cristiana Sedda e Silvia Sollai. 

Il Gruppo Donne Imprenditrici nasce con l’obiettivo di promuovere la crescita professionale delle donne imprenditrici dei pubblici esercizi, anche attraverso percorsi di formazione e iniziative culturali, adottare iniziative concrete per il raggiungimento dell’equilibrio di genere e la piena parità tra uomini e donne; rappresentare gli interessi delle associate, in coerenza con quelli della Federazione e delle organizzazioni territoriali; favorire relazioni e sinergie tra imprenditrici per affrontare problemi comuni. E infine organizzare studi, ricerche, forum, seminari e momenti di confronto pubblico su tematiche economiche e sociali legate all’imprenditoria femminile, con uno sguardo anche alle prospettive europee e internazionali.

"Siamo orgogliose di dare avvio a questo percorso che non riguarda solo le donne ma tutto il comparto”, ha detto la presidente Carcangiu, “il nostro impegno sarà quello di creare opportunità di formazione, di confronto e di crescita, con l’obiettivo di rendere sempre più forte la presenza femminile nel mondo dell’imprenditoria e di garantire pari opportunità. Vogliamo costruire un futuro in cui la voce delle donne sia sempre più ascoltata e valorizzata”.

“La nascita del Gruppo Donne Imprenditrici è un passo importante per la nostra Federazione e per tutto il sistema di Confcommercio. Le imprenditrici rappresentano una risorsa fondamentale per l’economia del territorio, nasce per dare voce a un cambiamento necessario. Crediamo che la parità di genere non sia solo un principio da difendere, ma un motore di innovazione e sviluppo. Le imprenditrici hanno sempre dimostrato competenza, creatività e resilienza: ora avranno uno spazio dedicato per trasformare queste qualità in progetti concreti a beneficio dell’intero comparto”, ha aggiunto il presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia. 

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Grande partecipazione oggi al Good di Cagliari, in via San Bartolomeo 2, dove la Fipe Confcommercio Sud Sardegna ha presentato ufficialmente il Manifesto per Cagliari.

Davanti a circa 150 persone, tra cui tanti imprenditori del settore, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, parte dell’amministrazione comunale e il presidente del Consiglio comunale Marco Benucci, il documento è stato illustrato come un appello costruttivo rivolto all’amministrazione cittadina per costruire insieme una crescita turistica condivisa.

A coordinare gli interventi sono stati Fabio Manca ed Elsa Pascalis.

“Non chiediamo scorciatoie: chiediamo metodo, visione, direzione. Siamo pronti a fare la nostra parte – sederci a un tavolo permanente di lavoro, contribuire con idee, proposte, soluzioni – ma l'Amministrazione deve fare la propria: ascoltare, decidere, agire. Serve una marcia in più, perché altre città stanno già correndo. Se Cagliari resta ferma, rischia di perdere occasioni, talenti, investimenti. E questo non è un danno solo per noi, ma per l'intera comunità”, ha dichiarato Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna.

 

I punti del Manifesto per Cagliari

Un appello costruttivo per una crescita turistica condivisa
Noi, una rappresentanza significativa di aziende trainanti del settore bar e ristorazione di Cagliari – realtà che negli ultimi anni hanno dato smalto, presenza e vivacità alla città – ci facciamo portavoce di un comparto essenziale per l'economia locale, per l'attrattività turistica, per l'occupazione e per il gettito fiscale che alimenta i servizi pubblici.
Il nostro intento non è muovere attacchi politici, ma lanciare un appello fermo, responsabile e propositivo: serve un cambio di passo, immediato e coraggioso, nell'ascolto, nel metodo e nella visione politica della città.

Siamo consapevoli delle sfide che l’Amministrazione si trova ad affrontare e riconosciamo l’impegno che questo comporta. Allo stesso tempo, il nostro comparto sente oggi la necessità di superare le attuali incertezze e di costruire insieme prospettive concrete. In questi anni abbiamo dimostrato pazienza, disponibilità e spirito di collaborazione, e desideriamo che le questioni più volte evidenziate possano finalmente trovare uno sbocco chiaro e condiviso, evitando di restare sospese in un limbo decisionale.

 

Le criticità evidenziate:

Il Piano di Risanamento Acustico ignora la necessaria convivenza tra intrattenimento e qualità della vita urbana.
Il Regolamento per l'Occupazione del Suolo Pubblico non è stato aggiornato: serve una nuova valutazione e va condiviso con le categorie.
La Programmazione turistica e degli eventi appare debole, disorganica e priva di una visione integrata.
La gestione della Raccolta Differenziata crea disagi quotidiani agli esercenti, troppo spesso ignorati.
I Lavori Pubblici, molto impattanti per le attività economiche, necessitano in futuro di maggiore coordinamento e informazione.
La possibilità di valorizzare Spazi Pubblici tramite bandi per la gestione privata è un’opportunità che non possiamo lasciare cadere nel vuoto.

Un settore strategico, ma trascurato
La carenza di taxi nelle ore serali e notturne rappresenta un ostacolo significativo per residenti e turisti.
Nonostante l'aumento della domanda, le soluzioni adottate, come la "doppia guida", non bastano. Serve un piano strutturato che contempli: un aumento delle licenze taxi, una revisione intelligente della mobilità notturna con corse pubbliche. E un coordinamento pubblico-privato per garantire spostamenti sicuri e accessibili.

Una stagione difficile
L'estate 2025 evidenzia segnali preoccupanti: il potere d'acquisto degli italiani è in calo: la presenza turistica c’è, ma con consumi più contenuti. La città è ferma sul fronte degli eventi e l’animazione serale è quasi assente, con ricadute dirette sulla vitalità del centro.
Tutto questo rischia di vanificare i progressi compiuti negli ultimi anni, proprio quando Cagliari poteva consolidare il suo ruolo di città dinamica, attrattiva e moderna.

Cambiare rotta, insieme
La Fipe non chiede scorciatoie: ma metodo, visione e direzione.
Il comparto è pronto a fare la propria parte – con idee, proposte e soluzioni – a patto che l’Amministrazione faccia la sua: ascoltare, decidere, agire.

Nel corso della serata sono intervenuti:  Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna, Maurizio Battelli  Presidente di Extra, Alessandro Cavo, presidente Confcommercio Liguria in video, Mauro Coni, professore associato del Settore Scientifico ICAR04 “Strade, Ferrovie, Aeroporti” dell’Università di Cagliari, David Crognaletti, direttore Commerciale aeroporto Cagliari Elmas, Aldo Mario Cursano vicepresidente Nazionale Fipe in video, Cristiano Erriu Segretario Generale della Camera di commercio di Cagliari-Oristano, Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna, l’ingegnere Filippo Ibba Piano, Salvatore Pusceddu del comitato “Rumore No Grazie” Martina Riolino presidente Fipe La Spezia, Simone Ruscica amministratore Fite Group, Alessandro Spedicati (Diablo) cantante, autore, produttore, dj e fondatore dei Sikitikis e infine il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. 

Tutto ciò che è stato detto nel corso della serata sarà esaminato dall’intelligenza artificiale che produrrà un documento che verrà presentato prossimamente. 

La serata è terminata con l’esibizione dei Toothless Unicorns, un gruppo composto da tre giovanissimi che hanno dai 9 ai 13 anni. 

 

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Ferragosto resta la festa simbolo dell’estate anche nel Sud Sardegna, un momento irrinunciabile di convivialità per residenti e turisti. Secondo stime di FIPE-Confcommercio Sud Sardegna, il 70 per cento dei ristoranti nella provincia e nel capoluogo rimarrà aperto.

Il pranzo di Ferragosto, nella maggior parte dei casi, sarà proposto con menu fisso – circa il 60% dell’offerta – con prezzi che partono da 40 euro fino ad arrivare a 80 euro a persona. Non mancherà comunque la possibilità di scegliere alla carta. Sulle tavole i prodotti identitari della tradizione: dal maialetto arrosto per i menu di terra, ai crostacei e pescato fresco per i menu di mare, accompagnati dai grandi vini del territorio come Vermentino, Cannonau e Monica.

“Ci si aspetta tutti quanti di lavorare per Ferragosto – spiega Emanuele Frongia, presidente FIPE Confcommercio Sud Sardegna – è una stagione partita un po’ con una battuta d’arresto ma si spera, con questa settimana, di tirare su il bilancio dell’estate. Si lavora per la maggior parte dei casi con menù fissi, ma si dà sempre la possibilità di scegliere anche alla carta. I prodotti sono quelli della nostra identità gastronomica e vogliamo offrire ai clienti, sardi e turisti, il meglio della cucina del territorio”.

Il fenomeno si inserisce in un contesto nazionale in cui, secondo il Centro Studi FIPE-Confcommercio, saranno oltre 5 milioni i clienti che siederanno a pranzo in uno dei 91 mila ristoranti aperti, per una spesa complessiva di 314 milioni di euro. Nel mese di agosto la spesa totale degli italiani per i consumi fuori casa raggiungerà i 9,3 miliardi, di cui 5,4 miliardi nei ristoranti e 1,8 miliardi nei bar.

 

“Un Ferragosto, dunque, che per il Sud Sardegna non è solo un momento di festa, ma anche un’occasione per dare ossigeno a una stagione estiva caratterizzata da luci e ombre”, conclude Frongia. 

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“Sappiamo bene che Cagliari negli ultimi dieci anni sia cresciuta economicamente, molte delle difficolta che affrontiamo oggi sono il risultato di dover gestire una città che cambia”, lo dice Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna, esaminando la quotidianità che vivono oggi i pubblici esercizi nel capoluogo di Regione. 

 

Per questo, attraverso la Fipe Confcommercio Sud Sardegna, i titolari dei locali alzano la voce con un appello pubblico: “Costruiamo insieme una città più viva, accogliente e consapevole del valore dei suoi locali”.

 

Lo fanno attraverso il Manifesto Cagliari 2025, un documento corale firmato da ristoratori, baristi e imprenditori dell’intrattenimento, che rivendica il ruolo centrale di questi luoghi nella vita urbana, culturale e turistica della città.

 

“Non è un attacco all’attuale amministrazione comunale – chiarisce subito Emanuele Frongia, presidente Fipe Sud Sardegna –. È una situazione che va avanti da oltre dieci anni, sotto giunte di colori diversi. Oggi però non possiamo più permetterci ambiguità: i locali sono una risorsa, non un problema. Rappresentano lavoro, presidio sociale, identità e qualità della vita cittadina. Non possiamo essere trattati come un'emergenza da contenere”.

 

Nel Manifesto, Fipe evidenzia come la “cultura del fuori casa” sia parte integrante del DNA urbano di Cagliari, e dell’Italia intera. Un settore che non solo genera occupazione e accoglienza, ma anima spazi pubblici, valorizza i quartieri, sostiene eventi culturali, crea comunità.

Eppure, lamentano gli imprenditori, manca una politica urbana strutturata: si susseguono ordinanze temporanee, limitazioni non condivise, mancanza di confronto con la categoria. Il rischio? Una città che perde vivibilità e competitività turistica.

 

Le richieste del Manifesto

 

  1. Regole certe, stabili e condivise sull’utilizzo degli spazi pubblici.
  2. Stop all’approccio emergenziale: basta ordinanze last-minute, servono scelte politiche vere.
  3. Un tavolo permanente di confronto tra imprese, istituzioni, residenti e mondo culturale.
  4. Programmazione trasparente e anticipata degli eventi pubblici, per favorire partecipazione e integrazione con le attività locali.
  5. Riconoscimento del valore sociale, economico e culturale dei pubblici esercizi.
  6. Equilibrio tra i diritti di tutti: residenti, operatori, cittadini, turisti.
  7. Una governance urbana moderna che coinvolga chi la città la vive, anche di notte.

 

“La politica – prosegue Frongia – deve uscire dalla zona grigia e prendersi la responsabilità di scegliere un modello di città. Non si può più restare a metà strada, tra chi vuole tutto silenzioso e chi invece crede in una Cagliari viva, europea, aperta e sostenibile. E non si può fare senza di noi.”

 

Fipe si dice pronta a firmare un patto tra imprese e istituzioni, per trovare soluzioni concrete che tengano insieme turismo, vivibilità e sviluppo economico. Un accordo che parta dall’ascolto e dalla co-progettazione, non più da interventi calati dall’alto.

 

“Siamo stanchi di doverci difendere. Oggi vogliamo proporre, collaborare, costruire. Per poter andare avanti e non fermarsi solo alle parole”, conclude Frongia, “a brevissimo organizzeremo un luogo pubblico per presentare il nostro Manifesto Cagliari 2025. Quindi è un invito a fare squadra per una città più giusta, dinamica e capace di guardare avanti. Il tempo delle scelte condivise è ora”. 

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Un nuovo sportello di ascolto per cittadini, imprese e terzo settore grazie al Patto di collaborazione tra Comune, Confcommercio Sud Sardegna, Territoriale Green, e l’Accademia dei Dottori Commercialisti della Sardegna.

 

È stato presentato questa mattina, mercoledì 21 maggio alle ore 10, nella sede di via Isonzo del Comune di Iglesias, il patto che sancisce ufficialmente l’avvio dello sportello nato grazie al Patto di collaborazione, fortemente voluto dalla Giunta Comunale e dall’Assessora alle Politiche Sociali, Angela Scarpa, per offrire un servizio concreto di supporto e orientamento alla cittadinanza.

 

Confcommercio Sud Sardegna e il suo territoriale Green, insieme all’Accademia dei Dottori Commercialisti della Sardegna, avranno uno degli spazi assegnati dall’assessorato alle Politiche sociali e dell’inclusione rappresentato da Angela Scarpa alle associazioni che ogni giorno si prendono cura delle fragilità del territorio (gli altri sono NABA, U.I.C.I., associazione Dislessia Abc Onlus, O.P.I., e associazione Trapiantati Sardegna).

 

Alla conferenza stampa di presentazione del progetto erano presenti la presidente del Territoriale Green di Confcommercio Sud Sardegna, Federica Caria, Katiuscia Pani, vicepresidente dell’Accademia dei Dottori Commercialisti della Sardegna e il presidente dell’Accademia Franco Forresu.

 

Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire uno sportello di ascolto rivolto a cittadini, liberi professionisti, imprenditori – attivi o in fase di avvio – e alle realtà del terzo settore.

Attraverso questa sinergia, sarà possibile ricevere una prima consulenza orientativa su temi fondamentali come agevolazioni fiscali, strumenti per l’imprenditoria, percorsi di investimento, avvio d’impresa e passaggi generazionali. Il tutto con l’intento di favorire scelte consapevoli e informate per chi opera o intende operare nel tessuto economico e sociale locale.

 

Uno degli obiettivi dello sportello è quello di sostenere chi si trova in situazioni di difficoltà. Sarà inserito all’interno della struttura messa a disposizione dell’amministrazione operando così in rete come le altre associazioni coinvolte. La disponibilità per la gestione operativa dello sportello è già stata confermata dalle professioniste Federica Caria e Katiuscia Pani, entrambe già attive nel territorio iglesiente.

 

“Con questo strumento, ancora una volta, diffondiamo legalità e impresa”, dice Alberto Bertolotti, presidente di Confcommercio Sud Sardegna, “auspichiamo che questa iniziativa diventi un esempio replicabile in altri territori della Sardegna, promuovendo una cultura della prossimità, della legalità e della responsabilizzazione economica”.

 

“Siamo orgogliosi di promuovere un modello che valorizza il ruolo sociale delle professioni, della rete associativa e della pubblica amministrazione con un’iniziativa concreta che rafforza il legame tra sostenibilità, impresa, comunità locale e istituzioni", ha aggiunto Federica Caria, presidente di Confcommercio Green.

 

"Sono fiera che una collaborazione stabile con le istituzioni nasca nella mia città adottiva, Iglesias”, ha aggiunto Katiuscia Pani, "grazie alla sinergia tra colleghe e l'ascolto dell'assessora Angela Scarpa, si avvia un percorso di ascolto e divulgazione del buon uso delle norme civilistiche e fiscali a favore degli imprenditori e neo imprenditori. Siamo convinte che la conoscenza sia la chiave della crescita e con grande spirito di servizio e condivisione, ci mettiamo a disposizione della cittadinanza".

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Anche Confcommercio Sud Sardegna ha celebrato la XII giornata “Legalità, ci piace”, l’iniziativa nazionale di Confcommercio dedicata alla diffusione della cultura della legalità economica. Con lo slogan “Più sicurezza per imprese, territori, città”, l’edizione 2025 mette in luce il legame inscindibile tra sicurezza e sviluppo. Nella sede di Confcommercio Sud Sardegna di via Santa Gilla 6 a Cagliari, è stato presentato il report “Sud e Isole”, con un’analisi dettagliata su come l’illegalità incida sulle imprese del terziario, soprattutto nei territori più vulnerabili. In Sardegna, come in altre regioni del Sud, i fenomeni criminali rappresentano un freno allo sviluppo economico locale.

I dati. Il 49% delle imprese in Sardegna ritiene peggiorata la sicurezza rispetto all’anno precedente. Il 29% ha subito almeno un evento criminale (furto, rapina, danneggiamento, estorsione). Il 36% delle imprese ha modificato la propria attività per difendersi da minacce illegali. Mentre il 56% segnala una crescita dell’abusivismo commerciale. Il 41% delle imprese invece ha rinunciato a investimenti o espansione per timori legati alla sicurezza.

Geografia del rischio. Cagliari e hinterland registrano un alto tasso di furti e danneggiamenti.

Nelle zone costiere turistiche invece si registra una forte presenza di contraffazione e commercio abusivo. Mentre nelle aree interne episodi di microcriminalità legati al disagio socioeconomico.

Secondo le stime Confcommercio, l’illegalità nel terziario costa alle imprese sarde centinaia di milioni di euro ogni anno, colpendo non solo il fatturato diretto ma anche la fiducia degli investitori e la crescita.

Oltre al presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Alberto Bertolotti, sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine e del mondo associativo. Presenti anche la Capitaneria di Porto, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, le Polizie Municipali del Sud Sardegna, e il Prefetto di Cagliari Giuseppe Castaldo.

“I dati che presentiamo oggi parlano chiaro: le imprese del terziario continuano a subire le conseguenze dell’illegalità”, ha dichiarato il presidente di Confcommercio Sud Sardegna Alberto Bertolotti, “siamo pronti a fare la nostra parte, ma serve uno sforzo comune per riportare fiducia, regole e concorrenza leale sul mercato. La sicurezza è un diritto e una condizione per investire, creare lavoro e innovare”. 

Obiettivi della giornata:  denunciare l'impatto dell'illegalità sulle imprese, proporre misure legislative e amministrative concrete, promuovere la cultura della legalità come leva di sviluppo e rafforzare il coordinamento tra enti locali, forze dell’ordine e associazioni di categoria.

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Chi non possiede un autocarro a nome dell’azienda non può usufruire degli stalli riservati al carico e scarico. Questo è ciò che prevede l’articolo 158 del Codice della Strada.

“Capiamo bene la legge, e noi cerchiamo sempre di rispettarla”, precisa Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna, “tuttavia talvolta, come in questi casi, diventa impossibile lavorare senza correre il rischio di incappare in una sanzione, sono almeno venti le segnalazioni che abbiamo ricevuto negli ultimi giorni”.

E spiega perché. “Esiste un’anomalia dovuta forse anche alla non ben chiara interpretazione della norma che comunque pone gli operatori nel rischio di essere sanzionati. Chi acquista un automezzo a nome dell’azienda a volte lo fa come auto aziendale, anche perché ricordiamoci che le nostre aziende sono molto spesso ditte individuali o a nome collettivo, dove il patrimonio del titolare per certi versi coincide con quello dell’azienda. Pertanto è davvero difficile che un piccolissimo barista si possa permettere sia autocarro che automezzo privato”.

Il numero uno della Fipe Confcommercio Sud Sardegna si rivolge ai comuni. “Non chiediamo affatto di chiudere un occhio nei confronti dei lavoratori, ma chiediamo solo di istituire un pass apposito, anche per chi non possiede un autocarro, per usufruire degli stalli riservati al carico e scarico. Alcuni comuni, come quello di Iglesias, hanno adottato la stessa modalità per permettere a chi non è residente in una zona Ztl, di poter accedere per lo stesso motivo, pertanto riteniamo che sia utile sposare la stessa prassi nei comuni che non hanno ancora provveduto a utilizzare la procedura”.

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