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“Sulla riduzione delle liste d’attesa stiamo lavorando da tempo individuando risorse straordinarie ed introducendo nuovi strumenti di governo, in grado di tradurre il Diritto alla Salute del cittadino in risultati concreti, con risposte rapide ed efficaci a chi quotidianamente si rivolge al Sistema Sanitario Regionale per eseguire un esame o per ricevere una prestazione”. Così la Presidente della Regione Alessandra Todde al termine della riunione di Giunta che ha dato il via libera alla costituzione all’interno dell’Assessorato alla Sanità di un ufficio a supporto delle attività  del Responsabile unico regionale dell’Assistenza Sanitaria, la figura incaricata di definire gli interventi e i percorsi più efficaci per la riduzione dei tempi d’attesa. “Dopo la costituzione dell’Unità Centrale di Gestione dell’Assistenza Sanitaria in capo all’Assessorato alla Sanità ed in seguito alla nomina del professor Luigi Minerba quale Responsabile Unico regionale dell’Assistenza Sanitaria, entriamo adesso in una nuova fase operativa con l’istituzione dell’Ufficio che dovrà rafforzare il ruolo del RUAS, dando gambe alle sue funzioni di indirizzo e controllo e alle proposte che di volta in volta verranno sottoposte al decisore politico”.

L’Ufficio avrà compiti di supporto alle attività del RUAS attraverso il monitoraggio dei tempi d’attesa, nelle richieste di interventi di controllo,  nella costruzione degli indirizzi e delle indicazioni alle Aziende sanitarie, nella predisposizione dei contenuti e provvedimenti da sottoporre all’Assessore alla Sanità, nella raccolta di dati, report ed atti provenienti dalle Aziende del Servizio Sanitario Regionale, nella costruzione di dossier e relazioni da sottoporre all’Unità Centrale di Gestione (UCG)  al cui vertice siede l’Assessore alla Sanità. Non si tratta dell’unica novità: all’interno della stessa UCG i ruoli finora ricoperti dai Direttori Sanitari saranno affidati a professionisti dell’area sanitaria ed amministrativa coinvolti nella funzione e nominati con decreto dell’Assessore alla Sanità.

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“Il Rapporto CREA Sanità 2024 ha evidenziato che la povertà sanitaria è un fenomeno in forte crescita anche in Sardegna. Secondo l’indagine “Benessere equo e sostenibile” 2023 curata dall’Istat, la rinuncia alle cure cresce con l’aumentare dell’età con un picco nella fascia di età compresa tra i 55 e 59 anni (11,1%) e con elevate percentuali tra le persone con più di 75 anni (9,8%). Dall’indagine è inoltre emerso che le donne rinunciano alle cure più degli uomini. Sappiamo che i tempi di attesa, ancora troppo lunghi, e i costi insostenibili delle prestazioni nel privato costringono le persone a rinunciare a visite ed esami e ad andare incontro al rischio di aggravarsi. Con questa misura, studiata assieme all’assessore della Sanità, interveniamo in ambito sociale a sostegno delle persone più fragili economicamente, perché le persone per noi vengono sempre prima di tutto”.  
Così l’assessora del Lavoro Desirè Manca questa mattina ha presentato la misura Bonus Servizi Sanitari, che prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro (8 milioni di fondi FSE 2021-2027 e 2 milioni di fondi regionali), rivolta a persone appartenenti a nuclei familiari con un ISEE al di sotto o pari a 10 mila euro (in analogia con quello definito dal Ministero della Salute del PN Equità nella salute 2021/2027) e a tutti coloro esenti per reddito.
“La Giunta Todde – sottolinea l’assessora del Lavoro – sta lavorando speditamente allo smaltimento delle liste di attesa, tuttavia, in questo periodo emergenziale abbiamo ritenuto doveroso intervenire con un’ulteriore azione per permettere alle persone povere, malate, a tutti i più fragili di potersi curare. Data la natura sperimentale del provvedimento, non escludiamo la possibilità di incrementare in futuro la soglia ISEE indicata per estendere l’accesso alla misura ad una più ampia fascia di popolazione”.
Il Bonus sanitario può essere utilizzato per accedere alle prestazioni sanitarie erogate dal Sistema Sanitario Nazionale in ambito regionale nelle strutture sanitarie pubbliche o private, accreditate e autorizzate all’esercizio, che saranno individuate a seguito di un Avviso di Manifestazione di interesse che sarà pubblicato dall’Aspal.
La misura è alternava ai provvedimenti precedentemente assunti dalla Giunta regionale (DGR n.30/17 del 21.08.2024): chi riceve il rimborso dall'ASL non potrà richiedere i "buoni sanitari", mentre chi usufruisce dei buoni non avrà diritto al rimborso da parte dell'ASL.
 
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Si è svolta nei giorni scorsi, nella sala anfiteatro della Direzione generale Politiche Sociali dell’Assessorato della sanità, a Cagliari, la cerimonia di firma del Protocollo d’intesa per il rafforzamento della rete antiviolenza regionale nell’ambito del progetto ministeriale “SOStenere in Rete”, finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità e cofinanziato dalla Regione Sardegna, ente capofila. Il Protocollo mette a sistema tutti gli attori e le istituzioni del territorio, al servizio delle vittime di violenza, costituendo una rete di prevenzione, ascolto e di sostegno capillare in grado di garantire il contrasto alla violenza di genere e la presa in carico attraverso un modello di governance multilivello basato sul lavoro di rete.

“Siamo riuniti qui oggi per un evento importante che certifica il nostro l’impegno e quello dei principali attori istituzionali presenti nella nostra regione, attraverso la costruzione di un modello procedurale efficace e condiviso che assicuri la presa in carico delle donne vittime di violenza, dei minori eventualmente coinvolti, fino alla presa in carico degli stessi autori di violenza, per un percorso di recupero che passi innanzitutto dall’educazione al rispetto” ha spiegato in apertura di lavori l’assessore Bartolazzi. Presente alla firma anche la direttrice generale delle Politiche Sociali dell’Assessorato della sanità, Francesca Piras:

“Con immensa gratitudine verso gli uffici e tutti gli attori istituzionali che a vario titolo hanno contribuito ad un percorso condiviso,  nato in piena pandemia covid, esprimo l'auspicio che questo sia solo l'inizio di un proficuo lavoro di rete che possa assicurare protezione  alle vittime di violenza ed efficacia alle azioni di supporto e contrasto a tutti i livelli della presa in carico”

Oltre alla Regione quale soggetto capofila, erano presenti alla firma i Centri Antiviolenza accreditati dalla Regione Sardegna e iscritti nella mappatura nazionale del 1522; i Centri di ascolto e di recupero per gli Uomini autori di violenza di genere (CUAV e CAM), il Centro Italiano per la Promozione della Mediazione e della Giustizia riparativa, il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Sardegna, l’Ufficio Scolastico regionale, le Questure ed i comandi provinciali dei Carabinieri, la Guardia di Finanza,  la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Cagliari, le Procure ordinarie e dei minori, il Tribunale ordinario nelle sue diverse articolazioni provinciali e quello per i Minori, l’Azienda Regionale per la Salute Ares e l’intera declinazione territoriale del Sistema Sanitario della Sardegna,  la figura della Consigliera di Parità, una rappresentanza dei maggiori Ordini professionali dell’isola. Alcuni dei soggetti aderenti alla Rete, come Anci Sardegna, perfezioneranno la firma nei prossimi giorni. Il disegno che emerge complessivamente è quello di una rete capillare di collaborazioni che si costituisce oggi con la volontà concreta di creare un argine efficace contro la violenza di genere nell’isola. Verranno di seguito definiti protocolli operativi territoriali socio - sanitari con l’articolazione delle reti dei servizi socio - sanitari e comprendenti tutte le istituzioni competenti per territorio firmatarie del protocollo, al fine di garantire fiducia, qualità, sicurezza in ogni nodo della rete.

“SOStenere in rete-Conclude la DG Piras- punta a modellizzare la cornice teorica di gestione integrata degli interventi di contrasto alla violenza e dare una maggiore definizione del ruolo e dei compiti di ciascun soggetto, agendo sul versante della sensibilizzazione culturale e della comunicazione sociale tramite un percorso formativo articolato in 4 fasi: percorso comunicazione, percorso base, percorso avanzato e percorso procedurale”.

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 E’ in arrivo in Sardegna una rivoluzione sulla governance farmaceutica, grazie l’ok dell’Assessorato della Sanità alle “Linee guida di governo del Farmaco”, in grado di garantire approvigionamenti più veloci ed un più rapido accesso alle nuove terapie per i cittadini sardi. Sarà garantita anche una logistica omogenea e centralizzata della distribuzione dei farmaci alle Aziende Sanitarie del SSR, attraverso l’istituzione dell’“Hub del Farmaco”, sotto la supervisione di Ares Sardegna. Si tratta dei primi passi utili a superare le maggiori criticità riscontrate nell’isola sulla gestione del farmaco in grado di riallineare la Sardegna agli standard medi nazionali di settore.

“L’adozione delle Linee Guida di Governo Clinico del Farmaco, attraverso la recente delibera di giunta (46/61 del 6 novembre), è una prima importante risposta al problema della disponibilità dei farmaci innovativi ammessi a rimborso che secondo l’ultimo rapporto IQVIA si attestano sul 4% in Sardegna contro il 50% della media nazionale” spiega l’assessore della sanità, Armando Bartolazzi. “Il provvedimento definisce le procedure relative all'inserimento automatico dei nuovi farmaci nell'elenco dei farmaci prescrivibili, in conformità con i provvedimenti dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Queste procedure sono cruciali per garantire che i farmaci di nuova approvazione siano prontamente disponibili per la prescrizione ai pazienti”.

“Le Linee guida comprendono sia le attività propedeutiche all'acquisizione dei farmaci di nuova registrazione presso la Centrale Regionale di Committenza, che le attività che portano all'individuazione dei centri prescrittori, ovvero delle strutture sanitarie autorizzate a prescrivere i farmaci inclusi nell'elenco regionale”, prosegue l’assessore. “La procedura delineata garantirà più velocità, più disponibilità, più risparmio e più appropriatezza: sarà definito un elenco di farmaci di efficacia comprovata, che tutte le aziende del Servizio sanitario regionale potranno adottare, sulla base di un orientamento clinco che valorizza in primis le evidenze scientifiche . L'elenco di principi attivi farmacologici sarà classificato secondo la nomenclatura ATC (Anatomica terapeutica chimica), che consente una categorizzazione razionale e uniforme dei farmaci. L'elenco sarà soggetto ad aggiornamenti mensili da parte del Servizio qualità dei servizi e governo clinico presso la Direzione generale della Sanità”.

Ad ulteriore rinforzo della governance farmaceutica regionale si aggiunge ora la creazione dell’Hub del Farmaco, in fase di procedura avanzata ed il cui obiettivo è la creazione di un nuovo modello organizzativo univoco e centralizzato per lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione dei medicinali e dei vari dispositivi medici a tutte le strutture del Servizio Sanitario Regionale. La nuova organizzazione, coordinata da ARES Sardegna in collaborazione con l’Assessorato alla Sanità, con la collaborazione di tutti i servizi farmaceutici delle Aziende, mira a migliorare l’efficienza e la sicurezza della logistica sanitaria regionale, ottimizzando la gestione di flussi di beni sanitari e garantendo una distribuzione uniforme e tempestiva su tutto il territorio.

“L’Hub del Farmaco rappresenta un obiettivo di rilevanza strategica  per il SSR e in tal senso questa iniziativa si pone in perfetta armonia con le Linee Guida sulla governance del farmaco approvate in questo mese”, così l’Assessore regionale alla Sanità Armando Bartolazzi. La direzione Generale dell’Assessorato ha sottolineato nelle indicazioni ad Ares l‘importanza degli aspetti organizzativi e gestionali del progetto, che intende fornire un supporto concreto alla rete servizi farmaceutici ospedalieri e territoriali delle Aziende sanitarie. “Non sono previste revisioni organizzative delle aziende, che manterranno le proprie strutture di farmacia territoriale e ospedaliera, e non ci saranno ridimensionamenti. Questa è l’occasione anzi per rivalorizzare le competenze professionali del farmacista verso attività che le qualifichino, liberando risorse da attività di carattere logistico, più appropriatamente gestibili da altre figure”.

L’istituzione di un Hub unico del farmaco consentirà la razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse (logistiche tecnologiche e organizzative) e una maggiore sicurezza nella conservazione, nel controllo e nella movimentazione delle merci; inoltre la definizione e l’adozione di un unico modello operativo semplificherà le procedure acquisitive e gestionali del settore dei beni sanitari (farmaci e DM), nell’ottica dell’efficienza ed efficacia del processo distributivo e quindi anche del contenimento della spesa.

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In cima alle priorità della giunta, e su cui, grazie al clima positivo in Consiglio regionale e al fortissimo impegno dichiarato fin dai primi mesi di governo da parte dell’assessore della sanità, Armando Bartolazzi, si chiudono finalmente alcune partite cruciali per la ripartenza di un sistema inceppato da anni. A partire dalla copertura dei disavanzi delle Asl, certificati dai conti consuntivi provvisori per il 2023: 161 milioni e 700 mila euro indispensabili per tirare una riga sul passato, garantire l’equilibrio economico del SSR e restituire alle Aziende ancora ingessate dopo lo scorporo dell’ATS l’agibilità su piani di investimento e fabbisogno del personale. Dodici milioni di euro andranno al cofinanziamento aggiuntivo di interventi nell’ambito sanitario inseriti nel PNRR fondamentali per raggiungere gli obiettivi nazionali indicati nella Missione Salute, fra cui rientrano il riordino della rete di assistenza territoriale, il riordino del parco tecnologico ospedaliero, la formazione del personale sanitario. Sulla formazione, inoltre, Sono stati aggiunti 2 milioni e 300 mila euro per il 2024 (1,5 milioni per il 2025 e 750mila per il 2026) per adeguare le borse di studio regionali per le scuole di specializzazione nell'ambito sanitario non medico. Ancora: attraverso il fondo per la non autosufficienza sono stati destinati 2 milioni e 250 mila euro per servizi socio-assistenziali volti a promuovere la qualità di vita a domicilio e il contesto sociale delle persone anziane non autosufficienti, Analoga cifra è stata stanziata per la cura della fibromialgia mentre il programma “ritornare a casa plus” viene finanziato con oltre 2 milioni di euro. Infine, con un emendamento presentato dalla Giunta e sostenuto da tutta l'opposizione sono stati destinati 15 milioni di euro ai fondi contrattuali delle Asl per uniformare gli stipendi dei medici.

“Si tratta, ha dichiarato l’assessore della sanità, Armando Bartolazzi, di risultati importanti, che premiano la nostra determinazione a trovare soluzioni rapide e concrete su problematiche mai affrontate finora. Sulla partita della perequazione salariale come è noto siamo impegnati da settimane ed ora oltre ai 10 milioni già previsti stiamo aggiungendo altri 15 milioni per riequilibrare gli stipendi e per chiudere una questione che andava avanti da oltre vent’anni. Non soltanto. Tutte le misure approvate in variazione - ha precisato Bartolazzi - aggiungono un passo verso la strada del ritorno ad una sanità più efficiente, più efficace e più vicina al cittadino. Cito l’esempio dei fondi per introdurre in via sperimentale la possibilità di fare i vaccini in farmacia, 65 mila euro per una misura che - ha concluso l’assessore - intende rendere capillare la campagna vaccinale in tutti i territori dell’isola raggiungendo anche le zone meno servite ed incentivando la prevenzione verso la quale la Sardegna è agli ultimi posti in Italia”.

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Circolano nelle ultime ore affermazioni gravemente pretestuose e strumentali che adombrano ritardi nella gestione dell’emergenza Blue Tongue o che addirittura attribuiscono un carattere minatorio ad una recente lettera indirizzata dagli uffici dell’Assessorato della sanità ai Servizi veterinari delle Asl, avente ad oggetto “Chiarimenti e raccomandazioni per quanto concerne le registrazione dei capi morti sul sistema SIMAN”.

In particolare, si vorrebbe sostenere la tesi di un presunto “capo d’accusa” pendente verso i medici del servizio veterinario territoriale, con delle argomentazioni totalmente avulse dal merito e dalle valutazioni tecniche contenute nella nota indirizzata ai Servizi Veterinari territoriali.

E’ opportuno dunque chiarire alcuni punti dirimenti, utili ad agevolare un’interpretazione corretta e non strumentale dei fatti:

Il Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza alimentare, ravvisando alcune differenze territoriali nei valori di mortalità talvolta superiori alla mortalità media rilevabile nei medesimi territori, ha correttamente richiamato l’attenzione dei Servizi veterinari sul fenomeno. Conferire dati omogenei e coerenti è indispensabile e l’invio della nota di chiarimento aveva esclusivamente il fine di sensibilizzare i competenti Servizi veterinari ad un’adeguata valutazione delle relative situazioni territoriali evitando ogni macroscopico disallineamento riferibile alle informazioni di dettaglio sulla situazione dei focolai registrate nel sistema informativo SIMAN.

Si rifiutano inoltre con forza i presunti ritardi nella gestione della BT e a questo proposito si conferma che l’Assessorato ha provveduto, per quanto di competenza a predisporre quanto necessario al fine di assicurare in maniera tempestiva le relative attività di profilassi vaccinale.

Si ritiene doveroso ricordare che l’Assessorato ha più volte colto l’occasione per richiedere ai vari attori istituzionali e non,  l’imprescindibile supporto in ordine alla sensibilizzazione degli allevatori con riferimento alle misure di prevenzione da porre in essere e altresì per valutare l’eventuale opportunità di attivare in futuro, oltre ad un aiuto alle imprese agricole per il risarcimento dei danni diretti subiti dall’emergenza da BTV, anche un aiuto per l’attuazione negli allevamenti di specie sensibile di misure di profilassi diretta quali l’acquisto di prodotti atti a proteggere gli animali dalle punture degli insetti vettori, e con particolare riferimento agli allevamenti bovini l’attivazione di possibili aiuti a compensazione degli eventuali costi per il controllo delle movimentazioni (test RT-PCR) o per attività di profilassi vaccinale contro la stessa BTV.

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Si è svolto ieri presso gli uffici dell’assessorato della Sanità l’incontro relativo alla perequazione delle retribuzioni del personale afferente al comparto del Sistema sanitario regionale;  presenti, insieme all’assessore Armando Bartolazzi, le sigle Cgs Nursind, Cisl Fp, Confsal, Cse, Fials, Fp Cgil, Nursing Up, Uil Fpl.

Durante la riunione è stato richiamato il quadro legislativo nazionale e quello regionale che indica le modalità per la perequazione dei trattamenti economici dei dipendenti del comparto, con particolare riferimento all’art.5 co 14 della legge regionale n. 1/2023 che espressamente prevede la possibilità di rideterminazione dei Fondi contrattuali in Azienda nel rispetto del limite di spesa complessivo per il personale previsto dalla vigente normativa statale e dalle norme in materia di contrattazione collettiva e rappresentatività sindacale previste dal titolo III del decreto legislativo n. 165/2001.

L’indicatore di riferimento individuato per la ripartizione delle quote disponibili è quello del valore medio pro capite del fondo contrattuale per le singole Aziende, con riferimento specifico a quelle che hanno un livello medio pro capite inferiore alla media regionale.

L’incontro, a carattere interlocutorio, si è concluso rimandando ad un nuovo appuntamento nell’arco della prossima settimana per approfondire ulteriormente aspetti quantitativi e di dettaglio relativi alla proposta perequativa e alle problematiche più generali del comparto. Le parti sindacali sono state altresì invitate a presentare i propri contributi utili ad integrare la proposta finale che sarà oggetto entro il prossimo mese di un’apposita delibera di Giunta.
“Abbiamo avviato oggi un dialogo caratterizzato dall’ascolto reciproco e dalla volontà di giungere quanto prima ad un risultato positivo per tutti”, ha spiegato l’assessore della sanità Armando Bartolazzi al termine dell’incontro. “Le problematiche del comparto derivano da annose questioni del passato mai risolte finora e noi confermiamo il nostro impegno verso una soluzione rapida e giusta per tutti”.

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L’assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, Armando Bartolazzi ha incontrato questa mattina, nella sede dell’assessorato, a Cagliari, i rappresentanti sindacali di Aaroi Emac, Anpo Ascot Fials, Cida Fp, Cimo, Cisl Medici, Cosmed Anaao, Fassid, Fesmed, Fp Cgil Medici, Fvm Sivemp, Uil Fpl, Fedir, Fedirets per discutere sulle differenze tra i fondi contrattuali delle aziende del sistema sanitario regionale (Area Dirigenza) al fine di colmare il divario tra le aziende sanitarie dell’Isola. Nel corso dell’incontro è stata affrontata la situazione generale riferita al contratto e quella delle retribuzioni medie relative a ciascuna Azienda Sanitaria rapportate alla media regionale, dalle quali si evince in forte squilibrio riferito soprattutto all’Azienda Ospedaliera Brotzu e all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari. La proposta formulata dagli uffici dell’assessorato della sanità è orientata ad applicare un criterio perequativo per migliorare le medie retributive delle due realtà in maggior sofferenza, riportandole verso un valore quanto più possibile omogeneo rispetto al livello regionale. Le risorse individuate dagli uffici sono quelle previste dalla legge regionale 1/2023, nelle modalità previste dall’articolo 5 comma 14 del dettato legislativo, combinate con le disponibilità di utilizzo di altre risorse contrattuali riferite ai commi “Gelli” e “Speranza” – articolo 1, commi 435 e 435-bis della Legge 27/12/2017 n. 205.

“Oggi è una giornata importante, ha dichiarato l’assessore, Armando Bartolazzi, al termine dell’incontro. È stato individuato un percorso condiviso, a partire dal quale potranno essere distribuite le risorse disponibili nell’ambito delle normative vigenti in materia, a vantaggio delle realtà in maggior sofferenza. Il dialogo, ha concluso l’assessore, proseguirà nei prossimi giorni per meglio definire, nei dettagli, gli ulteriori aspetti tecnici e in base alle risorse disponibili, a partire dalla verifica dell’entità reale dei fondi, si avvierà la perequazione”.

 

 

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“Con questi provvedimenti chiudiamo le pendenze di bilancio delle Aziende sanitarie ancora aperte dal 2022 e ripartiamo da una programmazione puntuale, presupposto di una sanità capace di rispondere alle esigenze dei cittadini sardi”. Così l’assessore della sanità Armando Bartolazzi al termine della riunione di Giunta in cui sono approvate la delibera sulla ridefinizione delle risorse attribuite alla Aziende sanitarie regionali per l’esercizio di bilancio 2022 e quella sui bilanci preventivi delle Aziende sanitarie per il triennio 2024-26.

“Il 2022 è stato un anno complesso, con la messa in liquidazione dell’Azienda unica ATS e ed il ritorno ad un’articolazione territoriale del Sistema Sanitario Regionale con otto Aziende Sanitarie, due AOU e con Ares, l’azienda regionale della Salute”, spiega l’assessore Bartolazzi. “L’assetto organizzativo delle aziende ha avuto la sua piena realizzazione soltanto nel 2023 con l’approvazione degli Atti Aziendali. Per tutto il 2022 le aziende hanno operato in regime di provvisorietà: per l’esercizio annuale erano presenti soltanto i conti economici obbligatori per legge”, continua l’Assessore. I modelli di bilancio depositati dalle Aziende nel 2024, su cui si basavano le assegnazioni iniziali, presentavano evidenti squilibri di bilancio. Siamo arrivati così alla proposta odierna, che vede la ridefinizione delle assegnazioni del finanziamento indistinto per l’annualità 2022 e ripiana i bilanci aziendali”

La seconda delibera approvata in Giunta riguarda invece l’approvazione dei Bilanci preventivi economici delle Aziende Sanitarie regionali, riferite al triennio 2024-26. Nella programmazione figurano fonti plurime di finanziamento tra cui fondi regionali, ministeriali, statali ad azione specifica, Pnrr, Pnc, destinati ad diverse tipologie di interventi: fra cui ampliamenti e completamenti, messa a norma strutturale e impiantistica, realizzazione delle Case di Comunità, delle Centrali Operative Territoriali, degli ospedali di comunità. “Nell’elenco dei bilanci approvati figurano tutte le aziende che hanno ricevuto parere positivo dai rispettivi Collegi sindacali”, spiega l’assessore Bartolazzi. “Non abbiamo potuto approvare tre bilanci preventivi per i quali è pervenuto parere negativo dei Collegi sindacali di riferimento: si tratta dell’Arnas “G.Brotzu” e delle due AOU di Cagliari e Sassari”

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L’ordine delle dosi dei vaccini ha dato il via in Sardegna alla campagna di vaccinazione antinfluenzale per l’anno 2024- 2025: sono infatti oltre 400 mila le dosi ordinate per tutta l’Isola, mentre per la Asl di Cagliari sono oltre 120 mila i vaccini ordinati. L’ambulatorio di vaccinazioni del PO Binaghi ha già ricevuto le prime 20 mila dosi e le sta già distribuendo ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, alle RSA e a tutti i richiedenti. L a distribuzione avverrà, oltre che a Quartu Sant’Elena, a Isili, Muravera e a Senorbì. La novità di quest’anno è l’accordo siglato nel mese di settembre con i medici di medicina generale per l’effettuazione del vaccino non solo pneumococco ma anche per l’herpes zoster. “Pertanto, confidiamo in una forte adesione di MMG e PLS -commenta Gabriele Mereu, responsabile del servizio di vaccinaprofilassi del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Cagliari -. L’obiettivo è quello di aumentare le coperture che che l’anno scorso sono state in Sardegna tra le più basse in Italia. La vaccinazione anche quest’anno è indicata alle categorie di persone fragili, anziani, ricoverati, pazienti cronici, bambini fragili, operatori sanitari, popolazione sopra i 60 anni e bambini da 6 mesi a 6 anni senza patologie”. La vaccinazioni può essere fatta insieme alla dose anticovid, antipneumoccocco e anti zoster.

“Tutti coloro che vogliono richiedere la vaccinazione alla ASL di Cagliari devono mandare una mail a vaccinazioneantinfluenzale@aslcagliari.it: medici, Rsa e privati che ne fanno richiesta saranno poi ricontattati per la consegna. Confidiamo che la campagna quest’anno abbia numeri alti in termini di adesione”, conlude Gabriele Mereu.

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