Domenica, 01 Dicembre 2024 17:10

Comunicazione e giornalismo: in Sardegna le testate tradizionali conservano autorevolezza In evidenza

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Il Corecom, gruppo di specializzazione della Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana),riunisce i giornalisti che operano negli uffici stampa pubblici e privati Il Corecom, gruppo di specializzazione della Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana),riunisce i giornalisti che operano negli uffici stampa pubblici e privati

Dalla ricerca commissionata dal Corecom emergono dati interessanti su abitudini e tendenze dei lettori nell’isola. "Un riferimento ineludibile per cittadini, editori e istituzioni" rimarca Sergio Nuvoli

Mario Frongia

Da Porto Torres a Pula, passando per Baunei e Iglesias: i sardi si informano in maniera multimediale, su più strumenti, con piglio critico e puntualità. Leggono di tutto ma dalla ricerca sullo stato dell’arte commissionata dal Corecom all’Alta scuola in Media comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si scopre che le fonti tradizionali mantengono una solida autorevolezza. Ma non solo. I sardi si fidano dell’informazione. La ricerca - presentata il 28 novembre scorso nella sala stampa “Gianni Massa” del Consiglio regionale della Sardegna - ha mappato canali e contenuti. Ha ricostruito i processi con cui i cittadini si informano. Ha incluso strumenti e formati innovativi o non convenzionali. “L’intento è stato dunque quello di analizzare il fenomeno informativo dal punto di vista dell’offerta messa in campo dal comparto regionale e dal punto di vista della ricerca e della fruizione di contenuti informativi da parte dei pubblici” spiega Sergio Nuvoli, promotore dell’indagine da presidente del Corecom. Con la direzione scientifica di Mariagrazia Fanchi, l’indagine ha colto uno dei bersagli istituzionali del Comitato. “Nei sei anni di attività dell’Osservatorio opinion leader 4 future di Almed e Credem, Università Cattolica, confermano la profonda trasformazione in corso nelle pratiche e nella regolarità con cui ci si informa e configurano uno scenario complesso che non si può ridurre al rilievo che non si leggono più giornali. Il caso della Sardegna - sottolinea la direttrice - è in questo senso emblematico sia per la molteplicità di forme con le quali i cittadini, e non solo i più giovani, assumono e condividono informazioni, sia per il ruolo che le testate tradizionali si stanno ritagliando: come il canale più trasversalmente capace di soddisfare i bisogni di informazione”. In sostanza, si cerca autorevolezza, fiducia e chiarezza. Anche e soprattutto rispetto ai nuovi erogatori di notizie. “Questa ricerca realizza una delle nostre finalità. Abbiamo puntato con determinazione fin dall’inizio del mandato. Il lavoro fatto dal team di ricercatori guidato dalla professoressa Fanchi, ci ha fornito una mole di dati molto consistente ottenuta e analizzata con metodo scientifico. Il quadro che emerge è vitale, vario e professionale con centinaia di professionisti. Siamo certi - aggiunge Nuvoli, che ha chiuso il mandato presidenziale e fa parte del direttivo regionale guidato da qualche giorno da Luchino Corrias, che comprende anche Nicola Grandesso Silvestri, Massimo Lavena, Luigi Pambira, Marco Pili, Flavia Attardi, Maurizio Bistrusso, Alessandro Balzani e Marco Pisu - che la ricerca costituisca la base per una riflessione approfondita sul sistema informativo sardo. Siamo orgogliosi nel metterla a disposizione della categoria giornalistica, della classe politica e dei sardi”.

Identità regionale. I ricercatori e le ricercatrici di Almed Università Cattolica - Sara Sampietro, Giulio Vidotto Fonda, Sebastiano Pacchiarotti - hanno anche realizzato un’indagine multimetodo, articolata in differenti step: un’analisi quali-quantitativa tra gli abitanti del territorio sardo. I dati rivelano abitudini, motivazioni e giudizi sulla fruizione informativa in Sardegna (1.003 soggetti tra i 16-80 anni), la mappatura dei contenuti online con un tool di web listening (81.100 contenuti analizzati) e la revisione sistematica dei dati e delle ricerche già esistenti. In sostanza, prima che italiana o europea, la maggioranza dei sardi si sente sarda (57 per cento). Identità locale che si riscopre trendy e fa breccia tra i giovani istruiti residenti nei grandi centri del territorio. La spinta a informarsi nasce da una pluralità di driver con al centro il desiderio di ampliare i propri orizzonti culturali e di essere cittadini attivi e consapevoli (50 e 45). Ciò si riflette in un più spiccato interesse per l’informazione locale e regionale (51, molto interessati), rispetto a quella nazionale o internazionale (rispettivamente al 40 e al 31 per cento). I temi nell’agenda dei sardi sono diversificati. Ma il 96 per cento segue le notizie su meteo e traffico, una maggioranza si informa regolarmente sugli eventi a livello locale (55), molti seguono costantemente politica, cronaca nera e sport. Lavoro, innovazione ed economia intercettano una nicchia imprenditoriale e maschile.

Fonti di informazione. Tra i meccanismi di condivisione delle notizie, il più potente rimane il passaparola nelle reti familiari, lavorative e amicali, che rappresenta una fonte di approvvigionamento regolare di informazione locale per il 61 per cento. Tra i principali soggetti ed enti riconosciuti come fonte di informazione prevalgono gli enti locali (Comuni e Regione): da questi circxa quattro cittadini su cento affermano di ricevere informazioni regolarmente, trasversalmente alle varie fasce d’età. Seguono gli influencer locali online (30), più seguiti dalla Generazione Z. A distanza politici o partiti (23), associazioni e attivisti (21 e 17 per cento), ma ancora con maggiore seguito tra i più giovani. La propensione dei cittadini sardi verso l’informazione, che emerge anche dalle indagini multiscopo di Istat, è confermata dal numero delle testate e fogli regionali e locali: oltre 50, con una diffusione capillare sul territorio. Anche la Sardegna risente della più ampia dinamica che vede una crescente propensione alla fruizione di testate online a detrimento di quelle cartacee. Negli ultimi 3 anni i due principali player regionali, l’Unione Sarda e La Nuova Sardegna, registrano infatti una prevedibile, evidente e progressiva riduzione della tiratura cartacea. D’altra parte, potrebbe stupire di più l’altrettanto evidente e progressiva flessione delle edizioni online di entrambe le testate, quasi dimezzata tra il 2021 e il 2023. Ciò potrebbe essere in parte spiegato da dinamiche, anch’esse sovra locali, legate alla disaffezione dei più giovani verso le fonti «tradizionali» nella direzione di una dieta informativa più spostata verso i social network. Il giudizio complessivo sul sistema dell’informazione locale è nettamente positivo per quanto concerne la chiarezza dei contenuti, adeguata per l’82 per cento del campione, e prevalentemente positivo per quanto riguarda la loro veridicità (66) e per il loro livello di approfondimento (61). Diviso risulta invece il giudizio sull’imparzialità dell’informazione, adeguata solo per il la metà dei rispondenti (55 per cento nel caso dell’elettorato di centrodestra). Ciò, tuttavia, non si traduce in una critica dei mezzi d’informazione tradizionale in favore dei media digitali, è vero anzi il contrario. L’informazione ricevuta attraverso Tv, quotidiani e radio riscuote soddisfazione maggioritaria tra il 70 e il 78 per cento del campione, superiore a quella accordata ai nuovi media. In particolare, i podcast e i contenuti prodotti dagli influencer, perlomeno in fatto di informazione locale, riscuotono un giudizio diviso: oltre il 45% degli intervistati si ritiene insoddisfatto. Indagando sull’opinione rispetto all’informazione locale legata alle specifiche tematiche, meteo e traffico riscuotono maggiore soddisfazione. I temi più controversi risultano invece politica, economia e lavoro (pienamente soddisfacenti per il 16-17 per cento del campione) sui quali è più probabile che il lettore rintracci letture divergenti dalle proprie opinioni; dato che potrebbe essere associato alla limitata percezione di imparzialità del sistema informativo complessivo. Lo sguardo all’immagine della Sardegna dai quotidiani locali dice che per la maggioranza questi restituirebbero un ritratto realistico ed equilibrato del territorio regionale. Ma per uno su cinque - in particolare tra i cittadini delle province di Oristano e Sud Sardegna - la rappresentazione della Sardegna risulterebbe invece distorta in senso peggiorativo dai quotidiani locali. Un dato su cui il Corecom ha innescato una sana riflessione. Indispensabile per una comunità civile, libera e democratica.