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La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha incontrato questa mattina a Villa Devoto l’Ambasciatore di Svizzera in Italia Roberto Balzaretti, nell’ambito della tappa sarda di “In Cammino con la Svizzera”, il progetto promosso dall’Ambasciata che porterà Balzaretti a visitare tutte le venti regioni italiane entro il 2027.

Al centro del colloquio le opportunità di collaborazione tra Sardegna e Svizzera, a partire dalla ricerca scientifica e dall’Einstein Telescope. La Confederazione elvetica, tra i Paesi fondatori del CERN di Ginevra, dispone di un sistema scientifico e industriale altamente specializzato, con competenze tecnologiche che possono contribuire alla filiera legata alla candidatura di Sos Enattos a ospitare la futura infrastruttura europea per lo studio delle onde gravitazionali.

“L’Einstein Telescope può costruire intorno alla Sardegna una rete internazionale capace di mettere in relazione ricerca e impresa. La Svizzera è un interlocutore di grande interesse per la qualità del suo sistema scientifico e per le sue competenze industriali specializzate. Vogliamo lavorare perché la candidatura di Sos Enattos generi relazioni e opportunità già nel percorso verso la realizzazione dell’infrastruttura”, ha dichiarato la presidente Todde.

Il confronto ha riguardato anche l’alta formazione nel settore turistico e ricettivo. La Svizzera vanta una lunga esperienza nell’hospitality management e ospita realtà di riferimento internazionale come la EHL Hospitality Business School di Losanna, fondata nel 1893 come École hôtelière de Lausanne.

La presidente Todde ha espresso l’interesse della Regione ad avviare una collaborazione per rafforzare in Sardegna la formazione manageriale nel comparto turistico.

“La qualità dell’offerta turistica passa dalla capacità di investire sulle competenze. Vogliamo formare in Sardegna figure manageriali capaci di guidare strutture e imprese sui mercati internazionali e accompagnare la crescita del settore. L’esperienza svizzera può rappresentare un riferimento importante per costruire collaborazioni concrete”, ha concluso la presidente.

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Dalle risorse, alla progettazione degli interventi: l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, si è recato oggi a Lula per un sopralluogo negli edifici e negli spazi pubblici potenzialmente individuati dal Comune nell’ambito del programma di rigenerazione urbana collegato alla candidatura del sito di Sos Enattos per ospitare l’Einstein Telescope.

Il sopralluogo rappresenta un passaggio operativo per verificare direttamente le aree interessate e definire, insieme all’amministrazione comunale, le priorità di intervento. Un’attività che dà seguito allo stanziamento complessivo di 4,4 milioni di euro destinato ai Comuni di Lula, Bitti, Onanì e Orune, con una dotazione fino a 1,1 milioni di euro per ciascun territorio.

“Le risorse hanno senso se producono risultati visibili e duraturi - sottolinea l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda -. Per questo siamo qui, a Lula, insieme all’amministrazione comunale: per conoscere da vicino le esigenze del territorio e accompagnare le scelte che porteranno alla realizzazione degli interventi”.

I finanziamenti potranno essere destinati al recupero e alla valorizzazione di edifici e spazi pubblici, alla realizzazione di infrastrutture verdi, al rafforzamento dei luoghi di aggregazione e inclusione e al miglioramento della sicurezza, dell’accessibilità e della qualità urbana.

“La candidatura dell’Einstein Telescope è una prospettiva strategica per la Sardegna centrale, ma non possiamo aspettare il futuro per investire nei territori - aggiunge Spanedda -. La rigenerazione urbana serve innanzitutto a rendere più forti e attrattivi i centri che oggi vivono questa sfida, migliorando gli spazi pubblici e creando condizioni migliori per chi li abita”.

Il percorso coinvolge direttamente i quattro Comuni interessati e punta a fare della candidatura di Sos Enattos un’occasione capace di generare ricadute concrete già nella fase attuale, rafforzando infrastrutture, servizi e qualità urbana.

“Il ruolo della Regione è mettere in campo risorse, ma anche garantire che siano utilizzate nel modo più efficace - conclude Spanedda -. Il confronto diretto con i sindaci e la conoscenza dei luoghi sono parte di questo lavoro. È una scelta precisa: accompagnare i territori e costruire con loro gli interventi necessari, senza calare dall’alto le soluzioni”.

Sono in previsione sopralluoghi anche negli altri tre comuni interessati.

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La Giunta regionale ha approvato i criteri per destinare 4,4 milioni di euro alla rigenerazione urbana di Lula, Bitti, Onanì e Orune, accompagnando così la candidatura di Sos Enattos con un investimento concreto sulla qualità dei luoghi e delle comunità.

Le risorse, previste dalla legge regionale di stabilità 2026, saranno ripartite in parti uguali tra i quattro Comuni, con un massimo di 1,1 milioni di euro ciascuno. I finanziamenti potranno essere utilizzati per recuperare edifici pubblici e spazi urbani, realizzare infrastrutture verdi, rafforzare i luoghi di aggregazione e inclusione e migliorare sicurezza, accessibilità e qualità urbana.

“L’Einstein Telescope è molto più di una grande infrastruttura scientifica: è una straordinaria occasione di sviluppo per la Sardegna - sottolinea l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda -. La candidatura stessa è un'occasione di rigenerazione dei territori: è giusto prepararli oggi poiché potrebbero accogliere una trasformazione dalle importanti ricadute scientifiche, economiche, occupazionali e sociali, rafforzando la qualità urbana e di vita di chi già abita il territorio così come per coloro che verranno”.

“La candidatura di Sos Enattos deve diventare anche un progetto di crescita territoriale e di sinergia istituzionale - prosegue Spanedda -. Con queste risorse la Regione sostiene concretamente i Comuni e li mette nelle condizioni di intervenire sui propri centri urbani, recuperare patrimonio e spazi pubblici e migliorare i servizi. È così che una grande sfida internazionale può tradursi in una ricaduta concreta per le comunità”.

L’intervento si inserisce nella strategia regionale a sostegno della candidatura, già accompagnata da una governance dedicata e dall’Accordo sottoscritto con i quattro Comuni direttamente interessati: Lula, Bitti, Onanì e Orune.

I progetti dovranno avere carattere organico e di interesse pubblico, essere coerenti con i caratteri ambientali e storico-culturali dei luoghi e rispondere ai bisogni delle comunità, intervenendo anche su situazioni di degrado, abbandono e perdita di funzioni urbane.

“Una grande infrastruttura può diventare davvero un’opportunità solo se cresce insieme ai territori che la ospitano. Per questo è fondamentale lavorare fianco a fianco con i Comuni, mettendo sullo stesso piano l’opera, le esigenze delle comunità e le prospettive di sviluppo dei territori. La collaborazione tra istituzioni è la condizione per costruire un progetto capace di avviare una crescita duratura in Sardegna”, conclude Spanedda.

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Dura presa di posizione delle istituzioni regionali dopo l’atto intimidatorio compiuto a Lula ai danni di due ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), impegnati nelle attività collegate al progetto dell’Einstein Telescope. La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha espresso la propria solidarietà ai due studiosi, definendo l’episodio «un fatto grave» che coinvolge non solo le vittime, ma l’intera comunità sarda.

Secondo la presidente, si tratta di un gesto isolato che non rappresenta il territorio né la popolazione di Lula, una comunità che, come molte altre nell’Isola, guarda al progetto scientifico come a un’importante occasione di crescita economica, occupazionale e sociale.

Todde ha ribadito che la Sardegna ha scelto di puntare sulla ricerca, sull’innovazione e sulla conoscenza come strumenti fondamentali per costruire il proprio futuro. Per questo motivo, ha sottolineato, ogni tentativo di intimidire chi lavora per sviluppare nuove opportunità è destinato a non avere successo.

La governatrice ha inoltre richiamato il valore strategico dell’Einstein Telescope, il grande osservatorio europeo per lo studio delle onde gravitazionali candidato a sorgere nel sito di Sos Enattos, nel Nuorese. Un’infrastruttura che, secondo la Regione, potrebbe rappresentare una svolta per il territorio, favorendo l’arrivo di ricercatori e investimenti, creando occupazione qualificata e rafforzando il ruolo della Sardegna nei grandi progetti scientifici internazionali.

«La Sardegna sarà sempre dalla parte della legalità e della scienza», ha ribadito Todde, assicurando pieno sostegno ai ricercatori e la fiducia nel lavoro degli investigatori affinché venga fatta chiarezza sull’accaduto.

La presidente ha infine rivolto un messaggio di vicinanza all’INGV, ai suoi vertici e a tutto il personale impegnato nelle attività di ricerca sull’Isola, confermando l’impegno della Regione nel sostenere chi opera per lo sviluppo della conoscenza e dell’innovazione.

Alla condanna si è unito anche il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che ha definito quanto accaduto «un atto intimidatorio gravissimo» nei confronti di due professionisti impegnati in un progetto di grande rilevanza per la Sardegna e per l’Italia. Comandini ha espresso solidarietà ai ricercatori, sottolineando come episodi di questo genere non possano ostacolare un percorso che punta a fare dell’Isola uno dei principali poli europei della ricerca scientifica.

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“Il laboratorio ET-SUnLab è il simbolo della concretezza del nostro viaggio”. Con evidente emozione la Presidente della Regione, Alessandra Todde, ha annunciato oggi a Lula il lancio ufficiale del cantiere per la realizzazione dell’ET-SUnLab, il centro ricerche in procinto di sorgere nell’ex area mineraria di Sos Enattos, sito candidato dall’Italia per ospitare l’Einstein Telescope. Il progetto prevede la realizzazione di un centro di accoglienza e nuovi laboratori di ricerca nell’area occupata dai capannoni ex-RI.MI.SA., sede attuale del laboratorio SAR-GRAV, e la costruzione di un laboratorio sotterraneo multidisciplinare.

“La giornata di oggi – ha detto Todde – rappresenta la fine di un percorso: quello delle prime caratterizzazioni, degli esperimenti nel capannone, dello studio del potenziale di questo sito. Ma è, contemporaneamente, l’inizio di uno nuovo: quello che vogliamo ci porti a ospitare la più grande infrastruttura di ricerca dei prossimi anni”.

Il SUnLab è finanziato con circa 10 milioni di euro dalla Regione Sardegna e altrettanti suddivisi tra Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). La conclusione dei lavori è attesa entro la fine del 2027.

Alle attività che si svolgeranno all’interno del SunLab collaboreranno anche le Università di Cagliari e Sassari, ospiterà attività di ricerca e sviluppo per ET ed esperimenti di fisica a basso rumore, oltre a un osservatorio geofisico per lo studio delle strutture interne della Terra e un telescopio terrestre di grande apertura chiamato “MezzoCielo”. La struttura diventerà anche un centro di riferimento per progetti di divulgazione rivolti alle scuole e di formazione professionale. Il disegno architettonico e paesaggistico è stato elaborato da un gruppo di lavoro dell’AT Lab del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura (DICAAR) dell’Università di Cagliari, coordinato dal docente Massimo Faiferri.

La presidente Todde ha ricordato anche alcuni degli altri interventi in atto a Sos Enattos. “Lo scorso anno – ha spiegato – grazie al collegamento Garr-T è arrivata la rete telematica da 1 Terabyte, che attraversa la Sardegna ma pensata innanzitutto per collegare questo sito. Costruiremo una nuova strada di accesso al sito minerario e riqualificheremo la diga Minghetti. Con il contributo dell'IGEA, vogliamo rafforzare la presenza di minatori e tecnici a supporto delle attività di ricerca, manutenzione e promozione del sito”.

Nel primo pomeriggio, sempre a Lula, nel Salone “Giovanni Paolo II” in viale Karl Marx è stato inaugurato il punto informativo dedicato al progetto Einstein Telescope, il cui allestimento è stato gestito dall’INFN, nel quale lavoreranno 2 dei 6 divulgatori-mediatori territoriali selezionati da UnitelSardegna e formati dalle Università di Cagliari e Sassari, nell’ambito delle iniziative per la promozione e valorizzazione della candidatura del sito di Sos Enattos coordinate dalla Presidenza della Regione, di concerto con le università di Cagliari e Sassari e gli enti di ricerca INFN, INAF e INGV. che l’apertura di uno sportello informativo anche a Nuoro.

Dopo i saluti del sindaco di Lula, Mario Calia e dei rappresentanti degli enti di ricerca coinvolti, la presidente Todde, salutando e augurando un buon lavoro ai divulgatori, ha sottolineato l’importanza che riveste l’iniziativa. “La volontà è quella di informare e comunicare tutte le opportunità di questo progetto, non calandolo dall’alto - ha spiegato -ma integrandolo in un contesto che ha un parco minerario, un patrimonio archeologico importante, un’area SIC sul Montalbo, tradizioni e produzioni da promuovere e proporre. Questo spazio, collocato al centro del paese, mette insieme tutto questo e sono grata al Sindaco di Lula, alle Università di Cagliari e Sassari e a tutti gli enti di ricerca per lo sforzo fatto sia nel pensarlo che nel formare chi ci lavorerà”.

Le figure professionali selezionate si occupano di divulgazione scientifica, mediazione territoriale e supporto al dialogo con le comunità locali. Opereranno in coordinamento con i formatori di Unica e Uniss e la compagine di ricercatori e tecnici coinvolta nel progetto.

“Il lancio del futuro centro di ricerca ET-SUnLab e l’inaugurazione a Lula di un punto informativo dedicato a Einstein Telescope, rappresentano due momenti di grande valore sia nel percorso per portare in Sardegna questa grande infrastruttura scientifica internazionale, sia nella costruzione del suo rapporto con il territorio che ci auguriamo potrà ospitarla”, commenta Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN. “Queste iniziative – continua – testimoniano il forte legame tra la ricerca scientifica e le sue infrastrutture, i territori e le comunità locali. Einstein Telescope è un progetto di tutti e per tutti. E l’INFN è orgoglioso di contribuirvi insieme alle istituzioni, al mondo della ricerca e al territorio, nella convinzione che investire nella scienza significhi costruire il futuro assieme”.

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La presidente della Regione, Alessandra Todde, è intervenuta oggi in veste istituzionale alla conferenza “Einstein Telescope: scienza, territorio e sovranità strategica europea”, organizzata dal Gruppo parlamentare europeo The Left nell’auditorium di Sa Manifattura, a Cagliari, con la partecipazione dell’INFN e degli scienziati delle Università di Cagliari e Sassari.

All’evento, infatti, sono intervenuti esponenti del mondo scientifico e politico, che hanno illustrato gli impatti che il progetto ET avrebbe sul territorio sardo nel caso venisse realizzato nel sito candidato di Sos Enattos, nel Nuorese, il suo enorme potenziale nel campo della ricerca sulle onde gravitazionali.

I lavori sono stati aperti con i saluti di benvenuto ai partecipanti della Presidente Todde, dell’assessore dell’Urbanistica della Città metropolitana di Cagliari, Matteo Lecis Cocco-Ortu e del direttore di INFN Cagliari, Alessandro Cardini.

Ringraziando gli organizzatori del convegno, la Presidente ha sottolineato il valore della candidatura sarda a ospitare l’Einstein Telescope, “la più grande infrastruttura di ricerca attualmente programmata in Europa”.

“Come Regione crediamo molto in questo progetto – ha affermato Todde –, che non è solo scientifico, ma di una portata tale in grado di generare trasformazioni permanenti dal punto di vista socio-economico. Non solo per il territorio candidato a ospitarlo, ma per l’intera isola. In Italia abbiamo l’esempio del Gran Sasso, in Svizzera il Cern di Ginevra: abbiamo visto le ricadute positive che possono avere sui territori al di là dell’aspetto tecnologico”.

“Io – ha continuato Todde – credo che sia un'opportunità per far capire che anche nelle regioni che non vengono considerate centrali si può fare ricerca, si deve fare ricerca, anche nell’ottica delle politiche che l'Europa sta promuovendo: il diritto a rimanere nelle proprie regioni, il diritto a svilupparle, il diritto di fare in modo di sentirsi europei a pieno titolo, anche dal punto di vista della scienza e della ricerca”.

Per sottolineare il grande respiro europeo del progetto Einstein Telescope, la presidente ha ricordato l’accordo sottoscritto a gennaio tra Regione Sardegna e Land della Sassonia per portare avanti una candidatura congiunta per ospitare l’infrastruttura nella configurazione “a doppia L”.

“Sono due regioni che condividono molto dal punto di vista geologico, dal punto di vista della storia mineraria, dal punto di vista della visione industriale, anche il fatto di poter creare nuovi modelli di sviluppo legati alla ricerca tecnologica, in questo caso sulle onde gravitazionali. L’Einstein Telescope è un'infrastruttura strategica europea e può veramente cambiare, con la Sardegna e con la Sassonia, la storia della ricerca del Continente”.

Nella sessione scientifica della conferenza sono intervenuti il responsabile scientifico di ET Italia, Domenico D’Urso, che ha spiegato l’ambito di ricerca in cui opererà l’Einstein Telescope, ossia la misurazione delle onde gravitazionali; il ricercatore dell’INFN, Andrea Contu, che ha raccontato le attività svolte per ET sul territorio; la project manager del progetto ETIC, Monique Bossi, che si è soffermata sulla valenza europea dell’infrastruttura; il Rup del progetto ETIC, Gaetano Schillaci, che ha illustrato gli aspetti tecnici del progetto preliminare di ET e del l cantiere di SUnLab.

Il panel politico ha visto poi gli interventi dei parlamentari europei Pasquale Tridico, Gaetano Pedullà, Giorgio Gori, Oliver Schenk e Tomas Kubin, dell’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, e del segretario regionale di Sinistra Italiana, Eugenio Lai.

In chiusura dell’incontro è intervenuto il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, che a proposito delle trasformazioni che l’ET porterà sul territorio, ha spiegato come “il solo fatto di essere candidati a ospitare l’infrastruttura stia già generando sviluppo nel tessuto sociale ed economico cittadino. A partire dall’insediamento in città della prima sede dell’INGV in Sardegna - ha detto - o quanto stiamo facendo per l’allestimento e recupero di strutture ricettive, come per esempio l’ex Artiglieria, che ospiterà studenti e ricercatori di tutto il mondo”.

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La presidente della Regione Alessandra Todde, su invito del Ministro Presidente della Sassonia Michael Kretschmer, ha partecipato a Berlino alla presentazione ufficiale della candidatura della Sassonia a ospitare l’Einstein Telescope insieme alla Sardegna, così come sancito nella dichiarazione di intenti sottoscritta il 12 gennaio scorso a Roma, alla presenza della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

“Oggi è stata una giornata importante a Berlino”, dichiara la presidente Todde “Questa mattina ho incontrato l’Ambasciatore d’Italia in Germania e nel pomeriggio abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci nella sede dello Stato della Sassonia sul progetto dell’Einstein Telescope. È un passaggio utile per rafforzare il dialogo tra territori che stanno lavorando su grandi infrastrutture scientifiche e per valutare possibili forme di collaborazione tra la Sardegna e la Sassonia”.

All’evento, svolto nella sede di rappresentanza dello Stato libero di Sassonia, nella capitale tedesca, hanno preso parte, oltre le massime autorità sassoni, l’Ambasciatore d’Italia in Germania, Fabrizio Bucci, membri del Bundestag, del Landtag sassone e rappresentanti dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), della comunità scientifica tedesca.

Dopo il benvenuto da parte del capo dell'ufficio della Rappresentanza sassone, Markus Franke, e il discorso introduttivo del ministro presidente Kretschmer, che ha confermato la ferma volontà di collaborare con la Sardegna, è intervenuta la presidente Todde.

“È per me motivo di grande orgoglio essere qui oggi a Berlino - ha esordito - ringrazio il Ministro Presidente Kretschmer e l'intero Land della Sassonia per questa opportunità. Essere qui significa che il 12 gennaio non solo abbiamo firmato un accordo, ma decidiamo di dargli seguito, promuovendo una sinergia sempre più stretta tra i nostri territori”.

“Sono Presidente della Regione Autonoma della Sardegna e mi sento profondamente sarda, italiana ed europea”, ha continuato Todde, sottolineando l’importanza che riveste, in questo come in altri contesti, la collaborazione tra le comunità politiche e scientifiche europee: “Ciò che stiamo facendo parla non solo alla scienza e alla ricerca, ma anche al mondo economico e sociale europeo. Dobbiamo promuovere la cooperazione e il dialogo. L’Einstein Telescope, il motivo per cui siamo tutti qui oggi, è lo strumento che ci permette di farlo”.

La presidente ha poi illustrato le iniziative concrete già adottate dalla Regione a sostegno della candidatura, a partire dall’investimento di 350 milioni di euro per la realizzazione del progetto e i 70 milioni già impegnati per infrastrutturare il territorio dal punto di vista tecnologico, industriale e urbanistico. Sforzo sostenuto dal governo nazionale con ulteriori 950 milioni di euro.

“Ci auguriamo - ha detto la presidente Todde - che un investimento simile venga presto deciso dai partner sassoni per sostenere, almeno a livello regionale, il progetto. La nostra regione sostiene il progetto ET con fatti e decisioni importanti: nel novembre 2025, una conferenza dei servizi ha espresso parere positivo sulla possibilità di ospitare l’ET in Sardegna in entrambe le configurazioni (triangolare o a doppia L). Ma sono convinta, come ho detto al Presidente Kretschmer e al Ministro Gemkow il 12 gennaio, che la soluzione a 2L sia la più conveniente dal punto di vista scientifico, economico e sociale. Per questo motivo, i nostri uffici hanno già incontri regolari con il personale del Libero Stato di Sassonia e vogliamo con tutte le nostre forze vincere la gara e portare l’Einstein Telescope nei nostri due territori”.

L’evento è poi proseguito con gli interventi degli scienziati Christian Stegmann (direttore del Consorzio Einstein Telescope Lusazia), Heike Grassmann, Ursula Staudinger, Harald Lück (vicecoordinatore ET Scientific Collaboration), Frank Bösenberg (CEO Silicon Saxony).

Entrambe le regioni sono candidate a realizzare l’importante infrastruttura tecnologica: la Sardegna nell’area intorno all’ex sito minerario di Sos Enattos a Lula (Nuoro), la Sassonia nel territorio della Lusazia. L’accordo strategico è stato siglato considerando l’opzione della configurazione dell’Einstein Telescope a doppia L, che prevede la possibilità di costruire due distinti osservatori gemelli, conformazione che consentirebbe all’interferometro di massimizzare la sensibilità nella ricerca dei deboli segnali gravitazionali.

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Dalle miniere di Lula alle frontiere della fisica quantistica. Sardegna Ricerche lancia un bando da 4 milioni di euro per inserire le PMI locali nella filiera dell’Einstein Telescope. L’obiettivo è trasformare le imprese del territorio nei fornitori ufficiali del più grande rivelatore di onde gravitazionali al mondo: un’occasione per sviluppare componenti e tecnologie abilitanti (KET) pronte per essere esportate sul mercato globale dell’alta tecnologia.
 
Il bando, finanziato con fondi europei del PR FESR Sardegna 2021-2027, prevede contributi a fondo perduto tra 20mila e 200mila euro per coprire i costi di personale tecnico specializzato, acquisto di macchinari e consulenze avanzate, attraverso due percorsi:
  • K-PRO: per innovare prodotti e processi attraverso tecnologie abilitanti (microelettronica, fotonica, materiali avanzati, nanotecnologie);
  • ET-TECH: dedicata allo sviluppo di soluzioni specifiche per le sfide tecniche dell'Einstein Telescope.
 
In considerazione dei suoi ambiziosi obiettivi, il bando è stato realizzato con il supporto degli scienziati dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e in connessione con la Cabina di Regia per l'Einstein Telescope (ET) in Sardegna.
 
«Con questo bando non ci limitiamo a finanziare l’acquisto di macchinari o servizi, ma stiamo costruendo l’infrastruttura immateriale del futuro della Sardegna» – afferma Carmen Atzori, Direttrice Generale di Sardegna Ricerche. – «Vogliamo che le nostre imprese non siano spettatrici, ma protagoniste attive di questa rivoluzione, capaci di sviluppare tecnologie di frontiera che troveranno applicazione a Sos Enattos ma che saranno esportabili in tutto il mondo».
 
«Investire sull’innovazione significa fare una scelta politica precisa: rafforzare le imprese sarde e accompagnarle verso filiere tecnologiche avanzate. Il bando appena pubblicato va esattamente in questa direzione perché sosteniamo le aziende e le mettiamo nelle condizioni di crescere, specializzarsi e candidarsi a diventare partner tecnologici di una grande infrastruttura scientifica internazionale» – ha dichiarato l’Assessore regionale della Programmazione, Giuseppe Meloni – «L’Einstein Telescope rappresenta un’occasione straordinaria per lo sviluppo della nostra isola e il suo ruolo nel mondo: è proprio con bandi di questo tipo che creiamo nuove opportunità di lavoro, valorizziamo i territori e li colleghiamo alle grandi reti tecnologiche globali».
 
«L’Einstein Telescope non è soltanto un grande progetto scientifico, ma un vero motore di innovazione» – ha aggiunto il Direttore della sezione di Cagliari dell’INFN, Alessandro Cardini – «la sua realizzazione richiederà tecnologie d’avanguardia che apriranno nuove opportunità per l’intero sistema della ricerca e delle imprese. La Sardegna è protagonista di questa sfida, grazie alla candidatura dell’area di Sos Enattos. Siamo grati a Sardegna Ricerche e alla Regione Sardegna per questo bando, che permetterà alle aziende sarde di contribuire direttamente a questa grande impresa scientifica e tecnologica.»
 
Lo sportello per la presentazione delle domande aprirà ufficialmente alle ore 12:00 del 25 marzo 2026 e resterà aperto fino al 31 dicembre 2027, salvo esaurimento risorse.
 
 
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È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Europea il bando di gara rivolto alle imprese per la realizzazione del centro di ricerca “ET-SUnLab” (Einstein Telescope Sardinia Underground Laboratory), che sarà costruito nell’area della miniera di Sos Enattos (a Lula, nel Nuorese), candidata a ospitare l’osservatorio di onde gravitazionali Einstein Telescope (ET). Il progetto è finanziato con circa 10 milioni di euro dalla Regione Sardegna e altrettanti divisi tra Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Lo scorso 15 dicembre era stata firmata a Cagliari la concessione in uso gratuito a INFN, INAF e INGV dell’area di 13000 metri quadrati destinata alla costruzione di SUnLab, di proprietà di IGEA s.p.a.

“Passiamo dalle parole ai fatti”, commenta la presidente della Regione, Alessandra Todde. “La realizzazione del centro ricerche ET-SUnLab, come il recente annuncio dell’apertura di una sede dell’Ingv a Nuoro, è la dimostrazione di come anche il solo fatto di essere candidati ad ospitare l’Einstein Telescope, produca effetti diretti sulle nostre comunità. Il centro, che nascerà e opererà a prescindere dall’esito dell’assegnazione, porterà decine di studiosi a stabilirsi sul territorio con ricadute su economia e sviluppo locale”.

“Il progetto SUnLab rappresenta il primo passo concreto verso il futuro osservatorio di onde gravitazionali Einstein Telescope, che porterà nel sito candidato di Sos Enattos, in Sardegna, un centro multidisciplinare aperto a enti di ricerca e università”, sottolinea il presidente dell’INFN, Antonio Zoccoli. “Sarà un luogo dalle caratteristiche uniche, in cui sviluppare e testare le tecnologie di frontiera necessarie a ET e capace di attrarre giovani ricercatori e ricercatrici, creando una nuova comunità scientifica di alto livello. SUnLab sarà anche uno spazio di partecipazione e confronto tra la comunità scientifica, il mondo delle imprese e la società civile, con l'obiettivo di favorire il dialogo con il territorio, essenziale nel percorso verso Einstein Telescope”.

“Anche l'INAF partecipa alla costruzione del laboratorio per lo sviluppo delle tecnologie finalizzate alla costruzione e allo sfruttamento dell'Einstein Telescope”, dichiara il presidente dell'INAF Roberto Ragazzoni. “Alla radicata presenza sul territorio con una nostra sezione importante che gestisce il Sardinia Radio Telescope - il radiotelescopio da 64 metri (San Basilio, Cagliari) - portiamo al SUnLab due tra le migliori tecnologie sviluppate dall'INAF e riconosciute in tutto il mondo: il controllo di specchi "intelligenti" e lo sviluppo di un prototipo del telescopio MezzoCielo a grandissimo campo. Con il primo, dopo avere cancellato la turbolenza dell'atmosfera nei telescopi tradizionali, miglioreremo la sensibilità degli interferometri usati nell'Einstein Telescope; con il secondo intendiamo costruire una generazione di strumenti capaci di osservare in tempo reale le controparti ottiche delle onde gravitazionali, un nuovo capitolo nell'era della astronomia multimessaggera”.

“ET-SUnLab sarà un punto di riferimento per le Scienze della Terra e il monitoraggio geofisico”, dichiara il presidente dell’INGV, Fabio Florindo. “L'infrastruttura permetterà di approfondire la conoscenza della struttura profonda del pianeta, dei processi geodinamici e del rumore sismico locale, sfruttando un sito dalle caratteristiche geofisiche uniche. Per l’INGV, SUnLab rappresenta un’opportunità per integrare osservazioni e tecnologie avanzate, contribuendo alla ricerca scientifica nazionale ed europea e supportando la candidatura italiana dell’Einstein Telescope”.

Il progetto prevede la realizzazione di un centro di accoglienza e nuovi laboratori di ricerca nell’area occupata dall’edificio ex-RI.MI.SA., sede attuale del laboratorio SAR-GRAV, e la costruzione di un laboratorio sotterraneo multidisciplinare. SUnLab, alle cui attività collaboreranno anche le Università di Cagliari e Sassari, ospiterà attività di ricerca e sviluppo per ET ed esperimenti di fisica a basso rumore, oltre a un osservatorio geofisico per lo studio delle strutture interne della Terra e un telescopio terrestre di grande apertura chiamato “MezzoCielo”. La struttura diventerà anche un centro di riferimento per progetti di divulgazione rivolti alle scuole e di formazione professionale. Il disegno architettonico e paesaggistico è stato elaborato da un gruppo di lavoro dell’AT Lab del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura (DICAAR) dell’Università di Cagliari, coordinato dal docente Massimo Faiferri.

Il bando di gara scade il 16 aprile 2026. L’inizio dei lavori di realizzazione è fissato all’inizio dell’estate 2026, mentre la conclusione è prevista entro la fine del 2027.

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Hanno preso formalmente servizio oggi le sei figure professionali selezionate dal Consorzio interuniversitario Unitel Sardegna, che si occuperanno dell’attività di divulgazione sul territorio del progetto Einstein Telescope. A dar loro il benvenuto, nell’aula consiliare del Comune di Lula, i sindaci di Lula e Nuoro, Mario Calia ed Emiliano Fenu, il consulente della Presidenza della Regione per il progetto ET, Raffaele Marras, il direttore dell’INFN di Cagliari, Alessandro Cardini, la direttrice dell’INAF di Cagliari, Federica Govoni, Il ricercatore dell’INGV, Carlo Giunchi, il responsabile scientifico di Et Italia, Domenico D’Urso, i prorettori alla Ricerca di Uniss e Unica, Giuseppe Pulina e Luciano Colombo e il commissario del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, Roberto Curreli.

Tutti gli intervenuti hanno sottolineato l’importanza e la centralità che le sei figure selezionate rivestiranno nella divulgazione e illustrazione del progetto, destinato a impattare sulla vita comunità coinvolte territorialmente. Fondamentale, quindi, che i cittadini siano coinvolti e informati su un evento storico che avrà profonde ricadute sulla vita economica e sociale. La giornata è poi proseguita con una visita al museo minerario e alla miniera di Sos Enattos, dove sono collocate alcune delle strumentazioni usate in questi anni dagli scienziati.

Il bando, per il quale sono pervenute ben 126 domande, si inseriva nel quadro delle iniziative per la promozione e valorizzazione della candidatura del sito di Sos Enattos (Lula) a ospitare l’infrastruttura. Attività coordinata dalla Presidenza della Regione di concerto con le università di Cagliari e Sassari e gli enti di ricerca INFN, INAF e INGV, che prevedono l’apertura di due sportelli territoriali informativi a Nuoro e Lula, il cui allestimento sarà gestito dall’INFN e completato nelle prossime settimane. Nel frattempo, i divulgatori selezionai seguiranno un breve periodo di formazione.

Nel dettaglio, le figure selezionate si occuperanno di divulgazione scientifica, mediazione territoriale e supporto al dialogo comunitario nel territorio. Opereranno in coordinamento con i formatori di Unica e Uniss e la compagine di ricercatori e tecnici coinvolta nel progetto.

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