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L’eliminazione degli incroci a raso sulla Statale 130 è più vicina. Il Ministero dell’Ambiente, direzione generale Valutazioni ambientali, congiuntamente al Ministero della Cultura, direzione generale Archeologia belle arti e paesaggio, ha espresso giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del progetto definitivo “S.S. 130 Iglesiente” per l’eliminazione degli incroci a raso da Cagliari a Decimomannu dal km 3+000 al 15+600. “La Valutazione d’impatto ambientale (Via) del Mase è l’atto che consente di avere tempi più certi e di stabilire un cronoprogramma e delle procedure per l’avvio dell’opera – evidenzia l’assessore dei Lavori pubblici, Antonio Piu - abbiamo impresso un’accelerata all’iter istruttorio ministeriale perché quest’opera non può più aspettare. Ora con la Via si può procedere senza ulteriori rinvii. Questa strada ha segnato troppe croci e abbiamo il dovere di mettere in atto ogni azione possibile per restituire sicurezza a quel tratto e ora finalmente possiamo concretizzare il progetto”.

 

L’intervento interessa complessivamente circa 10 km del suo tracciato, nei comuni di Elmas, Assemini e Decimomannu. La SS 130 collega il capoluogo sardo con Iglesias, inizia da Cagliari, a nord della città, e scorre per i primi chilometri in direzione nord, passando a fianco dell'aeroporto di Cagliari-Elmas. La strada in oggetto è attualmente classificata come extraurbana secondaria, con due corsie per senso di marcia. Gli interventi hanno l'obiettivo di migliorare le condizioni di percorribilità e implementare il livello di sicurezza, nel tratto compreso tra il bivio di Elmas sud ed il bivio di Decimomannu. L'azione di miglioramento prevede l'eliminazione delle intersezioni a raso che comportano la realizzazione di svincoli a livelli sfalsati (realizzazione di uno svicolo ad Elmas, due svincoli ad Assemini ed uno svicolo a Decimomannu), l'adeguamento della sede stradale, sempre a due corsie per senso di marcia, la realizzazione di strade complanari a servizio della viabilità locale, oltre a opere idrauliche ed ulteriori opere complementari.

 

Soddisfazione da parte delle sindache di Elmas e Decimomannu e del primo cittadino di Assemini.

“Sono felice di questo importante risultato – commenta la sindaca di Elmas Maria Laura Orrù - che consentirà di restituire sicurezza ad una strada che ha visto e vede tante criticità e ha segnato troppe vittime. Resta ferma la necessità del comune di Elmas di garantire con una modifica l'accessibilità al territorio soprattutto con una ulteriore uscita in direzione Iglesias”

 

“Sono molto soddisfatto di questo risultato – riferisce il sindaco di Assemini Mario Puddu - un passo importante per le nostre comunità. Ringrazio l'assessore Piu, il suo staff e tutti gli altri enti coinvolti per il lavoro svolto finora. Continuando con questa determinazione, questa opera così importante, anche e soprattutto per la sicurezza dei nostri cittadini, sarà presto realtà”.

 

“Accogliamo con favore il via libera alla compatibilità ambientale del progetto sulla SS 130 – dice la sindaca di Decimomannu Monica Cadeddu - un atto che aspettavamo ormai da troppo tempo, un passo decisivo verso la realizzazione di un’opera attesa da anni e fondamentale per la sicurezza di tutti. L’eliminazione degli incroci a raso e la realizzazione dello svincolo a Decimomannu miglioreranno la viabilità ma soprattutto la qualità della vita. Siamo e continueremo ad essere parte attiva nel percorso, continuando a dialogare con tutti gli enti coinvolti, affinché l’intervento sia presto realtà”.

 

Per la realizzazione dell’intera opera infrastrutturale è stato stimato un tempo pari a 4 anni per i lavori, corrispondenti a 1460 giorni, oltre al tempo necessario per le fasi amministrative e autorizzative preliminari, stimato in un ulteriore anno. “Avvierò, come promesso, nei prossimi mesi una fase di condivisione e ascolto dei territori, i comuni e i comitati coinvolti dall’opera – precisa Piu – credo sia un passaggio importante per permettere alle cittadine e ai cittadini di conoscere il progetto negli aspetti che li riguardano più da vicino”.

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La Scuola Forestale a Nuoro, miglioramento degli accessi all’Einstein Telescope e una Rsa a Oliena. La Giunta, su proposta della presidente Alessandra Todde, ha deliberato di utilizzare 48 milioni per nuovi interventi con esigenze prioritarie di finanziamento nel Piano sviluppo e coesione (Psc) della Sardegna 200-2020.

 

Per migliorare l’accessibilità, la sicurezza e l’efficienza operativa del sito Sos Enattos di Lula – candidato a ospitare l’Einstein Telescope – sono stati stanziati 20 milioni di euro che serviranno per una strada di collegamento alla Provinciale 73 per l’accesso al Centro Ricerche Et SUnLab e alla ristrutturazione della diga Minghetti, attualmente in disuso, per renderla funzionale alle esigenze idriche della struttura e del territorio, un particolare ai fini agro-pastorali.

 

Di concerto con l’assessore ai Lavori Pubblici, la Giunta ha deliberato la realizzazione di un primo intervento per la realizzazione della scuola del Corpo Forestale e della caserma forestale: un polo formativo aperto anche ad altre direzioni generali regionali, creando un centro di eccellenza per le amministrazioni pubbliche (Protezione Civile, Agenzia Forestas, Vigili del Fuoco e polizie locali). Per la realizzazione della Scuola Forestale sono stati stanziati 23 milioni da economie Fsc e 2 milioni da risorse ex legge di stabilità 2025, pari a un totale di 25 milioni.

 

Inoltre, per completare la struttura socio-sanitaria (Rsa) a Oliena sono stati destinati 5,1 milioni di risorse Psc più 800 mila euro di risorse ex Legge di stabilità 2025 e un milione di altre risorse regionali. L’intervento assicurerà una maggiore equità territoriale e potenzierà la tutela dei diritti della popolazione fragile nell’accesso ai servizi socio-sanitari.

 

I fondi fanno parte dei 92 milioni di “economie riprogrammabili” all’interno della dotazione finanziaria rideterminata dalla delibera 4 del Cipess del 30 gennaio 2025, pari a oltre 4,2 miliardi.

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“Il taglio del 50% dei fondi destinati alla manutenzione delle strade provinciali in Sardegna è l’ennesimo schiaffo da parte del Governo Meloni”. La presidente della Regione, Alessandra Todde, commenta così la notizia del quasi dimezzamento delle risorse deciso dal ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini per finanziare il Ponte sullo Stretto di Messina.

 

“Una scelta grave e miope a cui risponderemo”, annuncia Todde. “È un atto che penalizza duramente la nostra isola. Ridurre da 51 a 27 milioni le risorse tra il 2025 e il 2028 significa mettere a rischio la sicurezza di chi ogni giorno percorre migliaia di chilometri di strade secondarie: lavoratori, studenti, mezzi di soccorso e chiunque abbia necessità di muoversi da un comune all’altro”.

La Giunta sarà quindi costretta a dirottare risorse non previste per recuperare il taglio subito dal governo nazionale e assicurare manutenzioni e interventi al sistema viario dell’Isola.

“È inaccettabile che, mentre si finanziano opere faraoniche dal dubbio impatto, la Sardegna venga lasciata indietro”, attacca la presidente della Giunta, "così come è inaccettabile che la Regione debba nuovamente colmare le mancanze del Governo, come è successo di recente per il Fondo Unico per gli Enti Locali, che la Giunta ha aumentato per compensare i tagli di Roma. Dovremo sostituirci ancora una volta ad un Governo che sceglie di voltare le spalle a chi vive in territori periferici. Non chiediamo privilegi, pretendiamo equità e il rispetto di tutti i cittadini, anche quelli che vivono distanti dai maggiori centri urbani”, conclude la presidente Alessandra Todde.

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Prosegue il lavoro di coordinamento e regia sul progetto Einstein Telescope da parte della Regione. L'assessore dell’Urbanistica, Francesco Spanedda, ha incontrato i sindaci dei Comuni Lula, Bitti e Onanì, Mario Calia, Giuseppe Ciccolini e Clara Michelangeli, e il vicesindaco di Orune, Luigi Deiana, i cui territori sono direttamente interessati dall’Einstein Telescope, che l’Italia si è candidata a ospitare nell’area di Sos Enattos, a Lula. L’incontro, convocato per raccogliere le esigenze degli amministratori, è stato coordinato dal consulente della Regione per l’ET, Raffaele Marras, alla presenza del consulente della Programmazione, Diego Corrias.

“Nell’incontro con i sindaci di Bitti, Onanì, Orune e Lula – afferma l’assessore Spanedda – abbiamo voluto approfondire come cogliere questa straordinaria opportunità rappresentata dal progetto Einstein Telescope per avviare processi virtuosi di rigenerazione urbana che possano avere un impatto positivo e duraturo sulle nostre comunità”.

Partendo dal presupposto che l’Einstein Telescope comporterebbe l’arrivo di centinaia di lavoratori e scienziati che gravitano intorno al progetto, gli amministratori hanno evidenziato la necessità di riqualificare le strutture esistenti, in particolare attraverso progetti di riqualificazione dei centri storici, per offrire un adeguato servizio di accoglienza. Ciò dovrà essere accompagnato anche dal recupero e creazione di infrastrutture scolastiche, culturali, e sportive, opere imprescindibili qualora si trasferissero interi nuclei familiari.

“Intendiamo contribuire anche alla creazione di un ambiente accogliente per i ricercatori e le loro famiglie – sottolinea in proposito l’assessore – affinché non si tratti solo di un’esperienza temporanea o di passaggio. L’obiettivo è che chi verrà trovi un territorio ospitale, in cui vivere e investire anche sul piano umano e sociale. È fondamentale che le comunità siano protagoniste nel definire esigenze, progettualità e risorse necessarie per realizzarle. Costruiamo insieme una visione condivisa del territorio”.

 

Nei prossimi giorni i sindaci si incontreranno tra di loro per stilare un documento condiviso contenente le priorità da affrontare in ognuno dei paesi che sarà sottoposto alla Regione.

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Presentato dall’assessore del Turismo, Franco Cuccureddu, il progetto “L’Isola che accoglie: Turismo accessibile e inclusivo in Sardegna”, che punta a rendere il territorio accessibile alle persone con disabilità fisica, sensoriale, intellettiva e a far diventare la nostra Isola una destinazione turistica inclusiva, riconosciuta dal target di riferimento quale destinazione organizzata, garantita e fra le eccellenze in Italia.

“Questo per noi segna soltanto l’inizio di un percorso - afferma l’assessore Cuccureddu- con cui affrontare il mondo della disabilità e realizzare una offerta di turismo accessibile e inclusivo, che ha necessità di ottenere un tangibile approccio istituzionale. E’ opportuno che si passi dal concetto di disabilità a quello di esigenza della persona. Una persona con disabilità è un turista. Garantire la piena accessibilità turistica, non è solo un obbligo di legge o uno scrupolo etico, ma significa aumentare la qualità dell’ospitalità e rendere più competitiva la nostra terra.”

L’intervento dell’Assessorato regionale del Turismo è stato possibile grazie ad un finanziamento a valere sul fondo nazionale disposto dal Ministero della Disabilità. Alla Sardegna è stata assegnata la somma di 1 milione e 769 mila euro. Non si è avuta la premialità dal momento che nel 2023, non è stata presentata alcuna richiesta al riguardo.

In ordine a questa prima annualità, si è stabilito di concentrare l’intervento nell’ambito del turismo balneare e di coinvolgere i Comuni costieri della Sardegna in qualità di soggetti attuatori. Le zone interne, infatti, sono state interessate dai finanziamenti previsti dal Fondo unico nazionale per il turismo (FUNT), concernenti lo sviluppo dell’entroterra e il turismo lento ed esperienziale. L’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio ha bandito una manifestazione di interesse alla quale hanno partecipato diciotto Comuni, con i relativi progetti; proposte tutte meritevoli di attenzione e strutturate nel pieno rispetto delle indicazioni contenute nel Decreto. Le somme disponibili hanno consentito di finanziare quattro proposte, ricondotte ad unico progetto regionale, ai fini della successiva presentazione al Ministero per le Disabilità, il quale lo ha valutato positivamente ed ammesso a finanziamento. Coinvolti quattro Comuni costieri. Si tratta di Alghero, La Maddalena (con l’Isola di Caprera), Orosei e Carloforte.

In particolare il progetto contiene interventi riguardanti le attività turistiche che assicurano la piena accessibilità ai servizi come realizzazione di spiagge attrezzate, trasporti attrezzati e percorsi garantiti; qualificare l’accoglienza, integrazione con i servizi sanitari, comunicazione e promozione con creazione di siti web accessibili per descrivere l’offerta di servizi, partecipazione a campagne e fiere promozionali, formazione degli operatori del settore turistico, offerta di tirocini per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità e di formazione per la tutela dei diritti delle persone con disabilità.

“È un primo finanziamento del quale andiamo particolarmente fieri, ha sottolineato ancora Franco Cuccureddu. Lo scorso anno la Sardegna non aveva richiesto i fondi al Ministero per la Disabilità per il turismo accessibile ed inclusivo. Abbiamo fatto un bando al quale hanno partecipato 18 comuni, quattro sono quelli finanziati con progetti essenzialmente per servizi, per la formazione del personale, per creare le condizioni per consentire a tutti un accesso alle nostre spiagge più belle. I quattro Comuni che hanno vinto sono equamente ripartiti tra nord, nord ovest e nord-est. Nell’isola di La Maddalena gli interventi riguarderanno in particolare l'isola di Caprera e poi sulla costa sud-occidentale nel comune di Carloforte e in quella centro-orientale nel comune di Orosei. Ci sono altri 12 progetti altrettanto interessanti ma che non hanno raggiunto il punteggio necessario per essere finanziati che speriamo con risorse regionali o anche di altri assessorati di poter finanziare anche perché sono progetti che davvero meritano.”

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Con il via libera al PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale), la Giunta Regionale, dopo il giudizio positivo sulla compatibilità ambientale da parte dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, approva il collegamento ferroviario Alghero Centro – Aeroporto, alimentato da treni a idrogeno verde. Il progetto, proposto dall’ARST, prevede: 6,7 km di nuova infrastruttura ferroviaria, impianto per la produzione elettrolitica di idrogeno (1.500 kg/giorno), impianto fotovoltaico da 3,95 MWp, nuova stazione Mamuntanas e stazione terminale sopraelevata nelle vicinanze dell’aeroporto.

Il valore complessivo dell'opera ammonta a 237,7 milioni di euro, coperti attraverso risorse ministeriali e regionali, in particolare grazie ai fondi PNRR e all’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione. L’intervento rappresenta un salto di qualità per la mobilità sostenibile e per la connessione territoriale della Sardegna nord-occidentale. Prevede non solo la realizzazione di una nuova infrastruttura ferroviaria lunga 6,7 km, ma anche un impianto per la produzione elettrolitica di idrogeno verde da 1.500 kg/giorno, alimentato da un impianto fotovoltaico da 3,95 MWp.

“Investire nella mobilità a idrogeno significa proiettare la Sardegna nel futuro dell’innovazione ambientale, ha dichiarato l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi. Vuol dire affrontare concretamente le sfide della transizione ecologica e allo stesso tempo costruire, con visione e coerenza, le condizioni per una reale autonomia energetica fondata su fonti rinnovabili”.

 

Il nuovo collegamento ridurrà sensibilmente i tempi di percorrenza tra la città di Alghero e l’aeroporto di Fertilia, migliorando l’accessibilità al sistema aeroportuale sardo e contribuendo a ridurre le distanze effettive e percepite tra l’Isola e il continente.

Il progetto, coerente con i criteri della Legge Regionale n. 20 del 2024 sull’individuazione delle aree idonee agli impianti FER, ha superato una complessa istruttoria tecnico-amministrativa, culminata nel rilascio del PAUR. Alla procedura hanno preso parte tutte le amministrazioni ed enti competenti, tra cui la Provincia di Sassari, che ha rilasciato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’impianto di produzione di idrogeno.

 

“Questo è un esempio concreto di come un’infrastruttura possa conciliare innovazione, sostenibilità e utilità pubblica, ha aggiunto Laconi. La nuova linea ferroviaria è un volano per lo sviluppo territoriale e rafforza il ruolo strategico della Sardegna nei processi di decarbonizzazione dei trasporti”.

Si configura come la prima linea ferroviaria italiana alimentata da idrogeno prodotto in loco, rappresentando un modello avanzato di decarbonizzazione del trasporto pubblico locale. Particolare attenzione è stata riservata al rispetto delle prescrizioni paesaggistiche e archeologiche, nel contesto di un’istruttoria complessa e partecipata che ha coinvolto tutte le amministrazioni competenti. Tra queste, la Provincia di Sassari ha avuto un ruolo determinante rilasciando l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’impianto di produzione di idrogeno.

Il nuovo collegamento ridurrà significativamente i tempi di percorrenza tra Alghero e l’aeroporto di Fertilia, accorciando le distanze operative e simboliche tra la città, il sistema aeroportuale sardo e i principali nodi del trasporto nazionale e internazionale. In sintesi, si tratta di un’infrastruttura strategica che consolida la vocazione intermodale e sostenibile dell’Isola, creando nuove opportunità di sviluppo territoriale, migliorando la qualità della vita dei cittadini e rafforzando la competitività del sistema regionale

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“Il più grande progetto di trasferimento tecnologico nella storia della Sardegna”. Presentato questa mattina all’auditorium dell’edificio 2 del Parco scientifico e tecnologico di Pula il programma di prevenzione medica e ricerca SardGen sancito dalla firma dell'accordo siglato dalla direttrice di Sardegna Ricerche Carmen Atzori, dal rettore dell'università di Sassari Gavino Mariotti e dagli assessori del Bilancio Giuseppe Meloni e della Sanità Armando Bartolazzi.

Si tratta di un progetto ambizioso che coniuga la medicina preventiva – test biochimici a disposizione di tutta la popolazione – con ricerca e sviluppo – basata sui dati genetici raccolti con il consenso dei cittadini nella Biobanca - per individuare i bersagli terapeutici per curare malattie, a partire dalla talassemia. Un progetto che ha già attratto e attrarrà ricercatori da tutto il mondo.

“è una giornata storica per la Sardegna – ha commentato il vicepresidente della Giunta Giuseppe Meloni – ci abbiamo creduto dal primo minuto, appoggiando il progetto che stava nascendo. Abbiamo deciso tutti di fare squadra, ponendo la Sardegna al centro del mondo. La sinergia fra istituzioni è stata la scommessa vincente per dare gambe a questo progetto che permetterà ai sardi di migliorare le proprie prospettive sanitarie e di vita, e la sinergia fra istituzioni è la scommessa vincente per la Sardegna che guarda al futuro. Questo progetto – ha aggiunto l'assessore del Bilancio – rilancia poi questo bellissimo Parco scientifico e tecnologico di Pula”, ha concluso Giuseppe Meloni.

“Io sono venuto qui in forma privata il primo gennaio 2024 perché la ricerca scientifica è stata la mia vita per 45 anni – ha esordito l'assessore della Sanità Armando Bartolazzi – e quindi oggi è il giorno più bello da quando sono in Sardegna. Finalmente l'eccellenza che è presente in Sardegna viene valorizzata: il professor Cucca è una di queste. Come oncologo lo posso dire: siamo davanti a un progetto internazionale sulla genetica che può cambiare la storia della medicina: nuovi marcatori genetici per la diagnostica. Investire qua significa risparmiare, e tanto, in medicine e terapie, basti pensare che una cura per la talassemia a una sola persona può costare 1,8 milioni”, ha concluso Bartolazzi.

Partito dall'idea del genetista Francesco Cucca (responsabile scientifico di SardGen) e subito appoggiato dal program manager di e.Ins Gianluca Cadeddu e dal rettore dell'università di Sassari Gavino Mariotti, il progetto è un partenariato pubblico-privato. Il partner è Impeco, azienda svizzera che già lavora al Parco di Pula ed è leader nel settore dell'automazione di laboratori di analisi cliniche.

Il 17 aprile scorso la Giunta regionale ha approvato l'atto di indirizzo per la realizzazione della Biobanca Sarda, infrastruttura pubblica di rilevanza strategica per il rafforzamento della medicina preventiva, della ricerca scientifica e del trasferimento tecnologico nel settore biomedico.

L’iniziativa è cofinanziata tramite fondi PNNR dall’Unione Europea - Next Generation EU (progetto E.ins: Ecosystem of Innovation For Next Generation Sardinia. Spoke 01) e dalla Regione Sardegna attraverso il progetto “Genes for health” volto a rafforzare l’iniziativa di ricerca. La Biobanca sarà insediata al Parco scientifico e tecnologico di Pula, in attuazione degli indirizzi della giunta regionale, e sarà un'infrastruttura all'avanguardia per raccolta, conservazione e analisi di campioni biologici, essenziale per promuovere la prevenzione delle patologie e la personalizzazione delle cure.

La Biobanca ospiterà attività di ricerca e sviluppo per la messa a punto di nuovi farmaci fondate su analisi genomiche e immunologiche approfondite. I dati genetici raccolti con le attività progettuali, e con un'utilità clinica accertata e validata per la diagnosi e prevenzione di malattia, potranno essere messi a disposizione del sistema sanitario regionale per un utilizzo in linea con il consenso libero, specifico e informato espresso dai candidati partecipanti al progetto. Il programma ha come obiettivo lo sviluppo di farmaci mirati ed efficaci, utili per patologie autoimmuni ed ematologiche, molto diffuse in Sardegna. Progressi che contribuiranno a potenziare la medicina preventiva e a ridurre i costi sanitari. I benefici per la popolazione si tradurranno in una salute migliore con una qualità della vita superiore e un aumento dell'aspettativa di vita in salute. La medicina preventiva apporta benefici immediati che deriveranno dall'esecuzione di una batteria di analisi biochimiche condotte grazie al coinvolgimento delle tre principali aziende ospedaliere della Sardegna su circa 50 parametri di salute e una raccolta di informazioni su stile di vita e fattori ambientali per un check-up medico approfondito.

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Dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2026, la linea ferroviaria Decimomannu–Iglesias/Carbonia sarà interessata da importanti interventi di ammodernamento che porteranno al raddoppio del binario nel tratto tra Uta e Siliqua, all'elettrificazione della linea ed all'implementazione del sistema di controllo ERTMS.

Per garantire la continuità dei servizi di trasporto durante l’interruzione, la Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessora dei Trasporti Barbara Manca, una riprogrammazione complessiva dei collegamenti nel territorio del Sulcis-Iglesiente.

 

“Si tratta di lavori strategici attesi da anni, che rappresentano un passo concreto nella direzione del superamento del deficit infrastrutturale cronico della Sardegna – spiega l’assessora Manca –. Sappiamo che la sospensione temporanea del servizio ferroviario potrà creare disagi, ma abbiamo costruito una soluzione di sistema che garantisca ai cittadini continuità, efficienza e accessibilità, assicurando altresì la spendita razionale delle risorse”.

 

Durante il periodo dei lavori, i collegamenti tra il Sulcis-Iglesiente e l’area metropolitana di Cagliari saranno garantiti da un sistema integrato bus-treno:

 

- Servizi su gomma gestiti da ARST collegheranno Iglesias e Carbonia alla stazione ferroviaria di Decimomannu, con fermate intermedie a Villamassargia e Siliqua.

 

- Da Decimomannu, i viaggiatori potranno proseguire verso Cagliari o altre destinazioni con i treni metropolitani Trenitalia.

 

- Un servizio dedicato su gomma collegherà Decimomannu a Uta e Villaspeciosa.

 

È prevista inoltre l’intensificazione dei collegamenti ferroviari nelle tratte Oristano–Cagliari, San Gavino–Cagliari e Decimomannu–Cagliari, con frequenze potenziate fino a un treno ogni mezz’ora, e fino a tre treni all’ora negli orari di punta. Inoltre, sulla tratta Decimomannu–Cagliari, 35 treni effettueranno la fermata anche a Santa Gilla, attualmente servita da soli 13 convogli giornalieri.

 

“Abbiamo voluto che i disagi non ricadessero sui cittadini anche sotto il profilo economico – sottolinea Manca –. Per questo motivo, in via eccezionale, sarà applicata ovunque la tariffa ferroviaria, più vantaggiosa rispetto a quella stradale, estendendola anche ai bus Arst attivati per sostituire la tratta ferroviaria”.

 

Il modello prevede un sistema tariffario unico su base ferroviaria e un meccanismo di ripartizione dei ricavi (clearing) tra Trenitalia e ARST, semplificato e già condiviso tra le aziende. I biglietti e gli abbonamenti ferroviari Trenitalia, compresi quelli acquistati prima del 1° luglio 2025, resteranno validi anche per i mezzi Arst durante tutto il periodo dei lavori.

 

“Questa riorganizzazione – conclude Manca – nasce da un lavoro congiunto tra Regione, ARST e Trenitalia, e rappresenta una scelta strategica: migliorare oggi per avere, domani, un sistema di trasporti moderno, efficiente e finalmente all’altezza delle esigenze del territorio”.

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La presidente della Regione, Alessandra Todde, fa chiarezza sul nucleare, “una volta per tutte. Perché non si possono accettare patetici tentativi di strumentalizzazione su temi così importanti per la Sardegna e i sardi”, afferma.

 

“La nostra giunta – specifica la presidente – ha ereditato un piano energetico vecchio di 10 anni, due centrali a carbone, una centrale che usa gli scarti di raffinazione, l'idroelettrico sottoutilizzato e la paura diffusa tra i cittadini per un’invasione di impianti eolici e fotovoltaici che trasformano il nostro ambiente in un ambiente industriale”.

 

Ieri durante il suo intervento intervento al Festival delle Regioni, a Venezia, ha ribadito “che è necessario utilizzare tutte le leve possibili per rendere competitiva la nostra Regione abbassando il prezzo dell’energia e tagliando le bollette ai sardi. Ma non certo barattando ambiente e paesaggio, per noi beni identitari”.

 

“La Sardegna – sottolinea Todde – soffre di una discriminazione sulle infrastrutture energetiche e logistiche e non permetterò mai che il nostro territorio si trasformi nel campo di battaglia per chi vuole speculare o lucrare. Ho anche risposto alla domanda del giornalista su quale fosse la posizione della nostra Regione sul tema dell’energia nucleare. Noi non siamo ideologici, siamo favorevoli alla fusione nucleare, ma contrari alla fissione (quella delle centrali attuali, per intenderci) e non abbiamo intenzione di farci carico delle scorie. Infatti, ho dichiarato più volte che non accetterò mai che sia la Sardegna ad ospitare il deposito. La nostra contrarietà non è solo una posizione politica ma una scelta coerente con la volontà popolare. Il popolo sardo si è espresso in maniera molto chiara con un referendum. Senza dimenticare poi che le modalità industriali di gestione del nucleare sono legate a centrali di vecchia generazione. Anche i mini reattori sono ancora in fase sperimentale e usano una tecnologia che produce scorie. Strada, per noi, quindi non percorribile”.

 

“Veramente qualcuno vuole tentare di confondere la volontà di non fermare la ricerca scientifica – come ho ribadito durante il mio intervento, rivendicando di aver stanziato più di 500 milioni per la ricerca sulla fusione nucleare, tecnologia pulita e priva di scorie quando ero al Governo – inventandosi che vogliamo il deposito e le centrali sul nostro territorio? Sono patetici tentativi di strumentalizzazione rispetto ad un approccio scientifico e non ideologico”.

 

“Siamo disponibili a discutere di energia nucleare – conclude Todde – ed aperti ad una rivoluzione, come sarebbe la fusione nucleare, ma io il dovere politico da Presidente e cittadina di difendere ambiente, paesaggio, suolo e territorio”.

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“La digitalizzazione e la gestione dei dati rappresenta una sfida cruciale per la sanità regionale”. Lo ha dichiarato l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi presente alla tappa cagliaritana del roadshow nazionale “Ecosistema dei dati sanitari. Il Fascicolo Sanitario Elettronico per modernizzare la Sanità”, evento promosso dalla Regione Sardegna in collaborazione con il Ministero della Salute e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Informatizzazione e nuove tecnologie diventano critiche per portare sui territori l’informazione medica e prendere in carico le cronicità in maniera ottimale”, ha dichiarato l’Assessore. “Questo richiede uno sforzo tecnologico e formativo importante, che stiamo affrontando, anche grazie all’apporto dei fondi PNRR”.

 

Entrando nel tema del Fascicolo Sanitario elettronico Bartolazzi ha detto: “Attualmente la quota di inserimento dei dati sul fascicolo sanitario elettronico da parte dei medici di medicina generale è del 23%. Ci sono ampi margini di miglioramento”

“Questo strumento- ha concluso l’Assessore- è fondamentale anche per la programmazione sanitaria e per l’analisi dei dati negli studi epidemiologici. Dobbiamo fare il massimo degli sforzi per modernizzare il sistema sanitario non solo in Sardegna ma a livello nazionale, per renderlo sempre più sostenibile”.

 

“Abbiamo chiesto ad Ares di implementare con i fondi PNRR attività di formazione specifica per la digitalizzazione, con il progetto Meds. Sappiamo bene quale sia l’impatto della digitalizzazione in tutti i campi. Il Fscicolo Sanitario Elettronico semplifica notevolmente la vita del cittadino, amplia il suo diritto alla salute e tutela il suo percorso di cura perché fornisce la possibilità di avere tutte le informazioni utili a disposizione con un semplice click”, conclude Bartolazzi

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