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Si è svolto negli spazi del Teatro Comunale di Sanluri, il quarto appuntamento territoriale dedicato alla presentazione del Piano Regionale dei Servizi alla Persona, il nuovo strumento strategico con cui la Regione Sardegna intende rilanciare e riorganizzare l’intero sistema dei servizi sociali e sociosanitari.

All’incontro ha preso parte una numerosa platea composta da sindaci, responsabili tecnici, operatori dei PLUS e rappresentanti della ASL, a conferma del forte interesse e della partecipazione attiva dei territori al percorso di costruzione del Piano.

Al tavolo dei relatori sono intervenuti il presidente della Provincia del Medio Campidano e sindaco di Guspini, Giuseppe De Fanti, e Stefano Ferreli, capo di Gabinetto dell’Assessorato regionale della Sanità, in rappresentanza della Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità. Il Sindaco di Sanluri, Alberto Urpi, ha anticipato l'apertura dei lavori portando i suoi saluti ai presenti

L’illustrazione del Piano è stata affidata alla Direttrice generale delle Politiche Sociali, Francesca Piras, che ha presentato i contenuti e gli obiettivi del documento, sottolineando la volontà della Regione di avviare una nuova fase di programmazione dopo oltre vent’anni di assenza di una pianificazione organica di settore.

Il Piano nasce infatti con l’obiettivo di ricostruire un sistema integrato e coerente dei servizi alla persona, capace di rispondere in modo più efficace ai bisogni delle comunità locali. Centrale, in questo processo, è il ruolo degli enti locali, ai quali si intende restituire una funzione piena e operativa nella programmazione e gestione dei servizi.

Il percorso di presentazione territoriale, giunto alla sua quarta tappa, è concepito come uno spazio aperto di confronto e ascolto, finalizzato a raccogliere contributi, osservazioni e proposte da parte degli amministratori e degli operatori. Un approccio partecipativo che punta a costruire un Piano realmente condiviso “dal basso”, valorizzando l’esperienza e la conoscenza dei territori.

L’obiettivo è quello di riconnettere in modo stabile ed efficace il lavoro della Regione con quello dei Comuni e dei PLUS, rafforzando la governance complessiva del sistema e migliorando la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Il ciclo di incontri proseguirà con la prossima tappa in programma a Nuoro, dove continuerà il confronto con i territori per arrivare alla definizione condivisa del Piano Regionale dei Servizi alla Persona.

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L’incubo della Dermatite Nodulare Bovina (LSD) torna a colpire la Sardegna, interrompendo bruscamente quella libertà di movimento che il comparto zootecnico aveva riconquistato solo pochi mesi fa. Dopo la conferma del Centro Nazionale di Riferimento di Teramo, il Ministero della Salute ha disposto un blocco totale di 15 giorni per la movimentazione di tutti i capi bovini dell'Isola.

Il nuovo focolaio è stato individuato nel territorio di Muravera, nel Sarrabus, all'interno di un allevamento di 148 capi. Il bilancio iniziale è pesante: cinque animali infetti e quattro già deceduti a causa del virus.

Per evitare che l'epidemia si diffonda con la stessa rapidità dell'estate 2025 (quando il virus comparve per la prima volta in Sardegna), le autorità sanitarie hanno attivato protocolli di massima sicurezza:

  • Abbattimento totale: L'intera mandria dell'allevamento sede del focolaio sarà abbattuta nei prossimi giorni.

  • Zona di Protezione: Istituita un'area di massima restrizione nel raggio di 25 km dal punto del contagio.

  • Zona di Controllo: Il monitoraggio e il blocco della movimentazione si estendono fino a 50 km di distanza.

La Regione ha inoltre avviato accertamenti a tappeto nelle aziende agricole limitrofe per verificare l'eventuale presenza di altri casi latenti e circoscrivere il contagio.

La Dermatite Nodulare Bovina è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce esclusivamente i bovini. Non è trasmissibile all'uomo, ma i suoi effetti sull'economia rurale sono devastanti a causa della perdita di produttività e delle rigide limitazioni al commercio.

L’Assessorato regionale della Sanità, guidato dalla necessità di un coordinamento immediato con il Ministero della Salute, ha convocato d’urgenza il Tavolo permanente sulla Dermatite Nodulare. Al tavolo tecnico partecipano tutti i soggetti operativi: dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale "G. Pegreffi" ai tecnici degli Assessorati all’Agricoltura, all’Ambiente e ai Trasporti.

L'obiettivo è duplice: gestire l'emergenza sanitaria e tutelare la sostenibilità economica di un settore già provato da mesi di restrizioni tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026.

Nonostante la gravità dell'evento, l'Assessorato assicura che "la situazione è sotto controllo". Il monitoraggio costante mira a prevenire una nuova escalation del virus, garantendo che le misure di contenimento vengano applicate con rigore scientifico.

Tuttavia, per gli allevatori sardi, il blocco di 15 giorni rappresenta un nuovo, durissimo colpo. Dopo il via libera ministeriale di gennaio, che sembrava aver chiuso la stagione delle polemiche e delle limitazioni, l'intero comparto si ritrova nuovamente con i trasporti fermi e l'incertezza sul futuro delle proprie stalle.

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La Regione ha approvato il nuovo Piano regionale di indirizzi per la gestione del sovraffollamento nei Pronto Soccorso e dei flussi di ricovero, un documento strategico che introduce un approccio organico e strutturale per affrontare una criticità ormai sistemica del sistema sanitario regionale. “Con questo Piano affrontiamo in modo strutturale una delle principali criticità del nostro sistema sanitario. Il sovraffollamento nei Pronto Soccorso non si risolve con interventi emergenziali, ma con una riorganizzazione complessiva dei percorsi di cura. Stiamo costruendo una rete più integrata tra ospedale e territorio, capace di garantire risposte tempestive, appropriate e sostenibili ai bisogni di salute dei cittadini sardi”, ha dichiarato la Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde.

Il Piano nasce dalla consapevolezza che il fenomeno del sovraffollamento non riguarda solo aspetti organizzativi all’interno dei Pronto soccorso, ma rappresenta la manifestazione di squilibri lungo l’intero percorso assistenziale, dall’accesso alle cure fino alla dimissione e alla presa in carico territoriale.
Per questo motivo, viene adottato un modello integrato che agisce su tre direttrici fondamentali:

  • ingresso (input), con il rafforzamento della rete territoriale e la presa in carico precoce dei bisogni;
  • gestione interna (throughput), attraverso il governo dei posti letto, il potenziamento del bed management e l’organizzazione dei percorsi intraospedalieri;
  • uscita (output), con il miglioramento delle dimissioni e della continuità assistenziale.

La Presidente ha voluto sottolineare l’approccio innovativo al governo dei flussi nei Pronto soccorso: “Sarà unitario, continuo e integrato. Riguarderà tutto il percorso del paziente non solo all’interno del Pronto Soccorso, con regole organizzative chiare e strumenti operativi condivisi”.

Tra le principali novità introdotte dal Piano figura l’idea del Bed Management come regia centrale, in grado di supportare con strumenti informativi avanzati il governo dei posti letto e dei ricoveri urgenti. Il Bed Management dovrà inoltre coordinare in modo stringente trasferimenti, dimissioni e utilizzo della capacità ricettiva (anche tra ospedali e con il privato accreditato).
Prevista anche l’istituzione delle Unità di Crisi Aziendali per il Sovraffollamento (UCrAS), attivabili nei momenti di maggiore criticità rilevati attraverso particolari indicatori (trigger). Le UCrAS potranno adottare se del caso misure straordinarie (rinforzi di personale, rimodulazione attività, ecc.).

Fra le altre novità è prevista l’attivazione di percorsi rapidi (Fast Track) e ambulatori dedicati ai casi a bassa complessità, per ridurre gli accessi impropri; lo sviluppo delle holding polispecialistiche per i pazienti clinicamente stabili in attesa di ricovero o dimissione; il potenziamento della continuità ospedale-territorio, anche attraverso le Centrali Operative Territoriali (COT), i PASS e gli Ospedali di comunità.

Il Piano introduce inoltre un sistema di monitoraggio strutturato basato su indicatori e reportistica periodica, con l’obiettivo di garantire uniformità organizzativa, tempestività nelle decisioni e capacità di risposta anche nei periodi di maggiore pressione, come picchi influenzali o afflussi stagionali.

Particolare attenzione è dedicata alla riduzione del fenomeno del boarding – la permanenza prolungata dei pazienti in Pronto Soccorso in attesa di ricovero – e al miglioramento della fluidità dei percorsi assistenziali, elementi fondamentali per la qualità e la sicurezza delle cure.

Il provvedimento prevede ora che tutte le Aziende del Servizio sanitario regionale adottino, in coerenza con gli indirizzi regionali, specifici piani aziendali, definendo responsabilità, protocolli operativi e strumenti di monitoraggio, al fine di rendere pienamente operativo il nuovo modello organizzativo su tutto il territorio regionale.

Il Piano per la gestione del sovraffollamento fa seguito, come misura strutturale ai più recenti provvedimenti a favore del recupero di funzionalità del sistema dei Pronto Soccorso isolani: dalla ripartizione di oltre 25 milioni di euro per il triennio 2023-2025, destinati a indennità specifiche per il personale stabilmente inserito all’interno dei Pronto Soccorso, al piano per la dismissione dei medici gettonisti in Sardegna, da completare entro il mese di giugno attraverso l’ ingresso di personale strutturato nei reparti di emergenza-urgenza, per via concorsuale.

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La Giunta regionale ha approvato l’aggiornamento della programmazione degli Ospedali di comunità, nell’ambito del più ampio riassetto dell’assistenza territoriale previsto dal DM 77 e finanziato attraverso le risorse del PNRR - Missione 6 Salute.

Il provvedimento ridefinisce la distribuzione e il numero dei posti letto nelle strutture intermedie su tutto il territorio regionale, con l’obiettivo di rispondere in modo più efficace ai bisogni di una popolazione caratterizzata da un elevato indice di invecchiamento e da una crescente incidenza di patologie croniche. “Con questo provvedimento rafforziamo in modo concreto la sanità di prossimità, costruendo una rete territoriale più solida e capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini. Gli ospedali di comunità rappresentano un tassello fondamentale per garantire continuità assistenziale, ridurre i ricoveri impropri e migliorare la qualità delle cure in tutta la Sardegna”, ha dichiarato la Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde. In particolare, la nuova programmazione punta a incrementare progressivamente la dotazione di posti letto, superando i target minimi previsti a livello nazionale e arrivando fino a 0,3 posti letto ogni mille abitanti, al fine di garantire una maggiore capacità di presa in carico dei pazienti in fase post-acuta e di decongestionare gli ospedali per acuti.

Il piano aggiorna in modo puntuale la localizzazione degli ospedali di comunità su base territoriale, definendo una rete diffusa articolata per tutte le otto Aziende sanitarie locali. In particolare, l’allegato individua per ciascun territorio le sedi operative - spesso all’interno di presidi ospedalieri esistenti o strutture sanitarie riconvertite - e la relativa dotazione di posti letto, con finanziamenti prevalentemente a valere sul PNRR.

La distribuzione coinvolge capillarmente tutta l’isola:

  • nel Nord Sardegna (ASL di Sassari e Gallura) sono previste strutture a Sassari, Ozieri, Ittiri, Olbia, La Maddalena e Tempio Pausania;
  • nelle aree interne (Nuoro e Ogliastra) a Nuoro, Macomer, Sorgono e Lanusei;
  • nel Centro-Ovest (Oristano e Medio Campidano) a Ghilarza, Bosa e San Gavino;
  • nel Sud (Sulcis Iglesiente e Cagliari) a Iglesias, Cagliari, Muravera e Isili.

Il modello prevede sia il riutilizzo di strutture già esistenti - come gli ospedali Binaghi e Marino a Cagliari o il San Camillo a Sassari - sia l’attivazione o il completamento di nuove sedi, alcune delle quali ancora da finanziare, garantendo così una copertura omogenea e prossima ai cittadini anche nelle aree interne e più disagiate. Nel complesso, la programmazione definisce una rete territoriale strutturata di posti letto di assistenza intermedia distribuiti sull’intero territorio regionale, con l’obiettivo di rafforzare la presa in carico post-acuta e ridurre la pressione sugli ospedali per acuti.

Viene introdotta pertanto l’attivazione di moduli dedicati alle dimissioni (discharge room) nelle principali aziende ospedaliere, per favorire la continuità assistenziale e ridurre i tempi di permanenza nei reparti.

L’intervento si inserisce in una strategia complessiva di rafforzamento dell’assistenza territoriale, in integrazione con le Case della comunità e le Centrali Operative Territoriali, con l’obiettivo di migliorare l’appropriatezza dei percorsi di cura e alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso e sulle strutture ospedaliere.

La deliberazione sarà ora trasmessa al Consiglio regionale per l’acquisizione del parere della Commissione competente, passaggio previsto dalla normativa vigente, prima dell’approvazione definitiva del provvedimento.

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Sono cominciati i lavori di demolizione del blocco operatorio dell’ospedale oncologico “A. Businco” di Cagliari. Secondo il cronoprogramma definitivo, nei prossimi 20 giorni verranno ultimate le operazioni e la rimozione dei detriti. A seguire, serviranno ulteriori 20 giorni per il rinforzo delle fondamenta e l’impianto dei pilastri antisismici.

“Entro l’estate – spiega la presidente e assessora della Sanità ad interim, Alessandra Todde – sarà completata la riedificazione della nuova piastra con gli allestimenti interni, rispettando così i tempi del PNRR. Andiamo avanti a tappe forzate verso la riapertura dell’importante presidio sanitario”.

L’obiettivo dell’Assessorato alla Sanità è di portare a termine il progetto, insieme a tutti gli altri del PNRR che riguardano la realizzazione degli ospedali e le case di comunità della Regione, destinati ad accelerare e ottimizzare i ricoveri ospedalieri e a servire i territori disagiati caratterizzati da una cronica mancanza di medici di base e personale infermieristico, una problematica vissuta anche nel resto del Paese.

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L’Assessorato regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale ha convocato un incontro di presentazione, informazione e confronto con le associazioni del Terzo Settore impegnate nella tutela e nel sostegno delle persone affette da fibromialgia.

L’incontro, che sarà dedicato all’illustrazione delle nuove modalità amministrative relative ai criteri di riconoscimento dell’Indennità Regionale Fibromialgia (IRF), si terrà martedì 8 aprile 2026 alle 15 nella sede dell’Assessorato, in via Roma 223 a Cagliari (Sala Riunioni, IV piano).

L’iniziativa, alla quale sono invitate a partecipare tutte le associazioni del Terzo Settore che operano nei campi della cura, dell’assistenza, della presa in carico e della rappresentanza delle persone con fibromialgia, rappresenta un momento di ascolto e condivisione finalizzato a migliorare l’efficacia degli strumenti attuativi e delle misure previste in materia di sostegno economico e assistenziale.

L’amministrazione regionale sottolinea il ruolo fondamentale svolto dalle realtà associative nella tutela dei diritti e nel supporto quotidiano ai cittadini affetti da questa patologia. Per questo motivo auspica una partecipazione ampia e attiva, al fine di costruire un sistema sempre più rispondente ai bisogni delle persone e delle famiglie coinvolte.

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“Intitoliamo questo spazio a Paola Pau, una servitrice delle istituzioni che ha dedicato il proprio lavoro alle persone più fragili”, ha dichiarato oggi la presidente della Regione, Alessandra Todde, in occasione della cerimonia di intitolazione della sala anfiteatro dell’Assessorato della Sanità a Paola Pau, dirigente delle Politiche sociali della Regione Sardegna scomparsa lo scorso luglio all’età di 55 anni.

Dopo aver scoperto la targa insieme all’attuale direttore generale delle Politiche Sociali, Francesca Piras, davanti ai familiari e a una platea commossa, la presidente ha ricordato la dirigente, stimata per la sua umanità e professionalità.

“Paola Pau – ha proseguito la presidente – ha attraversato questa amministrazione con una competenza rara e una dedizione che chiunque abbia lavorato con lei riconosce senza esitazione. Ha diretto servizi che incidono sulla vita concreta delle persone – dal Terzo settore alle politiche per la famiglia, dalla lotta contro la povertà all’inclusione sociale – portando in ogni progetto un rigore professionale e una sensibilità umana che non si improvvisano. Prima ancora di entrare in Regione, Paola aveva costruito un percorso di altissimo livello, collaborando con Formez, Isfol e con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, mettendo poi a disposizione della Sardegna l’esperienza maturata”.

“Questa targa – ha concluso la presidente – e questa sala non sono solo un ricordo, ma un impegno: ci chiedono di proseguire su quella strada, con la stessa serietà e lo stesso senso delle istituzioni. Alla sua famiglia va la nostra vicinanza. Alla sua memoria affidiamo un compito: continuare a fare delle politiche sociali uno strumento che non lascia indietro nessuno”.

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La Regione Sardegna compie un nuovo passo nel rafforzamento della sanità territoriale. Con la pubblicazione sul BURAS degli incarichi vacanti per i medici del ruolo unico di assistenza primaria per l’annualità 2026, prende avvio una procedura strategica per colmare le carenze e garantire una maggiore copertura dei servizi sanitari sul territorio. Il provvedimento, adottato dalla Direzione generale della Sanità, recepisce le ricognizioni effettuate dalle Aziende sanitarie locali e individua le sedi carenti in tutti gli ambiti territoriali dell’Isola, con particolare attenzione alle aree più fragili e disagiate.

“Garantire il diritto alla salute significa arrivare ovunque, anche dove è più difficile. La carenza di medici di medicina generale nelle aree interne della Sardegna è una criticità reale, che stiamo affrontando con atti concreti. La pubblicazione degli incarichi vacanti rappresenta un passaggio fondamentale per garantire ai cittadini il diritto alla salute, soprattutto nelle comunità che oggi soffrono una carenza di medici di medicina generale”, dichiara la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde. “Stiamo intervenendo con strumenti concreti per rendere più attrattivo il sistema, favorire l’ingresso di nuovi professionisti e assicurare una presenza capillare dei servizi”.

Gli incarichi saranno assegnati secondo quanto previsto dall’Accordo collettivo nazionale del 15 gennaio 2026, utilizzando la graduatoria unica regionale vigente. È prevista una ripartizione che privilegia i medici in possesso del diploma di formazione specifica in medicina generale, garantendo al contempo l’accesso anche ai professionisti con titoli equipollenti.

Particolare rilevanza assume il sistema di incentivi per le sedi situate in zone temporaneamente disagiate per carenza di assistenza, dove alle indennità già previste si aggiungono ulteriori misure economiche, differenziate in base al livello di criticità (gravissimo, grave o moderato). L’obiettivo è rendere più attrattive le sedi periferiche e ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica, attraverso la piattaforma regionale ISON, entro 20 giorni dalla pubblicazione sul BURAS. La gestione delle procedure di assegnazione sarà curata da ARES Sardegna.

Con questo intervento, la Regione conferma il proprio impegno nel potenziamento dell’assistenza primaria, considerata asse strategico per la tenuta complessiva del sistema sanitario e per una presa in carico più efficace dei bisogni di salute della popolazione.

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Un passo concreto e decisivo verso l’attivazione della prima Terapia intensiva pediatrica in Sardegna è stato compiuto oggi con la firma di una convenzione tra l’ARNAS Brotzu e l’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, centro di eccellenza e il più grande ospedale e polo di ricerca pediatrica in Europa. L’intesa, siglata nella Capitale, segna l’avvio di una collaborazione strutturata finalizzata all’apertura dell’unità operativa a Cagliari entro la fine dell’anno. Alla firma erano presenti, per il Brotzu, il direttore generale Maurizio Marcias, il direttore sanitario Giorgio Carboni e il direttore dell’Anestesia pediatrica Alberto Lai. Per il Bambin Gesù hanno partecipato il presidente Tiziano Onesti e il direttore sanitario Massimiliano Raponi. L’accordo si propone di rafforzare insieme all’assistenza clinica, la ricerca scientifica e la formazione specialistica in ambito pediatrico e ad alta complessità.

La nuova Terapia intensiva e semi-intensiva pediatrica, la prima nell’Isola, consentirà di gestire in loco i casi più complessi, riducendo significativamente i trasferimenti fuori regione e migliorando la tempestività degli interventi, con benefici rilevanti per i piccoli pazienti e le loro famiglie.

“La realizzazione della Terapia intensiva pediatrica rappresenta un risultato strategico per il sistema sanitario regionale”, dichiara la Presidente della Regione ed assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde. “Si tratta di un obiettivo – aggiunge – che abbiamo perseguito con determinazione per garantire ai bambini e alle famiglie sarde cure adeguate senza dover affrontare viaggi complessi e spesso rischiosi verso altre regioni. Questo accordo testimonia la nostra volontà di investire su competenze, qualità e collaborazione con le migliori eccellenze nazionali”. Il Direttore Generale dell’ARNAS Brotzu ha sottolineato come l’accordo rappresenti “un passo decisivo per ampliare l’offerta assistenziale e garantire ai pazienti sardi l’accesso alle migliori competenze nazionali, mantenendo al centro la qualità e la sicurezza delle cure”. La Presidenza dell’Ospedale Bambino Gesù ha evidenziato che “la collaborazione con il Brotzu rafforza la missione dell’ospedale nel diffondere competenze pediatriche avanzate su tutto il territorio nazionale, favorendo percorsi condivisi e innovativi”.

Obiettivi principali dell’accordo sono: -Miglioramento della presa in carico dei pazienti pediatrici con patologie rare o complesse, attraverso percorsi condivisi e consulenze specialistiche integrate; -Sviluppo di programmi congiunti di ricerca clinica e traslazionale, con particolare attenzione alle malattie rare, alla cardiologia e alle discipline ad alta specializzazione -Promozione della formazione del personale sanitario, con scambi professionali, attività di aggiornamento e programmi di alta formazione rivolti a medici, infermieri e tecnici -Potenziamento dell’uso della telemedicina e delle tecnologie digitali, per garantire continuità assistenziale e ridurre la necessità di trasferimenti fuori regione.

Dal mese di aprile verranno attivati gruppi di lavoro congiunti per definire protocolli operativi, priorità cliniche e progetti di ricerca comuni. È inoltre prevista la creazione di un calendario di attività formative e di scambio professionale attraverso il quale anestesisti-rianimatori e personale infermieristico del Brotzu saranno coinvolti in percorsi di formazione specialistica nel Bambin Gesù, con periodi di addestramento sul campo per acquisire competenze avanzate nella gestione dei pazienti pediatrici critici. Parallelamente, il centro di eccellenza romano garantirà non solo il supporto formativo iniziale, ma anche un affiancamento diretto a Cagliari: un gruppo di professionisti medici e infermieristici sarà infatti presente nella fase di avvio della nuova unità, assicurando standard elevati di sicurezza e qualità assistenziale.

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 La Giunta regionale della Sardegna, su proposta dell’Assessore ad interim dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, ha approvato un’integrazione alla deliberazione n. 67/20 del 23 dicembre 2025, introducendo nuove modalità operative per la gestione delle quote sociali relative alle prestazioni sociosanitarie di riabilitazione globale. Il provvedimento rafforza e semplifica le procedure a favore delle persone non autosufficienti e non abbienti, beneficiarie di servizi in regime residenziale e semiresidenziale, migliorando il coordinamento tra strutture sanitarie, Comuni e Azienda regionale della salute (ARES).

Sono confermate le risorse già stanziate: 13,5 milioni di euro per il 2026 e 14,5 milioni per il 2027, oltre a 1 milione destinato alla chiusura dei rimborsi pregressi. Le modifiche introdotte riguardano, in particolare, tempi e modalità di comunicazione tra i soggetti coinvolti, la definizione delle quote di compartecipazione in base all’ISEE e il sistema di pagamento alle strutture accreditate. L’obiettivo è rendere più efficiente e trasparente l’intero processo, garantendo continuità assistenziale e maggiore equità nell’accesso ai servizi, con un’attenzione specifica alle fasce più fragili della popolazione.

Con questa integrazione, la Regione conferma il proprio impegno nel rafforzare l’integrazione sociosanitaria e nel migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

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