Anche Arnold Muhren, leggenda di Ajax e Manchester United, alla quattro giorni di formazione completa e specialistica per sessanta under 17 e venticinque tecnici isolani. “Lavoriamo per favorire metodiche inclusive e comportamentali” dice Vincenzo Girau
Mario Frongia
Avantieri a Dortmund li ha rispediti a casa Ollie Watkins, sconosciuto centravanti panchinaro dell’Aston Villa. In finale a Berlino ci va l’Inghilterra cinica e sanguigna. Ma non per questo il calcio Oranje ha perso in incisività, fantasia, tecnica e agonismo. Pallonate apprezzate da chiunque ami il gioco più bello del mondo sin dai tempi di sua maestà Johan Cruijff, sorta di rivoluzionario Leonardo da Vinci del dribbling e della tattica. Logiche follie utili per costruire la vittoria. Una gioia del successo poggiata sul palleggio pulito e di prima, reparti corti, verticalizzazioni e accelerazioni che fondono la squadra in un tutt’uno e paiono dettate da una missione superiore. L’Olanda che esce per un soffio dagli Europei di Germania, l’Olanda che sbarca nel cuore della Sardegna. Entrambe unite da un solido filo sportivo, storico, pallonaro. Curato dall’associazione polisportiva culturale Aiace Telamonio, affiliata Msp e in prima fila nel promuovere e divulgare attività sportive di pregio, il Corso di perfezionamento tecnico “Scuola calcio olandese”, è e rimane capitolo chiave tra master e tornei giovanili sparsi per l’isola. Non a caso la cornice della manifestazione, apertasi ieri con il benvenuto e la consegna dell’attrezzatura agli oltre sessanta ragazzi dai dieci ai diciassette anni accorsi da mezza Sardegna. “Il Camp è teso al perfezionamento tecnico e formativo con i metodi della scuola calcio olandese. E ospita anche venticinque allenatori di calcio” spiega Vincenzo Girau, presidente di Aiace. Insomma, un quadro completo, volto al futuro, ricco di passione e tradizione, calcistica e non solo. Il logo della Dutch football school, color arancione e con al centro il numero 14, storica maglia di Cruijff, campeggia in alto a destra. “La storia siamo noi” canta Francesco De Gregori. Quella degli olandesi del pallone è sbarcata nel comune più grande del Logudoro.
Arnold Muhren e il calcio dei giganti. L’asd Aiace e la Dutch Football School, con la preziosa collaborazione dei padroni di casa, l’Ozierese Calcio 1926, hanno fatto centro. Organizzazione curata nei dettagli, visione volta al futuro. Tanto che l'evento viene sviluppato con uno staff di alto livello. La conferma? Dalla lista dei partecipanti. Con Carlo Deriu, formatore e coordinatore, sono in campo Eddie van Schaick (tecnico Ajax), Alessandro Cozzula (esperto in human performances), Alessandra Puggioni (mental coach), Antonio Cherchi (podologo) e Irene Fadda (nutrizionista). Un team moderno e vincente. Che si completa con una super ciliegina: Arnold Muhren. Impossibile non sapere chi sia, difficile scordare giocate e vittorie firmate dal classe ’51. L’olandese di Volendam ha giocato con Ajax, Twente, Ipswich town e Manchester United. E ha vinto tutto e ovunque. Per dire, è uno dei nove calciatori ad aver sollevato Coppa Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa Uefa. Ed è tra i sei che hanno vinto qualsiasi titolo internazionale europeo. Con l’Olanda ha portato a casa gli Europei del 1988. Le cineteche conservano il suo assist per Marco Van Basten: magie che rendono il calcio droga e filosofia. Muhren ha giocato nell’Ajax a 37 anni compiuti. Ed è stato autore di un gol che l’ha reso recordmen per l’anagrafe della serie A olandese, l’Eredivisie. Insomma, pallone d’autore.
La scaletta, tra crescita e sana divulgazione. Il comunale intitolato ad Angelo Masala, fino a domenica prossima, è teatro di sport e formazione dedicata alle nuove generazioni. Dai Pulcini agli Allievi passando per Giovanissimi ed Esordienti, tutti in campo per apprendere e portare a casa. “Questi eventi hanno uno scopo educativo e puntano a far crescere, nel confornto e con il supporto di educatori innovativi e di qualità, l’intero sistema sportivo” dice Alberto Borsetti, presidente regionale Msp. Da qui, un percorso che prevede nozioni e pratica. L’abitudine al ragionamento unito al sapersi divertire. Il Camp di Ozieri è questo e altro. Capace andare oltre i confini dell’ovvio e del già visto. In definitiva, una splendida occasione di crescita per sessanta futuri buoni cittadini con lo sport nel sangue. Se poi viene fuori qualcuno forte quanto Arnold Muhren, tanto di guadagnato.

