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Dodici milioni di euro per costruire una nuova capacità regionale di osservazione, monitoraggio e analisi dei rischi, integrando sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, osservazione satellitare della Terra ed elaborazione avanzata dei dati.

È uno degli assi più innovativi degli interventi approvati nella variazione di bilancio: 7 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il Programma regionale UAS e 5 milioni, nello stesso biennio, per l’acquisizione di servizi satellitari.

Il programma sui droni porta a sistema l’esperienza maturata negli ultimi anni dalla Direzione generale della Protezione civile e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA) ampliando le possibilità di impiego delle tecnologie UAS: sorveglianza e avvistamento degli incendi, supporto alle operazioni di spegnimento, ricerca e soccorso di persone disperse, monitoraggio del rischio idrogeologico e idrico, del patrimonio forestale, delle coste e dell’inquinamento marino, controllo dei rischi industriali e ambientali, mappatura delle aree a pericolo e supporto alle comunicazioni nelle emergenze.

Le dotazioni potranno essere utilizzate dalla Protezione civile regionale per le finalità multirischio di previsione, prevenzione, soccorso e superamento delle emergenze, e in modo coordinato anche a supporto delle funzioni di sorveglianza e vigilanza ambientale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

“Non ci interessa la tecnologia come fine a sé stessa. Ci interessa ciò che la tecnologia permette di conoscere prima e ciò che consente agli operatori di decidere meglio e più rapidamente”, dichiara l’Assessora Rosanna Laconi. “Un incendio individuato prima, una criticità idrogeologica letta con maggiore precisione, una persona dispersa localizzata più rapidamente possono cambiare radicalmente l’esito di un intervento”.

A questa rete si affiancheranno i servizi satellitari di osservazione della Terra, acquisiti come servizio e integrati attraverso una piattaforma regionale di elaborazione e analisi predittiva.

Le applicazioni previste hanno carattere trasversale: protezione civile, tutela dell’ambiente, agricoltura, infrastrutture e vigilanza ambientale potranno utilizzare dati radar e ottici, prodotti ad alta risoluzione e strumenti di analisi per il monitoraggio degli incendi, del rischio idrogeologico, delle risorse idriche, delle coste, della vegetazione e delle trasformazioni del territorio.

La nuova disciplina regionale rafforza inoltre il principio dell’interoperabilità delle informazioni, prevedendo che le componenti del Sistema condividano i dati utili anche attraverso il Sistema informativo di protezione civile.

“Droni, satelliti e sistemi informativi devono diventare parti dello stesso ecosistema della conoscenza. Prevenire significa innanzitutto conoscere il territorio e riconoscere tempestivamente segnali di rischio” conclude l’assessora Laconi.

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Si è svolta la riunione plenaria dedicata alla Campagna Antincendio Boschivo 2026, convocata dalla Direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna, d'intesa con l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente, per condividere il quadro operativo del mese di agosto e rafforzare il coordinamento tra tutte le componenti del sistema regionale.

L'Assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi, il Direttore generale della Protezione Civile Mauro Merella, il Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale Gianluca Cocco, il Direttore Coordinatore Speciale dei Vigili del Fuoco Giuseppe Melis e il Direttore generale di Forestas Antonio Casula hanno partecipato ai lavori in presenza presso la Sala riunioni dell'Assessorato della Difesa dell'Ambiente. Collegati in videoconferenza, con circa 180 partecipanti, i rappresentanti delle Prefetture, dei Comuni, delle Province e Città metropolitane, delle strutture operative, degli enti gestori dei servizi essenziali, delle associazioni di categoria e del volontariato di protezione civile.

Nel corso dell'incontro sono stati analizzati l'andamento della campagna AIB, l'evoluzione delle condizioni meteorologiche e le azioni da mettere in campo nelle prossime settimane. ARPAS ha illustrato un quadro caratterizzato da un temporaneo calo delle temperature, seguito da una nuova fase di caldo intenso, mentre il Centro Funzionale Decentrato ha evidenziato come la vegetazione risulti più stressata rispetto allo scorso anno, pur in un contesto di pericolosità oggi inferiore rispetto ai picchi registrati nel mese di luglio.

L'Assessora della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, ha sottolineato che «la lotta agli incendi non può essere demandata esclusivamente alle strutture operative. È necessario il coinvolgimento di tutta la società, dalle istituzioni ai cittadini, passando per agricoltori, allevatori, barracelli e associazioni di categoria. La prevenzione si costruisce con la collaborazione e con una maggiore presenza sul territorio».

Il Direttore generale della Protezione Civile, Mauro Merella, ha evidenziato che «l'obiettivo della riunione è condividere informazioni e strategie operative tra tutti i soggetti coinvolti, mantenendo alta l'attenzione nel periodo più delicato della campagna AIB e assicurando il massimo coordinamento nelle giornate a maggiore rischio». Nel corso dei lavori sono stati inoltre richiamati il contributo del progetto Gemellaggi AIB e dei moduli europei antincendio attualmente presenti in Sardegna a supporto del dispositivo regionale.

Il Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Gianluca Cocco, ha ribadito che «la forza del sistema regionale risiede nella capacità di lavorare insieme, condividendo informazioni e supportandosi reciprocamente. Nonostante un'estate particolarmente impegnativa, il sistema continua a garantire una risposta efficace grazie alla collaborazione tra tutte le componenti coinvolte».

Il Direttore Coordinatore Speciale dei Vigili del Fuoco, Giuseppe Melis, ha ricordato l'importanza della sensibilizzazione rivolta anche ai turisti e ai frequentatori delle aree naturali, sottolineando la necessità di adottare comportamenti responsabili per ridurre il rischio di innesco degli incendi.

Il Direttore generale di Forestas, Antonio Casula, ha confermato il massimo impegno dell'Agenzia nel garantire il presidio del territorio, evidenziando il rafforzamento dello schieramento operativo e l'obiettivo di incrementare ulteriormente la presenza delle squadre sul campo.

Nel corso del confronto sono intervenuti anche i rappresentanti delle Prefetture, di ANCI Sardegna, delle Compagnie barracellari e di numerosi Comuni, condividendo proposte e buone pratiche per rafforzare il presidio del territorio, la prevenzione e il coordinamento istituzionale durante l'intera campagna antincendio boschivo.

Dai lavori è emersa, al tempo stesso, la necessità di proseguire nel rafforzamento del sistema regionale, affrontando alcune criticità legate alla carenza di personale, in particolare nel Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e nell'Agenzia Forestas, e all'esigenza di incrementare le attività di prevenzione durante tutto l'anno. Tutti i partecipanti hanno condiviso l'importanza di consolidare ulteriormente la collaborazione tra istituzioni, strutture operative, enti locali e volontariato, nella consapevolezza che solo un'azione coordinata e una pianificazione sempre più efficace possono contribuire a ridurre il rischio incendi e a garantire una risposta tempestiva alle emergenze.

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Prosegue il rafforzamento del Sistema regionale antincendio boschivo in vista della fase più intensa della Campagna AIB 2026. Da questa mattina e fino al 24 settembre, entrerà in servizio nella base di Fenosu il primo elicottero Super Puma noleggiato dalla Protezione civile della Regione Sardegna, mentre il secondo velivolo sarà operativo nella base di Alà dei Sardi dal 30 giugno al 4 settembre.

Le attività saranno svolte sotto il coordinamento del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, che assicura la direzione operativa del sistema aereo regionale nell'ambito della Campagna AIB. Il noleggio dei due elicotteri, avviato con la Campagna AIB 2024 e gestito dalla Direzione generale della Protezione civile, è finanziato interamente dall'Unione europea attraverso le risorse del Programma Regionale Sardegna FESR 2021-2027.

La scelta di differenziare l'avvio dell'operatività dei due mezzi consentirà di ottimizzare la copertura del servizio, garantendo una presenza più prolungata nel centro Sardegna e una maggiore flessibilità nell'impiego della flotta aerea durante la stagione estiva.

"Il progressivo schieramento della flotta aerea regionale conferma l'impegno della Regione nel rafforzare il sistema AIB per la stagione estiva - dichiara l'Assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi -. L'avvio modulato delle risorse consente di garantire una risposta più efficace e tempestiva nelle diverse fasi del periodo a rischio incendi. Nella giornata di ieri il personale della Direzione generale ha effettuato le operazioni di test e verifica degli equipaggiamenti antincendio del bimotore Airbus AS332, a conferma della piena operatività del servizio".

Ogni Super Puma è in grado di trasportare fino a 4.000 litri di acqua, raggiungere una velocità di crociera di circa 250 chilometri orari e garantire un'autonomia di volo di circa tre ore e mezza. I velivoli possono inoltre trasportare fino a dieci operatori del Corpo Forestale e dell'Agenzia Forestas, consentendo un rapido impiego delle squadre nelle aree interessate dagli incendi.

"Questa programmazione con avvio sfalsato dei Super Puma, concordata con il CFVA, rappresenta un miglioramento significativo nella gestione operativa del dispositivo aereo regionale - afferma il Direttore generale della Protezione civile Mauro Merella - perché consente di iniziare prima e di prolungare l'operatività del mezzo di base a Fenosu, garantendo una posizione strategica al centro della Sardegna, dalla quale poter raggiungere tutta l'isola in tempi brevi".

Al potenziamento delle risorse aeree si affianca il rafforzamento dell’operatività del Volontariato di Protezione civile. La Regione Sardegna ha avviato il nuovo percorso formativo specifico sulla sicurezza – rischio alto, rivolto a tutti i volontari, con priorità per quelli impegnati nelle attività antincendio boschivo.

L'iniziativa si inserisce nel percorso di adeguamento alle recenti disposizioni nazionali in materia di formazione del volontariato di Protezione civile, introdotte dal decreto-legge n. 159/2025, convertito nella legge n. 198/2025, e si raccorda con le Linee guida approvate dal Dipartimento della Protezione Civile nel novembre 2024, che hanno previsto un periodo transitorio di 18 mesi per aggiornare i modelli formativi regionali.

In questo contesto, la Regione Sardegna ha ritenuto prioritario avviare un percorso rivolto ai volontari operativi, con particolare attenzione a quelli impegnati nella Campagna Antincendio Boschivo 2026, al fine di garantire adeguati livelli di sicurezza e assicurare la continuità delle attività operative.

Il corso prevede una durata complessiva di 16 ore, articolate in 4 ore di formazione generale in modalità asincrona e 12 ore di formazione specifica in aula virtuale. Il modello organizzativo adottato è stato progettato per consentire la più ampia partecipazione possibile dei volontari, conciliando le esigenze formative con gli impegni lavorativi e personali. Sono infatti previste lezioni anche nelle ore serali e nelle giornate di sabato. A oggi risultano registrate oltre1.280 iscrizioni, a fronte di una platea stimata di circa 2.500 volontari.

Il programma formativo è stato condiviso con la Rappresentanza regionale del Volontariato di Protezione civile, che ha espresso parere favorevole sui contenuti e sull'impostazione del percorso. Per consentire l'avvio delle attività formative in tempi compatibili con la Campagna AIB 2026, la Direzione generale della Protezione civile ha attivato una procedura di affidamento attraverso il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione - MEPA, individuando un operatore specializzato nella formazione sulla sicurezza con adeguata esperienza e capacità organizzativa.

La normativa nazionale prevede inoltre che siano valorizzate le attività formative, informative e addestrative già svolte dai volontari prima dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni. In questo ambito rientrano anche i corsi organizzati dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e le attività di retraining previste dalla programmazione regionale AIB, che rappresentano una componente fondamentale del percorso di preparazione e sicurezza dei volontari impegnati nelle attività operative.

In coerenza con la normativa già citata la Regione ha pertanto adottato una disciplina transitoria che consente il progressivo completamento degli obblighi formativi senza pregiudicare la continuità operativa del sistema regionale. Le Organizzazioni sono chiamate ad avviare il percorso formativo dei propri volontari entro il mese di luglio, mentre il completamento dovrà avvenire entro la conclusione della Campagna AIB 2026. Nel frattempo, continueranno a operare i volontari già in possesso della formazione e dell'addestramento specifico erogati dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.

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La Giunta regionale, su proposta dell'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi, con delega alla Protezione civile, ha approvato lo stanziamento di 2 milioni e 879 mila euro ai Comuni capofila degli Ambiti territoriali di protezione civile (ATPC) per la realizzazione e l'adeguamento delle sedi dei centri di coordinamento d'ambito (CCA-COA). Il provvedimento prosegue il percorso avviato con l'individuazione dei dieci Comuni capofila - Ales, Bitti, Iglesias, Lanusei, Muravera, Olbia, Orosei, Porto Torres, Terralba e Villacidro — e con il protocollo d'intesa del 25 novembre 2025 tra Regione, Prefetture e ANCI Sardegna, che ha definito la geografia e i criteri organizzativi degli ATPC. A ciò si aggiunge lo stanziamento di 1.600.000 euro (DGR n. 52/38 del 23 dicembre 2024) per l'adeguamento degli immobili destinati alle sedi.

I finanziamenti riguardano i territori che hanno già formalizzato la costituzione degli ATPC, individuato la sede operativa e presentato interventi immediatamente cantierabili. Comuni beneficiari: Gonnostramatza (ATPC Parte Montis), Riola Sardo (ATPC Sinis), Sanluri (ATPC Marmilla Sud), Senis (ATPC Alta Marmilla Nord), Ula Tirso (ATPC Barigadu), Vallermosa (ATPC Monte Idda e Fanaris). Previste inoltre risorse aggiuntive per il completamento della sede ATPC Valle del Cedrino a Orosei, già parzialmente finanziata con 230.000 euro dalla DGR n. 52/38. “Con questo intervento la Regione Sardegna continua ad investire sulla costruzione di una rete territoriale moderna ed efficiente. Gli Ambiti territoriali sono fondamentali per assicurare coordinamento, tempestività e capacità operativa nelle emergenze. La Sardegna ha già costruito un modello riconosciuto a livello nazionale: questi finanziamenti lo estendono concretamente ai territori che hanno lavorato per formalizzare la propria struttura.” Sottolinea l’assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi.

“L'obiettivo è una protezione civile vicina ai territori, integrata e pronta ad affrontare i cambiamenti climatici e l'aumento degli eventi estremi, valorizzando il ruolo dei Comuni e la collaborazione istituzionale tra tutti i livelli di governo.” Con questo provvedimento la Regione rafforza il sistema degli ATPC, consolidando un modello di governance condivisa fondato su prossimità ai territori, standardizzazione delle procedure e capacità di risposta integrata alle emergenze.

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Il 12 e 13 maggio, nella sede della Direzione generale della Protezione civile regionale in via Vittorio Veneto 28 a Cagliari, si terrà una nuova prova pilota del progetto europeo TEMA (Trusted Extremely Precise Mapping and Prediction for Emergency Management), iniziativa finanziata nell’ambito del programma Horizon Europe e finalizzata al miglioramento della gestione delle emergenze attraverso l’impiego di tecnologie avanzate di modellazione, intelligenza artificiale e analisi integrata dei dati. Il progetto TEMA sviluppa una piattaforma innovativa per il supporto alle decisioni in contesti emergenziali complessi, in grado di generare rappresentazioni digitali tridimensionali dinamiche del territorio (digital twin) e di integrare in tempo reale informazioni provenienti da sensori a terra, immagini satellitari, immagini dai droni, informazioni provenienti dai social media, da modellistica di propagazione incendi e da altra strumentazione avanzata. Il sistema è in grado di utilizzare tecniche di intelligenza artificiale al fine di supportare l’analisi della eventuale presenza nelle aree di crisi di persone in potenziale pericolo e di autovetture. La sperimentazione di Cagliari rappresenta un’evoluzione della piattaforma, aggiornata anche dopo le attività già condotte sul campo nel territorio del Montiferru nel giugno 2025, e consente di verificare gli aggiornamenti e le implementazioni della piattaforma sviluppati anche sulla base dei contributi emersi nella fase di debriefing a fine della prova pilota del 2025 (la prova pilota riguardava la tematica incendi). I contributi erano stati forniti sia dai partner scientifici e tecnologici del progetto, sia dalle strutture operative del Sistema regionale di Protezione civile, tra cui il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e l’Agenzia Forestas. Nel corso delle due giornate, la piattaforma sarà testata nelle sale operative attraverso la simulazione di uno scenario realistico basato su un incendio verificatosi nel territorio di Posada nel 2023. L’esercitazione consentirà di valutare l’efficacia della piattaforma nel supportare il coordinamento operativo, la gestione delle informazioni e i processi decisionali all’interno delle sale operative, in un contesto caratterizzato da elevata complessità e dinamicità. All’attività parteciperanno oltre venti rappresentanti del partenariato internazionale, composto da università, centri di ricerca, enti pubblici e imprese tecnologiche di diversi Paesi europei, tra cui l’Università Aristotele di Salonicco, il Centro aerospaziale tedesco - DLR, Engineering Ingegneria Informatica, Tecnosylva, l’Università di Messina, Atos Spagna, Croce Rossa bavarese e il Lisbon Council. La prova pilota di Cagliari si inserisce nel più ampio percorso di validazione delle soluzioni sviluppate nell’ambito del progetto TEMA, che ha previsto la sperimentazione della piattaforma in diversi contesti europei caratterizzati da differenti tipologie di rischio. Le attività, in via di conclusione, hanno compreso scenari di incendi boschivi nell’area mediterranea, eventi di piena improvvisa tipici delle regioni meridionali europee, nonché contesti fluviali e forestali dell’Europa centrale e settentrionale. Questo approccio comparativo consente di testare l’adattabilità e l’efficacia della piattaforma in condizioni operative eterogenee, contribuendo al rafforzamento delle capacità di previsione, risposta e coordinamento delle strutture di protezione civile a livello europeo.

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Si è svolto negli spazi dell’Autorità di Sistema Portuale presso il Molo Ichnusa, l’evento di divulgazione del progetto AMIS – Sistemi Avanzati di Monitoraggio e gemelli digitali per la sicurezza e resilienza della costa, finanziato nell’ambito del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo.

Ad aprire i lavori il Direttore generale della Protezione Civile della Regione Sardegna Mauro Merella, che ha portato i saluti istituzionali anche dell’Assessora della difesa dell’ambiente Rosanna Laconi, sottolineando il valore strategico del progetto alla luce di eventi estremi sempre più frequenti. Il recente ciclone “Harry”, fortunatamente senza vittime, ha evidenziato in modo concreto la crescente esposizione al rischio costiero. "AMIS – ha dichiarato Merella – rafforza le sinergie internazionali, in particolare quelle già consolidate con la Francia, e contribuisce alla crescita del Sistema regionale di protezione civile, sempre più orientato a un approccio territoriale e a una pianificazione multirischio e multilivello". Durante l’evento, moderato da Silvia Serra, coordinatrice del Centro Funzionale Decentrato, sono stati presentati risultati e prospettive del progetto.

Sergio Deiana ha evidenziato il ruolo dei “gemelli digitali” per comprendere la dinamica degli eventi costieri e migliorare la gestione del rischio. Carlo Brandini del Consorzio LaMMA, capofila del progetto, ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato su un tema prioritario come il dissesto idrogeologico, con tecnologie al servizio della prevenzione.

Massimo Perna ha illustrato i principali prodotti del progetto: la piattaforma Digital Twin e l’Atlante del rischio costiero, strumenti complementari per la condivisione dei dati e la simulazione degli scenari futuri, anche su scala temporale estesa, basati su dati satellitari e programmi europei come Copernicus. Tra i casi studio, Luca Carpi dell'Università di Genova, ha presentato il sito pilota di Camogli, evidenziando la vulnerabilità delle coste e la difficoltà nella gestione delle allerte in presenza di eventi estremi fuori scala, come la tempesta Vaia del 2018.

Un focus è stato dedicato all’analisi del ciclone “Harry”. Andrea Ruju di Arpas e Simona Granata del CFD hanno descritto le fasi previsionali e di monitoraggio, mettendo in luce l’interazione tra rischio marino e idraulico e la crescente interconnessione dei fenomeni. Daniela Pani del CFD ha illustrato gli effetti al suolo dell’evento: forti venti, allagamenti costieri, esondazioni e frane, con impatti rilevanti nei bacini in particolare del Flumendosa e del Cedrino. L’esperienza del ciclone “Harry” ha rappresentato un banco di prova fondamentale per avviare un percorso verso la costruzione di un sistema di allerta dedicato alle mareggiate, basato su codici colore analoghi a quelli già in uso per il rischio idrogeologico e idraulico.

L’introduzione di questi codici consentirà di rafforzare la capacità di comunicazione del rischio verso i territori, fornendo indicazioni più chiare e tempestive ai sindaci e alle comunità e migliorando la gestione operativa delle emergenze. In questa direzione, sono già in corso attività di analisi e definizione di scenari, anche grazie ai dati raccolti durante l’evento di gennaio.

Sul fronte dell’innovazione, Roberta Ferretti del CNR, ha presentato l’impiego di robotica marina per il monitoraggio costiero, mentre Davide Schenone, anche lui a rappresentare il CNR, ha illustrato le applicazioni dei droni aerei nella mappatura dei rischi geomorfologici. A chiudere i lavori, Frédéric Poydenot del CPIE ha evidenziato il ruolo della comunicazione partecipativa per aumentare la consapevolezza delle comunità. Tra gli strumenti, un “gioco serio” basato su tabellone e tessere, che consente di simulare scenari di rischio e stimolare il confronto tra i partecipanti, con risultati variabili a seconda dei territori analizzati.

Il progetto AMIS si conferma uno strumento fondamentale per integrare ricerca, tecnologia e protezione civile, rafforzando la capacità dei territori di affrontare i rischi costieri in un contesto di cambiamenti climatici sempre più evidenti.

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Con Ordinanza del Direttore generale della Protezione Civile regionale n. 2 del 12 febbraio 2026, sono stati approvati gli indirizzi attuativi per le prime misure di immediato sostegno e i contributi regionali a favore della popolazione e delle attività economiche e produttive direttamente interessate dagli eccezionali eventi meteorologici del 18, 20 e 21 gennaio 2026. Il provvedimento definisce sia l’attribuzione dell’immediato sostegno ai cittadini e alle imprese, sia la ricognizione dei danni al fine di eventuali ulteriori misure di ristoro. Le aziende del comparto agricolo, zootecnico e ittico saranno oggetto di specifici indirizzi attuativi successivi. Il documento approva gli indirizzi attuativi e i relativi allegati, uniformando sul territorio regionale le procedure tecnico-amministrative e garantendo tempi rapidi di erogazione e omogeneità nell’azione amministrativa. I Comuni individuati dall’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 1180 del 30 gennaio 2026 sono autorizzati ad avviare i procedimenti per la concessione dei contributi, attenendosi agli indirizzi approvati e curando la raccolta e l’istruttoria delle domande tramite il Sistema Informativo di Protezione Civile (S.I.P.C.).

Soggetti beneficiari del contributo

  1. Soggetti privati proprietari o terzi interessati che hanno subito danni al patrimonio edilizio abitativo di residenza, ai beni mobili presenti e ai beni mobili registrati.
  2. Attività economiche e produttive che hanno subito danni agli immobili in cui si svolge l’attività o agli immobili oggetto dell’attività, ai beni mobili strumentali, ai beni mobili registrati e alle scorte di merci, materie prime, semilavorati o prodotti finiti danneggiati o distrutti.
  3. Esclusioni: non rientrano nel procedimento i danni riferiti al mancato guadagno delle attività economiche e produttive.
  4. Per ora non possono presentare istanza le aziende del settore agricolo e del settore ittico, per le quali sono in corso di definizione apposite misure di sostegno dopo ulteriori chiarimenti rispetto al regime di aiuto di stato applicabile affinché si riesca a concedere il massimo aiuto possibile. Si rinvia pertanto a successivi indirizzi attuativi per la disciplina dell’erogazione e le relative modalità di accesso.

Contributi di immediato sostegno
Le domande, oltre alla ricognizione per l’immediato sostegno, saranno prese in considerazione anche per la ricognizione complessiva dei danni e all’eventuale attivazione di ulteriori misure di ristoro. Per l’immediato sostegno i contributi sono così ripartiti:
• Nuclei familiari: fino a 5.000 euro per abitazioni principali compromesse nella loro funzionalità;
• Attività economiche e produttive: fino a 20.000 euro, sulla base di relazione tecnica descrittiva delle spese necessarie al ripristino.
Le istanze senza perizia asseverata ma con documentazione minima saranno comunque considerate valide per l’accesso al contributo immediato, con obbligo di rendicontazione delle spese sostenute.

Risorse disponibili e ruolo dei Comuni
È prevista una dotazione iniziale di 10 milioni di euro sul bilancio regionale 2025-2027, destinata a essere implementata con eventuali ulteriori risorse. I Comuni svolgono un ruolo centrale nella gestione delle procedure: raccolta delle domande, verifica della documentazione e trasmissione degli esiti istruttori tramite S.I.P.C., secondo gli indirizzi approvati. Presentazione delle domande e scadenza Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite il Sistema Informativo di Protezione Civile (S.I.P.C.). Termine ultimo per il deposito delle istanze: 18 marzo 2026. I Comuni, tramite la piattaforma, avranno il compito di:
• ricevere le domande;
• verificare la completezza della documentazione;
• accertare il nesso di causalità dei danni rispetto al ciclone;
• valutare la congruità di computi metrici e preventivi allegati.
Successivamente, i Comuni avranno 30 giorni per richiedere integrazioni e 15 giorni aggiuntivi per trasmettere le pratiche complete, corredate dalla determinazione dirigenziale con l’elenco delle domande approvate, rigettate e relativi importi o motivazioni.

Informazioni e supporto
La modulistica integrativa e il manuale d’uso sono disponibili sullo Sportello Unico dei Servizi della Regione: https://sus.regione.sardegna.it/sus-evo/#/dettaglio-servizio/ciclone%20harry/AMB11522.
Per assistenza sui procedimenti è possibile contattare i Servizi territoriali della Regione Sardegna o il numero verde 800101106 (codice 7029#). Con questo provvedimento, la Protezione Civile regionale garantisce procedure snelle, tempi rapidi di erogazione dei contributi e trasparenza nella gestione delle pratiche, favorendo il ritorno alla normalità dei territori colpiti dal ciclone Harry.

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Presentato nella Sala decisioni della sede regionale della Protezione civile, il ricco calendario di eventi della Settimana Nazionale della Protezione Civile che, dal 5 al 13 ottobre, animeranno tutto il territorio regionale.

“Presentiamo oggi la settima edizione nazionale della settimana nazionale di protezione civile che in Sardegna si terrà dal 5 di ottobre al 13 di ottobre”, ha detto l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi. “Proprio il 13 di ottobre è la giornata internazionale promulgata dall'ONU per limitare e ridurre i rischi legati ai disastri naturali. In questa settimana dal 5 al 13 in Sardegna si svolgeranno una serie di iniziative che coinvolgeranno diverse comunità locali che avranno l'obiettivo di coinvolgere le popolazioni e i cittadini per sensibilizzarli di fronte a quelli che sono i rischi legati ai disastri naturali, ai rischi idrogeologici e quant'altro. Perché? Perché la consapevolezza del rischio riduce sicuramente quelli che possono essere i danni e salva le persone. Ancora una volta la protezione civile si apre quindi al territorio e soprattutto fa conoscere anche, in una giornata particolare che chiamiamo Open Day, la propria struttura. Quindi il fatto che i cittadini conoscano dove si gestisce l'emergenza, in che modo, quali sono gli operatori, sicuramente avvicina questa struttura sempre più alla comunità.”

Istituita nel 2019, in corrispondenza del 13 ottobre, dichiarata dalle Nazioni Unite giornata internazionale per la riduzione del rischio dei disastri naturali, l’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e comunità sui temi della protezione civile, diffondere la conoscenza del territorio e promuovere comportamenti consapevoli e corretti, fondamentali per la riduzione dei rischi e la tutela dell’ambiente. “La Protezione civile della Regione Sardegna anche quest’anno ha predisposto un calendario di eventi che prevede incontri, open day, simulazioni, approfondimenti, coinvolgendo studenti, istituzioni, volontari e cittadini in tutto il territorio regionale”, ha dichiarato il Direttore generale della protezione civile Mauro Merella.

Il programma in breve Diffusione della Cultura di Protezione civile nelle scuole di ogni ordine e grado

  • “Riduzione dei rischi e resilienza delle comunità” - sono previsti incontri con gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I° grado, organizzati dai Servizi territoriali della Direzione generale della protezione civile in collaborazione con i Comuni, il CFVA e l’Agenzia Forestas a Tempio Pausania, Carbonia, Tortolì, Villacidro, Sassari, Mogoro, Quartu S.E.
  • La Prefettura di Oristano e la Fondazione Mont’e Prama organizzano un incontro con gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I° grado a Cabras, con interventi tecnici della Protezione civile regionale e dei Vigili del Fuoco.
  • La Prefettura di Cagliari organizza un incontro dedicato agli studenti della scuola secondaria di II° grado, in collaborazione con la Protezione civile regionale.
  • Presentazione dell’accordo tra Assessorato della Difesa dell’ambiente, della Pubblica istruzione, DGPC con la collaborazione di Anci Sardegna per la diffusione della cultura di protezione civile nelle scuole primarie e secondarie di I° grado. Open Day e Formazione
  • Open Day con visite guidate alla sede regionale della Protezione civile in via Vittorio Veneto 28, a Cagliari che comprendono la Sala Operativa Regionale Integrata, il Centro Funzionale Decentrato, e gli approfondimenti sulle buone pratiche di protezione civile con in Volontari della Campagna Io non rischio. Gli Open Day sono rivolti a studenti, volontari del Servizio Civile Universale e ai singoli cittadini che potranno registrarsi nella piattaforma Sardegna Partecipa a questo link:

https://sardegnapartecipa.regione.sardegna.it/processes/opendayPC

Convegni e Tavole rotonde

  • Tavola rotonda “10 anni del Centro Funzionale Decentrato” il CFD tra passato presente e prospettive future.
  • Incontro con i Comuni della Baronia per la presentazione della nuova Governance degli Ambiti Territoriali di Protezione Civile. Eventi rivolti a tutta la cittadinanza
  • “Le Organizzazioni di Volontariato di Protezione civile in piazza”: esposizione mezzi, simulazioni e attività con i Volontari di Protezione civile.
  • Simulazione del Sistema di Salvamento Balneare nella spiaggia del Poetto con le Organizzazioni di Volontariato della categoria Mare. Eventi in collaborazione con altre istituzioni
  • “Cagliari’s Secrets – Urban Nature” in collaborazione con il WWF.
  • Campo di Protezione Civile presso il carcere di Mamone-Onanì in collaborazione con FAI. La Settimana Nazionale della Protezione Civile rappresenta un’occasione per avvicinare i cittadini alle istituzioni e al mondo del volontariato, favorendo la diffusione della cultura della prevenzione e riduzione dei rischi.

Programma completo e aggiornamenti sugli eventi in Sardegna disponibili sul sito della Protezione civile regionale, la pagina Facebook e Linkedin.

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Approvato lo schema di protocollo di collaborazione tra la Direzione generale della Protezione civile e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, per disciplinarne l’impiego dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (UAS) nelle attività istituzionali dei due organismi regionali. Lo ha stabilito la Giunta regionale, su indicazione dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi.

Il provvedimento si inserisce nel percorso già avviato nel 2024 con il protocollo d’intesa stipulato tra la Direzione generale della Protezione civile e l’ENAC, che ha consentito di consolidare procedure, autorizzazioni e addestramento dei piloti remoti in categoria “Specific”. Sulla base dei risultati conseguiti, oggi la Regione compie un ulteriore passo, estendendo l’esperienza anche al Corpo forestale, che potrà così avvalersi delle risultanze prodotte dal Tavolo Tecnico già in essere, per le proprie funzioni di vigilanza, prevenzione e tutela del patrimonio ambientale e agroforestale.

“Con questo protocollo - afferma l’assessora Laconi - mettiamo a sistema un’esperienza già avviata con successo e apriamo a una collaborazione che aumenta l’efficacia delle nostre strutture. La tecnologia dei droni non sostituisce le persone, ma le affianca, rendendo più tempestivo e sicuro il lavoro della Protezione civile e del Corpo forestale, a beneficio dell’intera collettività”.

L’uso degli UAS costituisce un supporto tecnologico di grande rilevanza: consente il monitoraggio in tempo reale del territorio, l’accesso a zone impervie o a rischio, la raccolta di dati utili alla pianificazione e alla gestione delle emergenze. Per la Protezione civile, rappresenta un ausilio strategico per la previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi; per il Corpo forestale, uno strumento che rafforza le attività di controllo del territorio e di contrasto agli illeciti ambientali.

Lo schema di protocollo approvato prevede inoltre la creazione di un gruppo tecnico di coordinamento per uniformare le procedure, condividere esperienze e ridurre i costi, ponendo la Regione Sardegna all’avanguardia nell’impiego di sistemi a pilotaggio remoto per la protezione del territorio e della popolazione.

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Questa mattina nella sala giunta del Comune di Assemini si è svolta una cerimonia di benvenuto ai 26 operatori della sicurezza civile francese che da sabato scorso stanno partecipando al progetto pilota del Meccanismo unionale di protezione civile “Prepositioned Ground Forest Firefighting” che prevede un pre-posizionamento del team francese a supporto della Campagna Antincendi Boschivi della Regione Sardegna.

“Questo progetto di scambio, nato all’indomani del successo dell’esercitazione europea Modex, consente al Sistema di protezione civile di crescere e di non essere autoreferenziali. Il supporto operativo del team francese, in un momento così impegnativo della Campagna AIB, è davvero prezioso in giornate come quelle appena trascorse in cui il nostro territorio è stato messo a dura prova. Il Sistema e tutte le strutture che lo compongono hanno dimostrato che fare squadra è il modo migliore per affrontare le emergenze.”

Lo ha dichiarato l’assessore della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, che ha rivolto un saluto e un ringraziamento agli ospiti d’oltralpe insieme al responsabile dei progetti europei del Dipartimento di protezione civile Paolo Vaccari, ai sindaci di Assemini, Mario Puddu e di Capoterra, Beniamino Garau, al direttore generale della Protezione Civile regionale Mauro Merella. Presenti anche i rappresentanti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, dei Vigili del Fuoco, dell’Agenzia Forestas e il Presidente della rappresentanza del volontariato di protezione civile.

Dopo la positiva esperienza dell’esercitazione antincendio boschivo ITA EU Modex 2025, svoltasi a Nuoro lo scorso aprile e dei gemellaggi AIB con le organizzazioni di volontariato di protezione civile di altre Regioni italiane tuttora in corso, la Regione Sardegna è stata inserita, per la prima volta in Italia, tra i partner ospitanti le attività del “Prepositioned Ground Forest Firefighting teams through UCPM in 2025” coordinate dall’Emergency Response Coordination Centre (ERCC).  A inizio luglio, un team di Vigili del Fuoco della Regione Piemonte ha partecipato allo stesso progetto proprio a supporto della Francia e per questa estate sono previsti 25 pre-prosizionamenti nelle zone più critiche, tutti finanziati dall’Unione europea.

Le squadre di operatori della Sicurezza civile francese, composte sia da esperti nello spegnimento che nei soccorsi, sono sbarcate a Porto Torres con 8 mezzi a seguito, e dopo una breve formazione sulle peculiarità dell’antincendio in Sardegna, già domenica 27 luglio, coordinati dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, erano operative nelle attività di lotta attiva agli incendi boschivi, viste le criticità della giornata. Così anche nei giorni a seguire, nello specifico alle squadre composte da 3 a 5 operatori sono state assegnate come sedi operative la base elicotteristica di Fenosu, le postazioni Forestas di Santa Lucia a Monastir, di Monte Agruxiau a Iglesias, la stazione mobile di Monserrato del GAUF e il Comando dei Vigili del fuoco di Cagliari.

Il pre-posizionamento richiesto dalla Regione Sardegna attraverso il Dipartimento nazionale di protezione civile sarà svolto fino al 15 agosto nell’area che fa riferimento ai Servizi territoriali ripartimentali di Cagliari, Iglesias e Oristano.

Il team è ospitato nel Campo base situato in località “Is Olias” tra i Comuni di Assemini e Capoterra, punto di riferimento anche per l’organizzazione logistica, curata dall’organizzazione di volontariato Prociv Augustus.

Il progetto, oltre a fornire supporto operativo, rappresenta anche un importante momento di confronto formativo e di scambio di buone pratiche nella prevenzione e gestione degli incendi boschivi.

 

Info sul progetto pilota europeo di pre-posizionamento

Dal 2022 l’Unione europea predispone strategicamente anche i Vigili del fuoco provenienti da tutta Europa nel sud del continente durante i mesi estivi, quando aumenta il rischio di incendi boschivi. Si tratta di un progetto pilota che garantisce, attraverso il pre-posizionamento delle squadre in stand-by, tempi di risposta più rapidi e consente un prezioso scambio di conoscenze sul campo tra tutte le squadre partecipanti.

Tra luglio e settembre, circa 650 vigili del fuoco provenienti da 14 paesi europei (Italia, Romania, Germania, Slovacchia, Grecia, Bulgaria, Moldavia, Repubblica Ceca, Austria, Francia, Lettonia, Malta, Estonia e Paesi Bassi) saranno strategicamente pre-posizionati nelle zone ad alto rischio di Francia, Grecia, Portogallo, Spagna e Italia.

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