Un messaggio di determinazione, bilanci concreti e una dedica finale in lingua sarda. La Presidente della Regione, Alessandra Todde, ha rivolto il suo augurio per il 2026 a "tutte le Sarde e tutti i Sardi", tracciando il perimetro di un anno di governo intenso, segnato da 106 sedute di Giunta e da alcuni risultati che definisce storici per l'autonomia dell'Isola.
Il cuore politico del messaggio risiede nell'annuncio degli ultimi giorni dell'anno: la chiusura della vertenza entrate con lo Stato. Un risultato che porta nelle casse regionali un miliardo e trecentosettanta milioni di euro.
«Un accordo che inizia finalmente a riconoscere, anche sul piano finanziario, gli svantaggi strutturali dell’insularità», ha spiegato Todde, definendo queste risorse come un diritto dei sardi atteso da troppo tempo.
La Presidente ha ripercorso i pilastri dell'azione di governo tra il 2024 e il 2025:
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Ricostruzione della Sanità: Interventi mirati sull'organizzazione dei servizi e sul rafforzamento del diritto alla cura.
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Nuova Continuità Territoriale: Un modello di mobilità che supera la logica della sola residenza, includendo i legami familiari e le necessità dei lavoratori.
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L'acqua come bene essenziale: Una scelta netta per la gestione pubblica e integrata, rifiutando la logica della merce.
Todde ha rivendicato il ritorno della Sardegna al centro delle grandi sfide europee. Simbolo di questa ambizione è l'Einstein Telescope, il progetto di ricerca sulle onde gravitazionali che punta a fare dell'Isola un polo di attrazione per investimenti strategici e lavoro qualificato. A questo si aggiungono i successi culturali, come il riconoscimento UNESCO per le Domus de Janas.
Non sono mancati i riferimenti alle sfide più difficili, come la gestione della dermatite nodulare bovina, che ha richiesto un coordinamento serrato tra allevatori e istituzioni europee. Sul fronte delle bonifiche, la Presidente ha citato con orgoglio il "primo colpo di benna" a La Maddalena, un segnale di risveglio dopo oltre un decennio di inerzia.
Pur ammettendo che «molto resta da fare» e che governare significa affrontare problemi complessi con risultati non sempre immediati, Todde ha ringraziato i cittadini per il confronto e la pazienza. Il messaggio si è concluso con una nota poetica e identitaria:
"Pro tue fortuna, ki onzi notte l'isplenda sa luna, ki no appas mai dolore..."
(Per la tua fortuna, che ogni notte splenda la luna, che tu non abbia mai dolore...)
«Il 2026 ci chiederà ancora più serietà, ascolto e coraggio», ha chiosato la Presidente. «Noi ci saremo».

