Lunedì, 08 Gennaio 2024 20:08

L’Insalatiera a Cagliari: tra tennis d’autore, territorio e storia dello sport In evidenza

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Cagliari. La Coppa Davis con, da sinistra, Gianni Chessa, Paolo Truzzu, Angelo Binaghi ed Edoardo Toccoe Cagliari. La Coppa Davis con, da sinistra, Gianni Chessa, Paolo Truzzu, Angelo Binaghi ed Edoardo Toccoe

La Coppa Davis conquistata da Sinner e soci a Malaga dopo 47 anni dall’impresa cilena di Panatta e compagni, prosegue da oggi e fino al 14 gennaio il suo tour ospite della sala del sindaco a Palazzo Bacaredda

Mario Frongia

Facile intuire connessioni sportive e territoriali. Competizioni che scomodano memoria, campioni e luoghi. Un filo verde ad unire tasselli con un comune dna: passione, dedizione, talento e determinazione. Dei fenomeni e degli appassionati, amatori e dilettanti. Dei dirigenti e degli amministratori. La Coppa Davis è cornice e orizzonte al tempo stesso di uno scenario che associa diversi elementi. Conquistata a Malaga dai ragazzi di Filippo Volandri, è approdata nel capoluogo regionale. Planata a Cagliari in una giornata piovosa, si è messa comoda nella sala del sindaco, al secondo piano di Palazzo Bacaredda. Dice bene Angelo Binaghi: “Credo che non ci sia un oggetto legato allo sport che abbia un valore iconico internazionale superiore alla Coppa Davis. Non solo perché si tratta della competizione a squadre più antica del mondo dello sport, ma anche perché è il sogno con il quale milioni di ragazzini iniziano la loro carriera agonistica”. Punto e a capo. L’Insalatiera d’argento più ambita del pianeta scomoda percorsi, programmi, progetti e promozione. Un numero rende chiara la posta in palio: se in sei milioni e mezzo hanno seguito i match spagnoli con uno share da record, se sono stati oltre quattrocentomila i ragazzini avviati al tennis nelle scuole primarie italiane, ci sta che il presidente della Fitp abbia sollevato il net: “Abbiamo investito otto milioni di euro e nei prossimi cinque anni contiamo di avere almeno un milione di giovani allievi e di essere popolari, anzi, popolarissimi, quasi quanto il calcio”. Insomma, una storia nella storia. Applaudita dal primo cittadino, Paolo Truzzu, e dall’assessore regionale al Turismo, Gianni Chessa. Congratulazioni e pacche anche da Edoardo Tocco e Bruno Perra, presidenti del Consiglio comunale cagliaritano e del Coni Sardegna.

Mattinata vincente. Foto, interviste, auspici e domande nella sala del Retablo. “La Coppa ha sicuramente inciso nel far passare il messaggio su quanto potessero essere importanti i grandi eventi sportivi per l’intera regione. Giocare in Davis non vuol dire farlo per sé stessi, ma per la propria famiglia, la propria comunità, il proprio Paese. Significa avere il tifo di milioni di persone com’è successo a Jannik Sinner e alla nostra nazionale in Spagna. Significa avere una responsabilità ancora maggiore” le parole di Binaghi. Gianni Chessa ha colto l’assist: “Nel 2023 abbiamo ospitato 43 eventi internazionali. Quest’anno arriveremo quasi al doppio. I numeri delle presenze e l’indotto che il movimento turistico genera in questa che ho battezzato isola dello sport, siano nitidi”. In definitiva, il Trophy Tour del coppone dello smash e del passante, dopo Alghero, Sassari e Arzachena, con una breve ma preziosa permanenza al Tennis club Cagliari, è un flash che sa di buono. Ma è anche un appuntamento per quanti inchiodano la storia dello sport. E se sono stati necessari 47 anni (“Devo essere sincero, non pensavo che l’avremmo riportata a casa così presto, quando sono arrivato nel 2005 stavamo per retrocedere in serie C!” ha ricordato compiaciuto Binaghi), ci sta che la si possa omaggiare. “I miei concittadini e i nostri corregionali potranno venire in municipio per ammirare la Coppa Davis. In qualche modo - ha rimarcato Truzzu - possono partecipare al grande successo ottenuto dalla nostra nazionale”. L’Insalatiera è in esposizione dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18 fino a domenica 14 gennaio. A seguire, rientro a Milano, tappa successiva del giro d'Italia tennistico che si chiuderà a Bologna. “Una grande occasione - ha aggiunto il sindaco - per celebrare un evento storico. Credo che parte del merito sia dovuto al grande lavoro fatto dalla Federazione guidata da un cagliaritano come Angelo Binaghi”.

Amarcord di successi. “Cagliari non è mai stato un appuntamento banale per il mondo del tennis italiano e mondiale. Negli ultimi 60 anni ha più volte ospitato la nazionale maschile facendola vincere sempre, così come è accaduto anche alle ragazze. Ci sono stati sei match di Davis durante i quali l’ambiente ha contributo ai successi della nostra nazionale. Io - ha precisato il numero uno Fitp - avevo 8 anni e ho fatto il raccattapalle quando sulla nostra terra rossa Pietrangeli e compagni nel 1968 sul centrale del Tc di Monte Urpinu hanno sconfitto gli australiani capitanati da Mulligan”. Un percorso in discesa, come per il 5-0 sull’Ungheria, o con qualche problema, risolto strada facendo, come con Cile, Georgia e Slovacchia. Il mappamondo della racchetta, con firme d’autore e comprimari. Dai canguri agli svedesi. “Rimane mitica la vittoria di Paolino Cané che nella coda del lunedì, ha sconfitto Wilander di una Svezia che aveva perso Edberg per infortunio proprio agli Australian Open. Un match, narrato magistralmente in tv da Giampiero Galeazzi, che resta nella storia dello sport sardo, forse la pagina più importante mai scritta”. Significati, risultati, suggestioni e gioia che si annodano. In Sardegna, a Cagliari, nel circolo adagiato su una collina “che sessant’anni fa era landa di periferia e oggi è uno dei luoghi più belli della città. Aver portato qui la Coppa - ha rilanciato Binaghi - per me è motivo di orgoglio”.

Visibilità e indotto. Sull'importanza socioeconomica e mediatica dei grandi eventi sportivi per Cagliari e per l'intera Sardegna, è stato puntuale Gianni Chessa. “Stiamo finanziando lo sport con grande attenzione. Il 2023 è stato un anno da record su tutti i fronti, turistico e sportivo. Gli atleti disputano le gare, poi tornano nella nostra terra da turisti con famiglie e amici”. Grande soddisfazione anche da Bruno Perra (“La Davis a Cagliari è un messaggio prezioso per il mondo sportivo sardo”) ed Edoardo Tocco: “Un'icona che rappresenta un momento di incontro importante tra sport e istituzioni”. Insomma, tutto fila. Anche i sogni a corredo: “Credo che giocare in Coppa Davis sia il sogno di milioni di ragazzini nel mondo che iniziano a giocare a tennis”. Parola e musica di Angelo Binaghi.

Ultima modifica il Lunedì, 08 Gennaio 2024 20:19