Il regista cagliaritano interpreta e adatta il romanzo di Grazia Deledda. Mercoledì prossimo lo spettacolo apre la “Stagione del teatro contemporaneo”. L’autobiografia del premio Nobel nuorese, tra amore giovanile non corrisposto e profonde ferite dell’animo. La rassegna della compagnia Akròama si apre con un classico senza tempo
Mario Frongia
Una Nuoro fredda, chiusa, lontana. La proficua penna di Grazia Deledda che narra di un amore non corrisposto. Un contesto disegnato con sapienza, scenari dolci e acerbi al tempo stesso. Mondi e storie che scuotono. Abitudini e tradizioni di una Sardegna ancestrale, sempre a un centimetro dalla redenzione. Anime perse, per dirla con Fabrizio De André. O forse no. Anche da qui, e da una forza letteraria dirompente, arriva la sublime e innovativa rilettura di Lelio Lecis. Ecco perché la “prima” assoluta di “Il paese del vento” è imperdibile. Da mercoledì 6 novembre, alle 21, il Teatro delle saline, ospita lo spettacolo dell’Akròama che apre la rassegna “Stagione del teatro contemporaneo”. La compagnia prosegue nella rappresentazione, sempre alle 21, anche giovedì 7, venerdì 8 e sabato 9 novembre. La trama è nota o quasi: il “vento”, splendida metafora del destino umano. Nello spettacolo di Lelio Lecis, l’autrice sarda rivive, nel suo romanzo autobiografico il tormentoso amore giovanile per Stanis Manca. Un amore epistolare non corrisposto che lascia profonde ferite nell'anima della scrittrice. Il romanzo, scritto nel 1931, è “un'intensa analisi introspettiva, un'anima in cerca di pace dove il vento diventa metafora di un destino che sconvolge le passioni. In questa opera intima e lirica - spiega il regista e direttore artistico della compagnia Akròama - si rinuncia alle descrizioni paesaggistiche per concentrarsi sull'esplorazione dei sentimenti più profondi della protagonista. Un percorso utile a comprendere a fondo la complessità della Deledda”. Il vento, metafora del destino e delle passioni umane, capace di profonde esacerbazioni nell’animo umano. Nel cast sono superbi protagoniste Lia Careddu, Roberta Pasquinucci, Stefano Cancellu, Simeone Latini e Tiziana Martucci,
Dalla Deledda a Calvino, Satta e Feydeau. Con un cartellone variegato, tra musica, ironia, commedia, viaggi e comicità e la combinazione di artisti e compagnie di qualità, la Stagione soddisfa i gusti del pubblico dal 1977. La proposta di Akròama punta ad avvicinare un numero sempre più vasto di spettatori - in particolare tra le nuove generazioni – “nella libertà e nella sacralità di un'arte che resiste nei secoli, come un divino anacronismo”. Il calendario propone otto rappresentazioni su quattro turni, dal mercoledì (turno A), giovedì (B), venerdì (C) e sabato (D). Dal 13 al 16 novembre in scena il capolavoro di Salvatore Satta, "Il Giorno del giudizio" con Sardegna Teatro, regia e scrittura di Marco Spiga. Dal 20 al 23 novembre sul palco la compagnia Teatri di Vita in "Ridi, piangi, ti ecciti" di Alessio Genchi e Innocenzo Caprioli. Si prosegue con il Teatro Impossibile, dal 4 al 7 dicembre, in “Mammasantissima”di Emanuela Lai e Elio Turno Arthemalle. Dall’11 al 14 dicembre, il Teatro Libero Palermo in “Il visconte dimezzato” di Italo Calvino, regia Luca Mazzone. Dal 22 al 25 gennaio, con la produzione della Scuola d’arte drammatica si riparte con “Il gatto in tasca” di Georges Feydeau, regia Marta Proietti Orzella. Dal 5 all’8 febbraio la compagnia Teatro d’Inverno propone “Venere in pelliccia” di David Ives, regia Aaron Gonzalez e Giuseppe Ligios. La stagione si chiude con una produzione Akròama: “Come vent’anni fa” di Lelio Lecis, dal 19 al 22 febbraio.

