Il Co.Mi.Pa. lancia l’allarme sui poligoni e trova il sostegno di Pigliaru e Scanu. Nel mirino la proposta di legge che cancella i controlli ambientali. Il Presidente del Consiglio Comandini resta l'unico solido ponte istituzionale.
Sulla questione delle servitù militari in Sardegna il clima si fa rovente. Quella che sembrava una discussione tecnica si è trasformata in uno scontro frontale che vede uniti il Co.Mi.Pa. (Comitato Misto Paritetico), l’ex Presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’ex Presidente della Commissione d’Inchiesta sui poligoni, Gian Piero Scanu. Al centro della contesa c'è un rischio concreto: che lo Stato riprenda il controllo totale sui territori sardi, cancellando decenni di battaglie per la trasparenza e la salute.
La "Legge Chiesa": Un colpo di spugna sulle conquiste sarde
La preoccupazione principale riguarda la proposta di legge n. 1887 (nota come "Legge Chiesa"). Per Pigliaru firmatario degli accordi Stato-Regione del 2017 e 2019, si tratta di un vero e proprio "atto di forza" che usa il pretesto delle tensioni internazionali per scavalcare l'autonomia sarda.
• Supremazia Statale: La norma ripristinerebbe il principio di esclusività dello Stato sulla gestione dei territori militari.
• Ambiente al buio: I siti militari verrebbero assimilati a "siti industriali dismessi", sottraendo alla Regione il potere di vigilare sulla sicurezza ambientale e sulla salute dei cittadini all'interno dei poligoni.
• Addio agli Osservatori: Verrebbero smantellati gli osservatori ambientali indipendenti, l'unico vero strumento di controllo a disposizione delle comunità locali.
Il Mistero di Quirra e il Progetto MR10
Il Co.Mi.Pa. denuncia inoltre una preoccupante mancanza di coinvolgimento su progetti industriali pesanti. È il caso dell’Area Nike nel Poligono di Quirra, dove si parla di una base di lancio per vettori suborbitali (progetto MR10).
L'impiego di tonnellate di propellenti criogenici (metano e ossigeno liquido) avviene senza che il Comitato sia stato consultato: non è chiaro se si tratti di attività civile o prettamente militare, né quale sia l'impatto reale di emissioni e inquinanti su un territorio già profondamente segnato.
Piero Comandini: L'unico alleato istituzionale
In questo panorama di tensioni e silenzi da parte di molti parlamentari sardi — spesso accusati di dialogare a "porte chiuse" solo con i vertici militari — il Co.Mi.Pa. individua un unico, fondamentale punto di riferimento: il Presidente del Consiglio Regionale Piero Comandini.
Comandini viene indicato come l’unico esponente istituzionale ad aver sempre accolto con attenzione le istanze del Comitato, intervenendo attivamente presso il Governo per difendere le prerogative della Sardegna. Una sponda politica necessaria per evitare che l'organismo preposto alla tutela dei sardi resti isolato nel confronto con il Ministero della Difesa.
L'appello: Un'azione Bipartisan per la Dignità
L’invito che arriva da Pigliaru, Scanu e dal Co.Mi.Pa. è rivolto all'intera classe dirigente isolana: serve un'azione politica determinata e bipartisan. La difesa della salute e dell'ambiente non ha colore politico, specialmente quando in gioco c'è la gestione di oltre 30.000 ettari di terra sarda.
"È necessaria un’azione di contrasto affinché questa proposta di legge venga respinta," dichiarano Pigliaru e Scanu. "La Giunta e il Consiglio devono sostenere il Co.Mi.Pa. nella salvaguardia della salute dei cittadini."
Il commento di ViviLaSardegna: La Sardegna non può tornare a essere un semplice "cortile di addestramento" senza voce in capitolo. La trasparenza ambientale è un diritto acquisito che non può essere sacrificato sull'altare della geopolitica. Vigileremo affinché l'impegno del Presidente Comandini non resti isolato e affinché la voce della nostra terra torni a contare nei tavoli romani.
ViviLaSardegna

