La rassegna apre al meglio il primo weekend di strepitosa statura culturale. Sabato e domenica il secondo step. Tra cronaca senza sconti e schiena dritta. Luoghi, persone, fatti per un giornalismo serio e rispettato. “È nostro dovere formare le nuove generazioni al dialogo e allo spirito critico” dice il sindaco, Alberto Urpi
Mario Frongia
“Report” fa sempre discutere. E già questo è un gran gol. Mediatico, civile e sociale. È spesso fastidioso e ingombrante per il potere e i tanti sotto o pseudo poteri che galleggiano in Italia. Maggioranza e opposizione ne temono inchieste e approfondimenti. Bene, si tratta di un piccolo grande segnale della temperatura democratica, garante di tutti, di un Paese che soffre. Sigfrido Ranucci ha dialogato con Vito Biolchini, programmista Rai e, tra le tante esperienze di pregio, storico conduttore-editore di Radio Press. Al castello di Eleonora l’atmosfera che ha accompagnato la serata d’apertura del festival Sanluri Legge, è stata di forte e motivato interesse. Ranucci sa come fare tv. Al centro del colloquio il suo libro “La scelta”, autoritratto di un cronista “scomodo”. Biolchini l’ha pungolato ed è andato al nocciolo: un giornalismo sano, trasparente, vero cane da guardia dei valori democratici e di chi non ha voce, è baluardo da non mollare, Mai.
Venerdì 16 e sabato 17: tanta Sardegna e i ritratti di Buffa. S’intitola “La storia siamo noi. Voci, suoni e appunti di Sardegna” il recital di venerdì 16 maggio con Flavio Soriga sulle note del violoncello di Gianluca Pischedda. Quindi, riflettori su Federico Buffa. Sabato il Castello ospita l’inviato di Sky con “Italia Mundial”, gol ed emozioni del Mondiale spagnolo. La colonna sonora è del pianista e compositore Alessandro Nidi. Con Francesca Figus, domenica 18 maggio si parte con “Se i gatti potessero parlare”, romanzo di Piergiorgio Pulixi. Quindi lo scrittore Matteo Porru (Premio Campiello Giovani 2019 e Grand Prix du Livre 2024) presenta il suo libro, “Il volo sopra l’Oceano”.
Un week end stellare. Con la testimonianza di Sigfrido Ranucci, il fine settimana ha avuto sul palco “Le bugie di Chico. L'ergastolano che ci ha ingannati per vent'anni” di Marco Strano sul caso di Enrico “Chico” Forti. Nicola Muscas ha presentato il romanzo “Un amore di contrabbando. Gigi Riva, una vita in rovesciata”, omaggio al grande Rombo di tuono. Gianrico Carofiglio ha presentato “Elogio dell’ignoranza e dell’errore”. Applausi per “Rundinedda Road. La storia di Piero Marras”, il libro di Alessandra Corrias. Ieri, politica internazionale, social, fake news e libertà di stampa con Marianna Aprile (Novella 2000 e Oggi, conduttrice di “Millennium”, “In Onda”) e Michela Ponzani (storica, in tv con “La mia passione”, “Clio. Il filo della Storia”).
Sanluri e un filo verde che unisce cultura, tradizioni e luoghi. In un sapiente e garbato intreccio di penne pregiate, video, interviste, testi e scritture iconiche. La spruzzata di un giornalismo rigoroso e puntuale a chiudere il cerchio. A ben vedere, un cerchio magico. Ricco di suggestione e non solo perché il tutto si svolge ai piedi di un castello medievale che se potesse parlare ne avrebbe per tutti e di tutti i colori. Sanluri Legge ha levato da un pezzo le rotelle alla ruota posteriore. Il festival va da solo. Con identitarietà e orgoglio. Guarda lontano e un’edizione dopo l’altra rende merito all’intuizione e al saper cogliere l’attimo di Alberto Urpi. Sindaco della concretezza e dell’andare dritto al punto. Abile nel saper tessere relazioni utili alla collettività e nel premiare le competenze. Attento nel dare alla propria municipalità opzioni di crescita e sviluppo. Con una rilettura accurata, autori e autrici testimoni dell’attualità e curiosi scrutatori del domani. Sanluri Legge ha un bersaglio preciso con varie declinazioni. Intanto, avvicinare narratori e cittadini. Dare voce a chi racconta il nostro Paese. Spiegare e confrontare posizioni e vedute differenti.
Pane e libri. “Qualcuno, anche in tempi passati, ha detto che di cultura non si vive. Noi pensiamo che ci si possa nutrire in tutti i sensi. Allenare all’ascolto e formare le nuove generazioni, dare loro spirito critico, è un nostro dovere”. Il primo cittadino incassa credibilità e reputazione. Sanluri Legge e cresce. Trasmette una sensibilità che aiuta lo sviluppo, avvicina e aggrega. “Credo che si possa, dopo otto edizioni, tracciare un bilancio più che positivo. Anche perché la rassegna cattura consensi nel Campidano, tra Marmilla e Gallura e nell’intera area meridionale dell’isola. Vi aspettiamo” rilancia l’onorevole Urpi.
L’asticella sale. Con la direzione artistica, editoriale e il contradditorio e la moderazione di Valeria Ciabattoni (Cedac) e Francesca Figus (Unione Sarda), Sanluri Legge vola “Siamo entusiasti di questa nona edizione. Non è stato facile realizzare un cartellone con autori straordinari che ci faranno trascorrere momenti di svago e di approfondimento. Con il festival portiamo a casa nostra autori e giornalisti di caratura internazionale. Nove anni fa in tanti non credevano nell’iniziativa. I risultati ci stanno dando ragione” rimarca Alberto Urpi. Sanluri Legge è promosso dalla municipalità con il sostegno della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna. Il festival gode della collaborazione del Cedac (Circuito multidisciplinare spettacolo dal vivo in Sardegna) e ha il coordinamento dell'Associazione enti locali per le attività culturali e di spettacolo. Informazione su https://comune.sanluri.su.it/

