Visualizza articoli per tag: regione sardegna

L'assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca, ha ricevuto oggi a Cagliari una delegazione di rappresentanti di alcune delle più importanti aziende della regione del Sichuan, regione della Cina sud-occidentale. Tra questi, Wang Xiaoyu, direttore generale per l'estero di Farizon New Energy, brand dei veicoli commerciali di Geely, colosso mondiale dell'automotive.

L'incontro fa seguito alla missione istituzionale portata avanti dalla Regione Sardegna lo scorso maggio in collaborazione con gli imprenditori e le associazioni di categoria dell'Isola.

Nel corso della mattinata l'assessora Barbara Manca ha accompagnato la delegazione a conoscere i vertici di Arst e CTM Cagliari. Nel pomeriggio si è svolto invece, presso il Molo Ichnusa, un incontro organizzato dall'Autorità Portuale del Mare di Sardegna, cui hanno partecipato i responsabili delle principali associazioni imprenditoriali del territorio. Per la Regione Sardegna erano presenti, oltre all'assessora dei Trasporti Barbara Manca, anche i due capi di Gabinetto dei Trasporti e dell'Industria, Francesco Sechi e Guido Portoghese, quest'ultimo in rappresentanza dell'assessore Emanuele Cani, impossibilitato a partecipare per altri impegni importanti.

"Opportunità di scambio culturale e commerciale come quella che abbiamo voluto promuovere con la regione del Sichuan possono aiutare il nostro territorio a costruire un futuro più competitivo - ha commentato l'assessora dei Trasporti Barbara Manca -. La stessa Sardegna può costituire un'importante base operativa in Europa per le aziende cinesi, grazie alla sua posizione strategica al centro del Mediterraneo. Da un punto di vista più specificamente trasportistico abbiamo approfondito con i delegati cinesi alcune importanti opportunità offerte dalle loro realtà produttive che possono contribuire allo sviluppo di modelli di mobilità sostenibili ed efficienti".

"Crediamo che la Sardegna abbia grandi potenzialità per gli imprenditori cinesi che desiderino investire in Sardegna - ha aggiunto il capo di Gabinetto dell'Assessorato dell'industria Guido Portoghese -. Siamo felici di questa visita da parte della delegazione cinese, segno di grande interesse nei confronti del mercato isolano e contiamo di presentare presto il Piano Industriale della Regione Sardegna che stiamo redigendo. Sono tante le opportunità che possono nascere da questa sinergia".

Pubblicato in Regione

Risposta straordinaria delle imprese sarde della filiera turistica all'Avviso "Solare 2026", finanziato con 21 milioni di euro nell’ambito del PR Sardegna FSE+ 2021-2027. In pochissimi minuti dall'apertura dei termini è stato superato il plafond disponibile, con un volume complessivo di contributi richiesti che ha abbondantemente oltrepassato i 38 milioni di euro a fronte di oltre 1.700 istanze trasmesse.

Nello specifico, i dati aggiornati ad oggi indicano che le micro e piccole imprese, a cui era riservato ben il 90% della dotazione, hanno inviato 1.654 domande per un valore complessivo di oltre 35,6 milioni di euro. A queste si aggiungono le medie imprese, che hanno saturato la riserva del 10% loro dedicata presentando 53 istanze per un ammontare pari a circa 2,6 milioni di euro.

“Questi dati dimostrano non solo una reattività eccezionale, ma confermano che l'impostazione data all'Avviso Solare risponde a un bisogno concreto e reale del territorio”, dichiara l’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca. “Tutti i contributi richiesti si basano su assunzioni già effettivamente formalizzate dalle aziende: parliamo quindi di occupazione vera, misurabile e di un comparto strategico per la nostra regione. La vera novità di quest’anno, inoltre, è rappresentata dall'esclusione delle grandi imprese: una precisa scelta politica volta a destinare ben il 90% delle risorse a micro e piccole realtà. Chi è più piccolo e affronta quotidianamente le sfide del mercato ha maggiore necessità di interventi diretti come questo, ed è nostro dovere sostenere in modo prioritario e capillare chi costituisce la vera ossatura portante del nostro tessuto economico. Il turismo rappresenta una delle principali leve di sviluppo della Sardegna e il suo futuro passa inevitabilmente attraverso prospettive lavorative solide per migliaia di persone. Per questo motivo abbiamo scelto di incentivarne non solo i contratti a tempo determinato, ma soprattutto la stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Crediamo fermamente che la continuità occupazionale significhi maggiore serenità per i lavoratori, competenze più consolidate per le imprese e comunità territoriali più forti e coese”, conclude l’esponente della Giunta.

Pubblicato in TOP NEWS

Entra nella fase operativa la nuova stagione della Programmazione Territoriale iSTARE. Le due delibere approvate dalla Giunta regionale il 13 agosto hanno definito gli indirizzi attuativi delle prime due linee progettuali della Strategia, finanziate attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027: 20 milioni di euro per migliorare i servizi di prossimità e 25 milioni per realizzare una rete regionale di interconnessione sostenibile, con particolare attenzione alla mobilità.

“Con queste delibere iSTARE entra nella sua fase operativa e cominciamo a tradurre in scelte e investimenti la nuova stagione della Programmazione Territoriale”, dichiara l'assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio Giuseppe Meloni. “Partiamo da due questioni centrali: garantire servizi adeguati indipendentemente dal luogo in cui si vive e costruire reti e progetti che superino i confini dei singoli Comuni. Con iSTARE vogliamo creare le condizioni perché le persone possano restare e costruire qui il proprio futuro, garantendo servizi, accessibilità e opportunità anche nelle aree più fragili e valorizzando gli investimenti già realizzati attraverso una visione territoriale più ampia”.

Il primo provvedimento riguarda l'attivazione di nodi di servizi essenziali nelle aree interne, con una dotazione complessiva di 20 milioni di euro per migliorare l'accesso dei cittadini a servizi sociali e sanitari, digitali e di trasporto. Si finanzieranno interventi per rendere i servizi più funzionali e vicini alle comunità, anche attraverso il potenziamento e la rifunzionalizzazione di strutture già esistenti.

Il secondo provvedimento programma 25 milioni di euro per l'interconnessione sostenibile e la ciclabilità, partendo dai percorsi già realizzati con la Programmazione Territoriale e dagli itinerari della Rete ciclabile regionale per integrarli in un sistema unitario. L'obiettivo è completare e collegare le infrastrutture esistenti, costruendo reti di valenza sovracomunale capaci di favorire la mobilità sostenibile, il turismo attivo e nuove opportunità per le economie locali. Saranno valorizzati, tra gli altri, il completamento dei percorsi già finanziati, l'impatto sovracomunale e gli interventi in grado di garantire una mobilità inclusiva.

Entrambe le linee saranno sviluppate attraverso un percorso di animazione territoriale e coprogettazione con gli enti locali. Si parte con la misura dedicata all’interconnessione sostenibile e alla ciclabilità. Tre gli incontri territoriali in programma:

  • lunedì 21 settembre, alle 10.30, al Centro Servizi “Nuraghe Losa”, deviazione SS 131, Abbasanta (area territoriale: Provincia di Nuoro, Provincia di Oristano);

  • lunedì 28 settembre, alle 10.30, al Centro Servizi Saccargia, SS 597, Codrongianos (area territoriale: Città Metropolitana di Sassari, Provincia della Gallura Nord Est Sardegna);

  • mercoledì 30 settembre, alle 16.30, a Sa Manifattura, Sala Auditorium, Viale Regina Margherita, 33, Cagliari (area territoriale: Città Metropolitana di Cagliari, Provincia Medio Campidano, Provincia Sulcis Iglesiente, Provincia Ogliastra).

L’assessore Meloni e la struttura tecnica presenteranno la misura agli enti locali, illustrandone contenuti e modalità di attuazione.

A questo percorso si affianca il supporto agli enti locali impegnati nella Programmazione Territoriale. Le risorse FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) per rafforzarne la capacità amministrativa saranno affidate all'Unità di Progetto per il sostegno alle politiche territoriali e lo sviluppo delle aree interne, nata per essere più vicina ai territori e sostenerli nell'attuazione degli interventi. In collaborazione con ANCI Sardegna, l'Unità di progetto curerà la ricognizione dei fabbisogni delle amministrazioni locali, con particolare riferimento alle esigenze di personale, formazione e accompagnamento specialistico, al fine di definire e programmare le azioni di supporto da realizzare a beneficio dei territori.

“La Programmazione Territoriale deve essere sempre più una politica costruita con i territori e non per i territori”, conclude Meloni. “Questo significa riconoscere agli enti locali un ruolo reale nella definizione delle priorità e mettere anche le amministrazioni più piccole nelle condizioni di esercitarlo. Vogliamo territori capaci di organizzarsi su una dimensione più ampia, servizi che rispondano ai bisogni delle comunità e investimenti che producano effetti duraturi”.

Pubblicato in TOP NEWS
Etichette:

“Pietrino Soddu è stato una colonna dell’autonomia sarda e una delle figure politiche e intellettuali più rappresentative dell’isola nel secondo dopoguerra”. Con queste parole la Presidente della Regione, Alessandra Todde, esprime il suo cordoglio per la morte del politico sassarese, che si è spento oggi a 97 anni.

“Soddu è stato un protagonista assoluto della vita politica isolana. Ha lavorato per modernizzare la Sardegna del dopoguerra ricoprendo incarichi centrali, come quello di assessore regionale della Rinascita, dell’Industria e delle Finanze. Prima ancora, è stato consigliere comunale e sindaco di Benetutti, suo paese natale, e in seguito consigliere provinciale. È stato soprattutto Presidente della Regione, più volte tra il 1972 e il 1980, e successivamente deputato al Parlamento, dal 1983 al 1994”.

“La sua grande esperienza politica e la lucidità del suo pensiero – prosegue la Presidente Todde – sono state per me di stimolo nelle occasioni di confronto in merito alla nostra autonomia incompiuta, al ruolo che deve avere la Sardegna e ai poteri e agli strumenti che dobbiamo utilizzare per emanciparci rispetto a quelli che restano in capo allo Stato, in un’ottica di collaborazione reciproca ma mai di arretramento rispetto alle prerogative che lo Statuto assegna alla Regione”.

La Presidente ricorda il pensiero del politico scomparso anche a proposito dell’insularità, “non da intendersi semplicemente come un limite, ma come peculiarità da far valere in Italia e in Europa”.

Proprio in riferimento all’Europa “ho trovato moltissimi punti di contatto fra noi, nell’identificazione della Sardegna quale regione pienamente europea, portatrice di valori come l’inclusione, la solidarietà e l’identità, a dimostrazione di un pensiero sempre attuale che deve essere un faro per il nostro agire quotidiano. Ai suoi familiari – conclude la Presidente della Giunta regionale – esprimo il cordoglio mio e di tutta l’amministrazione regionale”.

Pubblicato in Regione
Etichette:

“Ogni nuova impresa nasce prima di tutto da un’idea, ma soprattutto dal coraggio di un giovane che decide di crederci. È in questa energia, nella voglia di costruire, sperimentare e mettersi alla prova, che la Sardegna può trovare una parte importante del proprio futuro. Il Contamination Lab offre proprio questo: uno spazio in cui i giovani possono incontrarsi, contaminare le proprie competenze, trasformare le idee in progetti e avvicinarsi concretamente al mondo dell’impresa”.

Con questo messaggio dell’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, è stato inaugurato ieri, all’Università degli Studi di Sassari, il nuovo ciclo del Contamination Lab (CLab UniSS), il percorso dedicato alla formazione e allo sviluppo della cultura dell’imprenditorialità, dell'innovazione e della sostenibilità.

L’esponente della Giunta regionale ha portato il saluto della Regione Sardegna, sottolineando il valore strategico del progetto e il ruolo centrale delle nuove generazioni per lo sviluppo dell’Isola. L’iniziativa rientra in un quadro di collaborazione che vede la legge di stabilità 2025 stanziare 400mila euro all'anno per il triennio 2025-2027, suddivisi equamente tra gli Atenei di Cagliari e Sassari.

“Guardare a questa realtà – ha sottolineato l’assessora Manca – significa puntare su conoscenza e determinazione. Il CLab è uno spazio in cui la creatività incontra il rigore e il lavoro di squadra genera innovazione. Come Regione vogliamo tradurre il sostegno ai giovani in azioni concrete, affinché un’idea valida trovi nell'Isola il terreno ideale per crescere”.

In questa direzione si inseriscono anche gli altri interventi regionali per le nuove generazioni, tra cui il Piano NEWGENS (oltre 44 milioni di euro per l'occupazione e la creazione d'impresa) e le Misure STEP (circa 36 milioni per l'alta formazione nei settori tecnologici strategici). "Iniziative come il Contamination Lab - ha concluso l’assessora Desirè Manca - dimostrano l'importanza di fare rete tra università, istituzioni e tessuto produttivo. Continueremo a sostenere questi percorsi, perché investire sui giovani significa investire sul futuro della Sardegna”.

Pubblicato in Regione

La Regione Sardegna ha presentato ricorso al Tar contro il Ministero della Giustizia per ottenere l’accesso agli atti relativi al procedimento che ha portato al trasferimento in Sardegna di detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis.

“Lo avevamo annunciato e siamo conseguenti: ad un passaggio senza precedenti, rappresentato da una totale mancanza di collaborazione istituzionale, rispondiamo ricorrendo al Tribunale amministrativo per far valere il diritto della Sardegna a conoscere gli atti che hanno condotto alla decisione di trasferire nella nostra Isola un numero così spropositato di detenuti sottoposti al regime speciale, discriminando di fatto la Sardegna rispetto alle altre regioni. Non arretriamo di un passo”, dichiara la Presidente della Regione, Alessandra Todde.

La richiesta di accesso agli atti era stata inoltrata dalla Regione il 4 agosto scorso. Da allora, il Ministero della Giustizia non ha fornito alcun riscontro, fino all’arrivo nell’Isola dei primi detenuti sottoposti al regime previsto dall’articolo 41 bis della legge 26 luglio 1975, n. 354.

Il 5 settembre i primi detenuti sono stati trasferiti nella Casa circondariale di Uta. “Come Presidente di una Regione autonoma sono venuta a conoscenza dell’operazione soltanto perché alla Asl 8 è stata richiesta la disponibilità di personale medico. Non una comunicazione preventiva, non una telefonata, non un confronto istituzionale”, sottolinea Todde.

Per la Presidente, l’aspetto più grave della vicenda è la discriminazione della Sardegna in una scelta adottata dallo Stato e destinata ad avere ricadute pesanti sul territorio. “Si chiede alla Sardegna, che gode di uno speciale regime di autonomia con legge Costituzionale, di farsi carico delle conseguenze di una decisione assunta senza alcuna interlocuzione istituzionale. Inoltre, il principio di insularità, riconosciuto dalla Costituzione, viene di fatto utilizzato come elemento di penalizzazione per l’Isola. È una situazione inaccettabile”.

Todde richiama inoltre le criticità che il trasferimento dei detenuti comporta per il sistema penitenziario e sanitario regionale. “Le strutture di Uta e Bancali operano già oltre la capienza ordinaria e soffrono una grave carenza di organico. A questo si aggiunge la necessità di garantire assistenza sanitaria a detenuti che presentano condizioni cliniche complesse, con un ulteriore carico sul Sistema sanitario regionale, sostenuto dai cittadini sardi, senza che lo Stato preveda alcuna forma di compensazione”.

Il ricorso al Tribunale amministrativo rappresenta il primo passo di un’azione volta a tutelare le prerogative istituzionali della Regione Sardegna. “Ho il dovere di difendere le prerogative della nostra autonomia e di tutelare il tessuto sociale ed economico dell’Isola da ogni possibile effetto derivante da decisioni assunte senza coinvolgere il territorio. Su questo fronte continueremo a far valere con determinazione le ragioni della Sardegna. Non ci fermeremo”, conclude la Presidente.

Pubblicato in TOP NEWS
Etichette:

Dalla scuola alla palestra, fino alle gite e alle attività extrascolastiche: per i bambini e i ragazzi con diabete di tipo 1 in Sardegna arriva un sistema di assistenza pensato per accompagnarli anche fuori dall’ambiente familiare. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la prima legge regionale in Italia interamente dedicata alla tutela e all’inclusione dei minori con questa patologia.

Il provvedimento punta a risolvere uno dei problemi che più pesano sulla quotidianità delle famiglie: la necessità, in alcuni casi, che siano proprio i genitori a intervenire o ad affiancare i figli durante le ore trascorse a scuola, nello sport o nelle altre attività per garantire la corretta gestione della malattia.

La nuova legge introduce per questo una formazione specifica e continuativa destinata a insegnanti, personale scolastico, educatori e operatori sportivi. L’obiettivo è creare adulti di riferimento preparati a riconoscere e affrontare situazioni come ipoglicemie e iperglicemie e a garantire la continuità della terapia, senza trascurare gli aspetti psicologici, educativi e relazionali legati alla malattia.

La Sardegna costruirà inoltre una rete regionale della diabetologia pediatrica, con un Centro diabetologico specialistico di riferimento e organismi multiprofessionali a livello territoriale. Nascerà anche un Registro regionale dei minori con diabete di tipo 1, collegato al Fascicolo sanitario elettronico, per migliorare il monitoraggio e la programmazione dell’assistenza.

Il tema assume un peso particolare nell’Isola, dove l’incidenza del diabete di tipo 1 in età pediatrica è particolarmente elevata. Proprio questa specificità ha contribuito negli ultimi anni a portare al centro del confronto non soltanto la cura della patologia, ma anche la possibilità per bambini e adolescenti di vivere con maggiore autonomia la propria quotidianità.

La legge arriva al termine di un percorso politico trasversale. Il testo approvato dall’Aula nasce infatti dall’unificazione di due proposte presentate nel 2025, provenienti da maggioranza e opposizione, ed era già stato approvato all’unanimità dalla commissione Sanità.

Per mettere in funzione il nuovo sistema sono previste risorse superiori a 1,2 milioni di euro per il 2026. Tra gli investimenti principali, 549mila euro sono destinati alla realizzazione o all’adeguamento del centro pediatrico specialistico e altri 549mila allo sviluppo della piattaforma informativa. Alla formazione vengono riservati 30.500 euro. Dal 2027 sono inoltre previsti 82.350 euro l’anno per la manutenzione della piattaforma.

Il principio alla base del provvedimento è quello dell’inclusione: fare in modo che la gestione del diabete non diventi un ostacolo alla partecipazione alla vita scolastica, sociale e sportiva.

La Sardegna prova così a trasformare una propria particolare fragilità sanitaria in un modello di tutela: non soltanto curare il diabete di tipo 1, ma creare intorno ai minori una rete capace di consentire loro di frequentare la scuola, praticare sport e partecipare alle attività quotidiane con maggiore sicurezza e autonomia.

Pubblicato in Regione

La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha incontrato questa mattina a Villa Devoto l’Ambasciatore di Svizzera in Italia Roberto Balzaretti, nell’ambito della tappa sarda di “In Cammino con la Svizzera”, il progetto promosso dall’Ambasciata che porterà Balzaretti a visitare tutte le venti regioni italiane entro il 2027.

Al centro del colloquio le opportunità di collaborazione tra Sardegna e Svizzera, a partire dalla ricerca scientifica e dall’Einstein Telescope. La Confederazione elvetica, tra i Paesi fondatori del CERN di Ginevra, dispone di un sistema scientifico e industriale altamente specializzato, con competenze tecnologiche che possono contribuire alla filiera legata alla candidatura di Sos Enattos a ospitare la futura infrastruttura europea per lo studio delle onde gravitazionali.

“L’Einstein Telescope può costruire intorno alla Sardegna una rete internazionale capace di mettere in relazione ricerca e impresa. La Svizzera è un interlocutore di grande interesse per la qualità del suo sistema scientifico e per le sue competenze industriali specializzate. Vogliamo lavorare perché la candidatura di Sos Enattos generi relazioni e opportunità già nel percorso verso la realizzazione dell’infrastruttura”, ha dichiarato la presidente Todde.

Il confronto ha riguardato anche l’alta formazione nel settore turistico e ricettivo. La Svizzera vanta una lunga esperienza nell’hospitality management e ospita realtà di riferimento internazionale come la EHL Hospitality Business School di Losanna, fondata nel 1893 come École hôtelière de Lausanne.

La presidente Todde ha espresso l’interesse della Regione ad avviare una collaborazione per rafforzare in Sardegna la formazione manageriale nel comparto turistico.

“La qualità dell’offerta turistica passa dalla capacità di investire sulle competenze. Vogliamo formare in Sardegna figure manageriali capaci di guidare strutture e imprese sui mercati internazionali e accompagnare la crescita del settore. L’esperienza svizzera può rappresentare un riferimento importante per costruire collaborazioni concrete”, ha concluso la presidente.

Pubblicato in TOP NEWS

“La Regione Sardegna è disponibile a valutare ipotesi di riconversione dello stabilimento Sanac di Macchiareddu, ma non può accettare che una realtà industriale con una storia e competenze consolidate venga sostituita da un’attività che, allo stato attuale, non presenta sufficienti garanzie industriali, economiche e occupazionali. Non possiamo rimpiazzare una produzione industriale con la semplice movimentazione di rottami”.

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, nel suo intervento in occasione del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Sanac.

La Regione ha svolto nelle ultime settimane una serie di approfondimenti sul progetto di riconversione, coinvolgendo gli enti locali e le organizzazioni sindacali e visitando direttamente lo stabilimento. Dalle prime valutazioni sono emerse forti criticità sulla sostenibilità del progetto presentato dalla società Erre Trading, che prevede un impianto per la raccolta e il trattamento di rifiuti ferrosi.

“Abbiamo analizzato la proposta con attenzione – ha spiegato Cani – e oggi non riteniamo che ci siano elementi sufficienti per considerarla un vero progetto industriale. In Sardegna esistono già numerose attività dello stesso tipo e, secondo le nostre prime valutazioni, il mercato regionale è sostanzialmente già coperto. Se per rendere economicamente sostenibile l’iniziativa fosse necessario movimentare rifiuti da oltremare e poi trasferire nuovamente il materiale trattato verso altri mercati, è evidente che occorre interrogarsi sulla sostenibilità economica e industriale dell’operazione”.

Cani ha ribadito che la Regione non assume una posizione pregiudizialmente contraria alla riconversione: “Siamo favorevoli alle riconversioni quando rappresentano una reale opportunità di rilancio. Lo abbiamo dimostrato anche in altre vertenze industriali. Ma riconvertire significa costruire una nuova prospettiva produttiva, non semplicemente cambiare la destinazione di un'area”.

Per l’assessora del Lavoro, Desirè Manca, il tema non riguarda soltanto la possibilità tecnica di realizzare un nuovo impianto, ma soprattutto quale prospettiva occupazionale si intenda costruire: “Sul passaggio dei lavoratori da Sanac alla nuova realtà imprenditoriale, la Sardegna esige chiarezza immediata su due punti: il come e il quando. Come esponente di questa Giunta lo dico chiaramente: non avvalleremo mai l'ipotesi che il nostro territorio venga trattato come discarica. La storia della nostra Isola è già segnata dal dramma di troppe aziende che hanno sfruttato la terra lasciando bonifiche mai fatte, un'eredità pesante per cui ancora oggi dobbiamo trovare le soluzioni. Non tollereremo che questo schema si ripeta. Il piano presentato traccia una rotta, ma è ancora poco esaustivo. Abbiamo la necessità urgente di un confronto basato su numeri e dati certi: la tutela dei lavoratori è fondamentale, ma deve camminare di pari passo con la tutela assoluta del nostro territorio. Studieremo il piano nel dettaglio, ma saranno proprio i fatti e i numeri a determinare la base della nostra approvazione o del nostro no”.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la componente ambientale del progetto e, in particolare, la previsione di una discarica a servizio dell'impianto. “La sua eventuale realizzazione all'interno di un compendio industriale, circondato da altre attività, infrastrutture e sistemi di gestione delle acque, richiede i dovuti approfondimenti e dovrà essere oggetto di ulteriori verifiche tecniche e autorizzative”, ha sottolineato Cani.

L'assessore ha quindi chiesto alla società proponente di mettere a disposizione informazioni più dettagliate sul piano industriale: “La Regione è pronta a fare la propria parte, ma chi propone di subentrare deve dimostrare concretamente che esiste una prospettiva industriale”.

Cani ha infine confermato la volontà della Regione di proseguire il confronto istituzionale con l'obiettivo di tutelare i lavoratori, salvaguardare il patrimonio industriale del sito e verificare ogni possibile soluzione in grado di garantire una prospettiva produttiva concreta e duratura per Sanac.

Pubblicato in Regione
Etichette:

“Il turismo lento si consolida come asset strategico per la Regione Sardegna, puntando a destagionalizzare i flussi e a svelare il fascino dei territori interni: un’esperienza unica che fonde sostenibilità, ospitalità, ambiente, natura e attrattori storico-culturali, compresi i tesori riconosciuti dall'UNESCO”. Con queste parole l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, ha sintetizzato oggi a Nuoro, nel corso della conferenza di presentazione della 5ª edizione di Noi Camminiamo in Sardegna, tenutasi all’Auditorium “Giovanni Lilliu” dell'ISRE, la valenza del progetto di promozione del turismo dei cammini, attivato dall’Assessorato regionale. “Il segmento slow– ha aggiunto Cuccureddu - è basato su sostenibilità ambientale ed economico-sociale, teso a valorizzare un’offerta unitaria pronta ad affacciarsi sui mercati nazionali e internazionali. Un'offerta composta dai Cammini, dalle Destinazioni Turistiche di Pellegrinaggio, dalla Rete escursionistica e dai borghi, con particolare attenzione alle 15 località certificate – i Borghi caratteristici della Sardegna”.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, del neo Presidente dell’ISRE, Leonardo Moro e della Presidente di Promocamera, Maria Amelia Lai, la conferenza è proseguita con l’intervento della direttrice del Servizio Marketing e Comunicazione Valentina Tagliagambe, che ha offerto l’opportunità di conoscere le azioni messe in campo dall’Assessorato per la promozione del turismo lento e sostenibile, un progetto che coinvolge e consolida gli otto itinerari dei Cammini di Sardegna: Cammino Minerario di Santa Barbara, Cammino di San Giorgio Vescovo, Cammino di Santu Jacu, Cammino di Sant’Efisio, Cammino 100 Torri, Via dei Santuari, Cammino Francescano in Sardegna e il Cammino dei Beati, sulle sue battute finali per il riconoscimento nel Registro regionale. Protagoniste dell’evento saranno anche le Destinazioni di Pellegrinaggio: Borutta, Dorgali, Galtellì, Genoni, Gesturi, Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant’Antioco. Borghi legati a figure di santi e beati, luoghi di ospitalità, silenzio e meditazione, autentici scrigni di rigenerazione fisica e spirituale, che rappresentano uno spaccato della Sardegna più autentica.

“ Quello che presentiamo è un grande evento ormai tradizionale che tra fine settembre e primi di ottobre accende i riflettori sulla Sardegna di tutti coloro che sono appassionati di turismo escursionistico, di cammini religiosi, di destinazioni di pellegrinaggio ma anche di tutto ciò che può essere incluso nella definizione di slow tourism e quindi anche del turismo nei borghi. Noi abbiamo 15 borghi certificati che completano l'offerta di slow tourism, un'offerta particolarmente interessante per quanto riguarda la Sardegna perché ci consente di perseguire quei due obiettivi strategici della delocalizzazione e della destagionalizzazione che sono fondamentali per creare in Sardegna un sistema turistico che possa funzionare tutto l'anno – ha detto ancora l’assessore Franco Cuccureddu che aggiunge: certo con picchi nella stagione estiva ma senza una chiusura totale nelle altre stagioni e i numeri ci stanno dando ragione con l'incremento del 40% delle presenze in media stagione e del 32% nel periodo invernale. Numeri che sono particolarmente significativi e ci incoraggiano ad andare avanti su una manifestazione diventata la più importante in Italia per il segmento dei cammini religiosi che quest'anno si chiuderà il 3 ottobre nel borgo di Bosa”.

Sulla manifestazione è intervenuta anche Miriam Giovanzana – direttrice editoriale di Terre di Mezzo e “Fa la cosa Giusta” - che ha presentato lo scenario attuale del “Turismo lento a livello nazionale” e le prospettive del segmento nell’ambito del quale la Sardegna si propone.

L’incontro è poi entrato nel vivo delle specificità della che per il quarto anno consecutivo ha ricevuto il patrocinio del Ministero del Turismo.

I contenuti, i numeri e le novità dell’edizione 2026 sono stati illustrati da Renato Tomasi,responsabile del settore Valorizzazione Territoriale. La manifestazione si svilupperà dal 30 settembre al 4 ottobre: per una settimana, oltre 500 partecipanti — tra giornalisti, influencer, esperti, guide e appassionati — attraverseranno l'Isola lungo 17 itinerari che toccheranno più di 70 Comuni. La rete si compone degli otto cammini sardi, riconosciuti all’interno del Registro regionale dedicato, e delle otto Destinazioni turistiche di pellegrinaggio, arricchiti da un inedito percorso pilota dedicato ai “cammini in bici” sulle tracce del romanico nella regione storica del Meilogu.

L’evento culminerà dal 2 al 4 ottobre con il ricongiungimento di tutti i gruppi nel suggestivo scenario di Bosa, uno dei borghi più belli d’Italia. Nella serata del 2 ottobre è in programma una tavola rotonda, moderata dalla giornalista RAI Lorena Bianchetti, con il coinvolgimento di addetti ai lavori e istituzioni regionali e nazionali, durante la quale verrà presentato un protocollo d’intesa per la valorizzazione dei cammini a livello nazionale. Ad attendere i camminatori nella rinomata località costiera ci sarà un racconto corale delle esperienze vissute attraverso conferenze dedicate e un talk tematico moderato dal giornalista Massimiliano Ossini. L'evento si chiuderà con la tradizionale camminata finale — aperta a chiunque desideri partecipare — di circa 10 km lungo un suggestivo percorso storico, naturale e spirituale. Un’ulteriore novità della quinta edizione è l’invito rivolto ai gestori dei cammini e delle destinazioni di pellegrinaggio a favorire la partecipazione degli operatori turistici, con l’intento di condividere ed essere parte integrante di un’offerta unitaria.

A seguito degli interventi dei singoli gestori dei Cammini e delle Destinazioni di pellegrinaggio, è intervenuto il Sindaco di Bosa, Alfonso Marras,che ha presentato “BOSA 2026”, evento finale di Noi Camminiamo in Sardegna che si svolgerà dal 2 al 4 ottobre.

«Un’iniziativa che si integra con i prodotti turistici tematici, complementari al consolidato turismo marino-balneare, – ha concluso l’assessore Cuccureddu – e che rappresenta un passaggio determinante per posizionare la destinazione Sardegna sul mercato internazionale del slow tourism».

Pubblicato in Turismo
Pagina 2 di 141