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Nell'ambito dell'interlocuzione istituzionale avviata a seguito della nota trasmessa dall'assessora della Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna, Rosanna Laconi, è pervenuto il riscontro formale del Ministero dell'Interno in merito all'assetto della flotta nazionale Canadair in vista della prossima campagna antincendio boschivo (AIB) 2026.
La risposta del Viminale – indirizzata anche, per conoscenza, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – fa seguito alla richiesta regionale formulata in relazione agli effetti della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, n. 10160/2025, che ha inciso sull'affidamento del servizio di gestione operativa e logistica della flotta.
Nel riscontro, il Ministero evidenzia che, a seguito di apposita istruttoria con il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, sono già stati adottati gli atti necessari per dare esecuzione alla pronuncia giurisdizionale: il 23 gennaio 2026 è stato pubblicato il provvedimento n. 39, che ha integrato il precedente atto amministrativo n. 533 del 17 settembre 2024 e il relativo Disciplinare di gara, assicurando la piena continuità del contratto in essere.
In tale quadro, viene espressamente chiarito che il servizio non ha subito né subirà interruzioni e che il numero degli assetti aerei impiegati nella campagna AIB 2026 sarà analogo a quello dello scorso anno.
Quanto alla dislocazione territoriale dei mezzi, il Ministero richiama le competenze del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, cui spetta la definizione del dispositivo operativo annuale.
“La nota pervenuta dal Ministero delinea un quadro di continuità operativa che consente di guardare alla campagna antincendio boschivo ormai alle porte con maggiore serenità e fiducia – dichiara l'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi –. La conferma del mantenimento degli assetti aerei costituisce una condizione essenziale per garantire l'efficacia del dispositivo di tutela del territorio e del patrimonio ambientale. In questo contesto, proseguiremo nel confronto istituzionale affinché la distribuzione dei mezzi assicuri una copertura pienamente adeguata alle specificità e ai livelli di rischio dell'intera Sardegna”.

La Regione prosegue, per il tramite della Direzione generale della Protezione civile, l'attività di monitoraggio e raccordo con le strutture statali competenti, nell'ambito della pianificazione regionale antincendio e della definizione del dispositivo operativo per la stagione AIB 2026, al fine di assicurare la tutela del territorio, del patrimonio ambientale e della sicurezza dei cittadini.

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“Oggi Cagliari diventa il luogo in cui tutta la Sardegna si riconosce. La festa di Sant’Efisio tiene insieme comunità diverse e le riporta a un gesto collettivo che parla di identità e appartenenza”. Lo dichiara la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, in occasione della 370ª Festa di Sant’Efisio, che si svolge nel giorno della Festa dei Lavoratori.

“In un tempo segnato da cambiamenti continui e da tensioni che attraversano il mondo, questa festa restituisce un punto fermo. La capacità di stare insieme, di riconoscersi, di sostenersi”, prosegue la presidente.

“La coincidenza con il Primo Maggio porta dentro questa giornata anche il tema del lavoro. Il mio pensiero va alle lavoratrici e ai lavoratori che vivono condizioni difficili, a chi è precario, a chi vede ridursi il proprio salario e fatica a immaginare il futuro”.

La presidente rivolge poi un pensiero agli allevatori colpiti dalla dermatite nodulare. “Oggi Sant’Efisio viene portato a mano anche per loro. È un segno di rispetto e di vicinanza. Nessuno deve restare solo”.

“Il diritto a restare in Sardegna si costruisce creando opportunità, con investimenti nei settori in cui possiamo crescere, con formazione adeguata, con progetti che diano ai giovani la possibilità di scegliere questa terra. Il compito della Regione è stare accanto a questi percorsi e renderli concreti”, conclude Todde.

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L’assessorato regionale della Sanità per il tramite del proprio Servizio Veterinario comunica che si sono concluse le operazioni di stamping out (abbattimento) nei focolai di dermatite nodulare riscontrati nei territori di Muravera e Villaputzu, eseguite dalle ASL di Cagliari.

Le misure adottate risultano conformi a quanto previsto dalla normativa comunitaria per le malattie di categoria A e sono state attuate con tempestività. Tale rapidità di intervento ha consentito alla Regione di rispettare i tempi indicati dal Ministero nel corso dell’Unità Centrale di Crisi tenutasi il 15 aprile.

Allo stato attuale, il completamento delle attività previste rappresenta un elemento favorevole sotto il profilo della gestione dell’emergenza sanitaria. Qualora la situazione epidemiologica si mantenga stabile e non si registrino ulteriori focolai, potrà essere evitata l’imposizione della Zona Unica di Restrizione da parte della Commissione europea.

Si evidenzia pertanto che la prosecuzione di un attento monitoraggio epidemiologico e il mantenimento delle misure di sorveglianza restano elementi essenziali per il consolidamento del quadro favorevole attualmente registrato.

Altro dato da rilevare è la capacità di risposta del sistema sanitario regionale e l’efficacia raggiunta dal coordinamento tra strutture territoriali e livello centrale, sotto la regia della Regione. L’obiettivo prioritario rimane la tutela del patrimonio zootecnico sardo e la salvaguardia delle attività economiche degli allevatori, pilastro dell’economia isolana.

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Si è tenuto questa mattina, nella sala riunioni dell’Ufficio di Gabinetto dell’Assessorato dell’Agricoltura, il Tavolo verde presieduto dall’assessore Francesco Agus, un momento di confronto con le associazioni di categoria convocato in una fase particolarmente delicata per il comparto zootecnico isolano. Al centro dell’incontro, il tema della dermatite bovina, tornata a manifestarsi negli allevamenti del Sud Sardegna. “Siamo in una fase che richiede la massima attenzione. In queste ore, grazie all’azione tempestiva ed efficace dell’Assessorato della Sanità e della Asl – spiega l’assessore Agus - si sta lavorando per contenere e superare il problema il prima possibile. Il blocco della movimentazione dei capi è una misura che pesa sugli allevatori e l’obiettivo deve essere quello di ridurne al minimo la durata, evitando penalizzazioni per la Sardegna rispetto ad altre regioni”. Nel corso della riunione è stata condivisa la necessità di convocare a breve il tavolo tecnico per il coordinamento delle attività in materia di contrasto alla dermatite nodulare contagiosa in Sardegna con il coinvolgimento delle strutture regionali competenti, anche alla luce degli aggiornamenti in corso. “È uno strumento fondamentale per garantire un’azione tempestiva e coordinata tra tutte le strutture coinvolte”, evidenzia Agus. Il Tavolo ha il compito di monitorare e coordinare le attività, rafforzare la comunicazione e l’informazione, in particolare verso gli allevatori, e formulare proposte anche in merito a eventuali misure di sostegno per le aziende zootecniche. Sul fronte del sostegno alle imprese, l’assessore ha confermato la disponibilità di ulteriori risorse, frutto di economie su poste già stanziate nel 2025 dal Consiglio regionale. “Al netto delle somme già impegnate, abbiamo a disposizione 13 milioni di euro che intendiamo utilizzare per rafforzare gli interventi a favore delle aziende colpite. L’obiettivo è quello di estendere gli indennizzi relativi al blocco della movimentazione dei capi, inizialmente previsti solo sino al mese di settembre e durata in realtà sino a gennaio - sottolinea Agus - tenendo conto dell’andamento della situazione e delle difficoltà che le imprese stanno continuando ad affrontare”. La proposta, condivisa nel Tavolo verde, sarà approfondita nell’ambito del tavolo tecnico. Parallelamente, per quanto riguarda il tema delle Pratiche locali tradizionali, è stato illustrato l’accordo sottoscritto tra Assessorato, Argea e Agea, il 9 aprile 2026, che definisce un percorso operativo volto a garantire il rispetto delle scadenze di pagamento nazionali. In particolare, è stato spiegato al tavolo, l’intesa consente di procedere con i pagamenti posticipando successivamente i controlli richiesti ai fini delle regole della PAC. Argea convocherà la prossima settimana un tavolo con i CAA per affrontare le problematiche legate al fascicolo aziendale e riguardo le modalità delle verifiche rinviate a settembre 2026. L’accordo permette di assicurare il flusso di risorse previsto, pari a circa 60 milioni di euro complessivi tra pagamenti diretti e misure del Complemento di sviluppo rurale – tra cui benessere animale, indennità compensativa e agricoltura biologica – senza ritardi rispetto alle scadenze stabilite a livello nazionale. È stato inoltre fatto il punto sull’attuazione dei bandi del CSR, a partire dalla misura SRD01, la cui scadenza per la presentazione delle domande è stata posticipata al 18 maggio. Richiamata, infine, l’urgenza di accelerare sull’attuazione del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027. “Abbiamo meno di due anni alla chiusura della programmazione: dobbiamo andare veloci, soprattutto sull’attuazione dei nuovi bandi per investimenti, perché - conclude l’assessore Agus - non possiamo permetterci di perdere risorse europee fondamentali per il comparto”.

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Il ritiro dalla Commissione parlamentare della proposta di legge sulle servitù militari rappresenta un risultato significativo per la Sardegna e per la tutela dei suoi interessi strategici. “La decisione segna una vittoria importante per tutta l’Isola”, dichiara la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. “Il testo in discussione avrebbe comportato una riduzione del ruolo della Regione nelle competenze fondamentali di tutela ambientale e pianificazione territoriale, incidendo su aree già gravate da un peso storico rilevante legato alla presenza militare”.

 

La Presidente sottolinea come la posizione della Regione sia stata chiara e determinata sin dall’inizio del confronto istituzionale. Todde evidenzia inoltre il valore politico e istituzionale della convergenza registrata sul tema: “È stato particolarmente importante constatare una larga convergenza nella difesa degli interessi della Sardegna. Esistono questioni che superano le appartenenze politiche e richiedono un impegno comune”.

 

“La Sardegna dimostra ancora una volta che, quando sa unirsi nella tutela della propria terra e dei propri diritti, è in grado di ottenere risultati concreti”, conclude la Presidente. “Oggi riconosciamo un esito positivo, frutto di una mobilitazione istituzionale e politica che ha saputo rappresentare con forza le ragioni della nostra comunità”.

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Il Co.Mi.Pa. lancia l’allarme sui poligoni e trova il sostegno di Pigliaru e Scanu. Nel mirino la proposta di legge che cancella i controlli ambientali. Il Presidente del Consiglio Comandini resta l'unico solido ponte istituzionale.

Sulla questione delle servitù militari in Sardegna il clima si fa rovente. Quella che sembrava una discussione tecnica si è trasformata in uno scontro frontale che vede uniti il Co.Mi.Pa. (Comitato Misto Paritetico), l’ex Presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’ex Presidente della Commissione d’Inchiesta sui poligoni, Gian Piero Scanu. Al centro della contesa c'è un rischio concreto: che lo Stato riprenda il controllo totale sui territori sardi, cancellando decenni di battaglie per la trasparenza e la salute.

 

La "Legge Chiesa": Un colpo di spugna sulle conquiste sarde

La preoccupazione principale riguarda la proposta di legge n. 1887 (nota come "Legge Chiesa"). Per Pigliaru firmatario degli accordi Stato-Regione del 2017 e 2019, si tratta di un vero e proprio "atto di forza" che usa il pretesto delle tensioni internazionali per scavalcare l'autonomia sarda.

 

• Supremazia Statale: La norma ripristinerebbe il principio di esclusività dello Stato sulla gestione dei territori militari.

• Ambiente al buio: I siti militari verrebbero assimilati a "siti industriali dismessi", sottraendo alla Regione il potere di vigilare sulla sicurezza ambientale e sulla salute dei cittadini all'interno dei poligoni.

• Addio agli Osservatori: Verrebbero smantellati gli osservatori ambientali indipendenti, l'unico vero strumento di controllo a disposizione delle comunità locali.

 

Il Mistero di Quirra e il Progetto MR10

Il Co.Mi.Pa. denuncia inoltre una preoccupante mancanza di coinvolgimento su progetti industriali pesanti. È il caso dell’Area Nike nel Poligono di Quirra, dove si parla di una base di lancio per vettori suborbitali (progetto MR10).

L'impiego di tonnellate di propellenti criogenici (metano e ossigeno liquido) avviene senza che il Comitato sia stato consultato: non è chiaro se si tratti di attività civile o prettamente militare, né quale sia l'impatto reale di emissioni e inquinanti su un territorio già profondamente segnato.

Piero Comandini: L'unico alleato istituzionale

In questo panorama di tensioni e silenzi da parte di molti parlamentari sardi — spesso accusati di dialogare a "porte chiuse" solo con i vertici militari — il Co.Mi.Pa. individua un unico, fondamentale punto di riferimento: il Presidente del Consiglio Regionale Piero Comandini.

Comandini viene indicato come l’unico esponente istituzionale ad aver sempre accolto con attenzione le istanze del Comitato, intervenendo attivamente presso il Governo per difendere le prerogative della Sardegna. Una sponda politica necessaria per evitare che l'organismo preposto alla tutela dei sardi resti isolato nel confronto con il Ministero della Difesa.

L'appello: Un'azione Bipartisan per la Dignità

L’invito che arriva da Pigliaru, Scanu e dal Co.Mi.Pa. è rivolto all'intera classe dirigente isolana: serve un'azione politica determinata e bipartisan. La difesa della salute e dell'ambiente non ha colore politico, specialmente quando in gioco c'è la gestione di oltre 30.000 ettari di terra sarda.

 

"È necessaria un’azione di contrasto affinché questa proposta di legge venga respinta," dichiarano Pigliaru e Scanu. "La Giunta e il Consiglio devono sostenere il Co.Mi.Pa. nella salvaguardia della salute dei cittadini."

 

Il commento di ViviLaSardegna: La Sardegna non può tornare a essere un semplice "cortile di addestramento" senza voce in capitolo. La trasparenza ambientale è un diritto acquisito che non può essere sacrificato sull'altare della geopolitica. Vigileremo affinché l'impegno del Presidente Comandini non resti isolato e affinché la voce della nostra terra torni a contare nei tavoli romani.

 

ViviLaSardegna

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La Regione prosegue il lavoro di monitoraggio e confronto istituzionale per fronteggiare gli effetti dell’aumento dei costi dei carburanti legato alle tensioni internazionali e, in particolare, alle criticità determinate dal blocco dello stretto di Hormuz.

Nella giornata di ieri, giovedì 16 aprile, negli uffici della Regione si è svolto un importante vertice che ha visto la partecipazione dell’assessora dei Trasporti, Barbara Manca, e dell’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, insieme ai vertici del gruppo Saras, che gestisce la raffineria di Sarroch, punto di riferimento strategico per l’approvvigionamento di carburanti destinati sia al trasporto aereo sia a quello marittimo, oltre che all’intero comparto produttivo e logistico dell’Isola.

Nel corso dell’incontro, i rappresentanti di Saras hanno garantito attenzione al territorio sardo, non evidenziando criticità allo stato attuale rispetto agli stessi volumi garantiti al mercato aeronautico sardo nel corso dello scorso anno e dichiarandosi disponibili a mettere in atto misure per garantire anche un eventuale incremento della domanda di jet fuel conseguente alla crisi su altri scali.

Il vertice con Saras si inserisce in un percorso già avviato dalla Regione da diverse settimane e fa seguito all’incontro tecnico tenutosi mercoledì 15 aprile presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si tratta di appuntamenti programmati nell’ambito di un lavoro continuo e strutturato, necessario per affrontare una crisi che presenta caratteristiche globali e richiede risposte articolate.

“Stiamo affrontando una situazione complessa che richiede serietà, metodo e una forte collaborazione istituzionale – dichiarano l’assessora Barbara Manca e l’assessore Emanuele Cani –. Non si tratta di criticità che possono essere risolte con interventi estemporanei, ma di dinamiche globali che impongono un lavoro approfondito e condiviso per individuare soluzioni efficaci”.

“La priorità della Regione Sardegna – proseguono – è tutelare i cittadini e il sistema economico dell’Isola, a partire dalla salvaguardia dei collegamenti aerei e marittimi e dalla continuità territoriale, ma anche attraverso il sostegno alle imprese maggiormente esposte all’aumento dei costi energetici. In questo percorso è fondamentale il contributo di tutti i soggetti coinvolti, istituzionali e privati, che stanno dimostrando piena disponibilità al confronto”.

La Regione continuerà nei prossimi giorni il lavoro avviato, con l’obiettivo di individuare una pluralità di soluzioni capaci di contenere gli effetti della crisi e garantire la tenuta del sistema dei trasporti e dell’economia sarda.

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La Giunta regionale ha approvato la delibera annuale sull'uso dei litorali per la stagione 2026, quest’anno con particolare attenzione nel garantire la continuità della stagione balneare nelle more dell’approvazione dei PUL.

“La Regione conferma la massima attenzione verso le istanze pervenute in questi mesi da operatori e fruitori del settore,” dichiara l’assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda.

“Abbiamo valutato e inserito nel provvedimento diverse considerazioni scaturite dai primi riscontri sulle nuove linee guida per i Piani di Utilizzo dei Litorali (PUL), approvate lo scorso febbraio. L’obiettivo è accompagnare il settore verso la piena attuazione della pianificazione comunale, garantendo nel frattempo certezze giuridiche e operative”.

Per la stagione 2026, in assenza di un PUL approvato, le concessioni stagionali esistenti potranno essere rilasciate nel rispetto dei parametri vigenti, mantenendo la continuità dei servizi. Un punto fondamentale della delibera riguarda il chiarimento sulla validità temporale dei titoli.

L’Assessore specifica che, per le strutture di facile rimozione ma con titolo non stagionale, la validità temporale deve considerarsi riferita alla durata della stagione balneare regionale sotto il profilo demaniale, fermo restando il rispetto assoluto delle prescrizioni indicate nel relativo titolo edilizio. Per le nuove concessioni rilasciate nel periodo transitorio la durata è limitata a un massimo di tre anni dall'approvazione delle linee guida PUL.

Per far fronte ai gravi danni causati dai recenti eventi meteorologici eccezionali, la Regione ha previsto misure di flessibilità per la difesa delle attività economiche. “Siamo consapevoli dell’impatto delle mareggiate su molti litorali”, sottolinea l’assessore. La delibera consente infatti il riposizionamento temporaneo e contingente delle concessioni all'interno della stessa spiaggia o in aree limitrofe. Tali spostamenti sono considerati in armonia con gli strumenti di pianificazione vigenti, data la natura eccezionale dell'emergenza.

Il documento disciplina, inoltre, fattispecie specifiche, come l'installazione delle aree di supporto per i chioschi bar e le attività di utilità sociale, con particolare attenzione all'accessibilità per le persone con disabilità.

“Con questa delibera la Sardegna conferma la volontà di tutelare il patrimonio naturale dei nostri litorali e, contemporaneamente, il valore economico e sociale delle imprese che vi operano", aggiunge Spanedda.

E conclude: “È una risposta concreta e responsabile che mette al centro il lavoro, le imprese e i diritti dei cittadini, accompagnando il settore verso una gestione più ordinata, sostenibile e inclusiva delle nostre coste”.

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Giovedì, 09 Aprile 2026 09:03

Il salario minimo regionale è legge

Il Consiglio Regionale della Sardegna ha approvato la legge sul salario minimo regionale, un intervento che introduce una soglia minima di 9 euro per le retribuzioni nei contratti di appalto e nelle concessioni affidate dalla Regione, dagli enti locali, dalle aziende sanitarie e dalle società controllate. “La Sardegna interviene in modo preciso – dichiara la Presidente della Regione, Alessandra Todde – in particolare nei settori ad alta intensità di manodopera, dove il costo del personale incide maggiormente e dove troppo spesso si sono scaricati gli effetti del massimo ribasso. Con questa legge si fissa un principio chiaro: il lavoro deve essere tutelato e adeguatamente retribuito”.

 

La norma istituisce inoltre un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo e la predisposizione di report annuali sull’applicazione delle disposizioni e sull’andamento dei costi della manodopera.

 

“È un passaggio importante – prosegue la Presidente – perché non basta affermare un principio, bisogna anche vigilare sulla sua attuazione. Il monitoraggio sarà essenziale per garantire l’efficacia delle misure introdotte”.

Con questo provvedimento, la Sardegna si unisce alle esperienze già avviate da altre Regioni, tra cui Puglia e Toscana, contribuendo a superare una fase di immobilismo su un tema che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori.

“Per il Movimento 5 Stelle e per le altre forze progressiste che governano la Regione – aggiunge Alessandra Todde – la dignità della persona è un principio non negoziabile. È da questo valore che nasce il lavoro politico che oggi si traduce in un risultato concreto per i lavoratori sardi”.

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Trenta milioni di euro destinati a migliorare l'accessibilità e la fruibilità dei luoghi della cultura isolani. Con questo obiettivo l’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport ha approvato un nuovo bando destinato ai Comuni e agli Enti locali della Sardegna per la realizzazione di interventi di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. L'iniziativa - che rientra nell'ambito dell'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC 2021-2027) - è suddivisa in due distinte linee di finanziamento specifiche: la Linea 1 (5 milioni di euro) è dedicata esclusivamente a progetti riguardanti le biblioteche, mentre la Linea 2 (25 milioni di euro) è destinata a interventi su beni culturali (immobili e mobili), aree archeologiche, complessi monumentali, musei e archivi.

“Investiamo nel patrimonio culturale della Sardegna con un massiccio finanziamento da 30 milioni di euro”, spiega l’assessora Ilaria Portas. “Abbiamo deciso di destinare cinque milioni specificamente agli interventi nelle biblioteche, presidio culturale presente in tutti i comuni della Sardegna e che spesso rappresenta anche l’unico spazio fisico culturale presente nei territori periferici. La scelta di finanziare non solo la messa in sicurezza ma anche l’accessibilità, la fruizione e l’innovazione tecnologica è dettata dalla necessità di rendere i nostri spazi culturali vivi all’interno delle comunità e luogo di lavoro presente e futuro per i nostri giovani e le nostre giovani. Mettiamo le basi affinché la Sardegna possa finalmente vivere anche sfruttando il suo immenso patrimonio culturale”.

Il contributo regionale richiesto per ogni singolo progetto deve essere compreso tra un minimo di 150.000 euro e un massimo di un milione e il finanziamento può coprire fino al 100% della spesa ammissibile.

Beneficiari. L’Avviso è rivolto a Comuni, Province, Città Metropolitane, Unioni di Comuni e Comunità Montane della Sardegna. È importante notare che per la Linea 2 sono esclusi la Città Metropolitana di Cagliari e i comuni di Assemini, Cagliari, Elmas, Pula, Quartucciu, Sarroch, Selargius, Sestu e Sinnai, in quanto già beneficiari di altri finanziamenti per la medesima area tematica e linea di intervento dell’Avviso.

Interventi ammissibili. Il bando finanzia progetti strategici che prevedono lavori pubblici, forniture o servizi finalizzati alla messa in sicurezza e restauro, cioè interventi strutturali su edifici storici, chiese, siti archeologici (inclusi scavi) e restauro di beni mobili come opere d’arte e reperti; accessibilità e fruizione, ovvero adeguamento degli spazi e delle dotazioni tecniche per abbattere le barriere e migliorare l'accoglienza dei visitatori, infine innovazione tecnologica, cioè installazione di impianti fotovoltaici per l’efficientamento energetico, creazione di allestimenti multimediali (realtà virtuale, ologrammi, app dedicate) e sistemi di illuminazione artistica. Non sono invece ammissibili interventi di manutenzione ordinaria, né la costruzione di nuovi musei o biblioteche "da zero" (salvo unità funzionali alla fruizione di siti esistenti) e interventi su pertinenze parrocchiali o locali ad uso ricettivo.

Le domande. Le istanze devono essere presentate dal primo aprile al 12 maggio esclusivamente tramite il sistema informatico on-line SIPES. Per l'accesso è necessario il possesso di credenziali SPID, CIE o CNS da parte del rappresentante legale dell'Ente o di un suo delegato. Le spese sono considerate ammissibili a partire dal 1° gennaio 2021, mentre il termine ultimo per la realizzazione degli interventi e l'ammissibilità della spesa è fissato al 31 dicembre 2030. Le Informazioni relative ai contenuti dell’Avviso e agli adempimenti connessi, nonché tutte le richieste di chiarimenti dovranno pervenire alla seguente pec: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Le risposte ai chiarimenti verranno pubblicate sul profilo istituzionale dell’Amministrazione regionale.

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