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Fipe Confcommercio Sud Sardegna presenta a Cagliari il primo manuale nazionale antidumping contrattuale
Oltre 31.000 lavoratori in Italia hanno contratti pirata. Un esercito silenzioso, sfruttato, sottopagato e senza tutele.
È da Cagliari, con la prima presentazione nazionale del “Manuale antidumping contrattuale” che parte l’offensiva della FIPE Confcommercio contro la pratica del dumping contrattuale, ovvero l’applicazione di contratti collettivi non rappresentativi, creati ad arte per ridurre stipendi, abbattere i diritti e fare concorrenza sleale.
La prima tappa di un tour nazionale, alla quale hanno partecipato anche Cristiano Ardau, segretario regionale UilTucs, Giuseppe Atzori segretario Cisl Cagliari e Nella Milazzo, segretaria regionale della FILCAMS CGIL Sardegna, parte proprio dalla Sardegna, dove il fenomeno è ancora contenuto, ma merita attenzione. Sull’isola si contano circa un centinaio di contratti pirata, a fronte di oltre 13mila lavoratori regolarmente inquadrati.
Il Manuale sul dumping contrattuale nei pubblici esercizi, redatto da Fipe Confcommercio in collaborazione con Adapt e con il supporto dell’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo, è scaricabile gratuitamente al link: https://www.fipe.it/
Secondo i dati illustrati oggi, in via Santa Gilla 6, nel 2022 erano 5.000 i lavoratori inquadrati con contratti non rappresentativi. Oggi, sono 31.000. Un’escalation preoccupante che coinvolge 41 contratti collettivi non sottoscritti da organizzazioni sindacali rappresentative, spesso utilizzati per comprimere i costi del lavoro in modo sleale.
“I contratti pirata – ha spiegato Andrea Chiriatti, referente nazionale Lavoro per Fipe – sono pratiche sleali e illegali. Espongono le imprese a gravi sanzioni, creano dumping salariale e concorrenza scorretta. Serve consapevolezza: molti imprenditori li applicano senza sapere che si tratta di una pratica sanzionabile”.
Il contratto collettivo nazionale firmato da FIPE e dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil resta il riferimento di settore, ed è applicato da oltre il 92,5% delle imprese. Ma il fenomeno del dumping contrattuale “non risparmia nessuno, né piccole né grandi aziende – ha precisato Chiriatti –. Per questo il Manuale rappresenta uno strumento concreto a disposizione sia delle imprese che dei lavoratori”.
“Quella di oggi è una prima tappa nazionale importante per accendere i riflettori su un fenomeno che svilisce il settore della ristorazione e i diritti dei lavoratori”, ha dichiarato Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna.
“Con questo Manuale facciamo un passo decisivo verso una cultura della legalità contrattuale. È uno strumento di alleanza tra imprese, lavoratori e istituzioni. Non può essere tutelato chi non condivide i valori del lavoro dignitoso. Chi applica contratti regolari non deve più essere penalizzato dalla concorrenza sleale”.
Il Manuale: cos’è e a cosa serve
La seconda edizione del manuale si rivolge a imprenditori, professionisti e lavoratori del settore dei pubblici esercizi, offrendo: un quadro giuridico aggiornato, strumenti per riconoscere i contratti pirata, una simulazione comparativa su 10 profili professionali che mostra le differenze retributive tra i contratti rappresentativi e quelli irregolari.
Il dumping contrattuale porta a stipendi più bassi, meno tutele sindacali, perdita di professionalità e qualità del servizio, distorsioni di mercato e difficoltà per chi rispetta le regole.
La presentazione del Manuale a Cagliari segna l’inizio di una campagna nazionale di sensibilizzazione e formazione promossa da FIPE. Il documento sarà diffuso anche attraverso canali digitali, eventi territoriali e attività formative per contrastare una piaga silenziosa ma in espansione.
“Non è un tema tecnico, ma culturale e civile – ha concluso Chiriatti –. Oggi più che mai serve un fronte comune per garantire lavoro regolare, tutela della dignità e competitività sana tra le imprese”.
L'assessora del Lavoro D. Manca presenta gli incentivi per la stabilizzazione: “Una misura tangibile contro il precariato"
“Consentire ai lavoratori di guardare al futuro con fiducia, di programmare tempi di vita e orizzonti familiari, ma soprattutto di poterlo fare in Sardegna e non essere più costretti a emigrare alla ricerca di opportunità occupazionali dalle prospettive più solide.
Questo è il nostro obiettivo.
Contratti a termine, lavori intermittenti ed altre forme di impiego che non garantiscono continuità e creano troppa incertezza sono una grande piaga della nostra regione, una piaga che alimenta la fuga dei giovani e meno giovani dalla nostra isola.
A partire da queste premesse abbiamo studiato una misura che consenta ai lavoratori sardi di poter finalmente pianificare il futuro nella loro terra d’origine e allo stesso tempo alle aziende di acquisire stabilmente preziose professionalità: l’Assessorato del Lavoro ha pertanto deciso di offrire degli incentivi economici ai datori di lavoro che procedano alla trasformazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, o alla trasformazione di tirocini formativi in un contratto di lavoro a tempo indeterminato”.
Così l’assessora del Lavoro Desirè Manca illustra il provvedimento promosso dal suo Assessorato, di concerto con l'assessore del Bilancio Giuseppe Meloni e approvato oggi dalla Giunta.
“Abbiamo destinato all’attuazione di questo intervento 15 milioni di euro, di cui 3 milioni per il 2025, 6 milioni per il 2026 e altri 6 milioni per il 2027”, ha spiegato l’esponente della Giunta.
Nello specifico, si prevede l’erogazione di un incentivo pari al 50% della retribuzione lorda annua per l’assunzione di un tirocinante e per la trasformazione di un contratto di lavoro a tempo determinato in tempo indeterminato di un lavoratore di età compresa tra 18 e i 35 anni. Incentivo che sale al 65% per i lavoratori di età compresa tra 35 e i 50 anni e al 70% per gli over 50”.
“La precarietà lavorativa costituisce una delle principali criticità del mercato del lavoro con impatti negativi sulla qualità della vita dei lavoratori e più in generale dell’intera società. L’adozione di specifiche misure di politiche attive del lavoro orientate alla stabilizzazione occupazionale è un altro passo verso una società più giusta. Un altro passo in una nuova direzione per la Sardegna”.
Vertenza Calzedonia e Intimissimi: soluzioni trovate, le dipendenti riassunte
Una buona notizia per le lavoratrici e per l’economia locale: la vertenza che aveva coinvolto le dipendenti dei punti vendita Calzedonia e Intimissimi si è conclusa positivamente con la riassunzione delle lavoratrici coinvolte. Dopo due mesi di chiusura e il contestuale licenziamento di 12 dipendenti, i due punti vendita del Centro Commerciale Le Vele riapriranno al pubblico.
A darne notizia è Cristiano Ardau, segretario regionale della UilTucs e figura di riferimento nella gestione della trattativa, che esprime soddisfazione per il risultato raggiunto: “Abbiamo ottenuto una soluzione concreta e positiva. La tutela delle lavoratrici era la nostra priorità e siamo riusciti a garantire loro la continuità occupazionale senza penalizzazioni. È un esito importante sia dal punto di vista umano che per la salvaguardia dei livelli occupazionali nel territorio. I negozi saranno gestiti direttamente dal marchio, che provvederà al reintegro di tutto il personale”.
La vertenza, approdata sul tavolo dell’assessorato del Lavoro era nata in seguito a una riorganizzazione interna che aveva messo a rischio 12 posti di lavoro. Grazie al dialogo
costante tra le parti e all’intervento delle rappresentanze sindacali, si è potuto raggiungere un accordo soddisfacente che ha permesso la riassunzione del personale nei punti
vendita.
“Il caso Calzedonia-Intimissimi dimostra che quando c’è volontà di confronto e responsabilità da parte di tutti – continua Ardau – è possibile trovare soluzioni condivise
che mettono al centro le persone e il rispetto dei diritti dei lavoratori. L’esito positivo della vertenza rappresenta anche un segnale di attenzione alle dinamiche occupazionali nel settore del commercio, in un momento storico particolarmente complesso per il lavoro e per la stabilità del comparto retail”.
Inaugurato il centro per l'impiego di Samugheo. L'assessora Manca Desirè Manca: “La lotta allo spopolamento passa dalla creazione di servizi e opportunità occupazionali"
“In un momento in cui la politica nazionale procede costantemente al taglio dei servizi alla persona e dei finanziamenti alle Regioni per sostenere gli Enti locali, le amministrazioni regionali si trovano in grande difficoltà. Siamo costretti a muoverci in un contesto per niente facile ma continuiamo a lavorare con un obiettivo: creare tutte quelle condizioni e mettere in atto tutte le azioni più utili ad evitare lo spopolamento delle zone interne, e non solo interne, della Sardegna.
Non si può pensare che la lotta allo spopolamento passi solo attraverso il riconoscimento di un sostegno economico una tantum, ma piuttosto sono convinta che siano necessarie azioni concrete, come la creazione di opportunità occupazionali e di servizi, oltre alla valorizzazione delle tradizioni e della cultura di ciascun territorio, come abbiamo intenzione di fare a Samugheo”.
Queste le parole dell’assessora del Lavoro Desirè Manca che questa mattina, assieme al Presidente della III Commissione permanente del Consiglio Regionale, Alessandro Solinas, e al Direttore generale dell’Agenzia Sarda per le Politiche del Lavoro, Luca Mereu, ha inaugurato un Centro per l’impiego a Samugheo.
“Perché tra le tante cittadine sarde abbiamo deciso di aprire un CPI proprio a Samugheo? Perché la volontà di questa Giunta – ha ricordato l’assessora del Lavoro – è sempre stata quella di restituire centralità a quei territori che nel tempo l’hanno persa, come questo paese di 2.600 abitanti, che ne ha perso 500 durante l’ultima amministrazione. Un trend che dobbiamo invertire non solo offrendo nuove opportunità di lavoro e creando nuovi servizi ma anche salvaguardando l’attività predominante.
In quest’ottica, gli Uffici del mio Assessorato stanno già vagliando la possibilità di poter sostenere dei progetti pilota di formazione, sostenuti dalla Regione Sardegna, finalizzati alla valorizzazione delle attività predominanti e all’innalzamento dei livelli occupazionali.
Gli sforzi che questa Giunta, con coraggio, sta compiendo sono tantissimi, alcuni richiedono tempo e tanti fondi, ma le ricadute saranno positive e importanti.
Questo piccolo passo, l’apertura di un centro per l’impiego a Samugheo, dà inoltre ai cittadini la possibilità di sentirsi vicini alle istituzioni, e credo – ha concluso l’esponente della Giunta – sia il primo di un percorso che ci porterà ad andare avanti con azioni molto più coraggiose”.
Bonus assunzionali da record, l'assessora del Lavoro Desirè Manca: “Per la prima volta le stabilizzazioni battono il precariato"
“Numeri da record per la Regione Sardegna. Per la prima volta nella storia della nostra isola, 859 lavoratori sardi sono stati assunti a tempo indeterminato grazie a una misura promossa dall’assessorato del Lavoro. Un dato che ci rende orgogliosi di aver studiato e messo in campo i bonus assunzionali, varati un anno fa dalla Giunta e che hanno interessato 1.075 lavoratori. Nel dettaglio: 679 disoccupati hanno potuto firmare un contratto a tempo indeterminato e altri 180 hanno avuto la trasformazione del contratto da tempo determinato a indeterminato. A conti fatti, su 1.075 lavoratori complessivi, l’80 per cento ha avuto accesso a un contratto solido e di lungo periodo. Le assunzioni a tempo indeterminato hanno quindi superato di gran lunga quelle a tempo determinato. Abbiamo lavorato a questa misura confidando nella sua bontà ma i dati che analizziamo oggi ci hanno stupito e inorgoglito ancor di più”.
Così l’assessora del Lavoro Desirè Manca illustra i dati dei bonus assunzionali o di stabilizzazione per i quali la Giunta Todde ha approvato uno stanziamento di 40 milioni di euro.
“Questi dati ci incoraggiano e ci indicano la strada perché ci fanno capire che tante aziende virtuose hanno accettato la sfida e deciso di assumere i lavoratori con maggiori difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro, in particolare gli over 50, ma anche tutti coloro che avevano un reddito molto basso, al di sotto dei 15mila euro all’anno. Consapevoli del fatto che sarebbe stata una sfida, trattandosi di una misura nuova per la Regione, siamo andati fino in fondo, senza timore, confidando in questa azione che abbiamo ritenuto capace di incidere sulle povertà e in particolare sulle nuove povertà: 859 contratti a tempo indeterminato in un anno credo sia un ottimo risultato”.
Sulcis-Iglesiente, via libera alla riorganizzazione dei servizi in vista dei lavori ferroviari, Manca: "Un investimento fondamentale"
Dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2026, la linea ferroviaria Decimomannu–Iglesias/Carbonia sarà interessata da importanti interventi di ammodernamento che porteranno al raddoppio del binario nel tratto tra Uta e Siliqua, all'elettrificazione della linea ed all'implementazione del sistema di controllo ERTMS.
Per garantire la continuità dei servizi di trasporto durante l’interruzione, la Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessora dei Trasporti Barbara Manca, una riprogrammazione complessiva dei collegamenti nel territorio del Sulcis-Iglesiente.
“Si tratta di lavori strategici attesi da anni, che rappresentano un passo concreto nella direzione del superamento del deficit infrastrutturale cronico della Sardegna – spiega l’assessora Manca –. Sappiamo che la sospensione temporanea del servizio ferroviario potrà creare disagi, ma abbiamo costruito una soluzione di sistema che garantisca ai cittadini continuità, efficienza e accessibilità, assicurando altresì la spendita razionale delle risorse”.
Durante il periodo dei lavori, i collegamenti tra il Sulcis-Iglesiente e l’area metropolitana di Cagliari saranno garantiti da un sistema integrato bus-treno:
- Servizi su gomma gestiti da ARST collegheranno Iglesias e Carbonia alla stazione ferroviaria di Decimomannu, con fermate intermedie a Villamassargia e Siliqua.
- Da Decimomannu, i viaggiatori potranno proseguire verso Cagliari o altre destinazioni con i treni metropolitani Trenitalia.
- Un servizio dedicato su gomma collegherà Decimomannu a Uta e Villaspeciosa.
È prevista inoltre l’intensificazione dei collegamenti ferroviari nelle tratte Oristano–Cagliari, San Gavino–Cagliari e Decimomannu–Cagliari, con frequenze potenziate fino a un treno ogni mezz’ora, e fino a tre treni all’ora negli orari di punta. Inoltre, sulla tratta Decimomannu–Cagliari, 35 treni effettueranno la fermata anche a Santa Gilla, attualmente servita da soli 13 convogli giornalieri.
“Abbiamo voluto che i disagi non ricadessero sui cittadini anche sotto il profilo economico – sottolinea Manca –. Per questo motivo, in via eccezionale, sarà applicata ovunque la tariffa ferroviaria, più vantaggiosa rispetto a quella stradale, estendendola anche ai bus Arst attivati per sostituire la tratta ferroviaria”.
Il modello prevede un sistema tariffario unico su base ferroviaria e un meccanismo di ripartizione dei ricavi (clearing) tra Trenitalia e ARST, semplificato e già condiviso tra le aziende. I biglietti e gli abbonamenti ferroviari Trenitalia, compresi quelli acquistati prima del 1° luglio 2025, resteranno validi anche per i mezzi Arst durante tutto il periodo dei lavori.
“Questa riorganizzazione – conclude Manca – nasce da un lavoro congiunto tra Regione, ARST e Trenitalia, e rappresenta una scelta strategica: migliorare oggi per avere, domani, un sistema di trasporti moderno, efficiente e finalmente all’altezza delle esigenze del territorio”.
Tirocini Gol, l'assessore del Lavoro D. Manca: "Un'opportunità per disoccupati e aziende"
A partire da oggi, mercoledì 16 aprile, attraverso la piattaforma www.sardegnalavoro.it, è possibile attivare i tirocini promossi da Aspal e previsti dal Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori).
“I tirocini – commenta l’assessora del Lavoro Desirè Manca - sono rivolti a tutti i disoccupati maggiorenni residenti o domiciliati in Sardegna e rappresentano un’occasione importante sia per il lavoratore che per l’azienda: da un lato permettono ai disoccupati, in particolar modo ai più giovani, di fare un'esperienza nel mondo del lavoro e di acquisire competenze tecniche e trasversali; dall’altro, attraverso l’attivazione del tirocinio le aziende hanno l’opportunità di formare nuovo personale qualificato e rispondere così al bisogno sempre più crescente di figure specializzate soprattutto in alcuni ambiti in cui oggi la ricerca è molto complessa”.
Il tirocinio ha una durata di 3 mesi e prevede una indennità mensile pari a 500 euro, finanziata dal Programma Gol. Tutti gli interessati che abbiano già individuato un’azienda ospitante possono avviare la procedura telematica di attivazione del tirocinio, in alternativa è possibile rivolgersi ai Centri per l’Impiego per ricevere assistenza nella ricerca dell’abbinamento. Le attivazioni saranno consentite fino al primo ottobre 2025.
Vertenza lavoratori Porto Canale, gli assessori Cani e Manca incontrano i sindacati: “Urgente coinvolgere tutti i soggetti interessati"
L’assessore dell’Industria Emanuele Cani e l’assessora dei Trasporti Barbara Manca hanno incontrato questa mattina nella sede dell’Assessorato dell’Industria i sindacati per discutere della vertenza riguardante il Porto Canale di Cagliari.
Nel corso del tavolo, i rappresentanti sindacali hanno portato all’attenzione dei due esponenti della Giunta regionale tutte le principali criticità inerenti il rilancio dell’attività di transhipment del terminal container internazionale del capoluogo, in primis l’assegnazione da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna della nuova concessione della banchina principale, in scadenza a giugno, e la necessità di un piano occupazionale adeguato nei numeri e nelle forme alla mole di lavoro e del traffico portuale.
Durante l’incontro si è parlato anche di ETS, la nuova misura varata dall'Unione Europea per contrastare le emissioni combustibili del trasporto marittimo che rischia di penalizzare pesantemente l'industria sarda. "Questa tassa colpisce la Sardegna in modo particolare. La totalità delle merci esportate al di fuori dell'Isola passa infatti per l'infrastruttura marittima, a differenza di quasi tutte le altre regioni europee. Ci sono poi moltissime isole che vengono esentate perché hanno una popolazione inferiore ai 200mila abitanti. Occorre ragionare sul lungo periodo rafforzando i servizi in continuità territoriale anche per le merci e intervenire sul breve periodo mediante l'adozione di misure in grado di tamponare la situazione presente. Assieme all'assessorato dell'Industria lavoreremo per trovare soluzioni spendibili nell'immediato", ha rimarcato l'assessora Manca.
“Fermo restando che la priorità resta la tutela dei lavoratori che in questo momento si trovano in una situazione di precarietà, il nostro obiettivo è quello di analizzare a 360 gradi tutti i temi che possano portare al rilancio di un compendio portuale importante come il Porto Canale”, ha detto l’assessore Cani. “Convocheremo a stretto giro una seconda riunione alla presenza di tutti gli soggetti interessati per provare a costruire un’idea concreta di ciò che vogliamo e possiamo realizzare, attraverso una strategia comune”, ha annunciato in conclusione dell’incontro. Cani ha anche sottolineato che “sul piano strettamente istituzionale, è importante aprire il confronto in questo momento di transizione gestionale dell’Autorità portuale affinché possiamo sottoporre al nuovo presidente una situazione più strutturata che consenta di fare subito chiarezza sulle varie questioni”.
“Il Porto Canale di Cagliari è una risorsa economica di straordinaria importanza e con un potenziale di sviluppo ancora non espresso pienamente”, ha aggiunto l'assessora Manca. “Il suo rilancio deve essere un obiettivo concreto per tutta la Sardegna in una strategia di ampio respiro che vede l'assessorato dei Trasporti impegnato nel miglioramento della situazione del trasporto merci in Sardegna".
Open Day 68, a Nuoro la prima giornata di incontri di lavoro tra le imprese del territorio
Il centro per l’impiego del capoluogo barbaricino assieme ai centri di Macomer, Siniscola e Sorgono hanno organizzato “Open day 68”, un evento sperimentale che vede protagoniste le persone iscritte alla Legge 68/99 (che comprende disabili e categorie protette) con l'obiettivo di favorire il loro inserimento lavorativo. All’iniziativa dei 4 CPI (Centri per l’impiego) dell’Aspal hanno aderito 18 aziende alla ricerca di vari profili da inserire negli organici. Sono stati fatti 187 colloqui ma saranno 300 in totale se si contano anche quelli già fissati per domani, giornata conclusiva.
“Per me era importante essere qui” ha affermato l’assessora del Lavoro Desirè Manca che accompagnata dal direttore generale dell’Aspal Luca Mereu ha voluto portare i suoi saluti: “iniziare a lavorare su un cambiamento culturale, sulla possibilità di intervenire maggiormente sulle persone più fragili, per me e per l’intera Giunta è fondamentale”.
Nuovi strumenti finanziari per favorire imprese, sviluppo sostenibile e occupazione: a disposizione oltre 200 milioni
Una rimodulazione degli strumenti finanziari per sfruttare al meglio i fondi europei di sviluppo regionale FESR 2021-2027 per favorire l’occupazione. La Giunta, su proposta dell’assessore del Bilancio, ha approvato la delibera che modifica la governance dei cicli di programmazione di spesa con una dotazione di oltre 200 milioni complessivi: 111 milioni per la competitività delle imprese e 97 milioni per per la transizione ecologica e la rigenerazione urbana.
“La rimodulazione degli strumenti finanziari già in vigore e l’introduzione di nuovi, con una disponibilità finanziaria di oltre 200 milioni di euro dai Fondi europei del FESR 2021-2027, rappresentano un passo decisivo per sostenere imprese, transizione ecologica e occupazione in Sardegna. Con questi fondi rafforziamo la competitività delle PMI, investiamo in rigenerazione urbana ed energia sostenibile, garantendo un uso efficace delle risorse europee per uno sviluppo inclusivo e duraturo”, commenta il vicepresidente Giuseppe Meloni.
In particolare, richiamando gli Obiettivi specifici (Os) individuati nel Programma Regionale Sardegna FESR 2021-2027, l’assessore del Bilancio e Programmazione Giuseppe Meloni ha proposto l’implementazione di nuovi strumenti finanziari e il rifinanziamento di quelli già esistenti.
Per il Fondo di Competitività delle Imprese e Fondo Sardinia Fintech, entrambi gestiti dalla società in house SFIRS S.p.A., con beneficiari le imprese, destinando la complessiva somma di 111 milioni, di cui euro 51,6 milioni a valere sulla dotazione finanziaria dell’Os1.3 (Rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle Pmi), suddivisa in 41,6 milioni assegnati al Fondo di Competitività delle imprese e 10 milioni assegnati al Fondo Sardinia Fintech, e 60 milioni provenienti dalle risorse restituite al Fondo FRAI (Fondo regionale per la reindustrializzazione delle aree industriali), al Fondo di Garanzia regionale e ai Fondi attivati nel precedente ciclo di Programmazione 2014- 2020.
Inoltre si è decisa l'attivazione di un Fondo per la Transizione energetica e di un Fondo per la Rigenerazione urbana, beneficiari imprese e pubbliche amministrazioni, anche attraverso la costituzione di un Fondo di partecipazione articolato in due distinte linee di finanziamento, destinando la complessiva somma di 97 milioni, di cui 57 milioni a valere sulla dotazione finanziaria degli Os 2.1, 2.2 e 2.3 (efficienza energetiche; energie rinnovabili; reti e impianti di stoccaggio intelligenti), altri 20 milioni a valere sulla dotazione finanziaria dell’Os 5.1 (sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo), e 20 milioni provenienti dalle risorse restituite al Fondo Jessica Sardegna attivato nel ciclo di Programmazione 2007-2013.
Infine, di procedere, condizionatamente all'approvazione della valutazione ex ante, all'attivazione di un Fondo dedicato alla Finanza di impatto, con beneficiari le imprese, cui destinare 13,9 milioni, di cui euro 4,9 milioni a valere sull'Os 4.1 (rafforzare l’efficacia e l’inclusività dei mercati del lavoro e l’accesso a un’occupazione di qualità) e 9 milioni a valere sull'Os 4.3 (inclusione socioeconomica delle comunità emarginate e delle famiglie a basso reddito) e di cofinanziare il Fondo Cooperative in coerenza con quanto già deliberato il 12 marzo.

