Venerdì, 01 Agosto 2025 17:41

Province, si vota. Ma la data non convince In evidenza

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Una veduta di Sanluri Una veduta di Sanluri

 

“Le elezioni sono un bene, ma farle a fine settembre significa pesare sui dipendenti, con piante organiche deficitarie, e sull'organizzazione degli enti locali”. Il consigliere regionale Alberto Urpi apre la riflessione sulla tempistica

Mario Frongia


Il voto, la libera espressione delle comunità, la democrazia. Un bene e una formula tanto vituperata quanto senza formule alternative che possano attuare il meglio per la convivenza civica e sociale equilibrata. La sola ricetta per uno sviluppo socioeconomico diffuso e continuo. L’appuntamento che scuote le coscienze, e affila le penne delle istituzioni e della politica, riguarda le elezioni provinciali. Tra i primi a offrire uno spunto di riflessione, il sindaco di Sanluri e consigliere regionale, Alberto Urpi: “Sia chiaro, tornare al voto è un bene. Ma la scelta della data è stato un errore che andrà a pesare sui dipendenti e sul personale degli enti locali e dei territori. Il ritorno al voto per le Province è una notizia positiva, attesa da tempo. Tuttavia, devo evidenziare la scelta errata della tempistica e della data:.indire le elezioni a fine settembre significa ignorare le enormi difficoltà in cui versano oggi le Province, soprattutto a livello di pianta organica”. Una sottolineatura nota a quanti amministrano la cosa pubblica.

Il momento meno adatto. L’onorevole Urpi accelera: “Parliamo di enti appena ricostituiti, sostanzialmente ancora privi di una struttura consolidata. Ma non solo. Il personale è ridotto all’osso, alle prese con l’attuazione di una riforma tuttora in corso. In questo contesto, chiedere di organizzare una tornata elettorale in pieno agosto vuol dire – rimarca l’onorevole - scaricare su dipendenti e funzionari un peso organizzativo enorme, nel momento meno adatto dell’anno”. Pare sia mancato un minimo di buon senso e attenzione. Le elezioni provinciali sono un argomento di forte attualità e impatto. Tanto che Vivi la Sardegna ospiterà e pubblicherà ben volentieri anche altri commenti provenienti dall’intero fronte di governo, dalle forze sociali del territorio, da enti e istituzioni. ”Sarebbe stato sufficiente uno slittamento di poche settimane, fissando la data a fine ottobre. In questo modo si sarebbero garantiti tempi più distesi e condizioni più sostenibili. I termini non erano perentori, ma ordinatori, e la possibilità di un rinvio c’era. Eppure si è scelto di procedere senza valutare fino in fondo l’impatto pratico di questa scelta. La macchina amministrativa, già messa a dura prova, sarà costretta a uno sforzo supplementare nel mese tradizionalmente dedicato al riposo e alla riorganizzazione interna. Un prezzo che pagheranno ancora una volta gli uffici e le persone che ogni giorno, spesso in silenzio, tengono in piedi i nostri enti locali”.

Necessaria una scelta ponderata. “Si poteva scegliere diversamente, con più attenzione e più ascolto. Il ritorno delle Province alla piena operatività avrebbe meritato un avvio ordinato, rispettoso dei tempi e delle persone. Ecco perché - spiega Alberto Urpi - pur nel pieno sostegno al processo elettorale in corso, esprimo perplessità e disaccordo sulla gestione dei tempi, che ritengo sbagliata e penalizzante per chi opera sul campo”.