La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell'assessora della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, la programmazione 2026 del progetto Azione Bosco, rafforzando i criteri per l'assegnazione delle risorse e introducendo nuove misure per superare i ritardi accumulati nell'attuazione degli interventi.
Il provvedimento riguarda un programma destinato alla cura e alla valorizzazione del patrimonio forestale pubblico, attraverso attività di manutenzione dei boschi, recupero delle aree forestali, ripristino della sentieristica e manutenzione delle fasce parafuoco, con importanti ricadute anche sul piano occupazionale.
La verifica dello stato di attuazione del programma condotta dagli uffici regionali ha evidenziato una situazione che richiede interventi decisi: oltre 5,5 milioni di euro, relativi alle programmazioni dal 2019 al 2024, risultano assegnati a interventi non ancora avviati. Una condizione che ha reso necessario rafforzare le regole per garantire tempi certi di realizzazione e un utilizzo efficace delle risorse disponibili.
“Non possiamo permettere che risorse destinate al lavoro e alla tutela dei nostri boschi rimangano inutilizzate per anni – dichiara l'assessora Laconi –. Dietro ogni intervento che non parte ci sono opportunità occupazionali rinviate e territori che attendono manutenzione e cura. La nostra responsabilità è fare in modo che gli stanziamenti si trasformino in attività concrete, assicurando continuità ai progetti che funzionano e chiedendo a tutti il rispetto degli impegni assunti”.
Per il 2026, a fronte di uno stanziamento complessivo di 500 mila euro, la Giunta ha disposto l'assegnazione di 343.143 euro ai due soggetti esecutori che hanno soddisfatto i requisiti rafforzati: il Consorzio Cooperative Sardegna e Natura di Morgongiori, per interventi nelle terre pubbliche del Comune di Marrubiu, e la Cooperativa Eleven di Buddusò, per il recupero del patrimonio boschivo comunale.
La deliberazione stabilisce inoltre un percorso di recupero delle annualità arretrate. I soggetti interessati dovranno presentare i progetti esecutivi entro termini precisi e rispettare un cronoprogramma vincolante, prevedendo una programmazione per ciascuna stagione silvana. In caso di ulteriori inadempienze scatterà la revoca delle assegnazioni, fino alla perdita di tutte le annualità residue per chi non avvierà gli interventi per due stagioni consecutive.
“Il nostro obiettivo non è interrompere esperienze lavorative, ma creare le condizioni perché possano proseguire con serietà e risultati verificabili – sottolinea Laconi –. Azione Bosco deve tornare a essere pienamente uno strumento di occupazione, prevenzione e valorizzazione ambientale. Vogliamo accompagnare il recupero dei ritardi, ma anche affermare un principio di equità: chi rispetta gli impegni deve poter andare avanti e ogni euro pubblico deve produrre un beneficio reale per le comunità”.
La nuova programmazione conferma infine la destinazione di almeno il 70% delle risorse dei singoli progetti agli oneri per l'occupazione, ribadendo la centralità del lavoro nella gestione e nella salvaguardia del patrimonio forestale regionale.

