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Grande partecipazione da parte delle imprese sarde all’avviso pubblico Sta.bile. per gli incentivi alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro promosso dall’Assessorato regionale del Lavoro.
Dalla data di apertura dei termini sono state presentate 1.369 domande, per un valore complessivo di 14,9 milioni di euro di contributi richiesti, per misure che incentivano l’assunzione a tempo indeterminato di ex tirocinanti e la trasformazione di contratti già in essere in rapporti di lavoro stabili, sia full time sia part time (almeno al 60% dell’orario previsto dal CCNL). A queste si aggiungono 90 domande per un totale di € 898.225,90, relative alla misura che sostiene la trasformazione dei contratti da tempo determinato e part time in contratti a tempo indeterminato full time.
Nel complesso, i dati evidenziano una richiesta significativamente superiore alle risorse disponibili e confermano il forte interesse del sistema produttivo regionale verso strumenti concreti di stabilizzazione e qualità del lavoro.
“Siamo particolarmente soddisfatti della forte partecipazione registrata, che testimonia la fiducia delle imprese e la piena rispondenza della misura ai bisogni reali del tessuto produttivo regionale – dichiara l’assessora del Lavoro Desirè Manca –. Un risultato importante che conferma la bontà della direzione intrapresa e rafforza il nostro impegno nel proseguire su questa strada, con l’obiettivo di consolidare sempre più un’occupazione stabile e di qualità. L’attenzione dell’assessorato è e resta costantemente rivolta alla costruzione di un mercato del lavoro più stabile, più giusto e più qualificato. Non si tratta solo di sostenere l’occupazione in termini quantitativi, ma di promuovere un’occupazione che duri nel tempo, che garantisca diritti, dignità e prospettive reali di crescita per le persone.
Questa misura – prosegue l’assessora Manca – nasce proprio con questo obiettivo: accompagnare e sostenere le imprese che scelgono di investire sul lavoro stabile, trasformando rapporti precari in contratti a tempo indeterminato e favorendo nuove assunzioni di qualità. Ogni contratto stabilizzato è una storia di futuro che prende forma. È un lavoratore che acquisisce sicurezza, è un’impresa che cresce su basi più solide, è un territorio che si rafforza”.
Le misure prevedono una dotazione complessiva di 3 milioni di euro per le prime due tipologie di intervento e di 1 milione di euro per la terza. Attualmente è in fase di conclusione la verifica di ammissibilità formale delle domande.

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La Regione Sardegna investe nel futuro dei liberi professionisti con una misura dedicata alla crescita delle competenze e al rafforzamento del lavoro autonomo. Con uno stanziamento complessivo di 4,5 milioni di euro, approvato nell’ambito della legge di bilancio, l’Assessorato del Lavoro promuove un intervento concreto a sostegno delle libere professioni intellettuali presenti sul territorio regionale.

“I professionisti autonomi rappresentano una parte fondamentale del tessuto economico e sociale della nostra Regione – dichiara l’assessora Manca – e troppo spesso si trovano ad affrontare un percorso complesso, fatto di incertezze, lavoro discontinuo, difficoltà nell’accesso agli strumenti di sostegno e al credito, e talvolta anche di isolamento, soprattutto nei territori più periferici. A queste condizioni già impegnative si sommano oggi cambiamenti profondi e irreversibili: la trasformazione digitale, la transizione ecologica e l’evoluzione continua dei mercati del lavoro. Si tratta di sfide che richiedono aggiornamento costante, nuove competenze e la capacità di reinventarsi più volte nel corso della propria carriera.

Per questo crediamo che nessun professionista debba essere lasciato solo. Il nostro impegno è quello di accompagnare queste persone nel loro percorso di crescita e di aggiornamento, offrendo strumenti concreti, semplici da utilizzare e realmente accessibili, che trasformino la formazione in un’opportunità reale e non in un ostacolo. Sostenere i professionisti significa sostenere la dignità del lavoro, il valore delle competenze e la capacità della nostra comunità di guardare al futuro con fiducia”.

La misura introduce un sistema di voucher formativi per favorire la partecipazione a percorsi di aggiornamento, specializzazione e rafforzamento delle competenze tecniche, digitali e trasversali.

Il contributo, erogato come sovvenzione a fondo perduto, è modulato in base al reddito del professionista, con un sostegno che va da un minimo di 2 mila euro fino a un massimo di 4 mila euro. L’importo cresce per le fasce di reddito più basse e si riduce progressivamente al crescere del reddito, fino all’esclusione per quelli superiori agli 85 mila euro. I voucher potranno essere utilizzati con grande flessibilità, anche per più percorsi formativi, entro il 31 dicembre 2028.

La formazione finanziata comprende percorsi erogati da soggetti qualificati come università, scuole, enti di formazione e ordini professionali, con l’obiettivo di garantire opportunità concrete e di qualità per l’aggiornamento e lo sviluppo delle competenze.

“Investire nei professionisti significa investire nel futuro della Sardegna – sottolinea l’assessora – perché vuol dire credere nelle persone, nelle loro competenze e nella loro capacità di costruire ogni giorno valore, anche nei contesti più difficili. Significa rafforzare il capitale umano, sostenere l’innovazione e dare forza a un tessuto produttivo fatto di talento, passione e responsabilità. Ma soprattutto significa riconoscere il lavoro autonomo come una risorsa fondamentale della nostra comunità e accompagnarlo nel cambiamento, affinché possa affrontare con maggiore sicurezza le sfide della modernità e trasformarle in nuove opportunità di crescita. La Sardegna che immaginiamo – conclude – è una terra che investe sulle persone, che sostiene chi lavora e si mette in gioco ogni giorno, e che sceglie di costruire il proprio futuro partendo dal valore più importante: il lavoro e la dignità di chi lo svolge”.

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 Un investimento da 21 milioni di euro per rafforzare l’occupazione nella filiera turistica e sostenere le imprese che scelgono la qualità del lavoro. È questo il cuore della misura SO.LA.RE. Sardegna 2026 – Sostegno Lavoro Regione Sardegna, approvata dalla Giunta su proposta dell’assessora del Lavoro Desirè Manca, nell’ambito del PR FSE+ Sardegna 2021–2027.

“Anche quest’anno mettiamo in campo una misura strategica per rafforzare l’occupazione stabile nella filiera turistica e sostenere le imprese che investono sul lavoro di qualità. Semplifichiamo le procedure, velocizziamo i tempi e concentriamo le risorse sui lavoratori in condizioni di maggiore fragilità occupazionale. Nel 2026 abbiamo scelto con convinzione di mettere le realtà più piccole al centro della nostra azione, concentrando le risorse sulle micro, piccole e medie imprese in piena coerenza con il nuovo Codice degli Incentivi. I dati del monitoraggio parlano chiaro: sono proprio le micro e piccole imprese a costituire il cuore pulsante del nostro sistema e a rappresentare la quasi totalità dei beneficiari storici. Per questo, abbiamo deciso di destinare loro ben il 90% del budget, lasciando il restante 10% alle medie imprese, per garantire che il sostegno arrivi laddove è più necessario”.

Così l’assessora del Lavoro Desirè Manca sottolinea la portata dell’intervento, che si inserisce in una strategia più ampia della Regione Sardegna volta a promuovere uno sviluppo del lavoro più stabile, inclusivo e orientato alla crescita del sistema produttivo regionale.

“Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo trasformare l’incertezza in futuro. Con questo intervento, non ci limitiamo a incentivare nuove assunzioni e stabilizzazioni, ma mettiamo al centro le persone, con un’attenzione incrollabile verso chi oggi vive condizioni di fragilità occupazionale. Rispetto al passato, inoltre, abbiamo abbattuto gli ostacoli amministrativi con un unico scopo: far correre gli aiuti alla stessa velocità delle imprese. Il nuovo impianto parla la lingua dell'efficienza: il contratto si stipula, si presenta la domanda e si accede al contributo. Una procedura snella, immediata, che premia il coraggio di assumere. Siamo al fianco di chi crea lavoro, con i fatti".

Il periodo incentivato va da marzo a dicembre 2026, con esclusione dei mesi di luglio e agosto. Il piano prevede incentivi parametrati sulle retribuzioni lorde mensili che offrono fino a 800 euro al mese per i contratti a tempo determinato e un contributo di 13.000 euro annui per 24 mesi in caso di assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni di rapporti a termine. Tali agevolazioni sono applicabili sia ai contratti full time che ai part time purché almeno al 50%

“Con il varo di SO.LA.RE. 2026, - conclude l’esponente delle Giunta - la Sardegna non si limita a erogare risorse, ma definisce un nuovo modello di intervento pubblico che risponde con i fatti alle esigenze del comparto turistico, trasformando una misura stagionale in un’opportunità concreta di stabilità per migliaia di lavoratori e per l'intero sistema produttivo sardo”.

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La Regione Sardegna compie un ulteriore passo avanti nel percorso di innovazione digitale e conferma il suo impegno per un utilizzo etico, trasparente e sostenibile dell’intelligenza artificiale. Su proposta della presidente Alessandra Todde, di concerto con l’assessore degli Affari generali personale e riforma della Regione, Sebastian Cocco, la Giunta ha infatti deliberato di istituire l’Osservatorio regionale per l'intelligenza artificiale, dando attuazione alla recente legge regionale n. 6 del 12 marzo 2026, dedicata proprio alla promozione, allo sviluppo sostenibile e al sistema di governance dell’intelligenza artificiale in Sardegna. Il nuovo organismo avrà il compito di monitorare l’evoluzione delle tecnologie IA e di supportare la programmazione e l’attuazione delle politiche regionali in materia, definendo appropriati strumenti di governance e coordinamento che possano accompagnare la diffusione dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici, nel sistema produttivo e nei processi di innovazione del territorio. “La Regione intende diffondere la conoscenza e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, avendo cura di informare sui rischi connessi ad un utilizzo non corretto – evidenzia l’assessore degli Affari Generali, Sebastian Cocco – pertanto questo provvedimento è finalizzato a sostenere un impiego corretto, trasparente e responsabile dell’IA. L’Osservatorio regionale dovrà favorire il dialogo tra istituzioni, università, centri di ricerca, imprese, organizzazioni sindacali e autonomie locali, promuovendo iniziative collaborative, raccolta di dati e condivisione di buone pratiche a livello regionale, nazionale ed europeo”. La presidenza dell’Osservatorio regionale sarà affidata all’assessore degli Affari generali, mentre il supporto organizzativo e operativo verrà garantito dalla Direzione generale dell’Innovazione e Sicurezza IT, che è stata individuata dalla Giunta quale struttura amministrativa responsabile della programmazione, del coordinamento, dell’attuazione e del monitoraggio delle politiche regionali in materia di intelligenza artificiale, in raccordo con il Responsabile della transizione digitale e con gli organismi competenti a livello regionale e nazionale. Tra gli obiettivi strategici del provvedimento vi sono la diffusione delle competenze digitali, il sostegno alla competitività delle imprese, la promozione di servizi pubblici innovativi e inclusivi e la valorizzazione dell’ecosistema regionale della ricerca e dell’innovazione. A questo scopo la delibera prevede lo sviluppo di una piattaforma digitale regionale per l’innovazione e l’intelligenza artificiale. “Si tratta di uno spazio online destinato a favorire collaborazioni tra imprese, istituzioni pubbliche, università, centri di ricerca, incubatori, associazioni e cittadini – sottolinea ancora l’assessore Cocco – che dovrà valorizzare risorse e progettualità presenti nel territorio regionale, favorendo collaborazioni e partenariati tra tutti gli attori dell'innovazione, diffondere la conoscenza delle eccellenze scientifiche e attrarre talenti tecnologici e creativi”. Contestualmente verrà implementato il Registro regionale dei sistemi di intelligenza artificiale della Regione Sardegna, finalizzato a raccogliere e monitorare le iniziative basate su tecnologie IA già attive o in corso di realizzazione all’interno dell’amministrazione regionale, in coerenza con i principi di trasparenza, sicurezza e utilizzo responsabile delle nuove tecnologie. La Giunta intende inoltre favorire una adeguata formazione e sul tema dell’IA ed attrarre e valorizzare professionalità ad elevata specializzazione. “La Sardegna intende governare l’innovazione tecnologica con una visione strategica e responsabile, mettendo l’intelligenza artificiale al servizio della crescita economica, della qualità dei servizi pubblici e dello sviluppo delle competenze. Con questo provvedimento – conclude l’esponente della Giunta Todde – vogliamo costruire una governance regionale capace di accompagnare cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni nella transizione digitale”.

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L’Assessorato del Lavoro della Sardegna investe sulle competenze strategiche per il lavoro di domani e punta sul settore aeronautico: è stata pubblicata sul sito dell’Aspal la Manifestazione di interesse rivolta agli enti formativi e finalizzata alla costituzione del catalogo per l’erogazione di voucher per il conseguimento della licenza di manutentore aeronautico.

“Con questa misura vogliamo dare una risposta concreta ai tanti giovani disoccupati che cercano un’opportunità di lavoro qualificato e stabile in un settore strategico come quello aeronautico. Oggi il comparto della manutenzione aeronautica – osserva l’assessora del Lavoro Desirè Manca - è in forte espansione, ma esiste ancora un forte squilibrio tra la domanda di personale specializzato e l’offerta formativa disponibile. Troppi giovani, pur avendo capacità e ambizione, si scontrano con percorsi altamente costosi e difficili da sostenere. Per questo, attraverso ASPAL, abbiamo deciso di intervenire con una misura innovativa e sperimentale che finanzia voucher formativi per consentire l’accesso a percorsi qualificati finalizzati al conseguimento della licenza di manutentore aeronautico, nel rispetto degli standard internazionali EASA ed ENAC. Non si tratta soltanto di un sostegno alla formazione: è una scelta politica precisa, che punta a creare lavoro di qualità, rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale e offrire ai giovani sardi la possibilità di costruire il proprio futuro senza essere costretti a lasciare l’Isola”.

L’intervento, in questa prima fase, prevede la creazione del Catalogo formativo ASPAL LMA 2026, rivolto agli organismi di formazione certificati EASA/ENAC Part-147, che potranno presentare la propria candidatura entro il 22 giugno 2026. Conclusa la fase di formazione del catalogo verrà pubblicato l’Avviso rivolto ai beneficiari della misura: i giovani disoccupati di età compresa tra i 18 e i 30 anni (e 364 giorni), residenti in Sardegna da almeno 12 mesi, con i seguenti requisiti: diploma di secondo grado, preferibilmente diplomi ad indirizzo tecnico/scientifico; la buona conoscenza dell'inglese tecnico; ISEE non superiore a euro 40 mila euro.

“Abbiamo scelto di investire concretamente sul futuro dei giovani sardi, stanziando 4 milioni di euro per creare nuove opportunità occupazionali qualificate. Il voucher coprirà integralmente la quota di iscrizione al percorso LMA, le attività pratiche in hangar e su aeromobili certificati, i materiali didattici e i costi degli esami previsti dalla normativa ENAC/EASA. Abbiamo inoltre previsto un contributo forfettario mensile per sostenere i beneficiari nelle eventuali spese di viaggio e alloggio, con l’obiettivo di garantire un accesso realmente equo alla formazione, senza che le difficoltà economiche possano rappresentare un ostacolo al futuro professionale dei nostri giovani”.

La Manifestazione di Interesse e tutte le informazioni utili sono pubblicate sui portali istituzionali della Regione Sardegna e dell’ASPAL.

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“La Sardegna continua a fare i conti con una delle più gravi emergenze sociali e demografiche del Paese. I dati più recenti confermano infatti che l’Isola resta il fanalino di coda d’Italia per natalità, con un ulteriore calo delle nascite pari all’8,8% tra il 2024 e il 2025. Un dato che si inserisce in un quadro già fortemente critico dal punto di vista dell’occupazione. Per questo abbiamo pensato a una misura concreta di sostegno alle famiglie”.

Con queste parole l’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, ha presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, la misura sperimentale “Servizi di accoglienza gratuiti nelle scuole primarie del territorio regionale”, un intervento realizzato in collaborazione con Anci Sardegna.

“Generalmente l’Assessorato del Lavoro mette in campo azioni orientate alla crescita occupazionale e all’inserimento lavorativo”, ha spiegato l’assessora. “Ma questo non può bastare se non viene accompagnato da misure che consentano alle famiglie, e in particolar modo alle donne, non solo di trovare lavoro, ma anche di mantenerlo quando si hanno figli. Per questo abbiamo ideato un progetto sperimentale per il quale sono stati stanziati tre milioni di euro per il triennio 2026-2028, con un milione di euro per ciascuna annualità. Partiamo con una sperimentazione, ma l’obiettivo è renderla strutturale nel tempo”.

Nel dettaglio, grazie allo stanziamento regionale, verranno finanziati servizi gratuiti di pre-scuola e post-scuola nelle scuole primarie dell’Isola. L’intervento consentirà ai bambini di essere accolti fino a un’ora prima dell’inizio delle lezioni e nell’ora successiva alla fine dell’attività scolastica, offrendo alle famiglie un supporto concreto nella gestione quotidiana degli orari lavorativi.

“Non abbiamo la presunzione di risolvere da soli il problema dell’occupazione femminile”, ha proseguito l’esponente della Giunta, “ma intendiamo intervenire soprattutto nei piccoli comuni della Sardegna, dove il rischio spopolamento è sempre più forte e dove le famiglie incontrano maggiori difficoltà negli spostamenti e nell’organizzazione quotidiana. Quando una donna rinuncia a lavorare perché non riesce a conciliare gli orari scolastici con quelli lavorativi, quando un genitore è costretto a scegliere tra occupazione e cura dei figli, significa che il sistema pubblico non sta facendo abbastanza”.

Il progetto non si limiterà a garantire un semplice servizio di vigilanza, ma costruirà veri e propri spazi educativi qualificati, affidati a educatori ed educatrici professionali. “Non stiamo offrendo un servizio-parcheggio”, ha sottolineato l’assessora Manca. “Vogliamo garantire qualità educativa, inclusione, socializzazione e ambienti sicuri e accoglienti per i bambini”.

I soggetti attuatori saranno gli Enti locali, che potranno partecipare singolarmente o in forma associata, in collaborazione con le istituzioni scolastiche del territorio. Ogni progetto potrà ricevere fino a 19.200 euro per annualità scolastica, finanziamento calcolato per garantire la presenza di due educatori o educatrici per due ore giornaliere, cinque giorni alla settimana, per nove mesi scolastici.

Soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente di Anci Sardegna, Daniela Falconi, presente alla conferenza stampa in collegamento video.

“Sono particolarmente contenta quando vengono presentate misure come questa”, ha dichiarato Falconi. “Anci ha apprezzato moltissimo questa misura per due motivi fondamentali: perché va incontro ai genitori lavoratori, ma anche alle famiglie che hanno bisogno di tempo e strumenti per cercare lavoro o organizzare meglio la propria giornata”.

“Pur essendo una misura sperimentale”, ha aggiunto, “si tratta di un vero intervento di welfare territoriale. Inoltre, non si tratta del classico bonus: qui si costruisce una programmazione condivisa tra Regione, Comuni, scuola e famiglie. Agli enti locali viene affidata una grande responsabilità nella costruzione dei progetti, ma è proprio questo il ruolo dei Comuni: creare servizi concreti per i cittadini”.

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Si è svolta questa mattina nella Sala Consiliare del Palazzo Regio di Cagliari la cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro conferite dal Presidente della Repubblica ai lavoratori e alle lavoratrici della Sardegna che si sono distinti per impegno, competenza e responsabilità nel corso della loro carriera.

Alla presenza della Prefetto, Paola Dessì, delle autorità civili e militari e delle rappresentanze del mondo del lavoro, la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha sottolineato il valore profondo della ricorrenza del Primo Maggio e il significato del riconoscimento conferito.

“Il lavoro non è soltanto una dimensione dell’economia. È una questione che riguarda la qualità della nostra democrazia e la forma della nostra convivenza civile”, ha dichiarato la Presidente, richiamando il ruolo centrale che la Costituzione attribuisce al lavoro come fondamento della Repubblica.

Nel suo intervento, Todde ha evidenziato come il Primo Maggio rappresenti un momento di riflessione collettiva sul valore attribuito al lavoro e sulla distanza ancora esistente tra diritti affermati e diritti effettivamente garantiti. Le Stelle al Merito del Lavoro, ha spiegato, riconoscono percorsi individuali ma restituiscono anche una visione del lavoro come elemento con una forte dimensione pubblica e sociale.

Un passaggio significativo è stato dedicato alla specificità della Sardegna, dove la condizione insulare incide sulle opportunità e sui percorsi professionali. “Le distanze non sono un elemento neutro. Incidono sulla mobilità, sulle possibilità di costruire un percorso stabile, sulla scelta stessa di restare nella propria terra”, ha affermato la Presidente, ribadendo come il lavoro rappresenti una leva di coesione territoriale oltre che sociale.

Nel suo discorso, Todde ha richiamato il valore del lavoro stabile e dignitoso come strumento che rafforza la partecipazione e il legame tra cittadini e istituzioni, mettendo in guardia dagli effetti della precarietà sulla qualità della vita democratica.

La Presidente ha inoltre ribadito l’impegno della Regione Sardegna nel ridurre gli squilibri e accompagnare le trasformazioni del mercato del lavoro, attraverso politiche orientate al rafforzamento delle competenze, al sostegno delle persone in difficoltà e all’intervento sui nodi strutturali che condizionano lo sviluppo dell’isola.

“Il diritto al lavoro implica una responsabilità concreta da parte delle istituzioni”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di agire su mobilità, formazione e welfare per garantire condizioni più eque e inclusive.

In conclusione, un ringraziamento è stato rivolto ai lavoratori premiati, le cui storie rappresentano una testimonianza del valore del lavoro fondato su competenza, responsabilità e senso del dovere, elementi essenziali per costruire un futuro credibile per la Sardegna.

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Si è svolto ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) a Roma l’incontro richiesto dalle Regioni Sardegna e Puglia in merito alla vertenza Tiscali.

“Il progetto di ristrutturazione aziendale, dal punto di vista occupazionale, configura a tutti gli effetti una vera e propria vertenza che, in Sardegna, coinvolge 180 lavoratori. Un potenziale bacino di disoccupati che una Regione come la nostra, con circa un milione e mezzo di abitanti, non può assolutamente permettersi. Anche le adesioni all’esodo su base volontaria, di fatto, sono avvenute in un contesto di forte condizionamento. Un ulteriore elemento di criticità riguarda i 12 giornalisti che, allo stato attuale, non avrebbero alcuna prospettiva occupazionale. Per questo chiediamo al Governo, oltre alla prosecuzione di un tavolo costante di verifica e monitoraggio del percorso, un intervento concreto affinché non si determini un ulteriore bacino di lavoratori privi di prospettive nel breve periodo. Ribadiamo la necessità di salvaguardare ogni singolo posto di lavoro e di valutare soluzioni alternative, anche attraverso il coinvolgimento di nuove realtà imprenditoriali disponibili ad assorbire i lavoratori che oggi rischiano di rimanere senza occupazione”. Questo l’intervento dell’assessora del Lavoro della Regione Sardegna, Desirè Manca, che ha partecipato alla riunione (in presenza) insieme all’assessore dell’Industria, Emanuele Cani (in videoconferenza).

All’incontro, richiesto dalle Regioni, hanno preso parte le organizzazioni sindacali nazionali, i rappresentanti dell’azienda, l’assessore della Regione Puglia, nonché i rappresentanti del MIMIT e del Ministero del Lavoro. “Sebbene a seguito di incentivi, resta il fatto che 300 lavoratrici e lavoratori, di cui 110 sardi, hanno abbandonato un posto di lavoro, e questo è già di per sé un elemento che desta una certa preoccupazione”, commenta l’assessore dell’Industria della Regione Sardegna, Emanuele Cani.

“Condividiamo inoltre la posizione espressa dalle organizzazioni sindacali nell’evidenziare che, fino a oggi, ci è stata data la possibilità di interloquire esclusivamente con i soggetti che stanno cedendo l’attività, mentre non vi sono ancora informazioni puntuali sul soggetto che la rileverà. È pertanto urgente, una volta espletate tutte le procedure, avviare un confronto con il nuovo soggetto, al fine di definire sin da subito un piano industriale che garantisca la posizione dell’intera forza lavoro che resterà integrata nell’attività”, ha concluso Cani.

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La Regione Sardegna al secondo posto in Italia per gli investimenti nelle politiche del lavoro. Questo il quadro emerso dal Welfare Italia Index 2025, elaborato dal think tank promosso dal Gruppo Unipol con The European House – Ambrosetti. “Un traguardo che ci incoraggia e ci rende orgogliosi – commenta l’assessora del Lavoro Desirè Manca - Gli investimenti che abbiamo fatto stanno dando i primi frutti: siamo secondi a livello nazionale per investimenti nelle politiche del lavoro, con il 3,5% del PIL dedicato a creare opportunità e dignità per i nostri cittadini. Un dato che ci posiziona ai vertici del Paese e che ci vede al secondo posto tra le regioni del Sud Italia per investimenti complessivi nel sistema di welfare. Questi dati collocano inoltre la Sardegna al 16° posto nazionale complessivo, ma è nel settore del lavoro che la nostra azione politica segna un cambio di passo storico e strutturale”.

 

L’indice si costruisce su due dimensioni. La prima misura quanto una regione investe nel proprio sistema di welfare. La seconda misura gli effetti di quegli investimenti sulla vita delle persone.

I risultati di questa programmazione mirata sono già visibili e misurabili: il tasso NEET (giovani che non studiano e non lavorano) è sceso dal 22,8% al 20,3%; la percentuale di inattivi migliora sensibilmente, portandoci al 15° posto nazionale con il 54,1%; investimenti in istruzione e formazione: siamo settimi in Italia, con il 4,5% del PIL a fronte di una media nazionale del 3,5%.

 

“Sono numeri che parlano di scelte coraggiose – sottolinea l’esponente della Giunta - talvolta discusse, ma che ci stanno portando passo dopo passo in una direzione diversa. Non pretendiamo di scalare l’intera classifica in un giorno, ma giorno dopo giorno qualcosa si muove. Investiamo più della media nazionale in protezione sociale, lavoro, sanità e istruzione perché crediamo che il welfare non sia un costo, ma il motore della crescita economica. La Sardegna sta dimostrando che con una programmazione mirata le cose possono cambiare: un cambiamento che si costruisce con pazienza e resilienza, due caratteristiche che contraddistinguono il popolo sardo”.

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“Negli ultimi dieci anni il mondo del lavoro e le condizioni sociali sono cambiati profondamente, lasciando indietro nuove fragilità spesso invisibili. Ci sono giovani che si sentono esclusi, che non studiano e non lavorano, e i dati sui NEET ce lo raccontano con chiarezza. Dietro quei numeri ci sono storie, difficoltà, percorsi interrotti. È proprio da qui che siamo partiti: abbiamo costruito questa riforma ascoltando chi ogni giorno lavora accanto ai ragazzi, gli operatori, i servizi sociali e gli enti locali. Da queste voci è emersa con forza la necessità di superare strumenti ormai inadeguati, non più capaci di rispondere alle nuove vulnerabilità”.

Così l’assessora del Lavoro, Desirè Manca, illustra il percorso che ha portato alle nuove “Linee guida per i tirocini di orientamento, formazione e inclusione sociale”, approvate dalla Giunta e destinate a sostituire la disciplina del 2015, ormai superata. La riforma nasce proprio dall’esigenza di aggiornare una normativa ferma da anni, superando rigidità che hanno limitato l’efficacia dei percorsi di inclusione sociale per i soggetti che, al momento dell’attivazione, risultano presi in carico dai servizi sociali professionali e/o dai servizi sanitari pubblici competenti.

“In questa direzione abbiamo assunto anche una scelta politica chiara – ha sottolineato – superare il limite fisso di 500 euro per l’indennità di partecipazione. Non si tratta solo di un adeguamento tecnico, ma di un principio preciso, che restituisce dignità e valore ai percorsi di tirocinio. Consentiamo ai soggetti ospitanti che ne hanno la possibilità di riconoscere importi più elevati, rendendo l’indennità più coerente con il contesto economico attuale e con l’impegno richiesto. È un passo verso una maggiore equità e una reale personalizzazione dei percorsi”.

“Tra le novità più rilevanti, viene estesa la possibilità di attivare tirocini anche per minori che non hanno ancora assolto all’obbligo scolastico, all’interno di progetti educativi finalizzati a prevenire devianza ed esclusione sociale, e viene resa più aperta la rete dei soggetti coinvolti nella presa in carico, per consentire interventi più efficaci anche nei casi atipici”. La durata dei tirocini viene inoltre ridefinita in modo più funzionale, con un primo periodo utile a valutarne l’efficacia.

“Con l’approvazione di queste nuove Linee guida compiamo un passo decisivo per rendere più efficaci i percorsi di inclusione sociale sul nostro territorio. Siamo certi – ha concluso l’assessora – che questa nuova disciplina rafforzerà il ruolo dei servizi territoriali e contribuirà a percorsi di inclusione più efficaci, sostenendo i giovani in condizioni di svantaggio nel loro accesso alla vita sociale e lavorativa”.

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