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Violenza sessuale, appello della Commissione pari Opportunità alle parlamentari e ai parlamentari sardi: “fermare una riforma che indebolisce la tutela delle vittime”
Un appello alle parlamentari e ai parlamentari sardi affinché intervengano con decisione per fermare una riforma che rischia di indebolire la tutela delle vittime di violenza sessuale. È la richiesta lanciata dalla Commissione regionale per le Pari Opportunità della Regione Sardegna in merito alla proposta di modifica dell’articolo 609 bis del Codice penale, approvata lo scorso gennaio dalla Commissione Giustizia del Senato.
La Commissione esprime forte preoccupazione per l’emendamento che elimina il riferimento al consenso come criterio centrale per qualificare la violenza sessuale, introducendo un cambio di paradigma ritenuto pericoloso e in contrasto con gli standard internazionali.
Il tema è stato al centro del convegno “Senza consenso è stupro. Il consenso libero e attuale: riflessioni per una legge giusta”, promosso dalla Commissione regionale Pari Opportunità e svoltosi questa mattina a Cagliari presso la Sala MEM.
“L’emendamento proposto dalla senatrice Giulia Bongiorno ha suscitato sdegno e preoccupazione in tutto il Paese – ha dichiarato la presidente della Commissione, Vittorina Baire – perché segna un arretramento rispetto al testo bipartisan approvato dalla Camera, coerente con la Convenzione di Istanbul. Abbandonare il modello del consenso in favore di quello del dissenso è una scelta pericolosa, che rischia non solo di esporre le vittime a ulteriori difficoltà nel percorso giudiziario, ma anche a una seconda vittimizzazione”.
Secondo la Commissione, la modifica approvata il 27 gennaio si discosta dai principali riferimenti internazionali in materia di diritti umani, tra cui la CEDAW, la Convenzione di Istanbul e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che pongono il consenso al centro della definizione di violenza sessuale.
Nel corso dell’incontro, è stata letta la lettera aperta rivolta alle e ai parlamentari sardi con la richiesta di un impegno chiaro e concreto in Parlamento per garantire una normativa più giusta ed efficace, pienamente orientata alla tutela delle vittime.
Al convegno, moderato dalle commissarie Francesca Spanu e Francesca Marras, hanno partecipato giuristi, rappresentanti delle istituzioni come il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, centri antiviolenza e associazioni – tra cui Una Nessuna Centomila, con la vicepresidente Lella Palladino.
Interventi rivolti alla rieducazione degli uomini autori di violenza di genere, nuove risorse per i centri Cuav
La Giunta regionale ha deliberato la programmazione delle risorse 2025 per gli interventi rivolti al recupero e alla rieducazione degli autori di violenza di genere. Ai tre centri presenti in Sardegna che si occupano di questo delicato e fondamentale compito sono stati messi a disposizione in totale 180 mila euro. I fondi fanno parte di uno stanziamento triennale autorizzato con la recente legge regionale n. 12 dell’8 maggio che assegna lo stesso importo per ciascuna delle annualità 2025, 2026 e 2027, con un ammontare complessivo di 540 mila euro.
I Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV) operativi nell’isola sono dislocati uno a Sassari (Cam Sardegna) e due a Cagliari (Cipm Sardegna e Centro Game). Ciascuno riceverà un finanziamento di 60 mila euro, destinato a garantire la continuità delle attività rivolte ai soggetti coinvolti e che mirano ad a interrompere il ciclo della violenza, promuovendo la consapevolezza, la responsabilità e l'acquisizione di approcci non violenti nelle relazioni interpersonali.
All’interno dei Centri vengono offerti percorsi individualizzati, che prevedono colloqui frontali, gruppi di discussione ed attività formative per esplorare le dinamiche della violenza, le emozioni ad esse associate e le relazioni di genere.
Viene sviluppato un approccio alla responsabilità, in cui gli autori di violenza sono guidati nella presa di coscienza delle loro azioni e nella comprensione dell’impatto sulle vittime.
Si lavora inoltre sulle competenze relazionali, migliorando le capacità di comunicazione, di gestione dei conflitti, di espressione del sé e di costruzione di relazioni sane e rispettose.
“L'obiettivo a lungo termine è evitare che gli uomini autori di questi delitti tornino a usare la violenza per la risoluzione delle loro relazioni”, commenta l’assessore Bartolazzi.
Violenza di genere, una mostra fotografica contro i pregiudizi
Immagini e parole per denunciare e smascherare i tanti pregiudizi sulla violenza contro le donne. Questo l’obiettivo della mostra “L’importanza delle parole” che verrà inaugurata venerdì 6 dicembre alle 10:00, nell’aula Consiliare del Comune di Cagliari in via Roma. L’esposizione guiderà lo spettatore in un percorso tematico pensato per evidenziare quanto gli stereotipi costituiscano ostacoli reali per affrontare e contrastare la violenza di genere. Le parole del pregiudizio, la loro reale interpretazione e gli scatti artistici della fotografa Manuela Fa costruiscono un’esposizione intensa e ricca di spunti di riflessione, visitabile dal 6 al 7 dicembre tra la sala Retablo, la sala dei Mazzieri e l’aula Consiliare del Comune di Cagliari.
L’inaugurazione della mostra, curata dal centro studi DoMino, da Donatori Nati della Polizia di Stato e da GiULiA giornaliste Sardegna, sarà anche l’occasione per fare il punto sul contrasto alla violenza di genere grazie agli interventi degli specialisti – avvocati, psicologi e giornalisti – che hanno contribuito a curare l’allestimento. La mostra rientra nel calendario di Feminas, iniziativa di sensibilizzazione promossa dall'assessorato e dalla commissione alle Pari opportunità del Comune di Cagliari.
«La lotta alla violenza contro le donne va combattuta su diversi fronti. Uno di questi è certamente quello degli stereotipi. Ancora oggi, troppo spesso, le vittime sono colpevolizzate, intimorite e sminuite da una serie di pregiudizi che rendono il loro percorso ancora più doloroso. Contrastare questi modi di pensare aiuta le donne a denunciare e a chiedere aiuto», ha sottolineato l’avvocata Valeria Aresti, presidente di DoMino, associazione capofila del progetto.
Un fischietto rosso per dire basta alla violenza di genere
Un messaggio e un tono dirompente quello che è stato scelto per la campagna di comunicazione “Fischia la fine”, iniziativa di sensibilizzazione al contrasto alla violenza di genere, ideata dall'Assessorato Pari Opportunità, in collaborazione con la C.C.P. Pari Opportunità e fortemente sostenuta dall’Amministrazione tutta.
Il fischietto rosso, scelto come protagonista del video spot, delle affissioni e dei post social, si lega al concetto condiviso “la violenza fa rumore”, e il rumore è ciò che deve scuotere le nostre coscienze per poter reagire ed opporsi.
Il messaggio verrà veicolato in maniera semplice ed efficace, per allertare sui fenomeni di violenza, con particolare riguardo alla violenza di genere, e per promuovere l'immagine del Comune di Cagliari e dell'Assessorato come soggetti attivi nella lotta agli abusi, nella sua vicinanza alle vittime nella denuncia e proattivi nella rieducazione culturale e scolastica.
"E’ un video certamente d'impatto – ha affermato il Sindaco Paolo Truzzu - che probabilmente farà discutere, e se ciò accadrà noi ne saremo contenti. Il compito della comunicazione è quello di far confrontare le persone. Oggi, anche alla luce dei recenti e purtroppo continui fatti di cronaca, il messaggio è chiaro, così come è chiara la volontà dell'amministrazione di creare maggior consapevolezza, non solo affinché questi episodi non si ripetano, ma anche per dare concretamente strumenti a chi è vittima o è testimone di casi di violenza, perché non si resti in silenzio. Credo che il lavoro che dobbiamo fare tutti sia principalmente culturale: ciò che va compreso è che nessuno di noi possiede le altre persone, ognuno è libero e la libertà e l'amore non possono fare paura, anzi, devono dare coraggio”.
“Sono estremamente lieta di poter presentare il video spot e la relativa campagna di comunicazione che abbiamo battezzato “Fischia la fine” - ha aggiunto l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili e Pari Opportunità, Marina Adamo - che ci ha visti impegnati in questi ultimi mesi. Tutto è partito dal ricordo di un fischietto rosso che portavo in tasca da ragazza come strumento concreto ed efficace in caso di pericolo. Da qui l’idea di adottare il fischietto rosso come simbolo della prima campagna di comunicazione contro la violenza sulle donne promossa e realizzata dal Comune di Cagliari - Assessorato alle pari opportunità in collaborazione con la Commissione Consiliare competente, che oltre alla già istituzionalizzata rassegna di eventi denominata "Feminas – Cagliari contro la violenza", ha deciso di fare di più, mandando un messaggio forte e chiaro, come un fischio che rompe il silenzio. Il suono di un fischietto, attira inequivocabilmente l’attenzione, mentre un filo di voce in caso di emergenza non è sufficiente. Il suono di un fischietto è forte così come lo è volutamente l'impatto del video, ma è stato necessario declinarlo in questo modo, anche visto il momento storico in cui stiamo vivendo. Tutta la campagna di comunicazione avrà la durata di un mese e vedrà anche il coinvolgimento delle scuole cittadine, perché l'educazione al rispetto e alla non violenza inizia proprio da piccoli, a scuola."
Il video, che ha una durata di 50 secondi, è stato elaborato per la trasmissione con audio e senza audio per assicurare la massima diffusione del suo contenuto, si avvarrà di importanti collaborazioni come con Rai3 regionale, che manderà il video tradotto in lingua sarda nella programmazione dedicata e CTM, che ospiterà la campagna video sui bus abilitati oltre che con affissioni sulle pensiline.
“Come commissione - ha affermato Stefania Loi, Presidente della C.C.P. Pari Opportunità - abbiamo sempre pensato ad una campagna di comunicazione video che veicolasse il messaggio del nostro impegno al contrasto alla violenza e della presa di responsabilità che deve necessariamente coinvolgere tutte le persone, affinché lo sguardo non si distolga. Il confronto e il grande lavoro di sinergia con l'assessorato, gli uffici e la società che ha realizzato il video, ha portato ad un risultato che ha colto tutte le nostre istanze. Fischia la fine, vuole segnare la fine di un vissuto doloroso, e al contempo un nuovo inizio. L'inizio di un nuovo percorso di vita.”
"L’idea nasce da una riflessione sul percorso che la vittima di violenza deve compiere successivamente all’evento subito – ha concluso Alex Deplano, responsabile dell'agenzia Humans Hub che ha elaborato il video e la campagna di promozione - Come si ricostruisce uno strappo così traumatico? Come si rimargina una ferita? Abbiamo così deciso di far sviluppare il messaggio che si articola in due sensi: rimediare alla violenza, ma soprattutto evitare che si manifesti. Anche il silenzio, in questa logica è una violenza: non sapere o far finta di non vedere è una colpa e una responsabilità. Con la tecnica del richiamo impattante della grafica che elenca le varie tipologie di violenza (secondo una classificazione del Dipartimento delle pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri), accentuato dall’uso invadente degli effetti sonori e della musica, abbiamo pensato a uno spot video fruibile da qualsiasi dispositivo, con o senza audio. Declinabile facilmente su ogni canale”.
E l’Amministrazione è al lavoro per concludere nuove collaborazioni con Enti, organizzazioni e società con lo scopo di raggiungere un pubblico sempre più vasto.
Riaperti i termini per partecipare a "Vetrine in rosso contro la violenza sulle donne"
Sono stati riaperti, con la nuova scadenza fissata alle 18 di martedì 28 novembre 2023, i termini per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso "Vetrine in rosso contro la violenza sulle donne".
L'iniziativa è stata realizata dagli Assessorati Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili e Pari Opportunità e Attività Produttive, Turismo e Promozione del Territorio in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.
Le domande di partecipazione al concorso dovranno essere inviate tramite PEC (Posta Elettronica Certificata) all'indirizzo: protocollogenerale@comune.

