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Oltre 12 milioni di euro per assicurare continuità e maggiore capacità operativa al dispositivo regionale di protezione civile, antincendio e salvamento.

Tra gli interventi approvati nella variazione di bilancio figurano 7,2 milioni di euro per il 2027 destinati al servizio di pilotaggio degli elicotteri medio-pesanti impiegati nella campagna antincendio boschivo.

Si tratta di mezzi che, grazie alla maggiore capacità di trasporto d’acqua e alle caratteristiche operative, integrano la flotta degli elicotteri leggeri e consentono un impiego più efficace negli scenari di maggiore complessità.

Altri 4 milioni di euro nel triennio 2026-2028 sono destinati al servizio di pilotaggio dei velivoli della Protezione civile, con l’obiettivo di garantire operatività nell’arco delle 24 ore durante tutto l’anno e concorrere alle attività di prevenzione e lotta attiva agli incendi. “Nelle emergenze il tempo e la capacità di intervento fanno la differenza - dichiara l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi - Garantire continuità ai servizi aerei significa preservare una componente essenziale del dispositivo regionale, integrando mezzi differenti in funzione dello scenario operativo”.

Il pacchetto comprende inoltre 900 mila euro per il rafforzamento del sistema integrato di salvamento balneare: 300 mila euro per la collaborazione con il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nelle attività di presidio dei litorali e 600 mila euro destinati ai Comuni per il rimborso delle spese sostenute nel 2025 per i servizi di salvamento.

Ulteriori 70 mila euro incrementano le risorse destinate alla collaborazione con i Vigili del fuoco nella campagna AIB 2026, anche attraverso il presidio nell’area di Is Arenas, nell’Oristanese. “Boschi, coste e mare presentano rischi diversi, ma richiedono lo stesso principio organizzativo: preparazione, integrazione tra strutture e capacità di intervenire rapidamente”, conclude l’assessora Laconi.

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La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha partecipato questo pomeriggio al Consiglio Comunale di Villasimius, convocato in seduta straordinaria e urgente per discutere lo stato di calamità naturale in seguito al devastante incendio che ha colpito l’area di Punta Molentis.

 

Alla seduta erano presenti il sindaco Gianluca Dessì, assieme a tutti i consiglieri comunali di Villasimius, il presidente del Consiglio Regionale, Piero Comandini, l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, i consiglieri regionali Camilla Soru e Valter Piscedda e l’ex sindaco di Villasimius, Tore Sanna.

 

Nel corso della seduta, la presidente Todde ha espresso la vicinanza della Regione alla comunità locale e ai titolari delle aziende danneggiate dal rogo e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione regionale per affrontare l’emergenza e avviare tempestivamente gli interventi di ripristino e rilancio del territorio colpito.

 

“Essere qui oggi è un dovere. Punta Molentis rappresenta momento della responsabilità condivisa, non possiamo limitarci a registrare i danni, dobbiamo lavorare insieme per risollevare subito gli operatori turistici e per evitare che episodi come questi si ripetano”.

 

La presidente ha sottolineato come il vero strumento di difesa del territorio sia la prevenzione, ricordando che il Piano regionale è stato condiviso già nel mese di gennaio.

 

Un passaggio è stato dedicato alla matrice dolosa dell’incendio: “Lo conferma il Corpo Forestale, gran parte degli incendi non è colposa, ma dolosa. E anche quello che ha colpito l’area di Punta Molentis mostra elementi che lasciano pochi dubbi. Chi ha appiccato il fuoco in quella zona, con quel vento e quelle condizioni, ha cercato consapevolmente una tragedia. Noi non ci pieghiamo a queste logiche criminali. Andiamo avanti, insieme”.

 

La presidente ha inoltre rivolto un pensiero agli operatori turistici e ai residenti: “Nonostante l’accaduto, Villasimius è viva, punta Molentis è ancora lì, in tutta la sua bellezza. Dobbiamo dare un segnale concreto di ripartenza, anche valorizzando l’accessibilità. È fondamentale che la stagione possa proseguire in sicurezza, sostenendo chi vive di lavoro e accoglienza”.

 

“In momenti come questi – ha concluso – si misura la forza di una comunità e la credibilità delle istituzioni. Villasimius può contare sulla Regione. Feriti, ma non piegati: è il messaggio che vogliamo mandare”.

 

L'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi è rimasta colpita conseguenze dell’incendio. “Constatare direttamente gli esiti di questo disastro è spaventoso. Dobbiamo prendere consapevolezza che anche le spiagge possono costituire un pericolo, perché dietro hanno colline con macchia mediterranea, superfici boscate che sono a rischio incendio. Per questo ogni spiaggia deve essere presidiata, non solo per il salvamento a mare. È un tema che stiamo affrontando, lavoreremo su questo insieme a tutti i Comuni”.

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“I roghi devastanti che hanno colpito la Sardegna in questi giorni hanno lasciato ferite profonde. Hanno generato paura, rabbia, legittime preoccupazioni. Comprendiamo il dolore delle comunità colpite e non intendiamo minimizzare nulla. Ma sarebbe scorretto dire che la Regione Sardegna è rimasta a guardare. Dal primo giorno del nostro insediamento abbiamo lavorato senza sosta per rafforzare il sistema antincendio, mettendo in campo ogni risorsa e ogni strumento disponibile.”
 
Così la presidente della Regione, Alessandra Todde, fa il punto sulle attività messe in campo dalla Giunta per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi, illustrando nel dettaglio le misure adottate e gli investimenti realizzati in poco più di un anno di legislatura.
 
“Con l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, il Corpo Forestale e la Protezione Civile regionale – prosegue Todde – abbiamo agito su più fronti, in modo strutturale e progressivo: con delibere, programmazione strategica, fondi europei e nazionali, nuove tecnologie, formazione, sensibilizzazione e pianificazione anticipata. Abbiamo investito in elicotteri, autobotti, basi operative, scuole forestali, reti di monitoraggio e presidi locali. Tutto questo lo abbiamo fatto senza proclami, ma con serietà, ascolto dei territori e visione a lungo termine”.
 
La presidente ha poi ricordato che la battaglia contro gli incendi “non si vince in una sola stagione” e che “molto resta ancora da fare”, ma ha ribadito che le basi per un sistema più moderno, integrato ed efficace sono state poste.
 
A oggi, il sistema antincendio regionale è stato potenziato attraverso un piano di investimenti complessivo che supera i 120 milioni di euro. Fondi FESR sono stati destinati all’acquisto di mezzi e per adeguare le infrastrutture: autobotti, basi elicotteri, vasconi, elisuperfici e la rendicontazione delle gare per il servizio aereo. Con le risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione, oltre 64 milioni di euro sono stati destinati a rafforzare la Protezione Civile e il CFVA, intervenendo sulla flotta veicoli, sulla rete dei presidi locali, sulla nuova sede della Scuola regionale, sui sistemi informativi, sulla carta dei suoli, sulle stazioni meteo e idrometriche, e sulla rete integrata di presidi civili e sanitari.
 
Nella programmazione PRS 2025–2029, sono già stati programmati oltre 29 milioni di euro, con un fabbisogno stimato di ulteriori 74 milioni, per la formazione e la professionalizzazione del personale, il monitoraggio fitosanitario, l’implementazione di nuove tecnologie, l’approvvigionamento idrico e la realizzazione di una rete radio e di una colonna mobile integrata.
 
Sul fronte operativo, sono entrati in funzione due elicotteri Super Puma, sono stati formati 700 operatori per la Campagna AIB 2025, attivati gemellaggi interregionali con oltre 200 volontari da Lombardia e Friuli Venezia Giulia, ripristinata la Scuola forestale di Nuoro dopo nove anni di inattività, e pubblicato il concorso per 600 nuovi agenti forestali. Inoltre, sono stati approvati in anticipo i piani AIB 2024 e 2025, è stata ampliata la rete di monitoraggio con l’impiego di droni e piloti abilitati, sono stati rafforzati i briefing interforze, firmate convenzioni con i Vigili del Fuoco, e organizzata un’esercitazione internazionale con 19 partner europei nel Montiferru. Il modulo antincendio francese è operativo dal 26 luglio.
 
“Di fronte a ogni rogo spento, a ogni zona messa in sicurezza, a ogni comunità protetta, ci sono uomini e donne che hanno lavorato senza sosta, spesso in condizioni estreme. A loro va il mio sostegno e la mia più profonda gratitudine: al Corpo Forestale, a Forestas, alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco. all’Aeronautica Militare, ai barracelli e a tutte le forze del volontariato. La Sardegna può contare su una rete straordinaria di persone competenti, coraggiose, generose, che ogni giorno mettono il bene collettivo davanti a tutto. Senza di loro, nessuna strategia sarebbe efficace”.
 
Infine, la presidente ha sottolineato anche l’impegno sul fronte della sicurezza e della legalità: “I criminali che appiccano il fuoco non rimarranno impuniti. Grazie all’azione congiunta del Corpo Forestale e delle forze dell’ordine sono stati già arrestati i presunti responsabili degli incendi a Sarroch e a San Giovanni Suergiu e indagini sono in corso per verificare le responsabilità degli ultimi roghi. La tutela del nostro patrimonio ambientale passa anche dalla giustizia”.
 
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Si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri, nella sede dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, un incontro interistituzionale promosso dall’assessora Rosanna Laconi per affrontare l’emergenza incendi che sta interessando l’intero territorio della Sardegna.

All’incontro hanno preso parte i Prefetti di Cagliari e Nuoro e dei Viceprefetti di Sassari e Oristano, in qualità di rappresentanti del Governo sul territorio con competenze in materia di ordine pubblico e sicurezza, il comandante regionale dei Vigili del Fuoco, il comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, il Direttore Generale della Protezione Civile e il Direttore Generale dell’Agenzia Forestas, in rappresentanza delle principali articolazioni operative della Regione Sardegna.

Il confronto, caratterizzato da un clima di piena collaborazione istituzionale e dalla consapevolezza della gravità degli eventi di origine dolosa e colposa che hanno interessato l’isola negli ultimi giorni, ha avuto l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra le componenti statali e regionali impegnate nella lotta attiva agli incendi boschivi. Un fenomeno ricorrente che, ogni estate, devasta centinaia di ettari di patrimonio boschivo e agricolo compromette la biodiversità, danneggia le attività produttive e mette a rischio l’incolumità delle persone.

“Il sistema antincendi regionale – ha dichiarato l’assessora Rosanna Laconi – dispone di competenze, mezzi e professionalità riconosciute, ma la sfida straordinaria che la nostra Regione si trova ad affrontare con sempre maggiore frequenza richiede un salto di qualità nella cooperazione tra tutti i livelli dello Stato. È necessario rendere più incisive le azioni di controllo, prevenzione e repressione, specie nei confronti di chi, con dolo o colpa, devasta l’ambiente e mette in pericolo le nostre comunità.”

Nel corso dell’incontro è emersa la condivisa necessità di incrementare l’attività di sorveglianza sul territorio e di supportare con determinazione l’azione investigativa del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, che in quanto organo dotato di funzioni di vigilanza, controllo e polizia giudiziaria, riveste un ruolo essenziale nelle attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati ambientali. Tale supporto dovrà concretizzarsi anche mediante forme più strette di collaborazione con le autorità giudiziarie e con le altre forze di polizia.

“Siamo consapevoli – ha aggiunto la Laconi – della complessità del contesto e della necessità di conciliare risorse umane, dotazioni a terra e flotte aeree, nonché nuove tecnologie, in un sistema che deve reagire rapidamente e con efficacia. La posta in gioco è altissima: il nostro patrimonio ambientale, il paesaggio, la sicurezza delle comunità. Consolidiamo le sinergie operative in un’ottica di maggiore efficacia e tempestività.”

A tal fine, già da oggi è stato attivato un tavolo tecnico, convocato dal Prefetto e composto da Corpo Forestale e rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto di Cagliari, con specifiche competenze in materia di ordine pubblico, sicurezza e attività investigative. L’obiettivo è definire congiuntamente le azioni di rafforzamento delle attività di indagine e valutare eventuali modalità di coinvolgimento di ulteriori forze dell’ordine e reparti militari.

Nell’immediato, la Direzione Generale della Protezione Civile della Regione provvederà a trasmettere a tutti i Sindaci della Sardegna una nota-raccomandazione volta a sollecitare, ove non ancora adottati, i piani Comunali di Protezione Civile, la piena attuazione di quelli esistenti, nonché l’aggiornamento dei piani non più rispondenti alle normative vigenti e alle attuali esigenze operative.

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 Il territorio dell’Ogliastra e i suoi diversi portatori di interesse locali, pubblici e privati, saranno al centro del progetto di ricerca europeo “The HuT – Building a safe haven to cope with climate extreme” (Costruire un rifugio sicuro per far fronte al clima estremo) dedicato, in Sardegna, alla prevenzione degli incendi e inserito in un piano d’azione più ampio sugli eventi climatici estremi, che negli ultimi decenni stanno flagellando il pianeta. Gli interventi, con una prima sessione di lavoro già fissata per il prossimo 9 novembre a Tortolì, prevedono il coinvolgimento delle amministrazioni locali e degli enti preposti alla gestione del rischio incendi, delle comunità e degli operatori economici: dagli imprenditori agricoli a quelli del settore turistico. Il progetto è finanziato dal programma europeo Horizon Europe (https://thehut-nexus.eu/), mentre il coordinamento è in capo all’Università di Salerno e alla Fondazione CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), che insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di BioEconomia (CNR-IBE) e a Confragricoltura Nuoro-Ogliastra seguiranno l’organizzazione dei lavori in Sardegna.

La scelta dell’Ogliastra, come area “dimostrativa” nell’ambito di realizzazione delle attività, si è concretizzata alla luce del ricorrente rischio di incendi boschivi, rurali e di interfaccia che caratterizza questa sub-regione dell’Isola.

L’ampia realizzazione del progetto, spalmata in numerose aree dell’Europa, prevede l’analisi delle diverse tipologie di evento climatico estremo: dalle ondate di calore agli incendi, dalle esondazioni ai rischi di dissesto idrogeologico, etc. Negli ultimi 40 anni si stima che, nel vecchio continente, la crisi climatica abbia causato qualcosa come 446miliardi di euro di danni, circa l’81% del totale dei danni causati dai pericoli naturali.

Incontro Tortolì. La prima tappa, in calendario il 9 novembre a Tortolì, prevede un incontro al mattino nella sala consiliare del Comune con una rappresentanza di amministratori del territorio e degli enti preposti alla gestione del rischio incendi e nel pomeriggio, nella sede cittadina di Confagricoltura, una ulteriore sessione di lavoro dedicata a una delegazione di agricoltori e allevatori.

Fondazione CMCC. “Il progetto The HuT ha come ambizione principale la definizione e la promozione di una serie di strumenti e approcci transdisciplinari di gestione del rischio, da trasferire e adottare in diversi contesti territoriali e su diversi rischi naturali”, ha osservato Costantino Sirca, professore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari e affiliato alla Fondazione CMCC, per la quale coordina l’area dimostrativa Ogliastra. “Nell’ambito del progetto, il CMCC e il CNR-IBE, in collaborazione con Confragricoltura Nuoro-Ogliastra – ha proseguito Sirca – svilupperanno insieme alle comunità coinvolte una serie di incontri mirati a sostenere la transizione socio-ecologica verso comunità più resilienti agli incendi, anche in contesto di cambiamento climatico”.

Confagricoltura Nuoro-Ogliastra. “Siamo profondamente convinti che il contesto generale, in termini climatici, ambientali e sociali, richieda un maggior coinvolgimento delle comunità nella gestione delle attività di prevenzione. Da una parte, con questi incontri, vogliamo sensibilizzarle rispetto al rischio, e dall’altra vogliamo dare un supporto concreto affinché le comunità siano parte attiva nella prevenzione e nella mitigazione del rischio incendi, a medio e lungo termine”, così il direttore di Confagricoltura Nuoro-Ogliastra, Giuseppe Demelas.

CNR-IBE. “I primi incontri saranno prevalentemente introduttivi”, ha spiegato Valentina Bacciu, ricercatrice del CNR-IBE. “In primo luogo, verranno presentati gli obiettivi generali del progetto The HuT e quelli specifici dell’area dimostrativa Ogliastra. Successivamente verrà chiesto, ai portatori di interesse, di illustrare quelle che ritengono le necessità del territorio rispetto al porre in essere azioni di prevenzione del rischio incendi, focalizzandosi sulle problematiche e sulle opportunità offerte dal contesto locale, amministrativo e socioeconomico. Infine, si inizierà a discutere su possibili buone pratiche, azioni o strategie che possono essere attuate per superare le criticità rilevate nell’area”, ha concluso Bacciu.

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Dopo siccità, ondate di pioggia e grandine della primavera, seguite dal grande caldo delle scorse settimane, si abbatte sull’agricoltura e l'allevamento sardo la piaga degli incendi. Non c’è pace per il mondo agropastorale isolano che continua a fare la conta dei danni nelle aziende colpite dagli eventi calamitosi susseguiti negli ultimi mesi e settimane. L’ultimo, solo in ordine cronologico, è proprio il problema dei roghi che, in particolare domenica, hanno devastato ettari di vegetazione e colpito numerose aziende e coltivazioni. 

DANNI. In attesa dei numeri ufficiali, dalle prime stime Coldiretti Sardegna, i problemi maggiori sul fronte ambientale stanno emergendo nell’area tra Posada, Siniscola, La Caletta e Gairo, per i territori della Baronia e nel Sarrabus tra Muravera e Villaputzu, nel Sud Sardegna, ma sono andati in fumo centinaia di ettari di vegetazione con foraggere e agrumeti e si registrano i primi danni su infrastrutture, recinzioni, macchine agricole e impianti di irrigazione, pompaggio ed elettrici. Nel vasto rogo che ha imperversato sulla Baronia grande paura per aziende e famiglie che in queste ore stanno facendo la conta dei danni, mentre restano gravi i danni al patrimonio boschivo e ambientale.
 
TERRITORI. Sono centinaia, dunque, gli ettari di territorio andati persi a causa del fuoco conte piante da frutto in particolare che avranno bisogno di anni prima che possano tornare a produrre senza dimenticare danni ambientali ed economici per le aziende che hanno visto spazzato via un ingente patrimonio. Nell’area del Sarrabus, al momento, sono circa una decina quelle coinvolte. “Abbiamo vissuto momenti di paura e adesso possiamo davvero dire che siamo stati fortunati - commenta Giorgio Demurtas, allevatore e presidente di Coldiretti Cagliari - le fiamme e soprattutto il forte fumo stavano mettendo a rischio la vita degli animali e siamo andati a soccorrerli a rischio della nostra stessa incolumità. Alla fine ci è andata bene e per questo ringraziamo tutti quelli che ci hanno aiutato, dall’amministrazione comunale alle forze dell'ordine e i tanti amici e volontari che ci anno sostenuto per limitare i danni e salvare per miracolo gli animali”. Per l’agrumicoltore Manuele Meloni “l’evento che ci ha colpito è molto grave con tantissimi danni alla nostra azienda se pensiamo al mancato reddito per le produzioni perse e i costi per ricostruire e sostituire i macchinari colpiti - dice - abbiamo già danni per molte migliaia di euro con tre filari di piante bruciate in tutto il perimetro che non recupereremo più, oltre a recinzioni, tubazioni, motori e cavi che stiamo sostituendo - conclude - sembrava un’apocalisse, ma ci siamo già rimboccati le maniche e stiamo ripartendo". 
 
COLDIRETTI SARDEGNA. “Quella di ieri è stata una giornata drammatica sul fronte incendi in Sardegna e anche le aziende agricole e di allevamento hanno dovuto fare i conti ancora una volta con questa piaga che da troppi anni si abbatte sull’isola ogni estate - sottolinea il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu - ci si aspettava refrigerio dopo le giornate afose che avevano creato anche danni alle colture, soprattutto in pieno campo, ieri invece abbiamo registrato incendi che hanno mandato in fumo ettari di terreni e proprietà, bruciato e danneggiato infrastrutture e attrezzature agricole senza contare gli animali morti e le centinaia di persone sfollate - conclude - non è possibile che ogni anno si ripresenti lo stesso scenario e non si esca da questa piaga che ci affligge da troppo tempo". Per il direttore Coldiretti Sardegna, Luca Saba, inoltre “bisogna tenere sempre alta l’attenzione su questo fronte perché gli incendi oltre a danneggiare il nostro immenso patrimonio paesaggistico e naturalistico, creano grossi danni economici alle nostre aziende che devono già fronteggiare gli effetti sui cambiamenti climatici e gli eventi atmosferici imprevedibili - sottolinea - questo rappresenta un altro importante freno all’economia agropastorale sarda”.
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“Per il secondo anno consecutivo registriamo dati positivi, rispetto alla media degli ultimi dieci anni, come la riduzione del numero degli incendi (-18%), la drastica riduzione della superficie complessiva percorsa (-34%) e di quella boscata (-30%). Anche la superficie media per incendio registra un’importante riduzione, rispetto al dato medio del lungo periodo: -21%. Dimostrazione evidente che la macchina regionale antincendio si dimostra sempre più professionale, efficace e tempestiva”. Lo ha sottolineato l’assessore della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, durante la conferenza stampa nella quale ha illustrato i risultati della Campagna Antincendio 2020.

“Un importante sforzo complessivo, anche economico, con oltre 7.000 donne e uomini in campo, tra Corpo forestale, Forestas, Protezione civile, organizzazioni di volontariato, compagnie barracellari e vigili del fuoco, oltre a 11 elicotteri leggeri, il Super Puma, tre canadair del Dipartimento nazionale della Protezione civile e 281 mezzi terrestri, che quotidianamente hanno garantito la sicurezza dei Sardi – ha aggiunto l’esponente della Giunta Solinas – I numeri di quest’anno non rappresentano certamente un punto d’arrivo, ma un nuovo punto di partenza per migliorare ulteriormente e sconfiggere questa piaga che da troppo tempo affligge la Sardegna. Continuerà anche la collaborazione con le Amministrazioni comunali affinché tutte si dotino, in tempi brevi, dei piani di protezione civile che riguardano il rischio incendi e quello idrogeologico. Sono ancora troppi i Comuni privi dei piani: 41 non hanno né l’uno né l’altro”.

L’assessore Lampis ha anche ricordato come agosto sia stato il mese più difficile: “Si sono registrati 746 incendi per una superficie complessiva percorsa di 4.842 ettari (1.702 boscati). In particolare, la giornata del 1 agosto è stata la peggiore del 2020, con ben ventinove incendi, di cui sette hanno richiesto l’intervento di uno o più elicotteri regionali e quattro l'ausilio dei mezzi aerei della Protezione civile nazionale, per una superficie complessiva di 2.669 ettari (817 di superficie boschiva). Nell'intera Campagna 2020, diciassette il numero medio di interventi giornalieri, salito a ventidue nel periodo 1 giugno-31 agosto”.

Intensa l’attività investigativa del Corpo forestale, che ha effettuato 3 arresti e trasmesso 218 comunicazioni di notizia di reato alla Magistratura, riscontrando come il 75% degli incendi sia di origine dolosa: “Un dato in linea con gli ultimi 10 anni, perciò dobbiamo impegnarci maggiormente nella sfida culturale per la salvaguardia del nostro patrimonio ambientale e paesaggistico, settore decisivo per lo sviluppo ed il riscatto della Sardegna. Una battaglia che va combattuta soprattutto nei luoghi formativi per eccellenza, come la scuola, dove purtroppo in questo periodo non è stato possibile realizzare le iniziative previste dall’Assessorato. Presto, superata l’emergenza sanitaria, riprenderemo con le iniziative per conseguire questo importante obiettivo”.

Infine, l’assessore Lampis ha rivolto un pensiero ad Alessandro Diana, il volontario diciannovenne di Pabillonis morto in un incidente stradale mentre si recava a spegnere un incendio: “Su richiesta mia e del presidente Solinas, abbiamo trasferito alla Prefettura la documentazione necessaria per il riconoscimento, da parte del Presidente della Repubblica, di una medaglia d’oro al valor civile”. 

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