Risultati, numero dei praticanti, impiantistica e diffusione. Il comitato regionale guidato da Bruno Perra saluta un 2025 di pregio. "Sarei felice di vedere l'apertura dei cantieri del nuovo stadio e del palasport"
Mario Frongia
Ci sarebbero i circa duecentomila praticanti: “E potremo sbagliarci nella stima per difetto! Discipline come arti marziali, sport acquatici o arrampicata, che su scala nazionale è passata da 30mila a centomila iscritti, sono in forte crescita. E le palestre sono al completo. Per non parlare di tennis e padel”. Bruno Perra, presidente del Coni Sardegna, chiude l’anno con un sorriso. E con il numero uno del Comitato olimpico regionale sorridono anche le oltre quaranta Federazioni, le associazioni e gli enti di promozione. “Per tutti noi è stato fondamentale avere il supporto dagli assessorati regionali allo Sport e al Turismo. Ma anche con quello dei Trasporti siamo al lavoro: è facilmente intuibile quanto siano importanti gli spostamenti per gli operatori dell’ippica, tra cavalli e carrelli, per quanti praticano vela e per coloro che si muovono tra navi e aerei”. L’intesa con la Regione, dunque, come volano e indicatore di una sensibilità istituzionale più attenta alle esigenze degli atleti e dei club. “Dalla Regione si sviluppa una promozione che le società stanno cogliendo. E segnalo un aspetto: specie per i lavori strutturali sotto il milione di euro veniamo interpellati dai comuni per un parere. Bene, anche dalle piccole municipalità le richieste di poter aprire una palestra o riattare un campo polivalente sono in continua ascesa. Lo sport - rimarca il presidente - in Sardegna cresce e cresce bene”.
Auspici e linee operative. “Abbiamo lavorato bene sotto la guida di Giovanni Malagò e continueremo a farlo con il presidente Buonfiglio, Luciano è stato qui da noi un mesetto fa, le relazioni sono perfette e guardano al futuro. Non potremo che crescere assieme”. Bruno Perra guarda lontano. Ringrazia i media per il supporto e rilancia: “Siamo attesi da attività che abbracciano il mondo della scuola, del volontariato e dell’ associazionismo: lo sport negli ultimi vent’anni è completamente cambiato. Una società, dalla Riforma in poi, si deve attrezzare e avere competenze specifiche. Noi, con corsi di formazione e aggiornamento, siamo al loro fianco”. Un Comitato olimpico dinamico e volto al futuro. “Se penso all’impiantistica, l’auspicio per il 2026 è di veder partire a Cagliari i lavori per il nuovo stadio e per il palazzetto dello sport. Così come sarebbe ottimo se avanzassero quelli dell’impianto di Monte Urpinu al Tennis club Cagliari. E sarei felice di vedere ultimato il cantiere del palasport di Sassari”. Strutture, luoghi ed eventi. “Il 2024 è stato l’anno delle Olimpiadi di Parigi con tanti sardi e tante medaglie. Pensavamo fosse complicato ripeterci, come accade negli anni che seguono i Giochi. Invece ci sono le premesse per fare meglio. Magari, con Sergio Massidda che può riconfermarsi pesista di valore continentale”. Nella conferenza di fine anno si passa anche agli appuntamenti. “Tra i tanti eventi che sarei lieto di replicare, penso al Rally e ai campionati mondiali di moto cross di Riola Sardo. Il calendario degli appuntamenti è ancora in una fase di rifinitura ma sarà ancora di alto livello”. Un altro passaggio significativo riguarda l'aspetto culturale, tra fruitori e atleti di manifestazioni che si svolgono nei centri urbani: "In tutto il mondo anche le grandi metropoli accolgono con soddisfazione lo sviluppo di maratone e altri eventi, qui da noi dobbiamo ancora crescere". Infine, l'auspicio inerente il ciclismo: "Se ci sono stati dei problemi per il circuito di via Fiume a Quartu, spero presto che potremo metterci all'opera per trovare una soluzione alternativa".

