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La Regione Sardegna investe 83,5 milioni di euro per riqualificare il patrimonio scolastico dell’Isola e sostenere ambienti di apprendimento più sicuri, accessibili, sostenibili e adeguati alle esigenze della didattica contemporanea.

È questo l’obiettivo dell’Avviso pubblico promosso dall’Assessorato della Pubblica Istruzione nell’ambito della programmazione FSC 2021-2027 e del Piano straordinario di edilizia scolastica Iscol@. Le candidature potranno essere presentate dai Comuni, dalle Unioni di Comuni e dalle Comunità montane attraverso la piattaforma ARES (Anagrafe Regionale Edilizia Scolastica), aperta dal 23 settembre fino alla scadenza del 23 ottobre.

“Con questo Avviso mettiamo a disposizione degli enti locali risorse importanti per intervenire sulle scuole e migliorarne sicurezza, funzionalità e qualità educativa”, dichiara l’assessora della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas. “Non parliamo solo di edifici: parliamo dei luoghi in cui ogni giorno bambine, bambini, ragazze e ragazzi imparano, crescono, costruiscono relazioni e sviluppano competenze”.

L’Avviso finanzia interventi di riqualificazione, adeguamento e nuova realizzazione degli edifici scolastici pubblici, con particolare attenzione alla sicurezza strutturale e sismica,

all’efficienza energetica, all’accessibilità universale, alla sostenibilità ambientale e alla qualità degli spazi didattici.

La misura si inserisce in una strategia più ampia, coordinata dall’Unità di Progetto Iscol@, che porta avanti il Piano straordinario di edilizia scolastica regionale. L’Unità cura il coordinamento tecnico-amministrativo del programma, accompagna gli enti locali nelle diverse fasi di attuazione, monitora l’avanzamento degli interventi e contribuisce a costruire strumenti comuni per migliorare la qualità della progettazione e della spesa pubblica.

“Il lavoro dell’Unità di Progetto Iscol@ è fondamentale perché consente alla Regione di non limitarsi all’assegnazione delle risorse, ma di accompagnare i territori nella trasformazione degli investimenti in opere concrete, coerenti con i bisogni delle scuole e delle comunità”, sottolinea Portas.

La qualità dell’edilizia scolastica è anche una leva nel contrasto alla dispersione, sia esplicita, legata all’abbandono precoce dei percorsi di istruzione, sia implicita, che riguarda gli studenti che completano il percorso scolastico senza raggiungere livelli adeguati di competenze. Ambienti luminosi, salubri, acusticamente adeguati, flessibili e riconoscibili favoriscono benessere, attenzione, partecipazione e senso di appartenenza: condizioni essenziali perché la scuola sia vissuta come un luogo accogliente e significativo.

“La dispersione scolastica non si affronta con un solo strumento”, prosegue l’assessora. “Ma una scuola più bella, sicura e funzionale può contribuire a rendere più forte il legame tra studenti, comunità scolastica e territorio. Investire negli spazi significa creare condizioni migliori per insegnare, apprendere e restare dentro il percorso formativo”.

Le risorse dell’Avviso sono articolate in due linee: 44 milioni di euro per l’adeguamento strutturale e il miglioramento degli ambienti scolastici, con l’obiettivo di ridurre la dispersione e rafforzare le competenze di base; 39,5 milioni di euro per il completamento di interventi già avviati nell’ambito di piani regionali o missioni PNRR, purché riferiti a lotti funzionali.

L’intervento si affianca alla procedura negoziale, in fase di chiusura, con le Province e le Città metropolitane di Cagliari e Sassari per le scuole secondarie di secondo grado. A questo seguiranno ulteriori misure: un Avviso dedicato alle scuole dell’infanzia e ai poli per l’infanzia 0-6, uno per il rinnovo di arredi e attrezzature a supporto dell’innovazione didattica e dell’innalzamento delle competenze, e due Avvisi per anticipare agli enti locali le risorse necessarie alla progettazione e alle indagini propedeutiche.

Questi ultimi interventi puntano a superare una criticità ricorrente: la difficoltà, soprattutto per gli enti più piccoli, di disporre di progetti maturi e pronti da candidare quando si aprono nuove opportunità di finanziamento.

“La Regione vuole costruire una programmazione più solida e più vicina ai territori”, evidenzia Portas. “Per questo interveniamo non solo sui cantieri, ma anche sulle fasi che li rendono possibili: conoscenza degli edifici, indagini, progettazione, qualità tecnica e capacità amministrativa”.

Le proposte saranno selezionate attraverso una procedura valutativa a graduatoria. Tra i criteri saranno considerati la qualità dell’intervento, la popolazione scolastica interessata, la maturità progettuale, la sicurezza sismica, l’efficienza energetica, l’eventuale

accorpamento di plessi, la presenza di scuole sovracomunali e gli indicatori relativi al disagio negli apprendimenti.

“La scuola è una delle infrastrutture fondamentali delle comunità”, conclude l’assessora Portas. “Con Iscol@ vogliamo contribuire a costruire edifici più sicuri e ambienti più capaci di sostenere il diritto allo studio, l’inclusione e la crescita delle nuove generazioni”.

La piattaforma ARES sarà aperta dal 23 settembre al 23 ottobre per il caricamento delle domande, secondo le modalità indicate nell’Avviso. Tutta la documentazione è consultabile sul sito istituzionale della Regione Sardegna, nella pagina dedicata all’Unità di Progetto Iscol@

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Due anni consecutivi di crescita in doppia cifra, con numeri mai visti prima. L’ISTAT certifica che la Sardegna è la prima fra le regioni italiane per crescita percentuale dei flussi turistici. Solo due anni fa nel 2023 la Sardegna era, invece, l’ultima fra le regioni italiane, in calo rispetto all’anno precedente. Nel 2025 la Sardegna ha fatto registrare oltre 5 milioni di arrivi, che hanno generato, con una permanenza media di 4,24 giorni, circa 22 milioni di presenze nelle strutture ricettive isolane. In percentuale, l’incremento di presenze rispetto al 2024 è stato del 15,9 e rispetto al 2023 di ben il 34,2.

“Sono dati davvero eclatanti con una crescita che è sostanzialmente un trend perché sono due anni consecutivi, il 2024 e il 2025, che fanno registrare una crescita intorno al 15%, in due anni oltre il 34% di crescita di presenze turistiche in Sardegna. La Sardegna, certifica l'Istat, è la regione che cresce maggiormente in Italia e in due anni si è passati dall'essere l'ultima, quella che decresceva, l'unica in decrescita nel 2023 ad essere in assoluto la prima. Scaliamo anche due posizioni superando sia il Piemonte che la Liguria in termini assoluti di presenze e quindi la Sardegna finalmente inizia a diventare una vera regione turistica. Abbiamo sfondato per la prima volta il tetto dei 20 milioni di presenze arrivando a 21 milioni e 900 mila. Era un obiettivo del mandato di 5 anni, quello di arrivare a 20 milioni di presenze, ci siamo arrivati già dopo meno di due anni. Particolarmente significativo il fatto che la Sardegna diventa sempre più meta del turismo internazionale, in due anni si è passati dal 50% di italiani al 50% di stranieri ad avere una differenziale del 12%, 56% di italiani e 44% di stranieri. Un'altra nota assolutamente importante è che la Sardegna è una regione che ha un'attività veramente significativa, importante da sottolineare e che cresce, crescono le presenze turistiche in tutte e tre i periodi dell'anno. In alta stagione crescono intorno al 30%, nella media stagione, alta stagione giugno, luglio, agosto, la media stagione aprile, maggio e settembre, ottobre crescono addirittura del 40%. C'è una crescita in termini percentuali significativa del 32% anche nei mesi invernali della winter, anche se in termini assoluti non è una crescita assoluta, nel periodo invernale le presenze sono meno di un milione e rappresentano quindi il 4% delle presenze complessive, per cui c'è ancora molto da lavorare nel periodo invernale, la Sardegna è una meta del turismo essenzialmente balneare e estivo ancora, ma i tanti prodotti che stiamo promuovendo, i mercati che stiamo esplorando, in maniera particolare quello degli Stati Uniti che ci stanno dando grandissime soddisfazioni con un più 80% di presenze in due anni, testimoniano che la Sardegna è una regione che ha un'attività che con grandi eventi, con prodotti alternativi o comunque diversi da quello balneare, si può riuscire a candidare la Sardegna ad essere meta turistica in tutti i periodi dell'anno”, sottolinea l’assessore Franco Cuccureddu.

La Sardegna sempre più metà del turismo internazionale. A questi numeri da record, sia in valore assoluto che nella percentuale di crescita, hanno contribuito per il 56% (oltre 12 milioni) i visitatori provenienti dall’estero e per il 44% (9,75 milioni) quelli provenienti dalla Penisola. Se l’aumento delle presenze degli italiani è notevole, circa il 10% sul 2024 ed il 19% sul 2023, la crescita degli stranieri è davvero straordinaria: 21,5% rispetto all’anno prima e circa il 50% rispetto al 2023. Mai si erano riscontrati aumenti simili, da quando esistono sistemi di rilevamento ed elaborazione dei dati. E per la prima volta, in maniera così netta, i turisti stranieri superano gli italiani 56 a 44% mentre, soltanto, nel 2023 erano alla pari.

La Sardegna è la regione che cresce di più. Nei giorni scorsi l’ISTAT ha pubblicato i dati definitivi relativi ai flussi turistici in Italia nel 2025. La Sardegna ha fatto registrare il record in Italia per crescita percentuale delle presenze con un più 39,14, seguita dalla Sicilia con più 34,61 e la Puglia con + 26,73. In coda il Veneto, peraltro di gran lunga prima regione per numero di presenze con oltre 74 milioni, che ha fatto registrare una crescita soltanto dello 0,93% mentre la Liguria è stata l’unica regione in calo con un decremento di presenze rispetto al 2024 pari al 0,97%. La crescita in Italia è stata del 14,87%. Va precisato che dal 2025 l’ISTAT computa nelle presenze e negli arrivi complessivi anche le locazioni occasionali (appartamenti e ville in affitto) che invece erano escluse nel 2024 e negli anni precedenti.

L’Osservatorio regionale:

I dati dell’osservatorio regionale, omogenei rispetto agli anni precedenti, in quanto da sempre sono computate le tre macro categorie (alberghiera, extralberghiera e locazioni occasionali), fanno registrare circa 22 milioni di presenze in Sardegna nel 2025 (21.922.765) con un incremento del 15,9% rispetto al 2024 e di ben il 34,2% rispetto al 2023.

Distribuzione per mercato:

Il primo mercato straniero (e in assoluto) di riferimento per la Sardegna è di gran lunga la Germania: che per la prima volta sfonda il tetto dei tre milioni di presenze (3.262.084), più 19,8% rispetto al 2024 e con 4,8 giorni di permanenza media. Segue la Francia con un milione e 600 mila presenze (più 21,6 per cento rispetto al 2024). Nel corso degli ultimi dieci anni i turisti francesi in Sardegna hanno più che triplicato i loro pernottamenti. Poi c’è la Svizzera che supera per la prima volta il milione di presenze (1.042.919), un dato che pone la Svizzera come primo mercato in rapporto alla popolazione. Il quarto mercato è il Regno Unito con oltre 800 mila presenze; segue la Polonia (608.903) che fa segnare una crescita di oltre il 36% in un solo anno e supera, distanziandola, la Spagna, che pur crescendo del 17,2% rispetto al 2024, fa registrare poco più di mezzo milione di presenze.

Nella ‘top ten’, dopo Paesi Bassi e Austria, ci sono gli Stati Uniti (quasi 400 mila presenze), che con un incremento di oltre l’80% nel 2025 rispetto al 2023 e del 33,3% rispetto al 2024, sono saldamente il primo mercato extraeuropeo. Decima a Repubblica Ceca (286.967 presenze, più 19,2% sul 2024.

Il secondo Paese extra-UE è anch’esso nord-americano: il Canada, con 116.325 presenze, più 31,2% sul 2024, seguita nell’ordine da Australia (106.925, +25%), Argentina (86.387 presenze, più 33,5%) che supera in graduatoria il Brasile (84.644, con + 1,1%).

Deludenti, nonostante i forti incrementi percentuali, invece i mercati orientali: Cina, soltanto 21.447 presenze, più 26,6%, Giappone (9.956 presenze con + 10%) ed India, poco sopra le 10 mila presenze con più 8,1% rispetto al 2024. Se la Germania ‘domina’ a livello internazionale, la Lombardia è decisamente il primo mercato nazionale con oltre due milioni e 300 mila presenze ed una permanenza media di 5,8 giorni. La crescita dei lombardi è del 6,7 per cento. Seguono i sardi stessi, con un milione e 621 mila presenze (più 17,8%), poi il Lazio con 977 mila presenze (più 8,2 per cento) e il Piemonte con 832 mila (più 6,8%). L’Emilia-Romagna è al quinto posto con 716 mila presenze, seguita dal Veneto (655 mila), Toscana (515 mila) e Campania (532 mila con una crescita in doppia cifra del 13,8%).

Distribuzione nelle province:

Crescono tutte le province dell’Isola. In testa c’è sempre la Gallura con circa 7,7 milioni di presenze (+ 11,5% rispetto al 2024 e + 34,6% rispetto al 2023. Al secondo posto la Città metropolitana di Cagliari (5.170.269 presenze più 16,4% e + 34% sul 2023), seguita dalla Città metropolitana di Sassari (3.297.115 presenze +16,3% rispetto al 2024 e 34,7% sul 2023). La provincia che cresce percentualmente di più è il Sulcis +50,3% rispetto al 2023 e + 18,5% sul 2024 con 686.823 presenze, seguita dall’Ogliastra: più 42,9% rispetto al 2023 e +28% sul 2024, con 1.767.109 presenze.

Distribuzione nei Comuni:

Alghero è il Comune più visitato della Sardegna con oltre 1,8 milioni di presenze, in aumento del 21,3% rispetto al 2023. Sul podio Arzachena (quasi un milione e quattrocentomila presenze) e Olbia (quasi 1,2 milioni); sopra il milione nell’ordine anche: Cagliari, Orosei e San Teodoro. Le località che fanno registrare le crescite percentuali più consistenti negli ultimi due anni sono San Teodoro + 46% e Tortolì +44%.

Distribuzione per tipologie di struttura:

Il settore alberghiero prevale con oltre 11 milioni di presenze (+8% sul 2024 e +18,5% sul 2023). Cresce il settore extralberghiero (6.446.974 presenze) del 18% rispetto al 2024 e del 35,9% sul 2023. Esplode il settore delle locazioni occasionali più 37,3% sul 2024 e, addirittura, + 93,3% sul 2023, con 4.460.195 di presenze.

Distribuzione nell’arco dell’anno:

A proposito della distribuzione ‘mensile’ dei flussi c’è da rilevare un dato emblematico sulle ‘abitudini’ dei flussi nazionali rispetto a quelli esteri: le presenze degli italiani sono concentrate per circa il 71% in alta stagione (giugno, luglio, agosto) mentre le presenze straniere estive rappresentano il 56,5% del totale e quelle in media stagione (aprile, maggio, settembre ed ottobre) sono pari al 42% mentre quelle italiane solo il 22%. Altra curiosità riguarda il fatto che agosto è il mese di gran lunga con maggiori presenze italiane (3,16 milioni) mentre il mese con maggiori presenze straniere è luglio con circa 2,6 milioni, mentre agosto e settembre all’incirca si equivalgono con più di 2,2 milioni.

Ripartendo in tre periodi i 12 mesi dell’anno: alta stagione (giugno, luglio ed agosto), media (aprile, maggio, settembre ed ottobre) e bassa (da novembre a marzo), si può notare come l’incremento sia particolarmente marcato in tutti e tre i periodi. In alta stagione si è registrato un incremento negli ultimi due anni del 31,8% (del 18,9% rispetto al 2024). Nella media stagione, che ormai ospita un terzo delle presenze (pari a 7.227.815) l’aumento è stato di ben il 39,2% sul 2023 (11,3% sul 2024). Anche in bassa stagione l’incremento percentuale è stato significativo e coincide con i grandi eventi promossi dalla Regione, quali Capodanno, Carnevale, ecc. : più 32,1%, sul 2023 (+10,6% sul 2024) ma in termini assoluti la “winter” rappresenta soltanto il 4% delle presenze in Sardegna, pari a 877.925.

Dati primo semestre 2026 (fonte Viminale alloggiati web):

Nei giorni scorsi il Ministero del Turismo ha pubblicato una prima elaborazione dei flussi, relativa al primo semestre 2026, sulla base dei dati raccolti dal portale del Viminale “alloggiati web”, al quale quotidianamente vengono trasmessi i documenti d’identità di tutti coloro che vengono registrati nelle strutture ricettive italiane. Da questi dati emerge una ulteriore crescita delle presenze in Sardegna, dopo i record del 2025, anche nei primi sei mesi del 2026, del 8,24%. L’incremento delle presenze di italiani è del 4,04%, ben più marcato quello degli stranieri ben 11,44%. Crescono le presenze turistiche in tutta Italia nel periodo gennaio/giugno 2026, + 4,43% ma in Sardegna la crescita è quasi doppia. Cresce anche la saturazione nel mese di luglio (sulla base delle prenotazioni), che è pari al 57%, con un +5,2%.

Dati aeroporti: I passeggeri in transito nel primo semestre 2026 (i dati di Cagliari-Elmas sono riferiti al periodo 1° gennaio-21 luglio) confermano il trend di crescita registrato dalla piattaforma del Viminale e dalle prime analisi dell’osservatorio regionale. Complessivamente si registra un incremento del transito di passeggeri pari al 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 12,8% sul 2024. Particolarmente significativo è il dato di crescita degli stranieri pari al 18,9% sul 2025 (addirittura del 55% ad Alghero) e del 34,7% sul 2024 mentre la crescita degli italiani è assai più limitata: 2,5% sul 2025 e 3,7% sul 2024, si tratta in questo caso di un dato fortemente influenzato, soprattutto nei primi 6 mesi dell’anno, dalla mobilità dei sardi, sia con i voli della continuità territoriale che verso le altre destinazioni italiane.

Dati carte sulla capacità di spesa:

Dal 1° gennaio del 2025, grazie ad una convenzione con Masterdard, l’assessorato regionale del turismo monitora le spese (quantità e tipologia) di chiunque utilizzi POS fisici in Sardegna. Dall’analisi dei dati emerge che nel primo semestre del 2026 circa un quarto delle transazioni degli stranieri sono effettuate dai tedeschi mentre i cittadini USA sono quelli che mediamente effettuano transazioni di importo maggiore: 80,05 euro, rispetto ai 67,4 euro degli svizzeri e 32,92 euro degli spagnoli. Le transazioni dei polacchi sono, invece, quelle che sono cresciute proporzionalmente di più (28%) rispetto allo stesso periodo del 2025. La Gallura è la provincia nella quale si effettuano mediamente transazioni di importo maggiore, seguita da Ogliastra e Sulcis. Fra gli italiani i veneti mediamente spendono di più per singola transazione (43,45 euro), seguiti dai liguri (41,08 euro). Nei ristoranti si concentra il 21,25% (+ 17% rispetto al 2025) dei pagamenti col POS (transazione media 41,25 euro), supermarket e negozi alimentari seguono col 19,3% ed hotel con 14,42% (142,37 transazione media), ma gli hotel si pagano solitamente in anticipo con transazioni on line su OTA o presso agenzie del lugo di partenza. Le transazioni medie di importo più elevato riguardano il noleggio di autoveicoli pari ad euro 178,43 euro. Il settore che fa registrare il maggiore incremento è quello dei pubblici esercizi con un più 28% di spesa rispetto al 2025, che faceva segnare una crescita del 34% rispetto al 2024.

“ I dati testimoniano il crescente appeal della Sardegna nel mondo. Incrementi come quelli dei turisti USA, oltre l’80% in due anni, hanno contribuito alla decisione di Delta Airlines di attivare il primo, storico, collegamento transatlantico fra USA e Sardegna, fra New York ed Olbia.

Siamo molto soddisfatti del fatto che le politiche sui grandi eventi, quelle di marketing e di comunicazione orientate alla internazionalizzazione (con la crescita dei mercati europei ed extraeuropei, dove si è deciso di investire maggiormente, USA in primis), destagionalizzazione e delocalizzazione, stiano fornendo riscontri estremamente positivi, con incrementi di presenze in media e bassa stagione fra il 32 ed il 40% in soli due anni. Sebbene sia assolutamente prematuro fare previsioni per il 2026, al momento possiamo sottolineare come elementi fortemente positivi per la promozione dell’immagine della Sardegna nel mondo, come la designazione di Best in travel (unica regione europea) da parte di Lonely Planet sono stati, almeno in parte, neutralizzati dal forte incremento del costo del carburante, conseguente alla crisi bellica nel Golfo Persico. Certo la drastica riduzione di voli nella stagione aeronautica winter, limita fortemente l’accessibilità alla nostra Isola, che speriamo possa essere mitigata sia dalla abolizione della tassa sui passeggeri nel periodo invernale, sulla quale il Consiglio regionale dovrà pronunciarsi nei prossimi giorni, sia dal nuovo bando sulle nuove rotte”, ha detto ancora l’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu.

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La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha incontrato i sindaci dei 171 Comuni interessati dagli eventi calamitosi verificatisi tra gennaio e febbraio, per condividere lo stato di attuazione delle misure, chiarire procedure e competenze e aggiornare i territori sulle prossime fasi degli interventi. All’incontro, tenutosi ieri sia in presenza che in videoconferenza, hanno partecipato anche l'assessora della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, e il direttore generale della Protezione Civile regionale, Mauro Merella. La riunione, fortemente voluta dalla presidente, nasce dall'esigenza di rispondere ai dubbi ancora presenti tra le amministrazioni locali in merito ai ristori, alle competenze tra Stato e Regione e alle tempistiche previste per l'attuazione degli interventi.

Il quadro dell'emergenza e delle risorse Nel corso dell’incontro il direttore generale della Protezione Civile regionale, Mauro Merella, ha illustrato il quadro complessivo dell'emergenza, ricordando che gli eventi meteorologici verificatisi tra fine gennaio e febbraio 2026 – il ciclone Harry, tra il 18 e il 21 gennaio, e il ciclone Oriana nelle settimane successive – sono stati gestiti attraverso strumenti differenti: le procedure per l'emergenza regionale, dichiarata il 22 gennaio, e quella di rilievo nazionale, dichiarata il 26 gennaio, pur strettamente coordinate tra loro, seguono infatti percorsi amministrativi distinti. La prima stima dei danni si attesta complessivamente attorno ai 284 milioni di euro, mentre le stime più aggiornate trasmesse per l'accesso al Fondo di Solidarietà dell'Unione Europea indicano per la Sardegna un danno diretto complessivo di circa 430 milioni di euro.

Sul fronte delle risorse, il quadro finora stanziato comprende circa 32 milioni di euro dal Governo con la delibera del 26 gennaio, ulteriori 17,2 milioni quale quota della delibera del 18 febbraio – a cui si aggiungerà un’ulteriore quota nel 2027 – e le risorse del Decreto-legge 25/2026, che prevede uno stanziamento complessivo di 165 milioni tra 2026 e 2027. A queste somme si aggiungono i 15,5 milioni di euro già stanziati dalla Regione.

È stato inoltre illustrato lo stato di avanzamento del primo stralcio del Piano degli interventi urgenti – che, dopo l'istruttoria del Dipartimento nazionale, ha visto approvati circa 5 milioni di euro sui 12,4 richiesti, mentre la restante parte è in corso di integrazione documentale – e la successiva rimodulazione del Piano, che porta oggi la dotazione complessiva a circa 29 milioni di euro. Sono stati infine illustrati i prossimi passaggi relativi agli interventi sul patrimonio pubblico, censiti per circa 260 milioni di euro, e ai danni subiti dai privati e dalle attività produttive, per i quali risultano già istruite le prime domande di contributo nei Comuni interessati. “Comprendiamo le preoccupazioni delle amministrazioni locali – ha spiegato il direttore generale Mauro Merella – e proprio per questo abbiamo ritenuto importante condividere lo stato di avanzamento delle procedure. È fondamentale distinguere gli interventi finanziabili nell'ambito dell'emergenza nazionale da quelli che richiedono strumenti diversi, così da evitare equivoci e consentire ai Comuni di programmare correttamente le attività. Stiamo lavorando in costante raccordo con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile affinché i piani vengano approvati nel più breve tempo possibile e, una volta concluso questo passaggio, procederemo immediatamente all'attivazione delle convenzioni e delle successive erogazioni delle risorse previste”.

Il confronto con i sindaci Ampio spazio è stato dedicato al confronto con i sindaci, che hanno rappresentato le principali criticità ancora presenti nei territori, chiedendo chiarimenti sulle tempistiche di erogazione dei finanziamenti, sulla ripartizione delle competenze tra amministrazioni e sulle modalità di finanziamento degli interventi di ripristino delle infrastrutture, del patrimonio culturale e delle opere pubbliche. Particolare attenzione è stata rivolta anche alle difficoltà dei piccoli Comuni, che hanno spesso anticipato risorse proprie per garantire la sicurezza della viabilità e dei servizi essenziali. Nel corso del dibattito è stato ribadito l'impegno della Regione a proseguire il confronto con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile e con i Ministeri per accelerare l’approvazione dei piani e l'attivazione delle convenzioni necessarie all'erogazione delle risorse, individuando al tempo stesso le possibili soluzioni regionali per gli interventi che non potranno essere finanziati attraverso i fondi nazionali. A questo proposito, è stato fatto cenno a un'imminente proposta di delibera di Giunta relativa ai danni al patrimonio privato e alle attività produttive, che comprenderà il periodo da gennaio 2025 a giugno 2026.

In chiusura dell'incontro è stata condivisa la volontà di riconvocare i sindaci a breve, una volta completati i prossimi adempimenti amministrativi, per aggiornare i territori sullo stato di avanzamento delle procedure e mantenere un confronto costante con le amministrazioni locali. È fondamentale che Comuni e cittadini sappiano con precisione quali interventi sono già ammessi al finanziamento, quali sono in corso di approvazione e quali ulteriori strumenti verranno introdotti per completare il percorso di superamento dell'emergenza.

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La presidente della Regione e assessora della Sanità ad interim, Alessandra Todde, è intervenuta oggi davanti alla VI Commissione del Consiglio regionale durante l'esame del Disegno di legge n. 217 sull'Assestamento di bilancio 2026-2028. Al centro dell'audizione anche il Piano regionale per la riduzione delle liste d'attesa e la proposta del nuovo Piano regionale dei servizi alla persona.

Sul tema delle liste d'attesa, la presidente ha spiegato che la proposta trasmessa alla Commissione nasce dall'analisi dei dati raccolti attraverso la piattaforma nazionale di monitoraggio e punta a concentrare gli interventi sulle prestazioni che registrano le maggiori criticità. "Il monitoraggio ci restituisce particolari indici di sofferenza su alcune prestazioni, come colonscopie, gastroscopie e cataratte. Questo non significa trascurare le altre prestazioni, ma utilizzare nel modo più efficace le risorse disponibili, partendo dalle situazioni di maggiore criticità", ha affermato Todde.

La presidente ha inoltre confermato la piena disponibilità della Giunta a mettere a disposizione della Commissione tutta la documentazione tecnica e i dati utilizzati per la definizione della proposta. "Abbiamo sempre lavorato in leale collaborazione con il Consiglio regionale e continueremo a farlo. La Commissione svolgerà le proprie valutazioni sulla base delle prerogative che le competono, mentre il nostro dovere è quello di fornire evidenze oggettive e trasparenti a supporto delle decisioni", ha aggiunto.

Ampio spazio è stato dedicato al nuovo Piano regionale dei servizi alla persona, uno strumento che vale complessivamente un miliardo e mezzo di euro e che punta a rendere più coordinata ed efficace la rete degli interventi sociali e sociosanitari. "Sono molto soddisfatta del confronto di oggi. Parliamo di un Piano ambizioso, costruito attraverso otto incontri territoriali e un ampio percorso di ascolto con amministratori, associazioni, operatori e stakeholder. L'obiettivo è offrire ai cittadini una rete di servizi più chiara, omogenea e facilmente accessibile, superando le differenze che oggi esistono tra le diverse aree della Sardegna", ha spiegato la presidente. Tra le misure previste figurano il rifinanziamento del programma Ritornare a Casa, con ulteriori 15 milioni di euro nella variazione di bilancio, e la creazione di un fondo dedicato al sostegno delle rette nelle comunità integrate. "Vogliamo dare un supporto concreto ai sindaci, che ogni giorno si confrontano con i bisogni di una popolazione sempre più anziana. Per questo è fondamentale accompagnare i territori con strumenti adeguati e garantire servizi sempre più uniformi in tutta l'Isola", ha sottolineato Todde.

Nel corso dell'audizione la presidente si è soffermata anche sulle misure per la sanità contenute nell'assestamento di bilancio, evidenziando la necessità di rafforzare la capacità di programmazione delle aziende sanitarie. "Uno dei temi che dobbiamo cambiare è il fatto che, ogni anno, con l'assestamento vengano riallineati i bilanci delle ASL. È un meccanismo che va superato. Stiamo chiudendo il 2023 e lavorando contemporaneamente sul 2024 e sul 2025 proprio per consentire alle aziende di ricevere preventivamente la ripartizione delle risorse. Solo così potranno fare una vera programmazione", ha dichiarato. La presidente ha infine ricordato che la variazione di bilancio consentirà non solo di rafforzare il finanziamento delle aziende sanitarie, ma anche di sostenere il potenziamento degli organici del Servizio sanitario regionale. "Vogliamo creare le condizioni per introdurre nel sistema sanitario regionale le nuove figure professionali già programmate: mille infermieri, cinquecento medici e la possibilità di inserire medici stranieri. L'obiettivo è dare finalmente alla sanità sarda gli strumenti per affrontare le sfide future con una programmazione stabile e una capacità di risposta sempre più efficace ai bisogni dei cittadini".

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La presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, esprime la propria solidarietà alla vicesindaca di Lanusei, Maria Tegas, destinataria di un grave atto intimidatorio.
 
“Esprimo la mia piena solidarietà alla vicesindaca di Lanusei, Maria Tegas, vittima di un gravissimo atto intimidatorio. È un gesto che condanno con assoluta fermezza. Chi sceglie la violenza e la minaccia per colpire un’amministratore colpisce le istituzioni democratiche e l’intera comunità. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine perché i responsabili siano individuati rapidamente. A Maria Tegas, al sindaco Davide Burchi e a tutta l’amministrazione comunale va la vicinanza della Regione Sardegna”.
 

 

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Un Piano straordinario di assunzioni per rafforzare in modo strutturale il Servizio sanitario regionale della Sardegna: 1.000 infermieri e 500 medici, da reclutare a tempo indeterminato attraverso concorsi e procedure di mobilità a carattere extraregionale. È il cuore della delibera approvata dalla Giunta regionale, che dà mandato ad ARES Sardegna di avviare le procedure per l’ingresso di 1.500 nuovi professionisti nel sistema sanitario dell’Isola. Un intervento straordinario per potenziare gli organici, sostenere la rete ospedaliera e territoriale e dare una risposta concreta alle carenze di personale che interessano il sistema sanitario regionale.

“Abbiamo sempre detto che, per affrontare davvero le criticità del nostro sistema sanitario, occorresse superare le ‘dosi omeopatiche’ nell’immissione di nuovo personale negli ospedali e nei servizi. In questi mesi abbiamo lavorato per dare un segnale realmente forte e concreto: dopo il superamento del sistema dei gettonisti, oggi dimostriamo con i fatti che stiamo investendo sul Servizio sanitario regionale e sul suo futuro”, dichiara la Presidente della Regione e Assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde.

“La risposta che diamo con questa delibera è chiara: non vogliamo spostare le carenze da una parte all’altra del sistema, ma rafforzarlo nel suo complesso. Per questo diamo mandato ad ARES di procedere con l’assunzione a tempo indeterminato di 1.500 professionisti. Un intervento di questa portata mancava da molto tempo in Sardegna”, prosegue la Presidente.

Il provvedimento si inserisce nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale previsto dal DM 77/2022 e punta a garantire personale adeguato alle Case della Comunità, agli Ospedali di Comunità e alle altre strutture del territorio, oltre che alla rete ospedaliera e ai servizi di emergenza-urgenza. La ricognizione regionale ha infatti evidenziato un fabbisogno complessivo superiore alla disponibilità di professionisti oggi reperibili attraverso le sole procedure ordinarie.

“Con questo Piano diamo anche una risposta chiara a una delle principali preoccupazioni dei cittadini: il rafforzamento della sanità territoriale previsto dal DM 77 non avverrà sottraendo personale agli ospedali o ai servizi esistenti. Al contrario, stiamo creando le condizioni perché Case della Comunità, Ospedali di Comunità e rete ospedaliera possano crescere insieme grazie all’ingresso di nuove professionalità”, evidenzia la Presidente Todde.

“L’obiettivo è potenziare la medicina di prossimità, assicurare il pieno funzionamento delle Case e degli Ospedali di Comunità e, attraverso una rete territoriale più forte, ridurre la pressione sugli ospedali. Vogliamo inoltre intervenire sulle liste d’attesa, rafforzando anche la presenza di professionalità specialistiche, a partire dai medici radiologi e dai tecnici di radiologia, e garantire una maggiore copertura delle zone disagiate e dei territori che soffrono maggiormente la carenza di personale”, sottolinea Todde. La delibera prevede che ARES attivi le procedure di reclutamento a tempo indeterminato attraverso concorsi e mobilità extraregionale. Per i medici saranno considerate anche le discipline equipollenti e affini, con una programmazione finalizzata a rispondere alle necessità della rete territoriale, ospedaliera e della prevenzione.

Accanto al Piano straordinario delle assunzioni a tempo indeterminato, la Regione attiva inoltre una misura complementare e temporanea per fronteggiare le situazioni di maggiore urgenza e le difficoltà di reperimento di personale sul territorio nazionale. La Centrale regionale di Committenza sarà incaricata di avviare una procedura di gara per individuare un operatore specializzato nelle attività di supporto tecnico-istituzionale, organizzativo, formativo e linguistico finalizzate alla cooperazione internazionale e alla mobilità di professionisti sanitari provenienti da Paesi extra UE.

Il canale di reclutamento internazionale riguarda complessivamente 450 professionisti: 200 medici, 200 infermieri e 50 tecnici di radiologia medica, da destinare prioritariamente alle strutture territoriali delle aree con maggiori criticità e ai pronto soccorso individuati dal provvedimento.

“La nostra priorità resta valorizzare le professionalità sarde e attrarre in Sardegna medici e infermieri provenienti dal resto d’Italia attraverso le procedure ordinarie di assunzione. Il reclutamento internazionale rappresenta uno strumento complementare e straordinario per coprire le carenze residue e garantire continuità assistenziale nei territori più esposti alla mancanza di personale”, sottolinea la Presidente.

“Accanto alle 1.500 assunzioni a tempo indeterminato, attiviamo un canale straordinario e complementare di reclutamento internazionale con 450 professionisti sanitari, che saranno impiegati con contratti a tempo determinato nel biennio 2027-2028 e con la possibilità di una futura stabilizzazione nel rispetto della normativa vigente. Nel complesso parliamo quindi di quasi 2.000 nuovi operatori tra medici, infermieri e tecnici che entreranno a supporto del sistema sanitario regionale. Sono numeri che possono cambiare radicalmente la capacità di risposta della sanità pubblica sarda e testimoniano in modo concreto la volontà della Regione di investire sul diritto alla salute e sul rafforzamento dei servizi in tutti i territori dell’Isola”, conclude la Presidente.

Il ricorso al reclutamento internazionale è configurato dalla delibera come uno strumento eccezionale, secondario e complementare rispetto alle procedure di assunzione gestite da ARES, necessario per colmare nell’immediato il divario tra il fabbisogno assistenziale e la disponibilità di professionisti, in particolare nei territori meno attrattivi e nelle discipline caratterizzate dalle maggiori carenze.

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 "L’Assessorato dell’Industria della Regione Sardegna accoglie con soddisfazione la decisione del Governo di sostenere il progetto ‘Digital Vault Sulcis’, che prevede la riconversione produttiva della società Carbosulcis con la realizzazione di un polo tecnologico da 100 megawatt incentrato sull’intelligenza artificiale e sul cloud computing, inserendolo fra i progetti strategici di livello nazionale". Così l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani.

“Il progetto, presentato dalla società Energy Vault e avviato dalla Regione già lo scorso anno, rappresenta un tassello strategico nel percorso di riconversione e valorizzazione delle aree minerarie dismesse della Sardegna, in coerenza con gli indirizzi regionali di sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica e attrazione di investimenti ad alto valore aggiunto. La Regione Sardegna, attraverso Carbosulcis, ha accompagnato sin dalle prime fasi il processo di insediamento dell’iniziativa imprenditoriale, garantendo supporto istituzionale, disponibilità delle infrastrutture e un quadro amministrativo aperto alla possibilità di realizzazione del progetto”, spiega l’assessore.

“La richiesta di riconoscimento del ‘Digital Vault Sulcis’ come progetto di interesse strategico nazionale, avanzata da Energy Vault al Governo, costituisce pertanto un passaggio importante che la Regione valuta positivamente”, sottolinea Cani. “La collaborazione istituzionale tra Regione e Governo – conclude - è di fatto essenziale per accelerare le procedure, favorire l’attrazione di capitali e generare nuove opportunità occupazionali per il territorio”.

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Questa mattina la Corte dei Conti ha approvato la parifica del Rendiconto generale della Regione Sardegna per l’esercizio 2025. La cerimonia annuale si è conclusa dopo due ore di approfondite relazioni con la camera di consiglio dalla quale la Corte è uscita dichiarando “regolare il Rendiconto 2025”, che adesso riferirà al Consiglio Regionale.

Il bilancio regionale 2025 viene certificato con un attivo di oltre 510 milioni ed è sempre dominato dalla spesa in sanità, che copre 5,3 miliardi, pari al 30 per cento del totale. Nei vari interventi dei giudici contabili sono stati rimarcati “gli ampi miglioramenti negli indici di utilizzo delle entrate”, “la progressiva acquisizione di liquidità”, “il rafforzamento della spesa sanitaria”, “il miglioramento della capacità di utilizzo delle risorse per l’abbattimento delle liste d’attesa” e “il rafforzamento dei tempi di monitoraggio sulle prestazioni”, sottolineando, con la presidente Donata Cabras, “il pieno rispetto delle tempistiche e il clima di continua cooperazione di tutti gli uffici regionali”. La Presidente della Regione Alessandra Todde è intervenuta dopo la relazione della procuratrice Valeria Motzo: “Ringrazio la Corte per le sollecitazioni sull’utilizzo delle risorse che ci spingono a fare sempre meglio. Abbiamo ad esempio seguito le indicazioni sul tema delle variazioni di bilancio responsabilizzando gli Assessorati e riducendone fortemente il numero, come sottolineato dalla Corte. Sul tema sanitario, che ha tematiche complesse, stiamo riorganizzando il sistema delle cure e mi ha fatto piacere il passaggio suo miglioramento dell’uso delle risorse per la riduzione delle liste d’attesa. Sulla gestione dell’acqua e sulla partecipazione della Regione nella rete degli aeroporti voglio ribadire che il nostro unico interesse è il vantaggio dei cittadini”.

Anche l'assessore del Bilancio Giuseppe Meloni ha ringraziato la Corte sottolineando come "il bilancio del 2025 sia il primo interamente di competenza di questa giunta. Le critiche hanno riguardato i 4 mesi di esercizio provvisorio del 2025. Dobbiamo evitare anche un solo mese di bilancio provvisorio, come avvenuto nel 2026. Siamo contenti dei riconoscimenti della Corte sulla chiusura positiva della trattativa con lo stato centrale per il capitolo 1200, che ha portato in cassa 1,190 miliardi da qui al 2029, e ci impegniamo a presentare questo autunno, in tempo, il Bilancio 2027 per evitare l'esercizio provvisorio".

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La Regione Sardegna ribadisce di voler rilanciare il progetto del Trenino Verde e proseguire il percorso di valorizzazione delle ferrovie turistiche dell'Isola. Grazie agli atti approvati nei mesi scorsi dalla Giunta regionale e dal Consiglio regionale, la Fondazione Trenino Verde sarà presto pienamente operativa, consentendo di rafforzare il coordinamento delle attività e di programmare gli interventi necessari per il rilancio del servizio.

L'Assessorato regionale dei Trasporti, in concerto con gli Assessorati del Turismo e degli Enti Locali, confermano il proprio impegno a rimuovere progressivamente tutte le criticità che ancora impediscono la piena fruizione delle linee storiche.

Per quanto riguarda la linea Mandas-Arbatax resta confermato l'obiettivo di riaprire, entro la fine del 2026, il collegamento ferroviario tra Mandas e Sadali, così come proseguirà regolarmente il servizio sulla tratta Lanusei-Arbatax. Tra questi due segmenti si concentra l'ultimo tratto ancora da completare per restituire continuità all'intera dorsale.

In questo contesto, l'Assessorato può anticipare che riprenderanno a breve i lavori per il rifacimento del ponte di Niala, nel territorio di Ussassai, intervento indispensabile per il futuro e progressivo ripristino del collegamento tra Sadali e Lanusei e quindi per la ricucitura dell'intera linea Mandas-Arbatax.

Parallelamente proseguono le attività anche nel nord Sardegna. Nell'ambito della linea Sassari-Tempio-Palau è prevista la riattivazione della tratta compresa tra Luras e Arzachena, con conclusione degli interventi programmata entro il 31 dicembre 2028. Il servizio tra Bosa Marina e Macomer invece, momentaneamente limitato al tratto Macomer-Tresnuraghes, ripartirà entro la fine dell'estate al termine dei lavori legati al ripristino di un piccolo cedimento strutturale.

“Il Trenino Verde rappresenta uno dei simboli più autentici della Sardegna e un patrimonio storico, paesaggistico e turistico che abbiamo il dovere di valorizzare - dichiara l'assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca -. Con la prossima operatività della Fondazione disponiamo finalmente dello strumento necessario per dare continuità a questo percorso. Grazie a questo passaggio potremo lavorare per superare, una dopo l'altra, le criticità ancora presenti lungo le diverse tratte compatibilmente con le risorse che si riuscirà a mettere a disposizione. L'obiettivo è restituire ai territori una rete ferroviaria turistica sempre più estesa, efficiente e capace di generare nuove opportunità di sviluppo per le comunità locali”.

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La Regione Sardegna compie uno dei più importanti investimenti mai realizzati a favore delle giovani generazioni, destinando quasi 100 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo Plus 2021 -2027 alla formazione di alto livello, alla ricerca, all'innovazione e al lavoro qualificato. Con il Piano NEWGENS e le misure STEP (Strategic Technologies for Europe Platform, Piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa), approvati dalla Giunta regionale su proposta dell'assessora del Lavoro Desirè Manca prende forma una strategia che punta a costruire il capitale umano della Sardegna, sostenendo l'occupazione, la creazione d'impresa e la formazione di competenze altamente specializzate nei settori tecnologici strategici. Un investimento che guarda al futuro dell'Isola, offrendo ai giovani l'opportunità di formarsi anche fuori dalla Sardegna per poi riportare competenze, innovazione e valore al servizio dello sviluppo economico e sociale del territorio.

“Il Piano NEWGENS rappresenta una scelta strategica della Regione per il futuro della Sardegna. Il nostro obiettivo – dichiara l’assessora del Lavoro Desirè Manca - non è soltanto aumentare l'occupazione giovanile, ma migliorarne la qualità, investendo sulle competenze e creando le condizioni perché i giovani possano costruire il proprio percorso di vita e di lavoro nella nostra Isola. Vogliamo accompagnare i nostri giovani nella formazione, favorire l'acquisizione di competenze sempre più qualificate e richieste dal mercato e trasformare anche le esperienze maturate fuori dalla Sardegna in un valore aggiunto per il nostro territorio”.

Dietro questa visione c'è un investimento concreto: quasi 100 milioni di euro. Con una dotazione di 44,2 milioni di euro, il Piano Newgens finanzierà interventi per favorire l'occupazione stabile, la creazione di impresa, rafforzare le competenze e accompagnare le nuove generazioni verso un lavoro qualificato. Accanto a queste misure, la nuova Priorità STEP, mette a disposizione 52 milioni di euro per sostenere la formazione e l'occupazione nei settori tecnologici strategici individuati dall'Unione europea: tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse e biotecnologie. Gli interventi comprendono percorsi di upskilling e reskilling, incentivi alle imprese che assumono personale qualificato, strumenti di microcredito per startup innovative, contratti di ricerca, master, borse di studio e dottorati realizzati in collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari.

Tra gli indirizzi approvati figura anche l'innalzamento dell'indennità massima dei tirocini extracurriculari finanziati dal Piano NEWGENS, fissata in mille euro lordi mensili, con l'obiettivo di favorire una più ampia partecipazione.

L'attuazione del Piano sarà affidata ad ASPAL, in collaborazione con la Direzione generale del Lavoro, la Direzione generale della Pubblica Istruzione, le Università, gli enti di ricerca e il partenariato economico e sociale.

“Con questa programmazione – conclude l’assessora del Lavoro - compiamo una scelta strategica: investire sulle persone, sulle competenze e sul talento dei nostri giovani, perché il capitale umano è la vera leva dello sviluppo della Sardegna. Attraverso il Piano NEWGENS e le misure STEP puntiamo al contempo a rafforzare il sistema produttivo, sostenere l'innovazione e trasformare la conoscenza in nuove opportunità di sviluppo per tutta l’isola”.

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