Lunedì, 07 Settembre 2026 14:25

Detenuti in 41 bis, il presidente del Consiglio regionale richiama l’ordine del giorno approvato a febbraio: “Il piano non è stato concordato né condiviso ed è osteggiato dai territori”

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Il Consiglio regionale della Sardegna aveva già espresso la propria contrarietà a un’ulteriore concentrazione nell’Isola di detenuti sottoposti al regime del 41 bis. A ricordarlo è il presidente dell’Assemblea sarda, Piero Comandini, che interviene sul piano di trasferimenti nelle carceri della regione.

Comandini richiama il pronunciamento arrivato lo scorso febbraio, quando il Consiglio regionale, al termine di un lungo dibattito, aveva approvato un ordine del giorno attraverso la procedura prevista dall’articolo 51 dello Statuto speciale. L’obiettivo era chiedere un intervento per evitare che gli istituti penitenziari sardi diventassero destinazione privilegiata per un numero crescente di detenuti sottoposti al regime speciale.

La procedura adottata prevede infatti la trasmissione del documento direttamente al Parlamento. Una scelta, spiega il presidente del Consiglio regionale, compiuta proprio per chiedere una modifica della normativa nazionale e, in particolare, della previsione contenuta nell’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario che individua nelle aree insulari una collocazione preferenziale per i detenuti sottoposti al regime speciale.

Nonostante l’iniziativa dell’Assemblea sarda, secondo Comandini il Governo avrebbe deciso di andare avanti con il piano di trasferimenti senza un confronto con il territorio.

«Con rammarico prendiamo atto che, malgrado il pronunciamento della massima assemblea sarda, che ha chiamato in causa l’assemblea legislativa nazionale, il Governo ha deciso di proseguire con un piano di trasferimenti non concordato né condiviso», afferma Comandini.

Una scelta che, sottolinea il presidente, incontra una crescente opposizione nell’Isola, non soltanto sul piano politico e istituzionale. Il progetto sarebbe infatti contestato dalle comunità interessate e dagli amministratori locali e registrerebbe contrarietà anche all’interno della popolazione carceraria.

La posizione della presidenza del Consiglio regionale resta dunque quella espressa dall’Assemblea già nei mesi scorsi: evitare che la condizione di insularità della Sardegna si traduca in un’ulteriore concentrazione di detenuti sottoposti al 41 bis negli istituti penitenziari dell’Isola.