Lunedì, 10 Novembre 2025 10:26

Fondazione Barumini, sistema cultura: l'expo del turismo cultura la Sardegna conferma il suo ruolo di primo nel segno del patrimonio culturale In evidenza

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L’Expo del turismo culturale in Sardegna ha confermato che a Barumini c’è un fermento speciale, quello delle idee e di un modo per raccontare il territorio, le sue identità e le persone che ogni giorno le fanno vivere. Anche l’edizione 2025, l’undicesima ricca di grandi novità ha confermato che l’idea della Fondazione Barumini Sistema Cultura è stata vincente per un appuntamento che ormai è diventato un punto di riferimento per tutto il mondo del turismo culturale in Sardegna.

MODELLO BARUMINI. Expo di Barumini sta trasformando il piccolo centro dell’isola in un laboratorio aperto di idee, relazioni e progetti e in una scena viva in cui il passato dialoga con il futuro e dove la territorialità diventa linguaggio universale. “Quello che abbiamo vissuto in questi giorni, spiega Emanuele Lilliu, presidente della Fondazione Barumini Sistema Cultura — è il risultato di un pensiero collettivo: una rete che unisce istituzioni, università, operatori e comunità locali. Expo è lo strumento che apre la nostra storia al mondo ed è qui che si costruiscono opportunità concrete per il lavoro, la ricerca e la promozione delle eccellenze locali”.

BARUMINI CROCEVIA. Parole che fanno da filo conduttore all’intera manifestazione: un invito a guardare Barumini non solo come meta, ma come crocevia di idee e competenze. La prima giornata aveva già lanciato segnali forti: la consegna del Premio Barumini – Il Betilo per la Cultura, nato proprio all’interno dell’Expo come promessa di diventare, negli anni, una tradizione stabile per chi diffonde sapere, creatività e identità territoriale; e l’inaugurazione della mostra “Restituzioni. Dal patrimonio depredato al patrimonio restituito”, frutto di una corale collaborazione tra Fondazione Barumini Sistema Cultura, Comune di Barumini, Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari, le Soprintendenze di Cagliari e Sassari, la Soprintendenza archivistica, la Direzione Regionale Musei della Sardegna, il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, i Musei Sanna e Asproni e gli Archivi di Stato di Cagliari e Sassari. Un percorso espositivo che racconta le vicende del patrimonio sottratto e restituito, ma soprattutto il valore della tutela come azione condivisa.

IL CUORE DELLA SECONDA GIORNATA. E se la prima giornata era stata una festa di riconoscimenti e restituzioni, la seconda ha allungato lo sguardo, trasformando il programma in un mosaico di approfondimenti e incontri su temi di rilievo per il settore a partire dalla conferenza “Identità? Sostantivo femminile plurale”, a cura della professoressa Maria Antonietta Mongiu, ha messo in luce la voce femminile come tessuto vivo di comunità e il rapporto a volte complesso sui rapporti di genere nel mondo di oggi. Al tavolo dei relatori anche Caterina Lilliu, membro del CdA della Fondazione, per un confronto ricco di memorie e prospettive. Il coro Tasis di Isili e le launeddas di Franco Meli hanno fatto da colonna sonora, intrecciando parole e suoni in un dialogo antico e moderno. 

DALLA CULTURA LETTERARIA ALLA AMBIENTALE. Nel cuore della giornata c’è stata la presentazione di “Lo scrigno. Storie, fatti, contesti, persone”, l’autobiografia di Luigi Lilliu — un volume che non è solo il racconto di una carriera nelle istituzioni, ma il ritratto intimo di un uomo che ha dedicato la vita al servizio pubblico. Con l’autore ha dialogato Giacomo Mameli; i saluti introduttivi sono stati affidati al Generale Adriano Siuni, consigliere nazionale ANFI per la Sardegna. Tra gli altri momenti centrali del programma, anche la conferenza “Conservare il Pianeta: i siti naturali UNESCO come modello di sostenibilità”, dedicata al confronto tra esperienze di tutela ambientale, gestione del patrimonio e valorizzazione turistica. Un dialogo tra ambiente, archeologia e cultura UNESCO per condividere modelli virtuosi di sviluppo sostenibile e strategie comuni per la salvaguardia dei beni naturali e culturali e le innovazioni anche sul fronte digitale. Protagonisti della tavola rotonda: La Fondazione Barumini, Sardegna Verso l'Unesco, Fondazione Altopiano della Giara rappresentata da Gesturi per l'occasione, Parco dell'Arcipelago de La Maddalena, Paesaggi vitivinicoli Langhe-Roero Monferrato, Ufficio Mab Tepilora, don Ignazio Serra Parroco di Barumini e Parco di Porto Conte. L’incontro è stato impreziosito da un intermezzo musicale con le voci del Concordu e Tenores Sa Madalena di Silanus e le launeddas di Franco Melis, che hanno regalato al pubblico un momento di autentica tradizione sarda.

TURISMO CULTURALE. Ma Expo non è soltanto cultura pura: è soprattutto contatto e mercato delle idee. Per tutta la giornata sono proseguiti gli incontri B2B con tour operator nazionali e stranieri — momenti strategici in cui l’offerta del territorio si misura con la domanda internazionale. Gli operatori hanno potuto toccare con mano il valore dell’esperienza Barumini: visite al Polo Museale Casa Zapata, al Centro “Giovanni Lilliu”, al monumento UNESCO di Su Nuraxi, escursioni alla Giara e incontri con i rappresentanti dei Comuni locali. Sul fronte espositivo, artigiani e produttori agroalimentari hanno trasformato gli stand in vetrine sensoriali: degustazioni, laboratori del gusto, dimostrazioni dal vivo che raccontano storie di pane, formaggi, tessuti e tecniche antiche rivisitate con occhi nuovi. 

LUNEDÌ LAUREA IN RESTAURO. Lo sguardo si volge già alla chiusura ufficiale, lunedì 10 novembre, quando l’attenzione si sposterà sul Laboratorio di Restauro per la presentazione del Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, promosso dall’Università degli Studi di Cagliari insieme alla Soprintendenza per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna. Un progetto didattico che, insieme alla collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, promette di portare tecnologie avanzate e competenze di alto livello in un centro che si candida a diventare polo di eccellenza nella diagnostica e nella conservazione.

“Expo dimostra che possiamo valorizzare le nostre radici senza rinunciare all’innovazione — continua Lilliu — il vero successo è la rete che si costruisce: tra istituzioni, comunità e mondo della formazione. Da qui possono nascere opportunità concrete per le nuove generazioni - conclude - Portare qui esperti, studenti, tour operator e visitatori è un modo per far conoscere la Sardegna più autentica, quella che custodisce la storia ma guarda avanti, con progetti concreti e una rete di comunità che continua a crescere attorno al nostro patrimonio culturale”.