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È stato pubblicato oggi sul BURAS il bando straordinario per l’assegnazione degli incarichi vacanti dei medici del ruolo unico di assistenza primaria per il 2026. La procedura, approvata con determinazione n. 1144 del 14 settembre della Direzione generale della Sanità, mette a disposizione complessivamente 561 sedi vacanti distribuite in tutte le otto ASL della Sardegna, con l’obiettivo di rafforzare la presenza della medicina generale sul territorio e favorire la copertura degli ambiti nei quali si registra una maggiore carenza di assistenza.

Nel dettaglio, sulla base degli incarichi riportati nell’allegato al provvedimento, le sedi vacanti sono 157 nella ASL di Cagliari, 116 nella ASL di Sassari, 78 nella ASL di Nuoro, 65 nella ASL di Oristano, 62 nella ASL Gallura, 40 nella ASL del Sulcis, 34 nella ASL del Medio Campidano e 9 nella ASL Ogliastra. Il bando interessa sia i principali centri urbani sia numerosi comuni delle aree interne e periferiche dell’Isola. Tra gli ambiti con il maggior numero di disponibilità figurano Cagliari e l’Area vasta, Sassari, Quartu Sant’Elena, Olbia, Alghero, Nuoro e diversi territori dell’Oristanese.

La pubblicazione straordinaria è stata definita a seguito della ricognizione effettuata dall’Assessorato regionale della Sanità, sulla base dei fabbisogni individuati dalle Aziende sanitarie e dei criteri stabiliti dal nuovo Accordo collettivo nazionale per la medicina generale del 15 gennaio 2026. La necessità di procedere con una nuova pubblicazione delle sedi carenti è stata condivisa anche nel Comitato regionale per la Medicina generale riunito lo scorso 4 settembre.

Particolare attenzione viene riservata ai territori nei quali la carenza di medici rende più difficile garantire la continuità dell’assistenza. Il bando individua infatti, oltre alle sedi per le quali è previsto uno specifico obbligo di apertura, gli ambiti che possono beneficiare delle indennità previste per le zone disagiate e di quelle introdotte per le aree temporaneamente disagiate a causa della carenza di assistenza. Nei casi previsti dalla normativa regionale le due forme di incentivazione possono essere cumulate.

La misura si inserisce nel percorso avviato dalla Regione con il nuovo Accordo integrativo regionale della Medicina generale, approvato nel 2025, che ha rafforzato gli strumenti destinati a rendere maggiormente attrattivo l’esercizio della professione nei territori più difficili da coprire. Il sistema regionale prevede, in particolare, incentivi economici aggiuntivi per favorire l'insediamento e la permanenza dei medici nelle zone disagiate e disagiatissime e per sostenere la partecipazione alle nuove forme organizzative della medicina territoriale.

La procedura di assegnazione sarà gestita da ARES Sardegna. Possono concorrere, secondo l’ordine e i requisiti stabiliti dall’Accordo collettivo nazionale, i medici che chiedono il trasferimento da altre Aziende, quelli inseriti nella graduatoria regionale valida per il 2026, i professionisti in possesso del diploma di formazione specifica in medicina generale e, nei casi previsti dalla normativa, anche i medici che stanno frequentando il corso di formazione specifica. Per i trasferimenti è prevista la possibilità di coprire fino a un terzo degli incarichi disponibili in ciascuna Azienda.

Per il conferimento degli incarichi, il nuovo ACN stabilisce inoltre una riserva dell’80 per cento a favore dei medici in possesso dell’attestato di formazione specifica in medicina generale e del 20 per cento a favore dei medici in possesso del titolo equipollente, con possibilità di utilizzare i posti eventualmente non assegnati in una delle due quote a favore dell’altra.

I medici interessati avranno 20 giorni a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione sul BURAS per presentare la domanda. Le istanze dovranno essere inoltrate esclusivamente attraverso la piattaforma telematica ISON, utilizzando l’identità digitale SPID o CIE; non saranno considerate valide le domande trasmesse con modalità differenti. Le successive convocazioni saranno comunicate da ARES tramite PEC all’indirizzo indicato dai candidati nella domanda.

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Più posti a disposizione per gli studenti che vogliono iscriversi alle facoltà di Medicina delle Università di Cagliari e Sassari e nuove regole per l’individuazione delle sedi carenti della medicina generale, per contrastare, con un intervento a livello nazionale, la carenza di medici di base negli ambiti territoriali più svantaggiati, al di fuori dei grandi centri urbani. Sono questi i temi su cui si articolano le proposte che l’assessore regionale della Sanità, Carlo Doria, ha messo sul tavolo del Ministero della Salute. Due, in sintesi, le richieste avanzate: la prima riguarda l’autorizzazione all’aumento di circa un terzo per almeno un triennio, dei posti disponibili per l’immatricolazione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia nei due atenei della Sardegna, mentre la seconda riguarda l’avvio di una contrattazione a livello nazionale per la modifica del parametro attualmente in uso per l’individuazione delle sedi carenti della medicina generale e la loro messa a bando, da un medico ogni 1.000 abitanti a uno ogni 1.200 per gli ambiti urbani con una popolazione sopra i 20 mila abitanti, mantenendo invece il rapporto medico/popolazione invariato per gli ambiti con meno abitanti.

“La problematica correlata alla carenza dei medici di medicina generale in molti dei territori al di fuori dei grandi centri urbani è comune a tutta Italia e ha origini lontane, a partire da una mancata programmazione del turnover con un netto squilibrio fra pensionamenti ed ingressi nel sistema sanitario nazionale. In quest’ottica si inquadra un antistorico numero programmato negli accessi al corso di laurea in Medicina e Chirurgia”, spiega l’assessore Doria.

“Questo squilibrio, reso più evidente dai numerosi pensionamenti del personale medico negli ultimi anni rispetto ai nuovi ingressi, ha mostrato – sottolinea l’esponente della Giunta Solinas – l’estrema vulnerabilità soprattutto sul versante sanitario territoriale con ampie fasce della popolazione, specie nelle aree periferiche, attualmente private dalla presenza del medico di medicina generale, ma anche, talvolta, del pediatra di libera scelta”.

In questo quadro, spiega l’assessore Doria, il rapporto di un medico ogni 1.000 abitanti, che definisce l’attuale distribuzione delle sedi carenti di medicina generale da bandire non è più adeguato a dare risposte ai territori: “Per poter comprendere meglio cosa non funziona e ciò su cui stiamo intervenendo è bene conoscere i numeri in gioco: oggi in Sardegna i medici titolari di sede sono 979 (dato al 31 gennaio 2023). A questi si sommano circa 200 medici che oggi hanno i titoli per partecipare al prossimo bando di assegnazione delle sedi carenti di medicina generale, 418 in tutta la Sardegna. Se ciascuno degli oltre 1.100 medici di medicina generale fosse massimalista, cioè avesse in carico 1.500 pazienti, le persone assistite sarebbero 1.650.000, più del numero di adulti presenti in Sardegna”.

“Tuttavia – dichiara l’assessore – l’attuale distribuzione delle sedi della medicina generale, secondo il parametro di un medico ogni mille abitanti, determina uno squilibrio con una concentrazione dei medici nei grandi centri urbani, più richiesti, mentre nelle sedi periferiche si registrano le carenze più forti. La modifica del parametro comporterebbe una leggera diminuzione delle sedi disponibili nelle aree metropolitane, che comunque continuerebbero a essere coperte in modo soddisfacente, a vantaggio degli ambiti più periferici”

Sul rapporto medico/abitanti attualmente in uso l’esponente della Giunta precisa: “In passato, quando il numero di medici di medicina generale era maggiore, poteva essere considerata una condizione adeguata, ma allo stato attuale, avendo perso in Sardegna circa un terzo dei medici di medicina generale rispetto a dieci anni fa, ci ritroviamo con un parametro che finisce per favorire inevitabilmente i grandi centri urbani, più ambiti e assegnati, senza aver poi a disposizione risorse in grado di rispondere  alle necessità dei territori periferici. È come se si volesse combattere questa nuova battaglia con le regole d’ingaggio di ieri quando avevamo un esercito più numeroso”.

“Nelle more di un provvedimento nazionale, la Regione – dichiara l’assessore Doria – ha avviato con i sindacati dei medici di medicina generale una trattativa per la modifica del parametro per l’individuazione delle sedi, proponendo la soluzione di un medico ogni 1.200 abitanti, da applicare solo negli ambiti sopra i 16 mila abitanti, ma, oggi questa soluzione non ha incontrato il favore di tutte le sigle sindacali e, nonostante una prima intesa, ieri durante l’ultimo incontro alcune rappresentanze non hanno sottoscritto l’accordo”.

“Se vogliamo rispondere alle necessità attuali serve l’impegno di tutti. In un’ottica di riorganizzazione della sanità territoriale, come anche sancito dal DM 77, nella finanziaria recentemente licenziata dal Consiglio Regionale, abbiamo previsto nel triennio 2023-2025 lo stanziamento di 3 milioni annui per l’attivazione delle UCA (Unità Continuità Assistenziale), che parteciperanno a sostenere le attività dei medici di medicina generale, e di 50 milioni nel triennio 2023-2025 da investire nel Ruolo Unico di Medicina Generale a ciclo di scelte e a ciclo orario previa una rapida contrattazione sindacale del nuovo accordo integrativo regionale (AIR) che rappresenta lo strumento con cui incentivare il personale sanitario per ridisegnare la nuova sanità territoriale ivi compresa l’attuale continuità assistenziale che deve rappresentare un filtro sicuro territoriale per tutte quelle patologie inquadrabili nei codici verdi e bianchi che oggi invadono i nostri pronto soccorso”, conclude l’assessore Doria. 

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Partiranno oggi le assunzioni dei medici che hanno risposto all’avviso pubblico bandito dall’Ats il 23 ottobre e i cui termini sono scaduti alla mezzanotte di ieri. Al bando hanno risposto 777 medici e l’azienda regionale procederà all’assegnazione di incarichi per la durata di 6 sei mesi che potranno essere prorogati a seconda del protrarsi dell’emergenza. “Stiamo mettendo in campo ogni strumento a disposizione per potenziare il nostro sistema sanitario e dare risposte sempre più efficaci sia in termini di assistenza, sia sul piano della prevenzione, attraverso il rafforzamento dei servizi che svolgono le operazioni di controllo e tracciamento del virus sul territorio”, dichiara il Presidente, Christian Solinas. “La salute dei cittadini – prosegue il Presidente – è il bene più prezioso da difendere, in un quadro difficile a causa della pressione che la pandemia sta esercitando sui nostri ospedali. La Sardegna ha ripreso a investire sulla Sanità dopo anni di tagli i cui effetti sono ancora oggi sotto gli occhi di tutti e appaiono ancora più evidenti in un’emergenza senza precedenti per l’Isola e per il Paese”.

“Inizieremo immediatamente ad esaminare le domande pervenute– dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – e rafforzeremo ogni ambito territoriale. Non abbiamo posto un limite al numero di incarichi da assegnare e recluteremo tutto il personale necessario. Abbiamo il dovere di dare risposte ai cittadini che necessitano d’assistenza e cure, ma anche ai tanti operatori sanitari impegnati in prima linea sul territorio e negli ospedali”. 

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