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 “Vogliamo favorire il rinnovamento nelle piccole e medie imprese del comparto dell'artigianato attraverso la realizzazione di programmi di ricambio generazionale, con l’obiettivo di assicurare la sopravvivenza delle imprese caratterizzate da una specifica professionalità, favorire il mantenimento in vita delle attività economiche, valorizzare i mestieri ed evitare di disperdere conoscenze ed esperienze”. Lo ha detto il Presidente della Regione, Christian Solinas, commentando l’approvazione in Giunta della delibera che stabilisce i criteri e le direttive di attuazione per gli incentivi alle imprese artigiane coinvolte nel passaggio generazionale, che ora verrà inviata alla competente commissione del Consiglio regionale per l’acquisizione del parere.

Il progetto è sostenuto da uno stanziamento di 2 milioni di euro per il triennio 2020-2022 da destinare a contributi a fondo perduto per imprese con sede legale e operativa in Sardegna: “Vogliamo sostenere le imprese artigiane coinvolte nel cosiddetto passaggio generazionale a favore dei figli dell'imprenditore o di dipendenti presenti da almeno cinque anni nell’organico dell'impresa”, ha aggiunto l'assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Gianni Chessa.

Il contributo erogato ad ogni impresa potrà essere tra i 15mila ed i 20mila euro ed è finalizzato alle spese connesse a progetti di sviluppo o consolidamento nei settori di attività e all'acquisizione di servizi per l'avvio dell'impresa da parte del successore.

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Sicurezza del territorio e delle città, sblocco di opere incompiute. “Numerosi Enti locali - dice il presidente della Regione, Christian Solinas – potranno procedere con la progettazione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico che avevamo già ritenuto strategici e prioritari per le comunità coinvolte”.

La Regione stanzia 10 milioni di euro in favore dei Comuni per portare a termine a progettazione di 29 interventi di mitigazione al rischio idrogeologico in area PAI. La Giunta, su proposta dell’Assessore dei Lavori Pubblici Roberto Frongia, ha programmato le risorse di sostegno ai Comuni per una serie di opere già proposte nell’ambito del programma di interventi infrastrutturali del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, PNRR, e al momento privi di una copertura finanziaria che consenta lo sviluppo della progettazione degli interventi in area ad elevata e molto elevata pericolosità per un importo complessivo di opere pari a circa 95 milioni di euro.

“Abbiamo invertito il trend che fino a oggi vedeva la Sardegna soccombere sotto il peso delle incompiute grazie a una incisiva attività di collaborazione con gli Enti locali finalizzata a portare a compimento opere pubbliche bloccate da anni – spiega l’Assessore dei Lavori Pubblici Roberto Frongia - Ora, andando a incidere sulla sostenibilità economico-finanziaria dei progetti, fondamentale per dare avvio ai cantieri infrastrutturali, sosteniamo i destinatari delle opere (Comuni, Province, Città metropolitana) nella fase più delicata. In questo caso – prosegue l’Assessore - avevamo davanti una serie di interventi che al momento non avevano una dotazione finanziaria che consentisse l’avvio e lo sviluppo della progettazione, compresa l’acquisizione delle necessarie autorizzazioni, pareri e nulla-osta previsti dalle norme”.

Interessati dalla misura Comuni in tutta la Sardegna per un totale di 29 opere. Due gli interventi previsti nella città di Sassari: sistemazione idraulica dell'alveo del Rio Calamasciu dalla Zona Industriale "Predda Niedda" alla borgata di Caniga, progettazione 460.000 euro; interventi di mitigazione del pericolo di esondazione e dissesto idrogeologico di un tratto del rio Giuncheddu in località "Gioscari Rizzeddu" progettazione 340.000 euro; interventi di messa in sicurezza idraulica della vallata del Fosso della Noce nel centro abitato, progettazione 460.000 euro. Sempre nel sassarese: finanziata la progettazione per un intervento nel Comune di Aglientu (messa in sicurezza dell'abitato di Vignola Mare con realizzazione del canale scolmatore del Rio La Palma, progettazione 40.000 euro); Illorai (interventi per il superamento delle problematiche idrauliche del canale coperto Musuri, progettazione per 1.150.000 euro); Viddalba (interventi per il superamento delle problematiche idrauliche del canale coperto Rio Tungoni, progettazione 70.000 euro); Monti (Interventi di completamento per il superamento delle problematiche idrauliche dei canali coperti Rii Ciccheddu e Sant’Alvara, progettazione 230.000 euro); Porto Torres (Opere per la difesa idraulica dalle inondazioni del rio Mannu, progettazione 500.000 euro); Ploaghe (versante franoso strada comunale Santa Giusta – Monte Ledda e S.P. 76, progettazione 180.000 euro).

In provincia di Nuoro finanziata la progettazione per un intervento a Orgosolo (interventi di messa in sicurezza e adeguamento canale di guardia e canale tombato a protezione del centro abitato, progettazione 270.000 euro); Dorgali (mitigazione del rischio idrogeologico del canale tombato "Viale Umberto", progettazione 300.000 euro); Urzulei (messa in sicurezza del tratto scoperto del Rio Serre ‘e Coro che attraversa il centro abitato, progettazione 50.000 euro); due gli interventi ad Arzana: lavori di messa in sicurezza strada comunale Argiolaonniga in agro del Comune di Arzana, progettazione 50.000 euro; realizzazione opere di consolidamento del centro abitato, progettazione 40.000 euro. Ancora: Villagrande Strisaili (opere di completamento per la mitigazione del Rio Bau Argili, progettazione 90.000 euro); Orosei (interventi per il superamento delle problematiche idrauliche del canale coperto "Colatore n.4", progettazione 100.000 euro); Tiana (interventi per il superamento delle problematiche idrauliche del canale coperto "Su Tragu", progettazione 90.000 euro); il Comune di Lotzorai sarà interessato dalla progettazione e realizzazione di interventi di riqualificazione delle reti di drenaggio in area urbana ad elevata pericolosità idraulica, 140.000 euro).
Nel Sud Sardegna interessati dalla progettazione di interventi di contenimento dei fenomeni di crollo (progettazione per 210.000 euro) i Comuni di Carbonia, Sant'Anna Arresi, Perdaxius, Nuxis, Villamassargia, Narcao; Masainas (completamento dei lavori di messa in sicurezza dell'abitato di Is Fiascus II lotto e III lotto, progettazione 130.000 euro); Villa San Pietro (interventi sul rio Mannu di Pula e rio Is Molentis per la mitigazione del rischio idraulico che interessa il centro abitato, progettazione 240.000 euro). Ancora, nel Sud Sardegna previsti interventi a Nurri (lavori di completamento messa in sicurezza e consolidamento del costone roccioso Sardajara, progettazione 140.000 euro).

Quattro gli interventi previsti nel Comune di Capoterra: sistemazione idraulica del rio San Gerolamo–Masone Ollastu e interventi di ricostruzione delle opere pubbliche danneggiate nelle località Poggio dei Pini ed altre frazioni - opere complementari – progettazione 2.650.000 euro; messa in sicurezza idraulica SP 91 con costruzione ponte sul rio Canale Baccu Liconosu (affluente dx Rio Santa Lucia), progettazione 140.000 euro; messa in sicurezza idraulica SP 91 con adeguamento alveo, demolizione ponte esiste e costruzione nuovo ponte sul rio Baccu Tinghinu (affluente dx Rio Santa Lucia), progettazione 100.000 euro; messa in sicurezza idraulica SP 91 con costruzione ponte sul rio Is Coddus (affluente dx Rio Santa Lucia), progettazione 100.000 euro.
A Lunamatrona prevista la messa in sicurezza dalla caduta massi sulla strada Consortile Lunamatrona - Bivio S.P. 59 - intervento di completamento, progettazione 40.000 euro; A Villanovafranca verrà realizzato il Ponte sp 36 sez. 91 sul rio Fluminimannu–Villanovafranca, progettazione 750.000 euro; Domus de Maria sarà oggetto di interventi di sistemazione idraulica del Rio Chia a monte e in corrispondenza dell'abitato, progettazione 700.000 euro.

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Il parere favorevole del comitato tecnico scientifico della Regione alla riapertura delle discoteche in Sardegna c'era. Il giorno dopo il blitz della Polizia alla Regione per acquisire i documenti emergerebbe dunque che l'ordinanza sarebbe arrivata dopo la mail favorevole di uno degli esperti che avrebbe parlato anche a nome degli altri. L'indagine della Procura di Cagliari, dunque, secondo quando apprende l'Ansa, va verso l'archiviazione, almeno per quanto riguarda la parte sul reato di epidemia colposa.

Sono due, forse tre, le persone informate sui fatti che verranno sentite nelle prossime ore dal pool di magistrati guidati dall'aggiunto Paolo De Angelis (composto dai sostituti Daniele Caria, Guido Pani e Maria Virginia Boi), ma solo dopo che gli investigatori studieranno le carte acquisite ieri in Regione. Si tratta dei consiglieri regionali che a Report hanno ipotizzato pressioni da parte dei gestori delle discoteche per non farle chiudere. Un esame che però potrebbe chiudersi già in poche ore, visto che l'email cruciale - quella col parere favorevole - sarebbe già nelle mani degli inquirenti.

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“Siamo disponibili a incontrare i sindacati e tutti i soggetti che a vario titolo possono contribuire in maniera positiva ed efficace al confronto sul gap infrastrutturale che riguarda la Sardegna partendo dall’imponente lavoro fin qui svolto che vede Regione e Anas, impegnate in una opera di modernizzazione ed efficientamento della rete viaria sarda che in un anno e mezzo di lavoro ha dato risultati straordinari. Abbiamo davanti uno scenario nuovo che si basa su cantieri aperti, delle volte in modalità di lavoro h24, opere sbloccate dopo anni di inerzia e già appaltate, a cui si aggiunge la particolare attenzione che stiamo rivolgendo alla progettazione (con iniziazione di risorse regionali) per aiutare i Comuni che pur denunciando la necessità di infrastrutture non hanno avuto fino ad ora la possibilità economica di portare a termine i progetti. Riteniamo comunque necessario e opportuno che i fondi del Recovery fund, oltre che alla viabilità statale, siano destinati anche al finanziamento di opere relative alla rete stradale di interesse regionale e per questo abbiamo nuovamente scritto al ministro de Micheli”. Lo specifica l’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia a proposito della richiesta di incontro da parte delle sigle sindacali, in particolare della Cisl.

L’assessore, in sintonia con quanto già richiesto nel corso degli incontri ufficiali e in previsione del prossimo vertice istituzionale con Anas, riafferma la richiesta di maggiore attenzione per l’Isola attraverso il potenziamento del compartimento Sardegna sia attraverso nuove assunzioni di personale, sia con una maggiore autonomia nella progettazione, gestione degli appalti ed esecuzione delle opere. “Ci rendiamo fin da ora disponibili, nelle modalità che l’attuale circostanza emergenziale consentirà, a un incontro nel corso del quale informeremo i sindacati circa le ultime richieste rivolte dall’Assessorato dei Lavori Pubblici all’Anas e allo stesso Ministro dei Trasporti, incentrate sulla necessità di una maggiore autonomia da parte della struttura sarda di Anas e sulla necessità di procedere con nuova forza lavoro da impiegare nei cantieri sardi, così come da accordi già presi con la stessa Anas”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.

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“Per il secondo anno consecutivo registriamo dati positivi, rispetto alla media degli ultimi dieci anni, come la riduzione del numero degli incendi (-18%), la drastica riduzione della superficie complessiva percorsa (-34%) e di quella boscata (-30%). Anche la superficie media per incendio registra un’importante riduzione, rispetto al dato medio del lungo periodo: -21%. Dimostrazione evidente che la macchina regionale antincendio si dimostra sempre più professionale, efficace e tempestiva”. Lo ha sottolineato l’assessore della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, durante la conferenza stampa nella quale ha illustrato i risultati della Campagna Antincendio 2020.

“Un importante sforzo complessivo, anche economico, con oltre 7.000 donne e uomini in campo, tra Corpo forestale, Forestas, Protezione civile, organizzazioni di volontariato, compagnie barracellari e vigili del fuoco, oltre a 11 elicotteri leggeri, il Super Puma, tre canadair del Dipartimento nazionale della Protezione civile e 281 mezzi terrestri, che quotidianamente hanno garantito la sicurezza dei Sardi – ha aggiunto l’esponente della Giunta Solinas – I numeri di quest’anno non rappresentano certamente un punto d’arrivo, ma un nuovo punto di partenza per migliorare ulteriormente e sconfiggere questa piaga che da troppo tempo affligge la Sardegna. Continuerà anche la collaborazione con le Amministrazioni comunali affinché tutte si dotino, in tempi brevi, dei piani di protezione civile che riguardano il rischio incendi e quello idrogeologico. Sono ancora troppi i Comuni privi dei piani: 41 non hanno né l’uno né l’altro”.

L’assessore Lampis ha anche ricordato come agosto sia stato il mese più difficile: “Si sono registrati 746 incendi per una superficie complessiva percorsa di 4.842 ettari (1.702 boscati). In particolare, la giornata del 1 agosto è stata la peggiore del 2020, con ben ventinove incendi, di cui sette hanno richiesto l’intervento di uno o più elicotteri regionali e quattro l'ausilio dei mezzi aerei della Protezione civile nazionale, per una superficie complessiva di 2.669 ettari (817 di superficie boschiva). Nell'intera Campagna 2020, diciassette il numero medio di interventi giornalieri, salito a ventidue nel periodo 1 giugno-31 agosto”.

Intensa l’attività investigativa del Corpo forestale, che ha effettuato 3 arresti e trasmesso 218 comunicazioni di notizia di reato alla Magistratura, riscontrando come il 75% degli incendi sia di origine dolosa: “Un dato in linea con gli ultimi 10 anni, perciò dobbiamo impegnarci maggiormente nella sfida culturale per la salvaguardia del nostro patrimonio ambientale e paesaggistico, settore decisivo per lo sviluppo ed il riscatto della Sardegna. Una battaglia che va combattuta soprattutto nei luoghi formativi per eccellenza, come la scuola, dove purtroppo in questo periodo non è stato possibile realizzare le iniziative previste dall’Assessorato. Presto, superata l’emergenza sanitaria, riprenderemo con le iniziative per conseguire questo importante obiettivo”.

Infine, l’assessore Lampis ha rivolto un pensiero ad Alessandro Diana, il volontario diciannovenne di Pabillonis morto in un incidente stradale mentre si recava a spegnere un incendio: “Su richiesta mia e del presidente Solinas, abbiamo trasferito alla Prefettura la documentazione necessaria per il riconoscimento, da parte del Presidente della Repubblica, di una medaglia d’oro al valor civile”. 

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Dopo anni di blocco del turn-over, la Regione Sarda avvia un nuovo piano di assunzioni. La Giunta regionale, nel corso dell’ultima seduta, ha approvato il piano triennale di fabbisogno del personale (2020-2022), che consentirà, a regime, 580 assunzioni grazie a una disponibilità finanziaria di circa 27 milioni di euro. “Proseguiamo un percorso già ben avviato – commenta con soddisfazione il Presidente della Regione, Christian Solinas – verso una Regione moderna ed efficiente, più vicina alle imprese e alle famiglie, tagliando la burocrazia e consolidando la macchina amministrativa in funzione dello sviluppo della nostra economia. Abbiamo già intrapreso un processo di snellimento e semplificazione normativa e ora compiamo un altro passo decisivo grazie a nuove assunzioni, indispensabili per un buon funzionamento degli uffici, sbloccando i concorsi pubblici in Regione dopo dieci anni”.

Il piano prevede l’assunzione di 479 unità di personale amministrativo e tecnico. Tra questi, oltre a 136 dipendenti ex Esaf (Ente sardo acquedotti e fognature), 140 posti verranno occupati: mediante scorrimento delle graduatorie dei concorsi di altre amministrazioni previa stipula di convenzione (50, ad esempio gli idonei del concorso Aspal), secondo le procedure previste dall’articolo 52 della legge 31 del 1998 (48), per incremento della mobilità del 20% (19) e con selezioni interne (23) in base all’articolo 1 della legge 18 del 2017. Dopo 17 anni, inoltre, sono state bandite le selezioni interne per 80 posti tra le categorie D, C e B. Altre 123 unità verranno invece acquisite attraverso concorsi (categoria D), più procedure concorsuali e scorrimento graduatorie (categoria C) per un totale di 66 posti. Altri 57 dipendenti verranno assunti attraverso varie procedure di mobilità.

Per il reclutamento dei dirigenti sono previsti concorsi per 29 posti: 18 per l’Amministrazione, 5 per il Corpo forestale e altri 6 con mobilità da riprogrammare e con scorrimento graduatorie. Anche per quanto riguarda il personale del Corpo forestale sono previsti concorsi (anche in questo caso l’ultimo bando risaliva al 2003): la categoria A verrà incrementata di 36 unità attraverso procedure concorsuali e mobilità da bandire, mentre altre 36 tra categorie C e B verranno acquisite con selezioni interne (6) e con procedure concorsuali e mobilità da bandire (30).

“È un grande risultato per la Giunta Solinas”, sottolinea l’assessore regionale del Personale, Valeria Satta. “Dopo tanti anni, finalmente si potrà rafforzare la macchina regionale acquisendo numerose figure professionali che sicuramente porteranno energie nuove e ulteriori competenze a tutta l’amministrazione”. Inoltre, “con il nuovo piano del fabbisogno, dopo quindici anni di attesa, potranno tornare in Regione i dipendenti del soppresso Esaf, trasferiti ad Abbanoa per effetto della legge 10 del 2005. Il reingresso dei lavoratori, che avverrà su base volontaria, attualmente coinvolge 128 unità, ma il numero potrà crescere ancora per effetto di nuove manifestazioni di interesse, considerato che nel Piano di fabbisogno – conclude l’assessore Satta – la disponibilità è per 136 assunzioni”.

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Partiranno oggi le assunzioni dei medici che hanno risposto all’avviso pubblico bandito dall’Ats il 23 ottobre e i cui termini sono scaduti alla mezzanotte di ieri. Al bando hanno risposto 777 medici e l’azienda regionale procederà all’assegnazione di incarichi per la durata di 6 sei mesi che potranno essere prorogati a seconda del protrarsi dell’emergenza. “Stiamo mettendo in campo ogni strumento a disposizione per potenziare il nostro sistema sanitario e dare risposte sempre più efficaci sia in termini di assistenza, sia sul piano della prevenzione, attraverso il rafforzamento dei servizi che svolgono le operazioni di controllo e tracciamento del virus sul territorio”, dichiara il Presidente, Christian Solinas. “La salute dei cittadini – prosegue il Presidente – è il bene più prezioso da difendere, in un quadro difficile a causa della pressione che la pandemia sta esercitando sui nostri ospedali. La Sardegna ha ripreso a investire sulla Sanità dopo anni di tagli i cui effetti sono ancora oggi sotto gli occhi di tutti e appaiono ancora più evidenti in un’emergenza senza precedenti per l’Isola e per il Paese”.

“Inizieremo immediatamente ad esaminare le domande pervenute– dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – e rafforzeremo ogni ambito territoriale. Non abbiamo posto un limite al numero di incarichi da assegnare e recluteremo tutto il personale necessario. Abbiamo il dovere di dare risposte ai cittadini che necessitano d’assistenza e cure, ma anche ai tanti operatori sanitari impegnati in prima linea sul territorio e negli ospedali”. 

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“Nonostante il momento difficile che stiamo vivendo e il grande sforzo in atto sul fronte sanitario, la Regione non si ferma e continua a lavorare per il futuro e la qualità del trasporto. Con la rimodulazione del piano di investimenti proseguiamo nel percorso di rinnovo totale del parco viaggiante dei treni sardi. La Sardegna attualmente dispone di tanti mezzi datati, con un’età media tra le più elevate d’Italia. Grazie all’aumento della disponibilità economica sarà possibile dotare i territori di infrastrutture efficienti con conseguenti risparmi in termini di investimenti in manutenzione ciclica e revamping”. Lo dichiara il presidente della Regione, Christian Solinas, a commento dell’approvazione della delibera, su proposta dell’assessore regionale dei Trasporti, Giorgio Todde, che prevede di integrare e modificare il Contratto di servizio stipulato nel 2017 della durata di 9 anni, 2017-2025, tra la Regione Sardegna e Trenitalia.

Nello specifico, viene aggiornato il volume complessivo degli investimenti del Contratto posti a carico della Regione, che passa dai primi 9 milioni e 400 mila euro a una dotazione finanziaria complessiva di 62 milioni e 300 mila euro per effetto dei 52 milioni e 900 mila euro delle risorse definite dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), previste dal “Piano di investimenti per il rinnovo del materiale rotabile ferroviario”.

L’incremento della disponibilità economica a disposizione del Contratto consente l’acquisto di ulteriori 4 unità DMU (Diesel Multiple Unit) rispetto alle 8 DMU inizialmente previste dal Contratto, per complessivi 12 DMU; di effettuare l’acquisto di tutti i 12 treni DMU con capacità maggiori, 300 posti, rispetto a quella a 200 posti originariamente prevista; l’acquisto delle 12 unità in configurazione ibrida (unità diesel elettriche, dotate di pantografo utilizzabile nelle tratte in futuro elettrificate e con batterie utilizzabili anche per percorrere l'ultimo tratto su linee non elettrificate, evitando l'uso di carburante nei centri abitati, nonché utili per il ricovero del treno senza necessità di materiale rotabile di soccorso); l’acquisto di 2 nuove locomotive diesel per il sistema di soccorso a supporto della restante flotta; il completo rinnovo della flotta, che vedrebbe così l’immissione in servizio di 22 nuovi treni che si aggiungerebbero ai 10 Minuetto e agli 8 ATR che verranno mantenuti in servizio, per un totale di 40 treni entro il 2022.

“Migliori standard, performance, più comfort e accessibilità per le persone che ogni giorno scelgono il treno per lavoro, studio, svago o turismo - spiega l’assessore Giorgio Todde - I nuovi convogli, dotati di moderni motori Diesel a bassa emissione per la salvaguardia dell’ambiente, assicureranno la rivoluzione del trasporto ferroviario regionale e invoglieranno i cittadini a scegliere il treno, evitando sempre più l’utilizzo dell’auto”.

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Un augurio di buon lavoro ai numerosi sindaci sardi già eletti, in ragione del raggiungimento del quorum, viene rivolto dal presidente della Regione Christian Solinas. “Le sfide importanti che ci attendono in questa fase delicata – dice il Presidente – possono essere vinte con il sostegno delle comunità che essi da oggi possono legittimamente rappresentare. La Regione – prosegue il Presidente – assicura il proprio costante supporto per un lavoro comune e coordinato, nel quadro di una piena e leale collaborazione tra le Istituzioni”.

Un particolare augurio viene rivolto dal presidente al nuovo sindaco ed a tutta la comunità di Austis, che dopo un lungo commissariamento può finalmente avere una guida ed un consiglio comunale democraticamente eletti.

“Qualche segnale positivo – prosegue il Presidente Solinas – seppure in un trend purtroppo sempre negativo, viene dai dati dell’affluenza alle urne, nettamente superiori a quelli registrati nelle amministrative del 20 e 21 settembre scorsi sul territorio nazionale, e che testimoniano una grande maturità democratica del popolo Sardo unita, nonostante le tante difficoltà del momento, al desiderio di partecipazione alla vita delle Istituzioni”.

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Si è tenuta stamani in modalità “virtuale” la conferenza stampa di presentazione del protocollo d’intesa tra il Centro di ricerca regionale CRS4 e l’associazione La Sardegna verso l’Unesco. Alla conferenza erano presenti: Giacomo Cao, amministratore unico del CRS4 e Michele Cossa, presidente dell’Associazione La Sardegna verso l’Unesco. (qui la mappa virtuale del nuraghi in Sardegna)

L’associazione La Sardegna verso l’Unesco, nata con l’intento di sviluppare la conoscenza del patrimonio culturale della Sardegna, ha recentemente sottoposto istanza di inclusione dei monumenti della civiltà nuragica alla Commissione italiana Unesco, nella lista del patrimonio dell’umanità. Gli oltre 6000 siti archeologici inseriti in questa lista sono quelli mappati nel geoportale Nurnet realizzato nel 2013 dal CRS4. Il 31 marzo 2021 si conoscerà l’esito dell’istanza.

Michele Cossa, presidente dell’associazione interviene dicendo: “Finalmente l’unicità della nostra archeologia diventa centrale nella nostra identità ed economia. Grazie a questa collaborazione la Sardegna potrà contare su una mappatura uniforme, precisa, dettagliata del patrimonio nuragico sardo. Oggi la tecnologia va a supporto della cultura per sostenere un progetto che attraverso l’Unesco permetterà alla Sardegna di trovare una nuova dimensione, con evidenti ricadute di carattere non solo culturale ma anche e soprattutto economico. Comincia un’avventura straordinaria, profonda e dalle ampie prospettive, avendo ben chiari e scolpiti nel cuore gli insegnamenti atavici che, chi ha popolato questa terra migliaia di anni fa ci ha lasciato attraverso i suoi manufatti più rappresentativi, i nuraghi. Avremo quindi due comitati scientifici, uno umanistico, archeologico/paesaggistico; l’altro tecnologico informatico e aerospaziale che coniugheranno le loro competenze a favore del bene comune”.

“Il CRS4 – commenta Giacomo Cao, amministratore unico del CRS4 – aderisce all’iniziativa portata avanti dall’associazione per dare un concreto apporto tecnologico alla mappatura dei siti attraverso l’uso delle tecnologie GIS – sistemi informativi geografici. Il geoportale è solo un punto di partenza, il supporto dei nostri ricercatori, Roberto Demontis, Eva Lorrai e Laura Muscas, sarà fondamentale per la creazione di una piattaforma web GIS che gestirà i dati relativi alle informazioni di tutto il patrimonio culturale nuragico e prenuragico della Sardegna”. Conclude Cao: “L’iniziativa, accolta all’unanimità dal Consiglio Regionale, consente al CRS4, e più in generale al Parco scientifico e tecnologico della Sardegna, coordinato da Sardegna Ricerche, di contribuire, ci auguriamo in modo significativo, al raggiungimento di un importante obiettivo in chiave storica e turistica per la nostra Isola, mettendo a frutto alcune tecnologie anche innovative sviluppate all’interno del Centro”.

 

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