A portata di App gratuita e multilingue i Giganti, il Sinis, le rovine di Tharros. Il gol di pregio mondiale del paradiso naturalistico e archeologico curato dalla Fondazione Mont'e Prama. Intanto, con 32mila biglietti staccati a luglio viene frantumato il record del 2024
Mario Frongia
Un filo verde pregiato che annoda la storia della Sardegna, la divulga mixando tradizioni e culture, ne permette l’accesso digitale. Da oggi le meraviglie archeologiche e naturali del Sinis viaggiano anche su una App tematica e gratuita. ArcheoVoce, studiata e promossa dalla Fondazione Mont’e Prama, coniuga innovazione e mette assieme passato, presente e futuro con un’immersione nei luoghi, nell’archeologia e nelle bellezze della Sardegna. Il percorso che condensa ed esalta “esperienze intuitive e interattive personalizzate in base agli interessi e alla curiosità” dei visitatori. Un esercito che cresce di giorno in giorno: nonostante il caldo torrido di inizio mese, a luglio la Fondazione ha staccato oltre 32mila biglietti. Nel 2024 sono stati 27mila. “Il numero di visitatori italiani è rimasto costante, il record si deve soprattutto ai tanti visitatori dall’estero. Alle provenienze da Regno Unito, Spagna, Francia, Germania e Olanda, si sono aggiunti molti turisti da Stati Uniti, Giappone e nazioni che rappresentano una novità come Australia e Nuova Zelanda. Questo - dice Anthonu Muroni, presidente della Fondazione - indica il successo delle nostre campagne di promozione all’estero e dei festival estivi. Attività che hanno registrato anche una buona presenza di turisti sardi”.
Innovazione e storia. I siti del Parco archeologico del Sinis, sono gestiti dalla Fondazione Mont’e Prama. Un condensato di competenze, passione e visione. Dalle meditate campagne di promozione, visibilità mediatica e marketing su scala internazionale dei Giganti, alla valorizzazione, gli studi e la ricerca confluita in un rilancio globale del territorio e dei suoi tesori. Fatti due conti, il Sinis ha innestato tempestivamente la marcia giusta e feconda. Da oggi per i visitatori dei cinque continenti si apre anche la fase digitale con ArcheoVoce. L’App digitale è scaricabile sulle piattaforme Microsoft, Apple e Android. Ma non solo. Mette a disposizione audioguide in undici lingue diverse: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese e olandese. Dall’Europa al resto del mondo con cinese, giapponese, russo e arabo. Un bel colpo se si guarda al di là del quotidiano. “La prima versione dell’app consentirà ai visitatori, in base al tempo disponibile, di scegliere una spiegazione più lunga o più sintetica. È prevista anche una versione semplificata, con un tono di voce più informale per i bambini. Nelle prossime versioni si aggiungeranno il sardo, attualmente in fase di sperimentazione, e altre lingue” ha precisato il presidente. Insomma, buone gambe per idee vincenti. Promosse dal mercato, dai vacanzieri, dalle istituzioni. “Le audioguide in undici lingue sono il frutto di un lungo lavoro e sono state realizzate partendo dalle spiegazioni di una delle guide della Fondazione. L’intelligenza artificiale? È stata usata per tradurle negli altri linguaggi. Il risultato è stato verificato e corretto con persone madrelingua”. In sostanza, nel cuore dell’Oristanese si vola leggeri. Anthony Muroni accelera: “La prima versione dell’app conterrà le audioguide per Tharros, la Chiesa di San Giovanni di Sinis, la torre spagnola e il sito archeologico di Mont’e Prama. Per il museo aspetteremo la riunione di tutte le statue, prevista per il tardo autunno e il nuovo percorso museale”.
Parte cognitiva e servizio navetta. Se l’app consentirà ai visitatori contemporaneamente di scattare foto o realizzare video durante l’ascolto dell’audioguida, da venerdì ci sono delle novità a Tharros: “Nell’area archeologica saranno installati i pannelli fisici in sei lingue, italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e sardo. È previsto anche il breil per le persone con ridotta capacità visiva” ha rimarcato il presidente della Fondazione. Audioguide e pannelli rientrano nel progetto di miglioramento dell’accessibilità dell’area archeologica di Tharros, e concernono la parte cognitiva.: “Dal prossimo anno ci sarà anche la possibilità di avere un percorso fisico molto più accessibile, con l’ingresso che sarà spostato nell’area dell’attuale cantiere alle pendici di Tharros. La visita partirà dal vecchio sito archeologico di Su Murru Mannu ed essendo il percorso particolarmente accidentato ci sarà una viabilità speciale per le persone anziane e i disabili con difficoltà motorie, che potranno visitare Tharros a bordo di macchinine elettriche simili a quelle che si utilizzano sui campi di golf” ha concluso Anthony Muroni. Il collegamento fra i vari siti? Viene garantito dal Mont’e Prama Link, servizio navetta che è oramai entrato nei cuori dai turisti che arrivano nel Sinis.

