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La sconfitta sarebbe stata una punizione troppo severa per uno dei migliori Cagliari della stagione. “Sappiamo di essere con l'acqua alla gola, ma arriviamo a delle partite importanti consapevoli che siamo ancora in lotta per la salvezza”

  

 

Un pareggio che muove non solo la classifica. Claudio Ranieri lo sa benissimo. Un pareggio col Napoli, arrivato al 95' dopo aver giocato alla pari il primo tempo e sofferto nel finale con la squadra completamente votata all'attacco alla disperata ricerca dell’1-1, può essere la svolta della stagione, a maggior ragione ora che il Cagliari si appresta ad affrontare una serie di scontri diretti che dirà quanto sarà concreta la possibilità di restare in serie A. “A Udine è iniziato il nostro campionato. Siamo sott’acqua, stiamo affogando, ma dobbiamo dimostrare ai tifosi e, soprattutto, a noi stessi che non vogliamo retrocedere. Oggi non meritavamo di perdere, sarebbe stato ingiusto. Arriviamo a delle partite importanti consapevoli che siamo ancora in lotta per la salvezza”.

 

Ora partite molto importanti

“E’ stata una gara difficile che i ragazzi hanno interpretato bene fino all’incomprensione del gol. Loro sono una grande squadra, non per nulla hanno ancora lo scudetto sul petto. Eravamo riusciti a bloccarli nel primo tempo - analizza Ranieri -, peccato per la disattenzione sul gol subito e menomale che non siano riusciti a sfruttare quelle due occasioni sotto porta avute. Poi nel finale sia Dossena che Luvumbo sono stati bravi a siglare un pareggio meritato. Adesso - prosegue - arrivano delle partite molto importanti, per questo era fondamentale arrivarci con la consapevolezza che siamo ancora in lotta per la salvezza. Sappiamo di essere con l'acqua alla gola e soltanto giocando così possiamo dire la nostra in questo percorso”.

 

La scossa dopo la Lazio

Ranieri torna anche sulle dimissioni post-Lazio: “Quando ho detto ai ragazzi che mi sarei dimesso loro hanno fatto muro, dicendomi che come hanno lottato per salire avrebbero lottato altrettanto duramente per restare in Serie A”. Sui singoli, a partire dall’uomo partita, Luvumbo: “E’ stato bravo in occasione del gol, ma mi è piaciuto tanto anche in fase difensiva. Deve capire che non è solo un attaccante e oggi è stato encomiabile per il lavoro di sacrificio che ha fatto”. La scelta di schierare Nandez su Kvaratskhelia ha un motivo preciso: “E’ l’unico dei difensori che poteva stargli dietro”. Appunto su Augello, colpevole in occasione del vantaggio azzurro: “E’ stata la sua miglior partita stagionale, ho visto quello che ho conosciuto con la Sampdoria, peccato per quell’ingenuità”. Infine Gaetano: “Non è mai facile giocare contro la propria squadra, non riuscivamo mai a trovarlo tra le linee. Il cambio? Ho la fortuna di avere dei ricambi all’altezza, anche se Viola, Pavoletti e Petagna non possono essere considerati ricambi. Oristanio non ha i 90’, dopo una sola settimana di allenamento, ma può darci una mano in futuro”.

 

Scuffet: "Pari che vale più di un punto"

Simone Scuffet, decisivo a inizio gara e nel finale, si gode il pareggio: "In classifica vale un punto, ma dal punto di vista emotivo è una bella botta, benzina per il nostro percorso. Sappiamo di dover fare ancora tanti punti per raggiungere la salvezza, ma adesso affronteremo un calendario particolare sempre con l'umiltà che ci ha caratterizzato finora". Sulle dimissioni di Ranieri dopo la Lazio, il portiere friulano non ha dubbi: "Aver fatto muro alle sue dimissioni è stata la dimostrazione da parte di tutti di voler lottare e lavorare insieme. Siamo uniti e stiamo andando nella stessa direzione, non cercando alibi o puntando il dito verso qualcuno. Mina? Un grande aiuto per la difesa e per le situazioni che devo gestire dalla porta. Ci ha portato entusiasmo ed esperienza, anche oggi su Osimhen si è comportato molto bene limitandolo".

 

Luvumbo: "Il gol mi mancava"

Eroe di giornata, Zito Luvumbo: "Una sensazione molto bella pareggiare una partita così difficile. Un Napoli forte, che ci ha messo in difficoltà, ma siamo stati bravi a mettere in campo tutto quello che ci ha chiesto Ranieri, conquistando un punto importante per la salvezza. Mi mancava da tanto segnare, sono felice di aver fatto nuovamente gol davanti ai nostri tifosi".

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Domenica, 25 Febbraio 2024 09:39

A Cagliari arriva il Napoli dell'ex Calzona

Sfida proibitiva per la squadra di Ranieri. Alla Domus arrivano i campioni d'Italia rinvigoriti dal tecnico che con Spalletti li ha condotti al tricolore

 

Quella tra Cagliari e Napoli non è e non sarà mai una gara come le altre. La rivalità tra le due tifoserie, quella tra le due squadre affonda le radici nel passato. E i tanti ex in campo, Pavoletti, Ranieri, Petagna e (soprattutto) Gaetano da una parte e Calzona (vice di Di Francesco nella stagione 20/21) e Simeone dall'alta arricchiscono di ulteriore significato il confronto tra i campioni d'Italia e i rossoblù.

 

Calzona torna a Cagliari da avversario

Il Napoli, dalla partita d'andata contro il Cagliari del 16 dicembre scorso al Maradona, ha vinto solo due gare in campionato, tra l'altro faticando all'inverosimile contro Salernitana e Verona e vincendo solo nei minuti finali. Il Cagliari, dal canto suo, ha interrotto a Udine, col pareggio firmato Gaetano, un filotto negativo di quattro sconfitte consecutive. Entrambe hanno faticato in questa stagione. Il Napoli, al terzo cambio in panchina dopo gli esoneri di Rudy Garcia e Walter Mazzarri, si è affidato a Francesco Calzona, ct della nazionale slovacca, ma anche vice di Sarri e, soprattutto, di Spalletti sulla panchina partenopea. Conosce alla perfezione i giocatori e le dinamiche che hanno permesso al gruppo di conquistare il tricolore solo pochi mesi fa. Il cambio di panchina a una settimana dalla sfida di Cagliari non favorisce certo i rossoblù che si ritrovano una squadra rinata nell'orgoglio e motivata verso il proprio obiettivo, ovvero un posto in Champions, distante ora ben 12 lunghezze (ma con una gara in meno).

 

Il ribaltone del 2008

Il Cagliari non batte in casa il Napoli dal lontano 19 aprile del 2009 quando un gol per tempo di Jeda e Lazzari consegna il successo ai rossoblù per 2-0. Ma di Cagliari-Napoli se ne sono giocati 73 in serie, con 33 vittorie azzurre, 26 pareggi e 14 successi sardi. Tra questi ricordiamo l'incredibile rimonta del 27 gennaio 2008 quando il Cagliari di Ballardini, sotto 0-1 al 90' con gol di Hamsik, ribaltò tutto con Matri e Conti tra il 93' e il 94'. Quella vittoria, con i sardi ultimi in classifica, diede il là a una clamorosa rimonta che portò poi alla salvezza.

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Il tecnico non si presenta in sala stampa dopo la Lazio, al suo posto il presidente: “Da questa situazione nessuno meglio di Ranieri può riuscire a tirarcene fuori. Non è in discussione e non sarà in discussione nemmeno in futuro.  Se retrocederemo, lo faremo con lui”

 

Quarta sconfitta di fila, seconda alla Domus dopo quella col Torino. Probabilmente la peggior prestazione casalinga stagionale e nervosismo alle stelle con rissa finale dopo il triplice fischio di Di Bello. A metterci la faccia dopo il 14° ko stagionale e una classifica che continua ad essere sempre più preoccupante, è il presidente Tommaso Giulini. Niente conferenza stampa post-gara per Ranieri col numero uno del club che conferma la fiducia al tecnico nonostante il penultimo posto in classifica con appena 4 vittorie, 6 pareggi e ben 14 sconfitte in 24 giornate. “La fiducia nel tecnico è totale. Da questa situazione nessuno meglio di Ranieri può riuscire a tirarcene fuori. Non è in discussione e non sarà in discussione nemmeno in futuro. E’ l’unico uomo che può tirarci fuori da questa situazione. Se retrocederemo, retrocederemo con Ranieri, non senza di lui. Il mister ha dichiarato che questa sarà la sua ultima squadra di club e lo sarà fino all’ultimo giorno di contratto, se lo vorrà”.

 

Giulini parla poi della squadra: “Oggi il problema di questa squadra è prevalentemente di testa. Molti giocatori acquistati nel mercato estivo, un mercato dispendioso e concordato col tecnico, non stanno rendendo come dovrebbero. Ho accontentato tutte le richieste di Ranieri prendendo giocatori esperti e giovani promesse, il problema è che molti di questi stanno deludendo. Nel mercato di riparazione abbiamo portato a casa altri due giocatori. Poi se si vuole una dirigenza che mandi in ritiro la squadra o che spenda milioni tanto per spenderli, quella dirigenza non sono io. Se la squadra andrà in ritiro sarà per decisione di Ranieri, non mia”.

 

“ Oggi ho avuto l’impressione che la squadra sia entrata in campo con timore, sbagliando passaggi banali, facendo errori stupidi. Anche il primo gol è frutto della paura. E’ giusto essere terrorizzati per i prossimi tre mesi, dobbiamo avere il terrore di retrocedere, ma una volta in campo questa paura deve sparire, perché in campo dobbiamo entrare da uomini, convinti che ce la faremo mettendoci gli attributi. Intanto la squadra inizierà la preparazione in vista dell’Udinese con un giorno d’anticipo, è stata una richiesta dei giocatori e dell’allenatore, questo vuol dire che c’è già la voglia di riscattarsi e preparare al meglio lo scontro diretto. Dobbiamo vivere tre mesi per la salvezza, non ci deve essere spazio per altro, anche perché oggi ci sono più possibilità di retrocedere che di salvarsi. Pensare di avere la salvezza solo perché c’è Claudio Ranieri in panchina è un errore che non dobbiamo fare”.

 

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Giovedì, 08 Febbraio 2024 17:04

“Per salvarci dobbiamo raspare il campo!”

Claudio Ranieri alla vigilia del match di sabato con la Lazio con un Cagliari terzultimo e reduce dalla scoppola di Roma. “Retrocedere sarebbe orribile per l’intera Sardegna”

Mario Frongia

La consapevolezza del momento iper-complicato è il minimo. Il voler cambiare registro, pure. Poi, ci sono i fatti e il campo. La determinazione e lo spirito indispensabile per fare la differenza, specie si ci si trascina criticità societarie, dalla programmazione agli acquyisti, di vecchia data. Qualità tecnica, manovra, impostazione e terzultimo posto ne sono la diretta conseguenza. In breve, al Cagliari che sabato riceve la Lazio, attesa dal Bayern in Champions e con squadra e Sarri contestati dai tifosi dopo la sconfitta (3-1) a Bergamo con l’Atalanta, c’è da augurare un gran bene. Claudio Ranieri in conferenza stampa parte da lontano. “Siamo consapevoli di vivere una situazione difficile, per salvarci c’è da raspare il campo. Accetto la sconfitta quando si lotta sino alla fine ed ecco perché non mi è piaciuta la reazione con la Roma. Contro il Torino abbiamo perso ma lottato. La Roma ha giocato bene, non voglio scusare i ragazzi ma quando prendi due gol così è difficile”. La tattica? “Volevamo  prenderli alti, per questo ho detto la prestazione fisica c’è stata, però sono più bravi loro e non potevamo stare tutti dietro”. Pausa. “Dovevamo cercare il gol, non ci siamo riusciti. All’intervallo, sotto 2-0, ci siamo detti di provarci ed arrivato il terzo gol. Mi secca averne presi da calcio d’angolo”. Sir Claudio soffre e si vede. Esperienza e carisma non bastano a ribaltare la squadra. “Come stanno i ragazzi? Li avevo visti bene anche prima della Roma, il primo gol subito ha scioccato me e loro. In contropiede abbiamo preso il secondo. A uomo o a zona? Ci sono giocatori che non sono in grado di marcare e facciamo la zona. Quella mista non ha funzionato, ma la palla sul primo palo non sarebbe dovuta passare (pasticcio di Petagna, ndr). Però, non scordo che la Roma aveva due campioni del mondo in campo e tanti nazionali. Ma concordo: è stata una delle prove peggiori, dobbiamo cambiare registro”.

Dalla Roma alla Lazio. “Riparte consapevoli di aver fatto prova tecnica, di concentrazione e di determinazione. Con la Lazio sarà una partita delicata, è una grande squadra. Servono umiltà e le nostre armi: voglia e grinta: Dobbiamo morire per ogni pallone, questo è il messaggio”. Il tecnico rossoblù sfodera serenità. Ma la verità sullo stato d’animo di Ranieri non è quella che luccica. “Devo trovare soluzioni e giocatori giusti. In un gruppo hai giocatori con un carattere volitivo e altri che pensano di averlo. Posso stimolare i primi per avere il 100 per cento, con gli altri faccio lo stesso ma non arriveranno a quel livello. Sì, siamo compatti, lo spogliatoio è fantastico”. Il ritornello è quello solito: “Lotteremo fino all’ultimo secondo e lo vedo da come i ragazzi si allenano. Penso sempre positivo e non voglio fare il menagramo ma stare in A è troppo importante per l’intera Sardegna. In B sarebbe dura risalire”. Si ripassa dal match della Domus. “La  Lazio gioca con un solo play, un 4-3-3 con gli esterni che si accentrano. Somiglia a Napoli e Bologna. Hanno ottime combinazioni, si trovano a memoria, giocano in verticale: dobbiamo essere concentrati su ogni azione perché sono veramente bravi”. Si ripassa dall’andata. “Come contro la Juventus, contro la Lazio la gara è stata buona. Pur con la distrazione di Hatzidiakos, giocando un’ora in dieci e con l’occasione di Pavoletti nel finale. Serve la partita perfetta per non soccombere. Poi, con un briciolo di fortuna si può anche vincere. Ma non possiamo perderla come è successo con tutte le grandi”. Infine, la chiosa: “Se la mettiamo sotto l’aspetto qualitativo loro sono più bravi, non possiamo competere sotto l’aspetto tecnico. Gli undici visti a Roma? Se li riconfermassi sarei scemo. Ma questo si può dire con il senno di poi”. (ride)

I singoli. Sul giostra dei primi undici, Claudio Ranieri spiega: “Non è un handicap. Anche in B ho schierato diverse formazioni e siamo arrivati in A. Ma quando le cose vanno male si può dire che non c’è un punto di riferimento. Come sempre tiro le somme la sera prima”. Per la Lazio sono in dubbio Sulemana e Hatzidiakos con i lungodegenti Oristanio, Mancosu, Rog e Shomurodov. Arruolabile Luvumbo: “Sta bene, è uno dei papabili. Gaetano?  Ama giocare nella metà campo offensiva, dà una mano in difesa, ha un’ottima visione di gioco”. Probabile che l’ex Napoli parta dal via. Incertezze su Lapadula: “Non ha svolto la preparazione e ha avuto dei problemi. Più gioca e più cresce di condizione”. L’allenatore di Testaccio alza lo sguardo: “Dobbiamo cercare di portare a casa con queste grandi perché sono punti pesanti e alla fine te li ritrovi. La differenza con le altre squadre? Difficile dirlo. Abbiamo fatto buone partite ma non siamo riusciti a portare la barca in porto per demerito nostro”

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Il tecnico dopo il pesante ko con la Roma: "Non siamo riusciti a essere determinati come volevamo essere. La Roma riusciva sempre a trovare l'uomo libero per metterci in difficoltà. Abbiamo preso subito gol e tutti i piani sono saltati"

 

Sconfitta pesante per il Cagliari all'Olimpico. Un 4-0 che non ammette repliche contro una Roma nettamente superiore. "Dobbiamo fare anche dei punti in trasferta, siamo entrati in una parte calda del campionato e nel ritorno è difficile far punti per tutti - le parole di Ranieri nel dopo partita -. Figuriamoci per una squadra come noi che si deve salvare. Roma si è dimostrata troppo forte e noi non siamo riusciti a essere determinati come volevamo essere. La Roma riusciva sempre a trovare l'uomo libero per metterci in difficoltà.  Ora dobbiamo cercare di far punti con Lazio e Napoli anche se sarà difficilissimo, ma serve prendere fiducia. Sappiamo che dobbiamo lottare fino all'ultimo e servono punti. Dobbiamo reagire, tirare fuori gli attributi e fare di più".

Troppi errori sui calci piazzati
Secondo il tecnico "la prestazione c'è stata, ma abbiamo preso subito gol e tutti i piani sono saltati. Poi abbiamo cercato di essere compatti, ma loro erano più forti". Oggi i calci piazzati son stati un disastro. Tre gol sono nati da calcio d'angolo. "Non me lo aspettavo. Loro sono stati più bravi - ha aggiunto -. Analizzeremo le situazioni e ne parleremo. Purtroppo sul primo gol la palla è rimbalzata tra le gambe di Petagna e Pellegrini ha segnato. Dovevamo cercare di essere più fisici e compatti, ma non ci siamo riusciti. Ora dobbiamo pensare alla prossima". Buon impatto di Mina che ha arginato Lukaku in tutti i modi: Mina ha lottato come un leone lì in mezzo. Abbiamo fatto un acquisto molto importante con lui". Chiusura sull'amico De Rossi: "L'ho trovato bene. E' più riflessivo rispetto a quando guidava la Spal. E' sereno, calmo e dà le istruzioni che deve dare - ha proseguito -. Non si danno consigli. Conosce l'ambiente e ha fatto bene ad accettare. Sono convinto che farà bene e che la società gli darà la possibilità di restare anche il prossimo anno. I cori per me? Sono stati molto belli. In campo non me ne ero accorto. Ero concentrato sui quattro gol presi...".

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I risultati della 20/a giornata sorridono ai rossoblù che, dopo la vittoria sul Bologna, hanno avvicinato diverse squadre alzando la soglia salvezza. La zona rossa è sempre a un punto, ma ora lo spauracchio retrocessione spaventa molte più squadre

 

Con la vittoria della Juventus sul Sassuolo si è chiusa la 20/a giornata di serie A, la prima di ritorno. E si è chiusa come meglio non poteva per il Cagliari. La vittoria di domenica scorsa sul Bologna va oltre i tre punti, perché con quel successo i rossoblù non solo hanno acquisito morale e certezze, ma ancora più importante, hanno guadagnato tre punti d'oro su Salernitana, Empoli, Frosinone, Sassuolo e Lecce, oltre ai due su Udinese e Genoa. Punti fondamentali in ottica salvezza che allargano la corsa per non retrocedere a squadre che fino a poche giornate fa sembravano ben distanti da queste preoccupazioni.

 

Ora il Frosinone allo Stirpe

Una vittoria, quella sul Bologna, che potrebbe portare con sé note positive nonostante la carestia in attacco alla quale Ranieri è costretto a sottostare. Luvumbo in coppa d'Africa, Oristanio, Shomurodov, Mancosu e Lapadula out per infortunio. Restano Petagna che, dopo aver segnato il suo primo gol in rossoblù, chiede continuità e Pavoletti che, come ben sappiamo, va centellinato per evitare affaticamenti o le solite noie muscolari che lo hanno attanagliato nell'ultimo anno. Prossimo avversario il Frosinone. Dopo 20 giornate un solo punto separa i ciociari dai sardi e la super rimonta dell'andata (da 0-3 a 4-3, ndr) è ancora fresca negli occhi e nel cuore di tutti noi per essere dimenticata.

 

Stato di forma e numeri dei ciociari

Ma come sta la squadra di Di Francesco? Dei 9 punti di vantaggio prima di quel rocambolesco Cagliari-Frosinone, ne è rimasto solo uno. Quando era arrivata alla Domus, quella ciociara era una squadra col vento in poppa, spinta da un avvio di stagione incredibile per una neo promossa, capace di fermare Atalanta e Juventus e rifilare 4 gol al Sassuolo che da lì a 10 giorni sarebbe stata l’unica a battere in 20 partite Juventus e Inter. Oggi il Frosinone non è quello dell'andata. Tra campionato e coppa Italia ha incassato 17 gol nelle ultime cinque uscite, segnandone solo 4. L'ultimo exploit della squadra di Di Francesco è il sonoro 4-0 rifilato al Napoli in coppa Italia, non una robetta insomma. In campionato, invece, l'ultimo successo risale al 26 novembre scorso in casa contro il Genoa. Già, in casa, perché così come il Cagliari, Mazzitelli e compagni danno il loro meglio tra le mura amiche. Allo Stirpe, infatti, sono arrivati 17 dei 19 punti totali. Un po' come gli uomini di Ranieri che hanno raccolto alla Domus 15 dei 18 punti attuali. Non sarà, quindi, una trasferta semplice. E' vero che i padroni di casa non vedono un successo da due mesi, ma è anche vero che il Cagliari deve ancora sfatare il tabù trasferta in questa stagione.

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Vittoria fondamentale in chiave salvezza. Il tecnico: “Se giochiamo come i primi 20’ rischiamo di retrocedere. Se, invece, scendiamo in campo come dopo l'1-1 allora possiamo dire la nostra”

 

Il sorriso è quello dei giorni migliori. Claudio Ranieri è raggiante dopo la fondamentale vittoria sul Bologna che ha permesso al Cagliari di scavalcare nuovamente il Verona e uscire dalla zona retrocessione. Un successo in rimonta contro una delle squadre più in forma di questa serie A, il Bologna di Thiago Motta. "Era una partita difficile contro un Bologna forte e che Thiago Motta sta facendo giocare davvero bene. I primi venti minuti sono stati un incubo e faticavo dalla panchina ad aiutare i miei giocatori. Il gol ci ha dato fiducia e abbiamo iniziato a giocare come deve fare una squadra che lotta per la salvezza. Non abbiamo la qualità di altre squadre, ma noi dobbiamo sempre mettere tutto sul campo per la nostra gente".

 

“Felice per Petagna e Wieteska”

"Sono orgoglioso per il coro che i tifosi mi hanno dedicato. Ho una grande responsabilità e me ne rendo conto – ammette il tecnico -. Tutti hanno fatto grandi cose e sono contento per Petagna, che ha fatto un gran gol, e anche per Wieteska. Petagna è entrato in uno spogliatoio magnifico. Ogni allenamento i giocatori esperti vanno a mille allora: anche Petagna ora si sta adeguando al ritmo che io chiedo. Io lo so che lui è un giovane diesel che ha bisogno di giocare, però deve spingere anche in allenamento. Sta diventando un punto di riferimento importante per la squadra".

 

"Gara di oggi emblematica"

E’ la prima vittoria contro una big del nostro campionato: “Fino adesso eravamo riusciti a fare buone cose con la parte destra della classifica – sottolinea Ranieri -, oggi come prima partita del nuovo anno siamo riusciti a portare a casa anche i tre punti con una che si trova a sinistra della classifica. Tre punti importanti non tanto per puntellare la classifica visto che siamo tutte lì, quanto per la fiducia. Ci sarà da soffrire e questo l'ho detto dall'inizio della stagione. Siamo a solo un punto dalla zona retrocessione, ma il campionato è lungo e dobbiamo continuare a lavorare e ad essere umili. Sarà un bellissimo campionato per la lotta alla salvezza. La gara di oggi  è emblematica. Se giochiamo come i primi 20’ rischiamo di retrocedere. Se, invece, giochiamo come dopo il pareggio allora possiamo dire la nostra”. Chiusura su Viola: “Doveva essere un punto di riferimento per Petagna. Lo ha fatto benissimo, ma ha fatto anche un grande lavoro in fase difensiva dove aveva il compito di non far giocare il Bologna per vie centrali”.

 

Petagna: “Avevo voglia di dimostrare il mio valore”

Man of the match, Andrea Petagna, finalmente in gol con la maglia del Cagliari: “Sono contento e devo ringraziare il mister Ranieri che ha sempre creduto in me, sin dal primo momento in cui sono arrivato. Avevo tanta voglia di dimostrare a lui e a tutta la gente che sto bene. Mi è mancata continuità fino ad ora e questo aspetto per me è importante. Come ho dimostrato nei miei anni migliori alla Spal e all'Atalanta, io ho bisogno di continuità. Alla fine, dovunque sono stato ho sempre giocato e dimostrato il mio valore. Ci eravamo prefissati di chiudere il girone d'andata con 18 punti, ma va bene anche arrivarci con la partita di oggi. Abbiamo vinto contro una squadra forte, soffrendo fino alla fine. Come squadra ci siamo e lottiamo fino alla fine per la salvezza. Devo continuare a lavorare e prendere spunto da Pavoletti e Lapadula. Sono felicissimo anche per la nascita di mio figlio: dedico questo gol a lui, alla mia compagna e ai miei genitori”.

 

Prati: “Dato un segnale forte al campionato”

Tra i protagonisti di questo Cagliari c’è Matteo Prati che, partita dopo partita, ha preso in mano le redini del centrocampo. “Sono arrivato qui da pochi mesi, sto migliorando, ma non sono uno che si accontenta. I primi 20’ non abbiamo approcciato bene, eravamo troppo bassi e concedevamo troppo possesso palla a un Bologna in fiducia. Poi il gol di Petagna  ha cambiato la nostra partita”. Sesto risultato utile consecutivo alla Domus: “In casa riusciamo a tirare fuori quel qualcosa in più anche quando andiamo sotto”. Non è tempo di rimpianti, ma i due punti conquistati tra Verona, Empoli e Lecce si son fatti sentire: “Quelle tre partite erano importanti, ma sappiamo che c’è tutto un girone di ritorno da giocare e la vittoria di oggi è fondamentale.  Abbiamo dato un segnale forte alla serie A. Siamo lì e siamo pronti. Andremo a Frosinone con la voglia di vincere e di portare a casa i tre punti”.

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Cagliari costretto a vincere dopo il successo del Verona sull'Empoli, ma contro la squadra di Thiago Motta, quinta a un solo punto dalla zona Champions, sarà difficilissimo. Attacco spuntato per Ranieri

 

 

La vittoria del Verona contro l'Empoli ha fatto scivolare nuovamente il Cagliari in piena zona retrocessione con gli scaligeri avanti ora di due lunghezze. I rossoblù, però, avranno alle 15 di oggi all'Unipol Domus l'opportunità di tornare fuori dalla zona rossa battendo il Bologna di Thiago Motta. Una vittoria permetterebbe non solo di scavalcare nuovamente il Verona, ma di allungare in maniera importante su Empoli e Salernitana.

 

Rivelazione della serie A

Il successo, però, non è affatto scontato nonostante alla Domus il Cagliari abbia inanellato cinque risultati utili di fila nelle ultime cinque uscite. Di fronte ci sarà la vera rivelazione di questo campionato: 32 punti, a una sola lunghezza dalla zona Champions, 8 vittorie, 8 pareggi e appena 3 sconfitte. Solo l'Inter capolista e la Juventus, seconda, hanno fatto meglio del Bologna con una sola sconfitta in 19 gare. Il beffardo ko dell'andata subito all'89' dopo l'erroraccio di Radunovic grida ancora vendetta, ma da quella partita i felsinei hanno fatto meglio di squadre più blasonate come Napoli, Atalanta, Lazio e Roma. Merito di Thiago Motta e di un'idea di gioco sempre più definita. Oggi mancherà il gioiellino Zirkzee, squalificato, ma occhio a pensare che sia più semplice.

 

Attacco dimezzato

Sta messo peggio Ranieri in quanto ad assenze. Il tecnico non solo non potrà contare su Luvumbo che da domani, lunedì 15, inizierà ufficialmente la sua avventura in coppa d'Africa, ma dovrà fare i conti anche con gli infortuni di Lapadula, Mancosu, Oristanio e Shomurodov potendo contare in attacco solo su Pavoletti e Petagna, con Viola costretto ancora agli straordinari. Non la migliore delle situazioni per una squadra che già fatica a trovare la via del gol. Il mercato è lì pronto a soccorrere il tecnico, ma le parole di Ranieri sono state chiare sin da subito: "se non si vende, non si compra". E allora la sensazione è che da qui alla fine la squadra possa rimanere la stessa che ha iniziato la serie A. Se sarà un bene o un male sarà solo il tempo a dirlo.

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Claudio Ranieri, un Cagliari con i cerotti, bloccato sul mercato dall’Indice di liquidità, che aspetta il Bologna quinto in classifica: “In attacco siamo in emergenza”

Mario Frongia

Dall’indice di liquidità alla lista degli infortunati, passando per i numeri del Bologna e di quanto sia fondamentale un concetto: “C’è solo da lavorare”. Claudio Ranieri a 48 ore dal match casalingo con gli emiliani ha poco da tergiversare. Intanto, apre con l’in bocca al lupo a Sven Goran Erikssson: “Mi dispiace che il destino si sia accanito su una persona stupenda”. Pausa. Poi, si entra nel vivo. “Ho visto il Bologna in Coppa Italia, eliminata ai rigori dalla Fiorentina: è una signora squadra. Ha il numero di passaggi più alto in generale e nella propria metà campo e il terzo nella verticalizzazione: significa che ti vuole addormentare con il palleggio per poi cercare l’imbucata. Dovremo stare molto attenti”. Ma non è tutto.  “È una delle squadre che ha fatto più punti rispetto all’anno scorso. Sono a +9, complimenti alla società per gli uomini che ha preso e a Motta che li fa giocare bene. Tra l’altro, sono quinti per falli nella metà campo avversaria: tu prendi palla e ti vengono subito ad aggredire. Sì, è una signora squadra. Zirkzee out? Non conosco le scelte di Thiago ma so che gli manca un campione che mi piace tantissimo. Ha qualità, senso d’appartenenza, è una punta e non è una punta, calcia in porta e la trova. Giocatore immenso, complimenti e chi l’ha scelto”. E il Cagliari? La prospettiva è nitida: “Dobbiamo migliorare, abbiamo preso 32 gol, troppi. Nel 20/21 ne abbiamo presi 37, quando siamo retrocessi alla fine del girone d’andata erano 40. Stiamo facendo meglio ma dobbiamo migliorare, perché così non ce la facciamo. Ci dobbiamo impegnare di più, essere più pratici e determinati”. E la classifica? Sir Claudio va dritto per dritto: “Dobbiamo metterci l’elmetto e combattere sino alla fine. Siamo lì con diverse squadre. Nessuna è sicura di essere salva. Sarà una lotta senza quartiere”. Quindi, la frase che certifica sia il flop del mercato estivo sia le condizioni della cassa societaria: “Sappiamo che non possiamo concorrere al mercato, anche per via dell’Indice di liquidità, se prima non vendiamo qualcuno”. La risposta del presidente, di qualsiasi presidente!, potrebbe essere semplice: immettere capitale freschi, oltreché evitare di ripetere operazioni fallimentari come l’acquisto dei due centrali stranieri, rivelatisi inadeguati per la A. Ma non è aria.

I superstiti. “L’influenza ci sta dando problemi. Oltre a Luvumbo e Shomurodov mancheranno Oristanio, Mancosu e Lapadula. Capradossi sarà con noi. Mentre Desogus ha fatto i primi allenamenti e viene in panchina: per ora l’ho visto solo in infermeria. Sì, siamo in emergenza attacco”. Attacco spuntato e con poche alternative. Sir Claudio accelera: “Pavoletti e Petagna possono giocare insieme, l’ho fatto anche altre volte. Trarrò le mie conclusioni alla vigilia. Pereiro? Con lui sono arrabbiato perché ha grandi colpi. Ma i ritmi della A non sono i suoi. Per il resto dipende da lui. Chi vuol restare mi fa contento”. Sul futuro, salvezza o meno, mercato e contratti di alcuni big in scadenza (Nandez, Viola, Mancosu, Pavoletti eccetera), poche storie: “Ho da pensare al Bologna, devo ragionare un giorno per volta”. Da un uruguaiano all’altro: “Con Nandez ho parlato a inizio campionato. Gli ho detto che non mi interessa del suo contratto e delle condizioni economiche. L’importante è che si alleni bene. Nahitan si carica sulle spalle la squadra, mette entusiasmo”.

Passo indietro. Claudio Ranieri rivede la partita e l’1-1 di Lecce: “Siamo stati attenti e ho fatto i complimenti ai ragazzi. Ma non basta, serve fare di più e meglio.  Avevamo di fronte una squadra che nelle prime undici partite ha fatto cose immense. Ma spesso cadiamo in errori e disattenzioni che ci costano cari”. Si torna alla prima stagione del trio Ranieri-Orrù-Longo. Anche allora, 1990/91, il giovane allenatore di Testaccio chiedeva e costruiva coesione nel gruppo. “Una delle cose che nel mio modo di allenare non ho mai cambiato. Come si trova questa compattezza? Lavorando. Non  conosco altre strade o chissà quali alchimie. Giorno dopo giorno parlo con i ragazzi, anche per migliorarli singolarmente. Dobbiamo essere sempre attenti. La concentrazione evita di concedere gol facili”. La chiosa è efficace: “Non possiamo permetterci leggerezze come nel girone d’andata. La serie A è un bene troppo prezioso per metterlo a rischio”.

 

 

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Mercoledì, 10 Gennaio 2024 08:46

L’sos di Claudio Ranieri

 

Il tecnico, nel post Milan in Coppa e dopo l’1-1 di Lecce, ha messo il club spalle al muro. Tra mercato e intesa precaria con il presidente, il Cagliari si gioca la partita più difficile: quella che vale la serie A

Mario Frongia

Un dialogo a corrente alternata. La distanza, su scelte e impiego del parco giocatori, che aumenta. Tra Claudio Ranieri e Tommaso Giulini pare che le cose non vadano al meglio. E, aggiungono i bene informati, da un pezzo. Autonomo, esperto, carismatico, poco incline a lacci e lacciuoli, adorato dalla piazza anche senza autopromozioni e marketing assiduo e posticcio: tutto troppo per il patron. Ma sei Ranieri. Hai compiuto il miracolo di portare in A dai play off una squadra giunta quinta che hai preso quattordicesima in B, con Azzi e Prelec per rinforzi! In breve, molto difficile da contraddire. E adesso, i nodi, e il confronto, sono al pettine. Il campionato più difficile del mondo non dà tempo al tempo. La strategia per mantenere la categoria non può essere adattata di ora in ora. Per esempio, il tira e molla con Pereiro, reo di non aver accettato il dimezzamento dell’ingente stipendio chiestogli dallo stesso presidente che glielo ha concesso, nuoce al giocatore e al gruppo. Identico, forse peggio per le ripercussioni, il valore e le ambizioni del giocatore, il caso Nandez. L’uruguaiano va via a giugno a parametro zero a meno che si trovi l’intesa per un addio a gennaio. Intanto, non occorre esser dei geni per capire che, al netto delle responsabilità “da campo” di Sir Claudio, le ultime uscite mediatiche dell’allenatore di Testaccio hanno dato una scossa al tavolo. Ranieri, tacciato di essere difensivista (“Quelle che non puoi vincere, pareggiale”) e di aver difeso strenuamente il fallimentare operato societario al mercato estivo nonostante sui centrali e sulle punte fosse stato molto chiaro fin dal dopo Bari, ha messo i puntini sulle i.

Da San Siro a Via del mare. “Avendo pareggiato mi sono tenuto tutte le carte in mano. La squadra stava andando bene e non si deve cambiare per cambiare. Correvano tutti e quando ho visto Oristanio Makoumbou stremati li ho cambiati. Cambiare per cambiare non serve”. Nel post pareggio di Lecce, Claudio Ranieri è uscito dalla sua confort zone con queste parole. O almeno, così sembra. A bocce ferme la frase può essere facilmente ricollegata anche al 4-1 di San Siro con il Milan dei Primavera o quasi che ha preso a sberle il Cagliari con quattro titolarissimi a riposo. “Chi gioca poco ha avuto un’occasione per mettermi in difficoltà. Ma non l’ha colta” la sintesi del Ranieri-pensiero all’eliminazione dalla Coppa Italia. Il momento è particolare, il Cagliari ha recuperato il quart’ultimo posto e chiude il girone d’andata con 15 punti in diciannove gare, con gol fatti e subiti che lo fotografano tra le peggiori quattro. I nuvoloni sulla testa sono abbastanza preoccupanti. Ed è inutile fare tabelle di marcia, meglio concentrarsi sull’arrivo del Bologna di Thiago Motta, fresco di eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Fiorentina. Un match da non toppare, tenuto conto che nell'ultimo turno le dirette concorrenti hanno perso (Salernitana, Verona, Empoli e Udinese).

Rosa da rinforzare. L’organico è incompleto e, soprattutto, inadeguato. Un difensore centrale (per dire, Bonifazi, Ranocchia e Palomino si sono quasi accasati altrove) e una punta sono il minimo sindacale per dare linfa alla squadra e possibilità di ridurre gli errori e le criticità all’allenatore di Testaccio. Servirebbe anche un interno “pronto”, con gamba e tecnica, visto lo scarso apporto dato da Jankto. E siamo a capo: “I cambi si fanno solo se servono realmente!”. Oltre alla bocciatura, legata anche alle gare a seguire e ai big da preservare (ad esempio, Pavoletti in panca a Lecce ma inutilizzabile per via del piede fratturato) e alla valutazione di insieme, appare evidente un messaggio che suona più o meno così:  le risorse a disposizione sono queste, hanno determinato questa classifica e sarà difficile poter fare meglio, anche con il recupero degli infortunati. Su questo fronte, a conti fatti il solo Lapadula al cento per cento potrebbe dare una mano. Dunque, per stare in A - senza Luvumbo impegnato nella Coppa d'Africa e il ko di Oristanio - occorrono rinforzi. E se non si è in grado di investire, l’idea di passare la mano, con il jolly dei fondi per lo stadio in mano, potrebbe essere da prendere in considerazione.

Pubblicato in Gol Rossoblu
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