"La nostra è una battaglia contro le patologie autoimmuni" dice il genetista Francesco Cucca. SardGen, sfida e opportunità. Con diagnosi, cura, sviluppo farmaci efficaci e riduzione costi sanitari al centro del tavolo. Due anni di percorso con oltre 500 ricercatori coinvolti, 150 già reclutati, con dieci brevetti depositati
Mario Frongia
Una sfida e un’opportunità assieme. Nel nome di una Sardegna più forte, capace di rispondere con l’innovazione e la scienza alle patologie. La partita che ha per traguardo e percorso assieme la medicina preventiva e il benessere dei sardi ha avuto il fischio d’avvio all’auditorium del Parco scientifico di Pula. La casa madre di Sardegna ricerche ha ospitato la presentazione del programma di prevenzione medica e ricerca SardGen. Ai lavori hanno preso parte gli operatori principali di un progetto che vale oltre cinquanta milioni di euro. Carmen Atzori (direttrice generale Sardegna Ricerche) agli assessori regionali alla Programmazione e alla Sanità, Giuseppe Meloni e Armando Bartolazzi, Gavino Mariotti (rettore Università Sassari). Gianluca Cadeddu (program manager, e.Ins). Francesco Cucca (genetista, responsabile scientifico SardGen). Una mattinata ricca di spunti, con un tour negli spazi del braccio scientifico regionale, tra il verde e un silenzio che catapulta nei templi della ricerca mondiali. “Sono molto orgogliosa di far parte di un’attività che mette assieme tanti portatori sani di fiducia. Saremo parte attiva dei lavori con i nostri laboratori Biomed, così come la Biobanca sarda sarà centrale nel rilancio del Parco tecnologico” ha detto Carmen Atzori. “Momento molto importante, sigliamo una sinergia tra istituzioni che vale una scommessa per la Sardegna del futuro. Come amministrazione ci siamo fatti trovare pronti per il bene delle future generazioni” ha aggiunto Giuseppe Meloni. “Riconosciamo l’enorme valore di SardGen, ha rilevanza mondiale e dovrà svilupparsi sempre più in Sardegna. Investire in centri in centri come questo, e nella ricerca, significa risparmiare risorse in futuro” ha rimarcato Armando Bartolazzi. “L’Università ha lavorato al progetto durante il lockdown. Siamo arrivati terzi su 128 al bando dell’Unione europea. Neccesario investire sulla progettualità, le risorse ci sono, vanno intercettate e spese per progetti di utilità pubblica” ha sottolineato il rettore Gavino Mariotti.
Occupazione qualificata e motore della ricerca. Per Gianluca Cadeddu “SardGen ha unito i principali attori dell’innovazione in Sardegna. Coinvolge oltre 500 operatori, e ne sono stati reclutati 150. Abbiamo due anni di tempo e dieci brevetti depositati per un progetto che prevede sostenibilità prospettica e coinvolgimento dei cittadini. Lo slogan? Dalla ricerca all’impresa”. Un percorso solido, con a disposizione circa 50 milioni di euro, che ha sposato pubblica amministrazione, atenei, imprese e ricercatori. Accelerata nella forma e nel merito da Francesco Cucca: “Vogliamo estirpare malattie gravi come la Sclerosi multipla. I progressi della ricerca contribuiranno a potenziare la medicina preventiva e a ridurre i costi sanitari. I benefici per la popolazione si tradurranno in una salute migliore con una qualità della vita superiore e un aumento dell'aspettativa di vita in salute. Prevenire apporta benefici immediati che deriveranno dall'esecuzione di una batteria di analisi biochimiche condotte con il coinvolgimento delle aziende ospedaliere universitarie di Sassari e Cagliari e dell’Arnas Brotzu”. Condivisione, dunque. Intesa e procedure concordate, anche grazie al supporto dell’agenzia specializzata in comunicazione e web marketing Addv, su sentieri di pregio. Obiettivi che hanno la forza e la vocazione per attrarre ricercatori dai cinque continenti. “Mi piace pensare che SardGen abbia tutte le carte in regola su più fronti. Sarebbe riduttivo un lavoro e una visione limitata al contesto locale. Possiamo essere calamitanti, esempio proficuo di un lavoro che conduce a ricadute impattanti per la salute e la qualità della vita dei cittadini” ha aggiunto il genetista cagliaritano di fama internazionale.
Finanziamenti e Biobanca. Il 17 aprile scorso la Giunta regionale ha approvato la realizzazione della Biobanca Sarda, infrastruttura pubblica di rilevanza strategica per il rafforzamento della medicina preventiva, della ricerca scientifica e del trasferimento tecnologico nel settore biomedico. L’iniziativa è cofinanziata con fondi Pnnr dall’Unione Europea e dalla Regione Sardegna, progetto “Genes for health”. La Biobanca ospiterà attività di ricerca e sviluppo per la messa a punto di nuovi farmaci fondate su analisi genomiche e immunologiche approfondite. “I dati genetici raccolti - ha spiegato il professor Cucca - avranno un'utilità clinica accertata e validata per la diagnosi e prevenzione di malattia. E potranno essere messi a disposizione del sistema sanitario regionale per un utilizzo in linea con il consenso libero, specifico e informato espresso dai candidati partecipanti al progetto. Il programma ha per bersaglio lo sviluppo di farmaci mirati ed efficaci, utili per patologie autoimmuni ed ematologiche, molto diffuse in Sardegna”.

