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Estetica e inganni: l'allarme di Confartigianato Sardegna sui corsi professionali "fake"
Tariffe esorbitanti, promesse di una carriera sfolgorante ma, alla prova dei fatti, un pugno di mosche in mano. Nel settore dell’estetica e del benessere in Sardegna si sta allargando a macchia d'olio la piaga dei corsi di formazione "ingannevoli": percorsi che si presentano come abilitanti ma che, all'atto pratico, lasciano gli studenti privi di qualsiasi titolo legale per esercitare la professione o avviare un’attività in proprio.
A lanciare l'allarme è Confartigianato Imprese Sardegna, che punta il dito contro una vera e propria trappola economica e formativa. Molti cittadini, attratti dalla prospettiva di uno sbocco occupazionale rapido, investono ingenti risparmi per poi ritrovarsi in mano un semplice attestato di partecipazione, privo di valore legale e del tutto inutile agli occhi del mercato del lavoro regolare.
Il fenomeno e le sue ripercussioni sul tessuto economico locale saranno il fulcro di un vertice organizzato da Confartigianato Imprese Nuoro-Ogliastra, in programma per la giornata di martedì. Durante il confronto, il segretario provinciale Pietro Mazzette, affiancato da diversi imprenditori artigiani del comparto del benessere, traccerà un bilancio nitido della situazione attuale.
Nel corso dell'incontro verranno diffusi i dati aggiornati sul comparto: il numero delle aziende in regola, il tasso di abusivismo che danneggia il mercato, le stime sulle assunzioni programmate e il paradosso di un settore che, a fronte di una proliferazione di diplomi fittizi, denuncia una cronica carenza di personale realmente qualificato.
Il momento centrale del dibattito sarà affidato alla voce di una giovane studentessa sarda, vittima in prima persona di questo circuito ingannevole. La ragazza racconterà come, dopo aver completato un costoso iter formativo privato con la speranza di un impiego, si sia vista sbarrare le porte delle aziende a causa di un titolo "fake", non riconosciuto dalle normative vigenti. Una testimonianza concreta che riflette lo strappo profondo tra il marketing aggressivo delle scuole private non autorizzate e le reali esigenze burocratiche del mondo del lavoro.
Per arginare il fenomeno, Confartigianato sottolinea l'urgenza di una duplice azione: da un lato, un netto inasprimento dei controlli da parte delle autorità competenti per verificare l'idoneità delle agenzie formative; dall'altro, una forte campagna di informazione per l'utenza.
Prima di iscriversi e versare quote di acconto, l'invito rivolto a giovani e famiglie è quello di verificare sempre l'effettivo accreditamento regionale dei corsi, l'unico elemento in grado di garantire il rilascio di una qualifica professionale reale ed evitare pesanti danni economici.
Fascicolo Sanitario Elettronico, allarme difficoltà accesso anziani
Preoccupazione tra gli anziani per difficoltà di accesso a strumenti digitali che potrebbero diventare fattore di “esclusione”. Solo il 13% degli over 50 utilizza servizi di
“telemedicina”. Appello di Giovanni Mellino, Presidente ANAP Pensionati Confartigianato Sardegna “Digitalizzazione grande opportunità se inclusiva, solidale e riesce a tenere insieme generazioni diverse”.
Da qualche giorno per i cittadini sardi che utilizzano l’App IO sono attive le notifiche automatiche relative al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).
Tale innovazione sta creando preoccupazione tra gli associati di ANAP Confartigianato Sardegna, l’Associazione Nazionale degli Anziani e Pensionati, perché potrebbe diventare fattore di “esclusione” di buona parte della popolazione.
“Se da una parte viene messa in atto la tanto attesa digitalizzazione dei servizi, con la smaterializzazione di documenti, analisi, prescrizioni e certificati - commenta - Giovanni Antonio Mellino,
Presidente di ANAP Sardegna e Vicepresidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato – dall’altra tale situazione potrebbe rappresentare più di un problema per l’impatto che avrebbe sulle fasce deboli, come gli anziani e i diversamente abili”. “Quando si affrontano “rivoluzioni” di tale portata - aggiunge Mellino - è necessario ricordarsi come nell’Isola oltre 420mila persone, il 27% della popolazione, abbiano più di 65 anni e tanti di questi affrontino le difficoltà di un approccio a una tecnologia sempre più presente in ogni azione quotidiana”.
Per ANAP Sardegna, se da una parte i giovani crescono immersi nel mondo digitale, la maggior parte degli anziani fatica ad accedere e utilizzare strumenti “moderni”. Questa disparità si riflette sia nelle competenze informatiche che nella frequenza d’uso di internet e, negli ultimi anni, anche dell'intelligenza artificiale.
Dalle ultime rilevazioni Istat emerge come oltre il 60% degli over 65 abbia competenze digitali basse o nulle, contro meno del 10% tra i giovani under 30. Gli anziani incontrano difficoltà nell’uso di smartphone, computer, SPID, servizi bancari online e piattaforme sanitarie, con il rischio di esclusione sociale e amministrativa, soprattutto dopo la digitalizzazione accelerata dalla pandemia. Evidentemente, in un mondo sempre più tecnologico lo spazio di azione tende ad assottigliarsi per chi non resta al passo coi tempi.
Lo stesso rapporto della popolazione senior con le tecnologie per la salute è complesso; sconta sia le difficoltà del prendersi cura di non nativi digitali che la velocità di diffusione della digitalizzazione.
Secondo UNA indagine condotta da Format Research sull’accesso ai Servizi Sanitari, appena il 12,8% del campione over 50 intervistato risulta aver fruito di servizi di telemedicina (interazione con il proprio medico di famiglia o con altri specialisti). La percentuale è in crescita rispetto al 2021, quando in una precedente ricerca coloro che li avevano utilizzati si erano attestati al 5,9%. Dall’altra parte, però, resta un consistente 87,2% che non ne ha fatto/fa uso.
“Per ovviare anche a queste problematiche - riprende il Presidente di ANAP Sardegna - attraverso un progetto nazionale di Servizio Civile realizzato in collaborazione con ANCOS, nelle nostre strutture abbiamo aperto gli sportelli di supporto digitale”. Attraverso il supporto di ragazze e ragazzi formati e specializzati in materie digitali e nuove tecnologie, l’Associazione dei Pensionati di Confartigianato Sardegna ha aiutato i cittadini ad attivare lo SPID, la carta nazionale dei servizi, quella d’identità elettronica, la firma digitale certificata ma anche creare una mail una Pec o un conto Paypal oppure accedere al fascicolo sanitario, al servizio Pago PA e prenotare il ticket alle Poste per evitare la fila, fare la spesa on line e chattare tramite Whatsapp.
“La digitalizzazione dei servizi pubblici è una conquista importante, che può rendere più semplice la vita di tanti cittadini e migliorare l’efficienza della nostra sanità - rimarca Mellino - tuttavia, non possiamo dimenticare come questa consistente fetta di popolazione rischi di restare indietro nella corsa verso l’innovazione”. “Questo non è solo un problema tecnico - sottolinea - ma anche sociale: la mancanza di supporto può trasformarsi in esclusione, in solitudine e in difficoltà concrete nel gestire la propria salute o la burocrazia
quotidiana”.
Infine il messaggio di ANAP Confartigianato Sardegna alla Politica e alle Istituzioni: “Chiediamo di non dimenticare gli anziani, di mettere a disposizione strumenti semplici, personale preparato e progetti di formazione capillare - conclude Giovanni Mellino - affinché nessuno resti indietro. La digitalizzazione è una grande opportunità solo se è inclusiva e solidale, e se sa tenere insieme generazioni diverse in un futuro che deve essere davvero di tutti”.
Artigiani sardi in allarme: i conflitti globali minacciano l’economia dell'Isola
'escalation dei conflitti internazionali, in particolare in Medio Oriente, sta gettando un'ombra di preoccupazione sul tessuto economico della Sardegna. Gli artigiani dell'Isola, rappresentati da Confartigianato Imprese Sardegna, lanciano un grido d'allarme, sottolineando le gravi minacce che queste tensioni rappresentano per l'export regionale e per i costi energetici.
"Non possiamo restare indifferenti di fronte alla drammatica escalation di violenza che coinvolge il Medio Oriente e altre aree del mondo. Il nostro primo pensiero va alle vittime innocenti e alle loro famiglie, colpite da una spirale di conflitti che sembra non voler trovare soluzione", ha dichiarato Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna.
Meloni ha sottolineato come le tensioni non siano solo una tragedia umana e sociale, ma anche "una grave minaccia per la tenuta economica globale e, con essa, per il nostro tessuto produttivo fatto di micro e piccole imprese. Anche la Sardegna, seppur geograficamente distante, rischia di subire duri contraccolpi".
I dati dell'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, basati su fonte ISTAT, evidenziano la vulnerabilità dell'Isola. L'anno scorso, le esportazioni di beni e servizi sardi verso il Medio Oriente (Emirati Arabi, Arabia Saudita, Israele, Qatar, Kuwait e altre 12 nazioni) hanno superato 1,5 miliardi di euro, equivalenti all'1,39% del valore aggiunto regionale. Tra i prodotti più richiesti per la loro qualità e originalità figurano, oltre a quelli della raffinazione, alimentari e bevande, moda e design, lapidei e arredamento, sistemi informatici e digitali, macchinari e impianti.
La Sardegna si colloca al settimo posto nella classifica nazionale per quanto riguarda l'esposizione dell'export alla crisi, sebbene con percentuali inferiori rispetto a regioni come Toscana (2,95% del valore aggiunto regionale), Piemonte (2,09%), Emilia-Romagna (2,07%), Veneto (2,02%), Lombardia (1,91%) e Friuli-Venezia Giulia (1,77%).
A livello nazionale, la preoccupazione maggiore riguarda i possibili blocchi nello Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui transita oltre un quarto del petrolio globale via mare e un quinto del GNL. Nel 2025, l'Italia ha importato attraverso questo canale merci energetiche per 9,6 miliardi di euro, pari al 14,2% del totale, con una forte dipendenza da fornitori chiave.
L'aggravarsi della crisi in Medio Oriente con l'apertura del conflitto Israele-Iran, insieme agli scontri tra India e Pakistan e al protrarsi della guerra tra Russia e Ucraina, ha già innescato un rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche e una crescente incertezza negli scambi internazionali. Per l'Italia, fortemente dipendente dall'import energetico, è a rischio la fragile ripresa dell'export (+2,5% nel primo quadrimestre 2025).
"Il caro energia si ripercuote in maniera diretta sui nostri laboratori, officine e microimprese. L’aumento del prezzo del petrolio e del gas potrebbe costare al nostro PIL fino a 0,2 punti percentuali nel 2026, rallentando investimenti e frenando la crescita, anche nell’isola", ha sottolineato il Presidente Meloni.
Le esportazioni verso i 25 mercati interessati dai conflitti – che rappresentano il 9,8% dell'export totale italiano e il 19,9% di quello extra UE – hanno già subito un rallentamento. Nel primo trimestre del 2025 si registra un calo dello 0,6%, con flessioni significative in Libia, Turchia ed Egitto, partner storici anche per l'artigianato isolano. Settori tipici delle micro e piccole imprese come moda, alimentare, gioielleria, mobili e metalli – che rappresentano circa 20,3 miliardi di euro di export nazionale – stanno già subendo gli effetti dell'instabilità.
"La Sardegna non è esclusa da questo scenario – ha rimarcato Meloni – molte delle nostre imprese esportatrici operano proprio nei comparti più esposti: il rischio è che sforzi e investimenti fatti negli ultimi anni vadano vanificati da una crisi su cui gli imprenditori non hanno alcun controllo".
Il Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna ha lanciato un forte appello alle istituzioni nazionali ed europee affinché tengano in debita considerazione le conseguenze economiche di queste crisi sui territori e sulle piccole imprese. "Chiediamo strumenti rapidi ed efficaci di sostegno, in grado di contenere gli effetti degli shock internazionali. Serve una politica estera orientata alla stabilità e alla pace, ma anche una strategia economica che metta al centro le PMI, che restano il motore dell’economia regionale e nazionale", ha concluso Meloni. "Le imprese sarde sono abituate a resistere e reinventarsi, ma senza stabilità e senza un quadro economico sostenibile sarà sempre più difficile restare competitivi, mantenere i posti di lavoro e garantire continuità operativa”.
Confartigianato Imprese Sardegna, per questo Natale i sardi spenderanno 726 milioni di euro
Sono 726 i milioni di euro che le famiglie sarde spenderanno per questo Natale: 501 saranno destinati ad alimentari e bevande, 225 ad altri prodotti e servizi tipici delle Festività. Rispetto al 2023, l’aumento della spesa previsto è di 41milioni di euro.
Pane, pasta, carni, salumi, formaggi, dolci, vini e tutti gli altri prodotti dell’immenso “giacimento” della food economy della Sardegna, uniti all’ampia gamma di prodotti e servizi realizzati dalle imprese artigiane dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale, finiranno sulle tavole sarde e sotto l’Albero.
Sono queste le stime che emergono dallo studio dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna sui consumi di questo dicembre, su dati Istat e UnionCamere.
Sono 8.450 le imprese artigiane sarde, equivalente al 30,1% delle piccole e medie aziende sarde, che lavorano in 47 settori in cui si realizzano prodotti artigiani e servizi che possono essere regalati in occasione del Natale, con 20.654 addetti. Tra i regali e gli acquisti, realizzati dalle imprese artigiane isolane, che i sardi compreranno e si scambieranno in queste festività, oltre alle leccornie e ai vini e agli alcoolici, vi sono anche abiti e gioielli, mobili, tessili per la casa, cristalleria, stoviglie e utensili domestici, utensili e attrezzature per casa e giardino, giochi, giocattoli, articoli sportivi, libri, articoli di cartoleria e materiale da disegno e servizi di cura della persona.
La maggior parte della spesa dicembrina, che sfiora il mezzo miliardo di euro, sarà destinata quindi a prodotti alimentari e bevande, un’offerta enogastronomica di assoluta eccellenza.
In Sardegna. La spesa è così suddivisa: Cagliari 196milioni di euro (135 alimentari e bevande e 61 prodotti e servizi tipici del Natale, Nuoro 91 (63 e 28), Oristano 67 (46 e 21), Sud Sardegna 149 (103 e 46) e Sassari-Gallura 222 (154 e 69).
Le imprese produttrici: Cagliari 1.948 imprese con 4.999 addetti, Nuoro 1.330 e 3.197, Oristano 832 e 1.823, Sassari-Gallura 2.700 e 6.747, Sud Sardegna 1.640 e 3.888.
In vista del 25 dicembre e dei giorni successivi, anche per questo 2024, Confartigianato Sardegna vuole promuovere la campagna “Acquistiamo locale”, un invito a regalare e a regalarsi prodotti a valore artigiano Made in Italy e Made in Sardegna, espressione della creatività e della tipicità delle nostre imprese.
L’Associazione Artigiana, anche quest’anno, promuove la campagna “Acquistiamo locale”, un invito a regalare e a regalarsi prodotti a valore artigiano made in Sardegna e made in Italy, espressione della creatività e della tipicità delle imprese dei tanti, diversi territori sardi e nazionali.
“L’acquisto di questi prodotti e servizi - sottolinea Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna - è una scelta etica per il territorio, un gesto che deve entrare nella quotidianità di ciascuno, perché permette di sostenere le imprese e i loro lavoratori insieme al benessere dell'intera comunità e a contribuire al Made in Sardegna di qualità che rende gli artigiani e le piccole imprese della nostra Isola e del nostro Paese unici al mondo”.
“Scegliere un regalo prodotto da una impresa artigiana - ribadisce Daniele Serra, Segretario di Confartigianato Sardegna - è un gesto che valorizza il lavoro, la creatività, l'ambiente e la comunità. L’essenza e l'impatto del lavoro artigiano è dato da tradizione e innovazione, con prodotti che hanno radici nella storia ma aperti al futuro, da sostenibilità, con l'impiego di risorse rinnovabili e processi circolari, da maestria e ricchezza del know-how, in laboratori in cui vi è trasmissione di competenze, apprendistato per i giovani e valorizzazione del talento, da relazioni e fiducia, basati sulla cura del cliente, affidabilità e coesione comunitaria e da identità e cultura, dove il prodotto rappresenta il genius loci e il patrimonio culturale del territorio”.
“Acquistare artigianato – conclude il Presidente Meloni - sostiene non solo l'imprenditore e la sua famiglia, ma anche l'intero ecosistema economico e culturale del territorio. Il lavoro artigiano e delle piccole imprese contribuisce al benessere sociale grazie alla generazione di reddito, al mantenimento di tradizioni e al rafforzamento del legame comunitario”.
Confartigianato: "L’Isola tra le prime 5 destinazioni per “vacanze lunghe” ma il recupero sulle presenze pre-Covid è ancora lungo, -6,2% sul 2019"
La Sardegna nel 2023 si è confermata tra le prime cinque destinazioni regionali in Italia per vacanze lunghe (4 giorni e più). L’Isola era, infatti, al quinto posto anche nel 2022. Per ciò che riguarda le presenze turistiche, l’Isola è 14esima in Italia, con 3,2% di tutte le presenze italiane. In testa il Lazio con il 10,2%, la Campania con il 4,6% e la Sicilia con il 3,7%. Nel paragone con il 2023 il nostro territorio registra un calo del 3,4% delle presenze rispetto al 2022 mentre rispetto al 2019 il calo è del 6,2%, contro il +17,2% del Lazio, il +8,9% della Puglia e l’8,8% della Sicilia, con una media nazionale del +2,4%. I dati del 2023 dicono anche che nell’Isola le presenze sono state 14milioni e 700mila, di cui 8milioni sardi e 6milioni e 700mila del resto d’Italia e stranieri.
Lo dicono i dati del dossier “Verso l’estate 2024”, predisposto dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, che ha rielaborato i numeri dell’Istat della passata stagione turistica.
“Il recupero rispetto al pre covid è ancora lento e i dati lo confermano – commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna – ma c’è da dire che i tempi cambiano e l’offerta turistica si evolve in base alle richieste dei viaggiatori”. “I dati ci portano anche a fare una riflessione su quanto sia importante la destagionalizzazione e la diversificazione dell’offerta – prosegue Meloni – il turismo estivo non è più sufficiente per sostenere lo sviluppo economico e sociale delle nostre comunità. È fondamentale puntare a una diversa stagionalità degli arrivi per valorizzare anche le zone interne. Questo approccio non solo contribuirà a distribuire i flussi turistici lungo tutto l'arco dell'anno, ma permetterà anche di scoprire e promuovere le bellezze e le peculiarità dei territori meno conosciuti. Investire nella diversificazione dell'offerta turistica significa garantire un futuro più sostenibile e prospero per l'intero settore”.
L’analisi del turismo nel 2023 dice anche come nel “totale delle vacanze in Italia”, la regione più frequentata sia l’Emilia Romagna (12% dei turisti), seguita da Toscana (9%) e Trentino (8%). Tra quelle dove si trascorrono “vacanze lunghe 4 o più notti” la classifica è aperta sempre dall’Emilia Romagna (11%), seguita da Puglia (8,9%), Trentino (8,5%), Calabria (8,5%) e dalla nostra Isola al quinto posto con l’8,2%. Tra le mete per le “vacanze corte 1-3 notti”, apre l’Emilia Romagna con il 14,8%, seguita dalla Toscana con il 12,7% e il Veneto con il 10,4%.
Nelle presenze turistiche straniere, la Sardegna, con il 48%, occupa il 9° posto, con una media italiana del 52,4%. Apre la classifica Bozano con il 70,5%, il Veneto con il 69,3% e il Lazio con il 63,7%.
“Oggi la rotta delle vacanze sta cambiando con il turista che ha un occhio più consapevole e nella ricerca della meta preferita – prosegue Meloni – ovvero si tiene conto di diversi aspetti legati non solo alle solite località ma anche, e soprattutto, a quelle forme di turismo esperienziale, informato e rispettoso dei luoghi”. “C’è la necessità di disegnare un nuovo modello di sviluppo turistico sempre più diverso da quello convenzionale - aggiunge Daniele Serra, Segretario Regionale di Confartigianato Sardegna - meno stagionale e capace di offrire servizi in modo combinato alle intersezioni dei percorsi di diversi turismi esperienziali (collegati ai cinque sensi: culturale/artistico, sportivo, slow/green/wellness, enogastronomico, spirituale), passando dalla intermodalità logistica alla intermodalità esperienziale”.
Il turismo esperienziale, infatti, rappresenta un’evoluzione necessaria per un settore in continua trasformazione. Non solo un nuovo modo di viaggiare, ma un’occasione per valorizzare i territori, creare nuove opportunità lavorative e promuovere uno sviluppo sostenibile. Un’avventura resa possibile solo dalla sinergia di tutti gli attori del settore: enti locali, operatori turistici, comunità e viaggiatori. Insieme, creano un ecosistema di ospitalità autentica e sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e delle culture locali.
Secondo le ultime analisi dell’ENIT, il 75% dei circa 35 milioni di Italiani che viaggiano affermano di essere mossi da motivazioni turistiche non convenzionali, (culturali, sportive, enogastronomiche, spirituali e di benessere in generale) che generano un indotto importante, con una spesa media di circa mille euro per viaggio, che può durare tra i 2 e 6 giorni. Un contributo fondamentale per il settore turistico del nostro Paese, con enormi potenzialità di crescita e di ricadute benefiche per quei territori non inclusi nei circuiti del turismo di massa.
Secondo l’indagine ogni esperienza di turismo non convenzionale, il 60% della quale avviene in periodi diversi da quello estivo, corrisponde a una vacanza di 5-6 giorni per cui si è disposti a percorrere in media circa 350 km, spostandosi al di fuori dai confini della propria regione o di quelle immediatamente adiacenti, e a spendere mediamente oltre 850 euro. Quello che emerge è il profilo di un viaggiatore che fa della multidimensionalità la sua caratteristica distintiva. Un turista, insomma, che combina almeno 3,5 esperienze diverse l’anno e replica più volte questi viaggi perché è mosso da una molteplicità di motivazioni.
In media ogni turista si riconosce in almeno tre motivazioni differenti che lo portano a sperimentare varie tipologie di viaggio, tra cui spiccano il “dedicarsi a sé stessi” (47%), la possibilità di sperimentare esperienze mai provate e scoprire luoghi mai visitati (43%, in particolare per il turismo enogastronomico), e la socializzazione.
Dato ulteriormente significativo – e che rispecchia una sensibilità sempre più condivisa rispetto al turismo esperienziale – è l’esistenza di un 20% di viaggiatori potenziali interessato a questa nuova modalità di visitare luoghi e che trova spazio soprattutto tra i giovani.
Sabato a Sassari laboratorio di mosaico con il vetro
Sabato 18 al “Salone delle Botteghe”, il laboratorio di mosaico con il vetro. Iniziativa di Confartigianato Sassari all’interno del “Padiglione Tavolara” di Sassari. Rau: “Continuiamo a valorizzare l’artigianato sardo sotto ogni aspetto”. Prosegue la mostra e vendita degli oltre 300 prodotti artigiani d’arte.
Nel mese dedicato alle donne, saranno le donne artigiane le protagoniste dei laboratori che, per le prossime 3 settimane, animeranno il “Salone delle Botteghe” di Sassari, l’area espositiva del “Padiglione Tavolara” gestita da Confartigianato Sassari.
Si inizia il prossimo sabato, 18 marzo, dalle 17:00 alle 20:00, con il laboratorio di mosaico con il vetro, curato dall’artigiana Francesca Tedesco.
Aperto ad adulti e bambini (che sotto i 10 anni dovranno essere accompagnati), a partecipazione gratuita, in circa 3 ore di attività, l’esperta illustrerà le tecniche di lavorazione e composizione e
metterà a disposizione strumenti e il materiale che verranno utilizzati per realizzare un piccolo mosaico con tessere di vetro che, alla fine della giornata, potrà essere portato via.
L’iniziativa di sabato è la seconda, dopo quella dedicata alla realizzazione delle maschere di cartapesta, inserita all’interno dell’ampia attività del “Salone delle Botteghe”, la cui riapertura è stata possibile grazie al finanziamento del Comune di Sassari.
Grazie alla collaborazione con l’Organizzazione “Menti vaganti”, Confartigianato Sassari, continua a elaborare un fitto programma di eventi che riguarderanno numerose iniziative che, per le prossime settimane, riguarderanno attività artistiche sulla ceramica e sulla tessitura.
L’area espositiva delle Botteghe, nel frattempo, continua a proporre centinaia di oggetti tipici della tradizione artigiana sarda, rivisitati e trasformati in articoli unici da 25 artigiani-artistici provenienti da ogni angolo della Sardegna, quali gioielli, abiti e borse, tappeti, cuscini, quadri, arazzi, cestini, coltelli e complementi ma anche maschere, ceramiche, piatti, creazioni in marmo,
vetro, legno e ferro battuto, pipe e mosaici. Lo spazio, gestito da Confartigianato Sardegna è aperto dal martedì alla domenica, la mattina dalle 10 alle 13, e il pomeriggio dalle 17 alle 20.
“Stiamo ricevendo molte richieste da parte di artigiani che vogliono proporre le proprie lavorazioni nell’area delle Botteghe – commenta Marco Rau, Presidente di Confartigianato Sassari – ma c’è ancora spazio per tutti coloro che volessero far conoscere, esporre e vendere le proprie produzioni. La loro disponibilità è fondamentale per continuare a puntare sulla valorizzazione delle eccellenze dell’artigianato artistico e tradizionale di tutta la Sardegna”.
L'artigianato sardo sulla vetrina mondiale di Alibaba.com, c'è l'accordo
Confartigianato punta sul digital export per portare gli artigiani e le piccole imprese sarde e italiane sui mercati internazionali. Presto, infatti, anche i produttori sardi di tappeti, coltelli, ceramica, gioielli, monili in corallo, arredo e di tante altre produzioni artigianali isolane, potranno “esporre” e vendere i loro capolavori su uno dei colossi mondiali dell’e-commerce: Alibaba.com.
L’Associazione Artigiana ha infatti, insieme a Ice-Agenzia, sottoscritto un accordo di livello nazionale con il colosso cinese che consentirà alle attività produttive di utilizzare la vetrina virtuale e, così, incrementare il business delle micro e piccole imprese artigiane Made in Italy. A breve, anche gli artigiani sardi potranno far conoscere e commercializzare i propri prodotti soprattutto nell’estremo oriente.
I pezzi dell’artigianato che verranno proposti, saranno così inseriti della sezione “Made in Italy Pavillion”, uno spazio per il commercio elettronico B2B all’interno del quale le aziende isolane e del resto della Penisola potranno offrire l’eccellenza delle produzioni ai clienti di tutto il mondo. L’e-commerce, infatti, è ormai divenuta pietra angolare per le iniziative di digitalizzazione ed è funzionale alla ripresa, unico canale di distribuzione che segna dati in crescita e risulta, per questo, fondamentale, per proiettare le imprese verso modelli di competizione post-Covid.
“L'export “digitale” è fondamentale per sviluppare il business delle nostre piccole imprese – commenta Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna - questa iniziativa si affianca alle altre verso le quali Confartigianato Sardegna ha indirizzato i propri associati. L’accordo rappresenta una concreta opportunità per incrementare la visibilità anche dei prodotti Made in Sardegna su una delle principali piattaforme di e-commerce mondiali ma è anche un’occasione di formazione: un modo per accompagnare le nostre microimprese artigiane nel processo di digitalizzazione nel commercio elettronico”.
La piattaforma “Made in Italy Pavillion” è una vera a propria esibizione online permanente dove le piccole imprese sarde e italiane potranno mostrare prodotti e cataloghi, interagendo in maniera diretta con i 26 milioni di buyers di 190 paesi. L’iniziativa offre la possibilità di attivare in maniera completamente gratuita, grazie al contributo dell’ICE, una membership premium su Alibaba.com. In questo modo, le aziende potranno essere inserite all’interno del padiglione virtuale per 24 mesi, usufruendo anche di programmi di formazione e servizi di assistenza dedicati per la gestione del proprio profilo online.
Confartigianato ricorda come le dimensioni e volumi generati dal commercio B2B solo in Italia equivalgano a un giro d’affari di circa 410 miliardi di euro.
Il rapporto recentemente elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna su “Intensificazione del canale digitale nella crisi Covid-19”, su fonte ISTAT dal 2017 e analisi Survey Confartigianato, ricorda come siano circa 600mila i sardi che nell’ultimo anno hanno “navigato” sui canali e-commerce; di questi ben 382mila hanno effettuato acquisti di prodotti e servizi per oltre 720milioni di euro, con una spesa media annua pro-capite di quasi 1.900 euro. Gli e-shoppers sardi, aumentati di quasi 100mila unità in 3 anni, passati dai 285mila del 2017 ai 382mila di inizio 2020, occupano la terza posizione nazionale.
Gli articoli più acquistati sono stati abiti e attrezzature sportive, seguiti dagli articoli per la casa, vacanze e i viaggi, i libri, le attrezzature elettroniche, biglietti per spettacoli, film e musica. Il 10% dei clienti digitali ha acquistato generi alimentari e solo il 3% giornali e riviste.
“Si tratta di un modo intelligente di vendere i prodotti e promuovere il valore artigiano dei nostri artigiani – continua Matzutzi - siamo certi che questo sarà il primo passo di un progetto che potrà vedere dentro la piattaforma web tante nostre imprese sarde che producono manufatti preziosi e ricercati”. “L’operazione è fondamentale per promuovere anche i prodotti dell’artigianato sardo d’eccellenza – sottolinea il Presidente – significherà, presto, promuovere anche i nostri territori, la nostra cultura e identità”.
“Il futuro degli artigiani e delle piccole imprese passa proprio dalle opportunità offerte dall’e-commerce – conclude Matzutzi - bisogna mirare con convinzione dal digital export e l’accordo ICE-Alibaba va proprio in questa direzione”.

