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Per trovare un cuoco possono servire quasi cinque mesi. E quando un’impresa della ristorazione non riesce a coprire una posizione, in due casi su tre il problema non è la preparazione insufficiente di chi si presenta: mancano proprio i candidati. È da questo dato che, secondo FIPE Sardegna, bisogna partire per comprendere cosa sta accadendo nel mercato del lavoro, senza ricondurre un fenomeno complesso alla sola questione degli stipendi.

Gli ultimi dati del Rapporto Excelsior di Unioncamere fotografano infatti una difficoltà che va ben oltre la ristorazione: in Sardegna il 47% delle assunzioni programmate dalle imprese riguarda profili difficili da reperire, con criticità che interessano turismo, servizi, edilizia e competenze digitali.

Per FIPE si tratta quindi di un problema strutturale, nel quale si intrecciano demografia, formazione, orientamento scolastico, disponibilità di competenze e un diverso rapporto delle persone con il lavoro.

Un tema emerso anche nel recente tavolo nazionale organizzato da FIPE sul futuro del lavoro nella ristorazione: il calo demografico e il trasferimento all’estero di una parte dei giovani riducono il numero di persone disponibili a entrare nel mercato del lavoro. Ristoranti e bar cercano quindi collaboratori in un bacino più ristretto, conteso anche dagli altri settori. La difficoltà di reperire personale va letta anche alla luce di questo cambiamento, insieme alle condizioni di lavoro e alle prospettive professionali offerte dalle imprese.

Questo non significa ignorare le specificità della ristorazione. Turni serali, lavoro nei fine settimana e durante le festività, stagionalità e difficoltà nel conciliare vita privata e professionale sono problemi reali, sui quali l’associazione ritiene necessario intervenire.

“Il nostro settore ha delle criticità e non abbiamo interesse a nasconderle. Ma proprio per questo dobbiamo capire fino in fondo perché oggi tante imprese che cercano personale non riescano a trovarlo. Il mercato del lavoro è cambiato e servono strumenti nuovi per rispondere a esigenze nuove”.

Sul fronte delle retribuzioni, FIPE richiama il Contratto collettivo nazionale dei Pubblici Esercizi, sottoscritto con Filcams, Fisascat e Uiltucs. Dal primo giugno 2026 il minimo contrattuale è pari a 1.693 euro lordi mensili per il quarto livello e 1.390 euro per il settimo livello.

Un dato che, sottolinea l’associazione, deve essere letto insieme alla struttura dell’occupazione: il 59% dei dipendenti del settore lavora part-time, mentre il 60,5% ha un contratto a tempo indeterminato. Una retribuzione mensile relativa a un rapporto a tempo parziale non può dunque essere confrontata direttamente con i minimi previsti per un tempo pieno.

Diverso è il caso di chi non rispetta le regole. Retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali o ore lavorate e non pagate sono violazioni che devono essere segnalate, accertate e sanzionate. Su questo, per FIPE, non possono esserci ambiguità.

I numeri mostrano però quanto sia diventato difficile per le imprese reperire personale. Nel 2025 una ricerca su due nella ristorazione è risultata problematica e per alcune professionalità i tempi di selezione si sono allungati fino a diversi mesi.

Allo stesso tempo è cresciuta la quantità di lavoro necessaria per produrre valore: rispetto al 2019 le ore lavorate sono aumentate dell’11%, a fronte di una crescita del valore aggiunto del 3,1%, con una produttività oraria inferiore di sette punti.

In Sardegna il settore conta 4.801 imprese con dipendenti, con una media di 5,6 addetti per azienda. Una fotografia fatta soprattutto di piccole attività, nelle quali il costo del lavoro, l’organizzazione dei turni e l’aumento generale dei costi incidono direttamente sulla sostenibilità dell’impresa.

Per FIPE è dunque su questo terreno che occorre costruire il confronto con le rappresentanze dei lavoratori: formazione professionale, orientamento nelle scuole, welfare contrattuale, organizzazione del lavoro e riduzione del cuneo fiscale.

“Un’impresa ha tutto l’interesse a trattenere un lavoratore preparato, farlo crescere e investire sulla sua professionalità. Quando una persona se ne va, non si perde soltanto un dipendente: si perdono esperienza, formazione, qualità del servizio e competitività”.

FIPE richiama infine l’attenzione su una parte del settore che spesso rimane sullo sfondo. Nella ristorazione sarda, caratterizzata soprattutto da piccole imprese, il titolare lavora frequentemente accanto ai propri collaboratori, affrontando a sua volta turni, weekend e festività, insieme alle responsabilità economiche legate all’attività e all’occupazione che genera.

“Non crediamo che lavoratori e imprenditori debbano essere messi gli uni contro gli altri. Le migliaia di imprese che rispettano i contratti, pagano regolarmente stipendi, contributi, tasse e fornitori e continuano a creare occupazione meritano attenzione quanto le persone che ci lavorano. La ristorazione funziona soltanto se si fa squadra. La sfida è rendere il lavoro più attrattivo e sostenibile e, nello stesso tempo, mettere le imprese nelle condizioni di continuare a creare occupazione. È su questo che vogliamo confrontarci con le organizzazioni sindacali”.

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Completare i percorsi ciclabili già realizzati, creare i collegamenti mancanti e costruire itinerari capaci di attraversare più territori, con nuove opportunità per il turismo e le economie locali. È l’obiettivo dell’intervento da 25 milioni di euro, una delle prime misure con cui la Regione avvia la fase operativa di iSTARE, la nuova strategia della Programmazione Territoriale.

Il vicepresidente della Regione e assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Meloni, ha presentato la misura agli enti locali nel corso di tre incontri territoriali che si sono conclusi oggi a Cagliari. Dopo Abbasanta, il 21 settembre, per le Province di Oristano e Nuoro, e Codrongianos, il 28 settembre, per la Città Metropolitana di Sassari e la Provincia Gallura Nord Est Sardegna, la tappa di oggi a Sa Manifattura ha coinvolto la Città Metropolitana di Cagliari e le Province del Sulcis Iglesiente, del Medio Campidano e dell’Ogliastra. I tre appuntamenti hanno registrato una rilevante partecipazione di sindaci, amministratori e tecnici dei Comuni, delle Unioni dei Comuni e delle Comunità montane, insieme ai rappresentanti delle Province e delle Città metropolitane.

“Da Abbasanta a Codrongianos fino a Cagliari abbiamo trovato grande interesse e soprattutto contributi concreti. Con questa misura intendiamo completare i percorsi ciclabili già realizzati, collegarli tra loro e creare nuove connessioni, costruendo reti che superino i confini dei singoli Comuni e delle singole aree territoriali”, ha dichiarato l’assessore Meloni. “Partiamo da quanto è stato già fatto con la Programmazione Territoriale e dalla Rete ciclabile regionale per dare continuità agli itinerari e renderli realmente fruibili. È un investimento sulla mobilità sostenibile, ma anche sul turismo attivo e sulle economie locali, con l’obiettivo di valorizzare i territori e contribuire a rendere la Sardegna un’isola da vivere e visitare durante tutto l’anno”.

“Il confronto di queste settimane conferma il valore della Programmazione Territoriale: abbiamo voluto avviare il dialogo prima ancora della pubblicazione dell’Avviso, per coinvolgere amministratori e tecnici anche nella definizione della procedura e costruirla tenendo conto delle esigenze che emergono dai territori. Con iSTARE vogliamo rendere ancora più efficace anche la capacità di trasformare le risorse in interventi”, ha proseguito Meloni. “Le Unioni dei Comuni e le Comunità montane avranno un ruolo centrale nella costruzione delle proposte, con Province e Città metropolitane chiamate al coordinamento strategico. Ora il lavoro prosegue: entro ottobre pubblicheremo l’Avviso per raccogliere le manifestazioni di interesse e avviare la fase di istruttoria e coprogettazione.”

La linea, finanziata con 25 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (Fsc) 2021-2027, prevede 6 milioni per gli interventi con un livello di progettazione avanzato e di più immediata realizzazione e 19 milioni per i progetti strategici di rete. Il lavoro con gli enti locali proseguirà con il contributo dell’Unità di Progetto per il Sostegno alle Politiche Territoriali per lo Sviluppo delle Aree Interne, nata per favorire l’integrazione tra programmazione regionale e territoriale e accompagnare le comunità nei percorsi di sviluppo.

La scelta di puntare sull’interconnessione consente di valorizzare gli investimenti già realizzati e superare la frammentazione dei singoli tracciati. Percorsi più lunghi, continui e collegati possono essere utilizzati dai residenti e rendere più competitiva l’offerta rivolta a chi sceglie la Sardegna per il turismo lento e attivo, favorendo una fruizione dell’isola più estesa durante l’anno e generando ricadute per ospitalità, ristorazione, servizi e attività locali. È questa la prospettiva che lega l’investimento sulla ciclabilità allo sviluppo dei territori.

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Prende il via in queste ore il Rally Italia Sardegna 2026 ad Alghero, con molte iniziative legate alla manifestazione con momenti di riflessione dedicati ai grandi eventi sportivi e alla sostenibilità ambientale. La presidente della Regione Alessandra Todde è intervenuta al convegno internazionale FIA Sustainable Innovation Series - Sardinia 2026 Racing in a Changing Landscape - Biodiversity and Climate Resilience in Outdoor Sport che si è svolto nel Rally Park al porto di Alghero. “Noi vogliamo che i grandi eventi internazionali continuino a scegliere la Sardegna – dichiara la presidente - E vogliamo avere un ruolo nelle condizioni con cui questi eventi crescono, cambiano e costruiscono il proprio futuro. Il Rally Italia Sardegna rappresenta perfettamente questa ambizione. Cambia il clima e cambiano le condizioni nelle quali si organizzano le competizioni – evidenzia Todde - La perdita di biodiversità impone nuove responsabilità. Innovazione e tecnologia ci consentono di progettare meglio e di misurare gli effetti delle nostre decisioni. Per questo dobbiamo porci una domanda ulteriore, quale modello di grande evento vogliamo costruire in Sardegna nei prossimi anni? La sostenibilità di manifestazioni di questa portata riguarda anche la sua capacità di durare nel tempo”.

La presidente nel pomeriggio ha proseguito i suoi impegni legati al tema ambientale in programma tra gli appuntamenti del Rally Italia. A Ittiri per “Ogni pilota un albero” dove ha partecipato all’iniziativa di piantumazione di un albero nella zona d’ingresso dell’impianto sportivo. Todde sta seguendo la prima tappa della giornata inaugurale fino all’arrivo delle autovetture al Service Park di Alghero dove avverrà la premiazione. “Oggi è partita da Alghero l’ultima tappa del Campionato mondiale – commenta la Presidente - Per la prima volta il titolo WRC si assegnerà in Sardegna. È un risultato importante per una manifestazione che in ventitré edizioni è entrata nella storia sportiva della nostra isola e ha costruito qui una parte importante della propria identità”.

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È stato approvato il riparto dell’incremento del Fondo Unico disposto dalla legge regionale 20 del 21 settembre 2026: in arrivo altri 50 milioni di euro per i Comuni della Sardegna.

Le risorse saranno distribuite tra tutti i Comuni secondo i criteri stabiliti dalla legge regionale: il 40% in parti uguali e il 60% sulla base della popolazione residente.

“Mettiamo a disposizione dei Comuni risorse certe, che potranno essere programmate in funzione delle esigenze dei territori - sottolinea l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda -.

È un’azione che rafforza in maniera tangibile l’autonomia degli enti locali e la loro capacità di dare risposte alle comunità”.

L’incremento del Fondo Unico si inserisce nel lavoro avviato dall’Assessorato per rafforzare il sistema delle autonomie locali, intervenendo sulle risorse ma anche sulla capacità degli enti di esercitare pienamente le proprie funzioni. Da un lato con un’attenzione particolare al personale e alle loro competenze, al Comparto unico e alla formazione degli amministratori e degli operatori degli enti locali; dall’altro, assegnando nel minor tempo possibile le risorse stanziate in legge.

“Dobbiamo mettere i Comuni nelle condizioni di poter esercitare le proprie responsabilità - prosegue Spanedda -. Questi 50 milioni rappresentano un sostegno immediato, ma soprattutto confermano una precisa direzione: rafforzare i Comuni significa rafforzare la capacità della Sardegna di programmare e di realizzare politiche efficaci nei territori. La Regione vuole costruire con le autonomie locali un rapporto fondato su fiducia, responsabilità, strumenti adeguati e capacità di programmazione”.

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Gli sconti sui carburanti arrivano anche in Sardegna, ma alla prova del distributore il beneficio per gli automobilisti rischia di essere molto più contenuto di quanto ci si potrebbe aspettare. Il taglio delle accise riduce il prezzo alla pompa, ma tra quotazioni ancora elevate e prezzi di partenza più alti il risparmio effettivo su un pieno resta limitato.

Per chi utilizza l’auto ogni giorno, dunque, la differenza si avverte poco. Anche quando il prezzo al litro scende di alcuni centesimi, il conto finale continua a essere pesante, soprattutto per chi è costretto a percorrere molti chilometri per raggiungere il posto di lavoro o per esigenze familiari.

La questione è particolarmente sentita nell’Isola, dove il prezzo dei carburanti è da tempo uno dei fattori che incidono maggiormente sui costi degli spostamenti. Le riduzioni fiscali possono attenuare temporaneamente gli aumenti, ma non sono sufficienti, da sole, a riportare il costo di benzina e gasolio sui livelli precedenti alle ultime impennate.

Il problema non riguarda soltanto gli automobilisti. Il caro carburanti pesa sulle imprese che utilizzano quotidianamente auto e mezzi commerciali, dagli agenti di commercio agli autotrasportatori, fino alle attività che devono sostenere costi maggiori per la movimentazione delle merci. Un aumento che, lungo la filiera, rischia poi di riflettersi anche sui prezzi pagati dai consumatori.

In Sardegna il tema assume inoltre una dimensione particolare per la condizione di insularità e per la forte dipendenza dal trasporto su gomma. In molti territori l’automobile resta indispensabile e le alternative al mezzo privato sono limitate, soprattutto per chi vive lontano dai principali centri urbani.

Il risultato è che lo sconto, pur rappresentando un alleggerimento, rischia di essere quasi impercettibile nel bilancio mensile delle famiglie. Pochi centesimi in meno al litro non cancellano gli aumenti accumulati e, quando si arriva alla cassa dopo un pieno, la spesa continua a essere elevata.

Più che l’effetto immediato delle riduzioni temporanee, quindi, a preoccupare è la tenuta dei prezzi nel medio periodo. Per gli automobilisti sardi la domanda resta la stessa: quanto degli interventi annunciati si traduce davvero in un risparmio concreto? Per ora, guardando allo scontrino del distributore, la risposta sembra essere: molto poco.

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Giovedì, 17 Settembre 2026 16:45

Stop bollo auto Sardegna: 154 euro il risparmio medio

Un risparmio sul bollo auto da una parte, una spesa sempre più pesante alla pompa dall’altra. È questo lo scenario che potrebbe attendere milioni di automobilisti italiani, mentre il Governo lavora alla sospensione del bollo auto nel 2027 per i veicoli con potenza inferiore agli 80 kW.

Secondo un’analisi congiunta di Facile.it e Pratiche Auto Online, per le vetture che rientrerebbero nella misura il bollo pagato nel 2026 è stato in media pari a 163,50 euro. Questa sarebbe dunque, indicativamente, la somma che i proprietari potrebbero lasciare nel portafoglio qualora l’esenzione venisse confermata.

A ridimensionare il beneficio potrebbe però essere il costo dei carburanti, soprattutto per chi guida un’auto diesel. In Italia circolano ancora più di 16,4 milioni di vetture alimentate a gasolio e la progressiva riduzione dello sconto sulle accise rischia di tradursi in un aumento significativo della spesa per i rifornimenti.

Le simulazioni di Facile.it partono dal prezzo medio del diesel self service rilevato il 17 settembre, pari a 2,266 euro al litro. A questi livelli, riempire un serbatoio da 50 litri costa circa 113 euro.

Dal 18 al 25 settembre, con lo sconto sulle accise ridotto a 12,2 centesimi, il prezzo stimato potrebbe salire a 2,315 euro al litro, facendo arrivare il pieno a circa 116 euro. Dal 26 settembre al 5 ottobre, con l’agevolazione ridotta ulteriormente a 6,1 centesimi, si arriverebbe a 2,376 euro al litro e a circa 119 euro per 50 litri.

Lo scenario più pesante scatterebbe dal 6 ottobre qualora lo sconto sulle accise venisse completamente meno e non fossero adottati nuovi interventi. In questo caso il diesel potrebbe raggiungere 2,437 euro al litro, con un pieno da 50 litri superiore ai 122 euro.

L’effetto diventa ancora più evidente calcolando la spesa nell’arco di un anno. Per un automobilista che percorre mediamente 10mila chilometri, ai prezzi del 17 settembre il costo stimato del carburante è di circa 1.246 euro. Con la prima riduzione dello sconto salirebbe a 1.273 euro, per poi arrivare a 1.307 euro nella fase successiva e superare i 1.340 euro in assenza di agevolazioni sulle accise.

La differenza rispetto alla situazione del 17 settembre sarebbe quindi di circa 94 euro l’anno, senza considerare eventuali ulteriori rincari del prezzo del petrolio o dei carburanti. Il confronto con un anno fa è ancora più netto: con il gasolio a 1,64 euro al litro, per percorrere 10mila chilometri la spesa annua stimata era di circa 903 euro.

Il possibile stop al bollo potrebbe quindi garantire un beneficio medio di 163,50 euro ai proprietari delle auto interessate, ma per chi viaggia a diesel una parte consistente del vantaggio rischia di essere assorbita dai maggiori costi alla pompa. Nello scenario senza sconto sulle accise, dei 163,50 euro risparmiati sul bollo circa 94 euro verrebbero infatti compensati dal maggiore esborso annuale per il gasolio rispetto ai prezzi del 17 settembre.

Il saldo resterebbe positivo per circa 70 euro, ma solo prendendo come riferimento queste stime e a condizione che il prezzo del diesel non registri ulteriori aumenti. Una situazione che mostra come, per valutare l’effettivo impatto sulle tasche degli automobilisti, al possibile alleggerimento fiscale sul possesso dell’auto dovrà essere affiancata l’evoluzione, ben più incerta, dei costi per utilizzarla.

 
 
 
 
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Per la prima volta in Sardegna un paziente affetto da talassemia major è stato trattato con terapia genica all’Arnas Brotzu di Cagliari. Il paziente è stato dimesso e da un mese non ha bisogno di trasfusioni.

“È un risultato straordinario per la nostra sanità e, soprattutto, per le persone che convivono con la talassemia. Un traguardo che dimostra come anche in Sardegna sia possibile garantire l’accesso alle terapie più avanzate e trasformare l’innovazione scientifica in nuove possibilità di cura”, dichiara la presidente della Regione Sardegna e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde.

“La Sardegna conosce il peso della talassemia più di altri territori. Per questo abbiamo combattuto affinché la nostra regione potesse accedere, per la prima volta, al Fondo nazionale per i farmaci innovativi e ne difenderemo ad ogni costo la dotazione destinata alla Sardegna. Abbiamo inoltre scelto di investire direttamente sull’innovazione, affiancando risorse regionali a quelle nazionali, perché l’accesso alle cure deve essere determinato dalle condizioni cliniche delle persone”, sottolinea la Presidente.

In questa strategia si inserisce anche il nuovo servizio di Aferesi dell’Arnas Brotzu, fortemente voluto dalla Regione e inaugurato nel febbraio 2026, che rappresenta un ulteriore tassello nel rafforzamento dell’offerta assistenziale e terapeutica.

“Dietro questo traguardo ci sono anni di lavoro e, soprattutto, le competenze dei professionisti del Brotzu - con i tre presidi del Businco, del Microcitemico e del San Michele - che ringrazio per il lavoro costante e per la qualità dell’assistenza che garantiscono ogni giorno”, prosegue Todde.

Il Brotzu è l’unico centro accreditato in Sardegna per questa procedura ed è tra i primi in Italia. Un percorso che la Regione considera strategico e che punta a garantire ai pazienti sardi l’accesso alle terapie più innovative.

“È decisivo sostenere questo percorso. Oggi abbiamo un primo risultato concreto. La sanità pubblica deve avere questa ambizione: portare in Sardegna le terapie più avanzate e trasformare la ricerca scientifica in nuove possibilità di cura per le persone”, conclude la presidente Todde.

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In Sardegna il taglio delle accise da 17 centesimi di euro al litro sul gasolio non è stato trasferito ai prezzi alla pompa, al punto che oggi ogni automobilista paga sul pieno 2,1 euro più del dovuto. Lo denuncia Adiconsum Sardegna, sulla base dei dati regionali ufficiali pubblicati dal Mimit.

“Il 28 luglio scorso è entrato in vigore lo sconto sulle accise varato dal governo ma gli automobilisti sardi non hanno goduto pienamente dell’agevolazione fiscale a causa delle solite speculazioni da parte della filiera dei carburanti – attacca il presidente Giorgio Vargiu – Il prezzo medio del gasolio è passato infatti da 2,192 euro al litro del 27 luglio, prima del taglio delle accise, agli attuali 2,064 euro/litro, con una riduzione di soli 12,8 centesimi al litro. In termini di spesa il mancato trasferimento dello sconto sul prezzo alla pompa porta un pieno di diesel a costare oggi 2,1 euro più del dovuto”.

“Se consideriamo i rifornimenti giornalieri dei cittadini sardi e l’enorme presenza di turisti che si spostano in auto tra le località della Sardegna, i danni per i consumatori sono milionari, e per questo ci aspettiamo che la Guardia di finanza, cui il Mimit ha segnalato i distributori inadempienti, sanzioni con la massima severità i responsabili di speculazioni, anche se le speranze sono poche, considerato che in occasione dei precedenti tagli alle accise le multe verso i trasgressori sono state minime” – conclude Vargiu.

 

 

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Trasformare un borgo storico a rischio spopolamento in una smart community internazionale, dove l'eredità artistica di Maria Lai si fonde con la maestosità della natura. Un obiettivo che ad Ulassai è già realtà grazie all’impiego efficace delle risorse legate al progetto “Ulassai: dove la natura incontra l'arte”, con cui il Comune nuorese si è aggiudicato i finanziamenti del Piano Nazionale Borghi, promosso dal Ministero della Cultura nell'ambito del PNRR. Sono complessivamente 38 le iniziative tra cultura, sostenibilità e innovazione digitale tutte integralmente avviate, concluse o in fase di completamento, attuate sotto la regia del Comune di Ulassai nel pieno rispetto delle tempistiche, dei target e delle milestone previste dal PNRR.

Selezionato nel 2022 nell’ambito di un avviso pubblico gestito dalla Direzione Generale Beni Culturali dell’Assessorato Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione e Sport della Regione Sardegna, il Comune di Ulassai ha ricevuto un finanziamento da 20 milioni di Euro, garantendo l’attuazione del progetto attraverso le fasi di programmazione, gestione, monitoraggio e rendicontazione delle risorse.

L'iniziativa rientra nei 21 interventi strategici nazionali finanziati dall'Unione Europea tramite il fondo NextGenerationEU (Missione 1 Componente 3, Investimento 2.1 "Attrattività dei borghi storici"), volti al rilancio economico e sociale dei piccoli borghi.

L'intervento contribuisce direttamente al raggiungimento degli obiettivi nazionali della Misura, concorrendo ai macro-target fissati dal PNRR entro il 2026, a conferma della capacità dell'ente di governare con efficacia un programma di investimento tra i più rilevanti finanziati nel panorama nazionale.

La proposta di Ulassai coniuga la forte impronta identitaria lasciata dall'artista Maria Lai con le potenzialità ambientali del territorio dei Tacchi d'Ogliastra, trasformando l'abitato in un vero e proprio museo a cielo aperto. Il piano si declina in 38 iniziative integrate che combinano interventi materiali di restauro architettonico ad azioni immateriali di animazione territoriale, con l'innovazione digitale a fare da direttrice trasversale.

Le attività finanziate si articolano in quattro macroaree strategiche:

  1. Rigenerazione Urbana e Ricettività
    

Vengono completate e rifunzionalizzate diverse strutture e spazi pubblici, fra cui il Borgo dell'arte - Struttura ricettiva Barigau, la Casa Museo Cannas (CAMUC), la Piazza dell'Arte - Campo Barigau, la Stazione dell’arte, la Casa dell’inquietudine e il recupero della Vecchia colonia Santa Barbara.

  1. Sviluppo Economico, Giovani e Smart Working
    

Creazione di spazi moderni per il lavoro condiviso come il Coworking nell'ex Scuola Materna e il Coworking “Barigau”; percorso di formazione per giovani imprenditori FARE IMPRESA:

Investimenti sulle nuove generazioni con la Riqualificazione della Scuola Media, la Ristrutturazione della Scuola Materna e laboratori di robotica educativa;

Finanziamento diretto al tessuto produttivo locale tramite l'azione INTRAPRENDERE - Misura di sostegno all'imprenditoria locale, misure che risponde in pieno al target di sviluppo aziendale richiesto dal Ministero.

  1. Turismo Attivo, Natura e Transizione Ecologica
    

Valorizzazione delle bellezze naturali attraverso la Riqualificazione ambientale della Grotta Su Marmuri, la manutenzione della sentieristica del Monte Tisiddu e il percorso escursionistico in via ferrata; promozione dello sport outdoor con il Completamento dell'impianto sportivo e il supporto a grandi eventi come l'Ulassai Festival tra Sport, Musica e Natura; promozione della mobilità green con la riconversione della vecchia strada ferrata in pista ciclabile. l'installazione di colonnine di ricarica, servizi di bike e car sharing elettrico, e arredo urbano intelligente dotato di illuminazione e panchine solari.

  1.  Innovazione Culturale e Identità
    

Restauro conservativo delle opere storiche di Maria Lai e potenziamento del Museo a Cielo Aperto.

Applicazione di nuove tecnologie per la fruizione culturale: attività di studio, analisi e predisposizione del riconoscimento Museale della Stazione dell’arte, Realtà Virtuale (Museo dell’immaginario), segnaletica digitale, guide turistiche vocali tramite assistenti virtuali (Alexa) e percorsi di gamification dedicati al binomio Ulassai-Maria Lai;

Nascita di appuntamenti di rilievo internazionale come il Festival Biennale dell’Arte Contemporanea “Maria Lai”, le Residenze d’artista e il Festival del cortometraggio.

Il progetto rappresenta oggi uno dei più significativi programmi di rigenerazione territoriale realizzati in Sardegna nell'ambito del PNRR e costituisce la dimostrazione concreta della sinergia possibile tra le politiche regionali per i beni culturali e il territorio, nonché della capacità amministrativa del Comune di Ulassai di pianificare, coordinare e realizzare interventi complessi, assicurando il pieno rispetto del cronoprogramma, delle procedure e degli obiettivi fissati dal Ministero della Cultura e dall'Unione Europea.

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La Sardegna continua a fare i conti con un numero di blackout ben superiore rispetto al resto d’Italia e l’ondata di caldo estremo di questi giorni rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Secondo un’elaborazione pubblicata dal Sole 24 Ore, basata sui dati dei principali distributori di energia, ogni utenza nell’Isola subisce in media nove interruzioni di corrente all’anno, quasi il doppio della media nazionale, che si ferma a 4,9. Nel conteggio non rientrano gli interventi programmati o annunciati in anticipo, ma solo i guasti improvvisi.

Le cause sono diverse: infrastrutture in parte datate, manutenzioni non sempre tempestive e condizioni meteorologiche sempre più estreme. Se in inverno a mettere in crisi la rete sono tempeste e cicloni, in estate è il caldo torrido a rappresentare la principale minaccia.

Con il termometro destinato a sfiorare i 45 gradi e temperature notturne molto elevate, aumentano infatti le sollecitazioni sulla rete elettrica. I cavi interrati, soprattutto nelle aree urbane, faticano a disperdere il calore accumulato, mentre i consumi crescono per l’uso massiccio dei condizionatori. Una combinazione che può favorire nuovi guasti anche sugli impianti più recenti.

I blackout hanno interessato negli ultimi mesi numerose zone dell’Isola. Tra i casi più significativi quello di San Pantaleo, dove a fine giugno decine di utenze sono rimaste senza elettricità per più sere consecutive. Problemi analoghi sono stati segnalati anche a Tossilo, nell’Oristanese e nel Sulcis, con disagi per famiglie e attività economiche.

La situazione è stata più volte segnalata anche dall’Anci Sardegna, che ha evidenziato le ripercussioni sulle imprese e sulla vita quotidiana dei cittadini, chiedendo interventi per rendere la rete elettrica più efficiente e resistente agli eventi climatici estremi.

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