Campioni d’Europa 2023, a caccia del titolo su scala nazionale, con un dna che sa di buono. Sport ma non solo per il club che esalta una regione inclusiva e vincente. Con le Fondazioni di Sardegna e Mont’e Prama a promuovere i tesori più pregiati dell’isola. Adesso testa al possibile sorpasso in serie A
Mario Frongia
Un robusto filo verde. Che sposa passione, esperienza, tecnica. Un pezzo di pregiata Sardegna che vola leggero. Nel badminton. Con passi accorti e di buon senso. Prima in Europa, con la vittoria nel Campionato europeo per Club 2023 tenutosi a Oviedo. Quindi su scala nazionale. Matex Marabadminton Academy è una storia che piace. E convince. Nei modi, per la caparbietà indispensabile per mettere in bacheca la più pregiata competizione per squadre di club a livello europeo. Per il sapersi prendere non troppo sul serio e con la giusta filosofia. Accompagnati da quel genere di saggezza che accompagna chi crede nei valori, nelle regole, in un dna con pochi eguali. Ideare, costruire, coinvolgere e migliorare. La società che ha messo radici a Maracalagonis, con il Palasport rimesso a nuovo dopo anni di abbandono, si nutre di sport e buon senso. Cattura e calamita prospettive avvicinanti e includenti. Mette a terra un percorso che individua un futuro che è già presente. Poi, ciliegina di una torta da applausi, include nella maniera più performante possibile: sposa ed esalta il territorio e l’identitarietà. Ma sia chiaro, sbaglia chi pensa che la miscela sia da Mulino Bianco o di una Sardegna da cartolina. No, a Mara, con l’infaticabile Francesco Feliziani, che di mestiere siede ai vertici delle scuole sarde, accettano il confronto. E sollevano l’asticella. Lavorano, consumano scarpe, attenzione e rispetto. Mettono concentrazione e competenza. In campo e nella quotidianità. Forse, tutto diventa più facile se in Spagna hai messo in fila formazioni provenienti da Azerbaigian, Finlandia, Islanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo. Per non scordare i padroni di casa. Ma il ciak, si gira è continuo. Marabadminton è stata la prima squadra con i colori dei Quattro mori a rappresentare l’Italia nel Vecchio continente. Già questa è una piccola grande medaglia. La storia siamo noi, canta Francesco De Gregori. Quella del gruppo marese porta lontano. E non a caso è arrivato, con altri sostenitori pubblici e privati, anche il supporto delle Fondazioni di Sardegna e Mont’e Prama. Entrambe determinate nel cogliere occasioni che esaltano, tra sport, scienza, impresa, archeologia, natura e comunicazione, la regione e le sue peculiarità.
Il flash colpisce: gli specialisti del badminton nel cuore di Cagliari. Sì, Marina, Castello, il Bastione. La cornice si amplia. Energie, sorrisi, smash. La racchetta come scettro che sa di appartenenza e identità. Il volano? L’idealizzazione di scenari che cambiano pelle. La colonna sonora sale di un’ottava. Appaiono i giganti di Mont’e Prama, il museo di Cabras, il sito archeologico di Tharros. Mito, mistero e anima di una terra che non si arrende. Il video, presentato prima della partenza per le Asturie, è difficile da scordare. Immagini che hanno fatto il giro degli sportivi, e non solo, di mezza Europa. Per dire, anche ai giochi olimpici di Parigi. Per la gioia di Francesco Feliziani e del suo staff. Per il presidente nazionale Fiba, Carlo Beninati, e per quello regionale, Andrea Del Pin. Con l’apprezzamento di Bruno Perra, numero uno del Coni. La vittoria che avvicina, dà stimoli, offre suggestioni. Anche perché, e siamo all’assist che coglie l’attimo, progetto e partners sono miele e nutella di un progetto teso a diffondere il badminton e i valori dello sport nelle scuole isolane. Insomma, la lotta all’abbandono, a una formazione che misceli con sapienza e curiosità vita sana ed equilibrata, saperi e pratica sportiva di base, ha per epicentro Maracalagonis. E siamo al punto di partenza. Aver battuto 3-1 nella finale di Oviedo gli spagnoli del Recreativo Ies La Orden, è valsa la conquista del tetto d’Europa. Da 44 anni non accadeva che un club italiano partecipasse, figuriamoci mettersi tutti alle spalle. Per Matteo Massetti, Malena Norrman, Lucia Rodriguez, Ania Setien, Andreas Sondergaard, Gianna Stiglich e Christopher Vittoriani la standing ovation è meritata. In tre anni di vita Matex ha messo in fila due secondi posti in tre campionati di serie A. Guidata da Rosario Maddaloni (“Abbiamo portato la Coppa in Sardegna grazie a un gruppo unito e affiatato”), con Francesco Feliziani, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, team manager anima e cuore del team (“È stato un cammino straordinario, la partecipazione alla competizione europea ha avuto anche la finalità di promuovere il patrimonio archeologico, storico e naturalistico della Sardegna”), la vittoria sa di riscatto e personalità. Un ottimo messaggio per le nuove generazioni.
Il presente? In quelle sfide che scaldano i cuori. A pensarci bene, un mese che vale doppio. Semaforo verde tra poche ore in trasferta e un apice nel primo fine settimana di marzo. Matex Marabadminton è attesa domani e dopo dal secondo concentramento di serie A. A Chiari, da secondi in classifica dopo le vittorie con Modena, Chiari e i campioni in carica del Bc Milano, Matex va a caccia del sorpasso. In palio ci sono i playoff. La formazione isolana se la vede con le Piume d'argento Palermo dell'ucraina Buhrova, 50 al mondo in singolo e 25 in doppio, gli altoatesini del Malles e dell'Uberetsch. Per appassionati e sportivi appuntamento in diretta streaming sul canale youtube della Federazione italiana badminton. Giusto il saporito antipasto per quanti amano la squadra di Maracalagonis: il terzo e ultimo weekend di gare della regular season sono in programma l'8 e il 9 marzo proprio al palazzetto dello sport di Maracalagonis. E anche lì sardità e appartenenza faranno la differenza. Anche grazie a un pubblico caldo e competente.

