La Regione Sardegna accoglie positivamente la convocazione della prima cabina di regia sulla riconversione dell'area industriale di Porto Torres, convocata questa mattina a Roma dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma evidenzia il significativo ritardo con cui si è arrivati all'apertura del confronto istituzionale.
“Accogliamo favorevolmente il fatto che finalmente sia stato convocato questo tavolo, ma non possiamo non rimarcare l'assenza di un'adeguata attenzione da parte del Governo in questi due anni e mezzo, che ha di fatto ritardato l'avvio di questo confronto. Si tratta di un incontro tardivo, ma vogliamo cogliere l'opportunità per costruire da oggi un percorso che veda Eni, il soggetto industriale maggiormente coinvolto e interessato alle attività dell'area, impegnata concretamente nella definizione di un progetto industriale ed energetico a tutto tondo, da mettere a disposizione delle istituzioni locali”, dichiara l'assessore dell'Industria, Emanuele Cani, al termine della riunione.
Per la Regione, il punto di partenza di qualsiasi ragionamento sul futuro del polo industriale di Porto Torres deve essere la chimica verde. “La presenza di Eni in Sardegna, per quanto riguarda Porto Torres, significa innanzitutto chimica verde. È da qui, dallo sviluppo e dal potenziamento di queste attività, che dobbiamo partire per poter valutare successivamente, in una prospettiva più ampia, il progetto industriale ed energetico complessivo della società. Chiediamo che si passi da una condizione sostanzialmente sperimentale a una vera dimensione industriale, capace di garantire prospettive produttive, occupazionali e di sviluppo”, ha detto Cani nel suo intervento durante il tavolo.
Nel corso del confronto, l'assessore ha ripercorso le iniziative portate avanti dalla Regione negli ultimi due anni e mezzo, sottolineando come la presidente Alessandra Todde abbia più volte sollecitato i ministeri competenti, sia nelle interlocuzioni istituzionali sia attraverso comunicazioni formali dedicate. Un lavoro condotto anche insieme alle organizzazioni sindacali e agli altri soggetti istituzionali del territorio, che nel 2025 aveva portato alla predisposizione di un documento condiviso e alla proposta di una cabina di regia su base territoriale, con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, del sistema industriale e delle parti sociali.
Cani ha inoltre espresso l'insoddisfazione della Regione rispetto allo stato di attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto con Eni nel 2011: “Abbiamo manifestato anche recentemente ai vertici di Eni il nostro disappunto per la disattenzione istituzionale che ha accompagnato questa vicenda. Il protocollo rappresenta un riferimento importante nei rapporti tra i soggetti che lo hanno sottoscritto, ma è evidente che sia stato in larga parte disatteso. È altrettanto evidente che un documento risalente a quindici anni fa debba essere aggiornato e attualizzato rispetto alle condizioni industriali, energetiche e tecnologiche di oggi. Questo, però, non può diventare un alibi per non dare attuazione agli impegni assunti. La responsabilità di questa situazione non può essere attribuita alla Regione, ai territori, agli enti locali o al Consorzio industriale”.
La posizione della Regione, ha ribadito l'assessore, è quella di evitare interventi frammentati: “Non vogliamo fare una politica del carciofo, analizzando un pezzo alla volta le ipotesi di programma industriale ed energetico con cui Eni intende rimodulare la propria presenza nell'Isola. Abbiamo chiesto che venga presentato un progetto complessivo, assumendo come fulcro produttivo la chimica verde di Porto Torres”.
Infine, l'assessore ha richiamato la necessità di rafforzare il livello politico del confronto: “Questo tavolo deve essere irrobustito anche dal punto di vista della presenza politica del Governo nazionale. Non bastano atti formali o passaggi tecnico-amministrativi: servono impegni ufficiali e precisi, capaci di garantire una prospettiva strutturale al processo di riconversione. Dobbiamo ripartire dal protocollo, aggiornarlo e renderlo attuale, ma soprattutto dobbiamo fare in modo che già nelle prossime settimane si apra una fase operativa, orientata alla soluzione dei problemi che fino a oggi non hanno trovato risposte adeguate”.

