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Cultura e arte, dal 23 maggio è di nuovo "Sant'Arte"
Si terrà a San Sperate da venerdì 23 a domenica 25 maggio l’ottava edizione di “Sant'Arte”, il Festival di arti visive e performative nato da un'idea dell'artista Pinuccio Sciola. Realizzata e coordinata dalla Fondazione Pinuccio Sciola, l’iniziativa si svolge quest’anno con la direzione artistica del Maestro Andrea Granitzio e la direzione organizzativa di Tomaso Sciola. Alla presentazione sono intervenuti Tomaso Sciola, direttore organizzativo dell’edizione 2025, Andrea Granitzio, responsabile dei progetti sonori della Fondazione e direttore artistico, Maria Sciola, direttrice generale della Fondazione Pinuccio Sciola, Fabio Madeddu, assessore alla cultura del Comune di San Sperate, Enrico Collu, presidente del Consiglio comunale di San Sperate.
Il Festival – che anche quest’anno si svolgerà quasi interamente al Giardino Sonoro di San Sperate - è organizzato dalla Fondazione Pinuccio Sciola e promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e dal Comune di San Sperate, con il patrocinio di numerosi partner.
La Fondazione Pinuccio Sciola, in linea con la mission di tramandare il messaggio d’arte dell’artista, presenta “Ecosistemi creativi”, tema che sarà il filo conduttore degli eventi in programma quest’anno.
In un’epoca in cui i cambiamenti ecologici e sociali pongono sfide globali, il Festival metterà in luce il ruolo cruciale che la creatività può avere nella costruzione di ecosistemi sostenibili, in cui l’interconnessione tra arte, natura e società non è solo desiderabile, ma fondamentale. Gli "Ecosistemi Creativi" sono ambienti - fisici o virtuali - in cui le idee, le pratiche artistiche e le persone possono prosperare in armonia, interagendo reciprocamente e generando un impatto positivo per il futuro.
“Nel corso di questi anni – spiega il direttore organizzativo dell’edizione 2025 del Festival Tomaso Sciola – la Fondazione, fedele alle finalità per cui è stata costituita, ha approfondito le intuizioni dell’artista, scoprendo che Pinuccio Sciola ha creato intorno a sé nel tempo dei veri ecosistemi creativi, una sorta di ‘laboratori collettivi’ in cui le persone di cui amava circondarsi si sentivano libere di esprimere la propria creatività proprio perché valorizzate dal clima che l’artista sapeva creare. Ed esattamente come i progetti ad alto tasso di innovazione che presentiamo anche quest’anno, il risultato dei tanti incontri che nella sua vita ha avuto era nella maggior parte dei casi sorprendente”.
Questa edizione del Festival sottolinea la volontà di agire come motore di crescita sostenibile e consapevole, stimolando riflessioni, dialoghi e azioni concrete che possano trasformare la creatività in un bene collettivo. Il focus è sulla possibilità della creatività di contribuire al benessere culturale e sociale e diventare una risorsa vitale per affrontare le sfide ecologiche e promuovere una maggiore coesione comunitaria.
“Quest’anno passo il testimone della direzione artistica del Festival ad Andrea Granitzio, nostro storico collaboratore – aggiunge Maria Sciola, direttrice generale della Fondazione – e lo faccio perché le cose iniziano e non finiscono, ma si trasformano. E’ un insegnamento molto grande di nostro padre: l’arte è fatta per poter gioire. Pinuccio Sciola ha seminato e noi adesso raccogliamo tutti insieme”.
“La creatività era certamente la cifra stilistica più importante della vita di nostro padre – commenta la Presidente della Fondazione, Chiara Sciola – insieme alla sua grandissima capacità di tessere rapporti di amicizia molto forti. Noi proseguiamo sulla strada tracciata da lui utilizzando lo stesso metodo, proponendo un’edizione del Festival che discute intorno ad alcuni progetti che si spalancano sul futuro. Particolarmente di pregio è la collaborazione con l’Università di Cagliari, che diventa fattiva attraverso l’integrazione della realtà immersiva nell’ambiente del Giardino Sonoro”.
In questo contesto, il Festival si propone come una piattaforma di scambio e innovazione, in cui la cultura diventa strumento di trasformazione e il dialogo tra discipline artistiche e temi ambientali arricchisce la comprensione del mondo che ci circonda. L’arte non è solo un atto estetico, ma un linguaggio che può diventare chiave per il cambiamento, stimolando l’immaginazione e la partecipazione attiva di ogni persona, con la consapevolezza che l’ecosistema creativo non è mai statico, ma in continua evoluzione.
“Durante gli incontri di quest’anno approfondiremo alcune importanti collaborazioni internazionali – dettaglia Andrea Granitzio, direttore dei Progetti sonori della Fondazione e direttore artistico dell’edizione 2025 del Festival – Le idee e l’opera di Pinuccio Sciola trovano terreno fertile in contesti culturali sempre più vasti. Anche alla Biennale di Architettura di Venezia recentemente inaugurata le intuizioni artistiche di Sciola hanno avuto uno spazio e una collocazione di assoluto prestigio”.
Dal 23 al 25 maggio 2025, Sant’Arte sarà ancora una volta il luogo in cui l’arte incontra la natura, le idee si intrecciano e la comunità cresce insieme, esplorando il potenziale di un futuro che si costruisce in modo sostenibile, creativo e collettivo.
VENERDÌ 23 MAGGIO
Si comincia venerdì 23 maggio alle 16 negli spazi dell’ex Vetreria di Pirri con la presentazione del progetto “VR Lab – Giardino Sonoro Virtuale”, sviluppato nell’ambito del progetto “Cagliari Digital Lab”, coordinato dal prof. Luigi Atzori dell’Università degli Studi di Cagliari.
Il progetto, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Sciola, l’Università degli Studi di Cagliari e il suo Digital Lab, consiste nella creazione di un’esperienza immersiva e multisensoriale in realtà virtuale all’interno del Giardino Sonoro, con l’obiettivo di promuovere forme innovative di valorizzazione culturale e di accessibilità ai contenuti artistici.
Oltre al docente dell’Ateneo cagliaritano Luigi Atzori, interverranno Giacomo Cao (Presidente del Distretto Aerospaziale della Sardegna), Josephine Derobe (autrice, artista e regista francese attiva nei campi del cinema, delle arti digitali e dello spettacolo dal vivo), Andrea Battistoni (Portavoce del Presidente dell’INAPP – Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche).
Alle 19 al Giardino Sonoro di San Sperate sarà proiettato il documentario di Enrico Pau “L’ombra del fuoco”, preceduto da una conversazione tra il regista e Gianluigi Bacchetta, docente di Botanica dell’Università di Cagliari, moderata dal giornalista Sergio Nuvoli.
A seguire, il concerto di Molom “Frammenti di una matrice pronta ad esplodere”.
SABATO 24 MAGGIO
La seconda giornata del Festival – sabato 24 maggio – si aprirà alle 10 al Giardino Sonoro di San Sperate con un laboratorio curato da Davide Volponi in collaborazione con Domus de Luna.
Alle 16 - in via Marongiu 21 a San Sperate - si terrà un convegno sulla riqualificazione della casa dell’artista, riaperta al pubblico per l’occasione.
Il tema del rapporto tra architettura, design, arte e natura sarà al centro dell’incontro con le coordinatrici del corso di Landscape, Interior and Spatial Design del dipartimento di Design del Politecnico di Milano, ed occasione di confronto sul tema della riqualificazione della casa di Pinuccio Sciola, prossima a diventare Casa Museo.
Durante l’incontro verrà presentato “Lithic Chord”, progetto speciale della Biennale di Architettura di Venezia 2025, ispirato alle intuizioni sulla elasticità della Pietra di Sciola e frutto della collaborazione tra l’architetta Cristina Morbi, ex Politenico di Milano e fondatrice dello Studio londinese Matherea, l’ing. Francesco Banchini e il direttore dei progetti sonori della Fondazione Sciola, Andrea Granitzio.
A seguire l’incontro dal titolo “E’ qui che nascono le stelle…”, tavola rotonda per far incontrare artisti, filosofi, fisici che condividono la passione per la ricerca e l’arte.
Il Giardino Sonoro è infatti il luogo dove Pinuccio Sciola trasformava il fuoco in stelle, dove si stringe l’unione tra pietra e cielo. L’osservazione del cosmo ha caratterizzato la cultura nuragica e altre civiltà antiche, come quelle sudamericane. Ancora oggi la ricerca scientifica si rivolge al cielo per trovare risposte, accade in Cile, dove il centro astronomico più grande del mondo – ALMA – conduce ricerche ai confini tra arte e scienza, e alla pietra per conoscere e riscoprire i tecnemi costruttivi antichi, come nel progetto Nur Time.
Interverranno Mari Paz de Montecinos (Plataforma Vertices), Arotin e Serghei, Nur time, e il filosofo della scienza Silvano Tagliagambe.
Durante l’incontro verrà presentata l’installazione “Other Worlds” degli artisti Arotin & Serghei.
Alle 20.30 Guido Maria Grillo terrà il concerto “Senza Fine” negli spazi del Giardino Sonoro.
DOMENICA 25 MAGGIO
Domenica 25 maggio alle 16 al Giardino Sonoro occhi puntati sul convegno “Sagrada Familia, omaggio a Gaudì”.
“Omaggio a Gaudi” è il titolo di un’opera che Pinuccio Sciola ha dedicato al grande architetto catalano, che nel suo capolavoro, la Sagrada Familia, ha concentrato ricerche sulla pietra e sul suono.
L’incontro mette intorno a un tavolo il Fondatore del Centro Ricerca Gaudi, Jordi Figueroa, il direttore del museo degli strumenti musicali di Barcellona, Jordi Alomar, e Angelo Ziranu, l’unico architetto italiano ad aver partecipato ai lavori di costruzione della maestosa Basilica, per divulgare il pensiero di Gaudi e condividere l’esperienza architettonica e musicale che ha dato corpo alla Sagrada.
Alle 20.30 Dana Al Fardan concluderà il Festival con un concerto al Giardino Sonoro. Nota per essere stata la prima compositrice, cantante e cantautrice contemporanea del Qatar, per essere stata la prima donna del Qatar a cantare in inglese e per essere l'ambasciatrice culturale dell'Orchestra Filarmonica del Qatar, Dana Al Fardan è nota anche per il suo impegno con le Nazioni Unite e l’UNRWA per portare soccorso alla popolazione palestinese e in particolare ai più piccoli.
I suoi concerti sono sempre grandi eventi.
Arte e cultura, presentato il festival Sant'Arte, nato da un'idea di Pinuccio Sciola, sul tema "Il tavolo del futuro"
Si terrà a San Sperate da giovedì 30 maggio a domenica 2 giugno la settima edizione di “Sant'Arte”, il Festival di arti visive e performative nato da un'idea dell'artista Pinuccio Sciola. Realizzata e coordinata dalla Fondazione Pinuccio Sciola, l’iniziativa si svolge con la direzione artistica di Maria Sciola e la direzione organizzativa di Elisabetta Villani.
Il Festival – che quest’anno si svolgerà quasi interamente al Giardino Sonoro di San Sperate - è organizzato dalla Fondazione Pinuccio Sciola e promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e dal Comune di San Sperate, con il patrocinio di numerosi partner.
La Fondazione Sciola, in linea con la mission di tramandare il messaggio d’arte dell’artista, presenta “Il tavolo del futuro”, tema che sarà il filo conduttore degli eventi in programma da fine maggio a inizio giugno a San Sperate.
Partendo dall’iconica immagine del “tavolo di lavoro” nell’atelier di Sciola, si viene catturati nel suo universo, spazio fisico e mentale, attraverso la presentazione dell’Archivio Pinuccio Sciola: una stratificazione di progetti, idee, pensieri, densi anche della convivialità - che attorno a quel tavolo si è consumata per circa 50 anni - che ci parla di Sciola, della sua filosofia e della sua arte accessibile. Un archivio innovativo e digitale che rappresenta la base solida per intraprendere riflessioni sulle azioni future: durante il Festival si parlerà della sua digitalizzazione, che procede grazie ad un progetto europeo, a testimonianza di un lavoro che non si è mai fermato in questi anni.
“Il tavolo è simbolo di condivisione e dialogo - afferma Tomaso Sciola, vicepresidente della Fondazione - e unisce le persone, sia in casa sia nel lavoro, per mangiare, discutere, raccontare storie e prendere decisioni. Molti progetti sono nati attorno al celebre tavolo nello studio di Pinuccio Sciola, grazie agli amici che lo hanno sempre frequentato. Oggi guardiamo al futuro, adottando le tecnologie più avanzate con l’Archivio digitale (finanziato con fondi del PNRR) per rendere accessibile l'opera di Sciola e il lavoro di ricerca della Fondazione, senza però trascurare i momenti di convivialità. Il Festival diventa quindi l'occasione per riunire le persone e mostrare quanto abbiamo realizzato, sempre con uno sguardo rivolto al futuro”.
“Il modo in cui Pinuccio Sciola accarezzava le sue pietre incise facendole suonare aveva qualcosa di magico, di atavico – ha detto Maria Delogu, segretaria particolare dell’assessore della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione Sardegna, Ilaria Portas - E ora si proietterà verso il futuro, a su benidore, grazie al “Tavolo del futuro”, tema del Festival di quest’anno. Grazie quindi alla Fondazione Sciola che porta avanti l’opera di Pinuccio Sciola che rimarrà per sempre nel novero degli artisti che hanno contribuito a dare lustro alla Sardegna in Europa e nel mondo”.
Ai ringraziamenti alla Fondazione Sciola si è unito il sindaco di San Sperate, Fabrizio Madeddu: “E’ particolarmente importante il lavoro per diffondere l’opera di Pinuccio Sciola che, partendo da San Sperate, ha superato tanti confini, rimanendo legato sempre alla sua terra. Il Festival è una importante occasione di approfondimento di tutto quello che ha fatto, e di quello che la Fondazione continua a fare nel suo nome”.
Una variegata proposta di appuntamenti, tra cinema, talk, concerti e presentazioni di libri, approfondirà in particolare il tema delle relazioni, delle connessioni con noi stessi e con
gli altri, con lo spazio che ci circonda, attraverso workshop di pratiche esperienziali legate al “sentire”.
Al tempo stesso, sul versante culturale, sarà presentato il volume di Silvano Tagliagambe e Andrea Granitzio – dato alle stampe dalla Fondazione Sciola - dedicato al grande e indimenticabile lavoro fatto dall’artista per la messa in scena della Turandot.
Ci sarà spazio anche per un omaggio a Michela Murgia e Pinuccio Sciola con un’opera che sarà disvelata in via San Sebastiano a San Sperate, mentre a chiudere l’evento sarà la musica di Enzo Favata e Pasquale Mirra.
“Ed ecco che nasce l’Archivio digitale di nostro padre – commenta Maria Sciola, direttrice generale della Fondazione e direttrice artistica del Festival - Festeggeremo questo passo importante con i suoi grandi amici: da Gloria Campaner a Enzo Favata, da Pasqualino Mirra a Franco Origoni (Fondazione Origoni Steiner) senza dimenticare chi non c’è più. L’eredità che resta è, anche, di una produzione scultorea di per sé accessibile, di tutti e per tutti. Uno dei momenti più emozionanti sarà, in collaborazione con l’ENS Cagliari, la presentazione del documentario in lingua dei segni e del libro illustrato per bambini “Che cosa senti?”.
“Il Giardino Sonoro rappresenta il fulcro vitale delle iniziative della Fondazione – dichiara Chiara Sciola, Presidente della Fondazione -. Quest'anno celebriamo l'eredità poliedrica di Pinuccio Sciola attraverso un'ampia gamma di risultati, produzioni e collaborazioni nei diversi ambiti della cultura: dall'editoria al cinema, dai concerti ai videogiochi, passando per laboratori e convegni. Ogni evento è un'opportunità per coinvolgere il pubblico, consolidare la rete di contatti e diffondere arte e bellezza, fedeli allo spirito innovativo di Pinuccio Sciola”.
Nel linguaggio comune il tavolo rappresenta il luogo ideale di incontro, spesso per cercare un
accordo. E’ questa la visione che il visual di quest’anno suggerisce: lo spazio personale dell’artista, in senso concreto (il suo atelier, la sua casa) e mentale (i rapporti di relazione) diventa la testimonianza del completo rispecchiamento dell’autore nella sua opera.
Laddove l’artista ha vissuto il quotidiano, ha consumato pranzi e cene con la famiglia, ha costruito
scambi e dialoghi con centinaia di persone, facendo della sua vita e della sua arte un vero unicum, ora è possibile progettare un futuro di relazioni e di connessioni.
In questo senso, ciascun ospite del festival è invitato ad agire con spirito di apertura e condivisione, rispetto della natura e delle persone, che fu un valore caratterizzante di tutta
l’esistenza di Pinuccio Sciola. La settima edizione di Sant’Arte sarà caratterizzata da giornate tematiche, secondo il caratteristico processo di costruzione del fare esperienza dell’arte, in maniera accessibile e inclusiva.
“Il Giardino Sonoro si conferma come spazio ideale di scambio e sperimentazione artistica – spiega Elisabetta Villani, direttrice organizzativa del Festival - Museo che si trasforma in ogni giornata, da cinema sotto le stelle dopo essere stato set cinematografico (nel documentario “The heart of stone” e nel film “Clorofilla”) a luogo che accoglie diverse proposte di workshop, che avvicineranno il pubblico alla scoperta di nuove relazioni con l’ambiente circostante (Pleasure Rocks), ma anche all’approfondimento delle relazioni interiori, della propria emotività (C#/SeeSharp - La palestra delle emozioni), oppure accompagneranno ogni partecipante in attività più creative (Bianco x Ps Museum) o in un viaggio studio (in Archivio d’artista di Ps Museum)”.
GIOVEDI’ 30 MAGGIO
Si comincia giovedì 30 maggio alle 16 con il laboratorio “C#/SeeSharp - La palestra delle emozioni” a cura di Gloria Campaner realizzato in collaborazione con l’Associazione PS Museum.
Alle 21 la proiezione del documentario “Pinuccio Sciola. The heart of stone” di Luca Scarzella, alla presenza di Gloria Campaner, infine alle 22 la prima proiezione regionale di “Clorofilla”, film di Ivana Gloria girato interamente in Sardegna.
Gloria Campaner è una giovane pianista italiana notissima in tutto il mondo, protagonista di un progetto – nato nel 2015 con Pinuccio Sciola e Leszek Mozdzer a San Sperate – che fonde con il suono delle pietre sonore la musica classica, il jazz e l’elettronica.
VENERDI’ 31 MAGGIO
La seconda giornata del festival – venerdì 31 maggio – si aprirà alle 17 con la presentazione del volume di Silvano Tagliagambe e Andrea Granitzio (con i contributi di Mauro Meli e Giulia Pilloni) “La Turandot di Pinuccio Sciola. La forza poetica di un’antinomia”, mentre alle 18 una tavola rotonda curata dalla Fondazione Sciola presenterà il progetto finanziato dall’Unione Europea (programma Next Generation EU) che sta dando vita all’Archivio Pinuccio Sciola Patrimonio digitale.
SABATO 1 GIUGNO
Sabato primo giugno alle 11 sarà presentato “Pietre, Sogni, Segni. Vita e arte di Pinuccio Sciola nella lingua dei segni italiana”, video in LIS, progetto finanziato dall’Unione Europea (programma Next Generation EU), con la partecipazione di Marco Spanu per Immediazione, Alessandra Mura e la collaborazione dell’Ente Nazionale Sordi (ENS) di Cagliari. Alle 14 “Pleasure Rocks”, laboratorio a cura di UltimaBaret, in collaborazione con Associazione PS Museum.
Al pomeriggio, alle 15 il laboratorio “Bianco x PS Museum” a cura di Bianco, alle 18 allo Spazio Antas (via Arbarei) la presentazione del nuovo disco “Arrogalla – Suite” con Giacomo Casti, Francesco Medda e Carol Rollo, con la collaborazione di Antas Teatro.
A seguire, alle 19, in via San Sebastiano a San Sperate sarà disvelata l’opera “Omaggio a Michela Murgia e Pinuccio Sciola”, mentre alle 21.30 si terrà una conversazione con il fotografo Maki Galimberti “Scalzi nell’erba”. Alla stessa ora spazio alla musica, con Moses Concas e il suo “Armonica e libertà”.
DOMENICA 2 GIUGNO
Domenica 2 giugno alle 11.30 la presentazione del libro di Daniela Palumbo, con illustrazioni di Roberta Ragona (Tostoini) per L’albero delle matite “Che cosa senti?”. Alle 15 ancora Bianco con il Laboratorio “Bianco x PS Museum”, a seguire alle 16 il laboratorio sull’Archivio “Ma in realtà come lavora un archivista?” con Valentina Lixi, Giulia Pilloni e Maria Sciola.
Alle 18 spazio al videogioco di strategia che contiene i suoni delle pietre di Pinuccio Sciola.
“La musica delle Pietre Sonore nel videogioco Shadow Gambit: The Cursed Crew”, è il titolo della conversazione con Filippo Beck Peccoz, audio director e compositore della musica del game.
Gran finale alle 22 con la musica di Enzo Favata e Pasquale Mirra con “Stone Soul”.
Per tutte le info su ingressi e prenotazioni +39 3245875094
Cagliari-Milan, la vignetta di Frédéric Art
All'Unipol Domus arriva il Milan di Stefano Pioli. Alle 18:30 il Diavolo sfida i quattro mori per i tre punti. Ecco come l'ha "giocata" il nostro artista sardo Frédéric Art.
Inaugurata ieri mattina sul prato della basilica papale di Assisi l'installazione scultorea di Giuseppe Carta
E’ stata inaugurata ieri mattina ad Assisi, sul prato antistante alla Basilica papale di San Francesco, l’installazione scultorea dell’artista Giuseppe Carta composta di 140 olive di bronzo che rappresentano un fortissimo e simbolico invito alla pace e un omaggio ai valori francescani e alla città serafica, proprio in coincidenza della Domenica delle Palme. Alla cerimonia erano presenti con l’artista il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, l’assessore al Turismo Fabrizio Leggio e il custode del Sacro Convento di Assisi, fra Marco Moroni.
Proietti ha ringraziato Padre Marco Moroni, custode del Sacro Convento “luogo patrimonio dell’umanità, per aver voluto ospitare un’installazione artistica in vista della Pasqua”, e il Maestro Giuseppe Carta “che ha creduto fortemente in questo messaggio artistico di pace, di speranza, di custodia del Creato lanciato attraverso l’olivo, dono della natura. Da questo luogo santo vogliamo dire pace, pace, pace a tutti gli uomini. Ci auguriamo che la speranza si faccia concreta come le opere di Giuseppe Carta che parlano a tutti”.
L’opera si intitola “Germinazione della Pace” ed è stata non a caso collocata in uno dei luoghi simbolo di Assisi e del francescanesimo, grazie alla collaborazione tra Comune e Sacro Convento: “Era un sogno che inseguivo da anni – ha spiegato Giuseppe Carta – L’ho chiamata Germinazione della Pace, ed è nata proprio per essere installata qui. Era il mio sogno, ma mi dicevano che era impossibile: Padre Marco Moroni ha invece detto che avrei potuto realizzarla su questo prato e questo mi ha riempito il cuore di gioia. Ringrazio il sindaco Proietti, l’assessore Leggio e Padre Marco Moroni”. L'artista ha altresì ringraziato Cesare Carloni del quale ha apprezzato l'importante supporto al progetto.
Il custode del Sacro Convento, Padre Marco Moroni, ha sottolineato che “è molto bello che questa inaugurazione avvenga durante la Domenica delle Palme, proprio nel giorno in cui facciamo memoria di Gesù che si è donato a tutti noi. Ringrazio tutti per aver ipotizzato che si potesse fare e avere ottenuto di fare tutto questo in questo luogo”.
“San Francesco – ha proseguito il frate - compose il Cantico delle Creature alla fine della sua vita. Se lo immaginiamo mentre intonava questo cantico in mezzo alle campagne di Assisi, ci viene da pensare che ricordasse il ramoscello d’ulivo, che rappresenta la benedizione di Dio per l’umanità. Certamente ricordava anche il canto del salmo in cui l’autore si considera come un ulivo verdeggiante, e i rami di ulivo e le palme che agitava il popolo per l’entrata di Gesù a Gerusalemme. Ma il suo cuore sobbalzava al ricordo del pianto di Gesù nell’agonia nell’Orto degli ulivi. Pensava alle olive spremute al tornio per farne buon olio, gustoso e terapeutico, simbolo dell’azione dello Spirito nella carne e nei cuori. E non poteva non pensare a come Gesù sarebbe stato spremuto, come le olive, nella sua Passione. Davanti alla tomba di Francesco arde una lampada alimentata con olio che ci ricorda che ogni germinazione della pace passa attraverso una spremitura a cui tante volte ognuno di noi è sottoposto nella vita, come anche spesso – come in questo periodo - lo sono i popoli della terra”.
“Si tratta di un’opera d’arte particolare e altamente simbolica – ha rimarcato l’assessore al turismo Fabrizio Leggio, che ha introdotto l’inaugurazione – attraverso la quale è possibile rafforzare il messaggio di pace e speranza che Assisi evoca ogni giorno. La singolare installazione sarà inoltre un ulteriore elemento utile alla promozione turistica della città, durante le festività pasquali. Ringraziamo il Sacro Convento per la collaborazione e l’artista per aver messo l’opera a disposizione della comunità assisana”.
Presente all’inaugurazione anche il giornalista sardo Tonino Oppes: “Non c’è luogo più bello di questo per parlare di pace – ha sottolineato – Giuseppe Carta è un artista affermato a livello nazionale e internazionale. Tra le sue opere più significative ci sono i ritratti, tra i quali quello di Mario Draghi, conservato alla Banca d’Italia. La Germinazione ricorre spesso nella sua scultura, e inizia con la melagrana. Quando in Sardegna pensiamo alla storia, pensiamo alla nostra dea madre, alla terra che dà nuovi frutti. Giuseppe Carta è un uomo molto sensibile, e sa bene che oggi abbiamo bisogno di pace: queste opere vanno in questa direzione. Se vogliamo la pace tutto deve nascere nei nostri cuori”.
La particolare esposizione può contare sulla regia scenografica dell’architetto Alberto Bartalini e si presenta al pubblico come una grande famiglia così composta: 140 olive disposte con un ramo di ulivo dal valore fortemente evocativo nel prato della Basilica, una oliva madre monumentale che raffigura idealmente la forza generatrice della madre che dà la vita, insieme ad altre tre olive di più contenute dimensioni disposte nella piazza della Basilica superiore. Sono presenti anche dei richiami sul sagrato della Basilica e nella piazza del Comune.
