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La Giunta regionale ha approvato l’accordo tra l’Assessorato dell’Igiene e Sanità e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale che disciplina l’individuazione delle zone temporaneamente disagiate per carenza di assistenza primaria e le modalità di erogazione degli incentivi economici destinati ai professionisti che scelgono di aprire uno studio in questi territori. L’intervento dà attuazione all’articolo 10 dell’Accordo integrativo regionale per la medicina generale e prevede il riconoscimento di una indennità mensile di 2000 euro ai medici di assistenza primaria che attiveranno il proprio ambulatorio nelle aree individuate come temporaneamente carenti di assistenza.

“Con questo provvedimento facciamo un passo concreto per rafforzare la medicina territoriale e dare una risposta ai cittadini che vivono nelle aree più interne e nei piccoli comuni della Sardegna” dichiara la presidente della Regione Alessandra Todde. “L’obiettivo è rendere più semplice e più attrattiva la scelta di lavorare nelle sedi oggi carenti, rafforzando allo stesso tempo la rete territoriale della sanità”.

L’incentivo sarà riconosciuto per un periodo massimo di due anni dalla data di apertura dello studio medico. L’individuazione delle zone interessate avverrà sulla base di criteri oggettivi legati al rapporto tra popolazione assistibile e numero di medici presenti, con una classificazione del livello di carenza assistenziale (gravissima, grave, moderata o lieve).

“Attraverso questa misura stiamo introducendo una leva economica importante a beneficio dei medici, che andrà ad aggiungersi ai 1700 euro già previsti per la partecipazione alle forme organizzative della rete di salute territoriale. Ma la nostra strategia è ancora più ampia: puntiamo ora a costruire insieme agli ambiti territoriali e ai sindaci un vero e proprio pacchetto di servizi che possa affiancare l’incentivo economico. Dalla possibilità di lavorare all’interno delle Case di comunità o in spazi messi a disposizione dai Comuni, fino all’utilizzo di strumenti di finanziamento che consentano di attivare supporti amministrativi, servizi di segreteria e altre soluzioni organizzative utili per i professionisti”, spiega la Presidente.

L’accordo, sottoscritto il 25 febbraio 2026 con le organizzazioni sindacali della medicina generale, stabilisce un limite massimo di circa 100 sedi incentivabili a livello regionale. La qualificazione delle aree temporaneamente disagiate sarà aggiornata ogni anno prima della pubblicazione delle sedi carenti di assistenza primaria, così da adeguare gli interventi alle esigenze effettive del territorio.

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La Giunta, su proposta della Presidente della Regione e Assessora ad interim dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, Alessandra Todde, ha adottato due delibere per la nomina dei Direttori Generali dell’Azienda socio-sanitaria locale n. 8 di Cagliari e dell’Azienda socio-sanitaria locale n. 2 della Gallura.

Per la Asl n. 8 di Cagliari è stato designato il dottor Aldo Atzori. Per la Asl n. 2 della Gallura è stato designato il dottor Antonio Irione. Per entrambi l’incarico avrà durata triennale, con decorrenza dal 23 febbraio 2026.

Le nomine sono state formalizzate al termine di una seduta di Giunta convocata in via di urgenza dalla presidente: l’allarme per la guida vacante delle due aziende, rette dai supplenti, si era levato sia dalla minoranza di centrodestra sia dai sindacati che hanno chiesto urgentemente una governance piena degli enti.

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Buone notizie per il comparto bovino in Sardegna: con determinazione della Direzione Generale della Sanità – Servizio Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, è stata revocata la zona di restrizione istituita nel giugno 2025 per la Dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease).

“Questo risultato è frutto del lavoro coordinato tra Regione, ASL e medici veterinari, e della collaborazione del comparto zootecnico", dichiara la Presidente della Regione ed assessora della Sanità ad interim AlessandraTodde. "Continueremo a mantenere alta l’attenzione, assicurando sorveglianza e prontezza di intervento per tutelare il patrimonio zootecnico e la sicurezza sanitaria.”

“La ripresa della movimentazione dei bovini rappresenta un passaggio atteso dal comparto e legittimato dai risultati raggiunti", spiega l'assessore dell'Agricoltura Francesco Agus. "L’altissima percentuale di vaccinazioni testimonia la responsabilità degli allevatori sardi e garantisce la sicurezza dei nostri capi, anche rispetto al resto d’Italia. La Regione continuerà a fare la sua parte. Dal 2 marzo sarà possibile presentare le richieste di indennizzo per compensare i maggiori costi di produzione sostenuti a causa della mancata movimentazione imposta dal blocco sanitario”.

La revoca, spiegano gli uffici della Regione, è stata adottata a seguito del completamento delle attività di controllo sul territorio, dell’esito favorevole delle visite svolte dai medici veterinari dei Servizi delle ASL competenti e del raggiungimento di una copertura vaccinale elevata, pari al 97,8% degli stabilimenti e al 96,5% dei capi vaccinati, nell’ambito del piano di vaccinazione ufficiale obbligatoria regionale.

Il provvedimento si inserisce inoltre nel quadro delle misure europee: la Decisione di esecuzione (UE) 2026/190 del 21 gennaio 2026 ha fissato come termine ultimo di applicazione il 26 gennaio 2026 per la zona di protezione e il 12 febbraio 2026 per la zona di sorveglianza. Venute meno le condizioni che imponevano il mantenimento delle restrizioni, la Regione ha proceduto alla revoca.

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La Giunta regionale ha approvato la ripartizione delle risorse destinate all’indennità di pronto soccorso per il personale della dirigenza medica e del comparto del Servizio sanitario regionale, con un intervento economico di oltre 25 milioni di euro per il triennio 2023-2025 destinati a sostenere concretamente i reparti di emergenza-urgenza dell’Isola.

“Con questo provvedimento mettiamo in campo risorse importanti e attese da tempo, che consentono di sostenere concretamente medici, infermieri e operatori dei pronto soccorso e di dare un primo segnale forte per sbloccare una situazione di difficoltà che da tempo interessa i servizi di emergenza-urgenza della Sardegna”, dichiara la Presidente della Regione e assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde. Valorizzare chi lavora in prima linea significa rafforzare la capacità di risposta degli ospedali, rendere più attrattivi questi reparti e costruire le condizioni per migliorare l’organizzazione generale dell’assistenza ospedaliera”.

L’assegnazione riguarda risorse già previste e incrementate progressivamente dalla normativa nazionale negli anni scorsi, che la Regione ripartisce ora alle aziende sulla base del personale impiegato nei pronto soccorso. Nel dettaglio, vengono assegnati 5.840.220 euro per il 2023 (3.798.480 euro al comparto e 2.041.740 euro alla dirigenza medica), 8.914.020 euro per il 2024 (5.797.680,03 euro al comparto e 3.116.339,97 euro alla dirigenza) e 10.450.920 euro per il 2025 (6.797.280 euro al comparto e 3.653.640 euro alla dirigenza).

Le risorse vengono ripartite tra tutte le aziende del Servizio sanitario regionale in base al numero di operatori stabilmente in servizio nei pronto soccorso, con assegnazioni significative ai principali presìdi dell’emergenza come ARNAS Brotzu, AOU di Cagliari e Sassari e alle ASL dei diversi territori, secondo criteri omogenei già condivisi con le organizzazioni sindacali.

L’indennità è destinata al personale dipendente, a tempo determinato e indeterminato, effettivamente impiegato nei servizi di pronto soccorso e nei punti di primo intervento, con l’obiettivo di riconoscere le particolari condizioni di lavoro e rendere più attrattivi questi reparti strategici.

Si dà mandato alla Direzione generale della Sanità di procedere con gli adempimenti necessari per il trasferimento delle somme alle aziende sanitarie e per l’applicazione dell’indennità al personale avente diritto, rendendo operative le misure già previste dalla normativa nazionale e rafforzate con il concorso finanziario della Regione.

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Si è tenuta nella sede dell’Assessorato regionale della Sanità, la riunione del Tavolo delle Associazioni Oncologiche, istituito in attuazione del PON 2023-2027 a supporto della Rete oncologica regionale. All’incontro ha partecipato la Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, insieme ai rappresentanti delle associazioni impegnate quotidianamente al fianco dei pazienti e delle loro famiglie. Presente anche il nuovo direttore generale dell’Assessorato, Thomas Schael, che ha portato i suoi saluti alle associazioni. "L’incontro con le associazioni oncologiche è stato importante non solo per rafforzare il dialogo, ma anche per fare il punto sulle criticità segnalate nell’ultimo anno e mezzo, molte delle quali hanno attraversato fasi diverse di evoluzione", spiega la Presidente Todde. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i principali temi segnalati dalle associazioni, con l’avvio di un metodo di lavoro condiviso che prevede la raccolta strutturata delle criticità e momenti periodici di verifica e aggiornamento, in coordinamento con ASL e ARES, per monitorare lo stato di avanzamento delle azioni intraprese. “Ci siamo soffermati in particolare sui lavori al Businco, ribadendo la necessità di rispettare tempi certi e di evitare qualsiasi impatto sulla presa in carico dei pazienti e sulle attività cliniche”, sottolinea la presidente.

“Abbiamo poi affrontato il tema del funzionamento dei CAS, le strutture operative oncologiche che prendono in carico il paziente con sospetta o accertata diagnosi di tumore. Abbiamo condiviso l’esigenza che i malati oncologici vengano presi in carico direttamente dai gruppi dedicati, senza passaggi inutili nei percorsi generali. Questo non avviene ancora con continuità, spesso per carenza di informazioni, e per questo abbiamo avviato un confronto su come costruire un percorso uniforme su tutto il territorio regionale”.

“Durante i lavori è inoltre emersa la necessità di rafforzare un sistema capace di ridurre la migrazione sanitaria dei pazienti oncologici, garantendo cure adeguate in Sardegna”, ha concluso la Presidente Todde.

Il tavolo nasce con l’obiettivo di rafforzare il confronto stabile e strutturato tra istituzioni e realtà associative, riconoscendo il valore del contributo che queste ultime possono offrire nella riorganizzazione dei servizi e dei percorsi di cura. La loro presenza costante sul territorio e il contatto diretto con i malati rappresentano infatti un supporto prezioso all’attività clinica e una risorsa fondamentale per individuare criticità, bisogni emergenti e possibili soluzioni.

Il confronto odierno segna l’avvio di un percorso di collaborazione continuativa con le associazioni dei pazienti, riconosciute come interlocutori essenziali nel processo di miglioramento della rete dei servizi oncologici. L’obiettivo condiviso è quello di rafforzare l’efficacia dei percorsi assistenziali, rendendoli più omogenei e accessibili su tutto il territorio regionale, e di costruire una rete sempre più vicina ai bisogni delle persone.

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Si è svolta ieri nella sede del Municipio di Lanusei la Conferenza sociosanitaria e territoriale dell’Ogliastra, alla presenza della Presidente della Regione e assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde, del Presidente della Conferenza sociosanitaria e sindaco di Lanusei Davide Burchi, del Dg Ares Giuseppe Pintor, dei sindaci del territorio, del consigliere regionale del territorio, Salvatore Corrias, e del nuovo direttore generale della ASL Ogliastra Andrea Fabbo. Presenti anche i rappresentanti dei comuni e della Provincia, dei sindacati e delle associazioni del territorio.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto istituzionale ampio e partecipato sulle principali criticità e sulle prospettive di sviluppo del sistema sanitario ogliastrino, che sottolinea la rinnovata attenzione della Regione verso le esigenze delle comunità locali.

“La mia presenza oggi a Lanusei testimonia la volontà della Regione di essere fisicamente nei territori per ascoltare, comprendere e affrontare insieme le criticità ancora aperte. L’Ogliastra ha bisogno di risposte concrete e di una visione chiara che metta al centro le persone”, ha dichiarato la Presidente Todde.

“La vera novità emersa dalla Conferenza di oggi è il metodo”, ha proseguito la Presidente. “Vogliamo superare una sanità costruita sulle percezioni per fondarla su dati, obiettivi misurabili e risultati verificabili. Solo così possiamo capire se stiamo davvero migliorando e dare risposte concrete ai bisogni reali dei cittadini. Il nostro compito, come Regione, è garantire strumenti, risorse e monitoraggio costante, uscendo dalla discrezionalità e costruendo processi chiari e ripetibili.

“Partiamo dal territorio, che è il primo presidio di salute: medici di medicina generale, abbattimento delle liste d’attesa, presa in carico diretta dei pazienti più fragili e rafforzamento dell’emergenza-urgenza sono priorità imprescindibili. In contesti come l’Ogliastra è fondamentale costruire prima i presupposti di sicurezza e organizzazione, a partire dal potenziamento dei servizi esistenti, della ginecologia, della pediatria e della rete territoriale, per rendere sostenibili e coerenti anche scelte più complesse come la prospettiva del punto nascita”.

“L’attenzione al territorio significa lavorare sui fattori di contesto – dalla carenza di medici alla viabilità, fino al rafforzamento dell’elisoccorso – perché senza queste condizioni non può esistere una sanità equa. Vogliamo individuare priorità chiare e azioni concrete, monitorarle nel tempo e rendere visibili i risultati. Questa è la direzione: costruire una risposta solida, sicura e coerente per i cittadini, partendo dall’ascolto e dal lavoro condiviso con le comunità locali”.

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La Giunta regionale ha approvato il provvedimento di attribuzione alle aziende sanitarie regionali delle risorse destinate al finanziamento della spesa sanitaria di parte corrente per l’esercizio 2024, assicurando la piena copertura del fabbisogno del Servizio sanitario regionale e la continuità nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) su tutto il territorio della Sardegna.

“Con questo provvedimento - dichiara la Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde - garantiamo alle aziende sanitarie sarde risorse certe e adeguate ai reali bisogni del sistema. Il riparto 2024 non è solo un atto tecnico, ma una scelta concreta di governo della sanità regionale, che permette di programmare meglio i servizi, tutelare i livelli essenziali di assistenza e rafforzare l’assistenza sul territorio, così come i servizi di emergenza e gli ospedali”.

“La distribuzione delle risorse - prosegue - tiene conto non solo del numero degli abitanti, ma anche delle condizioni sociali e di salute dei diversi territori. In questo modo puntiamo a ridurre le disuguaglianze e a garantire a tutte e a tutti i cittadini sardi lo stesso diritto alle cure. È un passaggio importante per dare stabilità al Servizio sanitario regionale e sostenere il suo percorso di riorganizzazione e rafforzamento”.

Il riparto complessivo ammonta a 3 miliardi 690milioni e 548 mila euro, risorse che vengono assegnate alle ASL, alle aziende ospedaliere, ad AREUS e ad ARES sulla base dei criteri stabiliti dalla normativa nazionale e regionale e delle deliberazioni di Giunta vigenti per il triennio 2022-2024.

La Sardegna, in virtù del proprio regime di autofinanziamento, provvede integralmente alla copertura del fabbisogno sanitario regionale, quantificato a livello nazionale dalla delibera CIPESS n. 88/2024 in 3 miliardi, 463milioni e 591 mila euro. Il provvedimento approvato consente di tradurre tale fabbisogno in assegnazioni concrete alle aziende sanitarie, garantendo certezza finanziaria, programmazione e sostenibilità dei bilanci aziendali.

Il riparto è articolato in:

  • finanziamento indistinto, destinato ai tre macro-livelli di assistenza (prevenzione, distrettuale e ospedaliera);
  • risorse finalizzate e vincolate, per specifici programmi nazionali e regionali;
  • finanziamenti per funzioni, a copertura di attività essenziali non remunerabili a prestazione, come pronto soccorso, emergenza-urgenza, trapianti e funzioni svolte da ARES e AREUS;
  • risorse aggiuntive e sopravvenienze attive, finalizzate a fronteggiare maggiori costi e a rafforzare la garanzia dei LEA.

Particolare rilievo assume l’introduzione, nel riparto 2024, di correttivi basati su indicatori di mortalità e deprivazione socioeconomica, che consentono una distribuzione più equa delle risorse, rafforzando i territori maggiormente esposti a fragilità strutturali e demografiche.

Le assegnazioni sono determinate al lordo dei flussi di mobilità sanitaria, intra ed extra-regionale e internazionale, garantendo la neutralità del riparto rispetto ai comportamenti di mobilità degli assistiti. La Regione provvederà successivamente alle compensazioni finanziarie, assicurando l’equilibrio economico-finanziario delle aziende del SSR .

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Si è svolto questa mattina, in viale Trento, l’incontro tra la presidente della Regione Sardegna e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, il capo di gabinetto dell’Assessorato della Sanità, Stefano Ferreli, e il Comitato “Giù le mani dall’Ogliastra”. Durante l’incontro, durato circa un’ora, sono state affrontate le principali criticità sanitarie del territorio e le prospettive di rafforzamento dei servizi di prossimità.

“L’Ogliastra non può continuare a pagare il prezzo delle distanze e delle carenze strutturali del sistema sanitario”, ha dichiarato la presidente Todde all’inizio dell’incontro, davanti agli esponenti del Comitato Arianna Depau, Daniela Sanna, Simona Demurtas e Adriano Micheli.

I quattro rappresentanti hanno immediatamente posto al centro la principale criticità: la riapertura e il corretto funzionamento del punto nascita, chiuso da quattro anni e considerato una priorità non più rinviabile per garantire, innanzitutto, la sicurezza delle partorienti e dei nascituri, nonché un diritto fondamentale alle persone del territorio.

“Spostarsi dall’Ogliastra per raggiungere Nuoro o Cagliari costituisce un pericolo per le donne e per i bambini. Bisogna considerare le caratteristiche del territorio: in inverno spesso nevica e affrontare il viaggio verso Nuoro è rischioso, così come raggiungere Cagliari nella stagione estiva, con le strade congestionate”, ha sottolineato Daniela Sanna.

Il dibattito ha quindi posto al centro il tema della sicurezza, sul quale è intervenuta la presidente Alessandra Todde: “La sicurezza non può essere valutata esclusivamente sulla base del numero dei parti effettuati in una struttura, ma deve necessariamente tenere conto anche dell’esperienza e dell’organizzazione delle équipe sanitarie”.

In questo quadro è stata discussa la possibilità di costruire percorsi di rete e convenzioni tra presìdi, anche in raccordo con Nuoro, per garantire volumi complessivi adeguati e continuità assistenziale. Il Comitato ha inoltre proposto il coinvolgimento e una collaborazione con l’ospedale di Muravera. “Per una parte dell’utenza quel presidio risulta più vicino a Lanusei rispetto a Cagliari”, hanno evidenziato Simona Demurtas e Daniela Sanna.

Ampio spazio è stato dedicato alle carenze di personale, in particolare in ambito pediatrico, una criticità strutturalmente legata alla chiusura del punto nascita. “Abbiamo bisogno di un ulteriore specialista in pediatria con competenze diabetologiche”, hanno sottolineato gli esponenti del Comitato.

A questo proposito, la presidente Todde e il capo di gabinetto, Ferreli, hanno analizzato le diverse ipotesi per il rafforzamento degli organici, tra cui convenzioni con le Università, il coinvolgimento degli specializzandi e una migliore programmazione di concorsi e mobilità, oggi rallentati da procedure complesse e da vincoli contrattuali che penalizzano le aree periferiche.

Nel corso dell’incontro sono state affrontate anche le criticità relative alle specialistiche carenti, tra cui cardiologia, emodinamica, oculistica ed endocrinologia, con particolare riferimento alle esigenze di una popolazione anziana, spesso costretta a ricorrere al privato o a spostamenti onerosi fuori dal territorio, soprattutto per le patologie più frequenti in questa fascia di età.

Da entrambe le parti è stata ribadita la necessità di superare la frammentazione dei servizi e di puntare su una rete sanitaria regionale capace di valorizzare le competenze e garantire risposte appropriate ai bisogni reali.

Un ulteriore focus ha riguardato il sistema dell’emergenza-urgenza e l’utilizzo dell’elisoccorso. L’assessora ad interim e il capo di gabinetto hanno sottolineato come la priorità sia il pieno funzionamento delle elisuperfici ospedaliere, al fine di garantire atterraggi e decolli in sicurezza quando necessario. In questo ambito è stato confermato il lavoro in corso con AREUS, tenendo conto delle distanze reali e dei tempi di intervento nelle aree più isolate dell’Isola, come l’Ogliastra.

“Il tema della sicurezza va affrontato con serietà, guardando all’organizzazione delle équipe, alle reti cliniche e alla capacità di garantire risposte tempestive. La riapertura del punto nascita e il rafforzamento dei servizi territoriali sono obiettivi che richiedono un percorso chiaro, condiviso e con tempi certi”, ha evidenziato la presidente Todde, che ha aggiunto: “La Regione è pronta a fare la sua parte, insieme ai territori, per ricostruire fiducia e garantire equità di accesso alle cure”.

La Regione ha confermato la disponibilità a proseguire il confronto con il Comitato “Giù le mani dall’Ogliastra”, la Direzione generale e gli enti coinvolti, con l’obiettivo di definire un quadro operativo concreto e verificabile, capace di rispondere in modo strutturale alle esigenze sanitarie del territorio.

Un’apertura al dialogo accolta positivamente da Micheli, Demurtas, Sanna e Depau, che hanno sottolineato come il Comitato sia “nato per protestare in una fase in cui nessuno ascoltava le istanze del territorio, mentre oggi è aperto al dialogo e al confronto per risolvere le criticità della sanità in Ogliastra”.

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Al termine dell’odierna seduta della Sesta Commissione Sanità del Consiglio regionale, la presidente della Regione Alessandra Todde, presente in audizione in qualità di assessora ad interim, è intervenuta sui temi dell’attualità sanitaria iscritti all’ordine del giorno nei lavori dell’aula.

“Quello di oggi è stato un confronto franco, a tratti aspro, ma corretto. Ed è giusto che sia così, perché la sanità non è un terreno neutro e riguarda la vita quotidiana delle persone”, ha dichiarato la presidente Todde.

“Ho voluto chiarire il percorso che ci ha portato fino a qui, anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale, arrivata qualche giorno prima di Natale, che ha inevitabilmente inciso sulle scelte della maggioranza. Ma soprattutto ho ritenuto necessario rimettere ordine su ruoli e responsabilità. Fino a maggio 2025 la gestione era affidata ai direttori generali. I commissari sono stati in carica per sette mesi e il loro compito è stato anche quello di fotografare una situazione complessa e segnalare priorità rimaste irrisolte per troppo tempo”, ha spiegato la presidente.

“Ho ribadito che fuori da questo palazzo ci sono i cittadini sardi. Ed è a loro che dobbiamo rispondere. Non ai tecnicismi, non ai cavilli giuridici, non ai rimpalli di responsabilità. I cittadini chiedono una sanità che funzioni, che riduca le liste d’attesa, che abbia ospedali capaci di prendersi cura delle persone e una sanità territoriale finalmente rafforzata”.

“Sappiamo che il lavoro davanti a noi è lungo. Ci sono le scadenze del PNRR, ci saranno valutazioni e misurazioni puntuali. I direttori generali risponderanno degli obiettivi che verranno assegnati loro”. “Non sono interessata a mantenere un interim per principio”, ha poi chiarito la presidente.

“Sono interessata ai risultati. La responsabilità che mi sono assunta passa da una cosa sola: far funzionare la sanità pubblica sarda. Su questo terreno si misura la credibilità di chi governa. Su questo terreno non intendo arretrare”.

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Le liste d’attesa per le visite delle commissioni di invalidità civile nel Medio Campidano sono state completamente azzerate. A confermarlo è la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, nella sua qualità di assessore ad interim della Sanità.

“Lo avevamo anticipato alcune settimane fa e oggi lo confermiamo con soddisfazione: le liste d’attesa per le commissioni di invalidità civile nel Medio Campidano sono state eliminate – ha dichiarato Todde –. In questi mesi di riunioni e sopralluoghi abbiamo affrontato uno dei nodi più critici della ASL del territorio: attese interminabili per il riconoscimento dell’invalidità civile”. La situazione di partenza era particolarmente grave: circa 10.500 persone risultavano in lista d’attesa, con tempi di convocazione che si protraevano per mesi, in alcuni casi per anni. “Parliamo di una condizione con pesantissime ricadute sociali – ha sottolineato la Presidente –. Dietro ogni pratica ci sono persone fragili e famiglie lasciate sole, private di un diritto essenziale che deve essere garantito in tempi rapidi e certi”.

Il risultato raggiunto nel Medio Campidano si inserisce nel quadro più ampio delle azioni impostate dalla Giunta Todde sul tema delle liste d’attesa per l’invalidità civile, con cui l’esecutivo regionale ha definito una strategia chiara: riduzione dell’arretrato accumulato negli anni, rafforzamento del coordinamento tra Regione, Aziende sanitarie e INPS, incremento delle sedute delle commissioni mediche, riorganizzazione dei processi e monitoraggio costante dei tempi di risposta.

“Senza slogan o proclami, ci siamo rimboccati le maniche per individuare soluzioni concrete – ha aggiunto Todde –. Il risultato è frutto dell’impegno dell’Assessorato alla Sanità, della direzione generale, amministrativa e sanitaria della ASL del Medio Campidano”. La Presidente ha rivolto un ringraziamento anche ai consiglieri regionali del territorio “per la presenza costante e le segnalazioni”, e soprattutto agli operatori sanitari, “autori di un lavoro straordinario”.

L’obiettivo ora è rendere strutturale l’esperienza maturata. “Adesso sarà nostro compito estendere il metodo utilizzato nel Medio Campidano alle altre ASL della Sardegna – ha concluso la Presidente – affinché il diritto al riconoscimento dell’invalidità civile sia garantito in modo uniforme e tempestivo su tutto il territorio regionale”.

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