Visualizza articoli per tag: cgil
Cgil elegge Simona Fanzecco
È Simona Fanzecco la nuova segretaria generale della Cgil Sardegna. La staffetta nel corso dell’Assemblea generale, che ha salutato il segretario uscente: Fausto Durante, in carica da ottobre del 2022 lascia il mandato per il raggiungimento dell’età pensionabile. A suggellare l’elezione della prima segretaria donna della Cgil regionale il segretario generale Maurizio Landini, al T-Hotel a Cagliari insieme all’organizzativo Pino Gesmundo.
Cagliaritana, 48 anni, Simona Fanzecco è iscritta alla Cgil da quando aveva 19 anni. Dipendente di un grande supermercato ha percorso lì i primi passi da delegata per poi svolgere attività sindacale nella categoria della Filcams, dove ha svolto gli incarichi di segretaria di Cagliari e poi regionale. Nel 2011 il passaggio alla segreteria confederale della Camera del Lavoro Metropolitana di Cagliari, che l’ha poi eletta segretaria generale nel 2022.
“Per la Cgil della Sardegna e per tutta la Cgil questa è una giornata molto importante che dà il segno del valore che la nostra organizzazione dà alle competenze e alle esperienze - ha detto il segretario generale della Cgil nazionale Maurizio Landini - non solo perché abbiamo eletto una compagna, la prima donna alla guida della struttura confederale regionale qui in Sardegna, ed è questo un elemento significativo, ma perché al di là della questione di genere va riconosciuta la qualità con cui Simona ha svolto il suo lavoro nel percorso svolto fin qui”.
Il primo pensiero della segretaria regionale neoeletta, nella sua relazione programmatica, è andato a Fabrizio Pittalis, il giovane studente morto pochi giorni fa mentre lavorava nell’ecocentro vicino a Oniferi: “Morire a 18 anni non è una fatalità - ha detto - è la condanna di un intero Paese che, diciamocelo chiaramente, è ingiusto, basta con i rituali delle parole di circostanza, basta con i ritardi: l'attuazione immediata del Protocollo di Buggerru, i controlli serrati e la tolleranza zero sono la priorità”. Una dichiarazione che racchiude già il senso di un impegno, di un piglio e una linea politica poi esplicitata nella lunga relazione in cui la segretaria ha toccato tutti i nodi critici della Sardegna, le sfide regionali e nazionali che attendono l’organizzazione.
Simona Fanzecco ha poi rivolto “un sentito e profondo ringraziamento alla Cgil nazionale, al nostro segretario generale Maurizio Landini e a tutta la segreteria nazionale, non solo per la fiducia che hanno voluto riporre in me, ma per la vicinanza, la guida e il costante sostegno garantiti a tutta la nostra struttura regionale durante questo lunga e complessa fase di transizione.
In questo percorso è stata fondamentale e essenziale la presenza del compagno Fausto Durante, al quale voglio esprimere, a nome di tutta la Cgil della Sardegna e mio personale, la più profonda stima e il nostro sincero riconoscimento per lo straordinario e instancabile lavoro svolto alla guida della nostra organizzazione in questi anni”.
Nel corso dell’Assemblea la neoeletta ha poi proposto due nomi per integrare l’attuale segreteria: in continuità sono quindi parte della squadra Nicola Cabras (segretario della Fp Cgil Cagliari) e Francesca Nurra (ex segretaria della Camera del Lavoro di Sassari), ed entrano due nuovi componenti, Margherita Tola (componente della segreteria della Camera del
lavoro Nuoro Ogliastra e segretaria Fiom dello stesso territorio) e Franco Bardi (segretario della Camera del Lavoro della Sardegna Sud Occidentale).
Il segretario nazionale Landini ha rivolto un ringraziamento particolare al segretario uscente Fausto Durante, al quale è andato anche il saluto caloroso dell'assemblea generale. In questi anni Durante ha saputo coinvolgere delegati e dirigenti a ogni livello in un dibattito sempre attento alle trasformazioni del mondo attuale e alle specificità della Sardegna ma con quello sguardo nazionale e internazionale che deriva dalla sua lunga esperienza sindacale, prima in Fiom nazionale, poi nel centro nazionale come responsabile dell’area politiche europee e internazionali e della consulta per le politiche industriali. “È stata una bellissima esperienza - ha detto Durante - ringrazio tutti i compagni e le compagne che mi hanno accolto con affetto e si sono messi a disposizione per portare avanti le tante vertenze e rivendicazioni di questi anni. La Sardegna ha risorse e potenzialità inespresse e mi auguro che possa svilupparle al più presto, resta non poco rammarico per le crisi industriali rimaste irrisolte a causa della gravissima inerzia del governo nazionale, quest’Isola merita di colmare i suoi gap infrastrutturali e rilanciare il suo sistema produttivo nel segno dell’innovazione”.
Cagliari, Landini lancia la campagna per il referendum su lavoro e cittadinanza
“Dire sì al referendum significa garantire diritti a milioni di persone che oggi ne sono prive”. Con queste parole, il segretario nazionale della CGIL, Maurizio Landini, ha lanciato dalla Fiera di Cagliari la campagna referendaria su lavoro e cittadinanza, sottolineando l’importanza della partecipazione popolare per una svolta sul piano sociale e occupazionale.
Tra i punti chiave del referendum, Landini ha evidenziato il riconoscimento immediato della cittadinanza a 2,5 milioni di persone che già vivono, lavorano e pagano le tasse in Italia, e il ripristino delle tutele dell’articolo 18 per circa quattro milioni di lavoratori, cancellate nel 2015. "Chi lavora in aziende con meno di 15 dipendenti vedrà rafforzati i propri diritti, mentre i contratti a termine non potranno più essere utilizzati in modo indiscriminato", ha aggiunto.
Il segretario della CGIL ha poi ribadito la necessità di garantire un'informazione adeguata ai cittadini, chiedendo alla Rai di svolgere il suo ruolo di servizio pubblico e di fornire spazi adeguati per il dibattito. “Abbiamo scritto alla Commissione di vigilanza e chiesto un incontro con l’amministratore delegato della Rai. È fondamentale che le persone abbiano gli strumenti per conoscere e decidere consapevolmente”, ha affermato.
Altro punto centrale è l’accessibilità al voto. La CGIL chiede che il referendum si svolga in concomitanza con le elezioni amministrative e che siano introdotte misure per agevolare la partecipazione dei fuorisede e degli italiani all'estero. “Parliamo di 4,7 milioni di cittadini che devono avere la possibilità di votare e di essere informati”, ha sottolineato Landini.
Infine, un accento particolare è stato posto sulla sicurezza sul lavoro. “Troppi morti nelle imprese in subappalto, troppi lavoratori precari senza protezioni adeguate. Con il sì al referendum, l’azienda madre diventerà direttamente responsabile lungo tutta la catena produttiva”, ha spiegato il segretario della CGIL.
L’incontro di Cagliari ha segnato una tappa importante per la campagna referendaria, con l’obiettivo di sensibilizzare il maggior numero possibile di cittadini. “Il referendum – ha concluso Landini – è uno strumento di democrazia diretta. Non si delega nessuno: si decide con un sì o con un no. E il risultato si vedrà il giorno dopo”.
Cgil su Primo Maggio
Debole strutturalmente e ben lontano dai risultati, nemmeno questi tanto buoni, della media nazionale: soffre il mercato del lavoro in Sardegna, per il basso tasso di occupazione e l’elevata diffusione della precarietà. Non è un caso che la Cgil dedichi questo Primo Maggio alla raccolta firme per i quattro referendum promossi dalla Cgil: “Restituire centralità e valore al lavoro è per noi il senso di questa grande giornata di mobilitazione – ha detto il segretario generale della Cgil Sardegna Fausto Durante sottolineando che “il lavoro deve recuperare dignità e sicurezza, e questa Festa dei Lavoratori, con la campagna referendaria, vogliamo segni finalmente una svolta”. Ovunque possibile, il sindacato raccoglierà le firme per i quattro quesiti contro la precarietà, i licenziamenti facili, la giungla di appalti e subappalti.
Secondo i dati Istat il tasso di occupazione è passato dal 54,9% (2023) a 56,1% ma fatica a raggiungere la media italiana, già indietro nel confronto con i Paesi Europei più competitivi, sopra il 60%. L’occupazione cresce per le donne mentre resta stabile quella maschile, con una precisazione: si tratta di valori che non compensano la differente partecipazione al mercato del lavoro tra i generi (63% a fronte del 49,1%). Le analisi sulla qualità della domanda di lavoro da parte delle imprese, come mostrano i dati Inps sulle nuove assunzioni nel 2023, confermano la prevalenza di rapporti di lavoro precari o a termine. I contratti stabili sono appena l’11,2% sul totale delle assunzioni. Lo svantaggio è sulle spalle delle lavoratrici: il 45,4% firma un contratto precario contro il 41% dei lavoratori, percentuale che arriva all’88,8% di contratti a tempo determinato, (86% quelli degli uomini). Questa condizione genera una percezione di insicurezza anche tra le donne che una occupazione ce l’hanno, magari anche stabile: il 5,4%, circa un punto percentuale in più rispetto agli uomini, ritiene di poter perdere il posto di lavoro nei prossimi sei mesi e di avere scarse possibilità di trovarne un’altro.
E ancora, significativo l’indicatore relativo al part-time involontario. Il rapporto Bes posiziona la Sardegna al secondo posto, dopo la Sicilia, per percentuale di occupati che non riescono a trovare un lavoro a tempo pieno: il 16,1% a fronte di una media nazionale del 10,2%, ma per le donne il dato sale al 23,4% (in Italia il 15.6%).
Oltre alle donne, i giovani si confermano tra i più vulnerabili: seppur in crescita rispetto all’anno precedente, il tasso di occupazione tra i 15 e i 24 anni è appena il 18,5%, a conferma di un mercato del lavoro che non solo trattiene più a lungo ma favorisce i lavoratori più adulti. Alle difficoltà di inserimento si aggiunge la precarietà: 9 rapporti di lavoro su 10 che hanno riguardato i giovani non erano stabili. Davanti a questo scenario, i più istruiti, o si adattano a un lavoro meno qualificato rispetto al proprio livello di istruzione, o scelgono di emigrare in regioni o Paesi dove le competenze hanno un valore.
“In questo contesto - aggiunge Fausto Durante - i provvedimenti annunciati dal governo nel decreto 1 Maggio non sembrano in grado di determinare sviluppi positivi: l’una tantum sulle tredicesime varrà solo per il 2025 e la prevista decontribuzione per le nuove assunzioni ha già dimostrato di non influire, se non in maniera marginale, nei programmi di incremento del personale delle imprese”.
Secondo la Cgil “servirebbe, invece, agire per contrastare la precarietà, gli abusi nei contratti a termine, la riduzione di diritti e tutele nella catena degli appalti, i tempi di rinnovo dei contratti collettivi”.

