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Cagliari-Inter, la vignetta di Frédéric Art
In occasione di tutte le gare del Cagliari, Gol Rossoblu ospiterà le splendide vignette pre-partita dell'artista sardo Frédéric Art. Questa sera alle 20.45 all'Unipol Domus arriverà l'Inter vice-campione d'Europa e i quattro mori proveranno a sgambettare il biscione nerazzurro.
Cagliari-Inter, probabili formazioni e dove vederla in tv
Il grande giorno, il ritorno della serie A alla Domus, è arrivato. Tutto esaurito sugli spalti per la sfida tra il Cagliari e i vice-campioni d'Europa dell'Inter. Ranieri ha le idee chiare, difesa a quattro e un attaccante fisico come Pavoletti a dare fastidio alla retroguardia nerazzurra.
Ranieri punta su Pavoletti
Il tecnico di Testaccio dovrebbe abbandonare la difesa a tre con Augello e Zappa sulle fasce e Dossena-Obert al centro a protezione del confermatissimo Radunovic. In mediana Makoumbou e Sulemana faranno da schermo davanti alla difesa con Nandez a destra e Azzi a sinistra. Davanti la coppia Oristanio-Pavoletti con l'ex Inter leggermente più arretrato. 3-5-2, invece, per Inzaghi con Sommer tra i pali, De Vrji al centro della difesa al posto dell'infortunato Acerbi, con Bastoni e il recuperato Darmian ai lati. Calhanoglu al centro del centrocampo con a fianco l'ex Barella e Mkhitaryan. Dumfries e Dimarco a spingere sulle fase. Davanti ballottaggio Thuram-Arnautovic per far coppia con Lautaro Martinez. Il francese è leggermente favorito.
Dove vedere la partita in tv
Cagliari-Inter sarà trasmessa in esclusiva su DAZN. Per gli abbonati a Sky con Decoder SkyQ il match sarà visibile anche sui canali "Zona Dazn" attivabili con un costo aggiuntivo sul proprio abbonamento. In alternativa è possibile collegare la propria smart tv a internet ed effettuare l’accesso sull’applicazione della piattaforma. La telecronaca di DAZN sarà affidata al duo Borghi-Gobbi.
Cagliari-Inter, numeri e statistiche del match
I rossoblù hanno fermato i nerazzurri in 29 occasioni su 48 confronti. Occhio a Lautaro Martinez, sempre a segno contro i sardi. Ranieri, Barella, Zappa e Oristanio gli ex
In una Domus tutta esaurita arriva l'Inter di Simone Inzaghi, vice-campione d'Europa e in gran forma. E' il 48° confronto sull'isola tra le due formazioni con i nerazzurri vincenti in ben 18 occasioni. Solo 8 i successi rossoblù. I sardi, però, hanno fermato 21 volte i lombardi con il pareggio.
La bestia nera
L'addio di molti big non ha indebolito la squadra di Simone Inzaghi che all'esordio in campionato contro il Monza si è imposta per 2-0 con la doppietta di uno scatenato Lautaro Martinez. Proprio il Toro è l'uomo da tenere maggiormente d'occhio e che Claudio Ranieri affiderà ad Alberto Dossena, bravo nell'annullare una settimana fa il granata Sanabria. Certo, Lautaro non è Sanabria, ma la crescita di una squadra, soprattutto se di una neo-promossa, passa anche dall'affrontare questo tipo di avversari. Lautaro è una vera e propria bestia nera per il Cagliari, al quale ha già segnato 8 gol. Anche il tecnico nerazzurro ha un buon bilancio contro la formazione sarda: 10 vittorie e 2 pareggi da allenatore.
Gli ex del match
Tra le tante esperienze in panchina, quella di Claudio Ranieri, su quella dell'Inter non è stata tra le più fortunate. Subentrato nel settembre del 2011 per sostituire Gasperini, viene poi esonerato a marzo. In campo, invece, è Nicolò Barella il grande ex della sfida con 112 presenze e 7 reti tra il 2014 e il 2019. Tra i sardi, invece, il neo-acquisto Oristanio e Gabriele Zappa, entrambi provenienti dal settore giovanile nerazzurro.
Cagliari-Inter, l'asticella sale
Sfida all'Inter
Ranieri lavora sulla mentalità, coccola nuovi ed esordienti, chiede l’esempio ai veterani, aspetta rinforzi. Il club non può deluderlo, sarebbe un pessimo autogol
Mario Frongia
In attesa dell’Inter, testa al mercato. Oramai anche i sassi sanno cosa chiede Claudio Ranieri. Sul fronte attacco prosegue la telenovela Petagna sì-Petagna no. Con una news: l’ex centravanti di Spal, Atalanta e Napoli, l’anno scorso al Monza, per l’amministratore delegato dei brianzoli, Adriano Galliani, pare non sia più nella lista dei partenti. Mentre è slittato al 1° settembre l’arrivo del difensore centrale greco, Pantelis Hatzidiakos. Prima di approdare ad Asseminello giocherà prima i match delle qualificazione di Conference ed Europa League dell’Az Alkmaar. Sarà l’uomo giusto per affiancare un sontuoso Dossena, debuttante in A e tra i migliori in campo a Torino? A otto giorni dal gong che chiude le trattative, il Cagliari è ancora incompleto.
Momento positivo. Sir Claudio spande fiducia e ottimismo ogni tre per due. Chissà. Intanto, lunedì alle 20.45 si gioca alla Domus contro i finalisti dell’ultima Champions, andata al City di Pep Guardiola. La sfida all’Inter è un curioso e splendido incrocio. Scuote suggestioni e ambizioni. Offre buone dosi di fiducia dopo l’incoraggiante pareggio in casa del Toro. In Piemonte Claudio Ranieri ha letto e disfatto i sogni di Juric. Con l’attacco dei “piccolini” ha incartato il primo giro palla di Schuurs e soci. In mezzo, Sulemana e Makoumbou hanno mostrato solidità, mestiere e continuità. Anche ben più del previsto. Anche per questo, date all’allenatore romano il difensore centrale e la punta da almeno dieci gol. E ci sarà da divertirsi. Intanto, anche per la tifoseria l’asticella sale. Il timore, conoscendo le modalità del patron, riguarda le mosse di mercato: il pari con il Toro potrebbe far raffreddare le risposte da dare al tecnico E sarebbe un autogol.
Dal Toro ai nerazzurri. La prima di campionato ha sorriso ai rossoblù. Spirito, determinazione, gamba e testa anche quando i granata hanno pressato. Con gli stessi deficit del Cagliari: la finalizzazione. Ma adesso la musica cambia. L’Inter si è presa i 3 punti del debutto contro il Monza. Lunedì ritmo, qualità tecniche e concentrazione saranno fondamentali. Ma forse, Lautaro e soci è meglio trovarli adesso. In casa, per giunta. Con il sold out. Miscela speciale, quella offerta dalla tifoseria. Il gruppo schiuma. Il tecnico lavora con rigore sugli aspetti motivazionali. La squadra, dopo la miracolosa promozione dello scorso anno, affina mentalità e carattere. Anche a Torino la personalità è stata fondamentale. Sul faccia a faccia con la formazione dell’ex Nicolò Barella, poche storie: il match ha evidenti disparità tecniche, d’organico e di ambizioni. Cuore e applicazione saranno fattori decisivi.
Arbitraggio. Alla Domus fischia Michael Fabbri. Nelle 121 direzioni in A, l’arbitro di Ravenna vanta 551 ammonizioni, 13 espulsioni per doppio giallo, 14 cartellini rossi diretti e 37 calci di rigore. Dodici volte ha diretto il Cagliari. Il bilancio è di tre vittorie, cinque pareggi e quattro ko. L’Inter? L’ha diretta dieci volte con sette vittorie, un pareggio e due sconfitte. Classe 1983, può contare sugli assistenti Luca Mondin (Treviso) e Damiano Di Iorio (Vico). Quarto uomo Giovanni Ayroldi (Molfetta), al Var Valerio Marini (Roma 1) e Salvatore Longo (Paola). “Se pensi all’arbitro, ti stai giocando un pezzetto di sconfitta!” ammoniva il compianto e saggio Carletto Mazzone.
Torino-Cagliari: probabili formazioni e dove vederla in tv
L'attesa è finita. Aspettando l'attesissima "prima" alla Domus contro l'Inter, il ritorno in A del Cagliari di Claudio Ranieri passa da Torino dove la formazione rossoblu esordirà contro i granata di Ivan Juric. Non sarà un inizio soft. Pavoletti e compagni affronteranno una formazione collaudata, che conosce a memoria le richieste tattiche del proprio tecnico e che lo scorso anno ha chiuso al decimo posto giocando fino all'ultimo per un piazzamento in Europa.
Le probabili formazioni
Ranieri deve fare i conti con l'infermeria e con le pesantissime assenze di Rog, Mancosu e Lapadula. In attesa degli ultimi colpi di mercato, il tecnico dovrebbe giocare col 4-3-2-1 con Pavoletti davanti supportato da Luvumbo e il neo-acquisto Oristanio. A centrocampo Nandez Makoumbou e l'altra new entry Sulemana. Tra i pali confermato Radunovic, eroe della doppia finale playoff col Bari, Zappa e Augello sulle fasce, al centro Dossena e Obert. 3-4-2-1 per il Toro di Juric con l'ex Bellanova a destra nel centrocampo composto da Ricci, Ilic e Vojvoda. Davanti Sanabria con Vlasic e Radoijn alle spalle.
TORINO (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Schuurs, Buongiorno, Rodriguez; Bellanova, Ricci, Ilic, Vojvoda; Vlasic, Radonjic; Sanabria. All. Juric.
CAGLIARI (4-3-2-1): Radunovic; Zappa, Dossena, Obert, Augello; Nandez, Makoumbou, Sulemana; Oristanio, Luvumbo; Pavoletti. All. Ranieri.
Dove vedere la gara in Tv o in streming
La gara sarà visibile sia in diretta streaming su Dazn che sul satellite su Sky Sport Calcio (numero 202 e 249 del satellite, numero 473 e 483 del digitale terrestre) e Sky Sport (numero 251 del satellite). Per gli abbonati di entrambe le piattaforme, la partita potrà essere vista in tv tramite l'app DAZN disponibile sul decoder Sky Q. Per lo streaming, oltre alla piattaforma Dazn, il match sarà visibile anche su Sky Go e Now collegandosi con i siti ufficiali delle tre piattaforme con qualsiasi dispositivo mobile come tablet, iPhone, iPad e smartphone.
Torino-Cagliari, la vignetta di Frédéric Art
In occasione di tutte le gare del Cagliari, Gol Rossoblu avrà il piacere di ospitare le splendide vignette pre-partita dell'artista sardo Frédéric Art. Questa sera, alle 18.30, la squadra di Claudio Ranieri farà il loro esordio nella massima serie a Torino contro i granata di Ivan Juric e uno splendido torero rossoblu proverà a matare il Toro.
Torino-Cagliari, Ranieri: "La promozione un ricordo, ora rimbocchiamoci le maniche"
Dal San Nicola all'Olimpico Grande Torino. Sono passati poco più di due mesi dal gol di Pavoletti sotto il diluvio di Bari, due mesi di festa dopo un anno nel purgatorio della B. Ora, però, il tempo dei bagordi è finito, si torna a fare sul serio in quella che è la massima espressione del calcio italiano, la serie A. Il Cagliari ci arriva in punta di piedi, consapevole che per guadagnarsi la salvezza dovrà sudare e fare più di quanto fatto pochi mesi fa per conquistare la promozione. Inizierà a farlo lunedì alle 18.30 sul campo del Torino di Ivan Juric, squadra ben collaudata e che lo scorso anno ha chiuso la stagione al decimo posto salvandosi con largo anticipo.
Calendario difficile
La squadra di Claudio Ranieri ha già assaporato l'aria dei match ufficiali, in coppa Italia, andando a vincere all'ultimo respiro dei supplementari contro il Palermo. Alti e bassi in quella partita, come è giusto che sia in una calda serata di metà agosto quando le gambe sono ancora imballate e il peso della preparazione affatica più la mente che il corpo. Partire bene, però, è fondamentale anche perché il calendario del Cagliari, da qui alla prima settimana di ottobre non è dei migliori. Inter, Atalanta, Milan, Fiorentina, Roma le più ostiche, Torino, Bologna e Udinese le più abbordabili. Si fa per dire, perché parliamo di squadre solide che vivono il palcoscenico della serie A da anni.
"Ho già dimenticato la promozione"
A Torino la squadra deve entrare in campo con grande umiltà, consapevole della forza della formazione granata, ma anche della propria, eliminando dalla mente i ricordi della cavalcata trionfale in B. Ranieri conosce benissimo le trappole dei successi. Sa quanto la testa possa far funzionare male le gambe. Lo ha già vissuto sulla panchina del Leicester dopo lo storico successo in Premier League, esonerato poi un anno dopo con la squadra in piena lotta per non retrocessione. "Siamo saliti in A e l'ho già dimenticato, ora dobbiamo rimboccarci le maniche e lottare in ogni partita, centimetro su centimetro - le parole del tecnico nella consueta conferenza stampa pre-partita -. I granata vogliono l'Europa e hanno speso tanto. Hanno un allenatore bravo che conosce a memoria i calciatori, con automatismi perfetti. Li rispettiamo, ma così come ci metteranno in difficoltà dovremo farlo noi".
"Alleno la nazionale dei 4 mori"
L'ultima di Claudio Ranieri allenatore del Cagliari in Serie A risale a oltre 32 anni fa, 26 maggio 1991: 1-1 al Sant'Elia col Bari e grande festa per la salvezza ottenuta una settimana prima a Bologna, al termine di un triennio eccezionale partito in C1. "Sarò emozionato - ammette pensando al suo ritorno nella massima serie con i colori rossoblu -. Ma me lo terrò dentro". E poco male se Gravina non ha chiamato lui per la panchina della Nazionale: "Alleno la 'Nazionale dei 4 Mori', sono contento e soddisfatto". Intanto si attendono due difensori, di cui uno dovrebbe essere il greco Pantelis Hatzidiakos dall'AZ Alkmaar, e un attaccante che difficilmente sarà Lorenzo Colombo del Milan. "Stiamo lavorando bene, tutti gli obiettivi stanno arrivando e così sarà anche per difensori e attaccante. Non capisco perché si inizi col mercato aperto, non solo qui in Italia: gli affari si fanno l'ultima settimana, se non l'ultimo secondo". E sull'ultimo arrivato, Matteo Prati: "Era fra i primi che volevamo e l'avevo segnalato subito dopo la gara giocata contro la Spal a gennaio, parlandone anche con De Rossi. Ha un'ottima visione di gioco ed è molto intelligente". Ora bisogna far parlare il campo. Partire bene è fondamentale.
Antonio Farinola
La serie A vista da Ninni Pillai, l'ingegnere "malato" di Cagliari
Finalmente si riparte. Si ricomincia con un torneo che non avrà soluzione di continuità e che celebrerà in campo le festività natalizie e di inizio anno nuovo. Un torneo ancora connotato dalla presenza massiccia di calciatori stranieri, valutati in misura pari ai due terzi del totale complessivo e ritenuti da più parti (per ultimo il Ministro Abodi qualche giorno fa) motivo di riflessione in ottica di riorganizzazione del nostro movimento calcistico. Mai come questa estate l’attesa per la ripartenza della massima serie calcistica nazionale si è fatta sentire. E, se possibile, ancor più per chi ha vissuto e gioito la coda dei playoff per l’ammissione della ventesima squadra alla serie A.
Al via col mercato apertissimo
Si parte con ancora aperta la finestra mercato per altre due settimane, per tenere accese le speranze di chi ha ancora organici da completare e col disappunto degli allenatori ai quali piacerebbe partire per il ritiro di preparazione estiva con l’organico già definito. Sono lontani i tempi di San Marcello Pistoiese e di Asiago dove, oltre al calore di qualche tifoso in vacanza, al più, poteva presentarsi in albergo o a bordo campo qualche giornalista o qualche piccolo produttore di scarpette da gioco artigianali con l’aspirazione di vedere il proprio prodotto ai piedi di qualche campione. La nazione che ha portato ben tre squadre alle finali delle massime competizioni continentali ha quanto meno l’onere di fare il possibile per confermare la bontà delle proprie compagini, della loro mentalità agonistica e della maturità da loro acquisita, a dispetto delle sirene che suonano dall’Arabia e dal campionato inglese, che resta anche per quest’anno la massima vetrina europea. La prima giornata del campionato inglese, partito in anticipo di una settimana sul nostro, oltre alla finale di Supercoppa europea hanno già messo in evidenza la cifra tecnica e tattica del torneo d’oltre Manica.
Estate bollente
In Italia siamo riusciti a racchiudere questa estate tra due metaforiche parentesi a inizio e in chiusura: all’inizio, il caso Maldini - Massara che hanno pagato i trentacinque milioni del fallimento De Ketelaere oltre forse a qualche non affinità di vedute con la proprietà americana e la rinuncia di Spalletti alla panchina del Napoli neo scudettato, prima ancora che in piazza si celebrasse lo scudetto. Mentre è roba di questi ultimi giorni la rinuncia di Mancini alla panchina azzurra, a pochi giorni dai delicati incontri per la qualificazione all’europeo imminente, a cui si è aggiunto il caso Spalletti che, evidentemente, deve aver trovato in vacanza un anti stress formidabile se è riuscito a trasformare quell’uomo defilato, dimesso e affaticato dello scorso giugno, bisognoso di un anno sabbatico, nel condottiero di una nazionale che ha non poche posizioni da dover recuperare sul ranking europeo e mondiale.
Napoli e l’incognita Rudy Garcia
Il Napoli, da campione in carica, parte come la squadra da battere. Ha perso Kim che ha fruttato una plusvalenza formidabile (al pari di quella di Tonali per il Milan), ma ha conservato tutta la struttura che gli ha consentito l’impresa lo scorso campionato e, anche senza Giuntoli passato alla Juventus, il presidente De Laurentis ha tenuto dritta la barra confermando ancora una volta il suo peso e la sua caratura dirigenziale e imprenditoriale (nessuno dimentichi che, nel 2004, De Laurentis prese in mano un Napoli fallito e relegato all’oblio). Paradossalmente, l’incognita maggiore del Napoli può essere rappresentata dal nuovo allenatore Rudy Garcia. Se riuscirà a non volere a tutti i costi mettere del suo in quel motore rodato che è stato il Napoli di Spalletti sarebbe già una garanzia, anche se, le prime uscite hanno mostrato una certa attenzione alla fascia sinistra e al gioco di Kvaratskhelia che probabilmente resterebbe penalizzato e soffocato dalla ricerca di strane alchimie nella sua zona e nei suoi movimenti. Va pure non trascurato che durante l’estate diversi giocatori hanno patito muscolarmente così come non era successo nelle due precedenti stagioni.
Le big a confronto
Dietro il Napoli certamente le milanesi, il Milan meglio dell’Inter, la Juventus, l’Atalanta, la Lazio e la Roma. Se Pioli riesce a coagulare il gruppo dei nuovi che la proprietà gli ha messo a disposizione, il Milan sarà una macchina da guerra e, seppure al momento non dispone di una copia di Giroud magari con qualche anno in meno, non è certo un problema creare i presupposti tattici per mandare al tiro in porta più di un calciatore aumentando le difficoltà per chi ci dovrà giocare contro. L’Inter, che ha rinunciato a Dzēko, ha fatto pensare a una poderosa campagna di rafforzamento soffocata però dal caso Lukaku che ha scombinato tutta la strategia messa a punto dalla proprietà e dalla dirigenza. Inzaghi ha già fatto un miracolo l’anno scorso e i miracoli difficilmente si ripetono. Le romane hanno recuperato mercato negli ultimi giorni e certamente saranno protagoniste, così come l’Atalanta che si è confermata società solida e lungimirante.
Un caso a se e una sorpresa potrebbe rivelarsi la Fiorentina del presidente Rocco Commisso, al pari dell’Atalanta, società molto solida e concreta che ha maturato e fatto propria l’esperienza bruciante della finale di Conference persa un paio di mesi fa. Ogni riferimento a Italiano è puramente casuale, ma anche no.
La lotta per non retrocedere
Bologna, Sassuolo, Torino, Monza e Udinese dovrebbero giocare per quella fascia di anonimato tra la zona sinistra e quella destra della classifica e, se qualcosa dovesse far si che così non sia, si aprirebbero scenari esaltanti (per confermare i quali non bastano gli attuali equipaggiamenti societari di queste compagini) o catastrofici, con le caviglie e i polpacci che affondano nelle sabbie mobili della lotta per non retrocedere. Sabbie mobili in cui invece si cimenteranno le tre neo promosse Frosinone, Genoa e Cagliari e chi fino all’ultimo ha lottato per salvarsi lo scorso campionato: Hellas Verona, Salernitana, Empoli e Lecce. Ora il verdetto passa al campo e sarà fondamentale partire bene ed essere consapevoli della propria dimensione e del proprio obiettivo. Mai come quest’anno non ci sono molte possibilità di recupero per i muscoli e per la testa e, la cadenza degli incontri, soprattutto per le compagini che dovranno affrontare le coppe europee, è davvero impressionante.
Ninni Pillai
Cagliari, buona la prima in Coppa. Ma Ranieri chiede rinforzi urgenti
All’ultimo secondo, ma quel che contava era passare il turno. Cagliari-Palermo si è chiusa con la Domus al completo e una prova con luci e ombre. Il 2-1 al 123’ (in rete Dossena - sempre fuori con Liverani a favore di Altare, preferito del patron - e Di Pardo, 1-1 intermedio di Soleri, rigore e tap in fallito da Pavoletti nel primo tempo) ha dato una botta di autostima al gruppo. Indispensabile anche per superare le criticità attuali e trovare il passo giusto, specie mentale, per il debutto in campionato di lunedì 22 a Torino contro i granata. La Coppa Italia non è mai stata avara di sorprese: l’Empoli è stato battuto dal Cittadella. Dunque, ben venga il passo avanti. Un premio per la tenacia di Claudio Ranieri e il suo saper entrare nella testa dei suoi. Poi, occorre un minimo di obiettività. Dalla tifoseria, anche quella più affascinata, arriva il monito: la rosa è incompleta, la serie A chiede altro, dopo il miracolo della risalita non si può pensare che si sia attesi da una passeggiata di salute. Sir Claudio non si scosta. E anche questo gli fa onore: “Spero che entro mercoledì arrivino i rinforzi che ho chiesto” la sintesi delle parole del tecnico nel post Palermo. Dunque, un difensore centrale esperto e due attaccanti. La solita solfa: pur con i sedici milioni di euro incassati dai movimenti di Cragno, Bellanova, Marin, Waluckiewiz e altri, paiono sfumati almeno una decina di buoni papabili per difesa e attacco. Mentre si apprezza l’esordio dei nuovi Sulemana e Oristanio (out Jankto, ancora lungo il percorso di Shomurodov), il Genoa neopromosso ha già chiuso con Retegui e Messias. E il Cagliari? Ha visto i saluti di pedine gradite al tecnico (Nzola, Palomino, Ferrari, Baschirotto, Mina, Petagna, Okereke, Gabbiadini). Ma non solo. Il tergiversare della presidenza, alle prese anche con i casi Nandez e Pereiro, ai quali ha chiesto di dimezzarsi lo stipendio con risposta intuibile, e quello inerente Makoumbou, con avance da Roma e Fiorentina, e il braccio di ferro sull’ingaggio risicato del congolese legittimamente da rivalutare, comporta più rischi che benefici. Tanto che Ranieri l’ha sottolineato con enfasi. Il mercato chiude alle 20 di venerdì 1° settembre. Ma prima ci sono Torino fuori e Inter in casa. È il caso di riflettere sulla scossa da dare ai meritati desideri di Ranieri e alla fiducia, nonostante tutto, dei quattordicimila abbonati?
Mario Frongia
Inflazione: Cagliari è tra i comuni virtuosi
L'Istat ha reso noti oggi i dati territoriali dell'inflazione di luglio, in base ai quali l'Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica completa di tutte le città e delle regioni più care d'Italia, in termini di aumento del costo della vita. Non solo, quindi, delle città capoluoghi di regione o dei comuni con più di 150 mila abitanti.
In testa alla graduatoria, Genova dove l'inflazione tendenziale più alta d'Italia, pari a +8,2%, si traduce anche nella maggior spesa aggiuntiva annua, equivalente a 1787 euro per una famiglia media.
Medaglia d'argento per Varese, +6,5% su luglio 2022, e un incremento di spesa pari a 1714 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Milano che, pur avendo un'inflazione poco più alta di quella media italiana, +6,3%, ha una spesa supplementare pari a 1710 euro annui per una famiglia tipo.
Al quarto posto Grosseto, che con la terza inflazione annua più elevata d'Italia, +7,5%, ha una stangata pari a 1691 euro.
Seguono Lodi (+6,5%, +1650 euro), Perugia (+6,9%, +1585 euro), al settimo posto Siena con 1578 euro (al quinto posto per inflazione con +7%), poi Bologna (+6,3%, +1572 euro). Chiudono la top ten Alessandria (+6,9%, +1533 euro), ex aequo con Lucca (+6,8%, +1533 euro).
Sull'altro fronte della classifica, la città più virtuosa d'Italia in termini di spesa aggiuntiva più bassa è ancora una volta Potenza, con l'inflazione più bassa del Paese (+3,5%) e dove in media si spendono "solo" 691 euro in più all'anno. Al 2° posto Catanzaro, seconda per inflazione (+4,3%, +803 euro). Medaglia di bronzo Reggio Calabria (+4,7%, +878 euro). Bene anche Caserta (4° posto), Ancona (7°), Bari (8°) e Cagliari (10° posto, con +5,5% e 1033 euro).
In testa alla classifica delle regioni più "costose" (Tabella n. 2), con un'inflazione annua a +7,9%, abbondantemente la più alta d'Italia, la Liguria che registra a famiglia un aggravio medio pari a 1630 euro su base annua. Segue l'Umbria, dove la crescita dei prezzi del 6,7% implica un'impennata del costo della vita pari a 1513 euro, terza la Lombardia, dove nonostante l'inflazione sia inferiore a quella nazionale, +5,8%, il rincaro annuo è di 1507 euro.
La regione più risparmiosa è ancora una volta la Basilicata, +3,6%, pari a 697 euro, seguita dal Molise (+5,1%, +934 euro). Medaglia di Bronzo per la Calabria (+5,2%, +951 euro).
