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La Giunta regionale, su proposta dell’Assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato l’aggiornamento e la definizione unitaria dei criteri per l’attribuzione delle risorse destinate agli interventi ambientali nel settore della gestione dei rifiuti. Il provvedimento aggiorna e armonizza le regole che disciplinano l’utilizzo dei fondi derivanti dal tributo speciale per il conferimento dei rifiuti in discarica e di altre risorse destinate al miglioramento del sistema regionale di gestione dei rifiuti, introducendo criteri più moderni, trasparenti e coerenti con gli obiettivi fissati dalla pianificazione regionale. Le nuove disposizioni riguardano in particolare il finanziamento dei centri di raccolta comunali e intercomunali, il recupero delle aree degradate dall’abbandono dei rifiuti, i rimborsi per l’acquisto di prodotti e materiali riciclati da parte degli enti locali e il sostegno agli investimenti negli impianti pubblici di gestione dei rifiuti.

Tra le principali novità figurano l’adeguamento degli importi massimi finanziabili ai maggiori costi registrati negli ultimi anni, l’introduzione di criteri premiali per i Comuni che raggiungono elevate percentuali di raccolta differenziata e il rafforzamento delle priorità a favore dei territori che ospitano impianti di smaltimento o che risultano maggiormente esposti ai relativi impatti. La delibera rafforza concretamente il sostegno ai Comuni, aumentando le risorse disponibili sia per la realizzazione e l’ammodernamento dei centri di raccolta sia per gli interventi di recupero ambientale delle aree interessate dall’abbandono dei rifiuti. “Con questa delibera aggiorniamo strumenti che negli anni hanno consentito ai Comuni di realizzare interventi importanti per migliorare la raccolta differenziata, recuperare aree degradate e rafforzare le infrastrutture ambientali dei territori”, dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi. “L’obiettivo è utilizzare in modo sempre più efficace le risorse derivanti dall’ecotassa e dagli altri fondi ambientali, orientandole verso azioni che producano benefici concreti per le comunità locali, migliorino la qualità dell’ambiente e favoriscano il raggiungimento degli obiettivi regionali di economia circolare.” “Abbiamo scelto criteri chiari, oggettivi e uniformi, condivisi con il sistema delle autonomie locali, per garantire una distribuzione equa delle risorse e sostenere i Comuni che investono nella prevenzione della produzione dei rifiuti, nel recupero delle materie e nella tutela del territorio. È un intervento che rafforza la collaborazione tra Regione ed enti locali e contribuisce a rendere il sistema sardo dei rifiuti sempre più efficiente, moderno e sostenibile.»

L’aggiornamento dei criteri sostituisce e integra le disposizioni adottate negli anni precedenti, adeguandole all’evoluzione normativa, all’esperienza maturata nell’attuazione delle misure e alle nuove esigenze del sistema regionale di gestione dei rifiuti.

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La Giunta regionale, su proposta dell'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi, di concerto con l'assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, ha approvato la ripartizione di 400 mila euro a favore delle Città metropolitane e delle Province della Sardegna per la gestione delle oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura.

Le risorse finanziano interventi di tutela degli habitat naturali, ripristino dei biotopi degradati e creazione di nuovi biotopi. Le oasi, istituite in attuazione della direttiva «Uccelli» (2009/147/CE) e della direttiva «Habitat» (92/43/CEE), favoriscono il rifugio della fauna stanziale, la sosta dell'avifauna migratoria e il mantenimento degli equilibri ecologici. La ripartizione è proporzionale alle superfici vincolate (oasi e ZTRC) affidate a ciascun ente. La delibera dispone che gli stessi criteri si applichino anche agli esercizi successivi, nelle more dell'approvazione del Piano Regionale Faunistico.

“Con questo provvedimento sosteniamo concretamente gli enti locali nella gestione delle aree di maggiore pregio naturalistico. Le oasi permanenti sono un presidio fondamentale per la fauna selvatica e gli habitat naturali della Sardegna: garantire continuità nei finanziamenti significa garantire continuità nella cura di un patrimonio che appartiene a tutti,” ha detto l’assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi.

“Proteggere gli habitat significa proteggere il patrimonio ambientale e paesaggistico della Sardegna. È un impegno che la Regione rinnova ogni anno con rigore e con la consapevolezza della responsabilità che ci è affidata.”

Con questo provvedimento la Regione Sardegna conferma l'impegno strutturale a sostegno della rete delle oasi faunistiche, assicurando alle Città metropolitane e alle Province le risorse per tutelare habitat e specie selvatiche su tutto il territorio regionale.

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“La Regione Sardegna esprime piena solidarietà al ricercatore dell’Università di Sassari vittima dell’ennesimo atto vandalico avvenuto nel territorio del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. A nome mio e dell’intera Giunta regionale, rivolgo la nostra vicinanza personale e istituzionale a chi ogni giorno lavora con competenza e dedizione per la tutela dell’ambiente e della biodiversità della Sardegna”.

Lo dichiara l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, dopo il danneggiamento dell’auto di un ricercatore impegnato nelle attività di monitoraggio scientifico per conto dell’Ente Parco e dell’atto vandalico ai danni di una fototrappola utilizzata per il controllo e la tutela della fauna. 

“Colpire strumenti di ricerca e intimidire operatori e studiosi significa colpire il patrimonio ambientale collettivo e il lavoro di conoscenza indispensabile per proteggere ecosistemi delicati e strategici come quelli dell’Arcipelago di La Maddalena. Sono episodi gravi che vanno condannati con fermezza”, sottolinea l’assessora.

“Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine affinché i responsabili vengano individuati rapidamente. La Regione continuerà a sostenere il lavoro dell’Ente Parco, delle università e di tutti i soggetti impegnati nella salvaguardia ambientale, nella ricerca scientifica e nella difesa del territorio”, conclude l’assessora.

 

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È in pieno svolgimento la campagna fitosanitaria 2026 contro i lepidotteri defogliatori della sughera, avviata il 2 maggio e coordinata da Agris Sardegna su impulso dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente. Ad oggi sono già stati trattati oltre 16.000 ettari in quattro aree dell’isola. Venerdì 8 maggio, salvo avverse condizioni meteo, gli elicotteri raggiungeranno le sugherete di Sinnai e Burcei (circa 2.000 ettari), con base alla Stazione forestale di Campu Omu. Seguirà l’area di Sant’Antonio di Gallura e Calangianus per completare i 30.000 ettari programmati — il massimo trattabile nella finestra stagionale utile, a fronte di una superficie a rischio stimata da Agris Sardegna e Università di Sassari in circa 40.000 ettari.

L’infestazione

Dal 2023 le sugherete sarde sono colpite da una gradazione crescente di Lymantria dispar, Malacosoma neustria e Tortrix viridana: i bruchi di queste tre specie, in tarda primavera, defogliano estesamente le querce da sughero, indebolendole, riducendo la produzione di sughero e creando disagi nei centri abitati. L’infestazione, già contrastata con trattamenti aerei nel 2024 e nel 2025, è ancora in fase di culmine. I rilievi autunnali 2025 della rete DIBOMED — circa 700 punti gestiti da CFVA, Agris Sardegna e Università di Sassari — hanno registrato indici massimi di infestazione di Lymantria dispar in più località dell’area di Sinnai e Burcei (Funtana Ona, Monte Maria, Arcu su Cabriolu), confermandone l’inserimento tra le priorità della campagna.

Il quadro istituzionale

Con deliberazione n. 50/30 del 24 settembre 2025, su proposta dell’assessora Rosanna Laconi, la Giunta regionale ha dichiarato per il terzo anno consecutivo lo stato di emergenza fitosanitaria, avviando le procedure di autorizzazione in deroga ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 150/2012. Con successivo provvedimento, di concerto con l’Assessore della Programmazione, sono stati stanziati 2.350.000 euro. Il Ministero della Salute ha rilasciato l’autorizzazione all’uso del formulato biologico. I trattamenti sono eseguiti con 4 elicotteri usando il Foray Avio 76B a base di Bacillus thuringiensis kurstaki (Btk), insetticida biologico selettivo innocuo per l’uomo e le specie non bersaglio.

Stato di avanzamento al 6 maggio

La campagna interessa 17 Comuni in 7 cantieri: Sant’Antonio di Gallura, Calangianus, Telti, Berchidda, Monti, Villanova Monteleone, Putifigari, Ittiri, Bosa, Montresta, Abbasanta, Norbello, Aidomaggiore, Santu Lussurgiu, Iglesias, Sinnai e Burcei. Aree già trattate:

• Berchidda-Monti-Telti: 9.600 ha (2–5 maggio)

• Putifigari-Villanova Monteleone-Ittiri: 4.000 ha (2–3 maggio)

• Abbasanta: 2.400 ha (4 maggio)

• Iglesias: 2.400 ha (7 maggio, in corso)

Sinnai-Burcei (2.000 ha) è prevista per l’8 maggio, subordinatamente a meteo e sviluppo larvale, con base a Campu Omu. I Comuni sono stati informati da Agris Sardegna con comunicazione formale del 9 aprile; il CFVA applicherà i cartelli informativi nei punti principali della viabilità nei giorni precedenti l’intervento.

“Siamo al terzo anno di lotta attiva, con risultati che confermano la validità della strategia. Le sugherete sono un asset strategico per la Sardegna, ambientale, economico, identitario e la loro tutela, fondata su evidenze scientifiche è un impegno inderogabile per questa Regione”, ha dichiarato l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi.

Con il completamento della campagna, la Regione avrà trattato 30.000 ettari di sugherete in una sola stagione, confermando la capacità di rispondere con tempestività e metodo a un’emergenza fitosanitaria di scala regionale.

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Arrivano in Sardegna 300mila dosi di vaccino contro la dermatite nodulare bovina, la Lumpy Skin Disease. La disponibilità delle dosi consente l’avvio della campagna vaccinale a partire dal 6 maggio, in attuazione del decreto dell’Assessorato regionale della Sanità che ufficializza il proseguimento del Piano di vaccinazione obbligatoria su tutto il territorio regionale. Il Piano riguarda tutti gli stabilimenti con presenza di bovini e bufalini e tutti i capi detenuti in Sardegna, con priorità per le aree soggette a restrizione e per gli allevamenti vaccinati da più tempo. Le dosi sono fornite gratuitamente dalla Regione e la gestione operativa è affidata ai Servizi veterinari di Sanità animale delle ASL, con il supporto dell’IZS Sardegna. La LSD è classificata dalla normativa europea come malattia di categoria A, che richiede interventi immediati di controllo ed eradicazione in caso di rilevamento. Per questo la Regione raccomanda agli allevatori la massima adesione alla campagna vaccinale, a tutela del patrimonio bovino isolano, della sanità animale e della continuità produttiva delle aziende. “L’obiettivo è mantenere alta la copertura immunitaria raggiunta e prevenire nuove recrudescenze della malattia. La collaborazione degli allevatori è decisiva per proteggere gli allevamenti e l’intero comparto zootecnico sardo”, sottolineano gli uffici dell'assessorato regionale della Sanità.

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Nell'ambito dell'interlocuzione istituzionale avviata a seguito della nota trasmessa dall'assessora della Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna, Rosanna Laconi, è pervenuto il riscontro formale del Ministero dell'Interno in merito all'assetto della flotta nazionale Canadair in vista della prossima campagna antincendio boschivo (AIB) 2026.
La risposta del Viminale – indirizzata anche, per conoscenza, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – fa seguito alla richiesta regionale formulata in relazione agli effetti della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, n. 10160/2025, che ha inciso sull'affidamento del servizio di gestione operativa e logistica della flotta.
Nel riscontro, il Ministero evidenzia che, a seguito di apposita istruttoria con il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, sono già stati adottati gli atti necessari per dare esecuzione alla pronuncia giurisdizionale: il 23 gennaio 2026 è stato pubblicato il provvedimento n. 39, che ha integrato il precedente atto amministrativo n. 533 del 17 settembre 2024 e il relativo Disciplinare di gara, assicurando la piena continuità del contratto in essere.
In tale quadro, viene espressamente chiarito che il servizio non ha subito né subirà interruzioni e che il numero degli assetti aerei impiegati nella campagna AIB 2026 sarà analogo a quello dello scorso anno.
Quanto alla dislocazione territoriale dei mezzi, il Ministero richiama le competenze del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, cui spetta la definizione del dispositivo operativo annuale.
“La nota pervenuta dal Ministero delinea un quadro di continuità operativa che consente di guardare alla campagna antincendio boschivo ormai alle porte con maggiore serenità e fiducia – dichiara l'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi –. La conferma del mantenimento degli assetti aerei costituisce una condizione essenziale per garantire l'efficacia del dispositivo di tutela del territorio e del patrimonio ambientale. In questo contesto, proseguiremo nel confronto istituzionale affinché la distribuzione dei mezzi assicuri una copertura pienamente adeguata alle specificità e ai livelli di rischio dell'intera Sardegna”.

La Regione prosegue, per il tramite della Direzione generale della Protezione civile, l'attività di monitoraggio e raccordo con le strutture statali competenti, nell'ambito della pianificazione regionale antincendio e della definizione del dispositivo operativo per la stagione AIB 2026, al fine di assicurare la tutela del territorio, del patrimonio ambientale e della sicurezza dei cittadini.

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La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, assieme all’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha partecipato oggi a Roma alla riunione odierna del Consiglio dei Ministri, nel corso della quale sono stati esaminati diversi progetti di impianti eolici e agrivoltaici riguardanti il territorio regionale. “Ho preso parte ai lavori insieme all’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, per rappresentare e difendere gli interessi della Sardegna in un passaggio particolarmente rilevante per il futuro energetico dell’Isola”, dichiara la Presidente Todde.

Nel corso della riunione, la Regione ha ribadito il parere negativo già espresso sui progetti in esame. Il Consiglio dei Ministri ha tuttavia richiesto ulteriori approfondimenti tecnici su alcune delle proposte, aprendo una fase di confronto che coinvolgerà la Regione, le comunità locali e il Ministero dell’Ambiente. “La nostra posizione – prosegue la Presidente – nasce da valutazioni tecniche puntuali elaborate dagli uffici regionali, che saranno ora integrate da un ascolto attento e diretto dei territori interessati”.

La Regione Sardegna conferma il proprio impegno nel percorso di transizione ecologica, sottolineando la necessità di scelte equilibrate e condivise. “La transizione energetica richiede decisioni fondate – conclude Todde – capaci di tenere insieme tutela del paesaggio, sviluppo e consenso delle comunità. Nelle prossime settimane lavoreremo per costruire una sintesi che tenga conto di tutti questi elementi, nel pieno rispetto delle esigenze della Sardegna”.

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Nell’ambito di un’attività di monitoraggio e interlocuzione istituzionale avviata sin dal deposito della sentenza, l’assessora della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna, Rosanna Laconi, ha trasmesso al Ministro dell’Interno una richiesta formale di chiarimenti sull’assetto della flotta nazionale Canadair in vista della prossima campagna antincendio boschivo (AIB) 2026.

La nota – indirizzata anche, per conoscenza, al Dipartimento dei Vigili del Fuoco e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – fa seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, n. 10160/2025, che ha annullato gli atti di affidamento del servizio di gestione operativa e logistica della flotta.

Nei giorni immediatamente successivi alla sentenza, l’Assessorato, per il tramite della Direzione generale della Protezione civile, ha attivato e mantenuto un costante canale di interlocuzione con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, seguendo l’evoluzione della vicenda e verificando gli impatti sul dispositivo operativo nazionale. Tale Direzione è la struttura titolare della pianificazione regionale antincendio e del raccordo con i soggetti statali.

In tale sede sono state acquisite, e nel tempo reiterate, indicazioni rassicuranti sulla continuità operativa del dispositivo aereo nazionale anche per la stagione AIB 2026.

Tali indicazioni, tuttavia, non hanno finora assunto carattere formale. Per questo motivo, con l’approssimarsi della stagione estiva, l’Assessora ha ritenuto necessario richiedere un riscontro ufficiale all’Amministrazione titolare del servizio.

“La Sardegna è un territorio insulare ad altissima esposizione al rischio incendi – dichiara l’assessora Laconi – e lo schieramento dei Canadair, con particolare riferimento alla base operativa di Olbia, rappresenta un presidio essenziale e non surrogabile. Sin dal deposito della sentenza abbiamo attivato un canale strutturato di confronto con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, dal quale sono emerse rassicurazioni sulla continuità del servizio. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, è necessario che tali indicazioni trovino una conferma formale”.

Nell’ambito delle interlocuzioni con il Dipartimento nazionale di Protezione Civile sono state inoltre acquisite indicazioni rassicuranti anche rispetto a possibili criticità legate all’approvvigionamento di carburante avio, in relazione agli effetti della crisi internazionale in corso: la qualificazione dell’attività antincendio boschivo come servizio di pubblica utilità ne garantirebbe infatti la priorità anche in scenari complessi.

Nella nota trasmessa al Viminale, l’assessora richiama il quadro delle competenze istituzionali e chiede di conoscere le iniziative che il Governo intende adottare, nelle more delle determinazioni conseguenti alla sentenza, per assicurare la piena copertura della campagna AIB 2026 e, in particolare, l’operatività della flotta Canadair nelle basi sinora individuate, inclusa quella di Olbia.

“La sicurezza dei cittadini, la tutela del patrimonio ambientale e l’incolumità degli operatori impegnati sul fronte del fuoco – conclude l’assessora Laconi – richiedono certezze formali e tempestive. La Regione è pronta a fare la propria parte, ma è indispensabile che il quadro nazionale sia definito con chiarezza e in tempi compatibili con l’avvio della stagione AIB”.

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Approvata la programmazione delle risorse destinate a iniziative di studio, formazione, ricerca, esplorazione, tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio carsico e speleologico della Sardegna. Lo ha stabilito l'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi.

Il provvedimento riguarda i capitoli dedicati alla conservazione e valorizzazione del patrimonio speleologico e carsico regionale: 350.000 euro per trasferimenti agli Enti locali e 380.000 euro per investimenti destinati alla valorizzazione, messa in sicurezza e adeguamento delle grotte e dei sistemi carsici. Le risorse saranno assegnate ai Comuni attraverso un Avviso pubblico predisposto dal Servizio Tutela della natura e politiche forestali della Direzione generale della Difesa dell'Ambiente.

"Il patrimonio carsico e speleologico della Sardegna esprime un valore complesso, che intreccia dimensioni ambientali, scientifiche e culturali. La delibera va nella direzione di sostenere i Comuni nel lavoro di studio, salvaguardia e valorizzazione, favorendo una fruizione che sia compatibile con la tutela e capace di coinvolgere le comunità locali." Sottolinea l’assessora Rosanna Laconi.

La programmazione dà continuità al percorso già avviato con le deliberazioni del 2024 e del 2025, che hanno consentito di finanziare iniziative comunali volte ad approfondire la conoscenza dei sistemi di grotta e dei sistemi carsici, a salvaguardare il capitale naturale di particolare interesse ambientale, paesaggistico e scientifico, e a svilupparne le potenzialità in ambito culturale, didattico, turistico e scientifico. Tra i criteri di priorità per l'assegnazione dei contributi figurano il cofinanziamento da parte del soggetto attuatore, la priorità ai Comuni con minore popolazione residente e il riconoscimento del sito come Monumento naturale, geosito UNESCO o altro riconoscimento anche in fase di candidatura. Tra i criteri specifici sono previste misure per la messa in sicurezza, la riduzione dei rischi, il miglioramento dell'accessibilità, la tutela della fauna cavernicola, la prevenzione di furti e danneggiamenti, la regolamentazione degli accessi, le attività di studio e ricerca, gli interventi su grotte marine o di miniera, il coinvolgimento di scuole, CEAS e associazioni speleologiche.

"L'attenzione è rivolta a proposte credibili, ancorate ai contesti locali e in grado di tenere insieme protezione dei luoghi e qualità dell'esperienza. Non c'è valorizzazione senza sicurezza, sostenibilità e conoscenza: è da questo punto di equilibrio che prende forma l'intervento pubblico." Ha detto ancora l’assessora Laconi.

Le risorse del 2027 potranno essere utilizzate per lo scorrimento della graduatoria delle proposte idonee non finanziabili nell'annualità in corso.

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Dal 15 al 17 aprile a Villasimius prende il via il 3° Pilot Destinations Exchange Workshop, nell’ambito del progetto europeo NaTour4ClimateChange (NT4CC), dedicato allo scambio di esperienze tra le destinazioni turistiche costiere del Mediterraneo impegnate nello sviluppo di nuove strategie di adattamento al clima e valorizzazione delle “soluzioni basate sulla natura” in chiave turistica. Il progetto NaTour4CChange è un laboratorio di sperimentazione delle soluzioni che consentiranno di aumentare la resilienza delle destinazioni turistiche costiere dentro un’ottica di cooperazione internazionale sulle sfide comuni.

La Sardegna è impegnata su questo percorso con un tavolo di lavoro che comprende gli assessorati con competenze su Ambiente, Turismo, Enti Locali, Beni Culturali e Protezione civile, a rimarcare come l’approccio debba essere il risultato dell’integrazione tra responsabilità, piani e azioni, e considerazioni ambientali, sociali ed economiche. A livello locale, la Sardegna partecipa alla sperimentazione con due aree pilota: le Aree Marine Protette di Capo Carbonara e di Tavolara.

“La Sardegna vuole essere protagonista delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e della tutela delle coste nel Mediterraneo, dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi. Progetti come NaTour4CChange sono un’opportunità concreta per rafforzare la cooperazione tra territori che condividono le stesse sfide e per sperimentare soluzioni innovative basate sui servizi ecosistemici. Il confronto tra le destinazioni costiere del Mediterraneo che si svolge a Villasimius dimostra quanto sia importante costruire strategie comuni capaci di coniugare tutela dell’ambiente, resilienza climatica e sviluppo sostenibile del turismo. Per la Regione Sardegna è una priorità promuovere politiche che proteggano il patrimonio naturale e allo stesso tempo valorizzino i territori, attraverso modelli di governance partecipata e le Nature-based Solutions (NBS) come indicate dall’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) quali strumenti privilegiati di adattamento al cambiamento climatico”.

All’iniziativa, finanziata dal programma Interreg EuroMED ed ospitata dall’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, partecipano, oltre all’AMP di Capo Carbonara, l’AMP di Tavolara Capo Coda Cavallo, il Parco Naturale di Cabo de Gata (Andalusia), la municipalità di Dugi Otok (Dalmazia), il Parco Naturale di Hutovo Blato (Erzegovina), la municipalità di Ori Zarkou (Creta), l’AMP di Cap Ferrat (Costa Azzura), i rispettivi rappresentanti regionali e i partner tecnici (IUCN, Plan Bleu, , Conference of Peripheral Maritime Regions of Europe, Hellenic Society for the Protection of Nature e l’Istituto per il Turismo della Croazia, Capofila del progetto).

“Il progetto ha importanti ripercussioni sul turismo costiero. “I cambiamenti climatici, li abbiamo verificati proprio nelle scorse settimane col ciclone Henry, hanno ormai degli effetti davvero impattanti, soprattutto sulle nostre coste.” Lo ha detto L’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu. “ È un aspetto che deve necessariamente produrre dei cambiamenti nel modo di pensare e di vivere la quotidianità, ma anche nel modo di programmare il futuro dello sviluppo turistico. I centri costieri della Sardegna sono più o meno tutti, direi tutti, ma qualcuno in maniera più accentuata, dipendenti dall'economia turistica. E’ evidente che degli adattamenti vadano fatti e vadano fatti rapidamente. Questo progetto, che unisce realtà importanti europee per scambiarsi dalle buone pratiche, ma anche per verificare qual è lo stato di avanzamento nelle procedure, nelle norme, negli adeguamenti degli ordinamenti ai cambiamenti climatici è assolutamente importante. Per quanto riguarda la regione Sardegna, in maniera particolare per il turismo, noi abbiamo cercato di ragionare sulle tre sostenibilità: ambientale, sociale ed economica legate al turismo, proprio dando degli incentivi per seguire le strategie che sono quelle prescritte anche dai protocolli europei di delocalizzazione e di destagionalizzazione finalizzate proprio a preservare il più possibile quelle risorse non rinnovabili.”

Tra gli ospiti internazionali, interverranno la Project manager del progetto Izidora Marković Vukadin e Damir Krešić, direttore dell’Istituto per il Turismo della Croazia, un centro studi divenuto Osservatorio dell’Organizzazione Mondiale del Turismo per la gestione sostenibile del turismo nel mare Adriatico. L’incontro di Villasimius costituisce il terzo appuntamento di scambio tra le destinazioni pilota, dopo le sessioni di progetto svoltesi negli anni precedenti a Marsiglia e a Barcellona e dedicate rispettivamente ai Climate Action Plans e alle Nature-based Solutions.

Il tema centrale del confronto sarà questa volta rappresentato dalla valorizzazione delle misure ambientali di adattamento, finalizzata a promuovere nel mercato turistico le destinazioni turistiche che fanno questa scelta “naturale” per aumentare la loro resilienza climatica, e nel contempo stimolano il coinvolgimento attivo dei turisti rispetto al tema del cambiamento climatico.

“Stiamo dando via alla terza giornata del progetto europeo Interreg, che fa parte del programma europeo Interreg, Nature for Climate Change. Momento importante questo perché di fatto ci stiamo confrontando su una problematica particolarmente attuale nella regione Sardegna, cioè come gestire i cambiamenti climatici in rapporto allo sviluppo del turismo, quindi difendere le nostre coste dagli effetti dei cambiamenti climatici e nel contempo garantire comunque anche il turismo nelle nostre coste. Quest'ultima fase in realtà rappresenta un momento di valutazione di progetti già realizzati di fatto che sono stati preparati e la verifica se questi progetti sono veramente attuabili, realizzabili nel nostro territorio. Il progetto prevede la partecipazione di sei siti pilota, quindi sei comunità che si affacciano sul Mediterraneo e che lavoreranno per tre giornate a Villasimius confrontandosi appunto su queste tematiche.” Ha concluso l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi.

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