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Cosa succede ai dati online delle persone che non ci sono più? Nella maggior parte dei casi l’identità digitale continua a restare in rete per anni e spesso né i parenti né i gestori delle stesse piattaforme riescono ad accedervi o ad evitare che qualcuno vi acceda furtivamente o con finalità illegali. Attualmente nel mondo esistono oltre 400 milioni di profili online appartenenti a persone defunte e si prevede che nel 2060 possano arrivare addirittura a 9 miliardi. Per contrastare l’esposizione mediatica incontrollata causata dalla morte dei titolari dei profili, la Regione Sardegna, tramite l’Assessorato degli Affari generali, intende avviare un progetto precursore, a livello nazionale, che consenta di erogare servizi di supporto ai cittadini in materia di eredità digitale per la tutela della privacy e la salvaguardia dei diritti in capo agli eredi o agli aventi causa.

È emerso durante l’incontro formativo sulla “Sovranità digitale ed eredità digitale” rivolto ai facilitatori digitali che operano nei comuni della Sardegna, rivolto ai facilitatori digitali che operano nei comuni della Sardegna, che si è svolto nella sala riunioni della direzione generale dell’Innovazione Digitale dell’Assessorato degli Affari generali.

“In una regione come la Sardegna dove abbondano gli anziani e mancano i giovani è fondamentale pensare alla salvaguardia dei diritti degli individui senza però dimenticare i nostri cari che non sono più tra noi o che verranno a mancare nel futuro”, ha spiegato l’assessore degli Affari Generali, Sebastian Cocco. “Oggi le nostre esistenze viaggiano online con una velocità di condivisione dei dati personali che è impressionante e tutti ci preoccupiamo di garantire sicurezza a questi dati finché siamo in vita. Ma occorre tutelare i dati anche quando le persone non sono più in vita. Il tema non è banale e pone importanti problemi di tutela della privacy, soprattutto oggi con l’impiego crescente di nuove tecnologie come l’IA e per l’uso incontrollato dei così detti deepfake”.

L’incontro di ieri è stato l’occasione per un report sui servizi erogati e sul numero di prestazioni rese ma soprattutto per introdurre ed affrontare nuove tematiche di grande rilevanza come appunto l’eredità digitale. Ad oggi sono circa 40 mila i sardi assistiti dagli oltre 120 punti di facilitazione attivati dalla Regione Sardegna nell’isola. I centri, finanziati con la Misura 1.7.2 del PNRR e con risorse regionali, hanno supportato i comuni nell’erogazione di quasi 65 mila servizi ai cittadini, servizi che spaziano dal supporto alla compilazione di domande destinate ad Enti ed Agenzie come l’INPS o l’Agenzia delle Entrate, fino all’assistenza nella ricerca di offerte di lavoro o di alloggi. Fondamentale per il loro funzionamento è stata la collaborazione con l’Aspal e i Centri per l’impiego. “Sono molto soddisfatto dell’attività svolta dai facilitatori digitali”, ha aggiunto l’assessore Cocco. “Ad oggi abbiamo raggiunto una buona percentuale degli obiettivi posti dal PNRR sia rispetto ai servizi resi che riguardo al numero di accessi agli sportelli. Considerando le prossime scadenze imposte dalla chiusura del PNRR, è nostro intendimento garantire la prosecuzione dell’offerta di questi importanti servizi a supporto dei cittadini e dei comuni, con la previsione di ampliare la sfera di competenze, ad esempio, in materia di eredità digitale”.

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La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, di concerto con l’assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, le linee di indirizzo per l’educazione all’ambiente e alla sostenibilità della rete regionale INFEAS (Informazione, Formazione e Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità) per il triennio 2026–2028, destinando risorse complessive pari a 5 milioni e 530 mila euro per tre azioni: il potenziamento della manifestazione “CEAS Aperti”, il finanziamento di progetti educativi ai Centri CEAS e il presidio della comunicazione della rete. La rete INFEAS opera attraverso i CEAS, istituzioni pubbliche a titolarità di Comuni, Parchi e aree marine protette, che svolgono attività di educazione e sensibilizzazione in tutto il territorio regionale. Le linee di indirizzo approvate identificano tre priorità tematiche, urgenti nel contesto sardo e radicate negli obiettivi della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) e della Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SRACC): la prevenzione degli incendi, l’uso consapevole della risorsa idrica con riferimento ai fenomeni siccitosi e la gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti con il contrasto all’abbandono incontrollato.

Le risorse, 5 milioni e 500 mila euro finanziano tre azioni distinte. L’Azione 1 destina 750 mila euro (250 mila euro per annualità) alla manifestazione “CEAS Aperti”, coordinata da un ente pubblico capofila: nel triennio 2026–2028 si terranno la sesta, la settima e l’ottava edizione, ciascuna con un evento finale residenziale che include azioni formative per gli operatori dei CEAS. L’Azione 2 destina 4 milioni e 750 mila euro al finanziamento diretto di progetti educativi ai CEAS sulle tre tematiche prioritarie (1 milione e 750 mila euro per il 2026, 1 milione e 250 mila euro per il 2027, 1 milione e 750 mila euro per il 2028; contributo per CEAS nel 2026: 30.170 euro). Ogni progetto deve includere un laboratorio realizzato con la partecipazione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (CFVA) o delle agenzie regionali ARPAS o Forestas, la cui collaborazione strutturata con la rete INFEAS rappresenta il valore qualificante della programmazione. I destinatari prioritari sono gli studenti delle scuole primarie e secondarie. L’Azione 3 destina 30 mila euro per il 2028 alla proroga semestrale del contratto di comunicazione della rete INFEAS, già avviato per il biennio 2026–2027 in attuazione della DGR n. 35/69 del 4 luglio 2025.

Sottolineando come l’educazione ambientale sia un investimento strutturale sulla coscienza collettiva sarda: “Incendi, siccità e abbandono dei rifiuti sono sfide che richiedono non solo interventi operativi, ma anche consapevolezza e responsabilità diffusa. Con queste risorse rafforziamo la rete INFEAS e investiamo nell’educazione ambientale delle nuove generazioni e delle comunità locali, perché la tutela dell’ambiente si costruisce prima di tutto attraverso la conoscenza”, ha dichiarato l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi.

Precisando come la regia pubblica e la collaborazione istituzionale costituiscano il valore aggiunto della programmazione: “Il valore della rete INFEAS risiede nella collaborazione tra CEAS, Corpo Forestale, ARPAS e Forestas. Mettere in rete competenze, esperienze e presenza sul territorio significa rendere più efficace l’educazione ambientale e rafforzare il legame tra cittadini, istituzioni e territorio”, ha concluso Laconi.

Con questa delibera la Regione Sardegna conferma la centralità dell’educazione ambientale nella propria politica di tutela del territorio. Il triennio 2026–2028 porterà nelle scuole e nelle comunità sarde progetti educativi strutturati su incendi, acqua e rifiuti, attraverso una rete di Centri pubblici in raccordo con le strutture tecniche regionali.

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La Regione ha emanato l'ordinanza che disciplina le attività esercitabili sul demanio marittimo per la stagione 2026, confermando l'impegno per una gestione sostenibile e ordinata delle coste.

"Con questo provvedimento rafforziamo la tutela del nostro patrimonio costiero e garantiamo regole chiare per cittadini, operatori e amministrazioni locali. La Sardegna esercita pienamente le proprie competenze sul demanio marittimo con l'obiettivo di coniugare sviluppo turistico, salvaguardia ambientale e qualità dei servizi", dichiara l'assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda.

L'ordinanza conferma le misure di salvaguardia ambientale, dal divieto di asportazione di sabbia, conchiglie e ciottoli alla protezione delle dune e dei siti di nidificazione delle tartarughe marine. Viene inoltre ribadita l'attenzione all'accessibilità delle spiagge per le persone con disabilità e alla piena fruizione pubblica del litorale.

“Le nostre spiagge sono un bene comune da preservare e valorizzare. Per questo l'ordinanza mette al centro la tutela degli ecosistemi costieri, l'accessibilità per tutti e il diritto alla libera fruizione del mare. Vogliamo garantire un equilibrio tra attività economiche, interesse pubblico e protezione di un patrimonio che rappresenta una delle principali ricchezze della Sardegna", aggiunge Spanedda.

Il provvedimento richiama inoltre gli obblighi di trasparenza per i concessionari e le misure a tutela della sicurezza e della qualità delle acque di balneazione, nell'ottica di un'offerta turistica sempre più sostenibile e rispettosa dell'ambiente.

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Dopo gli incontri che si sono svolti di venerdì scorso a Sassari e Olbia, prosegue il percorso di ascolto e confronto organizzato dall’Assessorato regionale degli Enti locali e Urbanistica, che accompagnerà l'aggiornamento e l'integrazione del Piano Paesaggistico Regionale.
 
Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 18 giugno a Iglesias, alle 10, nella sala Blu del Centro culturale, in via Cattaneo 82.
 
L’occasione sarà utile per raccogliere osservazioni e contributi da parte di amministratori e portatori d’interesse del territorio, con l'obiettivo di garantire la più ampia partecipazione possibile.
 
Il percorso territoriale rappresenta una delle tappe centrali dell'aggiornamento del Piano Paesaggistico Regionale, avviato dalla Giunta regionale per dotare la Sardegna di uno strumento più attuale, coerente con i cambiamenti intervenuti negli ultimi vent'anni e costruito attraverso il coinvolgimento diretto dei territori.
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Più risorse per supportare le imprese sarde nei processi di innovazione e digitalizzazione. La Giunta stanzia ulteriori 12.047.684 euro, su proposta dell’assessore della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Meloni, per il “Bando Aiuti alle PMI sarde per la transizione digitale”, finanziato nell’ambito del Programma Regionale FESR Sardegna 2021-2027 e gestito dall’agenzia Sardegna Ricerche. La misura consentirà di ampliare il numero delle imprese finanziabili, tra quelle che hanno partecipato al bando, pubblicato lo scorso dicembre.

“L'interesse dimostrato dalle imprese sarde conferma quanto la digitalizzazione sia oggi una priorità per il nostro sistema produttivo”, sottolinea l’assessore Meloni, e poi spiega: “Con questa delibera abbiamo scelto di destinare oltre 12 milioni di euro aggiuntivi al bando per consentire a un numero maggiore di aziende di realizzare investimenti in innovazione, tecnologie digitali e miglioramento dei processi produttivi. È una scelta che valorizza le risorse europee disponibili e che ci permette, allo stesso tempo, di dare risposte alle esigenze che provengono dal tessuto economico isolano. Sosteniamo la trasformazione digitale delle imprese per migliorare la loro competitività, per supportare la crescita economica e per creare le condizioni verso uno sviluppo a medio e lungo termine dell'intero sistema produttivo regionale”.

Il bando, pubblicato da Sardegna Ricerche, che riguarda l l'Azione 2.2.1 “Digitalizzazione delle PMI” del Programma Regionale FESR 2021-2027, è finalizzato a sviluppare la competitività delle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI), sarde attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico innovativo e servizi di consulenza a sostegno alla digitalizzazione dei processi aziendali.

L'elevato numero di domande presentate nei primi giorni di apertura aveva determinato il superamento della dotazione finanziaria disponibile e la conseguente sospensione delle procedure di caricamento e invio delle istanze. Con il provvedimento approvato dalla Giunta regionale vengono ora assegnati a Sardegna Ricerche ulteriori 12.047.684 euro, provenienti dalla dotazione residua della Priorità 2 “Transizione digitale” del Programma Regionale FESR 2021-2027. Queste risorse consentiranno di finanziare un maggior numero di imprese, tra quelle che hanno già presentato la domanda per il bando pubblicato a fine 2025.

L'integrazione finanziaria consentirà di consolidare una delle principali misure regionali dedicata alla diffusione dell'innovazione digitale nel tessuto produttivo sardo.

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La Presidente della Regione e Assessora della Sanità ad interim, Alessandra Todde, è intervenuta questa mattina in audizione davanti alla VI Commissione Sanità del Consiglio regionale per illustrare i capitoli dedicati alla sanità e alle politiche sociali contenuti nella variazione di bilancio. Al centro dell'intervento, il piano di investimenti che prevede 238 milioni di euro in tre anni destinati al rafforzamento del sistema sanitario regionale e all'integrazione sociosanitaria, con l'obiettivo di migliorare l'accessibilità dei servizi, ridurre le disuguaglianze territoriali e fornire risposte più efficaci ai bisogni dei cittadini.

"È stato importante discutere oggi delle risorse che verranno dedicate alla sanità e alle politiche sociali", ha dichiarato la Presidente Todde. "Parliamo di interventi concreti che consentiranno di consolidare la medicina territoriale, sostenere gli enti locali e migliorare l'offerta sanitaria in tutta l'Isola".

Tra le principali misure illustrate figura il completamento delle azioni connesse alla riforma della sanità territoriale (DM 77), attraverso uno stanziamento di 10 milioni di euro per ciascun anno destinato alle Case della Comunità, così da completare gli interventi non coperti dalle precedenti programmazioni.

Particolare attenzione è stata dedicata anche all'introduzione delle Case della Comunità mobili, uno strumento innovativo pensato per garantire la presenza dei servizi sanitari nei territori che ancora non dispongono delle nuove strutture territoriali. Le unità mobili, già organizzate con personale e servizi dedicati, opereranno soprattutto nelle aree più fragili e meno servite, assicurando una copertura omogenea durante la fase di progressiva attivazione delle Case della Comunità previste dalla riforma. La variazione di bilancio prevede inoltre misure richieste dai territori e dagli amministratori locali nel corso del confronto avviato dalla Regione per la definizione del Piano dei servizi alla persona e del Piano delle politiche sociali. Tra queste, l'istituzione di un fondo finalizzato all'integrazione delle rette delle comunità integrate e al sostegno del sistema infermieristico dedicato, con l'obiettivo di supportare i Comuni e garantire una maggiore sostenibilità dei servizi assistenziali. Sono previste anche risorse aggiuntive per il rafforzamento delle attività di prevenzione e per il supporto alle campagne vaccinali.

Un ulteriore capitolo riguarda il potenziamento della specialistica ambulatoriale, con un incremento delle ore assegnate secondo criteri maggiormente aderenti ai bisogni reali dei territori. La distribuzione delle prestazioni non sarà più effettuata esclusivamente sulla base della popolazione residente, ma terrà conto dell'analisi delle liste d'attesa e degli indicatori di performance sanitaria, compresi i dati del più recente Piano Nazionale Esiti, per garantire interventi mirati e una riduzione più efficace dei tempi di accesso alle cure.

"Le risorse previste – ha concluso la Presidente Todde – non rappresentano soltanto uno stanziamento economico, ma la risposta concreta alle criticità emerse in questi mesi e alle richieste provenienti dai territori. L'obiettivo è costruire una sanità più vicina alle persone, più equa e capace di garantire servizi di qualità in tutta la Sardegna".

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La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha rivolto un messaggio di auguri alle nuove sindache e ai nuovi sindaci eletti nelle amministrative, ringraziando al tempo stesso i cittadini che hanno partecipato al voto e tutti coloro che hanno scelto di candidarsi.

«Ringrazio le sarde e i sardi che in questi due giorni si sono recati alle urne – ha scritto la presidente –. Con il vostro voto avete esercitato un diritto fondamentale e dato forza alla partecipazione democratica, dimostrando attenzione e responsabilità verso le vostre comunità».

Un pensiero è stato rivolto anche ai candidati che si sono messi a disposizione dei propri territori. «Un ringraziamento particolare va a tutte le persone che hanno scelto di candidarsi, mettendo a disposizione tempo, energie e competenze per il proprio territorio», ha sottolineato Todde.

La presidente ha quindi augurato buon lavoro agli amministratori eletti, esprimendo fiducia nel loro operato. «Sono sicura che svolgerete questo compito con senso di responsabilità, spirito di servizio e attenzione costante ai bisogni dei cittadini».

Infine, l’impegno della Regione a collaborare con le nuove amministrazioni comunali. «La Regione sarà al vostro fianco. Troverete sempre una sponda istituzionale per costruire soluzioni e dare risposte alle comunità della Sardegna», ha concluso la governatrice.

 
 
 
 
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Prosegue il progressivo dispiegamento del sistema aereo antincendio della Regione Sardegna in vista della fase più intensa della campagna AIB 2026.

La flotta aerea regionale schierata in assetto completo sarà composta da 12 elicotteri: 9 elicotteri leggeri, con capacità media di carico pari a 900 litri d'acqua, un elicottero medio-pesante AB412 con capacità di 1.200 litri e 2 elicotteri pesanti Super Puma, in grado di trasportare fino a 4.000 litri.

A supporto del dispositivo regionale opererà anche il Concorso Aereo Nazionale, che conferma le stesse risorse assegnate alla Sardegna nella scorsa stagione: tre Canadair basati a Olbia e due elicotteri pesanti AW139 dell'Esercito Italiano e dell'Aeronautica Militare schierati negli aeroporti di Decimomannu ed Elmas. Il primo assetto nazionale entrerà in servizio a Olbia il prossimo 15 giugno.

Il rischieramento della flotta avviene in modo modulare e progressivo sulla base delle previsioni del rischio incendi e dell'andamento meteorologico stagionale. Attualmente sono operativi tre elicotteri regionali leggeri nelle basi di Fenosu, Pula e Villasalto.

Tra il 10 e il 15 giugno il dispositivo sarà ulteriormente potenziato con l'attivazione di un elicottero pesante Super Puma presso la base di Fenosu e con l'impiego di altri quattro elicotteri regionali. Il completamento dell'intero schieramento è previsto entro la fine del mese di giugno, quando saranno pienamente operativi tutti i 12 mezzi regionali e i 5 velivoli del Concorso Aereo Nazionale.

L'obiettivo è garantire la massima capacità di intervento sul territorio regionale durante il periodo di maggiore rischio, assicurando tempi di risposta rapidi e una più efficace azione di contrasto agli incendi boschivi e di interfaccia.

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Di seguito le principali delibere adottate dalla Giunta Todde nella riunione odierna.

 

 

AGRICOLTURA

Su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Francesco Agus, la Giunta approva le direttive di attuazione per gli aiuti agli allevatori bovini per il miglioramento della produzione zootecnica mediante l’acquisto di riproduttori maschi e fattrici femmine di qualità pregiata, registrati nei libri genealogici e individua l’Agenzia LAORE Sardegna come soggetto attuatore dell’intervento.

La spesa complessiva prevista per gli aiuti è di 4,5 milioni di euro per il triennio 2026-2028, 1,5 milioni per ciascun anno. L’intensità dell’aiuto è maggiore per i giovani agricoltori e beneficiari con allevamenti localizzati nelle zone montane e/o svantaggiate.

 

 

SANITÀ

La Giunta regionale ha approvato il nuovo Piano della rete Stroke della Sardegna, che riorganizza l’assistenza all’ictus su tutto il territorio regionale.

 

 

TRASPORTI

Su proposta dell’assessora dei Trasporti, Barbara Manca, la Giunta regionale ha approvato la delibera che stabilisce criteri e modalità di ripartizione delle risorse (pari a 520.000 euro per ciascuna delle annualità 2026 e 2027) per progetti di potenziamento dei servizi di trasporto pubblico locale.

 

 

AMBIENTE

La Giunta Regionale, su proposta della Presidente della Regione, Alessandra Todde, di concerto con l’assessora della difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha approvato il Disegno di legge concernente “Disposizioni in materia di prescrizioni regionali antincendio, con la modifica alla legge regionale 27 aprile 2016, n. 8 (Legge forestale della Sardegna)”.

 

Su proposta dell’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, la Giunta ha approvato i criteri per l’attribuzione delle risorse destinate agli interventi di tipo ambientale di gestione dei rifiuti.

 

Sempre su proposta dell’assessora Laconi, la Giunta ha approvato l’accordo di Programma per la definizione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese nel Sito di Interesse Nazionale di Aree industriali di Porto Torres”.

 

Sono stati inoltre approvati i finanziamenti destinati alle Province e Città metropolitane per gli indennizzi dei danni causati dalla fauna selvatica. Il finanziamento è pari a 1 milione di euro per l’esercizio 2026, destinato all’indennizzo dei danni alle produzioni agricole e zootecniche e al censimento dei cormorani, propedeutico all’indennizzo dei danni nei compendi ittici sardi.

 

Infine, l’esecutivo ha deciso di destinare finanziamenti alle Province e alle Città Metropolitane per l’espletamento dei compiti di pianificazione e programmazione faunistico-venatoria ai sensi della legge regionale n. 23/1998. La ripartizione triennale dello stanziamento è complessivamente di 1 milione e 200 mila euro

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La Giunta regionale, su proposta dell’Assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato l’aggiornamento e la definizione unitaria dei criteri per l’attribuzione delle risorse destinate agli interventi ambientali nel settore della gestione dei rifiuti. Il provvedimento aggiorna e armonizza le regole che disciplinano l’utilizzo dei fondi derivanti dal tributo speciale per il conferimento dei rifiuti in discarica e di altre risorse destinate al miglioramento del sistema regionale di gestione dei rifiuti, introducendo criteri più moderni, trasparenti e coerenti con gli obiettivi fissati dalla pianificazione regionale. Le nuove disposizioni riguardano in particolare il finanziamento dei centri di raccolta comunali e intercomunali, il recupero delle aree degradate dall’abbandono dei rifiuti, i rimborsi per l’acquisto di prodotti e materiali riciclati da parte degli enti locali e il sostegno agli investimenti negli impianti pubblici di gestione dei rifiuti.

Tra le principali novità figurano l’adeguamento degli importi massimi finanziabili ai maggiori costi registrati negli ultimi anni, l’introduzione di criteri premiali per i Comuni che raggiungono elevate percentuali di raccolta differenziata e il rafforzamento delle priorità a favore dei territori che ospitano impianti di smaltimento o che risultano maggiormente esposti ai relativi impatti. La delibera rafforza concretamente il sostegno ai Comuni, aumentando le risorse disponibili sia per la realizzazione e l’ammodernamento dei centri di raccolta sia per gli interventi di recupero ambientale delle aree interessate dall’abbandono dei rifiuti. “Con questa delibera aggiorniamo strumenti che negli anni hanno consentito ai Comuni di realizzare interventi importanti per migliorare la raccolta differenziata, recuperare aree degradate e rafforzare le infrastrutture ambientali dei territori”, dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi. “L’obiettivo è utilizzare in modo sempre più efficace le risorse derivanti dall’ecotassa e dagli altri fondi ambientali, orientandole verso azioni che producano benefici concreti per le comunità locali, migliorino la qualità dell’ambiente e favoriscano il raggiungimento degli obiettivi regionali di economia circolare.” “Abbiamo scelto criteri chiari, oggettivi e uniformi, condivisi con il sistema delle autonomie locali, per garantire una distribuzione equa delle risorse e sostenere i Comuni che investono nella prevenzione della produzione dei rifiuti, nel recupero delle materie e nella tutela del territorio. È un intervento che rafforza la collaborazione tra Regione ed enti locali e contribuisce a rendere il sistema sardo dei rifiuti sempre più efficiente, moderno e sostenibile.»

L’aggiornamento dei criteri sostituisce e integra le disposizioni adottate negli anni precedenti, adeguandole all’evoluzione normativa, all’esperienza maturata nell’attuazione delle misure e alle nuove esigenze del sistema regionale di gestione dei rifiuti.

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