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Si terrà a San Sperate da venerdì 23 a domenica 25 maggio l’ottava edizione di “Sant'Arte”, il Festival di arti visive e performative nato da un'idea dell'artista Pinuccio Sciola. Realizzata e coordinata dalla Fondazione Pinuccio Sciola, l’iniziativa si svolge quest’anno con la direzione artistica del Maestro Andrea Granitzio e la direzione organizzativa di Tomaso Sciola. Alla presentazione sono intervenuti Tomaso Sciola, direttore organizzativo dell’edizione 2025, Andrea Granitzio, responsabile dei progetti sonori della Fondazione e direttore artistico, Maria Sciola, direttrice generale della Fondazione Pinuccio Sciola, Fabio Madeddu, assessore alla cultura del Comune di San Sperate, Enrico Collu, presidente del Consiglio comunale di San Sperate.

 

Il Festival – che anche quest’anno si svolgerà quasi interamente al Giardino Sonoro di San Sperate - è organizzato dalla Fondazione Pinuccio Sciola e promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e dal Comune di San Sperate, con il patrocinio di numerosi partner.

 

La Fondazione Pinuccio Sciola, in linea con la mission di tramandare il messaggio d’arte dell’artista, presenta “Ecosistemi creativi”, tema che sarà il filo conduttore degli eventi in programma quest’anno.

 

In un’epoca in cui i cambiamenti ecologici e sociali pongono sfide globali, il Festival metterà in luce il ruolo cruciale che la creatività può avere nella costruzione di ecosistemi sostenibili, in cui l’interconnessione tra arte, natura e società non è solo desiderabile, ma fondamentale. Gli "Ecosistemi Creativi" sono ambienti - fisici o virtuali - in cui le idee, le pratiche artistiche e le persone possono prosperare in armonia, interagendo reciprocamente e generando un impatto positivo per il futuro.

 

“Nel corso di questi anni – spiega il direttore organizzativo dell’edizione 2025 del Festival Tomaso Sciola – la Fondazione, fedele alle finalità per cui è stata costituita, ha approfondito le intuizioni dell’artista, scoprendo che Pinuccio Sciola ha creato intorno a sé nel tempo dei veri ecosistemi creativi, una sorta di ‘laboratori collettivi’ in cui le persone di cui amava circondarsi si sentivano libere di esprimere la propria creatività proprio perché valorizzate dal clima che l’artista sapeva creare. Ed esattamente come i progetti ad alto tasso di innovazione che presentiamo anche quest’anno, il risultato dei tanti incontri che nella sua vita ha avuto era nella maggior parte dei casi sorprendente”.

 

Questa edizione del Festival sottolinea la volontà di agire come motore di crescita sostenibile e consapevole, stimolando riflessioni, dialoghi e azioni concrete che possano trasformare la creatività in un bene collettivo. Il focus è sulla possibilità della creatività di contribuire al benessere culturale e sociale e diventare una risorsa vitale per affrontare le sfide ecologiche e promuovere una maggiore coesione comunitaria.

 

“Quest’anno passo il testimone della direzione artistica del Festival ad Andrea Granitzio, nostro storico collaboratore – aggiunge Maria Sciola, direttrice generale della Fondazione – e lo faccio perché le cose iniziano e non finiscono, ma si trasformano. E’ un insegnamento molto grande di nostro padre: l’arte è fatta per poter gioire. Pinuccio Sciola ha seminato e noi adesso raccogliamo tutti insieme”.

 

“La creatività era certamente la cifra stilistica più importante della vita di nostro padre – commenta la Presidente della Fondazione, Chiara Sciola – insieme alla sua grandissima capacità di tessere rapporti di amicizia molto forti. Noi proseguiamo sulla strada tracciata da lui utilizzando lo stesso metodo, proponendo un’edizione del Festival che discute intorno ad alcuni progetti che si spalancano sul futuro. Particolarmente di pregio è la collaborazione con l’Università di Cagliari, che diventa fattiva attraverso l’integrazione della realtà immersiva nell’ambiente del Giardino Sonoro”.

 

In questo contesto, il Festival si propone come una piattaforma di scambio e innovazione, in cui la cultura diventa strumento di trasformazione e il dialogo tra discipline artistiche e temi ambientali arricchisce la comprensione del mondo che ci circonda. L’arte non è solo un atto estetico, ma un linguaggio che può diventare chiave per il cambiamento, stimolando l’immaginazione e la partecipazione attiva di ogni persona, con la consapevolezza che l’ecosistema creativo non è mai statico, ma in continua evoluzione.

 

“Durante gli incontri di quest’anno approfondiremo alcune importanti collaborazioni internazionali – dettaglia Andrea Granitzio, direttore dei Progetti sonori della Fondazione e direttore artistico dell’edizione 2025 del Festival – Le idee e l’opera di Pinuccio Sciola trovano terreno fertile in contesti culturali sempre più vasti. Anche alla Biennale di Architettura di Venezia recentemente inaugurata le intuizioni artistiche di Sciola hanno avuto uno spazio e una collocazione di assoluto prestigio”.

 

Dal 23 al 25 maggio 2025, Sant’Arte sarà ancora una volta il luogo in cui l’arte incontra la natura, le idee si intrecciano e la comunità cresce insieme, esplorando il potenziale di un futuro che si costruisce in modo sostenibile, creativo e collettivo.

 

VENERDÌ 23 MAGGIO

Si comincia venerdì 23 maggio alle 16 negli spazi dell’ex Vetreria di Pirri con la presentazione del progetto “VR Lab – Giardino Sonoro Virtuale”, sviluppato nell’ambito del progetto “Cagliari Digital Lab”, coordinato dal prof. Luigi Atzori dell’Università degli Studi di Cagliari.

 

Il progetto, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Sciola, l’Università degli Studi di Cagliari e il suo Digital Lab, consiste nella creazione di un’esperienza immersiva e multisensoriale in realtà virtuale all’interno del Giardino Sonoro, con l’obiettivo di promuovere forme innovative di valorizzazione culturale e di accessibilità ai contenuti artistici.

 

Oltre al docente dell’Ateneo cagliaritano Luigi Atzori, interverranno Giacomo Cao (Presidente del Distretto Aerospaziale della Sardegna), Josephine Derobe (autrice, artista e regista francese attiva nei campi del cinema, delle arti digitali e dello spettacolo dal vivo), Andrea Battistoni (Portavoce del Presidente dell’INAPP – Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche).

 

Alle 19 al Giardino Sonoro di San Sperate sarà proiettato il documentario di Enrico Pau “L’ombra del fuoco”, preceduto da una conversazione tra il regista e Gianluigi Bacchetta, docente di Botanica dell’Università di Cagliari, moderata dal giornalista Sergio Nuvoli.

 

A seguire, il concerto di Molom “Frammenti di una matrice pronta ad esplodere”.

 

SABATO 24 MAGGIO

La seconda giornata del Festival – sabato 24 maggio – si aprirà alle 10 al Giardino Sonoro di San Sperate con un laboratorio curato da Davide Volponi in collaborazione con Domus de Luna.

 

Alle 16 - in via Marongiu 21 a San Sperate - si terrà un convegno sulla riqualificazione della casa dell’artista, riaperta al pubblico per l’occasione.

 

Il tema del rapporto tra architettura, design, arte e natura sarà al centro dell’incontro con le coordinatrici del corso di Landscape, Interior and Spatial Design del dipartimento di Design del Politecnico di Milano, ed occasione di confronto sul tema della riqualificazione della casa di Pinuccio Sciola, prossima a diventare Casa Museo.

 

Durante l’incontro verrà presentato “Lithic Chord”, progetto speciale della Biennale di Architettura di Venezia 2025, ispirato alle intuizioni sulla elasticità della Pietra di Sciola e frutto della collaborazione tra l’architetta Cristina Morbi, ex Politenico di Milano e fondatrice dello Studio londinese Matherea, l’ing. Francesco Banchini e il direttore dei progetti sonori della Fondazione Sciola, Andrea Granitzio.

 

A seguire l’incontro dal titolo “E’ qui che nascono le stelle…”, tavola rotonda per far incontrare artisti, filosofi, fisici che condividono la passione per la ricerca e l’arte.

 

Il Giardino Sonoro è infatti il luogo dove Pinuccio Sciola trasformava il fuoco in stelle, dove si stringe l’unione tra pietra e cielo. L’osservazione del cosmo ha caratterizzato la cultura nuragica e altre civiltà antiche, come quelle sudamericane. Ancora oggi la ricerca scientifica si rivolge al cielo per trovare risposte, accade in Cile, dove il centro astronomico più grande del mondo – ALMA – conduce ricerche ai confini tra arte e scienza, e alla pietra per conoscere e riscoprire i tecnemi costruttivi antichi, come nel progetto Nur Time. 

 

Interverranno Mari Paz de Montecinos (Plataforma Vertices), Arotin e Serghei, Nur time, e il filosofo della scienza Silvano Tagliagambe.

 

Durante l’incontro verrà presentata l’installazione “Other Worlds” degli artisti Arotin & Serghei.

 

Alle 20.30 Guido Maria Grillo terrà il concerto “Senza Fine” negli spazi del Giardino Sonoro.

 

DOMENICA 25 MAGGIO

Domenica 25 maggio alle 16 al Giardino Sonoro occhi puntati sul convegno “Sagrada Familia, omaggio a Gaudì”. 

 

“Omaggio a Gaudi” è il titolo di un’opera che Pinuccio Sciola ha dedicato al grande architetto catalano, che nel suo capolavoro, la Sagrada Familia, ha concentrato ricerche sulla pietra e sul suono. 

 

L’incontro mette intorno a un tavolo il Fondatore del Centro Ricerca Gaudi, Jordi Figueroa, il direttore del museo degli strumenti musicali di Barcellona, Jordi Alomar, e Angelo Ziranu, l’unico architetto italiano ad aver partecipato ai lavori di costruzione della maestosa Basilica, per divulgare il pensiero di Gaudi e condividere l’esperienza architettonica e musicale che ha dato corpo alla Sagrada.

 

Alle 20.30 Dana Al Fardan concluderà il Festival con un concerto al Giardino Sonoro. Nota per essere stata la prima compositrice, cantante e cantautrice contemporanea del Qatar, per essere stata la prima donna del Qatar a cantare in inglese e per essere l'ambasciatrice culturale dell'Orchestra Filarmonica del Qatar, Dana Al Fardan è nota anche per il suo impegno con le Nazioni Unite e l’UNRWA per portare soccorso alla popolazione palestinese e in particolare ai più piccoli.

 

I suoi concerti sono sempre grandi eventi.

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È online il bando della seconda edizione del concorso letterario “Premio Laura Grasso”, dedicato alla memoria di Laura Grasso, storica attivista della comunità LGBTQIA+ isolana scomparsa nel settembre 2020, e inserito all’interno del Festival Letterario Rainbook.

Organizzato dall’Associazione Culturale Baa Bà APS, il concorso celebra la diversità attraverso la scrittura, offrendo una piattaforma per stimolare la creatività e promuovere la consapevolezza.

Il Festival Rainbook, giunto alla sua quarta edizione, ha in serbo numerose novità per il 2025. La macchina organizzativa è già in moto per dare il giusto riconoscimento a chi ha lottato e lotta tutt’ora contro le discriminazioni e a chi si impegna, attraverso la letteratura, a contribuire a una società più inclusiva.

Attraverso il “Premio Laura Grasso” si invitano case editrici, autori e autrici a esplorare le molteplici sfaccettature della letteratura contemporanea attraverso il prisma della diversità.

Nel 2024, il concorso ha visto la partecipazione di 29 opere tra le due categorie, dimostrando un crescente interesse verso la valorizzazione della diversità nella letteratura.

Vincitori dell'edizione 2024:

  • Sezione Opere Inedite: Adesso che lo spazio è tutto mio di Giorgio Baiocco, di prossima pubblicazione con Janus Editore, verrà presentato all’interno del programma del Festival.
  • Sezione Opere Edite: Stranizza di Valerio La Martire.

Due le sezioni previste per l'edizione 2025:

  1. Opere Inedite:
    • Sono ammesse opere originali e inedite.
    • Scadenza per la partecipazione: 28 giugno 2025.
    • Il vincitore riceverà un premio di 300 euro.
  1. Opere Edite (pubblicate nel 2024 o 2025):
    • Si accettano opere pubblicate nel 2024 o 2025.
    • Scadenza per la partecipazione: 26 maggio 2025.
    • Il vincitore riceverà un premio in denaro di 500 euro.

L'obiettivo del concorso è sostenere e valorizzare la diversità di voci nella letteratura contemporanea, incoraggiando autori e autrici emergenti e affermati a esprimere il loro talento in modo unico e autentico.

Il bando completo e il modulo di iscrizione sono disponibili sul sito ufficiale del concorso: www.rainbook.it.

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La risata incontra la musica nel secondo appuntamento dell’estate 2025 alla Forte Arena. Sabato 2 Agosto il palcoscenico del teatro sotto le stelle del Forte Village a Santa Margherita di Pula ospiterà l’energia di Nino Frassica & Los Plaggers Band con lo spettacolo “Tour 2000/3000”.

Un evento unico tra concerto e cabaret, capace di coinvolgere il pubblico in un viaggio musicale originale e ironico. Con la sua inconfondibile verve comica, Nino Frassica rileggerà oltre cento brani della musica italiana e internazionale, trasformandoli in autentiche perle di comicità: da “Cacao Meravigliao” a “Grazie dei fiori bis”, da “Mamma mia dammi cento lire” fino alle celebri sigle della TV come “Portobello” e “Tuca tuca”, ogni canzone verrà smontata e ricomposta alla maniera di Frassica, in un’irresistibile parodia del nostro immaginario musicale collettivo.

Con lui sul palco i Los Plaggers, sei straordinari musicisti – il cui nome è un gioco tra “Platters” e “plagio” – che contribuiranno a creare un’atmosfera di grande festa, in cui il pubblico diventerà protagonista, cantando e ballando in un clima di totale complicità.

Amatissimo dal pubblico italiano, Nino Frassica ha attraversato oltre quattro decenni di spettacolo con il suo stile unico. Da Quelli della Notte e Indietro tutta con Renzo Arbore, al ruolo cult del maresciallo Cecchini nella serie Don Matteo, ha lasciato il segno in numerosi format, da Scommettiamo che...? a Che Tempo Che Fa, da LOL – Chi ride è fuori a Sconcert. Autore di libri cult come “VIPP”, “Sani Gesualdi Superstar” e l’ultimo nato “PAOLA”, Frassica continua a reinventarsi, mantenendo intatto il suo stile inconfondibile.

I biglietti per lo spettacolo saranno disponibili a partire da martedì 1 aprile alle ore 10:00 sui canali ufficiali di Box Office Sardegna e Ticketone.

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Sabato 22 e domenica 23 marzo tornano in Sardegna per la 33ª edizione le Giornate FAI di Primavera, il principale evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, organizzato dal FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano ETS.

Un’edizione speciale, in occasione dei cinquanta anni dalla nascita del FAI, che anche attraverso le Giornate FAI di Primavera ribadisce la missione culturale che la Fondazione svolge a fianco delle istituzioni, con i cittadini e per il Paese, e che si realizza nella cura e nella scoperta di tanti luoghi speciali.

In Sardegna saranno 11 i luoghi d’arte, storia e natura, insoliti e curiosi o poco conosciuti e valorizzati, alcuni dei quali solitamente inaccessibili, che apriranno al pubblico grazie all’impegno, alla creatività e alla passione dei volontari delle Delegazioni e Gruppi FAI presenti nella regione, insieme agli “Apprendisti Ciceroni” delle scuole e agli studenti universitari, oltre ai 2 Beni FAI dell’isola, le Saline Conti Vecchi di Assemini (CA) e le Batterie Talmone a Punta Don Diego, Palau (OT).

Le Giornate FAI sono un’occasione per scoprire il patrimonio che ci circonda, ma anche un modo concreto per contribuire alla sua cura e alla sua valorizzazione attraverso la missione che il FAI porta avanti dal 1975: ad ogni visita si potrà infatti sostenere il FAI con una donazione o con l’iscrizione.

 

 

 

 

Tra le tante aperture proposte, alcune iniziative saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento. Verranno inoltre riaperti luoghi particolarmente apprezzati e visitati nelle scorse edizioni.  

 

 

Le Giornate FAI di Primavera si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). Partecipare alla visita con una donazione significa sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Ogni Iscritto al FAI e chi si iscriverà per la prima volta durante l’evento potrà beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi e di aperture dedicate. Sottoscrivere la tessera FAI significa diventare parte di un grande progetto e rappresenta un atto d’amore per l’Italia.

Inoltre, fino al 30 marzo 2025 si potrà sostenere la missione del FAI donando con un SMS o una chiamata da rete fissa al numero 45584. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari WINDTRE, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Sarà di 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb, Tiscali, Geny Communications e, sempre per la rete fissa, di 5 euro da Convergenze e PosteMobile.

 

  • Le aperture in Sardegna

 

 

  • Sassari - Il Palazzo della Provincia

 

Sabato 22 e domenica 23 marzo: 10 – 13 | 15 – 18.30

A cura della Delegazione FAI di Sassari

Il Palazzo della Provincia di Sassari venne progettato e costruito tra il 1873 e il 1877; ebbe da subito una funzione anche simbolica bivalente: da una parte luogo del potere governativo centrale, dall'altra teatro della contesa politica, di formazione di nuove classi dirigenti locali e luogo anche simbolico della vita civile e politica di Sassari. Fu scelto un modello neoclassico, con facciata di impronta neorinascimentale opera dell'ingegnere Eugenio Sironi di Como (padre del celebre pittore del Novecento Mario). Davanti all'edificio un immenso spazio nel quale si sarebbe subito realizzata la piazza d'Italia, con al centro (dal 1899) il monumento a Vittorio Emanuele II, opera di Giuseppe Sartorio. In occasione della visita dei Re d'Italia, nel 1899, furono riammobiliate e addobbate le sette sale di rappresentanza. In giornate FAI sarà possibile visitare le più belle sale di rappresentanza del palazzo, alcune delle quali solitamente non accessibili, delle quali saranno ripercorse le vicende storiche della città e illustrate le opere d' arte più significative come quelle della “gran sala” delle riunioni del Consiglio, dove si inserisce il primo esempio in Sardegna del grande ciclo pittorico civile eseguito dal pittore catanese Giuseppe Sciuti. Tra le opere visibili, i preziosi arredi dei maestri artigiani falegnami Fratelli Clemente, oggetto di due visite speciali riservate agli iscritti FAI e guidate dalla storica dell’arte Marisa Mura, sabato 22 dalle 11.00 alle  12.00 e domenica 23 dalle 10.00 alle 11.00 prenotabili al  link:  https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/il-mobilio-dei-fratelli-clemente-30455

Sabato 22, dalle 15:30 alle 16:00, in sala Angioy si svolgerà l’esibizione musicale dei “Ciceroni/musicisti” della classe 3B del Canopoleno. Si ringraziano l’Amministratore straordinario della Provincia di Sassari; i Dirigenti della scuola primaria di San Giuseppe, della secondaria di primo grado Canopoleno, del Liceo scientifico “G.Spano” e del Liceo Artistico “F. Figari”, i docenti e gli Apprendisti Ciceroni.

 

 

  • Sassari – Villa Pozzo (già Villa Caria)

Sabato 22 e domenica 23 marzo: 10 - 13 | 15 - 18.30

A cura della Delegazione FAI di Sassari

Nello storico quartiere di Cappuccini, sviluppatosi all'inizio del XX secolo dopo l'ammodernamento del centro storico di Sassari, sorsero numerose ville in stile liberty, tra cui Villa Caria - oggi Villa Pozzo. La dimora fu voluta nel 1927 da Francesco Caria, imprenditore del settore lattiero-caseario originario di Cossoine. Insieme ai suoi fratelli, a metà anni '20, furono pionieri dell'esportazione del pecorino sardo nel mercato degli Stati Uniti, con un giro d’affari che permise loro l’ascesa sociale nei ranghi dell’alta borghesia. La villa, riflesso della condizione sociale agiata del suo proprietario, fu costruita tra 1927 e 1929, con stile architettonico riconducibile all'eclettismo tipico del Liberty europeo di inizio Novecento e con progetto dell'ingegnere Salvatore Sale. Una serie di circostanze sfortunate, legate in parte al crollo della Borsa del 1929, portò poi alla vendita della casa alla famiglia Ardisson e poi ai Pozzo. Attualmente la villa è proprietà della Regione Sardegna e non aperta al pubblico; in occasione delle giornate FAI, grazie alla collaborazione con la Regione, sarà possibile in via eccezionale visitare alcuni ambienti interni, con visite svolte da studiosi ed esperti, e intervallate da momenti musicali a cura degli studenti del Conservatorio. Si ringraziano la Regione Sardegna e in particolare l’Assessorato agli Enti locali; Il Dirigente, i docenti e gli studenti della scuola primaria e secondaria di I grado Canopoleno, Il Direttore del Conservatorio di Sassari e la Ditta Florgarden.

 

 

  • Sassari - La Frumentaria

Sabato 22 marzo: 16 - 17 e domenica 23 marzo: 11 - 12.

A cura della Delegazione FAI di Sassari

Oggi il Palazzo della Frumentaria rappresenta una preziosa testimonianza degli interventi pubblici apportati nel centro storico nel periodo di grandi trasformazioni urbanistiche vissuto dalla città di Sassari tra il XVI e il XVII secolo. L'edificio che fino al 1833 era destinato all'ammasso (ensierro) del grano, raccoglieva e conservava per un anno l'importante riserva da utilizzarsi in caso di carestie o assedio. La Frumentaria fu costruita in due fasi, la prima dal 1597 al 1598 e la seconda dal 1607 al 1608. L'edificio è costituito da due stabili fra loro similari, strutturati su due piani non comunicanti, che presentano una differente impostazione degli spazi. Durante le Giornate FAI di Primavera, in collaborazione con il Comune di Sassari, la Frumentaria apre le porte ai visitatori per illustrare, il progetto ITI Sassari Storica – Investimenti territoriali integrati - che prevede interventi conservativi di recupero, riorganizzazione e adeguamento funzionale di tre spazi del centro storico connessi: il Palazzo della Frumentaria, l’ex Casotto Daziario di Porta Sant’Antonio e l’ex scuola di Sant’Apollinare. Sarà raccontato l’obiettivo di restituire all’area e all’intera città un attrattore culturale, identitario e sociale fondato sull’innovazione dei mestieri tradizionali. Si ringraziano il Comune di Sassari, l’Assessorato ai lavori pubblici, Manutenzione del patrimonio comunale e l’Assessorato alla Cultura.

 

 

  • Alghero – La Biblioteca del Mediterraneo e l’archivio storico

Sabato 22 e domenica 23 marzo: 10-13 | 15 – 18.30

A cura della Delegazione FAI di Sassari

La Biblioteca del Mediterraneo sorge nell'ex Complesso monastico di Santa Chiara e racchiude la Biblioteca Comunale “Rafael Sari” e la Biblioteca “Fernando Clemente” del Dipartimento di Architettura dell’Università di Sassari; l’ex monastero ospita anche l’Archivio storico comunale. La posizione centrale con vista sul porto di Alghero accentua il fascino di questo polo culturale e di ricerca, e il progetto di restauro curato da Giovanni Maciocco rende la Biblioteca fra le più interessanti d’Europa sul piano architettonico. L’origine del complesso risale agli anni ’40 del Seicento quando fu fondato per accogliere le monache di clausura Isabelline, giunte in città solo qualche anno prima ma ancora prive di una sede adeguata. Oltre al monastero, l’edificio comprendeva la chiesa di Santa Chiara. Dopo la soppressione degli ordini religiosi e l’incameramento dei loro beni da parte dello Stato il complesso fu adibito ad Armeria del Regio Esercito Sabaudo, quindi, dal 1870, a Ospedale Civile. Abbandonato a seguito del trasferimento del nosocomio, dagli anni ’70 del Novecento il complesso decadde, subendo devastazioni e incendi fino al 2004, quando l'ex-monastero e la sua chiesa furono oggetto di un'importante opera di recupero conclusasi nel 2014.

Nella visita in Giornate FAI I visitatori attraverseranno le moderne architetture della Biblioteca perfettamente integrate nell’edificio storico, alla scoperta di alcuni dei pezzi più importanti del fondo antico della “Rafael Sari”, che si compone di diversi manoscritti e di circa 2000 titoli fra incunaboli e altre edizioni antiche a stampa. Un raro patrimonio che sarà valorizzato anche con una visita speciale, riservata agli iscritti FAI, domenica 23 marzo dalle 16 alle 17 e dalle 17 alle 18, intitolata: "Dante ritrovato e saraceni in catene: Alghero crocevia del Mediterraneo", ovvero la presentazione in anteprima assoluta di un prezioso manoscritto trecentesco, di recente scoperta, contenente testi di Virgilio, Dante Alighieri e Francesco Petrarca, e di altri materiali storici inediti a cura dei professori Andrea Lai (Università di Sassari) e Giuseppe Seche (Università di Cagliari). Sarà possibile partecipare fino a esaurimento posti prenotando al seguente link: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/il-codice-medioevale-30453

Si ringraziano il Comune di Alghero; I Direttori della Biblioteca “Rafael Sari”, dell’Archivio storico comunale e della Biblioteca “Fernando Clemente”; il Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari; il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari; il Rettore del Convitto Nazionale Canopoleno.

 

 

  • Tempio Pausania – Palazzo Sanguineti

Sabato 22 e domenica 23 marzo: 10-13 | 14.30-18

A cura del Gruppo FAI di Olbia – Tempio Pausania

L'itinerario ci porterà a scoprire il centro storico di Tempio Pausania, noto per la sua architettura settecentesca e le piazze pavimentate in granito. Il Palazzo Sanguineti è un importante simbolo della famiglia genovese dei Sanguineti, noti commercianti marittimi che esportavano prodotti agricoli, sughero e tannino, facendo spesso tappa in Sardegna durante i loro viaggi. La costruzione del palazzo iniziò nel 1902 e si concluse nel 1906, con la partecipazione di illustri artisti: lo scultore Villa, il giovane Giovanni Maria Balata e il pittore milanese Antonio Dovera, che realizzò gli affreschi delle volte. La facciata del Palazzo Sanguineti è suddivisa in tre livelli, con un attico sovrastante. Il portone d'ingresso, realizzato dai fratelli Clemente, è decorato con simboli marittimi, come àncore e stelle, richiamando Genova, mentre lo stelo avvolto da serpenti e sormontato da un elmetto alato simboleggia l'alchimia e la scienza. La visita guidata durante le Giornate FAI offre un'opportunità unica di esplorare questo eccezionale edificio normalmente non accessibile al pubblico, un simbolo della ricca storia commerciale e culturale della famiglia, che affascinerà i visitatori con un percorso che svela non solo la maestosità dell'architettura, ma anche una parte importante della storia della Gallura. L'eccezionalità di questa apertura risiede nella possibilità di accedere alle stanze private e agli ambienti storici che raccontano il passato commerciale e sociale del palazzo. Si ringraziano Il Comune di Tempio Pausania, la famiglia Quargnenti, la Mailboxes etc. di Tempio Pausania.

 

 

  • Golfo Aranci – Pozzo sacro di Milis e stazione ferroviaria

Sabato 22 e domenica 23 marzo: 10-13 | 14.30 - 18

A cura del Gruppo FAI di Olbia – Tempio Pausania

Il percorso lungo la costa granitica di Capo Figari a Golfo Aranci offre un'esperienza coinvolgente, dove natura, storia e archeologia si fondono. Il percorso di visita include il Pozzo Sacro di Milis, la stazione ferroviaria e, solo in alcune visite speciali, i forni per la produzione della calce. Golfo Aranci ha una storia che risale al Neolitico, e una importante testimonianza del popolamento in epoca nuragica è il Pozzo Sacro di Milis, un luogo di culto sul mare. Il Pozzo Sacro, scoperto nel 1937, è composto da un cortile, un vestibolo e una camera a tholos, con un bacino per la raccolta delle acque. La stazione ferroviaria, inaugurata nel 1883, è un esempio di architettura ottocentesca che conserva intatte le caratteristiche dell'epoca, con una storia che va dalla visita dei reali nel 1899 ai tragici eventi delle guerre mondiali.

In Giornata FAI, per la prima volta, il pozzo sarà accessibile nella sua interezza dopo i recenti restauri che hanno svelato dettagli inediti della sua struttura architettonica: sono previste alcune visite guidate con l'archeologa Paola Mancini e i funzionari della Soprintendenza Archeologica che illustreranno i risultati inediti del recente restauro. I forni della calce saranno oggetto di sole visite speciali guidate dall'archeologa Paola Mancini, dal biologo marino Egidio Trainito e dal  Sig. Mario Spano, autore del libro “Figari”. La proprietaria dei siti Isabella Tamponi farà da guida ai nuovi forni sinora non visitabili. Si ringraziano il Comune di Golfo Aranci, la RFI – Rete Ferroviaria Italiana, La Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro, Paola Mancini e la famiglia Tamponi.

 

 

  • Nuoro - Monastero delle Carmelitane Scalze "Mater Salvatoris"

Sabato 22 marzo: 10-13 (visite guidate) | ore 16: tavola rotonda e concerto

Domenica 23 marzo: 9.30 -13| 15.30 - 18

A cura della Delegazione FAI di Nuoro

Il convento di clausura delle Carmelitane Scalze "Mater Salvatoris" sorge sulla cima del colle di Cucullìo, sul confine sud di Nuoro, in una posizione che offre un panorama mozzafiato. Nel 1982, per un cedimento del tetto nel convento precedente, fu necessaria la scelta di una nuova sede, in un luogo di pace, separato dal centro abitato. Il progetto del nuovo convento fu affidato all'architetto Savin Couelle, e la costruzione avvenne tra 1990 e 1994, quando la comunità si trasferì nel nuovo convento. Il nuovo monastero è una sintesi di stili architettonici religiosi tipici della Sardegna, realizzata con materiali locali come pietra, tegole in cotto e legno. Il progetto di Savin Couelle ha portato alla realizzazione di un edificio che appare antico ma funzionale, in perfetta armonia con l'architettura mediterranea. Durante le Giornate FAI, i visitatori avranno l'opportunità di scoprire la suggestiva cappella del monastero, solitamente aperta solo per le funzioni religiose, e di esplorare alcune aree del convento non riservate alla clausura. Un supporto fotografico offrirà la possibilità di esplorare angoli del monastero non visibili dal piano stradale. Eventi speciali: sabato 22 pomeriggio alle 16.00 si terrà una tavola rotonda sulla storia, l'architettura e l'inserimento nel paesaggio del monastero. Interverranno l'architetta Tiziana Lorenzelli, estimatrice dell’architetto Savin Couelle, l'architetto Domenico Canu e il geometra Gonario Santoni, che ha lavorato a fianco di Couelle. Alle 17,30 le suore di clausura che vivono nel monastero canteranno i vespri, offrendo ai presenti un momento di grande suggestione. La serata si concluderà con l'esibizione della corale femminile Priamo Gallisai diretta dalla Maestra Maria Bonaria Monne e del coro Ars Nova diretto dal Maestro Roberto Pisanu. Si ringraziano: le Suore del Monastero Mater Salvatoris, il Comune di Nuoro, l'Ordine Professionale degli Architetti di Nuoro e tutti i relatori già citati.

 

 

  • Busachi – Diga “Eleonora d’Arborea”

Sabato 22 marzo mattina: dalle 10.30 alle 13.30 (solo soci FAI); sabato 22 pomeriggio: dalle 13.30 alle 18.00 (per tutti) - ultima visita ore 17

domenica 23 marzo: dalle 10.00 alle 18.00 (per tutti) - ultima visita ore 17 

A cura della Delegazione FAI Di Oristano

Un’occasione unica attende gli appassionati di ingegneria, storia e ambiente: la visita alla Diga Eleonora d'Arborea, il maestoso sbarramento sul fiume Tirso che dà origine al Lago Omodeo. La struttura è situata nella località di Cantoniera, a cinque chilometri da Busachi, nella regione geografica del Barigadu. Le sue origini risalgono al 1978 quando venne redatto il progetto e l’inaugurazione avvenne quasi vent’anni dopo, nel 1997, da parte dell’allora Presidente della Repubblica Scalfaro. Questo imponente sbarramento, tra i maggiori in calcestruzzo d'Europa, riveste un ruolo fondamentale nel piano di gestione delle acque della Sardegna. In collaborazione con l'ENAS (Ente acque per la Sardegna) è stato ideato un percorso che permetterà di conoscerla attraverso gli approfondimenti di esperti, ingegneri e tecnici dell’ente, che illustreranno il funzionamento della diga, le sue caratteristiche strutturali e l'importanza dell'invaso. Uno spazio importante sarà dedicato all'aspetto energetico ed ambientale del lago Omodeo. Sarà un’esperienza emozionante, formativa e soprattutto eccezionale, in quanto la struttura non è accessibile al pubblico. Un evento imperdibile per chi vuole conoscere da vicino uno dei simboli ingegneristici più rilevanti d'Europa. Una visita speciale è riservata ai soci FAI (sabato mattina dalle 10.30 alle 13.30): l'accesso esclusivo a una delle gallerie della diga per scoprire da vicino i segreti della sua complessa struttura architettonica. Si ringrazia ENAS per la preziosa collaborazione.

 

 

  • Cagliari - Caserma “Attilio Mereu”

Sabato 22 e domenica 23: 9 – 13 / 15 - 18

A cura della Delegazione FAI di Cagliari

La Caserma "Attilio Mereu" si trova nella parte meridionale di Cagliari, nel quartiere di San Bartolomeo. Edificata nel 1932, è stata dichiarata di interesse culturale, storico e artistico con decreto del Ministero della Cultura nel 2015. Originariamente progettata per ospitare il 13º Centro Automobilistico del Regio Esercito, ha subito diverse trasformazioni nel tempo e oggi ospita la Sezione Rifornimenti e Mantenimento dell'Esercito Italiano. La struttura riflette l'architettura industriale degli anni '30 del Novecento, ed è costituita da edifici di oggettiva valenza, come la palazzina Comando e gli uffici del SE.RI.MANT o l'edificio "ex officine": la sua caratteristica davvero importante è l’ottimo stato di conservazione dell'impianto originario del complesso.  In occasione delle Giornate FAI, la Caserma "Attilio Mereu" apre eccezionalmente le sue porte al pubblico, offrendo l'opportunità di esplorare un complesso militare solitamente non accessibile. I visitatori possono immergersi nella storia militare italiana, osservando da vicino le strutture originarie degli anni '30 e comprendendo l'evoluzione delle funzioni della caserma nel corso dei decenni. Questa apertura straordinaria permette di apprezzare sia l'importanza storica che il valore architettonico del sito, offrendo una prospettiva unica sulla presenza militare a Cagliari. Una visita speciale, solo per iscritti FAI, sarà il giro guidato dal Comandante. Si ringraziano il Comando di Stato Maggiore e il Comando logistico dell’Esercito e i referenti locali, gli alunni del Liceo Scientifico “Zappa-Pitagora” di Isili, l’Istituto comprensivo “G.Lilliu” di Cagliari, Food Pro Catering e Rosso Digitale marketing  & comunicazione.

 

 

  • Assemini (CA) - Bene FAI - Saline Conti Vecchi

Sabato 22 e domenica 23 marzo: 10 – 18 (ultima visita alle 16)

Dal 1929 nella laguna di Santa Gilla uomo e natura lavorano in perfetta sinergia: mare, sole e vento producono ogni anno montagne candide di sale nella salina più longeva della Sardegna, tuttora in attività. Una realtà industriale ecosostenibile florida, virtuosa e all'avanguardia, nata grazie alla lungimirante impresa dell'Ing. Conti Vecchi, che divenne una ‘comunità del sale' dotata di case, scuole e strutture ricreative per le famiglie di proprietari, dirigenti e operai che convivevano nel villaggio di Macchiareddu. Una vicenda che oggi, grazie al recupero degli ambienti storici ripristinati nell'aspetto originale, è diventata un affascinante racconto dedicato alla storia e al funzionamento delle Saline e al loro paesaggio dove, infine, ci si addentra a bordo di un trenino, lungo un itinerario tra vasche salanti e candide montagne di sale, immersi in un inconsueto e memorabile scenario popolato da centinaia di fenicotteri rosa.

L'apertura nelle Giornate FAI prevede la consueta visita libera degli edifici storici e il tour guidato in trenino nell'area naturalistica e nel sito produttivo del sale, prenotabili, con un contributo, fino ad esaurimento posti, al telefono o in loco. La "Passeggiata al villaggio Macchiareddu”, evento speciale per le Giornate FAI, che condurrà, attraverso un percorso pedonale di circa 2km alla scoperta della storia del villaggio Macchiareddu, è prenotabile, con un contributo minimo suggerito a partire da € 5, ONLINE, al telefono o in loco.

 

 

  • Palau (SS) - Bene FAI - Batteria Militare Talmone

Sabato 22 e domenica 23 marzo

Orario 10 – 18

Per le Giornate FAI di Primavera alla Batteria Militare Talmone sarà possibile visitare il Bene con una modalità speciale. L'avvicinamento al Bene sarà possibile con un breve trekking guidato da una GAE lungo il sentiero naturale che conduce all'ex caserma restaurata, seguirà il racconto delle principali peculiarità storiche e naturalistiche del luogo, con visita e racconto degli spazi interni, normalmente aperti al pubblico solo in periodo estivo. Alle ore 10:00   ed alle ore 17:00 sarà possibile assistere al rito dell'Alzabandiera e Ammainabandiera con i marinai della Marina Militare Italiana, eccezionalmente presenti alla caserma Talmone. Contributo minimo suggerito a partire da € 5.

 

Elenco completo dei luoghi aperti in SARDEGNA e modalità di partecipazione all’evento su:

 

https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?regione=SARDEGNA

 

 

IMPORTANTE: Si raccomanda di controllare sul sito

i giorni e gli orari di apertura prima della visita e se è necessaria la prenotazione.

Verificare sul sito anche eventuali variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse.

 

 

Le Giornate FAI di Primavera chiudono la Settimana Rai dedicata ai Beni Culturali in collaborazione con il FAI. Rai quest’anno celebra i 10 anni al fianco del FAI dal 17 al 23 marzo assieme a tutti i canali radiofonici e televisivi e attraverso RaiPlay con un racconto corale che mette al centro la bellezza e la sostenibilità del nostro patrimonio artistico e paesaggistico.

Rai è Main Media Partner del FAI per sensibilizzare tutti gli italiani alla cura e valorizzazione del nostro Paese e supporta in particolare le Giornate FAI di Primavera 2025, anche attraverso la raccolta fondi solidale autorizzata da Rai per la Sostenibilità – ESG e promossa sulle reti del Servizio pubblico.

 

Si ringrazia la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, da anni al fianco del FAI in occasione degli eventi nazionali. Nel corso delle Giornate FAI di Primavera quaranta siti storici, artistici e culturali destinatari di finanziamenti europei o rappresentativi delle politiche europee, saranno visitabili a testimonianza dell’impegno dell’Unione europea nella salvaguardia e sviluppo del patrimonio culturale italiano ed europeo. Le Giornate FAI di Primavera 2025 hanno ricevuto la Targa del Presidente della Repubblica e si svolgono con il Patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Autonoma della Sardegna, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane.

 

Si ringraziano la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, da tempo al nostro fianco con i suoi volontari e il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze armate che durante le Giornate FAI di Primavera concedono l’apertura di alcuni loro luoghi simbolo.

Un grazie sentito anche al Fondo Edifici di Culto per averci concesso l’apertura di alcune chiese di sua proprietà in virtù di un accordo di collaborazione.

Un ringraziamento per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione all’Arma dei Carabinieri per il contributo alla sicurezza dell’evento e un grazie particolare alla Croce Rossa Italiana per la partnership consolidata.

 

Le Giornate FAI di Primavera 2025 sono rese possibili grazie al prezioso contributo di importanti aziende illuminate:  

Ferrarelle Società Benefit, Partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI, da quindici anni preziosa sostenitrice dell’iniziativa e impegnata insieme alla Fondazione in importanti attività di tutela della cultura, della natura e del territorio italiani.  Sarà inoltre presente nella lista dei luoghi visitabili con il suo Parco Sorgenti di Riardo (CE) - esempio virtuoso di gestione responsabile delle risorse custodite e di valorizzazione del patrimonio agricolo-paesaggistico - e con la maison artigianale di Pontedera (PI), da oltre trent’anni polo di eccellenza nella produzione di cioccolato di alta gamma Amedei.

Fineco, tra le più importanti banche FinTech in Europa e principali reti di consulenza in Italia, ha fatto del sostegno all’ambiente e alla cultura uno dei pilastri fondamentali della propria strategia di sostenibilità. Main Sponsor delle Giornate FAI di Primavera dal 2020, la banca conferma anche quest’anno il proprio impegno nella cura del patrimonio artistico e culturale, il cui valore è un asset strategico per lo sviluppo del Paese. 

Dolce&Gabbana, la casa di moda che fin dalla sua fondazione riconosce e promuove le eccellenze artigiane italiane e le bellezze artistiche e architettoniche del territorio, per il secondo anno Partner della Fondazione. Una speciale collaborazione basata sui valori comuni di italianità, cultura, tradizione, educazione e bellezza. 

Edison, azienda energetica con oltre 140 anni di storia, impegnata per la salvaguardia dei luoghi e delle realtà di interesse culturale e sociale presenti nel nostro Paese, è da sempre vicina al FAI. In occasione delle Giornate FAI di Primavera consentirà ai visitatori di accedere allo splendido Palazzo Edison a Milano e alla Centrale Termoelettrica di Presenzano (CE) da poco inaugurata.

Grazie anche a Italo, primo operatore privato italiano sulla rete ferroviaria ad alta velocità, Mobility Partner dell’evento, che ha deciso di affiancarsi al FAI per promuovere una mobilità sostenibile, invitando i viaggiatori alla scoperta dell’Italia più bella.  

Si ringrazia, inoltre, l’Ippodromo Snai San Siro di Milano per la speciale apertura dell’impianto e il prezioso sostegno di Snaitech – proprietaria dell’impianto sportivo - che si rinnova dal 2018.

 

Il FAI ringrazia la FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta per la preziosa e duratura collaborazione, che rappresenta un passo importante volto a coniugare la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale con un modello di mobilità dolce, capace di valorizzare i territori e ridurre l’impatto ambientale.

 

Grazie di cuore alle 133 Delegazioni, 106 Gruppi FAI, 93 Gruppi FAI Giovani e 16 Gruppi FAI Ponte tra culture, e a tutti i volontari attivi in Italia. Un ringraziamento anche ai 16.000 Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati in collaborazione con i loro docenti, che hanno l’occasione di accompagnare il pubblico in visita nei luoghi aperti dal FAI nel loro territorio, sentendosi direttamente coinvolti nella vita sociale e culturale della loro comunità.

Ringraziamo infine in modo speciale i proprietari delle centinaia di luoghi aperti in aggiunta ai nostri Beni e le amministrazioni comunali che hanno accolto questa iniziativa.

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Muro della Regione Sardegna contro i pareri positivi espressi dalla Commissione Tecnica nazionale PNRR-PNIEC, nella seduta di ieri 30 dicembre, su alcuni impianti agrivoltaici. La Regione intraprenderà azioni in tutte le sedi amministrative e giurisdizionali competenti per contrastare e contestare tali decisioni. I pareri sono stati adottati nonostante la certificata incompatibilità dei progetti, sia col quadro normativo regionale, sia con i valori paesaggistici, ambientali e culturali che la legislazione regionale difende; incompatibilità ribadita dal rappresentante regionale in sede di Commissione Tecnica PNRR-PNIEC in coerenza col netto parere negativo della Regione Sardegna.
I progetti sui quali, in data odierna, si è pronunciata la Commissione Tecnica nazionale, riguardano gli impianti agrivoltaici denominati “Monte Nurra”, in agro di Sassari, e “Villasor”, i quali si collocano in aree dichiarate non idonee secondo la Legge Regionale n. 20 del 2024. Questa norma, elaborata in attuazione delle previsioni del Decreto Legislativo 199/2021 e del Decreto Pichetto Fratin del giugno 2024, disciplina un ordinato processo di transizione energetica nel rispetto dei beni paesaggistici, ambientali e culturali della Sardegna. Di conseguenza, le relative istanze devono essere considerate improcedibili.
“Non possiamo accettare che decisioni assunte da una commissione tecnica posta alle dipendenze funzionali del Ministero dell'Ambiente, ignorino deliberatamente il quadro normativo regionale e le prerogative delle autonomie locali,” ha dichiarato l’Assessora regionale dell’Ambiente, Rosanna Laconi.”
La Legge Regionale 20 del 2024 non offre neppure il pretesto di essere una legge di moratoria, come quelle strumentalmente affossate sino a poche settimane fa dal Governo nazionale, per giustificare una deregolamentazione indiscriminata delle rinnovabili. Al contrario, questa norma è stata concepita per garantire una transizione energetica sostenibile e rispettosa del territorio, per regolare l’integrazione degli impianti FER con i valori paesaggistici, ambientali e culturali della Sardegna, in piena coerenza con il Decreto Legislativo 199/2021 e con il Decreto Pichetto Fratin del 2024.
L’Assessora ha sottolineato che la Legge Regionale 20/2024 rappresenta un esempio di normazione avanzata, concepita per garantire uno sviluppo energetico equilibrato e coerente con i principi di tutela del patrimonio culturale e naturale. "Non si tratta di impedire la transizione energetica, bensì di assicurarne la sostenibilità e il rispetto delle peculiarità della Sardegna."
La Regione Sardegna ribadisce con forza che, sull’intero territorio regionale, non verrà mai autorizzato alcun impianto che sia in contraddizione con le previsioni della Legge Regionale 20 del 2024 o con il quadro normativo regionale. La volontà è quella di difendere le prerogative istituzionali e legislative, nonché i diritti dei cittadini sardi, intraprendendo ogni azione necessaria in tutte le sedi giurisdizionali competenti.
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I disegni sulle pareti sono la prima traccia che l’essere umano ha lasciato nella storia. E’ proprio dall’incontro tra nuraghi e murales, tra arte primitiva e contemporanea che nasce Muraghes: il parco dell’arte nuragica e muraria, un'infrastruttura fisica e digitale che punta a intrecciare l'enorme patrimonio archeologico della Sardegna centrale con un’offerta innovativa, internazionale e artistica. 


Il 28 dicembre è prevista la presentazione pubblica del progetto a Macomer alla presenza dei rappresentanti della Regione Sardegna, i Comuni dell'Unione del Marghine, esperti di archeologia e turismo e artisti coinvolti negli anni da Muraghes, tra cui Moses Concas che ha preso parte alla produzione di una traccia e di un videoclip di scoperta turistica del Centro Sardegna, in collaborazione con l’APS ProPositivo, promotrice del progetto, e grazie alla mappatura sonora del territorio realizzata da Arrogalla. 


Muraghes da spazio non solo ai monumenti e alle opere dunque ma anche ai suoni e alle opere immateriali o estemporanee che grazie al digitale possono permanere in rete ed essere accessibili nei diversi luoghi in cui sono avvenute, per essere rivissute o scoperte.


La presentazione si svolgerà dalle ore 17, non a caso negli spazi riqualificati dell’ex-ALAS che rappresentano la storia del Marghine e di Macomer. Dal 27 al 29 dicembre sarà anche possibile assistere alla mostra fotografica su Murales e Nuraghes del Marghine realizzata da Giuseppe Sedda (dalla quale è stato anche estratto un calendario del 2025), o prenotare il tour di scoperta turistica con l’esperto Gabriele Nicelli. 


“L’idea progettuale nasce nel 2016, grazie al Festival della Resilienza e al suo contest internazionale di street art” dichiara Gian Luca Atzori, Presidente dell’APS ProPositivo, “un evento che ha raggiunto 30 paesi nel mondo, attratto oltre 70 artisti e realizzato più di 50 murales in 7 comuni. Da qui prende vita la piattaforma per orientarsi sul territorio attraverso una mappa geolocalizzata accessibile tramite codice QR che ha messo insieme centinaia di siti archeologici, edifici storici, luoghi naturalistici, opere artistiche e attività ricettive, producendo dei contenuti di alta qualità descrittiva, fotografica e multimediale in collaborazione con diversi esperti”.


A differenza delle classiche mappe, Muraghes crea un'offerta e cresce migliorando l’attrattività territoriale, stimolando il turismo “esperienziale” dei visitatori e quello “competente” degli artisti (di livello sempre maggiore), lavorando su un'estetica glocale per valorizzare e far scoprire il patrimonio storico, culturale, ambientale ed enogastronomico.” 


“Il progetto ha richiesto tre anni di lavoro per mappare e digitalizzare oltre 300 punti di interesse”  aggiunge Matteo Sechi, segretario dell’APS ProPositivo e project manager dell’iniziativa, “il tutto è stato possibile grazie ad un gruppo di persone sempre più motivato e al sostegno di importanti partner, ora però è necessario che il progetto sia sostenuto dalle comunità del Centro Sardegna, che si generi maggiore consapevolezza per permettere all’iniziativa di crescere e di espandersi nei territori limitrofi”.


L’iniziativa è supportata dall’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna, dall’Unione dei Comuni del Marghine, dal Comune di Macomer e dalla Fondazione di Sardegna, con la collaborazione della Coop Esedra, del Forum Giovani Macomer, il Centro Servizi Culturali Macomer e Borghi Italiani. 

 
 
 
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Mercoledì, 25 Settembre 2024 15:17

Presentata la ventiduesima edizione di Marina Cafè Noir

Tre giornate di grande letteratura sulla terrazza più bella della città di Cagliari. Da giovedì 10 a sabato 12 ottobre torna il Marina Cafè Noir, il primo e più longevo tra i festival letterari della Sardegna. A fare da quinta a questa ventiduesima edizione sarà il Bastione di Saint Remy, ultima appendice del quartiere medievale di Castello con vista sul golfo, ponte nel Mediterraneo.  

Protagonisti del Festival saranno come sempre le firme più autorevoli della narrativa italiana, gli autori internazionali più interessanti da scoprire, le grandi voci della canzone d’autore e dell’editoria indipendente. Tra gli ospiti di questa edizione, con molte anteprime nazionali e regionali, Dario Ferrari, Carlotta Vagnoli, Wu Ming 4, Valentina Mira, Saba Anglana, Maurizio Carucci; e ancora Somdeep Sen, Nana Kwame Adjei-Bregan, Juan Carlos De Martin e Yomi Adegoke.

Un cast già molto ricco al quale si aggiungono due profili popolarissimi e molto amati come quello di Alessandro Cattelan, che parlerà della sua giovane casa editrice indipendente: Accento; e di Max Gazzè, cantautore della scuola romana che da oltre trent’anni firma solo musica di qualità.  

Felicità possibili è il tema scelto dall’associazione culturale Chourmo che organizza il Festival. SpieganoGiacomo Casti, Donatella Mendolia e Francesco Scanu: «Crediamo fortemente che le felicità esistano e siano raggiungibili. Cagliari, la Sardegna, il Mediterraneo sono i (nostri) luoghi possibili dell’arte del vivere bene, del vivere felici, ma fanno parte di questo mondo, e il mondo, ahinoi, è ancora, spesso e inspiegabilmente, un focolaio di odio, ingiustizie e violenza. Incontrarsi e stare insieme nelle piazze e nelle strade della città per ascoltare storie, condividere saperi, godere dell’arte di musicisti e attori, inebriarsi di socialità e sentirsi parte di una comunità diventa allora il nostro antidoto».

 

IED Cagliari per Marina Cafè Noir. 

Il Festival collabora da quest’anno con IED Cagliari, una delle realtà creative più vivaci della Sardegna, con il coinvolgimento degli studenti dei corsi di Design, Moda e Arti visive che potranno mettere in pratica le loro competenze: la creazione di contenuti per la comunicazione, di progetti di allestimento e di comunicazione audiovisiva. «MCN – spiega il direttore di IED Cagliari Antonio Lupinu - è una realtà importante per la città: ci mette in relazione con mondi, storie e persone, ognuna con un proprio bagaglio da offrire alla nostra comunità. IED Cagliari non ha solo l’obiettivo di formare i futuri creativi e designer, ma anche quella di contribuire a valorizzare il territorio in cui diventeranno dei professionisti. Il nostro ruolo è anche quello di individuare dei percorsi da seguire, di costruire una rete di relazioni, di proporre nuovi strumenti di contaminazione e di scoperta». 

Oltre al contributo di IED Cagliari, il Festival si realizza anche grazie al supporto di Cantina Santadi, Ichnusa, Hotel Regina Margherita e Eja Tv. 

 

Accademia popolare: le anteprime dell’1, 2 e 3 ottobre.

Ad anticipare la tre giorni di metà ottobre saranno gli appuntamenti dell’Accademia popolare, pensati come brevi lezioni informali condotte quest’anno da dodici donne tra docenti e ricercatrici dell’Università di Cagliari, divise su tre serate in programma l’1, 2 e 3 ottobre. Una condivisione dei saperi caratterizzata da un approccio divulgativo e aperto a tutti, accompagnato di volta in volta dalle musiche di Enrico Marongiu, Giulia Leone e Andrea Schirru. 

Gli ospiti internazionali.

Quattro straordinari incontri internazionali impreziosiscono la ventiduesima edizione del Festival. A partire dalla prima volta in Sardegna (giovedì 10 ottobre) per Juan Carlos De Martin, docente di ingegneria informatica al Politecnico di Torino e all’Università di Harvard, e autore di Contro lo smartphone (ADD editore, 2023), un saggio che indaga storia, forme e conseguenze dell’oggetto-simbolo del nostro tempo. Ad accompagnarlo in conversazione lo scrittore e docente universitario Alessio Torino. 

A seguire un importante romanzo che si muove su temi analoghi, l’esordio di Yomi Adegoke, autrice britannica con origini nigeriane, giornalista di ABC ed editorialista del Guardian che per la prima volta incontra il pubblico in Italia. Nel suo La Lista (Sem, 2024), che presto a diventerà una serie tv per HBO, si racconta il lato oscuro dei social media e il confine sempre più sfuggente tra vita online e realtà. Modera l’incontro l’editore Marco Cassini.

Appuntamento invece venerdì 11 ottobre con Somdeep Sen, studioso e professore della Roskilde University in Danimarca, autore di Decolonizzare la Palestina (Meltemi, 2024). Intervistato dallo scrittore e antropologo Andrea Staid, Somdeep Sen presenta un lavoro che getta nuova luce su tutti i movimenti di emancipazione dal colonialismo di insediamento. 

Un’altra prima volta, infine, sabato 12 ottobre, sarà quella di Nana Kwame Adjei-Bregan, che torna in Italia dopo l’esordio romano di Più libri più liberi, per parlare di Catene di gloria (SUR, 2023). Newyorkese di origini ganesi, lo scrittore è stato segnalato nel 2018 tra i migliori esordienti statunitensi sotto i 35 anni. Al MCN, in compagnia della storica Eva Garau, presenta uno scatenato romanzo d’azione che denuncia le bassezze dell’industria carceraria e dell’entertainment.

 Le autrici e gli autori italiani.

L’apertura del Festival è affidata, giovedì 10 ottobre, al primo romanzo di Carlotta Vagnoli, autrice, performer e attivista che per Einaudi firma Animali notturni, ritratto acido e feroce delle notti milanesi sul finire degli anni Zero. Conduce l’incontro Federica Antonacci, operatrice culturale e anima della Scuola del Libro di Roma.

Tra storia e leggenda si muove invece il nuovo libro di Wu Ming 4, che in conversazione con lo scrittore e consulente editoriale Tommaso De Lorenzis, presenta il suo La vera storia della Banda Hood (Bompiani, 2024) uno dei libri più sorprendenti dell’ultimo anno, che immagina l’origine della leggenda di Robin Hood. 

Protagonista dell’apertura di venerdì 11 ottobre sarà Valentina Mira, che in Dalla stessa parte mi troverai(Sem, 2024) fa luce su uno degli angoli più controversi della storia italiana - il duplice omicidio di Acca Larentia - demolendo retoriche, alibi e miti delle destre estreme. Ad accompagnarla Alberto Ibba, editor e consulente editoriale.

Riflettori puntati poi sulla cantante, attrice e scrittrice italo-somala Saba Anglana, che per Sellerio ha pubblicato un memoir pieno di dolcezza e ironia, a tratti picaresco, dal titolo La signora meraviglia. Sul palco con lei la docente universitaria ed esperta di Storia dell’Italia coloniale Valeria Deplano.

A seguire grande curiosità per l’esordio in narrativa di Maurizio Carucci, storico frontman degli Ex-Otago, in libreria per Harper Collins con Non esiste un posto al mondo, un libro di cammino e di sosta, una storia capace di metterci in contatto con la parte più smarrita del nostro Paese e della nostra anima. Per Carucci, dopo l’esordio nella sua Genova, si tratta dell’anteprima nazionale del tour. Modera l’incontro la giornalista di Videolina Mariangela Lampis. 

Una riflessione sul mondo editoriale inaugura invece gli appuntamenti di sabato 12 ottobre, con il racconto di una realtà giovane e dalla grande vivacità come Accento, casa editrice fondata dal conduttore radio e tv Alessandro Cattelan. In compagnia del libraio, editore e operatore culturale Gianmario Pilo, Cattelan – prima volta in Sardegna - illustrerà il suo progetto indipendente attento soprattutto al lancio di autrici e autori esordienti. 

Chiusura affidata a uno dei libri più apprezzati, venduti, premiati e letti degli ultimi anni: La ricreazione è finita (Sellerio, 2023), una satira feroce, divertente e drammatica del mondo universitario firmata da Dario Ferrari, che per la prima volta incontra il pubblico isolano. Modera l’incontro Michele Rossi, editor e consulente editoriale. 

La musica.

Un’altra maniera di raccontare storie, sempre centrale in tutte le edizioni del MCN, è senza dubbio la musica. Tra ritmi in levare, progetti sorprendenti e sottile ironia, un trittico di appuntamenti in chiusura di ciascuna serata. 

Si parte giovedì 10 ottobre con i Dance Craze, per un concerto tutto ballare sui ritmi di Specials, Madness, Casino Royale, Statuto, il meglio dello ska italiano e internazionale di tutti tempi, per una band dalla grande energia composta da otto elementi. 

Spicca, venerdì 11 ottobre, il nome di uno dei più importanti autori di canzoni degli ultimi trent’anni, Max Gazzè, che si esibirà in concerto in compagnia di Ilaria Porceddu, voce e pianoforte, e Emanuele Contis ai fiati. 

Sipario, sabato 12 ottobre, affidato al grande sassofonista nuorese Gavino Murgia, che presenta un progetto originale e inedito per un concerto che inviti alla festa, alle danze, a declinare cioè quel senso di felicità possibili su cui il Festival vuole riflettere. 

Ma la musica farà da cornice anche in apertura di giornata, con le esibizioni firmate nell’ordine da Francesca Corrias, straordinaria cantante jazz ascoltata e apprezzata in tutta Italia; Valucre, giovanissima cantautrice sarda classe 2000, con il suo originale pop alternativo fatto di elettronica e strumenti a corde; e Marta Loddo progetto d'improvvisazione che si muove tra il rock e il pop ma senza limiti di genere, pensato per voce e loop station.

L’omaggio a Nicolo Pomata e la Fiesta Final.

Le storie, spesso, si raccontano attorno a una tavola imbandita, con il cibo che da sempre, nella nostra cultura, rappresenta uno straordinario momento di comunità. Sabato 12 ottobre è in programma un omaggio a un grande cuoco della nostra terra, mancato pochi mesi fa: Nicolo Pomata, storico ristoratore carlofortino. A ricordarlo saranno il figlio Luigi, a sua volta stimato ristoratore e chef, insieme a Massimo Podda, direttore commerciale di Cantina Santadi. Modera la giornalista Valentina Caruso, che da anni a Carloforte presenta le serate del Girotonno. 

Alle 23 chiusura in grande stile con uno dei classici del MCN, la cucinata popolare della Fiesta Final, performance di teatro-cucina a cura di Kenz’e Domu Entertainment, con la partecipazione straordinaria di Luigi Pomata e la sua brigata. Al pubblico del festival – cui si raccomanda di arrivare munito di piatti e stoviglie - sarà offerto un assaggio della pietanza cucinata per l’occasione. 

Letterature applicate.

Le storie fuori dai libri, sul palco, che prendono vita tramite musica e parole, dipanando il concetto di “letterature applicate” che è l’altra colonna portante del MCN. Ogni sera un reading tratto da uno dei libri in cartellone, a partire da giovedì 10 ottobre con La vera storia della Banda Hood, tratto Wu Ming 4, con Tiziana Martucci, Fabrizio Lai, Angus Bit e Simone Soro. 

Si prosegue venerdì 11 con Non esiste un posto al mondo, tratto da Maurizio Carucci, con Francesco Bonomo, Emanuele Contis e Ilaria Porceddu. 

E si chiude sabato 12 con Molti modi per sbagliare, tratto da Dario Ferrari, con Daniel Dwerryhouse, Gianmarco Diana, Samuele Dessì, Frank Stara e Francesca Corrias. 

Gli omaggi.

La dimensione performativa del festival si completa poi con una serie di omaggi, brevi tributi ai grandi della letteratura. Cristina Maccioni darà voce a Città di vetro, omaggio a Paul Auster; Francesca Saba a Franz Kafka con Quando la paura non mi lascia dormire; e Simeone Latini a Joseph Conrad con Cuori e Tenebre. 

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La magia dell’Estate di Mont’e Prama si accende con dieci serate di altissimo profilo. Dal 12 al 22 luglio, danza, concerti e teatro animeranno il cartellone di iniziative culturali promosso dalla Fondazione Mont’e Prama per celebrare il cinquantesimo anniversario dal ritrovamento del rinomato complesso statuario. Dopo il Festival Internazionale dell’Archeologia, il Sardegna Archeofilm Festival e il Festival Letterario dell’Archeologia, che hanno richiamato nel Sinis centinaia di visitatori per sedici serate, il rinnovato Teatro all’aperto di Tharros si prepara a richiamare il pubblico delle grandi occasioni per un viaggio all’insegna della bellezza, declinato su differenti forme d’arte.

 

A cominciare da oggi, venerdì 12 luglio, con l’étoile della Scala di Milano, in scena con lo spettacolo Roberto Bolle and Friends, che coinvolge alcune delle principali icone internazionali della danza, per un gala attraverso stili e scuole differenti capace di mescolare sullo stesso palcoscenico molteplici emozioni: il divertimento e il dramma, l’ironia e l’eleganza, l’innovazione e la tradizione.

 

Il 12 e il 13 luglio, il progetto Dancing histor(y)es: binding communities and heritage through dance, che intende valorizzare i siti archeologici europei attraverso la danza contemporanea, propone una performance in vari spazi del sito archeologico di Tharros con la partecipazione di compagnie internazionali e locali, tra cui Il Dance (Svezia), Polish Dance Theatre (Polonia), ASMED Balletto di Sardegna (Cagliari), Gruppo E-motion (L’Aquila) e Danza Estemporada (Sassari).

 

Il 16 luglio, il Coro del Teatro Lirico di Cagliari si esibirà in un concerto imperdibile, seguito il giorno successivo, 17 luglio, dallo spettacolo teatrale Il Giorno del Giudizio a cura del Teatro di Sardegna, tratto dall’omonimo romanzo di Salvatore Satta. Il 18 luglio, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, riserverà invece al pubblico un ricco repertorio di composizioni classiche e contemporanee.

 

Spazio quindi agli eventi in collaborazione con Dromos Festival. Il jazz contemporaneo sarà il protagonista del concerto in programma il 19 luglio con il quartetto composto da Chris Potter, Brad Mehldau, John Patitucci e Johnathan Blake.  Il 20 luglio sarà la volta di Hiromi’s Sonicwonder, con la talentuosa pianista giapponese Hiromi Uehara, che presenterà il suo nuovo album. A chiudere la straordinaria stagione di appuntamenti, il 21 e 22 luglio, sarà Fiorella Mannoia con lo spettacolo Fiorella Sinfonica - Live con orchestra. La celebre cantante romana celebrerà il suo settantesimo compleanno con due serate speciali (già sold out), ripercorrendo i grandi successi della sua carriera e presentando brani dal suo ultimo album.

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Enrico Franceschini, storico corrispondente dall’estero per il quotidiano La Repubblica e scrittore, arriva in Sardegna per un doppio appuntamento che lo vedrà presentare il suo nuovo libro La mossa giusta, in libreria dal 18 giugno per Baldini+ Castoldi.

Lunedì 1 luglio alle 19 l’autore sarà a Cagliari dove, nel giardino della Fondazione di ricerca “Giuseppe Siotto” (via Dei Genovesi 114) presenterà il suo libro in dialogo con l’operatrice culturale Giannella Delrio. L’incontro è in collaborazione con la libreria Mieleamaro.

Il giorno dopo, alle 20, Franceschini sarà invece a Sant’Antioco, in piazza De Gasperi, ospite dell’associazione Iklos dove parlerà del suo ultimo lavoro insieme al giornalista, scacchista e scrittore Luca Neri. L’evento è realizzato in collaborazione con il Comune di Sant’Antioco.

IL LIBRO. Odessa, Ucraina, 1918. Mentre infuria la guerra civile fra rossi e bianchi, sette uomini sono in piedi contro un muro, davanti al plotone di esecuzione. Un attimo prima che i soldati bolscevichi aprano il fuoco, un ufficiale nota un nome nell’elenco dei condannati a morte e chiede se per caso è il famoso giocatore di scacchi. L’uomo risponde di sì. L’ufficiale non è convinto. «Facciamo una partita», gli propone. «Se perdi significa che menti e verrai fucilato. Se vinci sei davvero il campione di scacchi e ti lasceremo andare.»

Il condannato è Ossip Bernstein, ebreo ucraino, brillante avvocato d’affari a Mosca e uno dei più forti scacchisti del mondo. La rivoluzione di Lenin lo ha espropriato di tutti i suoi averi. Quando è stato arrestato stava cercando di imbarcarsi dalla città sul Mar Nero per fuggire in Europa insieme a moglie e figli. Ma la partita a scacchi da cui ora dipende la sua vita segna l’inizio di una straordinaria avventura, che passa dalla Parigi degli anni ruggenti, viene investita dal crollo della Borsa di Wall Street, rimane travolta dalla Seconda guerra mondiale e dall’Olocausto, per concludersi durante la guerra fredda, quando Stati Uniti e Unione Sovietica si ritrovano avversari in una sfida che potrebbe scatenare un conflitto a colpi di armi nucleari: e anche in quel caso l’esito dipende da una scacchiera, su cui è necessario fare la mossa giusta.

Ispirato da un personaggio realmente esistito, un thriller sulla fuga senza fine di un ebreo errante attraverso il Novecento. E sul più crudele dei giochi: gli scacchi.

ENRICO FRANCESCHINI (Bologna, 1956), è stato corrispondente del quotidiano «la Repubblica» da New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e Londra. Tra i suoi numerosi libri di narrativa e saggistica, la trilogia di romanzi noir Bassa marea, Ferragosto e Un’estate a Borgomarina.

Per Baldini+Castoldi ha pubblicato La fine dell’impero, ultimo viaggio in Urss (2021) e Come girare il mondo gratis, un giornalista con la valigia (2023).

INFORMAZIONI: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’evento è organizzato con il sostegno di: Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Autonoma della Sardegna, Servizio Cultura del Comune di Cagliari e Fondazione di Sardegna.

In collaborazione con l’associazione Iklos e il Comune di Sant’Antioco e libreria Mieleamaro.

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«I Giganti di Mont’e Prama e Caravaggio hanno in comune la maestà dell’uomo nel contrasto con il male, che i giganti vincono e che in Caravaggio prevale. L’arte è una forza di contrasto, una forma di resistenza. I giganti e i poveri, i santi, i ragazzi di Caravaggio resistono. Fanno la resistenza. I primi dominano, gli uomini di Caravaggio combattono fino alla disperazione. Ma i primi vincono perché sono dei combattenti e guerrieri concepiti dagli uomini. Come una difesa. In Caravaggio gli uomini sono soli, e Dio è lontano». Così Vittorio Sgarbi, nel sesto appuntamento della terza edizione del Festival Internazionale dell’Archeologia, conquista il numeroso pubblico accorso per l’occasione nella suggestiva area archeologica del Nuraghe Losa, che ha ospitato l’evento dopo le tappe di Oristano e Cabras.

 

Introdotto dai saluti della sindaca di Abbasanta, Patrizia Carta, che ha dichiarato «Questa è una di quelle serate magiche da portare nel cuore», di Anthony Muroni, «Il nostro augurio è che in un futuro la Fondazione possa continuare a crescere e aprirsi al territorio, creando un circuito con realtà di primo piano come il Nuraghe Losa», e da Jimmy Spiga, dello staff di presidenza della Fondazione Mont’e Prama, che ha rimarcato la missione dell’istituzione di «Fare dialogare differenti forme d’arte con l’archeologia affinché la bellezza possa esprimersi in tutte le sue forme», il critico d’arte ha saputo coinvolgere i presenti per oltre due ore, in una narrazione appassionata e ricca di dettagli, facendo emergere le connessioni profonde tra la drammaticità delle opere del celebre pittore italiano e la potenza espressiva dei Giganti di Mont’e Prama. «L'arte è un dialogo senza tempo tra passato e presente», ha affermato Sgarbi. «Nei Giganti vediamo la testimonianza della grandezza umana scolpita nella pietra, una testimonianza che resiste attraverso i secoli. In Caravaggio, invece, troviamo l'umanità fragile e tormentata, ma altrettanto eterna nella sua lotta contro il buio».

La serata, presentata da Ambra Pintore, è stata impreziosita dagli intermezzi musicali con flauto e arpa di Zéphyr Duo, composto da Angelica Perra ed Eleonora Congiu.

 

La manifestazione prosegue questa sera, venerdì 28 giugno, con la prima data della stagione nel Teatro di Tharros a San Giovanni di Sinis. A partire dalle ore 21, il pubblico potrà assistere a due conferenze che si annunciano di alto livello. La prima, dal titolo "Giulio Cesare a Tharros", è un dialogo tra Attilio Mastino, già rettore dell’Università di Sassari, e Giorgio Murru, direttore scientifico del festival. La seconda conferenza, "Quale museo per il futuro? Tra etica e visioni", con l’architetto Mario Pisani e Luigi Prestinenza Puglisi, affronterà temi di grande attualità nel campo della museologia. La madrina della serata sarà ancora una volta Ambra Pintore, mentre lo spettacolo musicale è affidato a Diana Puddu.

 

Da segnalare, nel pomeriggio, a partire dalle ore 17, al Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras, il laboratorio esperienziale "Alla Scoperta della Dea Madre: viaggio alle origini dell’umanità tra arte e sacralità". L’iniziativa, curata dall’artista Stefania Spanedda, prevede una sessione di storytelling seguita da una parte pratica di manipolazione dell’argilla. Il laboratorio, della durata di due ore, è rivolto a un massimo di 50 partecipanti di tutte le età, a partire dai 9 anni.

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