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“La volontà dell’Amministrazione è quella di adoperarsi perché tutti coloro che si sono allontanati, per un motivo o per un altro, possano tornare nel centro storico. Ed ecco perché, accanto alle tradizionali casette di Piazza Yenne e del Corso Vittorio Emanuele II, realizzeremo un Villaggio di Natale in Piazza del Carmine”.

 

Non ha dubbi l’assessore alle Sviluppo economico e settori produttivi Carlo Serra che, nell’anticipare oggi nella Sala Retablo del Municipio il quadro temporale delle attività di Natale giunte alla decima edizione, ha scommesso sulla qualità dell’offerta di Piazza del Carmine, pronta a mettere in mostra tutta la sua bellezza. “Sta pian piano tornando ad un livello di sicurezza ottimale e noi puntiamo molto sulla valenza che questo luogo ha nell’ospitare tanti tipi di attività”.

 

A (ri)cominciare proprio dalle iniziative legate al Natale con un mese di animazione e proposte commerciali oltre che di somministrazione di alimenti e bevande.

 

Il calendario degli appuntamenti verrà diffuso nelle prossime settimana ma intanto l’amministrazione si è mossa con largo anticipo definendo le location nelle quali si concentreranno gli eventi principali del Natale.

 

Con un’offerta “potenziata” rispetto alle precedenti edizioni, il centro cittadino si animerà dei colori natalizi a partire dal 1 dicembre e fino al giorno dell’Epifania con 40 casette posizionate tra Piazza Yenne e il Corso Vittorio Emanuele II, altre 40 su un lato della Piazza del Carmine, affiancate, sull’altro lato, da una pista di pattinaggio, un area giochi e uno spazio per la somministrazione di cibi e alimenti.


L’organizzazione sarà curata dal Centro commerciale naturale Corso Vittorio Emanuele II e Piazza Yenne che si è aggiudicato il relativo affidamento triennale (fino al 2028). Ma non sono voluti mancare altri due protagonisti importanti nello scenario delle festività. Sia il CTM S.p.A. che l’Ente Fiera, infatti, faranno la loro parte perché quante più persone possibile riescano a godere delle iniziative in programma.

 

L’azienda di trasporti metterà in campo, finanziata dal comune di Cagliari e quindi gratuita per i fruitori, le navette di Natale che con un percorso circolare con partenza e arrivo in Piazza Yenne attraverseranno la città fino al quartiere di San Benedetto per convogliare verso il centro tutti gli interessati. Saranno due le vetture da sei metri che andranno avanti e indietro con partenza ogni 20 minuti (dalle 9 alle 15 e dalle 16,30 alle 20,30 nei giorni di apertura dei mercatini). E fino all’Epifania, anche la Fiera rappresenterà una tappa suggestiva con la Fiera Natale giunta alla 44^ edizione, che non sarà più solo un mercatino di Natale ma, grazie al contributo della Regione, diventerà un luogo di promozione dei territori pensato per le famiglie. L’ingresso e tutte le attività all’interno saranno gratuiti.


A illustrare in conferenza stampa i dettagli delle rispettive attività sono stati Bruno Useli, Direttore generale di CTM. S.p.A. e Alessandra Angius, Responsabile commerciale dell’Ente Fiera. Presenti all’incontro con i cronisti anche Antonio Ghiani ed Emanuele Frongia del CCN Corso Vittorio Emanuele II e Piazza Yenne, oltre che il dirigente del Servizio Suape, Mercati e Attività produttive, Alessandro Cossa.

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“Dopo la prima Preliminary Regatta italiana della Louis Vuitton 38ª America’s Cup che si è svolta a maggio a Cagliari oggi consegniamo idealmente il testimone a Napoli”. Lo ha detto la presidente della Regione Alessandra Todde, a margine della cerimonia inaugurale della 38ª Luis Vuitton America’s Cup Preliminary Regatta a Napoli che si è svolta stasera a Nisida, sulla terrazza dell'Istituto Penale Minorile.

“Essere qui oggi ha per noi sardi un significato particolare – ha detto la presidente, che in serata ha avuto un colloquio con il presidente della Regione Campania, Roberto Fico –. Cagliari e Napoli hanno una relazione profonda con il mare, che attraversa la loro storia e continua a determinarne l’identità e le prospettive. Due luoghi simbolo del Mediterraneo che attraverso la vela possono raccontarsi al mondo e costruire nuove relazioni”.

“Per le istituzioni ospitare un evento di questa dimensione significa assumersi una responsabilità precisa”, ha aggiunto la presidente Todde. “Significa trasformare l’attenzione internazionale in un investimento per il territorio e fare in modo che le risorse impegnate producano valore anche quando la competizione è finita. Questa è una scelta politica. I grandi eventi hanno senso quando diventano strumenti di sviluppo e quando le opportunità che generano arrivano alle comunità. Quando fanno crescere le imprese, rafforzano le competenze e aprono nuove prospettive ai giovani. La Sardegna e Cagliari hanno scelto di lavorare in questa direzione, Napoli e la Campania hanno scelto di lavorare in questa direzione. Il mare può diventare uno degli assi di una politica di sviluppo del Mezzogiorno. La collaborazione tra Sardegna e Campania può andare oltre l’America’s Cup e diventare parte di una visione condivisa sul futuro del Mezzogiorno”.

Presente alla cerimonia inaugurale anche l’assessore del Turismo, Franco Cuccureddu. "Siamo qui anche perché il percorso italiano dell’America’s Cup è partito dalla Sardegna, da Cagliari, grazie a un importante impegno della Regione. E naturalmente siamo tutti qui a fare il tifo per Luna Rossa, che ha scelto proprio Cagliari come propria base", ha detto Cuccureddu. "Guardiamo a Napoli anche con grande interesse. Se Luna Rossa dovesse vincere, come tutti ci auguriamo, potrebbe aprirsi la possibilità di una candidatura della Sardegna per ospitare l’America’s Cup. Noi siamo pronti. In ogni caso, la Sardegna proporrà la propria candidatura per ospitare una nuova edizione delle regate preliminari, che accompagneranno l’avvio della 39ª America’s Cup a partire dal 2028. Quella di Napoli sarà un’edizione storica, perché per la prima volta l’America’s Cup si disputerà in Italia e ci fa particolarmente piacere che oggi sia stato ricordato il ruolo della Sardegna e di Cagliari, da cui ha preso il via il percorso della 38ª America’s Cup".

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Una settimana di Brazilian Jiu-Jitsu, circa mille partecipanti arrivati da 48 Paesi e migliaia di presenze tra atleti, tecnici, accompagnatori, appassionati e pubblico. Si è chiusa a Cagliari l’undicesima edizione della BJJ Summer Week, che dal 15 al 21 settembre ha trasformato il capoluogo sardo in uno dei punti di riferimento internazionali della disciplina. Competizioni, seminari, allenamenti, formazione e attività per i più giovani hanno scandito sette giorni che quest’anno hanno avuto come cuore la Fiera di Cagliari, con ingresso da piazza Marco Polo.

La nuova location ha permesso alla manifestazione di concentrare in un unico grande spazio una parte importante delle attività sportive e di accogliere una comunità internazionale che ha confermato ancora una volta il forte legame con Cagliari. La BJJ Summer Week, organizzata dalle associazioni ASD Atanor e ASD S’Animu, ha unito la dimensione agonistica a quella formativa e alla promozione della Sardegna.

Tra le novità più significative dell’edizione 2026, lo spazio riservato ai bambini, che aveva raccolto circa 70 adesioni già prima dell’inizio della manifestazione. Un progetto pensato non soltanto per avvicinare i più piccoli al Brazilian Jiu-Jitsu, ma anche per trasmettere attraverso lo sport valori come disciplina, rispetto dell’avversario, autocontrollo e capacità di affrontare le difficoltà. Accanto agli allenamenti e alle gare, la settimana ha inoltre dato spazio alla formazione tecnica, con corsi per arbitri e approfondimenti dedicati ai regolamenti ufficiali.

Il momento più spettacolare del fine settimana è arrivato sabato con l’Ocean BJJ Pro Championship, il torneo professionistico No-Gi che per il terzo anno consecutivo ha scelto Cagliari per il suo atto conclusivo. La competizione ha portato alla Fiera alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale, con gli incontri trasmessi anche su FloGrappling. Tra i protagonisti Pawel Jaworski e Jasmine Rocha, freschi vincitori ADCC, insieme a Tarik Hopstock, Ian Butler, Injana Goodman e agli altri atleti approdati a Cagliari attraverso il circuito di qualificazione internazionale.

A prendersi la scena nell’Openweight maschile è stato David Angelo, appena 21 anni, cintura viola di Vienna. In un tabellone con atleti internazionali di grande esperienza, Angelo ha superato Ian Butler e Krzysztof Kubit, per poi battere Corbin Laporte in finale e conquistare il titolo Ocean Openweight.

Nelle quattro divisioni dell’Ocean sono saliti sul tatami atleti di primo piano della scena internazionale, tra cui Pawel Jaworski, Jasmine Rocha, Tarik Hopstock, Ian Butler, Injana Goodman, Marcin Maciulewicz, Sebastian Patyk, Julian Espinosa, Joslyn Molina e Denise Krahn. A impreziosire ulteriormente la serata anche la presenza al commento di due figure di riferimento mondiale del Brazilian Jiu-Jitsu come Robert Drysdale e Demian Maia.

Dopo lo spettacolo dell’Ocean, domenica la Fiera ha ospitato la nona edizione del Sardinian BJJ Open. Una giornata interamente dedicata alle competizioni Gi e No-Gi, con categorie suddivise per età, peso e cintura e spazio anche ai giovani atleti. Il torneo ha chiuso sul piano agonistico una settimana nella quale il tatami è stato il punto d’incontro tra professionisti, amatori e nuove generazioni.

«Chiudiamo questa undicesima edizione con una soddisfazione enorme – sottolinea Daniele Pisu di S’Animu –. La risposta alla nuova location della Fiera è stata molto positiva e ci ha permesso di far crescere ulteriormente la manifestazione. Siamo particolarmente soddisfatti della partecipazione dei bambini e del livello raggiunto dall’Ocean: sono due aspetti sui quali vogliamo continuare a investire».

Un bilancio positivo condiviso da Federico Gaviano di Atanor: «Vedere ancora una volta così tanti atleti arrivare da ogni parte del mondo conferma quanto la BJJ Summer Week sia cresciuta in questi undici anni. Cagliari e la Sardegna sono ormai parte dell’identità della manifestazione: dietro questa settimana c’è un grande lavoro organizzativo e la risposta che abbiamo ricevuto ci spinge già a guardare alla prossima edizione».

 

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Racchette in movimento, scambi rapidissimi e il pubblico con il fiato sospeso. Per una settimana Cagliari è diventata il cuore internazionale del badminton, ospitando il Campionato mondiale negli impianti sportivi del capoluogo.

 

Le gare si sono disputate al Palazzetto dello Sport e nelle palestre comunali A e B, trasformate per l’occasione in vere e proprie arene dello sport. Atleti e delegazioni provenienti da diversi Paesi si sono confrontati in incontri spettacolari, dove ogni punto è stato il risultato di velocità, concentrazione e precisione.

 

Il badminton ha regalato momenti di grande intensità: scambi imprevedibili, recuperi all’ultimo istante e sfide decise spesso sul filo di pochi punti. Una disciplina che, dietro l’apparente leggerezza del volano, richiede preparazione atletica, resistenza e una straordinaria capacità di reazione.

 

A fare da cornice alla competizione è stata una città accogliente e dinamica, capace di unire sport, ospitalità e promozione del territorio. La presenza di atleti, tecnici, arbitri, accompagnatori e appassionati ha animato gli impianti e contribuito a creare un’atmosfera internazionale, portando Cagliari e la Sardegna al centro dell’attenzione sportiva.

 

Il campionato ha rappresentato anche un’importante opportunità per valorizzare le strutture comunali e il lavoro di tutte le persone coinvolte nell’organizzazione. Dal personale tecnico ai volontari, fino alle società sportive e agli addetti all’accoglienza, una macchina organizzativa complessa ha permesso lo svolgimento della manifestazione nelle migliori condizioni.

 

Per il pubblico, è stata l’occasione di scoprire più da vicino una disciplina spettacolare e in continua crescita. Per gli atleti, invece, Cagliari ha rappresentato il palcoscenico di una delle sfide più importanti della stagione.

 

Con il Campionato mondiale di badminton, il capoluogo sardo ha dimostrato ancora una volta di poter ospitare eventi sportivi di respiro internazionale. Una settimana di gare, emozioni e incontri che ha lasciato il segno e acceso i riflettori sulla Sardegna come terra di sport, accoglienza e grandi manifestazioni.

 

Gianni Aramu

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Accelerano i prezzi a Cagliari. Nel mese di agosto l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, il cosiddetto NIC, ha registrato un aumento dello 0,9% rispetto a luglio, confermando una dinamica al rialzo più marcata rispetto a quella osservata nel mese precedente.

A luglio, infatti, la variazione congiunturale si era fermata al +0,5%. Nel giro di un mese il ritmo di crescita dei prezzi è quindi aumentato, con un incremento che emerge ancora più chiaramente guardando al confronto con lo scorso anno.

Su base tendenziale, vale a dire mettendo a confronto agosto 2026 con lo stesso mese del 2025, l'indice segna infatti un +3,4%. Anche in questo caso si registra un'accelerazione: a luglio l'aumento annuo dei prezzi era stato del 2,7%.

I due indicatori permettono di leggere il fenomeno da prospettive differenti. La variazione congiunturale fotografa ciò che è accaduto nell'arco di un solo mese e indica quanto siano cambiati mediamente i prezzi rispetto a luglio. Quella tendenziale, invece, consente di misurare l'andamento su un periodo più lungo, confrontando il livello attuale con quello registrato dodici mesi prima.

I dati di agosto mostrano dunque una doppia accelerazione per Cagliari: i prezzi crescono più rapidamente sia rispetto al mese precedente sia nel confronto annuale.

Per le famiglie il dato tendenziale del 3,4% significa che, considerando complessivamente il paniere di beni e servizi utilizzato per calcolare l'indice, il livello medio dei prezzi risulta sensibilmente superiore rispetto a quello di un anno fa.

Il dato generale non permette, da solo, di stabilire quali prodotti o servizi abbiano contribuito maggiormente all'aumento: per individuare le voci che hanno spinto l'inflazione è necessario analizzare le variazioni delle singole divisioni di spesa.

La fotografia complessiva di agosto è però già chiara: dopo il +2,7% annuo registrato a luglio, l'inflazione a Cagliari sale al 3,4%, mentre su base mensile l'incremento passa dallo 0,5 allo 0,9%. Un'accelerazione che riporta in primo piano l'andamento del costo della vita nel capoluogo sardo.

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Circa mille partecipanti provenienti da 48 Paesi, grandi maestri, atleti, tecnici e appassionati: per una settimana Cagliari diventa una delle capitali internazionali del Brazilian Jiu-Jitsu. Dal 15 al 21 settembre torna la BJJ Summer Week, giunta all’undicesima edizione, con un programma che mette insieme competizione ad alto livello, seminari, formazione, attività dedicate ai bambini e scoperta della Sardegna.

Un risultato che assume un significato ancora maggiore in un anno segnato da conflitti e tensioni geopolitiche in diverse aree del mondo. Nonostante le difficoltà che il contesto internazionale può determinare negli spostamenti, la manifestazione è riuscita infatti a mantenere sostanzialmente invariato il numero degli iscritti, confermando la capacità dell’evento di richiamare a Cagliari una comunità sportiva internazionale ormai consolidata.

La BJJ Summer Week 2026, organizzata dalle associazioni ASD Atanor e ASD S’Animu, si svolge con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per lo Sport e i Giovani.

L’undicesima edizione è stata presentata questa mattina nella Sala Retablo del Comune di Cagliari, alla presenza di Giuseppe Macciotta, assessore allo Sport, Tempo libero e Impiantistica sportiva del Comune di Cagliari; Bruno Perra, presidente del CONI Sardegna; e degli organizzatori Federico Gaviano, per ASD Atanor, e Daniele Pisu, per ASD S’Animu.

La manifestazione è cresciuta negli anni trasformandosi in un vero festival internazionale del Brazilian Jiu-Jitsu. La settimana sarà scandita da seminari e masterclass con professori e atleti di livello internazionale, sessioni di allenamento, sparring e open mat, insieme alle competizioni che costituiscono uno dei cuori sportivi della manifestazione.

Tra gli appuntamenti agonistici più importanti c’è il Sardinian Open 2026, che porterà sui tatami atleti uomini e donne suddivisi nelle differenti categorie previste per età, peso e cintura. Dalle categorie Kids e giovanili agli adulti e ai Master, le gare offriranno un confronto tra atleti provenienti da scuole e Paesi differenti, facendo di Cagliari un punto d’incontro per il movimento internazionale del Brazilian Jiu-Jitsu.

La Fiera di Cagliari avrà un ruolo centrale nell’edizione 2026, mettendo a disposizione spazi in grado di accogliere i tatami, gli atleti, gli staff e il pubblico e diventando uno dei principali poli dell’attività sportiva della settimana.

Ma la BJJ Summer Week non sarà soltanto competizione. Il programma comprende seminari tecnici, masterclass, allenamenti guidati, sessioni di sparring e open mat, offrendo ai partecipanti la possibilità di allenarsi con professionisti e maestri internazionali, confrontare metodologie differenti e approfondire gli aspetti tecnici della disciplina.

Accanto all’attività sul tatami, quest’anno assume un ruolo ancora più importante la formazione. Sono previsti momenti specifici anche al di fuori degli allenamenti e delle gare, con corsi dedicati agli arbitri e approfondimenti sulla conoscenza e sull’applicazione dei regolamenti ufficiali. L’obiettivo è accompagnare la crescita del movimento non soltanto sotto il profilo agonistico, ma anche dal punto di vista tecnico e professionale.

Un’attenzione particolare sarà inoltre riservata alle nuove generazioni. L’edizione 2026 dedica una sezione dell’evento ai bambini, con attività pensate per avvicinare i più piccoli al Brazilian Jiu-Jitsu e ai valori che accompagnano questa disciplina: rispetto delle regole e dell’avversario, disciplina, autocontrollo, capacità di affrontare le difficoltà e confronto con gli altri. I giovanissimi saranno protagonisti anche nelle competizioni attraverso le categorie loro dedicate.

“Arrivare all’undicesima edizione con circa mille partecipanti è per noi un risultato particolarmente importante – sottolinea Federico Gaviano, ASD Atanor –. Quest’anno lo è ancora di più perché il quadro internazionale è complesso: ci sono conflitti aperti in diverse parti del mondo e inevitabilmente questo può incidere sugli spostamenti e sulla partecipazione a una manifestazione internazionale. Essere riusciti, nonostante tutto, a mantenere sostanzialmente lo stesso numero di iscritti conferma quanto la BJJ Summer Week sia ormai un appuntamento riconosciuto e atteso dalla comunità internazionale del Brazilian Jiu-Jitsu. Dietro questi numeri ci sono undici anni di lavoro e soprattutto un rapporto sempre più forte tra gli atleti, Cagliari e la Sardegna”.

“La BJJ Summer Week non vuole essere soltanto una successione di allenamenti e competizioni – aggiunge Daniele Pisu, ASD S’Animu –. Il nostro obiettivo è far crescere tutto il movimento e per questo abbiamo voluto rafforzare anche ciò che accade fuori dal tatami. Ci saranno momenti formativi, corsi dedicati agli arbitri e approfondimenti sulla conoscenza dei regolamenti ufficiali, aspetti fondamentali per chi pratica questo sport. Quest’anno abbiamo voluto dedicare un’attenzione particolare anche ai bambini, con una sezione dell’evento pensata per loro. Significa investire sulle nuove generazioni e trasmettere fin da piccoli i valori che stanno alla base del Brazilian Jiu-Jitsu: rispetto, disciplina, autocontrollo e capacità di confrontarsi con gli altri”.

La BJJ Summer Week mantiene inoltre uno dei tratti che ne hanno accompagnato la crescita fin dalle prime edizioni: il rapporto tra sport, persone e territorio. Chi arriva in Sardegna per partecipare alla manifestazione non vive soltanto allenamenti e competizioni. Durante la settimana sono previsti momenti di socialità, attività culturali ed esperienze dedicate alla conoscenza dell’Isola. Atleti, accompagnatori e famiglie soggiornano nel territorio per diversi giorni, utilizzano strutture ricettive e servizi, frequentano ristoranti e attività commerciali e scoprono Cagliari e la Sardegna.

Ed è proprio durante la conferenza stampa di questa mattina che il legame costruito negli anni tra la BJJ Summer Week, il Brasile e la Sardegna ha regalato una coincidenza particolare. Mentre nella Sala Retablo veniva presentata l’undicesima edizione della manifestazione, nella sala accanto si celebrava il matrimonio tra una brasiliana di 38 anni, arrivata a Cagliari tanti anni fa proprio per partecipare alla BJJ Summer Week, e un sardo di 32 anni.

Una storia che sembra quasi chiudere idealmente il cerchio: dal Brasile, patria del Brazilian Jiu-Jitsu, alla Sardegna, prima per lo sport e oggi per un matrimonio. Proprio nelle stesse ore in cui gli organizzatori raccontavano alla stampa undici anni di incontri tra atleti e persone provenienti da tutto il mondo, a pochi metri di distanza uno di quei legami con l’Isola diventava protagonista di un giorno speciale.

Una coincidenza che racconta forse meglio dei numeri ciò che la BJJ Summer Week ha costruito nel tempo: non soltanto competizioni, allenamenti e presenze internazionali, ma incontri, amicizie e rapporti con Cagliari e la Sardegna capaci di continuare ben oltre i giorni trascorsi sul tatami.

La manifestazione assume così anche una funzione di promozione turistica e destagionalizzazione, portando nel capoluogo sardo un pubblico internazionale attraverso lo sport e in un indotto di circa un milione di euro. Atleti, accompagnatori e famiglie che rimangono per diversi giorni generano presenze nelle strutture ricettive e frequentano ristoranti, attività commerciali e servizi, mentre l’esperienza sportiva diventa anche un’occasione per conoscere l’Isola.

Giuseppe Macciotta, assessore allo Sport, Tempo libero e Impiantistica sportiva del Comune di Cagliari, ha sottolineato: “Emergono tutti i plurimi valori di una manifestazione di questo livello, dal punto di vista agonistico, sportivo, ricettivo e componenti di natura sociale, per noi è motivo di particolare orgoglio poter ospitare questa manifestazione”.

Bruno Perra, presidente del CONI Sardegna, ha aggiunto: “Ormai è diventato un evento che ha creato per la città di Cagliari un momento sportivo rilevante, esprimo soddisfazione anche per l’ingresso nell’elenco ufficiale degli sport riconosciuti dal CONI, ritengo che sia stato un passo importante dal punto di vista sportivo e del valore”.

Per sette giorni Cagliari sarà così punto d’incontro tra atleti, tecnici, maestri e appassionati provenienti da diversi Paesi. Undici edizioni che hanno trasformato la BJJ Summer Week in un evento capace di legare competizione, formazione, turismo e relazioni umane, facendo del Brazilian Jiu-Jitsu un ponte tra Cagliari, la Sardegna e il resto del mondo.

La manifestazione è stata organizzata grazie al contributo dell’assessorato regionale allo Sport della Regione Sardegna, e al patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per lo Sport e i Giovani e dell’assessorato regionale al Turismo della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari.

 

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Dallo smartphone al timone di una vera barca, con Cagliari e il suo mare a fare da filo conduttore. Torna l’eSailingCup, giunta alla sua quarta edizione, con il Cagliari Trophy che per il terzo anno porta nel capoluogo sardo la sfida tra vela virtuale e reale. Dal 10 settembre all’11 ottobre concorrenti italiani e stranieri potranno confrontarsi attraverso l’app eSailingCup: per i dieci migliori la competizione proseguirà poi a Cagliari, dove saranno ospitati per partecipare alla finale in mare dell’8 novembre nel suo golfo.

La manifestazione è nata quattro anni fa con una prima edizione ambientata a Villasimius, per poi trasferire il proprio campo di gara a Cagliari, dove quest’anno il Trophy raggiunge la terza edizione. Un format originale che mette insieme sport, tecnologia e promozione del territorio, facendo conoscere le acque della Sardegna attraverso il digitale e offrendo ai migliori concorrenti la possibilità di trasformare l’esperienza vissuta sullo smartphone in una sfida vera, a bordo di una barca.

Il cuore del progetto è l’app eSailingCup, gratuita e disponibile per dispositivi iOS e Android, che simula il comportamento di una barca a vela durante una regata. Sullo smartphone il giocatore deve condurre l’imbarcazione lungo un percorso delimitato dalle boe, scegliendo le manovre migliori sulla base delle condizioni e della direzione del vento.  

I comandi sono semplici: con il pollice sinistro si regola la scotta della vela, con il destro si governa il timone, mentre sullo schermo vengono visualizzate velocità, posizione propria e dell’avversario, intensità e direzione del vento. Non è necessario avere esperienza nel mondo della vela: ci si può allenare e imparare progressivamente a gestire l’imbarcazione e le diverse situazioni di gara.  

Il Cagliari Trophy 2026 prenderà ufficialmente il via giovedì 10 settembre. Da quel momento e fino all’11 ottobre sarà possibile partecipare alle qualificazioni online direttamente dal proprio smartphone.

La formula è semplice: più vittorie si conquistano, più si sale in classifica. Al termine della fase online saranno i primi dieci classificati ad aggiudicarsi il pass per Cagliari.

E per loro, a quel punto, cambierà tutto: dallo schermo dello smartphone passeranno al mare vero.

I dieci finalisti saranno infatti ospitati nel capoluogo sardo,presso le strutture messe a disposizione da Sardinia Domus, Official Hospitality Partner dell’evento, nel weekend del 7 e 8 novembre, e domenica 8 novembre saliranno a bordo per affrontare la finale reale nelle acque del Golfo dli Cagliari. Un’esperienza che consentirà loro di ritrovare dal vivo lo scenario nel quale si sono allenati e confrontati virtualmente durante le settimane precedenti.

È proprio questo passaggio dalla simulazione alla realtà a rappresentare la caratteristica distintiva dell’eSailingCup: utilizzare il gioco digitale non come punto di arrivo, ma come porta d’ingresso verso un’esperienza sportiva, turistica e di scoperta del territorio.

L’eSailingCup – Cagliari Trophy nasce infatti con un obiettivo che va oltre la competizione. Portare giocatori italiani e stranieri a confrontarsi virtualmente nelle acque del capoluogo significa far viaggiare l’immagine di Cagliari attraverso smartphone e dispositivi digitali, per poi offrire ai migliori concorrenti la possibilità di conoscere realmente la città e il suo mare.

La manifestazione gode del patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del contributo del Comune di Cagliari, a conferma della valenza sportiva e promozionale dell’iniziativa per il territorio.

A promuovere l’evento è A.V.A.S. – Armatori Vela d’Altura Sardegna, associazione nata a Cagliari nel 2018 e oggi composta da oltre cento soci, impegnata nella crescita del movimento della vela d’altura e nell’organizzazione di eventi velici, sportivi, culturali, solidali e dedicati alla promozione del territorio.  

«Con eSailingCup vogliamo utilizzare l’innovazione per avvicinare sempre più persone al mondo della vela e, allo stesso tempo, far conoscere Cagliari attraverso uno dei suoi elementi più identitari: il mare – spiega Roberto Lai –. La particolarità del Cagliari Trophy sta proprio nel passaggio dal virtuale al reale: si comincia giocando da qualsiasi parte d’Italia o del mondo e si può arrivare a vivere in prima persona un’esperienza nel Golfo degli Angeli. È un modo nuovo per unire sport, tecnologia e promozione del territorio e per parlare anche alle generazioni più giovani».

L’eSailingCup è stata pensata anche come uno strumento a disposizione del mondo della vela. I circoli possono utilizzarla per organizzare campionati e coppe virtuali tra i propri soci, con classifiche dedicate e campi di gara ricostruiti sulla base delle proprie esigenze.

L’app può inoltre diventare un supporto didattico per avvicinare soprattutto i più giovani alle dinamiche della vela e alle regole di gara, consentendo di sperimentare attraverso il gioco concetti che potranno successivamente essere trasferiti sull’acqua.

La piattaforma permette inoltre la creazione di trofei dedicati e offre opportunità di visibilità ai partner attraverso la presenza all’interno dell’esperienza di gioco.  

Il momento più atteso arriverà domenica 8 novembre, quando il Cagliari Trophy lascerà definitivamente gli smartphone per trasferirsi in mare. I dieci protagonisti selezionati attraverso le qualificazioni online si confronteranno nella finale nelle acque di Cagliari, chiudendo un percorso iniziato quasi due mesi prima davanti allo schermo di un telefono.

La giornata terminerà nel cuore della città con la cena e la cerimonia di premiazione da Obicà, all’ultimo piano della Rinascente di Cagliari, dove saranno celebrati i protagonisti dell’edizione 2026.

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Non solo lezioni, ma un luogo nel quale continuare a imparare, confrontarsi e stare insieme, senza limiti di età. La Nuova Università Libera della Sardegna del Sapere e della Terza Età rilancia la campagna di iscrizioni per l’Anno Accademico 2026/2027 e si prepara a una nuova stagione con un programma ancora più ampio, capace di affiancare i grandi temi della cultura alle trasformazioni che stanno cambiando la società e il mondo del lavoro.

Dopo essere stata tra le prime realtà in Sardegna a introdurre percorsi dedicati alla digitalizzazione e all’Intelligenza Artificiale, l’Università compie un ulteriore passo avanti: accanto ai corsi base sull’IA, per la prima volta sarà proposto un corso di prompt engineering avanzato, pensato per approfondire l’utilizzo degli strumenti di Intelligenza Artificiale e imparare a dialogare in maniera più efficace e consapevole con le nuove tecnologie.

Un segnale della direzione scelta per il nuovo Anno Accademico: mantenere salde le radici culturali dell’Università Libera e, contemporaneamente, aprire le porte ai linguaggi e alle competenze del futuro.

L’offerta 2026/2027 sarà multidisciplinare e aperta non soltanto alla terza età, ma a tutte le persone che desiderano continuare ad apprendere, coltivare nuovi interessi e vivere occasioni di incontro e socialità.

Alle lezioni tenute da nuovi docenti universitari della Sardegna si affiancheranno contributi di professori provenienti da autorevoli Atenei italiani ed europei.

Il programma spazierà dalle lingue straniere alla storia, dalla letteratura all’attualità, fino alla musica, al canto corale e alla cultura musicale. Confermati e ampliati anche i laboratori teatrali ed espressivi, i corsi di ballo e gli incontri dedicati alla salute, al benessere e alla qualità della vita.

Uno spazio importante sarà dedicato ai temi che stanno trasformando il presente. Geopolitica, società, economia e cambiamenti del mondo del lavoro saranno al centro di incontri e approfondimenti pensati per offrire strumenti utili a interpretare fenomeni sempre più complessi.

Innovazione e contemporaneità dialogheranno con la valorizzazione dell’identità dell’Isola. La programmazione comprenderà infatti percorsi culturali ed esperienziali dedicati all’enogastronomia, alla storia e alle tradizioni della Sardegna.

Le attività saranno articolate tra lezioni, laboratori, seminari, masterclass ed esperienze sul campo, con appuntamenti durante la settimana e iniziative culturali ed esperienziali anche nel fine settimana.

Nel nuovo Anno Accademico sarà inoltre ulteriormente rafforzata la rassegna letteraria e culturale, diventata uno degli appuntamenti della Nuova Università Libera.

Sono previsti incontri e momenti di confronto con autori, giornalisti, studiosi, artisti e personalità del panorama culturale, con l’obiettivo di trasformare la sede di via Pola in uno spazio sempre più aperto alla città e al dibattito.

Le iscrizioni all’Anno Accademico 2026/2027 sono aperte nella sede della Nuova Università Libera della Sardegna del Sapere e della Terza Età, in via Pola 41 a Cagliari.

La Segreteria è operativa dal lunedì al giovedì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 18.30, per le iscrizioni e per fornire tutte le informazioni sulla nuova programmazione, sui corsi, sui docenti e sulle attività.

Informazioni e iscrizioni
Tel. 344 459 2233
E-mail: nulstesardegna@gmail.com

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Il risultato dice sconfitta, ma il campo racconta una storia più sfumata. Il Cagliari perde contro l’Inter, però esce dalla partita con la consapevolezza di aver messo in seria difficoltà una delle squadre più forti del campionato. E soprattutto con il rimpianto, grande e comprensibile, di non essere riuscito a completare una rimonta che, nel secondo tempo, sarebbe stata assolutamente meritata.

 

Dopo una prima frazione vissuta con qualche difficoltà, i rossoblù sono rientrati in campo con un altro spirito. Più aggressivi, più coraggiosi, più convinti. Il Cagliari ha iniziato a conquistare metri, a vincere contrasti e a spingere l’Inter nella propria metà campo. La squadra ha giocato con il cuore, sostenuta da una voglia evidente di riaprire la gara e regalare una gioia al proprio pubblico.

 

Il pareggio è sembrato possibile per lunghi tratti. E se fosse arrivato, non ci sarebbe stato davvero nulla da dire. Non sarebbe stato un regalo né un episodio fortunoso, ma il premio a una ripresa giocata con personalità, sacrificio e grande intensità. Il Cagliari ha costruito la propria reazione pallone dopo pallone, senza mai smettere di crederci.

 

A negare il gol, però, è stato un portiere in giornata straordinaria. Ogni conclusione dell’Inter verso la porta cagliaritana è stata respinta da un estremo difensore semplicemente magnifico. Parate difficili, interventi tempestivi, riflessi da campione: il portiere nerazzurro ha chiuso la porta in faccia alle speranze rossoblù, diventando il protagonista assoluto della partita.

 

È anche grazie a lui che l’Inter è riuscita a conservare il vantaggio. Il Cagliari ha insistito fino alla fine, cercando il varco giusto, la giocata capace di cambiare il destino dell’incontro. La rete del pareggio non è arrivata, ma la spinta rossoblù ha lasciato il segno e ha fatto capire quanto la squadra fosse viva e determinata.

 

Per una squadra che lotta su ogni pallone e che non si arrende davanti alle difficoltà, questa gara può rappresentare comunque un punto di ripartenza. Il Cagliari ha dimostrato di avere carattere, orgoglio e la forza per affrontare avversari di grande livello senza sentirsi sconfitto in partenza.

 

La classifica registra una battuta d’arresto, ma il secondo tempo racconta un Cagliari diverso: combattivo, intenso e capace di mettere paura all’Inter. È mancato soltanto il gol, quello che avrebbe potuto trasformare una sconfitta in una serata memorabile. Il pubblico rossoblù, però, ha visto una squadra lottare fino all’ultimo respiro. E quando il cuore c’è, anche una partita persa può lasciare una speranza.

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Tutti a guardare il prezzo della tazzina, mentre il vero conto salato per le famiglie arriva dal supermercato e dalle bollette. La polemica sul “caro-caffè” torna puntualmente al centro del dibattito, ma per Fipe Confcommercio Sud Sardegna i numeri impongono di rimettere le cose nella giusta prospettiva: dal 2020 l’aumento dei prezzi di alimentari ed energia ha determinato circa 60 miliardi di euro di maggiore spesa per le famiglie italiane, mentre i consumi al bar rappresentano appena il 2% della spesa familiare.

E anche quando si guarda alla tazzina, il quadro è molto diverso da quello di una corsa incontrollata dei prezzi. Secondo il Rapporto Ristorazione Fipe, a dicembre 2025 a Cagliari un espresso costava mediamente 1,52 euro. A livello nazionale, tra il 2020 e il 2026 i servizi al bar e il prezzo del caffè hanno registrato un incremento nell’ordine del 23%, sostanzialmente in linea con l’inflazione generale dello stesso periodo.

Ben diversa è stata la corsa delle spese essenziali: nello stesso arco temporale i beni alimentari hanno registrato aumenti superiori al 30%, mentre per abitazione ed energia l’incremento cumulato ha superato il 70%.

Una differenza che assume ancora più peso se si considera quanto queste voci incidano sul portafoglio: la spesa nei bar rappresenta circa il 2% dei consumi di una famiglia, contro il 16% degli alimentari e il 6% delle utenze energetiche. E sono proprio queste ultime due componenti, trattandosi in larga parte di spese difficilmente comprimibili, a colpire maggiormente i nuclei con minore capacità di spesa.

«Non vogliamo minimizzare le difficoltà delle famiglie, perché sappiamo bene che oggi anche pochi euro possono fare la differenza. Ma proprio per questo bisogna parlare dei numeri reali– sottolinea Emanuele Frongia, presidente Fipe Confcommercio Sud Sardegna –. Non sono i pochi centesimi di adeguamento della tazzina a svuotare il portafoglio. Negli ultimi anni le famiglie hanno dovuto spendere decine di miliardi in più per mangiare, pagare la luce, il gas e sostenere le altre spese essenziali. È lì che si è prodotta la vera erosione del potere d’acquisto.»

Il quadro più recente di Cagliari conferma quanto le spese legate alla casa e all’energia continuino a rappresentare un elemento rilevante. A luglio 2026 l’inflazione nel capoluogo sardo si attesta al +2,7% su base annua, mentre la voce relativa ad abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili registra un incremento del 7,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I prodotti alimentari e le bevande analcoliche segnano invece un +1,4%.

Ma le stesse dinamiche che incidono sui bilanci domestici si riflettono anche sui conti dei pubblici esercizi. Bar e ristoranti devono sostenere il rincaro delle materie prime, delle forniture energetiche e dei servizi, oltre ai costi del personale, degli affitti e della gestione quotidiana dell’attività.

«Quando aumenta la bolletta di una famiglia aumenta anche quella del bar. Quando salgono i prezzi delle materie prime, salgono anche per chi ogni mattina deve alzare la serranda – prosegue Frongia –. In questi anni molte imprese hanno assorbito una parte consistente dei rincari evitando di trasferirli integralmente sul cliente. Per questo parlare di speculazione sul caffè è profondamente ingeneroso nei confronti di migliaia di imprenditori.»

Per Fipe Confcommercio Sud Sardegna occorre quindi evitare che il dibattito sul costo della tazzina faccia perdere di vista le dimensioni economiche reali del fenomeno. L’adeguamento del prezzo del caffè si inserisce in un contesto generale nel quale i costi sostenuti dalle attività sono cresciuti sensibilmente, senza che tali aumenti siano stati scaricati nella stessa misura sui consumatori.

C’è poi un altro elemento che, secondo l’associazione, non può essere ignorato: il valore economico e sociale del modello italiano del bar. La tazzina consumata al banco continua ad avere in Italia un prezzo contenuto e rappresenta un’abitudine quotidiana che va oltre il semplice acquisto di un prodotto.

«In Sardegna il bar è ancora un luogo di socialità, incontro e comunità – conclude Frongia –. Dietro 1,52 euro non c’è soltanto il caffè nella tazzina: ci sono un’impresa che deve restare aperta, lavoratori da retribuire, energia, servizi e professionalità. Possiamo discutere di ogni aumento, ma facciamolo partendo dalle proporzioni: trasformare il caffè nel simbolo del caro-vita significa guardare alla voce che pesa il 2% e rischiare di dimenticare quelle che stanno realmente mettendo sotto pressione famiglie e imprese.»

La richiesta di Fipe Confcommercio Sud Sardegna è dunque quella di riportare il confronto sul costo della vita ai dati: non una battaglia tra esercenti e consumatori, che stanno subendo gli effetti della stessa crescita dei costi, ma un’analisi delle voci che negli ultimi anni hanno inciso maggiormente sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla sostenibilità delle imprese.

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