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 La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha visitato oggi la Casa di reclusione all’aperto di Mamone, accompagnata dal Direttore, Vincenzo Lamonaca, e dal Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Domenico Arena.

La conferenza stampa organizzata al termine della visita, alla quale, oltre alla presidente, al direttore e al provveditore, ha partecipato anche la dottoressa Rosanna Cabras, Magistrato di Sorveglianza per le colonie penali della Sardegna, è stata dedicata ai nuovi progetti per il rafforzamento e la valorizzazione delle colonie penali all’aperto dell’Isola. La presidente ha ricordato che la visita arriva all’indomani dell’assemblea pubblica di Uta, dedicata al tema dell’annunciato trasferimento dei detenuti in regime di 41-bis. “Proprio dopo il confronto di ieri con cittadini, amministratori e operatori a Uta, era importante essere qui. Sono due piani diversi: da una parte l’emergenza nazionale del 41-bis, dall’altra un modello virtuoso come quello delle colonie penali, che offre reinserimento, lavoro e sviluppo territoriale”, ha dichiarato Todde.

Durante il suo intervento, la presidente ha sottolineato il valore sociale e formativo della Colonia di Mamone: “Finché non si vedono le cose con i propri occhi è difficile comprenderne la complessità. Qui i detenuti imparano un mestiere, acquisiscono competenze e possono uscire con una professionalità che restituisce dignità e futuro. È il percorso costituzionalmente corretto dell’esecuzione penale”.

“Con la Regione abbiamo avviato un dialogo molto fitto sui modelli dell'esecuzione penale” ha detto il Provveditore Domenico Arena. “Mamone e le altre colonie penali dell’isola - ha spiegato - rappresentano una peculiarità a livello nazionale. Sono luoghi dove si riesce a fare ciò che la Costituzione dice, cioè un percorso penale che sia orientato a un effettivo reinserimento delle persone nella società”.

“La novità che ci piace condividere - ha spiegato Arena - è che, rispetto alla condizione di esclusione di questi posti dai territori che li circondano, oggi vogliamo fare esattamente l'operazione inversa mettendoli al servizio dei territori. L'idea che ci anima - ha continuato - è quella di coinvolgere il Ministero della Giustizia, la Regione Sardegna le stesse comunità territoriali che circondano e le università per dare vita a un progetto di sviluppo dei territori che abbia, per un verso, la finalità di potenziare questa dimensione dell'esecuzione penale costituzionalmente orientata e sinceramente virtuosa e, per l’altro, quello di essere uno dei motori di sviluppo anche dello sviluppo del territorio e dell'isola. Su questo abbiamo intenzione di costruire nei prossimi mesi un master plan che metta a sistema gli interventi che non siano scollegati l’uno dall’altro, ma una trama unitaria nella quale inserirli e che faccia delle colonie un punto di rilancio”.

“Le progettualità di cui stiamo parlando - ha dichiarato il Direttore Lamonaca - non si svolgeranno in un giorno, un mese, o un anno: ci vorrà tempo. Così come ci vorrà collaborazione, entusiasmo e un'unità di intenti che riguarda tutte le professionalità istituzionali”. Il direttore ha sottolineato l'importanza “di contribuire a far sì che questo posto non solo resti aperto, ma soprattutto che possa diventare un modello. L'obiettivo è di avere sempre un'esecuzione penale interna orientata ai principi costituzionali: il nostro obiettivo deve essere quello di credere nel lavoro che facciamo, che è quello, appunto, di restituire al contesto sociale persone che poi, magari, possono anche restare sul territorio”.

Nel suo intervento la presidente Todde ha anche rimarcato il ruolo del personale penitenziario: “Opera spesso con organici ridotti e sotto forte pressione. In contesti come questo emerge una dimensione umana diversa, fatta di responsabilità e dialogo”.

La presidente ha annunciato la volontà della Regione di avviare un piano organico e pluriennale dedicato alle colonie penali: “Non servono interventi spot. Serve una visione di almeno dieci anni, con risorse regionali, nazionali ed europee messe a sistema. Mamone, Is Arenas e Isili devono diventare modelli di reinserimento e sviluppo territoriale”. Tra i temi affrontati durante la visita anche sanità e servizi specialistici: “Non siamo venuti per una visita formale. Abbiamo parlato dei problemi concreti e di come migliorare i servizi per chi vive e lavora in questo luogo”.

Riferendosi al dibattito aperto a Uta sul trasferimento dei detenuti in regime di 41-bis, Todde ha ribadito la posizione della Regione: “Un conto è la giustizia che reinserisce. Altro è il 41-bis, che preoccupa per tre motivi: il rischio di infiltrazioni in territori sani; il peso sulla sanità regionale, già in sofferenza; e l’impatto su un personale penitenziario sottodimensionato. A giugno ho chiesto l’apertura di un tavolo nazionale, e oggi ho scritto alla presidente del Consiglio. Non possiamo subire decisioni unilaterali”.

La presidente ha concluso affermando che la Sardegna intende investire su un modello penitenziario moderno e utile ai territori: “Le colonie penali sono una risorsa per la Sardegna. Possiamo farne un esempio virtuoso per il Paese, mettendo insieme giustizia, lavoro e sviluppo”.

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L’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani ha depositato presso l’8ª Commissione permanente del Senato una memoria illustrativa ed un pacchetto di emendamenti al disegno di legge n. 1718, di conversione del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175 “Misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Gli emendamenti sono stati elaborati di concerto tra gli Assessorati regionali dell’Industria, della Difesa dell’Ambiente e dell’Urbanistica, sotto il coordinamento della Presidenza della Regione Sardegna.

Nel suo intervento, l’assessore Cani ha sottolineato le rilevanti criticità del decreto: “Desta perplessità l’utilizzo dello strumento della decretazione d’urgenza e la mancata previa acquisizione dell’intesa in sede di Conferenza Unificata, una scelta che appare motivata dall’intento di eludere tale procedura”, ha detto dinanzi alla Commissione, aggiungendo che “una simile modalità di intervento risulta poco rispettosa del ruolo delle Regioni e delle Province autonome, in una materia, quale quella della produzione e distribuzione di energia, che coinvolge sia la competenza concorrente, secondo quanto disposto dall’articolo 117 della Costituzione, sia, per le regioni a statuto speciale, competenze primarie, tra cui quella della Regione Sardegna in materia di governo del territorio e urbanistica”. Una prassi che, ha osservato ancora l’assessore, “determina inoltre una grave lesione del principio di leale collaborazione, più volte richiamato dalla Corte costituzionale come canone imprescindibile nei rapporti tra lo Stato e le autonomie territoriali”.

Sul piano delle competenze, la memoria evidenzia come l’individuazione statale delle aree idonee rappresenti una compressione delle attribuzioni regionali in materia di governo del territorio ed energia, in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione e con le prerogative delle Regioni a statuto speciale.

In tale contesto, la Regione ha presentato una serie articolata di emendamenti, finalizzati a:

• rafforzare il ruolo programmatorio delle Regioni, in particolare di quelle a statuto speciale;

• limitare l’individuazione delle aree idonee alle sole superfici compromesse o degradate;

• introdurre maggiori tutele per le aree agricole di pregio e per i paesaggi rurali storici;

• garantire una protezione effettiva dei siti UNESCO e delle relative zone di rispetto;

• disciplinare in modo più equilibrato l’agrivoltaico e l’uso degli invasi idrici;

• consentire alle Regioni che abbiano già raggiunto gli obiettivi di potenza installata di modulare ulteriormente le proprie scelte territoriali.

“Gli emendamenti proposti hanno principalmente l’obiettivo di limitare la realizzazione di impianti FER in queste aree, dove inciderebbero in maniera significativa sul valore e sulla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale”, ha spiegato l’assessore Cani.

Ulteriori eventuali emendamenti potranno essere proposti e discussi in sede di Coordinamento tecnico e in Commissione politica.

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Mercoledì sera a Barcellona, nella prestigiosa cornice del palazzo reale di Pedralbes, l’assessore del Turismo Franco Cuccureddu ha presentato la campagna promozionale della Regione Sardegna per il mercato spagnolo, in un evento inserito nel quadro della fiera internazionale IBTM World. L’occasione è stata la ricorrenza del 700mo anno della costituzione del Regno di Sardegna. “Questo anniversario – spiega – non vuole essere il centro di questa giornata, ma rappresenta il motivo che ci ha fatto riflettere su come la Sardegna, sia per la Spagna l'Italia più vicina, non solo dal punto di vista geografico. Quattro secoli di presenza spagnola in Sardegna hanno notevolmente influenzato la nostra cultura, la lingua, i costumi, l’artigianato, la gastronomia, gli eventi tradizionali, a partire da quelli religiosi e in particolare i riti della settimana santa o le giostre equestri”.

Davanti al Console Generale d’Italia a Barcellona Gabriele Luca Fava, la rappresentante della Generalitate Damia Serrano, agli esponenti della Camera di commercio di Spagna in Italia e ad altre istituzioni e media spagnoli, l’assessore ha illustrato il piano di comunicazione realizzato per il mercato spagnolo, articolato in tre azioni che prevedono una campagna di digital marketing nei portali web delle principali testate giornalistiche spagnole con l’obiettivo di raggiungere almeno 7 milioni di spagnoli. Una campagna negli aeroporti di Madrid e Barcellona (che verrà estesa ad altri aeroporti) con 13 maxi schermi led presenti in tutti i terminal. Infine una campagna tv che coinvolge alcune tra le tv più importanti, tra le quali A3 (Antena 3), Sexta e Neox. Ad affascinare gli spagnoli sarà un video promozionale realizzato dal regista Paolo Zucca che ieri è stato proiettato in anteprima nella Sala del Trono, anticipato da un intervento di Pinuccia Simbula, docente di Storia, Scienze umane e della Formazione dell’Università di Sassari che ha collaborato, come consulente storica. Il video realizzato con criteri cinematografici, utilizza i codici rappresentativi e identitari dei sardi in chiave ironica, con un messaggio di amicizia verso gli spagnoli che verranno in Sardegna con cui si chiude lo spot: "vi sentirete a casa vostra", cosi come si sentono a casa tutti i sardi che vengono in Spagna.

“È un momento particolarmente felice per la promozione dell’immagine turistica della Sardegna nel mondo – evidenzia l’assessore - nell'ultimo periodo abbiamo ottenuto tre importantissimi riconoscimenti: Cala Goloritzè come spiaggia più bella del mondo, le Domus de janas, ben 18 siti, patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. La Sardegna, come unica regione europea, best in travel 2026, top destination Lonely Planet”.

“La Spagna – prosegue Cuccureddu - rappresenta per la Sardegna il quinto mercato straniero, dopo Germania, Francia, Svizzera e UK. Abbiamo deciso di partire proprio dalla Spagna con una vasta azione promozionale che non si ferma qui, ma guarda a tutto il mondo, sono infatti in programma ben 32 appuntamenti nei 5 continenti”.

 

 

 

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Si è concluso domenica a Porto Rotondo il Campionato Nazionale 2025 della Classe Snipe, valido anche come Campionato Sud Europeo - Trofeo Sergio Michel, che ha visto la partecipazione di 31 equipaggi provenienti - oltre che da tutta Italia - da tutto il mondo, con atleti in rappresentanza di Argentina, Cile, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Francia, Guatemala, Brasile e Stati Uniti.

 

Si è trattato quindi di un Campionato Italiano dal respiro internazionale, che ha confermato ancora una volta la straordinaria vitalità della Classe Snipe, una delle derive più diffuse e longeve della vela mondiale. A vincere su tutti l’equipaggio formato da Gioele Toffolo al timone e Stefano Longhi a prua, a bordo del DB-R1 ITA 32004.

 

E se il primo giorno non si è potuto regatare a causa del forte vento di nord est, di intensità superiore ai limiti consentiti dalle regole di classe, il venerdì si sono disputate tre prove in condizioni di vento leggero che hanno reso le regate estremamente tattiche. Scelte di lato, gestione delle oscillazioni e lettura del campo di regata si sono infatti rivelate decisive. Sabato altre tre prove con un vento di scirocco debole e incostante, con raffiche sparse sul campo di regata, ha reso ancora più difficile la vita ai concorrenti: i continui salti di vento in prossimità della boa di bolina hanno messo a dura prova la sensibilità e la capacità tattica degli equipaggi.

 

Domenica, come da previsione, il maestrale ha soffiato con grande intensità superando i 40 nodi e costringendo gli equipaggi a terra. Quattro giorni di condizioni decisamente atipiche e variabili per il Golfo di Cugnana, che ha comunque regalato, venerdì e sabato in cui il vento ha consentito lo svolgimento delle prove, delle regate spettacolari e combattute fino all’ultimo bordo. Un plauso unanime da parte di tutti gli equipaggi al Comitato di Regata per aver svolto un lavoro impeccabile, riuscendo a mettere a segno, seppur in condizioni difficili, le sei prove valide.

 

A spuntarla, come detto in apertura, sono stati i triestini Gioele Toffolo e Stefano Longhi, che hanno conquistato sia il titolo di Campioni Italiani 2025 sia il Trofeo Sergio Michel del Campionato Sud Europeo. Sul secondo gradino del podio sono saliti Francesco Rossi e Marco Rinaldi, mentre Pietro Fantoni e Arianna Buzzetti si sono classificati terzi. Un podio tutto italiano di assoluto valore in un campionato open dal livello tecnico altissimo, che ha visto in acqua nomi di spicco della vela agonistica tra cui il campione del mondo in carica e numerosi velisti di fama internazionale. Le classifiche finali testimoniano l’equilibrio di valori e la qualità dei protagonisti in una flotta dove ogni errore costava caro e ogni scelta tattica poteva ribaltare la regata.


Tra i rappresentanti della giovane flotta sarda, i migliori in campo - nonostante una squalifica che avrebbe potuto consentire loro di avanzare di qualche posizione in classifica generale - sono stati Alessandro Balzani e Giuseppe Marras (16esimi assoluti), seguiti da Alessandro Cabras e Federico Fassio (22esimi), Mauro ed Eros Bardino (25esimi). Seguono Cossu - Soddu (26esimi), Coiana - Ascoli (28esimi) e la coppia femminile De Candia - Dettori (31esime). Tutti protagonisti di ottime prove e di un costante miglioramento, che testimonia la crescita tecnica e l’entusiasmo della flotta Snipe Sardegna.

 

Grande soddisfazione da parte della Segretaria nazionale di Classe, Maria Elena Balestrieri, che ha ricevuto il plauso di tutti i regatanti per l’impegno e l’organizzazione impeccabile. «È stato un campionato complesso ma entusiasmante - ha commentato - La Sardegna ha dimostrato di essere una sede ideale, conquistando tutti sia per la bellezza dei luoghi sia per la capacità di essere un teatro perfetto per manifestazioni di questo livello».

 

Con la conclusione del Campionato Italiano e del Sud Europeo, la Classe Snipe guarda già al futuro con la definizione del prossimo circuito nazionale e la scelta della sede del Campionato Italiano 2026 che verrà definita nella prossima assemblea prevista entro la fine dell’anno.

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"Oggi la Sardegna si sveglia più povera. L’ho conosciuto di persona un anno fa, in occasione di un incontro con i ragazzi della sua scuola, mi colpì la passione con cui parlava ai giovani, la fermezza con cui difendeva i diritti dei più fragili. Quando se ne va un guerriero delle battaglie per la giustizia, siamo più poveri. Quando se ne va un uomo che ha saputo trasformare il dolore in impegno collettivo, siamo più poveri. Quando se ne va un punto di riferimento per un’intera comunità, siamo tutti più poveri. La Sardegna oggi perde una voce limpida, una guida, un amico”. Così la presidente della Regione, Alessandra Todde, ricorda Pino Tilocca, preside dell’IIS “De Castro Contini” di Oristano, esponente di Libera e voce coraggiosa contro le ingiustizie, mancato improvvisamente questa mattina.

 

“È nostro compito raccogliere i semi che ha piantato – conclude Todde – curarli e farli crescere come olivastri millenari. Trasformare il suo lascito in valori, pienezza e forza. In una parola che lui usava spesso. Speranza”.

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Oltre duecento candidati, sei Province e due Città metropolitane: domani in Sardegna si torna al voto per il rinnovo degli enti intermedi. Non saranno i cittadini a scegliere, ma sindaci e consiglieri comunali, come previsto dal sistema elettorale introdotto dalla legge Delrio.

Per alcune presidenze i giochi sembrano già fatti. In Gallura, l’unico candidato è il sindaco di Olbia Settimo Nizzi (Forza Italia). Situazione simile nel Sulcis Iglesiente con Mauro Usai, primo cittadino di Iglesias, e in Ogliastra con Alessio Seoni, sindaco di Villagrande e rappresentante del Psd’Az. Nessuna incognita neppure per le due Città metropolitane: a Cagliari la guida resterà a Massimo Zedda (Progressisti), mentre a Sassari toccherà a Giuseppe Mascia (Pd).

Sfide vere, invece, nelle altre tre Province. A Nuoro sarà duello tra l’amministratore uscente e sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini (Pd), e il sindaco di Macomer, Riccardo Uda. A Oristano si confronteranno Andrea Abis, sostenuto dal centrosinistra, e Paolo Pireddu, candidato del centrodestra. Nel Medio Campidano, la corsa opporrà Giuseppe De Fanti, primo cittadino di Guspini ed espressione del Pd, a Italo Carrucciu, sindaco di Lunamatrona, in quota centrodestra.

Quella di domani sarà la prima tornata elettorale provinciale in Sardegna dall’entrata in vigore della legge Delrio: fino ad oggi, infatti, le Province erano state guidate da amministratori straordinari. Un ritorno al voto che cambia dinamiche e rapporti, premiando spesso gli accordi tra territori e sindaci più che le alleanze politiche tradizionali. Non a caso, in diverse Province il centrodestra e il centrosinistra si presenteranno divisi in più liste, segno di una competizione che si giocherà soprattutto sul peso e sull’influenza dei singoli amministratori locali.

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Applausi e felicitazioni da tutta Italia per l’impresa dell’Italvolley femminile, che a Bangkok ha conquistato il titolo mondiale superando in finale la Turchia. Tra le protagoniste del successo anche Alessia Orro, palleggiatrice di Narbolia, premiata come miglior regista del torneo e ormai punto fermo della nazionale guidata da Julio Velasco.

Le massime cariche dello Stato hanno espresso subito la loro gioia per la vittoria. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di «felicitazioni e congratulazioni alle ragazze italiane della pallavolo», annunciando inoltre di aver invitato la squadra al Quirinale per celebrare lo storico traguardo.

Un orgoglio condiviso anche in Sardegna, dove la campionessa mondiale è cresciuta sportivamente. «La Sardegna intera è orgogliosa di Alessia Orro – ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini –. Questo successo è la testimonianza che gli atleti sardi, con determinazione, coraggio e perseveranza, raggiungono sempre più spesso risultati prestigiosi. A nome dell’intero Consiglio rivolgo le più vive congratulazioni ad Alessia, alle atlete della nazionale e a tutto lo staff».

Grande entusiasmo anche dalle istituzioni regionali. La presidente della Regione Alessandra Todde ha affidato a Facebook il suo messaggio: «L’Italia del volley femminile è campione del mondo! Un successo che ci rende fieri perché porta con sé anche l’orgoglio sardo grazie ad Alessia Orro, simbolo di passione e grandissima determinazione. Spero diventi fonte di ispirazione per le generazioni più giovani. Brave ragazze!».

Con il titolo mondiale, Alessia Orro entra di diritto nella storia dello sport italiano e sardo, confermando ancora una volta il suo talento e la sua leadership in campo.

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Gli imprenditori sardi puntano sempre più sul commercio elettronico. Sono 704 le aziende isolane che operano esclusivamente on line, quindi senza strutture fisiche, attraverso la vendita di prodotti e l’erogazione di servizi. Tra il 2014, anno nel quale erano presenti solo 221 realtà, e il 2024 la crescita è stata del 218,6%, con un saldo netto di +483 attività. A livello nazionale l’Isola occupa l’8° posto, in una classifica aperta dal +393,5% della Campania (6.484 imprese attive), dal + 292,2% della Calabria, con una media nazionale del + 225,6% (43.379 attività presenti). Il 72,6% delle imprese sarde attive sull’e-commerce vende direttamente da proprio sito web e il 67,5% lo fa attraverso marketplace, app e siti web di intermediari.

Le attività delle aziende soddisfano tutte le richieste; si va dai classici servizi del web, quali assistenza dei sistemi informativi, realizzazione di portali web, software e siti commercio elettronico, alle attività di vendita on line di prodotti fisici, come per esempio l’agroalimentare o le produzioni artigianali, ma anche attività innovative come il controllo remoto di mezzi, la videosorveglianza o l’intelligenza artificiale.

In particolare l’ecommerce sardo vende di tutto: abbigliamento, articoli per la casa, viaggi e trasporti, prodotti informatici e tecnologici, libri, giornali, film e musica, alimentari e servizi di
telecomunicazione.

E’ questo ciò che emerge all’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna che, attraverso i dati di UnionCamere-Infocamere tra il 2014 2024, ha analizzato la rivoluzione portata dal commercio elettronico.

“I dati confermano le potenzialità dell’e-commerce per la crescita delle imprese sarde – afferma Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – questo è un modo intelligente di vendere i prodotti e promuovere il valore artigiano dei territori e un metodo parallelo al tradizionale commercio che consente di abbattere le distanze e di raggiungere anche mercati lontani”. “Sono tanti gli artigiani che offrono i propri beni e servizi on line – aggiunge Meloni - parliamo, per esempio, dei manufatti tipici e tradizionali, venduti sulle più importanti piattaforme di commercio, oppure dei prodotti agroalimentari che, attraverso dei piccoli portali, raggiungono qualunque tavola del Mondo, oppure ancora i servizi che le imprese digitali offrono a migliaia di clienti in ogni angolo del nostro Pianeta”.

A livello provinciale, sempre tra il 2014 e il 2024; Nuoro è cresciuta del +323,5% arrivando a 72 attività con una differenza sul 2014 di +55 realtà. Segue Sassari-Olbia con +285,4% registrando 185 imprese con una crescita di 137 unità, Oristano con + 200% con 51 imprese attive e +34 realtà e Cagliari con +184,4% equivalenti a 396 realtà cresciute di 257 unità sul 2014.

“La rivoluzione digitale interessa orizzontalmente tutte le imprese – continua Meloni - nessun settore, nessuna attività dell’artigianato e della piccola impresa ne è escluso”. “Abbiamo la straordinaria opportunità di coniugare con le tecnologie digitali, la tradizione, il saper fare, la creatività, il gusto, il fatto su misura – rimarca - vale a dire le caratteristiche che da sempre fanno grandi nel mondo i prodotti delle imprese italiane a valore artigiano. Il mix che ne esce rappresenta il modello italiano di impresa 4.0, unico nel mondo. E non dimentichiamo mai che i mercati cercano la distintività, l’unicità, non l’omologazione”.

La crescita delle attività di e-commerce, purtroppo, si scontra con una insufficiente digitalizzazione del resto del tessuto produttivo. Più di due terzi delle aziende sarde, infatti, ha un livello
insufficiente di conoscenza informatica. Al contrario, solo l’8% applica una buona o ottima digitalizzazione dei processi produttivi e ricorre a tecnologie 4.0 nella gestione delle proprie attività.
Secondo una recente analisi, ben il 64% delle imprese sarde ha un mediocre livello di informatizzazione dichiarandosi, per questo, “esordiente digitale” o “apprendista”, il 28% ha intrapreso un primo cammino tecnologico qualificandosi “specialista digitale”, mentre solo 8% ha già attuato un importante processo verso la piena digitalizzazione.

“Quello della digitalizzazione delle imprese è un percorso ancora lento soprattutto per le realtà che negli anni hanno costruito solide reti commerciali “tradizionali” – rimarca il Presidente – la
trasformazione va gestita soprattutto durante il passaggio generazionale. Rimandare questo “salto” può significare restare fuori da opportunità di crescita”. “L'innovazione danneggia chi non la fa ma è necessario farla con l’anima, la passione e la creatività dell’uomo – conclude Meloni - perché non c’è intelligenza artificiale o algoritmo che possa copiare il sapere artigiano oppure imitare o sostituire le cose belle e ben fatte che nascono nelle nostre imprese”.

L’e-commerce nelle regioni italiane

Tra le regioni con il maggior numero di imprese operanti nel settore del commercio al dettaglio di qualsiasi prodotto effettuato via internet, alla fine del 2024 figurano la Lombardia con 8.545 imprese (il 19,7% del totale), la Campania con 6.484 (14,9%) e il Lazio con 5.088 (11,7%). Alle stesse regioni va il podio della crescita in valore assoluto nel decennio considerato: +6.014 imprese in Lombardia, +5.170 in Campania e +3.499 nel Lazio. A livello relativo, invece, la Campania guida la classifica delle regioni con il più alto tasso di crescita percentuale nel decennio (+393,5%), seguita da Calabria (+294,2%) e Molise (+251,1%). Si tratta di numeri che testimoniano una diffusione trasversale e ormai radicata di queste attività in tutti i territori.

Napoli prima provincia d’Italia per numero di imprese eCommerce

Nel confronto tra province, Napoli conquista il primato assoluto con 4.120 imprese di commercio online a fine 2024, per una quota che rappresenta il 9,5% del totale nazionale. Seguono Roma con 3.999 (pari al 9,2% del totale) e Milano con 3.895 (9%). Napoli si distingue anche per il maggior saldo assoluto nel periodo (+3.418 imprese) e per la crescita percentuale più marcata (+486,9%). Il dato partenopeo evidenzia come la rivoluzione digitale non sia una prerogativa delle capitali economiche del Paese ma un fenomeno distribuito, capillare, con potenzialità forti anche in contesti tradizionalmente meno digitalizzati.

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Davanti alla tragica morte di Valeria Sollai, 62 anni, dopo aver consumato guacamole contaminato alla “Fiesta Latina” di Monserrato (CA), il Codacons annuncia l’avvio di un’iniziativa a tutela di tutti i soggetti coinvolti e invita i cittadini a segnalare il proprio caso.
 
L’Associazione scende in campo di fronte a un’emergenza che grava sulla salute pubblica: la prima vittima era stata infatti Roberta Pitzalis, deceduta l’8 agosto scorso. Da questo punto di vista, la commercializzazione e la somministrazione di alimenti contaminati assumono quindi contorni non solo umani e tragici, ma anche penali.
 
Scopo dell’iniziativa dell’Associazione, che aveva già deciso di costituirsi parte offesa nell’indagine aperta dalla Procura della Repubblica di Paola, è quello di rappresentare tutti i cittadini colpiti da questo drammatico episodio. L’intento è tutelare i diritti di chi ha subito danni alla salute, di natura materiale e morale, e ottenere il giusto risarcimento da parte di chi ha irresponsabilmente diffuso alimenti pericolosi.
 
Le informazioni per tutti i cittadini danneggiati dall’esposizione al botulino sono disponibili sul sito del Codacons: https://codacons.it/allarme-botulino/ 
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Oltre 31.000 lavoratori in Italia hanno contratti pirata. Un esercito silenzioso, sfruttato, sottopagato e senza tutele.

È da Cagliari, con la prima presentazione nazionale del “Manuale antidumping contrattuale” che parte l’offensiva della FIPE Confcommercio contro la pratica del dumping contrattuale, ovvero l’applicazione di contratti collettivi non rappresentativi, creati ad arte per ridurre stipendi, abbattere i diritti e fare concorrenza sleale. 

La prima tappa di un tour nazionale, alla quale hanno partecipato anche Cristiano Ardau, segretario regionale UilTucs, Giuseppe Atzori segretario Cisl Cagliari e Nella Milazzo, segretaria regionale della FILCAMS CGIL Sardegna, parte proprio dalla Sardegna, dove il fenomeno è ancora contenuto, ma merita attenzione. Sull’isola si contano circa un centinaio di contratti pirata, a fronte di oltre 13mila lavoratori regolarmente inquadrati.

 

Il Manuale sul dumping contrattuale nei pubblici esercizi, redatto da Fipe Confcommercio in collaborazione con Adapt e con il supporto dell’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo, è scaricabile gratuitamente al link: https://www.fipe.it/category/area-lavoro/dumping-contrattuale-nei-p-e-manuale

Secondo i dati illustrati oggi, in via Santa Gilla 6, nel 2022 erano 5.000 i lavoratori inquadrati con contratti non rappresentativi. Oggi, sono 31.000. Un’escalation preoccupante che coinvolge 41 contratti collettivi non sottoscritti da organizzazioni sindacali rappresentative, spesso utilizzati per comprimere i costi del lavoro in modo sleale.

“I contratti pirata – ha spiegato Andrea Chiriatti, referente nazionale Lavoro per Fipe – sono pratiche sleali e illegali. Espongono le imprese a gravi sanzioni, creano dumping salariale e concorrenza scorretta. Serve consapevolezza: molti imprenditori li applicano senza sapere che si tratta di una pratica sanzionabile”.

Il contratto collettivo nazionale firmato da FIPE e dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil resta il riferimento di settore, ed è applicato da oltre il 92,5% delle imprese. Ma il fenomeno del dumping contrattuale “non risparmia nessuno, né piccole né grandi aziende – ha precisato Chiriatti –. Per questo il Manuale rappresenta uno strumento concreto a disposizione sia delle imprese che dei lavoratori”.

“Quella di oggi è una prima tappa nazionale importante per accendere i riflettori su un fenomeno che svilisce il settore della ristorazione e i diritti dei lavoratori”, ha dichiarato Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna.
“Con questo Manuale facciamo un passo decisivo verso una cultura della legalità contrattuale. È uno strumento di alleanza tra imprese, lavoratori e istituzioni. Non può essere tutelato chi non condivide i valori del lavoro dignitoso. Chi applica contratti regolari non deve più essere penalizzato dalla concorrenza sleale”.

 

Il Manuale: cos’è e a cosa serve

La seconda edizione del manuale si rivolge a imprenditori, professionisti e lavoratori del settore dei pubblici esercizi, offrendo: un quadro giuridico aggiornato, strumenti per riconoscere i contratti pirata, una simulazione comparativa su 10 profili professionali che mostra le differenze retributive tra i contratti rappresentativi e quelli irregolari.

Il dumping contrattuale porta a stipendi più bassi, meno tutele sindacali, perdita di professionalità e qualità del servizio, distorsioni di mercato e difficoltà per chi rispetta le regole.

La presentazione del Manuale a Cagliari segna l’inizio di una campagna nazionale di sensibilizzazione e formazione promossa da FIPE. Il documento sarà diffuso anche attraverso canali digitali, eventi territoriali e attività formative per contrastare una piaga silenziosa ma in espansione.

“Non è un tema tecnico, ma culturale e civile – ha concluso Chiriatti –. Oggi più che mai serve un fronte comune per garantire lavoro regolare, tutela della dignità e competitività sana tra le imprese”.

 

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